mercoledì 5 febbraio 2020

BoJack Horseman - Stagione 6 Parte 2: L'ultima corsa

Anche “BoJack Horseman” percorre l’ultimo miglio della sua corsa, così finalmente potrò farla finita con tutte queste metafore a sfondo ippico. Sarebbe anche ora.

Prima però, mi sembra necessaria una doverosa tirata d’orecchie ai tipi di Netflix, la cui ultima geniale invenzione per affossare ancora un po’ la pessima stima di cui godono presso quasi tutti (ho smesso di cercare di capire il perché di tanto astio…), è la mossa di dividere in due parti le stagioni delle sue serie più popolari. Mi sembra giusto, il bello di Netflix era proprio avere disponibile un’intera stagione nello stesso giorno, quindi negare questa caratteristica base della popolare piattaforma di streaming è un ottimo modo per diluire l’efficacia di una storia.

La storia di “BoJack Horseman” finisce (ma finisce davvero?) con otto episodi che ve lo dico subito, non mi hanno convinto poi molto, ma da qui in poi… SPOILER!

Se la prima parte dell’ultima stagione della serie risultava essere molto più corale, l’ultimo miglio è una volata in cui l’uomo chiamato cavallo BoJack ritorna ad essere centrale nella storia. Era chiaro che la morte di Sarah Lynn sarebbe stata il più grande tra i sensi di colpi, di un personaggio che nel corso degli anni con il suo egoismo, ha fatto male a molte delle persone che lo circondavano. Era chiaro dal cielo stellato che domina anche la sigla di questa stagione finale, e dalla sotto trama sui due giornalisti sulle sue tracce, due parodie di Katharine Hepburn ne “La signora del venerdì” (1940) e di Clark Gable in “Accadde una notte” (1934).

Professor BoJack, severo ma giusto (si, quello è un pennarello indelebile)
L’attenzione si sposta presto proprio su BoJack, lasciando frettolosamente nel dimenticatoio personaggi importanti come Penny (la cui fuga dai giornalisti resta incompleta come il suo arco narrativo), costretto spalle al muro l’ex star di “Horsin' Around” fa una cosa americana fino al midollo: un’ammenda pubblica durante un’intervista televisiva. Ma trattandosi del solito BoJack sempre in cerca di attenzioni, con la seconda intervista combina un casino diventando l’uomo più odiato d’America.

Il tutto mentre il resto dei personaggi, a differenza del protagonista sembrano finalmente aver trovato una loro stabilità, ognuno a loro modo e con diversi livelli di soddisfazione personale, persino Mr. Peanutbutter sembra sempre più vicino al meme che ha contribuito a rendere popolare, “Sad Dog”. Va un po’ meglio a Princess Carolyn e al migliore di tutti, Todd Chavez. Persino lui a suo modo riesce quasi a diventare un adulto, o per lo meno per quanto potrebbe mai esserlo uno come Todd.

La confessione in diretta televisiva, più americana della torta di mele.
La sensazione che ho avuto guardando l’ultima manciata di episodi della serie, è stata in parte confermata dal creatore, Raphael Bob-Waksberg che ha dichiarato che la notizia della chiusura è arrivata mentre la sesta stagione veniva realizzata, dettaglio che lasciatemelo dire, si vede, si vede anche parecchio.

Qualcuno ai tempi del finale di Preacher, lamentava il fatto che Garth Ennis non avesse avuto i “cojones” necessari per lasciare Jesse Custer a terra, affermazione quando mai errata perché quella storia doveva finire come tutti i western che si rispettino. Eppure guardando una puntata come “Il panorama a metà strada (6x15), continuava a risuonarmi in testa quella frase su Jesse e sul suo creatore.

