lunedì 2 marzo 2020

Bad Boys for Life (2020): Un altro Family Day organizzato da Will Smith

Un giorno riuscirò a scoprire a chi ha pestato i piedi ad Hollywood Joe Carnahan. Anche se ho una mia teoria in merito, parliamo di uno che sembrava avere tutto per portare avanti la tradizione dei film d’azione diretti con il cuore dal lato giusto, ma che in carriera ha più progetti sfumati di quelli davvero portati a termine. VI avviso, nel post ci sono vaghi e moderati SPOILER.

Basta dire che è stato il primo a proporre l’idea di un film su Daredevil ispirato (e ambientato) alle pellicole degli anni ’70, come “Taxi Driver” (1976), molto tempo prima che diventasse una moda. Essendo cresciuto alla scuola dello Scott giusto, Carnahan è stato anche l’unico che alla morte di Tony non ha esitato a disperarsi per la perdita di quello che lui ha definito senza mezzi termini un genio. Evidentemente l’essersi schierato sulla riva opposta del divino Ridley ha posto su Joe la lettera scarlatta, infatti in questo “Bad Boys for Life” s'intravedono i tratti del progetto che avrebbe potuto essere, se il film fosse uscito nel 2009, solo che il tempo è passato, le riscritture si sono succedute e questo terzo capitolo dei due ragazzi di Miami esce solo oggi, nel 2020, peraltro con un titolo che sarebbe stato perfetto per un quarto capitolo piuttosto che per un terzo, giusto a confermare che fin dal titolo in questo film parecchie cose stridono.

Regola Aykroyd: Trovati un compare più basso e chiatto di te, e sembrerai slanciato tutta la vita.
“Bad Boys for Life” è un film che dalle mie parti chiameremmo “gnecco”, come i grissini vecchi di qualche giorno, è indubbiamente il più moscio della trilogia, non tutto è da buttare, badate bene, ma resta un progetto talmente in ansia di assecondare vari punti da risultare abbastanza efficace in alcuni momenti, ma in generale fiacco. Anche perché, parliamoci chiaro, il primo Bad Boys non era nemmeno un film d’azione, era una commedia degli equivoci in cui ogni tanto partiva fortissimo il Bayhem, il secondo, invece, era Michael Bay al massimo della sua arrogante strapotenza visiva, applicato alla stessa trama da nulla, quindi la domanda a cui questo terzo capitolo era chiamato a rispondere era molto semplice: può esistere un “Bad Boys” senza quel ragazzaccio di Michael Bay? La risposta è sì, se al cinema vi piace annoiarvi con una minestra riscaldata.

Sullo stesso principio per cui per tanti cinefili Bumblebee è il miglior film della saga dei “Transformers” solo per il fatto che NON è stato diretto da Michael Bay, anche questo “Bad Boys for Bumblebee” è stato salutato con lo stesso giubilo da molta critica professionista (traduzione: pagata per scrivere di cinema. E con la pipa e gli occhiali). Sarà, ma io che tutto questo lo faccio “Never for money, always for love” per dirla come avrebbero fatto i Talking Heads, davanti a questa operazione nostalgia sono rimasto abbastanza freddino e per lunghi tratti, anche annoiato.

Ci terrei a far notare che per sostituire Bay, ci sono voluti DUE registi.
Sì, è vero, Michael Bay fa un piccolo cameo nel film nella scena del matrimonio e i due nuovi arrivati, i registi belgi Adil El Arbi e Bilall Fallah lo inquadrano scimmiottando la sua inquadratura a girare per omaggiarlo, ma quello che manca a questo film è proprio uno con la personalità di Bay, qualcuno che copra il ruolo di “maschio dominante” (passatemi il termine) dando una direzione al tutto. Adil El Arbi e Bilall Fallah s'impegnano tantissimo e a tratti fanno anche un buon lavoro, ma se per una buona metà di film il ruolo di leader di tutta questa operazione è un trono vacante, ad un certo punto il vuoto di potere viene colmato dall’unico che sente di avere abbastanza peso politico per farlo, quando Will Smith sale in cattedra, il film finisce e nel modo peggiore possibile, ma andiamo per gradi.

