giovedì 13 febbraio 2020

Action Jackson (1988): Dal palinsesto di Italia 1 con azione!

Sono abbastanza sicuro che i lettori della Bara Volante abbiamo più o meno i miei stessi gusti e più o meno anche la mia stessa età, quindi l’unica cosa che migliorava lo stare a casa da scuola malati, era stare a casa da scuola malati a guardare i telefilm della mattina, come l’A-Team.

Quante puntate dell’A-Team avete visto nella vostra vita? Tutte lo so, ora io ve lo dico senza timore di essere smentito, se facessimo un sondaggio sui migliori episodi di quella serie, scopriremmo che molti di quelli erano diretti da un uomo: Craig R. Baxley.

L’uomo che ha diretto P.E. Baracus più volte di Hannibal Smith.
Stuntman professionista, occasionalmente attore, Craig R. Baxley ha prestato il suo talento a tutti i maggiori “telefilm della mattina” ma non solo, basta dire che ha curato alcuni dei salti più spericolati di “Hazzard” ma è stato regista della seconda unità dell’episodio pilota di “Hunter”. L’esordio alla regista invece è arrivato proprio con l’A-Team, dove il suo talento è stato notato da uno che di queste cose ci capisce, il re della collina Walter Hill lo ha voluto come regista della seconda unità per film come I Guerrieri della notte e I cavalieri dalla lunghe ombre. Scusate se è poco.

Anche se senza ombra di dubbio, la sua seconda regia più famosa, è la scena del massacro nel villaggio all’inizio di Predator, che gli è stata affidata completamente da John McTiernan. Ed è stato proprio sul set di Puerto Vallarta che Carl Weathers ha avuto modo di chiacchierare un po’ con il produttore Joel Silver, facile capirlo il buon vecchio Apollo Creed, è uno dei primi a venire uccisi dallo Yautja quindi il tempo libero di certo non gli mancava.

“Sei pronto per un po’ di azione vecchio stile?”
Quello che viene fuori dalla chiacchierata con Silver è la passione di Weathers per i film della blaxploitation, e al leggendario produttore deve essere scattato qualcosa nel cervello, in fondo Carl aveva tutto, fisico, carisma e faccia tosta per guadagnarsi finalmente un ruolo da protagonista, è quel ruolo è proprio “Action Jackson”, che diventa anche il film d’esordio di Craig R. Baxley, uno che in carriera ha diretto poco ma alla grande, e dopo averci formati tutti con i suoi episodi dell’A-Team, è diventato uno degli eroi dei palinsesti di Italia 1, con tre titoli che mi sembra giusto trattare qui sulla Bara, anche solo per chiudere il cerchio.

Craig R. Baxley e Carl Weathers si ritrovano quindi alla loro prima grande occasione dopo una lunghissima e prolifica gavetta, il risultato più che la blaxploitation che sognava Wheathers, è l’orgoglioso rappresentante di un genere ormai estinto, il film d’azione a medio budget (per la precisione otto milioni di fogli verdi con sopra stampate le facce di altrettanti presidenti defunti) con protagonisti cazzutissimi eroi d’azione, in grado di caricarsi la pellicola sulle spalle.

Ma poi quanto è bello questo titolo? Negli Stati Uniti è diventato un’espressione di uso comune (storia vera)
“Action Jackson” inizia con il botto (letteralmente!) il mitico Ed O’Ross e la sua segretaria Mary Ellen Trainor (la psicologa di Mel Gibson in Arma Letale) vengono fatti fuori da un gruppo di loschi figuri, che si impegnato molto a colpire le loro vittime a colpi di lanciagranate trasformando i loro corpi in palle di fuoco scagliate nel vuoto dall’ultimo piano del palazzo. Un omicidio (e un inizio di film) all’insegna delle discrezione e dei toni bassi insomma!

Gli omicidi politici continuano più o meno sullo stesso filone – compreso uno con tanto di “Vesti la giubba” in sottofondo, perché anche Craig R. Baxley deve aver visto “Gli Intoccabili” (1987) –, e tutti imputabili allo spietato riccone Peter Dellaplane, che ha il faccione di Craig T. Nelson, ma soprattutto sta per essere nominato qualcosa tipo, er mejo fico der bigonzo uomo dell’anno, ma anche se così non fosse, intanto si spupazza una giovanissima e bellissima Sharon Stone, molto meglio qui che nel successivo Nico, così, un parere puramente estetico non richiesto.

