giovedì 16 gennaio 2020

The Mandalorian - Stagione 1: Il Mandaloriano dagli occhi di casco

Signora mia, una volta qui era tutto campagna un Guerre Stellari.
Poi il despota Lucas the Hutt ha venduto tutto all’Impero della Disney e come se non fosse bastato sopravvivere con estremo dolore e infinite perdite alla piaga di Jar Jar, abbiamo dovuto imparare a lottare anche contro una doppia “J” anche peggiore, quella di GIEI GIEI Abrams.

È stata lotta senza quartiere, un tempo eravamo fratelli, ci riconoscevamo per le nostre magliette, bastava un «Che la Forza sia con te» oppure un «It’s a Trap!» pronunciato al momento giusto per riconoscerci anche in coda alla posta. Sì, ok, ogni tanto si discuteva sull’utilità degli Ewoks, ma erano bisticci tra amici, tra compagni d’arme, ora? Ci hanno spezzato definitivamente con Episodio VIII. Una guerra fratricida che ha distrutto amicizie, famiglie, ci sono quelli che rimpiangono il despota Lucas, quelli che invocano la benedizione del nuovo imperatore galattico GIEI GIEI lo scopiazzatore e poi c’è anche qualche pazzo futurista a cui è piaciuto Solo.

Ed ora che anche “Episodio IX” è uscito, io ormai sulla saga ci ho messo una pietra sopra, in effetti ormai da tempo. Ho capito semplicemente che questa Guerra Stellare che ho combattuto a lungo, ora è la Guerra Stellare di un’altra generazione, più giovane, più smart, più trendy, più social, che ti guarda e ti risponde «Ok, boomer». Millenial del mio casco!

Mando! You must face another day. Mando! Now your love has gone away (quasi-cit.)
Non pensavo che la piattaforma di streaming Disney+ avrebbe risolto la situazione, almeno non dopo essersi portata via anche Daredevil e le serie Marvel, invece dalla polvere delle macerie qualcosa è emerso, un Mandaloriano (dagli occhi di casco) che mi ha ricordato che forse Rogue One non è stato un cas(c)o.

Disney+ esordirà in uno strambo Paese a forma di scarpa a marzo, ma siccome io sono ribelle (e ho vecchi amici Olandesi che sono passato a trovare per qualche settimana) posso dirvi che “The Mandalorian” ha riacceso la mia passione per Star Wars Guerre Stellari. Una vera sorpresa perché i Mandaloriani fino a questo momento sono stati rappresentanti soltanto da Boba Fett (se provate a perdervi il super post di Lucius sul personaggio, siete più matti di quelli a cui piace “Solo”) e in misura molto (tanto) minore da Jango Fett, ma il fascino di questa tribù che come il giudice Dredd, non si toglie mai il casco dalla testa, è grande.

Ditemi cosa volete, ma questo singolo fotogramma, entra di diritto tra le scene più iconiche di tutta la saga di Star Wars.
“The Mandalorian” è chiaramente il frutto di un lavoro a tavolino da parte del reparto vendite, per mettere insieme una serie di trovate in grado di colpire al cuore i fan di Star Wars. Non sono così ingenuo da non vedere le abbondanti dosi di calcolo che trapelano da tutta questa operazione, eppure questa serie ha trovato il modo di battere tutti i miei dubbi, a partire dal suo curatore Jon Favreau.

Dài andiamo, Jon Favreau! Quello che veniva preso per i fondelli in “I Soprano” e che tutti ricordiamo come l’assistente di Tony Stark. Uno che come regista ha mandato a segno una serie di film brutti tipo “Elf - Un elfo di nome Buddy” (2003) e “Cowboys & Aliens” (2011), ma anche un titolo che per dieci anni ha fatto da base a molti dei Cinecomics contemporanei. Qui coadiuvato dall’esperienza nell’animazione di Dave Filoni e dal fumettista Christopher Yost, Favreau ha davvero fatto centro, riportando un prodotto del grande universo di roba macina soldi legata al marchio Star Wars, alle origini stesse della saga, recuperando molte delle sue influenze originali.