L’operazione nostalgia parte fin dai titoli di testa che sfoggiano ancora il vecchio logo Don Simpson/Jerry Bruckheimer che ci ha regalato tanti bei ricordi in passato e continua con una corsa dei due protagonisti (Martin Lawrence più tondo che in “Big Mama” e Will Smith che sembra magro solo per confronto diretto) su una Panamera sgommante, il tutto per raggiungere l’ospedale, perché Marcus è ufficialmente diventato nonno e se v'interessa saperlo, il suo genero è Reggie che torna in scena con la stessa inquadratura di Bad Boy II, perché Adil El Arbi e Bilall Fallah sono qui per garantirsi una carriera ad Hollywood e non vogliono mica finire come Joe Carnahan, quindi sotto con omaggi e riverenze a Michael Bay!

Inquadrature che strizzano l’occhio al passato, ma sono più fiacche dei due protagonisti.
“Bad Boys for Bumblebee Life” ci mette tantissimo ad ingranare perché prima deve aggiornarci sui protagonisti che sono sempre gli stessi (solo più paffuti), Marcus  (Martin Lawrence) è pronto ad andare in pensione strizzando l’occhio ai Roger Murtaugh che furono, mentre Mike (Will Smith) non si rassegna, nemmeno ai peli bianchi del pizzetto, ma occhio perché è uno specchietto per le allodole, secondo voi il Will Smith dell’anno 2020, può davvero interpretare ancora lo sciupafemmine impunito dei suoi primi film? Di quando, insomma, sfoggiava ancora un po’ di voglia di vivere?

Le tracce del fatto che “Bad Boys for Bumblebee Life” è l’ennesima operazione pilotata dietro le quinte dagli accordi raggiunti tra la produzione e l’agente di Will Smith inizia ad intravedersi quando entrano in scena i cattivacci di turno. Una pericolosa criminale messicana interpretata da Kate del Castillo (sì, proprio l’attrice di soap opera che ha fatto beccare Joaquín “El Chapo” Guzmán) e da suo figlio, una sorta di Genny Savastano con meno cresta (e carboidrati) con l’obbiettivo di vendicare la madre finita al gabbio. Tra i responsabili dell’arresto anche Mike che su indicazioni materne dev'essere l’ultimo a venire ucciso, infatti, Genny a bordo della sua motoretta sgomma ad ammazzarlo per primo. Forse, dopo tanto tempo passato negli Stati Uniti, il ragazzo non parla più benissimo lo spagnolo materno come una volta.

'Mo ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost' 
Mike antiproiettile perde il suo soprannome e quasi ci resta secco, in una scena che Michael Bay avrebbe sicuramente reso più frenetica e con stacchi di montaggio da sangue al naso, ma anche più emotiva di quello che riescono a fare Adil El Arbi e Bilall Fallah. Però oh! Ora l’azione è fluida e chiara (perché prima non lo era? Vabbè) e i cinefili colti, con la pipa e gli occhiali che pensano che Michele Baia sia il MALE, sono felici, quindi va bene così.

Per assurdo, chi riesce a metterci un minimo di emotività è il più improbabile di tutti, Martin Lawrence sorvolando sulla gag della sua lacrima facile, fa quasi una figura migliore rispetto ai primi due “Bad Boys”, il suo personaggio con tanta voglia di pensione (infatti nel soggiorno di casa ha la maglia numero 3 di Dwyane Wade appesa, a proposito di vecchie glorie di Miami ritirate), alla fine riesce ad essere quasi la coscienza del (non più tanto) dinamico duo. Le sue istanze di pacifismo sono più credibili qui che nei due film precedenti, questo va detto.