“Smettila di importunare Sharon o ti farò rimpiangere le demoniache presenze”
Problema, Dellaplane è anche il motivo principale per cui l’agente di polizia Jericho "Action" Jackson (Carl Weathers) è stato declassato a sergente e spedito dietro la scrivania. Capite da voi che uno che di soprannome fa “Action” non può essere qualcuno propenso al dialogo e alle procedure, e nel tentativo di cogliere con le mani nel sacco Dellaplane è andato veramente oltre, violato tutte le norme, terrorizzato i criminali, oltraggiato i superiori, insomma il mio sogno sarebbe un prequel di questo film intitolato: “Action Jackson: Paura & delirio a Detroit”.

Per cercare di beccare Dellaplane, Jackson si è giocato tutto, distintivo, famiglia e reputazione, e se la cosa non fosse chiara, tranquilli ci sarà il suo capo a ripeterglielo un numero esagerato di volte in modo che possa capirlo anche l’ultimo degli spettatori distratti. La cosa divertente è che il classico ruolo del capo che urla in un film di poliziotti, qui richiede qualcuno che risulti ancora più grosso e minaccioso di Carl Weathers, infatti la parte tocca ad un’altra vecchia gloria di Predator (e Commando) ovvero il mitico Bill Duke.

Rifugiati da “Predator” primo estratto: Bill Duke e la geniale battuta sul braccio di ricambio.
L’inizio del film riesce con pochissimo a creare la mitologia di un personaggio qui al suo totale esordio, che però chiaramente ambiva a diventare protagonista di una serie di film con svariati seguiti, quindi l’entrata in scena di Action Jackson è gestita in maniera molto divertente: alcuni poliziotti dopo aver arrestato un ragazzetto per un crimine da poco, si divertono a terrorizzarlo con la leggenda del terribile Jackson, inventandosi una serie di balle spassosissime per mettergli paura («Uno si è tagliato la mano a morsi, come i lupi intrappolati nelle tagliole pur di non essere interrogato da lui!»).

Io non lo farei incazzare uno così, poi fate voi.
Dopo averlo presentato a dovere, Action Jackson beh, si mette in azione, e cosa ci hanno insegnato tanti episodi di “The Wire”? Che un buon poliziotto si misura dalla qualità dei suoi informatori, quelli di Jackson sono un giovane parcheggiatore con il piede pesante (De' Voreaux White, l’Argyle di Trappola di cristallo) e il grande Robert Davi nei panni di un tossico in paranoia che conferma al nostro sergente quello che già sapeva: Dellaplane è il mandante degli omicidi. Strano che qualcuno se ne sia accorto di tutte quelle morti, con un modus operandi così delicato, tutte le esplosioni provocate dai sicari in questo film sono la fonte dell’attuale surriscaldamento globale!

Purtroppo a fare le spese delle scoperta è la bella Sharon Stone che esce fin troppo presto dal film, ma concede a Action Jackson di esibirti in una delle tante scene d’azione mitiche del film. Qualche anno fa il compianto Kobe Bryant (ciao Mamba!) per pubblicizzare la sua nuova scarpa, organizzo un (finto) salto di un auto in corsa, lo trovate QUI nel caso ve lo foste perso. Ecco la prima volta che l’ho visto ho pensato che Bryant da appassionato di film, doveva averlo per forza visto fare prima a Carl Weathers in questo film (storia vera).

Ridefinire il concetto di: Prendere il taxi al volo.
Ad ammazzare un po’ il secondo atto di “Action Jackson” ci pensa la bella cantante Sidney Ash, interpretata da Vanity la musa di Prince, che infatti esordisce nel film monopolizzando la scena e cantando una canzone (con tanto di coreografia firmata Paula Abdul), per poi presentarsi come l’amante eroinomane di Dellaplane, uno cattivo, ma così cattivo che il suo insegnate privato di arti marziali è Al Leong!