L’episodio onirico ambientato nell’inconscio di BoJack procede in crescendo in un finale ansiogeno quasi (ho detto quasi…) da film dell’orrore, ma non cambia il fatto che far partecipare BoJack ad una cena in cui compaiono tutti i grandi morti della sua vita (e Zach Braff, a dare una nota di colore) sia un modo piuttosto esplicito di dire al pubblico che è ora di lasciare andare il personaggio, forse anche fin troppo esplicito.

Solo a me ha ricordato questo? Si, vero? Ok la smetto.
Peccato che dopo un episodio così, arrivi la puntata finale (6x16 - Bello, finché è durato) dove molte scelte mi hanno convinto il giusto. Partiamo dai lati positivi, ho apprezzato la volontà di Raphael Bob-Waksberg di non cercare la soluzione facile a tutti i costi, il ritorno della produttrice di “Horsin' Around” con le sue copie invendute della serie in Blu-Ray, poteva essere un modo per dare alla serie un personaggio cattivo a tutto tondo, espediente per fortuna evitato.

Ho anche apprezzato l’idea – molto realistica bisogna ammetterlo -, per cui chiunque e non solo ad Hollywoo (ma con la “B” o la “D” finale? Boh! Chiedetelo a Peanutbutter) può essere l’uomo più odiato del mondo oggi, ma probabilmente dopodomani in tanti non se lo ricorderanno nemmeno più, un dettaglio che mi ha fatto fare riflessioni su super star famose, che hanno attraversato fasi della carriera con questo livello di bassa marea.

“Cosa ne dite di una bella W gigante?”, “Noo! Troppo banale! Vogliamo la Z!”
Quello che ho trovato ben poco riuscito è affidare ad un dialogo ben poco graffiante con Diane Nguyen, il finale dell’intera serie. Forse sarebbe stato meglio chiudere con lo scambio di battute sulla spiaggia con Todd, ma francamente una spiegazione per cui l’arte non ha bisogno di una spiegazione, mi suona tanto di giustificazione da parte di Raphael Bob-Waksberg. Sarà che mi sono formato alla scuola dei Monty Python, ma loro sul senso della vita avevano già detto tutto, con più stile e meno frasi buone per diventare meme in rete.

A quel punto se episodio onirico doveva essere, forse sarebbe stato meglio concludere con il dubbio, non dico proprio con “Don't Stop Believin'” dei Journey in sottofondo come hanno fatto per “I Soprano”, ma qualcosa del genere, questo (non) finale, all’insegna dei toni bassi è molto in linea con la serie, ma lascia con la sensazione per cui tra un paio di anni, chi dice che non potrebbe arrivare una settima stagione di “BoJack Horseman”?

Penso anche che ormai quello che questa serie poteva e voleva ottenere, sia arrivato ampiamente agli spettatori. Una serie televisiva d’animazione rivolta ad un pubblico adulto, capace di parlare in modo schietto di temi spesso tabù come la depressione, va ben oltre la vostra normale serie tv con animaletti antropomorfi, eppure proprio perché questa serie era arrivata così in alto, un finale più incisivo le avrebbe donato di più.

Il cavallo sul tetto che scotta.
Ed ora forse dovrei fare tutta una lunga tirata, in cui elenco banalità del tipo che l’importante non è la meta ma il viaggio e altre frasi da Baci Perugina come questa, ma preferisco sperare che ora che questo cavallo ha indicato la strada, altre serie possano seguire l’esempio. Oppure mi toccherà sperare che almeno Netflix ci permetta di vedere “The Horny Unicorn”, sicuramente meglio di tante altre commedie che si trovano sul paginone del canale di streaming.

Visto che siamo alla fine, qui sotto trovate i commenti di tutte le stagioni della serie.

34 commenti:

  1. Anche la prima serie della Casa Di Carta era stata divisa in due stagioni. Vaccapire le strategie di marketing...

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    1. Vero, ma quello che mi rompe più le balle è la nuova stagione di “Rick & Morty” spezzata a metà, infatti non ho ancora iniziato a vederla per quello, ogni volta leggere “Nuovi episodi” e sapere che sono solamente cinque, mi fa venire voglia di mordermi le nocche. Cheers!