Ma siccome “Bad Boys for Bumblebee Life” è l’ennesima operazione a tavolino studiata per piacere a tutti, bisogna metterci dentro parti uguali di vecchio e di nuovo, quindi si segue la traccia dei proiettili speciali sparati contri Mike (chi ha detto pallottole ammazza sbirri come in Arma Letale 3? Chi? Chi!?), però, ehi! Bisogna pensare alle nuove generazioni, quindi di colpo ci troviamo di fronte a “Bad Boys for Bumblebee Life: Il risveglio delle Forze di polizia” perché Mike, in cerca di vendetta, verrà affiancato ai membri della nuova squadra speciale, chiamata AMMO. Che è sicuramente l’acronico di qualcosa, perché sono americani e persino il loro Paese lo chiamano usando un acronimo, quindi mai farsene mancare uno!

“Potremmo chiamarli Ammo”, “Ammo come?”, “Ammo… Skywalker
I poliziotti dell’immaginario di Miami sono sempre stati ben rappresentati fin dai tempi di Sonny Crockett e Rico Tubbs, quindi, se i piani sono quelli di portare avanti “Bad Boys” con protagonisti più giovani (ideona che ha già dimostrato essere senza futuro) la squadra AMMO ha una bella responsabilità, ma il risultato sono un gruppetto più tamarro e meno credibile dell’indimenticato (dai suoi cultori) Horatio Caine di “CSI: Miami”.

"Welcome to Miami, Bienvenidos a Mia...", "Faceva già schifo nel 1998 questa canzone dacci un taglio!"
AMMO pare una banda di modelli di Abercrombie caratterizzati in modo da chiamarsi proprio gli schiaffi a mano aperta sul coppino. Si passa dalla carina con il broncetto, per passare all’hacker palestrato meno credibile della storia (che mi auguro almeno essere un omaggio a Michael Mann) per concludere con il tipo che si spara le pose e non riesce a mandare a segno nemmeno una battuta simpatica, tutti comandati da una sprecatissima Paola Núñez, la sua Rita è tanto bella quanto inutile nel ruolo della quasi ex fiamma di Mike e poco altro. E visto che l’ho citato, parliamo dell’umorismo del film.

Cosa ti ha colpito del film? Cosa ti ricorderai del film? Una sola risposta: Paola Núñez
Quello che per me era IL punto debole dei primi due Bad Boys (e forse di tutta la filmografia di Michael Bay) era la sua (a tratti imbarazzante) idea di umorismo, spesso grossolano, il più delle molte molto sboccacciato tipo bambino delle elementari che ripete senza sosta l’ultima parolaccia captata per caso. Ecco, se riesci a risultare meno divertente della stramba idea di umorismo di Bay, vuol dire che cari Adil El Arbi e Bilall Fallah avete un problema e anche abbastanza grosso. Basta dire che il livello di turpiloquio del film si assesta sui canoni moderni del PG-13, mossa che contribuisce a moderare l’umorismo cretino a cui ci aveva abituato Bay, ma ha come effetto collaterale la noia totale, credo che non ricorderò nemmeno mezza battuta a distanza di tempo, anzi già ora fatico a ricordarne qualcosa di veramente memorabile. Ci aggiungerei anche che il cattivo di turno ha il solito problema degli antagonisti moderni, non deve rubare la scena, dev'essere cattivo sì, ma non troppo da turbare il pubblico, il risultato è che davvero viene da rimpiangere il nostrano Genny Savastano che almeno quando c’è da sparare, lo fa senza farsi tanti scrupoli.

“Siete maleducati, questo è un film d’azione non si spara, potreste fare male a qualcuno!”
Sì, perché “Bad Boys for Bumblebee Life” fa venire spesso voglia di guardare l’orologio, proprio per via del suo infinito ciarlare che ammazza il brio che, invece, Bay sapeva dare ai precedenti capitoli, anche nelle parti che al regista interessavano meno, ovvero quelle tra un’esplosione e l’altra. Però, devo anche riconoscere i meriti di Adil El Arbi e Bilall Fallah che almeno nella parte iniziale del film quando devono affrontare l’azione, lo fanno anche benino, malgrado il messaggio antiviolenza di Marcuss (e quindi del film), faccia un po’ a pugni con l’abbondante utilizzo di sangue in CGI della pellicola.