Vanity, decisamente meglio a cantare che a recitare.
Il personaggio di Sidney non brilla proprio per simpatia bisogna ammetterlo, per buona parte del tempo è abbastanza in preda agli ormoni, e l’eterna resistenza del protagonista, almeno le regala la possibilità di sfotterlo per il suo soprannome, Jackson senza però il tipo di “action” che la ragazza cerca. Una trovata simpatica se non venisse ripetuta fin troppe volte nel corso del film, inoltre non ho mai capito come mai la dipendenza della ragazza scomparisse come se fosse un’influenza nel corso del film, un po’ come se bastasse correre accanto ad Action Jackson per darci un taglio definitivo con l'eroina.

“Che ne dici di un po’ di azione?”, “Non hai letto il cartello? Non parlare con l’autista”
Bisogna anche dire che di movimento i due ne fanno parecchio, perché la trama del film permette a Craig R. Baxley di aprire la borsa dei trucchi e dare fondo a tutto quello che ha imparato durante la sua lunga esperienza come coordinatore di stuntman. Se il salto dell’auto in corsa non fosse abbastanza, abbiamo anche salti dalla finestra, la classica scena della tortura al protagonista risolta con l’astuzia (e l’intervento di Sidney) ma soprattutto lo scontro che precede il gran finale, un momento in cui Carl Weathers avrà pure avuto 39 anni durante le riprese del film, ma si dimostra davvero in gran forma e ha dovuto esibirsi davvero in tutto il repertorio, anche una scazzottata con quel matto di Sonny Landham!

Rifugiati da “Predator” secondo estratto: Quel matto col botto di Sonny Landham.
Ogni volta che si sfila la maglietta in questo film, Weathers è già tutto luccicante di sudore come la moda del periodo prevedeva, una cosa che mi fa sempre ridere perché mi ricorda quando il mio allenatore a basket mi chiedeva: «Ma perché tu durante il riscaldamento sei già sudato come se fossimo a fine partita?», «Perché mi piace sudare tutto subito e togliermi il pensiero coach» (storia vera). Ma se escludiamo questo dettaglio Carl Weathers è perfetto nel ruolo dell’eroe d’azione, si gioca anche svariate frasi maschie (ed ignoranti) del tipo: «Le vuole ben cotte le costolette?» quando fa saltare per aria con il lanciagranate uno degli sgherri.

E i vegani… MUTI!
Malgrado la differenza di budget, “Action Jackson” riesce a non sembrare mai una versione poverina di Beverly Hills Cop, per il semplice fatto che ha personalità da vendere e il finale è un crescendo che prevede il classico duello a colpi di calci e pugni tra il buono e la sua nemesi di sempre («Adesso mi incazzo sul serio!»), anche se il momento migliore è il modo in cui Action Jackson raggiunge l’avversario sul luogo del loro scontro. Lo fa a bordo di una Ferrari (in realtà una Pontiac Fiero modificata per passare per una quasi credibile testa rossa. Storia vera) problema: Dellaplane si trova nella sua camera da letto, all’ultimo piano. Oddio problema, non certo per Action Jackson che non prende l’ascensore, lui invece che fare le scale prende la Ferrari!

Sono fiero della mia Ferrari Fiero.
“Action Jackson” è il fiero rappresentante di un cinema purtroppo andato, e malgrado i commenti poco entusiastici da parte della critica al tempo, la pellicola incassò piuttosto bene ai botteghini (storia vera). Ma Carl Weathers purtroppo non è riuscito nel suo intento di diventare un eroe d’azione come aveva sperato, il disastro del suo film successivo Uragano Smith è stata una battuta d’arresto da cui non si è mai ripreso, un vero colpo sotto la cintura per il mitico Apollo Creed.

Chi non si è fermato invece è stato Craig R. Baxley, che tornerà presto a trovarci su questa Bara, questi sono gli effetti non calcolati del vecchio palinsesto di Italia 1! 

32 commenti:

  1. Occhi a cuoricino per questo gioiellino spesso dimenticato ma che per anni ha allietato le nostre serata sulla mitica Italia 1 dei bei tempi. Devo ammettere che saranno 20 anni buoni che non me lo riguardo e molte cose le avevo scordate (tipo l'amante tossica). Il post mi ha riacceso qualche lampadina ma qua serve il recupero!