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  2. Ti dirò... Io invece l'ho trovato un finale coerente. E che l'ultima puntata avvenga senza sensazionalismi o patetismi, ma con quella delicatezza, ha accresciuto la mia stima.

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    1. Coerente a pacchi, senza ombra di dubbio, il finale ha scientificamente evitato le soluzioni facili, però dentro non ci ho trovato niente che la serie non avesse già detto prima, per altro senza bisogno di una frase riassuntiva (“Una vita che fa schifo e poi si muore…”) che temo, ma temo proprio seriamente, diventerà virale peggio delle frasi di “Il Corvo” (1994). La serie ha cambiato il panorama e alzato l’asticella, ma mi ha stupito più la mia indifferenza davanti al finale, che il finale stesso. Cheers!

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  3. Ottimo lavoro Cassidy ��������
    Very good �� Cassidy.

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  4. Dunque, finita la serie...tempo di bilanci e due considerazioni.
    Non mi dilungo sulla trama, se non che ho visto Bojack fare la scelta piu' coraggiosa di sempre. Quella che avrebbe dovuto fare dall'inizio.
    Scendere dal piedistallo.
    Funzionera', il nuovo corso?
    Si. No. Forse. Boh.
    Magari giusto il tempo di combinare l'ennesima vaccata che mandera' tutto in malora.
    Alla fine e' davvero possibile una redenzione, la serenita', la pace?
    Solo da morti, mi sa.
    Ci portiamo dietro tutto quel che abbiamo fatto e quel che ci hanno fatto, e non c'e' rimedio.
    Forse non raggiungeremo il podio, e continueremo a finire periodicamente col sedere per terra.
    Ma conta stare su quel tanto che basta per non picchiarci di faccia.
    Direi che Bojack e' uscita al momento giusto.
    Partita in sordina, ha finito volente o nolente per agganciarsi all'onda lunga del successo di un film sullo stesso genere ma dalle tematiche piu'edulcorate. Un po' come Beastars, che tra l'altro tra poco dovrebbe uscire. Salvo intoppi.
    E quando una roba ti piace, ne vuoi subito ancora. E se non c'e' ti butti su qualcosa che gli somiglia.
    Da li' questa serie e' esplosa. Poi ha camminato sulle sue gambe, senza dubbio. Grazie a personaggi talvolta pessimi, talvolta amabili.
    Umani, insomma. Tutti. Coi (pochi) pregi e i (molti) difetti.
    Come noi.
    E a una scelta ardita, ma che se funziona fa il botto.
    Qui non c'e' crescita. Non c'e' evoluzione. I protagonisti girano in tondo sugli stessi errori, e ad ogni sbaglio sprofondano un po' di piu'.
    Grazie a questo hanno evitato fino ad ora di porre la fatidica domanda.
    UNA SERIE CON UN CAVALLO PER PROTAGONISTA IN UN MONDO ABITATO DA UMANI E ANIMALI ANTROPOMORFI? MA VOI PENSATE CHE A QUALCUNO POSSA INTERESSARE UN'IDEA COSI' CRETINA?
    Ora, io non polemizzo sul fatto che l'abbiano divisa in due.
    Per finire come si deve una cosa serve tempo. Specie se non avevi alcuna intenzione di farlo.
    L'autore ha dato da capire che aveva ancora altre idee.
    Ma ho letto alcuni pareri che condivido in pieno.
    Ripeto...Bojack e' uscito al momento giusto.
    Perche' al suo esordio Netflix...NON ERA LA NETFLIX DI OGGI, punto.
    Non era ancora in guerra totale per il dominio dello streaming.
    Cosa c'erano di serie di richiamo?
    NARCOS e HOUSE OF CARDS, forse.
    Mi sa che neanche avevano fatto DAREDEVIL.
    Fosse uscita anche solo due anni piu' tardi, avrebbe fatto la fine che oggi ha fatto TUCA & BERTIE.
    Troncata dopo una stagione. E guarda caso anch'essa una produzione Tornante Studios. E che ho apprezzato parecchio, nonostante i toni piu' sbarazzini da sit com.
    In ogni caso...grazie di tutto, Bojack.
    E' stato un bel trambusto.
    E poi chissa'...magari ci si rivede, un giorno.
    Credo che la settima stagione partira' non appena il nostro equino mandera' di nuovo tutto a catafascio.