Alcune coreografie sono ben curate, nel tentativo di aggiungere dinamismo attorno a due protagonisti ormai di una certa età, i due registi s’inventano inquadrature ricercate molto pregevoli, dimostrazione di un talento visivo niente male, non ho ben capito come mai nell’inseguimento in moto a metà film (in side-car per la precisione) abbiano deciso di prendere in prestito la palette cromatica acida di Batman Forever, ma forse con tutte quelle moto e luci al neon, volevano rendere omaggio a Joel Schumacher.

La scena delle motociclette di Batman & Robin, uguale.
Nel terzo atto, quando dovrebbe esplodere in tutta la sua potenza, “Bad Boys for Bumblebee Life” si affloscia su un finale di plastica pieno di personaggi che abbattono colonne portanti a spallate e salvano amici da cadute nel vuoto, utilizzando un lingua cinematografico più vicina a quella dei film di supereroi contemporanei che ai film di Strambi Sbirri di cui, in teoria, questo film dovrebbe fare parte.

Non voglio rivelarvi troppo sulla trama, ma sappiate che procede per trovate classiche prese dal grande libro delle svolte consolidate di Hollywood. Ci vuole la morte di un personaggio, necessaria a motivare i protagonisti? Eccola che arriva puntualissima! Vogliamo negarci il momento dello “Spiegone che altera tutto il passato non raccontato di uno dei protagonisti”? Ma va! Ed è proprio qui che Will Smith alla fine cala la maschera e manda a segno l’ennesimo film sull’importanza della famiglia, in cui ricopre ancora una volta l’unico ruolo che ormai ripete in carriera, mandano giù per il cesso la caratterizzazione di Mike Lowrey. In pratica la svolta famigliare di Arma Letale 4, con un terzo del divertimento e l’aurea di Will “Family Day” Smith a rendere tutto fiacco e già visto.

“Chi è il più bravo padre del mondo? Sei tu il più bravo padre del mondo!”, “Puoi dirlo forte cocco”
La verità è che “Bad Boys for Bumblebee Life” è l’estremo tentativo di Will Smith di giocarsi uno dei suoi vecchi successi per provare a restare a galla, anche se ormai vista l’ossessiva tematica che porta avanti in TUTTI i suoi film, lo vedo pronto ad abbracciare il ruolo di attore feticcio di Gabriele Muccino a tempo pieno, anche perché un “Bad Boys 4” (auguri a trovare il titolo, visto che ormai “Bad Boys 4 life” ve lo siete giocato male) con Smith a dominare tutta la trama, circondato dai personaggi fantoccio più giovani partoriti da questo film e un Martin Lawrence sempre più grasso in ombra, m'interessa più o meno come il nuovo film di Muccino, forse anche meno.

La verità è che Michael Bay ci ha visto lungo, sfilandosi in tempo da questa operazione per poter devastare la Toscana a suo piacimento, alla fine quelli che ne escono meglio da tutta questa fiacca operazione sono Adil El Arbi e Bilall Fallah, loro due hanno dimostrato talento e timbrato il cartellino, ora li attende la regia del prossimo capitolo di Beverly Hills Cop che, poi, è l’avanzamento di carriera inevitabile che li aspetta, se sono riusciti con Martin Lawrence (55 anni) e Will Smith (52 anni) possono passare direttamente a dirigere Eddie Murphy (59 anni): Old Boys for life!

30 commenti:

  1. I ragazzi-registi hanno studiato, hanno omaggiato quando potevano e non hanno inventato nulla; se le scene d'azione sono godibili è pur vero che il film risulta un pò troppo lungo e quindo si affloscia un pò quando ci sono i momenti di pausa perdendo ritmo e consistenza.
    Fotografia e montaggio ben curati, ma telefonatissima la sorpresa inziale mascherata da inseguimento. Finale con tanto di elicottero abbattuto che fa alzare il sopracciglio ed epilogo che insinua la possibilità di un seguito.
    Ho trovato insopportabile l'idea dell'AMMO ma ormai si ha l'avengersmania, per cui bisogna creare un gruppo dove ognuno fa qualcosa e merita i suoi cinque minuti di gloria sullo schermo.
    Non penso si sentisse il bisogno di creare un passato al personaggio di Will Smith e quello che gli hanno appicciato sta su veramente a fatica.
    Non tutto disprezzabile, ma mi chiedo per quale motivo Carnahan ci butti spesso del mistico [SPOILER]

    (il voto di Lawrence affinchè Smit si salvi, ma anche quello di Baracus in A-Team ed il finale di the grey)

    [FINE SPOILER].