    Inspiegabile come Carl Weathers non abbia mai sfondato come protagonista assoluto in qualche serie di pellicole action. Il fisico c'era, la faccia da schiaffi e il carisma per sostenere le frasi maschie c'erano pure quelle. E se doveva sporcarsi le mani Carl non mi pare alzasse il piede dal pedale. Gente con meno di tutto (coff... coff... Steven Seagal... coff... coff...) è da 30 anni che campa di rendita per 4 film buoni. Boh! Poteva sfruttare l'onda lunga di Rocky e giocarsi il ruolo alla "Bomber" di Bud Spencer: ex campione rittiratosi a vita privata che allena il potenziale numero uno (coff... coff... Rocky V coff... coff...).

    Mi metto comodo per giovedì prossimo. Ci sarà da divertirsi con Dolph!

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    1. “Uragano Smith” è passato come pialla sulle ambizioni di Carl Weathers. Una volta lo passavano a rotazione su Italia 1, e se mai fosse diventato una serie di film, mi sarebbe piaciuto l’incontro con l’altro poliziotto nero di Detroit: Axel Foley ;-) Il post è pronto, oggi spero di avere il tempo di finire anche il terzo dedicato a Craig R. Baxley. Cheers!

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  2. Guarda guarda un po' chi si rivede!!
    Me lo ricordo con affetto, beccato e ri-beccato piu' volte durante gli innumerevoli passaggi in tv.
    Parlando di blaxploitation, avrebbe potuto essere Shaft remakizzato negli anni 80'
    Qui c'erano davvero i presupposti per la nascita di un altro personaggio iconico come i vari Rambo, Rocky, Cobra, Matrix, Riggs e Martaugh e McClane. Con l'aggiunta gradita di essere una variante "colored" degli eroi tutti d'un pezzo del cinema action.
    Un bel pensiero, visto che per copione il nero di solito moriva male.
    E invece...
    Peccato, perche' gli ingredienti al posto giusto ce li ha tutti.
    Esplosioni, scene spettacolari, villain che in fatto di cattiveria e sadismo sono decisamente oltre la media sindacale.
    E battute fulminanti. Quelle iniziali sono pazzesche. La piu' incredibile ridda di boiate che abbia mai sentito.
    "Dicono che la madre l'ha stuprata King Kong."
    "E non e' tutto!! La Nasa lo ha ingaggiato come prototipo per creare astronauti in grado di stare nello spazio senza la tuta!!"
    Qualcosa del genere, mi pare di ricordare.
    Il cast funziona alla grande. Tutti caratteristi che sanno fare dannatamente bene il loro mestiere, e cavolo se si vede!!
    Poi e' gente che tra un film e l'altro lavora insieme e si conosce da una vita.
    L'affiatamento e' palpabile.
    L'equivalente della cumpa delle commedie all'italiana con la Fenech, Vitali, Montagnani, Banfi e cosi' via.
    E forse uno dei limiti del film e' proprio questo.
    Sono tutti caratteristi, nessuno spicca particolarmente, pur lavorando bene.
    Nemmeno lo stesso Weathers.
    Tranquillo, Carl.
    Per me sei nell'olimpo assieme a Sly, Schwarzie,i due Bruce, Chuck, JCVD, Dolph, Steven (da magro, non in versione Galeazzi), Rutger, Clint, Mel e Danny.
    Ah, si. E anche Tomas Milian e Maurizio Merli.

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    1. Ricordi bene, i colleghi lo presentano proprio così ;-) Hai fatto l’elenco telefonico dei migliori di sempre. Cheers!

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  3. Craig R. Baxley e Dolph Lundgren... qualcosa mi dice che parlerai di un film che mi piace moltissimo. Ti dico solo... io vengo in pace!!!

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    1. Il post è pronto, devo ancora mettere le immagini e il link alla tua recensione, intanto ti lascio l’abbondante antipasto cucinato da Quinto Moro ;-) Cheers

