domenica 2 febbraio 2020

Doctor Who - 12x05 - Fugitive of the Judoon: Habemus Chibnall!

Cassidy esce sul balcone di casa: «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Chibnall!».

All’alba del suo secondo anno di gestione e dopo quindici episodi come Showrunner, Chris Chibnall batte un colpo e Doctor Who torna ad essere una serie con qualcosa di interessante da raccontare. Meglio tardi che mai Chris! Da qui in poi vi avviso come farebbe River Song: SPOILER!

“Fugitive of the Judoon” inizia come il solito episodio tranquillo, con protagonista la modesta guida turistica di provincia Ruth Clayton (Jo Martin) che vive e lavora nella cittadina di Gloucester, finché tutto non cambia con l’arrivo degli alieni Judoon, degli enormi rinoceronti antropomorfi con la fissa per le regole, i regolamenti e tutti i cavilli burocratici. Dei simpaticoni che alla pari di Drax il distruttore non capiscono l’ironia o la satira, ma sono fermamente intenzionati a portare ciecamente avanti il loro compito: ritrovare e consegnare il fuggitivo del titolo. Descritti così sembrano degli impiegati statali, con più armi ma lo stesso buon umore addosso.

Mi fanno simpatia, mi ricordano quando giocavo con le Tartarughe Ninja da bambino.
Thirteen si sbottona (…non in quel senso!!) un minimo con i tre marmittoni che si ritrova come Companion, rivelando che il ritorno del Master e il pasticciaccio brutto di Gallifrey sono il motivo del suo umore ballerino, ma “the Judoon platoon by the lagoon” (una scemenza che mi ha fatto molto ridere) richiede attenzioni e bisogna intervenire, per fortuna Graham (Bradley Walsh) viene teletrasportato a bordo di una misteriosa nave spaziale regalandoci il primo momento di gioia della puntata, e forse di tutta la gestione Chibnall: il ritorno del capitano Jack Harkness!!

C'è solo un Capitano! Un capitanoooooo! C'è solo un Capitano!
Un po’ più tinto, un po’ più invecchiato, ma sempre lui, John Barrowman torna ad indossare il cappotto del capitano Jack, il satiro intergalattico pansessuale pronto a beh, amare qualunque forma di vita vivente (e non in senso platonico!) è una faccia (di Boe) amica che mancava da tempo e che mi ha fatto fare le capriole sulle mani dalla felicità. Si spera che il suo monito sullo stare in guardia dal "Cyberman solitario" non sarà l'unica apparizione del capitano nella stagione, dita incrociate!

Anche Jack compie l’errore di scambiare quella “Silver Fox” di Graham per la nuova incarnazione del Dottore, che invece è molto impegnata a cercare di scoprire l’identità del fuggitivo ricercato da quei Rocksteady (senza Bebop) dei Judoon. Ed è qui che Vinay Patel (autore di Demons of the Punjab) e Chris Chibnall menano il loro colpo più duro.

Malgrado la mia gioia del rivedere il capitano Jack, non ho voluto abbassare la guardia, temendo che la concessione ai vecchi fan di rivedere un personaggio così amato, fosse l’unica vera trovata dell’episodio, ma per fortuna non è stato così. Perché pur non avendo le minime capacità marziali, l’attrice Jo Martin stende i Judoon facendo chiarezza tra i tanti falsi indizi sull’identità del fuggitivo, sparsi nell’episodio. Ruth è il bersaglio degli alieni al servizio di una misteriosa Gallifreiana di nome Gat (Ritu Arya vista in Umbrella Accademy).

Un peccato che abbiano distrutto Gallifrey, erano tutte così carucce le abitanti? (didascalia offerta dal Capitano Jack)
Ma la rivelazione di “Fugitive of the Judoon” è piuttosto grossa tanto da riportare la vita in una serie che ormai sembrava aver perso tutto lo smalto: Ruth ha un Tardis sepolto in giardino, perché in realtà aveva solo occultato il ricordo di essere… The Doctor!

BOOM! Mascella che crolla a terra per Thirteen ma anche per noi spettatori, perché come conferma anche l’analisi del cacciavite sonico, si tratta davvero della stessa persona. Ma com’è possibile che Thirteen non ricordi di essere stata una donnona nera con la passione per le camice stravaganti e le armi di grosso calibro?

Lo sentite questo stridio di fondo? Non è la “cloister bell” del Tardis, ma il bruxismo di alcuni poveri di spirito, davanti al primo Doctor donna e per di più nera.
Tutto questo getta un’ombra piuttosto grossa sulla nostra Thirteen, si perché se questa nuova incarnazione del Doctor è una sua futura versione, perché utilizza armi ed è così risoluta nei modi? Ma poi chi è Gat? Perché dichiara di arrivare da Gallifrey quando il pianeta è stato distrutto? L’entrata in scena di “Ruth” apre scenari molto interessanti, analizziamone qualcuno!

Ruth potrebbe essere il Dottore zero, una rigenerazione antecedente a quella di First (il primo Dottore interpretato da William Hartnell nella serie classica degli anni ’60). Oppure potrebbe essere una nuova Doctor proveniente da un universo parallelo, una linea temporale in cui Gallifrey è ancora un pianeta vivo e florido, e non un mucchio di ceneri. Da questa linea temporale potrebbe essere arrivato anche il nuovo Master (Sacha Dhawan), questo spiegherebbe perché non sappiamo niente di lui dopo la sua fase Missy.