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    1. Vorrei tanto che mentre aspettiamo la stagione sette, Netflix al posto dell’opzione “camino”, mettesse la possibilità di veder Todd impegnato a suonare la sua canzone delle chiappe a rotazione costante per nove oppure dieci ore ;-) Cheers

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    2. Il camino non saprei ancora dirti se e' una cretinata o una genialata, dal tanto che e' assurdo.
      Scommetto che lo faranno pure coi diversi tipi di legno...

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    3. Sospendo il giudizio anche io sul camino, però mi ha fatto molto ridere scovarlo ;-) Cheers

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  5. Mi mancano gli ultimi 4 episodi! Argh... Dannato Cassidy! Sei troppo veloce per i miei ritmi compassati.

    Al volo senza leggere nulla per non incappare in spoiler: finora non mi ha convinto questa stagione finale. Ho paura che il meglio di BoJack (inteso come serie) sia già passato e forse, FORSE, è giusto chiuderla qua per non mandare tutto a putt@ne in stile BoJack.

    Mi riservo di commentare di nuova quando l'ho portata a casa per intero. Hai visto mai che c'è il colpo di coda sul filo di lana...

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    1. E ora datemi Rick&Morty. Bastardi!
      https://www.youtube.com/watch?v=96ELLT17GYQ

      (pubblicità passata durante l'ultimo Superbowl)

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    2. Ti aspetto, vai tranquillo, tanto quattro episodi vanno via in un galopp… Eh basta! ;-) Cheers

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    3. Le pubblicità del Super Bowl sono la parte migliore ;-) Lo dico qui dove non ci legge nessuno (più o meno…) tutti in fissa con BoJack, bene si giusto, giustissimo, ma io continuo a trovare più geniali Rick & Morty ;-) Cheers

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    4. Sottoscrivo qui dove non legge nessuno.

      P.S.: visto che siamo in tema Superbowl, ma di Shakira e Jennifer Lopez nell'Halftime Show nessuno dice nulla? Porca pupazza che spettacolo! Lo show di per se ma pure loro due. Oh, 43 anni una e 50 l'altra!

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    5. Ho visto solo delle foto in cui erano vestite come Achille Lauro, l'unica esibizione che ho visto è stata quella degli Who, loro non cantavano in playback ;-) Cheers

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    6. Ma sui trailer dei film in uscita c'e' stato qualcosa degno di nota?

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    7. "Diamanti grezzi" con Adam Sandler (e Kevin Garnett), ne stanno parlando tutti benissimo ed è su Netflix. Cheers

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  6. La fine migliore di Bojack sarebbe stata quella del penultimo episodio, secondo me.
    Però ho la sensazione che gli autori puntino magari a portar lo spettacolo da qualche altra parte, chissà.

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    1. Anche secondo me non è finita qui. Un finale sussurrato e non urlato, è quello giusto per questa serie, ma forse qualcosa di più in sospeso (stile “I Soprano”) sarebbe stato più azzeccato, almeno per il mio punto di vista. Cheers!

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  7. Io starò rincoglionendo, per non dire invecchiando, ma lo scambio di battute finale tra Diane e Bojack, con quello che tu temi possa diventare un meme, mi ha proprio commosso notevolmente. Ma io forse non faccio testo, perché di lacrime nel corso di queste sei stagioni ne ho versate parecchie, persino quando finalmente Mr. Peanutbutter ottiene il suo tanto desiderato "episodio crossover" con Bojack. Comunque, è vero, il momento sulla spiaggia con Todd è stato intensissimo, invece mi sarei aspettata di più per quello con Princess Carolyn che ho trovato un po' sottotono. Fatto sta che sta roba mi rimarrà dentro.