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  4. Due cose mi preme sottolineare in aggiunta alla tua bella recensione: la canzone inziale, dopo la scena degli arrosti volanti, delle Pointer Sisters, "He turned me out", che sono impazzito a trovare durante i primi tempi degli mp3, piacendomi un casino, poi la presenza di Thomas F. Wilson, con la mitica battuta, sempre all'inizio, la tua casa sembra una segheria a mano, paragonabile solo a quella di Arma Letale del collega di Maurtagh che gli dice che lui è uno degli anni '80, la sera prima piangeva da solo a casa sua, perché era senza una donna, altrimenti perché avrebbe dovuto piangere... La cosa strana è che l'attore che la pronuncia, Jack Thibeau, fa il poliziotto anche in Action Jackson, è quello che gli dice se ha avuto uno scontro a fuoco con una fotocopiatrice...
    Insomma, si capisce che questo film l'ho visto almeno trenta o quaranta volte (stima per difetto, ovviamente), mi piace sempre e lo rivedrei all'infinito... Il simpatico Carl è davvero fatto apposta per i film action, è anche simpatico, peccato veramente non abbia avuto più fortuna.
    La scena dei testicoli di Papa Doc (ispirato forse al famoso dittatore di Haiti?) mi fa sempre sbellicare, quando Carl dice sento il fluido (del Signore) e poi picchia tutti come se non ci fosse un domani... Troppo cool, troppo action!!
    Alla fine poi, quando il cattivone gli spara (e lo becca pure) e la tizia gli dice meno male che non ti ha preso!! Basta, chiedo scusa, ma potrei andare avanti così tutta la mattina.
    Comunque ricordo che Craig R. Baxley ha anche diretto "Arma non convenzionale"...
    Grazie Cass, mi hai davvero rischiarato la giornata.

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    1. Bisognerà vedere se lo farai con voce da uomo, oppure da donna. Scena che ogni volta mi fa fare «GULP!». Grazie a te capo, sono qui anche per questo ;-) Cheers!

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  5. Questo mi manca! Ma i telefilm della mattina... uff, quante pubblicità ci siamo guardati per arrivare in fondo a quei maledetti episodi dell'A Team, di Magnum P.I. e di T.J. Hooker!

    Però io le costolette le voglio di soia, cos'è 'sta storia contro i vegani? :--P

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    1. La pubblicità, la vera piaga del seguire le storie in tv. Però per MacGyver, l’A-Team e T.J. Hooker questo e altro ;-) Per le costolette di soia, ci vuole prima uno sgherro armato fatto interamente di soia da cuocere con il lanciagranate :-P Cheers!

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    2. non dimenticare supercar! ma per quanti anni di fila li hanno replicati??? è assurdo come persone di diverse generazioni avessero lo stesso palinsesto per i giorni a casa malati!

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    3. “Supercar” era una serie con quattro stagioni, ma in Itali penso che quegli episodi siano stati replicati per almeno dieci anni, se non di più. Ma siamo sicuri che non siano ancora in onda adesso? :-P Cheers

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    4. Vedi? Lo sapevo che erano ancora in onda :-P Cheers

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    5. su rete 4 credo sia ancora in programmazione alla mattina... rete a cui mancava giusto "la signora in giallo" in loop per le sue repliche...

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    6. Ma quanta gente ha "ammazzato" la Sig.ra Fletcher? Quasi quanto sars e corona virus, per restare sull'attualità. 👋

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  6. Craig R. Baxley = Arma non convenzionale. Questo almeno per me. Precisato questo, "Action Jackson" ricordo di averlo visto, probabilmete su italia1, ma non escluderei la vhs, però ammetto di avere un vuoto a riguardo. Cioè qualche flash qui e li, ma onestamente non lo ricordo così memorabile, al contrario del titolo citato o "Forza d'urto". Weathers tutto sudato è praticamente il "The Rock" dell'epoca

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    1. di mettere in mostra tutti i loro talenti. Si, con la differenza che un tempo gli attori resi famosi da “Predator” al massimo finivano a fare il governatore da qualche parte, Rock punta alla presidenza. Cheers!

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  7. niente, uno di quei film che non solo non ho mai visto, ma che non avevo nemmeno sentito nominare...

    a differenza dei vari Beverly Hills Cop o Arma Letale (piccolo aneddoto: quando uscì True Lies un mio amico che lo vide al cinema prima di me mi disse "è una specie di Arma Letale con Schwarzy!" non ho mai capito che intendesse...) che invece ho consumato a nastro!

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    1. Cosa ci aveva visto di “Arma Letale” in “True Lies” esattamente? L’ironia forse. Bisogna aver bccato il giusto periodo di repliche televisive per ricordare “Action Jackson”, che però ha il suo bel seguito, negli Stati Uniti è proprio un modo di dire, ci sono fior fiori di sportivi che si sono beccati questo soprannome ;-) Cheers

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    2. Qui da noi, come sfottò, andava molto Action Man, il più grande degli eroi, quando qualcuno voleva fare l'atleta e andava a finire invece che si faceva una figura barbina...

