domenica 16 febbraio 2020

Doctor Who - 12x07 - Can you hear me?: Un dito in un occhio

«Pronto chi parla?»
«Hello Cassidy, I’m Chris. Chris Chibnall»
Cassidy alza gli occhi al cielo facendo la sua migliore espressione da Walter Matthau
«Cassidy? I’m Chris can you hear me? Can you hear me?»
Cassidy si tappa il naso con dita e risponde
«Segreteria telefonica, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico»

Dopo l’avventura 50% ecologista, 50% Gay-friendly e 100% noiosa della scorsa settimana, questa volta il Doctor decide di portare i Tre Marmittoni in tangenziale per abbandonarli a casa dove potranno smetterla di essere dei pesi morti passare un po’ di tempo con le rispettive famiglie, ma appena arrivati i tre iniziano ad avere strane visioni, oh senza aver fumato niente eh?

Graham ha la visione di una sorta di Tempesta degli X-Men intrappolata in una stramba sfera tra due pianeti in collisione. Ryan ritrova il suo vecchio amico Tibo, perseguitato da una misteriosa figura maschile e da una depressione che ormai lo affligge da anni, mentre Yaz si ricorda di una donna poliziotto proveniente dal suo passato.

Eppure io Halle Berry la ricordavo diversa.
Per la prima volta da quando Chris Chibnall è il curatore della serie, un episodio di “Doctor Who” recupera la formula del “cold open”, la scena di pochi minuti piazzata prima della sigla che qui sembra voler ribadire che “Can you hear me?”, sarà una puntata dalle atmosfere vagamente horror. Molto vagamente fatemi aggiungere.

Infatti la prima scena ambientata ad Aleppo nel XIV secolo, introduce la nuova companion temporanea, una ragazza di nome Tahira (come al solito ben più utile dei Tre Marmittoni), alle prese con un terribile mostro peloso, che voglio almeno sperare sia un omaggio alla creatura di Grosso guaio a Chinatown, almeno quello visto che nella puntata in realtà compare ben poco, facendo ancora meno.

Sì, il vecchio Jack Burton guarda il ciclone scatenato proprio nell'occhio e gli dice: "Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura"
Dopo un infinito chiacchierare attorno al nulla, Thirteen scopre che il responsabile delle strane apparizioni è Zellin (Ian Gelder), che non è un film bello di Woody Allen, ma una sorta di divinità che regola il mondo onirico, controllando i sogni, anzi gli Incubi. Qualcosa che sta a metà tra Freddy Kruger e il Sandman di Neil Gaiman, che per altro un tempo era uno scrittore che frequentava questa serie, e scriveva anche racconti dedicati a “Doctor Who”, bei racconti per altro. Neil, visto che ormai hai grande esperienza con le serie televisive, vuoi venire ad occuparti di questa? No perché ormai Chris Chibnall rivaleggia con il tuo Sogno per capacità di farmi addormentare.

Cosa vi devo dire? Ian Gelder con la sua bella presenza scenica è riuscito a destare un minimo la mia attenzione, in una puntata in cui gli incubi, le paure, no gli umani non sono deboli ma sono forti perché le affrontano e bla bla bla tutta roba già vista e sentita milioni di volte. Una noia totale.

Non proprio il Tall Man di “Phantasm”, ma un'alternativa interessante.
Anche il (non) colpo di scena sull’identità di Tempesta degli X-Men mi ha smosso poco, specialmente perché la risoluzione arriva frettolosa e sbrigativa, il “mostro della settimana” presentato come un Dio imbattibile, viene battuto pensate un po’? Rivolgendo i suoi stessi poteri contro di lui. Come se un essere millenario non abbia speso nemmeno un minuto della sua esistenza, per rendersi immune dai suoi stessi poteri, mi sembra giusto no?

Lo spiegone dei cattivi fatto usando la grafica tipo Power Point no però!
Ma poi scusate, va bene che Freddy Kruger aveva lunghe lame affilate sul guanto della sua mano destra, ma solo io trovo l’idea delle “dita staccabili” (e per di più fluttuanti) una vera idiozia? Mi sembra una trovata buona se va bene, per il prossimo capitolo di “Scary Movie” e qui mi fermo, perché potrei degenerare, sul serio, mi auto censuro cautelativamente.

Il primo che mi dice che questa roba somiglia a “Hush” di Buffy, gli rispondo usando un solo dito della mano.
Ok, lo so che cosa volete dirmi, in realtà Chris Chibnall e Charlene James che scrivono l’episodio a quattro mani (per un totale di venti dita, non staccabili… Credo), in realtà sono più interessati ad utilizzare Zellin come metafora per parlare del male oscuro di Tibo, dei tormenti passati di Yaz, dei timori per la sua salute di Graham. Tutti argomenti che se trattati come si deve, sarebbero anche interessanti? Importanti? Altre parole che iniziano per “I”? Si vero, solo che così non lo sono per niente e non risultano nemmeno ben amalgamati con la parte fantastica della storia.