Che ci volete fare, evidentemente Jon Favreau dà il meglio quando il suo protagonista indossa un casco (facciamogli fare un film sul giudice Dredd!)
Sì, perché magari molti nuovi appassionati di Star Wars nemmeno lo sospettano (tranquilli, nemmeno tanti vecchi fan), ma l’ispirazione principale di George Lucas per Guerre Stellari arriva da “La fortezza nascosta” (1958) di Akira Kurosawa, provate a guardarlo se non lo avete già fatto, vi stupirete di trovare già molti dei personaggi di Star Wars ben prima del loro esordio ufficiale del 1977. Nel tentativo di ripagare il suo debito artistico Lucas (insieme al suo “padrino” Francis Ford Coppola) produsse e distribuì negli Stati Uniti “Kagemusha - L'ombra del guerriero” (1980), uno degli ultimi lavori di Kurosawa, sicuramente quello con il budget più alto a disposizione, visto che poté contare anche sui dollarazzi americani.

No, Lucas non ha modificato di nuovo la trilogia, è Kurosawa tranquilli.
Lucas da Kurosawa ha preso tutto, anche lo stile delle dissolvenze dei suoi film che sembrano quelle dei primi lavori del Sensei Giapponese, ma Oriente e Occidente si sono sempre contaminati a vicenda, La sfida del samurai ha fatto da modello per film di Sergio Leone e di Walter Hill, ma anche molti fumetti, Frank Miller, ad esempio, ha sempre pescato a piene mani dal Paese del Sol Levante.

Tanto che negli anni ’80 Miller firmò le copertine per l’edizione americana di “Lone Wolf e Cub” classico Manga pubblicato in Giappone per la prima volta nel 1970, scritto da Kazuo Koike e disegnato da Gōseki Kojima. La storia è quella di Ogami Ittō, un kaishakunin (l'assistente al seppuku, il suicidio rituale giapponese) che, accusato ingiustamente, perde l’onore e diventa un sicario, un lupo solitario con una caratteristica principale: quella di portarsi sempre dietro il suo “cucciolo” (così ho spiegato anche il titolo del fumetto), suo figlio Daigoro, un frugolo in tenera età.

A sinistra, il manga originale con la copertina disegnata da Frank Miller. A destra Internet, che anche oggi mi ha servito bene.
Tutte queste influenze orientaleggianti, intimamente legate all’origine stessa di Star Wars, ritornano prepotentemente in “The Mandalorian” che è un western per detta dei suoi creatori, ispirato al lavoro di Sergio Leone (quindi di conseguenza a Kurosawa) ambientato cinque anni dopo gli eventi di Il ritorno dello Jedi e ben prima di quella cagat… Ehm, di Il risveglio della Forza. Una terra di nessuno inesplorata, almeno dal canone standard della saga di Star Wars (l’universo espando fumettistico e letterario, è un’altra di quelle cose che i puristi della saga ignorano, tanto quanto “La fortezza nascosta”) dove agisce il nostro nuovo straniero senza nome che ha la metà delle espressioni di Clint Eastwood, per la precisione una sola, quella con il casco in testa.

Che dite? A me sembra abbastanza western per esaltarmi.
Mi rendo conto che un protagonista mascherato, attiri inevitabili attenzioni sul suo volto celato, appena ho letto la notizia di una serie dedicata ad un Mandaloriano (tribù dedita al combattimento, che non si toglie mai l’elmo da battaglia in pubblico… This is the way) ho pensato subito ai poveretti che avrebbero dovuto sudare a turno sotto il casco del personaggio. Perché dài, non hai bisogno di un solo attore per interpretarlo (notizia che è già stata, ovviamente, confermata), quindi non hai bisogno di un volto noto ad interpretarlo ed invece la Disney non ha badato a spese, assumendo per la parte un esperto di serie tv come Pedro Pascal, l’Oberyn Martell di Giocotrono e il polizotto di Narcos. Notizia che mi ha fatto definitivamente sperare di NON vedere mai il suo volto nella serie. Andiamo, “Mando” è talmente figo che non ho voglia di rovinarmi l’illusione vedendo il “labbrino” alla Zoolander di Pedro Pascal, quindi casco in testa alla Judge Dredd ben allacciato, sempre!