Ci hanno sempre raccontato che il Dottore poteva rigenerarsi dodici volte (come i numeri sopra un orologio). Thirteen è la prima “Dottoressa” di quella che potrebbe essere una nuova dozzina di incarnazioni femminili, a cui Ruth sempre non appartenere. Che ci siano state dodici “Dottoresse” prima di un maschietto con il volto di William Hartnell? Troppo incasinata come teoria? Si forse, al momento l’universo parallelo sembra la soluzione più logica, ma la verità è una, anche molto più spiccia: “Doctor Who” è finalmente tornato ad essere incasinato, intrecciato, insomma molto… wibbly wobbly timey wimey, proprio come piace a noi!

Speriamo, forse abbiamo di nuovo la nostra serie.
Piccole ma doverose annotazioni aggiuntive all’episodio: I tre marmittoni anche in questa puntata fanno poco, ma sono perfetti per “alzare” assist che il capitano Jack trasforma nelle sue tipiche battute e battutacce, quindi va bene così. Anche nel finale dell’episodio quando confermano la loro volontà di restare accanto a Thirteen, si guadagnano mezzo punticino di simpatia: Coraggiosi dilettanti, fanno la loro parte (Cit.).

Parliamo per un momento delle musiche, ok non siamo ancora tornati ai livelli del buon vecchio Murray Gold, ma per la prima volta da quando Chibnall pilota il Tardis, alla fine di una puntata di “Doctor Who” mi sono anche accorto della colonna sonora. Che stia davvero accadendo il miracolo? Non lo so, so che non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio, e vi assicuro che non accadeva da un pezzo.

Come al solito vi ricordo la pagina dedicata a questa serie.

12 commenti:

  1. Si, episodio interessante che si ricollega alla trama orizzontale del primo. Speriamo che resti tutto così. Non so come doppieranno in italiano il giochetto Judoon platoon lagoon, ma in inglese funziona😊

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    1. Finalmente la trama orizzontale esplode e diventa più intricata... Era ora! ;-) Per il resto io la tradurrei "Il plotone di Judooni nel lagone", ma le mie traduzioni non sono mai affidabili :-P Cheers!

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    2. Si rifà ad un episodio con Tennamt in cui diceva Judoon Platoon om the moon ma anche lì Non so come ers stato doppiato

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    3. Si la citazione l'avevo colta, ma ho sempre visto questa serie in originale quindi non ti so dire ;-) Cheers

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    4. Vai tranquillo ;-) Per altro ormai è chiaro che tutta la gestione Chibnall si rifaccia aquella di Davies, prima era un sospetto, ormai ha gettato la maschera ;-) Cheers

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  2. Io non voglio illudermi troppo, dopotutto anche gli inizi della gestione Moffat mi avevano fatto ben sperare prima di tutta una serie di cavolate che non voglio nemmeno stare qui a ricordare (l'"Era Capaldi" non è che sia stata proprio il massimo ). Ovviamente sono felice del ritorno del Capitano Jack, una delle migliori invenzioni della gestione Davies.

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    1. L'era Capaldi é la descrizione migliore, perché il meglio di quel periodo era proprio Capaldi, forse il mio Dottore preferito di sempre, non sostenuto come si deve da Moffat, ho ancora sul gozzo la sottotrama sulle "facce" del Dottore che non é mai stata usata, quando con Capaldi (già visto nell'episodio su Pompei) poteva avere molto senso. Detto questo, finalmente un episodio valido, dopo due anni resta comunque poco, però almeno la puntata non l'ho guardata per abitudine ma per interesse, non accadeva da molto. Cheers!

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  3. Che il rodaggio (comprendendo pure la stagione precedente) sia finito? Qui ci sono elementi concreti che lo fanno sperare, dopo tanto tempo: il graditissimo ritorno di Jack Harkness (foriero magari di un futuro recupero di Torchwood, altra cosa che non mi spiacerebbe per niente), una ricomparsa dei Judoon che non è semplice fanservice e, ultimo ma non infine, un intrigante nonché aperto a nuovi spazi/tempi raddoppio del Dottorato... ;-)

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    1. Un giorno finirò anche di vedere “Torchwood” mi sono arenato verso metà, malgrado tutti mi abbiano sempre detto che il meglio doveva ancora arrivare, un po’ come la gestione Chibnall si spera ;-) Cheers!

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  4. [...] fortuna che è arrivato questo episodio! Che inizia piuttosto lentamente, che mostra ancora una volta come quei tre marmittoni siano inutili e meriterebbero di finire in panchina ma ci pensa quell'entrata improvvisa a farmi letteralmente sobbalzare dal divano!
    Jack! È Jack!
    E vallo a spiegare chi è al giovine che è entrato nel Dottore solo da Capaldi in poi...
    Questa nuova trama prende una piega che potrebbe andare a parare benissimo, anche se temo altri episodi a vuoto per riempire il tempo.
    Ma mi unisco al coro: Habemus Chibnall!

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  5. Mi teletrasporto dritto dall'altro commento ;-) No ma sul serio, ho iniziato a fare «Jaaaack!» con la mia Wing-Woman che mi fa «Chi? Che succede?» e i cani che ormai lo sanno che davanti alla tv ho reazioni scomposte (storia vera). Penso anche io che avremo altri episodi così, ma spero francamente non troppi, ormai la trama orizzontale sta strabordando, sarà quasi impossibile ignorarla, almeno me lo auguro ;-) Cheers!

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