    Nizortace

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    1. Sono la persona meno religiosa del mondo, ma qui ci sono gli estremi almeno per ringraziare gli Dei del blogging per i migliori lettori del mondo, alzo una palla su Carnahan e viene colta al volo… Grazie!
      Lo spunto dell’autore, se facesse anche qualche film sapremmo qualcosa di più sui suoi trascorsi, “The Grey” per me resta un grande film laico sull’Onnipotente. Per questo sarebbe stato perfetto per
      “Daredevil”, l’unico eroe Marvel cattolico dichiarato.

      Questo film qui invece porterà anche tracce di Carnahan, ma il resto è tutto pescato dal grande libro contemporaneo delle trovate usate, la squadra AMMO è insopportabile, sul serio il film si chiama “Bad Boys” e mi tirare fuori questi quattro pupazzi? Cheers!

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  2. Il problema dei film moderni è che, come hai scritto anche tu diverse volte, si cerca di accontentare tutti, omaggiando il più possibile tutto quanto di buono era stato fatto precedentemente, ma alla fine non si accontenta nessuno, perché tutto sa di roba vecchia e che ha ormai stancato, magari solo le giovani generazioni possono apprezzare un minimo, perché meno scafate di noi.
    A furia di omaggiare, in ogni caso, ci si dimentica che un film, per quanto seguito di due pellicole, dovrebbe anche proporre delle dinamiche "nuove", un pò come avveniva già in Arma Letale, dove nel quarto capitolo Riggs faceva i conti con l'invecchiare e con le responsabilità famigliari, cementando contemporaneamente la sua bromance con Murtaugh.
    Se poi i due protagonisti erano già fiacchi in partenza, come nel caso degli stereotipati Smith & Lawrence, allora la noia diventa il leit motiv del film. Almeno Bay ci provava a tirare fuori qualcosa di "diverso", come avveniva nel secondo capitolo, per quanto il suo concetto di ironia e sarcasmo siano veramente grossolani a dir poco.
    Piccola parentesi, visto che hai citato il mio telefilm preferito, ovvero Miami Vice. Nell'ultima stagione, la quinta, l'ultimo episodio è un passaggio di consegne da Sonny & Rico a una squadra di "giovinastri" che ha appena preso servizio a Miami, sulla falsariga dell'allora Jump Street. Quindi l'idea presente in questo film era già vecchia di almeno 30 anni...
    Comunque un'occhiata la darò, se non altro per la curiosità di vedere tutti più grassi di me!!

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    1. Ma alle nuove generazioni interessa vedere un film con due cinquantenni che parlano di problemi di paternità e pensione? Ho dei dubbi. Bay era il vero motivo per cui ricordiamo i due “Bad Boys”, nulla da dire sui due nuovi registi, fanno un buonissimo lavoro, ma è la classica operazione che servirà a farli entrare nel giro che conta e poco altro. Cheers!

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    2. Sì hai ragione, ma pensavo più al "traino" di Vanessa Hudgens e compagnia di bellocci vari per le nuove generazioni. D'altronde anche noi quando eravamo ggiovani tifavamo per John McLane che aveva quasi quarant'anni e problemi di coppia con la Sig.ra Gennaro (o Gennero). Il problema per i ggiovani di oggi è che non ci sono dei nuovi, veri eroi d'azione a rimpiazzare i vecchi lupi del passato...

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    3. Il fatto che io non sappia chi è Vanessa Hudgens? Grave? Mi devo preoccupare?
      Mi faccio sempre la stessa domanda: Se quanto personaggio l’avessi “incontrato” da bambino, mi sarei appassionato alla sua storia? Potrei dimenticare qualcuno, ma credo che l’unico personaggio moderno a rispondere a questa caratteristica, sia stata l’Imperatrice Furiosa, e forse un po’ Adonis Creed. Se dimentico qualcuno chiedo perdono, ma è anche lunedì mattina ;-) Cheers

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    4. Certo che dimentichi qualcuno... John Wick!