Voglio sentirvi voi fanatici della famigerata "espressività" degli attori, a dire che Pedro Pascal è poco espressivo! Dai, lamentatevi!
Anche se, devo essere onesto, questa faccenda del volto del personaggio della serie è stata gestita in maniera così accurata che davvero non ho nulla da criticare a “The Mandalorian” nemmeno in tal senso: bravi!

“The Mandalorian” ha un formato che mi piace un sacco, otto episodi completano la prima stagione e durano tutti mezz’ora ciascuno, minutaggio perfetto. Molti minuti sono utilizzati come i western di Sergio Leone insegnano: pochissimi dialoghi. Vi dirò le puntate di questa serie in cui si parla poco, sono anche gli episodi migliori in assoluto, infatti la puntata più scarsa (1x05 Chapter 5: The Gunslinger) è tale solo perché si tratta di un episodio di passaggio e perché si ritrova incastrata in episodi molto migliori, come il quarto (1x04 Chapter 4: Sanctuary) dove le influenze di Kurosawa si sentono fortissime, visto che omaggia chiaramente “I sette samurai” (1954) in cui uno dei samurai è Mando e gli altri sei sono tutti personificati da Gina Carano. Ma su di lei lascio la parola al “Caranista” cintura nera Lucius che ha già raccontato tutto brillantemente!

Ma quindi anche Gina Carano ora è una principessa Disney?
Come dicevo lassù, non sono così ingenuo da non rendimi conto del lavoro a tavolino fatto dalla serie, è evidente che da parte della Disney c’è stato un gran lavoro di marketing per puntare al cuore (e al portafoglio) degli appassionati, ma è un lavoro efficace e non ruffiano (veeeeeero GIEI GIEI?), perché “The Mandalorian” sembra pensato per i papà, le mamme, i fratelli e le sorelle maggiori dei ragazzi a cui ora il filone principale di Star Wars (ovvero i film della saga) ormai si rivolge, mi rendo conto che in questi mesi per chiunque è stato quasi impossibile evitare le anticipazioni in rete su questa serie (o su qualunque altra cosa legata a Star Wars), quindi vi metto una bella sezione SPOILER!

L’idea di un film sulle origini di Yoda era tra le tante idee campate in aria dalla Disney e per fortuna (quasi) dimenticate dopo la sòla di Solo. Eppure, alla Disney quell’idea non l’hanno dimenticata e con “The Mandalorian” sono riusciti a sfruttarla nel modo migliore possibile, l’idea di un alieno della stessa razza del leggendario Yoda e della dimenticata Yaddle è piuttosto geniale, perché di fatto la creaturina che da tutti è stata soprannominata “Baby Yoda” ha il meglio del grande Maestro Jedi, unita ad una pucciosità degna di un Mogwai (ed animato allo stesso vecchio modo) lo rende un esserino capace di generare merchandising come se non si fosse un domani, basta guardarlo, è già il Funko Pop di se stesso!

Quando 900 anni di età avrai, bello non sembrerai. Ma da cuccioletto cavolo se è così cariiiiiiino!
L’arrivo del verde personaggio (sono il solo a pensare che potrebbe essere una femminuccia? Sì, vero?) mette in crisi la missione del Mandaloriano, assoldato da un turpe e misterioso cliente (Werner Herzog! Che con la sua comparsata qui, si finanzierà i prossimi nove documentari da lui diretti) e dà il via ad una serie di episodi che per struttura risultano delle “Quest” eroiche, quasi delle missioni autoconclusive con tanto di obbiettivo finale e aggiornamento (anche di armatura) che sembrano dei premi di fine livello. Fine SPOILER!

Ci sono puntate che, come detto, strizzano l’occhio a Kurosawa (1x04 “Chapter 4: Sanctuary”, diretto da Dallas BRUCE Howard che qui dirige in maniera molto più ispirata di quanto suo papà abbia diretto Solo), ma anche episodi dalla trama semplice e linearissima, in cui l’obbiettivo è fuggire da una nave prigione piena di tipacci loschi (1x06 “Chapter 6: The Prisoner”) e, ovviamente, nel doppio episodio finale non può mancare un classico del cinema western, come la scena di assedio. No, sul serio cosa si può chiedere di più ad una serie tv? Una bella colonna sonora? Quella di Ludwig Göransson è fantastica. Oppure che abbia un bel cast? Abbiamo anche quello!