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    1. Credo che il problema sia mio, che sono un po' Sushi, per citare "Blade Runner", questa serie emotivamente mi ha dato molto, ma elaboro a 56k e non riesco ad annoverarla tra quelle che mi hanno proprio colpito al cuore, ma comunque in zone molto limitrofe. Cheers

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    2. E va beh, ovviamente è sempre un discorso soggettivo. Io sono arrivata a sti livelli di emozione con Bojack, con Mad Men, con Six Feet Under e con poca altra roba che adesso non mi viene in mente.

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    3. Stiamo sondando un campo più ignoto della “Twilight Zone”, per dire “Mad Men” mi sta piacendo ma non mi ha ancora preso, motivo per cui ancora non ho finito la serie ma sono in alto mare. “Six feet under” invece mi piace moltissimo, è proprio l’HBO che piace a me, ma non mi sento di dire che mi abbia coinvolto e stravolto anche se ha puntate tostissime emotivamente. Ma facendo un ragionamento a voce alta (ovvero per iscritto) anche quella termina con un rompete le righe per tutti i personaggi, anzi il salto in avanti nel tempo, mi ha sempre convinto il giusto anche se lo capisco. Quindi forse sono tre serie che mi prendono più di testa che “de panza”, ma cercando di trovare tratti comuni. Cheers

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    4. Paradossalmente col finale di Six Feet Under a me è successo tutto l'opposto, cioè io ancora oggi a distanza di anni e nonostante l'abbia visto 30943255846356 volte, se lo riguardo, anche così, avulso dal contesto, si apre proprio la fontana delle lacrime. E forse in questo caso, rispetto a tanti altri casi che giustamente come dici tu "approfittano" di questo espediente, il salto in avanti (che poi è proprio un salto alla fine, non in avanti) è azzeccatissimo, visto che di becchini e di morte si parla. E niente, mò vado a vedermi di nuovo il finale di Six Feet Under, a parlarne mi è venuta voglia :)

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    5. Esatto, non è un espediente è l'unico modo giusto per concludere una storia di becch... Impresari funebri. Se ti aiuta a stemperare i morsi, trovi un post su "Six Feet Under" su questa Bara, per restare in tema ;-) Cheers

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  8. Non sono del tutto d'accordo. Per quanto riguarda la prima parte della stagione ammetto che mi era stata un po' pesante, in questa seconda parte invece mi è piaciuto un episodio più dell'altro, man mano che andavo avanti continuavo ad emozionarmi sempre di più. Il penultimo episodio è qualcosa di davvero pazzesco e geniale, l'ultimo invece per me è stato perfetto come finale, alla fine sono dei normalissimi dialoghi di persone le cui vite stanno per prendere strade diverse, consapevoli che ne hanno passate molte, ma che in ogni modo la loro vita andrà avanti. Per me un vero gioiellino, in generale tutta la seconda parte di questa stagione, ancora di più gli ultimi due episodi.

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    1. Il problema allora è tutto mio, evidentemente sula lunga distanza devo aver pagato il mio livello di coinvolgimento con questa serie, alto, ma evidentemente non altissimo, avrei voluto emozionarmi di più. Cheers!