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    3. Il famigerato «Ehi action man, dove hai parcheggiato la micromachine?» di Aldo, Giovanni e Giacomo. Cheers!

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  8. Non lo conoscevo e mi sa di non aver visto questo film (neanche di striscio), però io ero uno di quei ragazzi che la mattina quando potevo non mi perdevo un telefilm ;)

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    1. Quindi sicuramente anche tu sei cresciuto con la vitamina Baxley ;-) Cheers

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  9. Peccato che non abbia avuto il successo che meritava sarebbe stato bello se "Action Jackson" fosse diventato un franchise come tante altri filmcoevi.

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    1. Aveva tutte le carte in regola, pensare che Steven Seagal ancora lavora, perché dire che fa film é un'affermazione forte ;-) Cheers

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  10. Però, a difesa del fatto che Jericho Jackson sia sempre lucido quando è senza maglietta, c'è da dire che Della Plane in un'occasione gli avvicina un pò troppo una fiamma ossidrica... In quel caso avrei sudato pure io... Vabbè, forse però era già sudato prima, magari aveva un problema di iperidrosi... 👋

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    1. La fiamma ossidrica non aiuta, ma è spesso già lucido sotto la maglietta, effetto quasi da cartone animato ;-) Cheers

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  11. E' davvero tanto tempo che non lo rivedo, e certo ci sono proprio tutti in questo film! Sai che il mitico Craig R. Baxley nella mia mente ha sempre avuto il volto di Craig T. Nelson? Sarà per il nome :-P
    Baxlery ha fatto saltare tutti e ci ha regalato scene d'azione da antologia, sia in grandi che in piccoli film: sempre sia lodato ^_^
    P.S.
    Anch'io sono uno che si "scalda" subito, ricordo che da ragazzo in palestra ci facevano fare tipo mezz'ora di riscaldamento prima di qualsiasi attività: io ero già caldo semplicemente ad arrivare in palestra da casa :-D

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    1. Il riscaldamento è fondamentale ma noiosissimo, passiamo all'azione come Jackson! ;-) Hai ragione tutti questi Craig insieme non facilitano l'identificazione, però Baxley si riconosce, é quello che fa saltare tutto e tutti ;-) Cheers!

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  12. Action Jackson ovvero la summa del cinema d'azione povera (in dollari) ma ricca in idee; devo fare degli appunti: probabilmente son più vecchio di te e ricordo l'A-Team trasmesso la sera (su rete4 ed italia1). Craig R. Baxley è stato il regista della seconda unità di tutte le puntate dell'A-team mentre ne ha dirette una decina ed appartiene ad una famiglia che si è sempre occupata di queste cose (era il padre ad occuparsi degli stunt in Hazzard). Bene, dopo aver fatto il professorino antipatico (l'A-team l'ho in dvd sia in italiano che in francese essendone io un grandissimo fan) passo alle mie osservazioni: ritmo, squadra di killer impareggiabile, scambio di battute memorabili a raffica o quasi ("...Papa doc per noi era meglio della biblioteca del Congresso", "...caldo, bollente, rovente...") musiche di Michael Kamen, produzione di Silver, insomma la summa del cinema d'azione di quegli anni.
    Un film veloce che si lascia vedere e rivedere e non solo dagli amanti del genere, a patto di disconnettere il cervello e lasciarsi andare alle montagne russe.
    Eppure senza film come questi non avremmo avuto altri grandi film, perchè c'è sempre un precursore che lancia un modello.

    Nizortace

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    1. No no, hai fatto bene a dirmelo, perché questa cosa del padre ad esempio nelle fonti che ho incrociato mi mancava. Ne sono profondamente convinto, questo cinema, al limite del B-Movie (che non è un indicatore di scarsa qualità come in troppi ancora credono) era la palestra per il cinema più grosso, con più soldi e spesso meno idee, perdendo questa "palestra" tutto il cinema ci ha perso moltissimo, infatti lo vediamo nei film contemporanei, dove le pessime idee vengono sparate dritte in serie A, manca della sana gavetta ;-) Cheers

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