Sembro io quando dicevo “No, il cane di piccola taglia no”. Ecco, le ultime parole famose, uguale.
Gli attori di “The Mandalorian” sono la conferma che questa serie è chiaramente pensata per noi vecchi fanatici di Guerre Stellari, noi che nel frattempo siamo cresciuti anche con tutta una serie di personaggi e storie che hanno alimentato il nostro immaginario collettivo, il droide IG-11 è doppiato dall’attore e regista Taika Waititi (che dirige anche l’ultimo episodio, il finale di stagione), ma sono proprio le facce e le voci note ad arrivare da tutti i film e le serie che abbiamo amato.

"Quello è Waititi! Ha fatto diventare scemo Thor uccidiamolo!"
Nick Nolte doppia il burbero, ma fidato Kuiil (la sua «I have spoken» è già una frase di culto), Gina Carano, Amy Sedaris e Ming-Na Wen sono solo tre delle donne di una serie che conta anche su molte registe dietro la macchina da presa (perché la Disney ha pensato proprio a tutto, anche alle possibili polemiche), ma mettiamoci anche facce ultra note e amate come quella di Giancarlo Esposito, del mitico Clancy Brown e di Carl “Apollo Creed” Weathers ed è chiaro che questa serie è per noi. Prendendo in prestito da Dylan Dog il vocabolario, “The Mandalorian” è per noi Old Boy (e Old Girl) che della piega presa dai film della saga (a breve parleremo del disastro anche su queste Bare) ormai non siamo più tanto interessati.

Jack Cates, Kurgan e Apollo Creed, quando è stato fatto il casting di questa serie? Nel 1986?
Se il piano di Disney è quello di diversificare il prodotto “Star Wars”, e i risultati di questa espansione sono tutti simili a “The Mandalorian” io potrei anche metterci la firma e decidere di restare sull’orlo esterno della galassia di Guerre Stellari, per esplorare questo selvaggio West che sta tra Il ritorno dello Jedi e il momento in cui la saga è stata consegnata ad un’altra generazione.

Se la qualità della serie resterà questa, per me va bene anzi, per dirla alla Mandaloriana… This is the way!

44 commenti:

  1. Bei tempi signora mia quando l'unico motivi di litigio erano gli Ewoks... Aridateceli! Se devo scegliere tra gli Orsetti del Cuore di Endor e "Solo" (perché viaggia da solo... Dio mio...) prendo i primi tutta la vita.
    E prendo pure John Favreau che interpretava un miliardario in FRIENDS e per bombarsi Monica la portava a cena a Parigi in aereo privato...

    Scherzi a parte, questo THE MANDOLARIAN è perfetto. Perfetto perché (e torniamo al discorso fatto a suo tempo per ROUGUE ONE) prende un pezzettino minuscolo della serie originale e lo amplia senza stravolgere nulla e piazzando qua e là strizzatine d'occhio ai fan storici. A questo aggiungiamoci un minutaggio perfetto e una lunghezza complessiva altrettanto azzeccata così si arriva dritti al succo scremando tempi morti: 8 episodi in apnea.

    Poi, come te, non ho il prosciutto sugli occhi. Ovvio che Baby Yoda è stato creato a tavolino per vendere pupazzetti (e creare quintalate di meme!), così come l'armatura di Mando è stata pensata come prossimo costume di carnevale. Ma se questo è lo scotto da pagare per avere un prodotto come questa serie sono disposto pure a comprarmelo il Baby Yoda puccioso! (Awwww...)

    Giudizio da critico con pipa e occhiali: se un prodotto """minore""" come questo piscia in testa alla serie ufficiale, io un paio di domande me le farei caro Gei Gei.

    Ultimo e poi vado a fare del bene. Con un amico parlavo proprio del discorso serie. Capo, come la vedresti una con le avventure del giovane e inesperto Darth Vader che all'alba dell'Impero va su e giù per la galassia a strangolare ribelli con la forza?