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  9. Cass, ti ricordi cosa ti dissi?
    Parlai di espiazione per il personaggio di Bojack..ecco, ho indovinato il finale di questa serie capolavoro ancor prima di vederlo.
    Significa che sono entrato al meglio nella filosofia dell'autore e questo mi rende felice!
    Bojack stando in prigione sconta tutti gli errori del passato ed è pronto per ripartire con una nuova vita.
    E' vero, il finale della storia..non c'è. Ma a me piace pensare che il finale della storia sia la rinascita di Bojack. Oramai si sente libero dai suoi fantasmi. Continuerà a fare cazzate, ma secondo me..meno. E' il finale giusto, senza dubbio.
    Alla fine apprezzo molto l'insegnamento cardine della serie, vivere la vita senza avere l'angoscia del futuro, cercando di fare piccoli passi ogni giorno per migliorarsi...consapevoli di essere persone che possono fare buone e cattive azioni, bisogna cercare di fare le prime e limitare il più possibile le seconde.
    Il finale rimarca il fatto che la vita sia un percorso in cui incontriamo tante persone. Persone che in un dato momento ci danno tantissimo, poi magari escono dalla nostra vita.
    Fa soffrire, ma bisogna andare avanti, consapevoli che ogni rapporto, ogni relazione ci migliori, perché ci fa crescere ed evolvere.
    E nell'ottica di "vivere il presente" c'è anche l'idea di accontentarsi. Di non rovinarsi il presente pensando agli obiettivi che non si riescono a raggiungere, ma pensando agli obiettivi che si sono raggiunti, anche se piccoli rispetto magari alle aspettative proprie o a quelle degli altri.

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    1. Decisamente sei stato in anticipo, ma anche più in linea con questa serie di me, io capisco tutto, ma il "chi si accontenta gode" e il vivere giorno per giorno mi prende fino ad un certo punto, ma questo è solo un problema mio ;-) Cheers

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    2. Ahah, non devi essere così severo con la tua valutazione! Hai fatto ottime recensioni su questa serie.
      Hai (giustamente) affermato le ragioni per le quali non hai apprezzato il finale.
      Ma in fondo, forse più che un finale è un'ultima puntata.
      Ci può essere anche una settima stagione, tra cinque anni, ci può anche essere un finale che noi non vediamo e possiamo tutti immaginarci.
      No?
      In fondo la penultima puntata è notevole..notevolissima.
      E come dici tu, l'ultima si poteva benissimo concludere con la scena della spiaggia.
      La scena di Bojack-Diane è stata fatta soprattutto per provocare la lacrima. No?

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    3. Forse un pochino si, ma in generale penso che quello che questa serie voleva ottenere, è decisamente arrivato al pubblico, BoJack ha già fatto a suo modo la storia delle serie, uscendo fuori dalla nicchi di quelle d'animazione (anche rivolte agli adulti), è proprio una serie drammatica, una di quelle fatte bene, con una serie di aggiunge (anche comiche) che una serie con attori non avrebbe mai potuto avere. Concluderla una serie così è anche molto complicato, ma il percorso fatto è stato notevole. Cheers!

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  10. Ah, aggiungo un appunto. Diane soffre per non aver scritto il suo libro che, a suo dire, dovrebbe essere un motivo per dare una spinta positiva a tutte le ragazze che hanno vissuto "una vita fatta di abusi e negligenze".
    In realtà lei è semplicemente egoista e vuole scrivere un libro sulle sue disgrazie per avere successo, in modo tale da dire: "Oh, i miei traumi sono stati positivi perché poi c'ho scritto un libro e ho fatto successo", infatti dice "invece i traumi subìti rimangono traumi".
    Ma se lei scrive la storia del detective e ha successo, i traumi subiti rimangono traumi passati, il successo è frutto del suo lavoro del presente!
    Inoltre anche attraverso il libro che ha scritto può mandare un messaggio alle ragazze che hanno subìto abusi, perché a loro può dire: "Oh, nonostante le mie difficoltà sono riuscita a ripartire e ce l'ho fatta a scrivere un mio libro".
    Comunque questa serie ha veramente tantissimi spunti!

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    1. Si vero, infatti è un personaggio che riesce ad andare avanti e a crescere, BoJack infatti ci saluta, solo dopo aver salutato i due personaggi che sono cresciuti di più, Todd e Diane. Cheers!

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