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    5. Per fortuna ho i migliore lettori del mondo, John Wick ci sta tutto ;-) Cheers

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  3. In effetti il mio problema con Bay è che a volte le scene sono un pochino confuse e le mie retine faticano a codificare tutta la roba che si vede sullo schermo.
    Coi transformers mi succedeva ad ogni scena in cui si randellavano e con 6Underground ho avuto anche lì qualche capogiro.
    Ma può essere un problema mio, anche se non fumo la pipa...

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    1. Questo è un discorso che non ho nessun problema ad accettare e condividere, ti aggiungo anche che se mi chiedessero la trama dei “Transformers” di Bay, potrei citare un po’ quella del primo capitolo, ma per gli altri sarebbe una descrizione a grandi, grandissime linee.
      Faccio più fatica ad accettare un discorso dal genere dai critici seri (quelli che io immagino con la pipa) che mi promuovono “Bumblebee” e “Bad Boys for Life” a pieni voti perché beh, non sono diretti da Bay, liberazione! Mi sembra ben poco professionale.

      In generale poi la dico ancora peggio, perché sono un vichingo, al cinema preferisco farmi spaccare le palle degli occhi dalla regia e il montaggio di Bay, che farmi spaccare l’altro paio di palle da Will “Family Day” Smith. Però magari anche questo è poco professionale :-P Cheers!

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    2. Torniamo al discorso che abbiamo fatto su Robocop e Arma Non Convenzionale. In quel periodo sullo schermo ci arrivava una violenza senza freni che dai critici (quelli con la pipa) era considerata uno scandalo.
      Ma lo spettacolo per noi era esattamente quello. Usciti dal cinema però avevamo la consapevolezza di aver visto solo uno splendido film senza tutte le pippe psicologiche politically correct che si fanno oggi per valutare una pellicola.
      Se uscissero oggi, quei due film verrebbero sforbiciati senza ritegno dalla censura bacchettona.
      Stessa cosa per le riprese alla Michael Bay. Se vuoi lo spettacolo da guardare senza pensarci troppo, lui te lo fa bello e pronto. Anzi non sta certo a lesinare sulle dosi di action. Poi anche quelli come me, che non ci capiscono una cippa di quello che vedono sullo schermo, si divertono lo stesso, perché per i pipponi psicologici allora mi metto su un Almodovar.

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    3. Bravissimo, però che professionisti mi valutino Bay e Almodovar con gli stessi parametri, anche no grazie. Però bisognerebbe conoscere un po’ il genere action per valutare, solo che già trattandosi di un genere, viene valutato un po’ peggio. Cheers!

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    4. Pure io senza pipa ma Bay proprio non lo reggo, mi fa venire il mal di testa dopo dieci minuti un suo film. Però sono coerente e a Bumblebee nemmeno mi sono avvicinato, e anche da questo terzo Bad Boys mi sa che mi tengo alla larga!

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    5. Apprezzo la coerenza, i signori con la pipa sono riusciti ad esaltare “Bumblebee” pur di dare addosso a Bay, no sul serio “Bumblebee” cazzarola! ;-) Cheers