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    1. Pensare che ci vergognavamo di cosette innocue come “L'avventura degli Ewoks” (1984), non sapevamo cosa ci avrebbero tirato addosso (Spoiler: la cacca). Ora che lo hai detto mi sono ricordato di quell’episodio, in pratica era Tony Stark prima che arrivasse davvero Tony Stark ;-)

      Ho passato diverse ore a giocare a “Dark Forces” e “Jedi Knight”, sono abbastanza convinto che le opere ambientate nell’universo di Guerre Stellari, ma con personaggi originali siamo quelle che apprezzo di più. “Rogue One” e “The Mandalorian” ne hanno tutte le caratteristiche, poi a livello di trama questa è una serie che non sporca il foglio, fa il minimo ma lo fa bene, nessuno si aspettava niente da questa serie, è arrivato anche parecchio, quindi per me è totalmente promossa, anche come minutaggio, sono stufo marcio di serie con episodi che durano ore ed ore ed ore, e una trama che non ha niente da dire.

      Disney vuole monetizzare da sempre, inoltre le serie moderne diventano famose se riescono a generare Meme in rete, ecco perché roba valida resta sconosciuta (“Hap & Leonard”) e roba a mio avviso pessima (“La casa di Carta”) fa successo, seguiti e vende magliette. Il fattore “Meme” scorre potente nel 2020.

      GIEI GIEI ha pestato la sopra citata cacca (ne parleremo in dettaglio, ora forse hai capito perché non avevo ancora trattato “L’ascella di Skywalker”, avevo altre priorità Mandaloriane), gestire un film che ha come target un pubblico dai 6 ai 60 anni è un casino, specialmente se si tratta di “Star Wars”. Lui lo ha fatto nel modo peggiore possibile, ma non si possono (secondo me) paragonare i due prodotti, questa serie godeva di una libertà creativa, che alla saga principale ormai pare preclusa, l’allontanamento e la revisione sul lavoro fatto da Rian Johnson parlano chiaro in tal senso.

      Una serie su Darth Vader dopo la famigerata scena del “Nuuuuuuooooooo” di Episodio III? Riuscirei a vederla solamente come una serie comica temo ;-) Cheers

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    2. La cosa curiosa è che il personaggio per ora icona di questa serie è uno ispirato ad un altro di Lucas!

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  2. Daje ottima recensione mio caro blogger preferito.

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  3. Resto comunque dell'idea che se avessero dato parte delle idee creative in mano ad un certo Genndy Tartakovsky (papà del primo Clone Wars & Samurai Jack) il risultato sarebbe stato ancora più eccellente.

    Bella serie comunque, con un retrogusto molto alla "Bounty Law" giusto per rimanere in tema di citazione.

    Avere poi nel cast gente come Karl o Werner ne aumenta il livello tecnico. Baby Yoda (come viene chiamato) è il retaggio di una lezione impartita molto tempo fa da Joe Dante & Spielberg. Gli animaletti pucciosi fatti in animatronics non perderanno mai la loro bellezza (sempre che siano usati con parsimonia nella trama).

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    1. Davvero “Baby Yoda” (che secondo me è una Baby Yaddle ma cambia poco) è “vecchia scuola” proprio come il cast, davvero è l’applicazione della lezione di Dante e Spielberg (e ci metterei anche Frank Ok), un Mogwai 2.0. Per Genndy Tartakovsky nella stagione due, io ci sono eh? Dove si firma? ;-) Cheers

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    2. "Samurai Jack". Capolavoro assoluto e mai tanto citato. Sic!

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  4. Il Mandaloriano dagli occhi di casco è geniale. D'altronde da te me l'aspettavo qualcosa del genere 😀😀😀

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    1. Salto indietro nel tempo. Sono seduto in uno dei caratteristici (e fumosi) caffè in Olanda, impegnato a visionare il primo episodio di questa serie, entra in scena Mando, in quello che è a tutti gli effetti un saloon. Penso: «Il Mandaloriano dagli occhi di casco», avevo già il titolo per il post sulla stagione (storia vera, a parta la faccenda dell’Olanda che è uno specchietto per le allodole). Mille grazie ;-) Cheers!