Inoltre Chibnall fa un errore grave, da per scontato il fatto che a questo punto della sua gestione, come spettatori dovremmo esserci affezionati ai Tre Marmittoni, senza aver fatto poi molto per farci appassionare a questi tre personaggi, forse giusto un pochino a Graham, ma davvero poca cosa e comunque troppo poco perché un episodio così possa riscuotere i suoi dividenti emotivi. Anche se non è il tempo che passi con un personaggio dell’immaginario quello che ti fa affezionare alla sua storia, la Sally Sparrow di Carey Mulligan è comparsa in un solo episodio in questa serie!

Thirteen nella parte di noi spettatori, che sogniamo il momento in cui questi “Timeless Child” potremmo vederlo per davvero.
Aveva capito tutto Lisa, ormai la trama principale del “timeless child” – qui accennata in una scena onirica, per altro riciclata da un altro episodio – tornerà se va bene nel doppio episodio nel finale di stagione, bah speriamo bene. Anche perché nel mezzo ci tocca ancora una puntata ispirata a Mary Shelley e al suo “Frankenstein”. Mi raccomando Chibnall sbagliami anche questa eh? Metti le tue manacce anche su uno dei miei libri del cuore, serviti pure, mettiti comodo.

Come al solito vi ricordo la pagina dedicata a Doctor Who!

8 commenti:

  1. Non ho ancora ben capito quale strada voglia prendere Chibnall (ammesso che sia una strada e non invece un vicolo cieco), ma almeno qui ha scelto l'attore giusto per vestire i panni del villain: Ian Gelder, che la sua porca figura la faceva pure nella terza stagione di Torchwood (Children of Earth) in un "semplice" ruolo da (infido) essere umano, quindi con tutte le dita salde al proprio posto ;-)
    P.S. E anche qui, al di là della nobile citazione di Neil "Sandman" Gaiman, non ci si libera dal sospetto di una voluta strizzatina d'occhio a The Sarah Jane Adventures: Zellin, infatti, non sembra poi un personaggio così lontano dal Vishklar interpretato da Julian Bleach in The Nightmare Man...

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    1. Pago il prezzo di non aver seguito per intero le due serie gemelle, però direi che abbiamo la soluzione, se a Chibnall mancano così tanto, nominiamolo showrunner del rilancio di “Torchwood” e “The Sarah Jane Adventures” e affidiamo la serie principale a Neil Gaiman ;-) Cheers!

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    2. Ecco, noi gliel'abbiamo buttata lì, adesso sta a Neil accettare ;-)

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    3. Se ricordate, i due episodi scritti da Gaiman erano bellissimi. La cosa buffa è che di Gaiman ho visto molte cose senza sapere che erano sue, come Coraline e Stardust... e quanto mi sono piaciute!!!

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    4. Che poi gli basterebbe venire giù a scrivere un paio di puntate, attorno a cui costruire un’intera stagione. Cheers!

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    5. Pensa che Gaiman ha scritto anche un racconto del Dottore, con protagonista Eleven. Lo trovi nella sua raccolta “Trigger warning” (2015). “Coraline” e “Stardust” sono bellissimi, e anche i film che ne sono stati tratti non scherzano. Cheers!

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  2. Mai come questa volta mi dispiace aver avuto ragione, grazie per la menzione ;)
    Episodio che sembra partire bene, ma solo perché speravo di liberarmi dei 3 marmittoni invece dici bene: inutile cercare di emozionarci se nel mentre è stato impossibile affezionarcisi (che gioco di parole).
    Io da fifona comprovata ho sussultato più volte per il Dio pelato, ma al solito momento dello spiegone sono crollata dal sonno. Ormai è questa l'unica costante della stagione, altro che il timeless Child!

    Neil il grande artista, salvaci tu!

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    1. Doverosa, sei stata profetica!
      Il gioco di parole riassume bene, quando li faranno fuori, non sarà un momento di sofferenza da fan, ma una liberazione, ormai sono davvero zavorra. Gaiman continua ad aleggiare, per ora siamo tutti tra le braccia del suo Morfeo/Sogno.

      “Triggerato” (come direbbero i giovani) dal tuo posto su “Trigger warning” me lo sono letto, molto bello e il racconto con l’undicesimo Dottore mi ha fatto sprofondare nei ricordi di quanto questa serie mi faceva fare le capriole sulle mani ad ogni nuova puntata, bei tempi! Cheers

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