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  4. Chi e' questo Carnahan?
    Voglio sapere tutto, di lui!!
    Scherzi a parte, devo informarmi su questo tizio.
    Anche se gia' una cosa la so.
    Il fatto che consideri la partenza per il Valhalla del TONY una perdita inestimabile per il resto di noi comuni mortali.
    Sento che saremo gia' grandissimi amici.
    Certo che se dici che questi due fanno fare un figurone a Micheluzzo, specie sugli sketch e le battute...e' grave, la cosa.
    Ora...in un mondo di fan - fiction imperanti ritengo che qualcuno abbia stabilito che sia un'ottima idea. Quella di dare la possibilita' ai superfan di girare i trecentomila sequel che non hanno mai potuto vedere dei loro film preferiti.
    Se poi sei in grado di farli...quello e' un altro discorso.
    Credo che un vero appassionato capisca anche quando e' il momento di finirla.
    Tu no, Sly. Tu va' avanti. Che hai ancora un sacco di benzina in corpo, vecchio mio. E finche' ce l'hai, mi puoi sfornare tutti i Rocky e i Rambo che vuoi.
    E i Creed. Andate a vedere come si fa un passaggio di consegne come Dio comanda, gente.
    E qui cos'abbiamo, invece?
    Due gia' irritanti per loro conto che passano il testimone a un gruppetto di scamorze?
    Assistiamo all'incapacita' congenita di molti autori odierni di dare vita a personaggi iconici, purtroppo.
    I giovani agenti di questo film sono insipidi, non trasmettono nulla. Idem per i cattivi.
    Devi spingere sul pedale del gas, quando devi fare i cattivi.
    A meno che non abbiano fatto apposta ad annacquare tutto per far apparire Smith e Lawrence meno bolsi di quanto gia' non sono.
    In tizi come un McClane, un Riggs ti ci potevi identificare. O un Hollenbeck.
    Non potevi fare le pazzie del secondo. O buttarti da un palazzo sventagliando col mitra come faceva il primo. O sparare setti nasali direttamente nel cranio a manate in faccia come il terzo (se ci ripenso sento ancora male).
    Ma le battute, le freddure o i commenti ad effetto...o lo sguardo cinico, incazzato e col sorriso beffardo...quelli erano alla portata di tutti. Sfido chiunque a non averci mai provato, almeno una volta.
    Potevi sentirti come loro, per un attimo.
    Ma oggi chi cavolo abbiamo?
    Giusto Adonis. E Furiosa. Appunto.
    Forse la tizia di Atomica Bionda.
    Ramah o Prakoso di The Raid. Ma li' siamo oltreconfine.
    James Silva di Red Zone? Lassamo perde.
    Se io ero in squadra con lui, dopo dieci minuti di logorrea gli sparavo in fronte. E 'fangoulash alla missione.

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    1. Nel 2012 pensavo che sarebbe stato pronto a raccogliere il testimone. Guardati il suo "The Grey", mi ringrazierai dopo ;-) Cheers

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  5. Filmettino... Sparisce se lo mettiamo al confronto coi primi due. Uscito decisamente fuori tempo massimo con protagonisti che evidentemente non stanno più nella parte (il rubicondo Lawrence è inguardabile!). O la buttavi "in farsa" totale mettendo i due poliziotti in situazioni in cui sono palesemente fuori posto (qualcuno ha citato "Sono troppo vecchio per queste stronzate"? No? Mi pareva...) e allora avrebbe pure senso la squadra AMMO, oppure facevi la tamarrata esagerata totale stile Bayhem con mezza Miami che salta per aria a ritmo di musica. Più che il poliziesco, era meglio la commediola degli equivoci del primo come trama.

    Qua invece le buone intenzioni le capisco ma il risultato finale è una moscissima pellicola che non è nè carne nè pesce. Manca pure il finalone spaccatutto!

    Peccato perché sotto sotto pure senza Bay ci speravo e invece mezza delusione.

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    1. Per fortuna non ci ho mai sperato, sono contento di aver ripassato i primi due capitoli ;-) Cheers

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  6. Old Boys For Life è geniale, ed è il titolo della biografia del cinema... Sottotitolo: "Da Indiana Jones 5 a Mission Impossibile 15, passando per Rocky 9 e Rambo 6: il cinema come specchio della gerontocrazia" :-D
    Possibile che davvero qualcuno negli ultimi vent'anni pensa sul serio che presentare improbabili giovani attori-fotomodelli che fanno le faccette, con zero carisma e zero sceneggiatura, possa davvero far nascere una serie a loro dedicata? Non è mai successo con i capolavori anni Ottanta, figuriamoci con la roba dozzinale dei Duemila, che gli spettatori dimenticano già mentre stanno vedendo.
    Quello che all'apparenza è un cinema divistico, dove star vanesie continuano a ricoprire ruoli come quando erano giovani, in realtà è palesemente alla canna del gas: dal Duemila il cinema è "fanistico", riescono a guadagnare qualche spicciolo solo i film che possono contare su un certo numero di fan, e nella maggior parte di casi si tratta di prodotti anni Ottanta-Novanta. Che li presenti a fare attorini al fianco di vecchie star: se esistesse pubblico per gli attorini muscolosi si sarebbe palesato da decenni. Non esiste, per puzza ogni tanto qualcuno compra un biglietto per una vecchia star che gli ricorda la gioventù...
    Will Smith ormai è un uomo di spettacolo, nei social e in TV: ogni tanto fa un film per motivi fiscali e perché qualche vecchio fan ce l'ha pure lui. Però quando va in TV lo presentano come il Principe di Bel-Air, segno che negli ultimi trent'anni non ha fatto molto di più :-P