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  5. visti i primi 5 e (IMHO), parziale delusione finora.
    Pro: atmosfere Western, Pedro Pascal, Werner Herzog, la tribù dei Mandolorian ("This is the way"), attraverso cui si omaggia - scena del volo - l'omo de fero cui cicciobomba Favreau deve tutto (ancora rabbrividisco pensando a quel film dove fa lo chef, con lo spreco del grande bobby cannavale...)
    Contro: atmosfere da telefilm pomeridiano di italia 1, trama telefonata, messa in scena a tratti 'meh' - vedi l'assedio al villaggio, citazionsimo un pò troppo spinto (7 samurai, armata delle tenebre, ET...), il protagonista finora sembra un tontolone, che prende schiaffi (metaforici e reali) a destra e manca...
    Appena trovo un paio d'ore la finisco, ma nutro basse aspettative...
    [sempre gajarda la recensione, comunque. Un giorno devi fare un post su come tu faccia a scrivere un post al giorno...]

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    1. L’unico delusione per me è stata l’episodio 1x05 che è chiaramente di transizione, già l’episodio 1x06 torna ad essere bellissimo. Mi dispiace che non ti stia piacendo, da parte mia voglio solo delusioni di questo tipo ;-)
      Pensa che io la trama semplicissima e l’atmosfera da vecchio telefilm (come si usava dire un tempo) mi ha conquistato, il primo episodio è il più scarso, ma si gioca quella scena che ho inserito anche come immagine nel post che è notevole. Poi ho davvero apprezzato tutto, è stata la prima serie da molto tempo, che mi ha fatto aspettare il venerdì, fremendo per un nuovo episodio.

      Ti ringrazio ma non ci sono tutte queste magie, basta scriverne uno al giorno (quando non sono due), come diceva la scimmia di BoJack, diventa sempre più facile, ma bisogna farlo tutti i giorni. Per fortuna i tempi morti me lo concedono, tengo le dita incrociate per averne sempre di tempi morti. So come usarli ;-) Cheers!

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    2. Se è un telefilm di Italia 1 tipo quello di Simbad ci metto la firma. XD

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  6. Cinque alto per Lone Wolf, puro western giapponese con cui sono cresciuto: bei tempi quando in TV passavano episodi a secchiate della serie!
    E cinque alto per il riferimento alla Fortezza nascosta: di solito quando lo dico gli starwarsiani rimangono silenti e con gli occhi vacui :-P
    Serie splendida che addirittura piace a chi come me non seguiva Star Wars dal Ritorno dello Jedi! Tolto l'inutule quinto episodio - buono giusto per i meme su Mando che gesticola - è una serie spettacolare.
    "Dredd" girato da Favreau? Dove si firma? ^_^

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    1. Sto guardando la prima scena del secondo episodio della serie, muta, Mando cammina, Baby Yoda nella culla, il cattivone ucciso, punto il dito allo schermo urlando Lone Wolf! (storia vera).
      Non ha la pesantezzaa che ormai LA SAGA si porta dietro, una volta era divertente parlare di Guerre Stellari, ora è un campo minato. L’episodio cinque mi ha fatto pensare alla tua profezia, dopo il quarto così bello si poteva solo scendere, così è stato, ma sei, sette e otto hanno riportato in alto la serie, una meraviglia ;-)

      Favreau garantirebbe un giudice con il casco SEMPRE in testa (veeeeeero Sly?) e alle spalle una produzione con abbastanza soldini per portare sul grande schermo una Mega City One credibile. Un bel divieto ai minori come “Deadpool” e via ;-) Cheers

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    2. Si, infatti. Con i prequels comunque si andava sull' ironico. Quì tipo "O Rian Johnson o contro di lui" per dire. XD

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  7. Anche per mia moglie la creaturina è una femminuccia :) vedremo! Comunque gran bella serie, hai subito voglia di vedere cosa succederà nella prossima stagione, quindi vuol dire che hanno lavorato bene :)

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    1. Sto con la signora che ci ha visto lungo, la mia è deformazione, visto che Casa Cassidy è un gineceo tra cana numero 1, cana numero 2 e Wing-Woman sono felicemente in minoranza e mi va benissimo così ;-) L’altro giorno che cacciavo foto in rete per il post, ho trovato questo, che è solo un parere personale, non di certo una pistola fumante, ma il partito della Baby Yoda guadagna punti nei sondaggi! Cheers

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  8. Sul genere di "baby yoda" onestamente non credevo ci fossero dei dubbi: non lo dicono proprio nel primo episodio che del codice identificativo del bersaglio conoscono solo le ultime 4 cifre, le quali corrispondono all'età (50 anni) ed al genere (femmina)?