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    1. I vecchi non mollano e i giovani non emergono, sembra la descrizione dell'Italia, invece è Hollywood ;-) Veramente se una saga ha un certo numero di fan prosegue, altrimenti ciao, davvero sono vecchie gloria che ricordano i vecchi tempi, non ho visto giovanotti e giovanotti emergere, e nessun accanto ad una vecchia gloria ha mai avuto il carisma necessario per ereditare lo scettro. Will Smith è strano non faccia ancora dischi, oggi bastano i social per essere popolari, il resto (cinema compreso) è accessorio. Cheers!

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  7. Con i cinema chiusi e questo film uscito proprio a ridosso della chiusura non sono riuscito ad andare a vederlo. A quanto pare non mi sono 0erso nulla, ma spero che dalla prossima settimana anche basta con questa storia!!!

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    1. Per fortuna sono andato a vederlo appena uscito, poi ho tenuto il post in bozza perché volevo seguire l’ordine e pubblicare prima quello su “Bad Boys II”. Ho calcolato male i tempi quindi sono andato un po’ lungo, ma ci ha pensato questa storiaccia dei cinema chiusi a farmi recuperare. Per quanto poca cosa questa film, ridateci i cinema grazie, che siamo andati ben oltre l’assurdo ormai. Cheers!

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  8. Non ho letto perché ovviamente vorrei prima vederlo, comunque già che non ti è dispiaciuto troppo è tanta roba..

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    1. I due registi sanno il fatto loro, però Will Smith ha snaturato il suo personaggio, alla fine la regia è una promessa per buoni lavori futuri, ma contro i primi due capitoli, nemmeno da mettere. Cheers

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  9. Ho visto il film ieri e beh... Schifo schifo schifo! La prima parte dai i soliti botti e qualche battuta anche brutto ariuscita.Il brutto arriva con la RIVELAZIONE e Will Smith cambia registro e ti diventa cupo con lo sguardo profondo e affossa tutta la pellicola! Basta parti da papà dell'anno, hai rotto i cocones! È incredibile, ma né esce più dignitosamente l imbolsito Martin Lawrence, il che è tutto dire! Anche a livello bei tempi che furono lo stagionato arma letale 4 gioca a più alti livelli!

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    1. Se ci pensi anche “Arma letale 4” si giocava una rivelazione su Riggs ma non era sbattuta in faccia al pubblico, e poi era fisiologica anche dell’età del personaggio, era la fine di un percorso (per quello ancora spero di non vedere mai un “Arma letale 5” anche se ogni tanto viene minacciato), e parliamo comunque di “Arma letale 4” il meno figo della tetralogia, ma che comunque prende a schiaffi questo “Old boys for life”. Cheers!

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    2. Speriamo sia una minaccia tipo Indiana Jones 5... Ah no quello lo stanno per girare davvero... La fine è vicina! Comunque condivido e sottoscrivo! Come sempre grandi recensioni!

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    3. Che poi perché cinque, ancora questa leggenda urbana? Lo sanno tutti che i film di Indy sono tre, tre... TREEEEEEEEE (Cassidy fugge urlando). Cheers!

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  10. Ah ah ah, vero!!! Il capitolo 4 è un incubo collettivo! Non esiste ce lo siamo sognato!

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    1. Una psicosi si massa, tanto come popolo ci siamo portati ;-) Cheers

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