    Detto questo, serie che ho veramente apprezzato molto: è stata la seconda produzione dalla leggendificazione del vecchio canone ad essermi piaciuta tanto quanto ciò che apparteneva al universo espanso. L'altra è ovviamente Rogue One.

    Siccome della serie, dei colori, della musica ho poco da aggiungere al tavolo della discussione (se non che adesso una delle mie suonerie è proprio il tema di mandalorian), mi preme più che altro parlare di una diatriba che probabilmente approfondiremo meglio nei commenti ad ep. IX:
    io non credo che Disney o J.J. siano i bersagli adeguati delle polemiche, quanto invece la Kennedy e la sua visione.

    La Disney ha acquistato anche la Marvel, seppure io abbia colto l'occasione del rilancio All-new All-different per interrompere sensatamente il mio collezionismo maniacale delle serie mutanti, sono consapevole e convinto che ciò non abbia impedito alla Marvel di confezionare buone storie e consolidare il proprio mercato sia a fumetti che cinematografico.
    Quindi il problema non è ai macro-livelli (Disney), né ai micro-livelli (il regista di uno, poi due film), quanto soprattutto sull'equivalente di Feige in Lucasfilm.

    Da questo punto di vista, il coinvolgimento di Favreau lo vede come una sorta di testa di ponte strettamente correlata alla notizia del futuro coinvolgimento di Feige in SW e - io spero! - l'allontanamento della Kennedy.

    Il più grande difetto di questa gestione post acquisizione Disney, dopo la "leggendificazione" (che non ho apprezzato, che mi ha portato al rifiuto verso le produzioni a fumetti o in prosa del nuovo canone, che inizialmente mi ha allontanato in toto dal nuovo SW, ma che nonostante ciò da un punto di vista aziendale posso capire e condividere), è stato quello di non saper gestire i collegamenti tra differenti media:
    Lucas, all'epoca della trilogia prequel, l'aveva capito benissimo che il brand si era alimentato nei precedenti 15 anni di tutte quelle produzioni (da lui rese canoniche a seguito di approvazione) transmediali, eppure nei film che puntavano ad un pubblico più ampio non ha voluto inserire elementi che si appoggiassero ad elementi esterni tali da rendere incomprensibile o fumoso quel dato passaggio.
    Nel nuovo corso invece è quello che è successo: da ciò che ho appurato con chi il nuovo canone lo sta seguendo, gli indizi su Darth Sidious ancora in attività erano stati sparsi in giro fin da ep. 7 (ma del resto è un elemento variato sul tema già presente nell'universo espanso: i cloni di Palpatine necessaria a garantirgli l'immortalità attraverso una via più scientifica di quella del suo maestro Darth Plageuis), ma a coloro che seguono solo i film è arrivato il tutto abbastanza a ciel sereno; oltretutto il film spiega poco, quel poco che spiega lo fa male e lascia pezzi importanti come il messaggio di Palpatine ad un evento ancora più collaterale di libri e fumetti del nuovo canone, cioè un evento speciale all'interno di Fortnite...
    Ripeto ne riparleremo sotto la recensione del film, per non andare troppo fuori tema, ma il punto sulla questione è che ho l'impressione che Mandalorian sia stato il primo passo fuori dalla visione della direzione artistica/commerciale della Kennedy: i rimandi della serie sono alle fonti di ispirazione di SW, non al fumetto X del 201X o al capitolo Y del libro Y, etc.

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    1. L'età del personaggio la ricordo bene, il dettaglio delle ultime cifre no però. Bene ho una scusa per rivedermi la puntata ;-) La colonna sonora é già in tutto le mie compilation (storia vera) mentre la Kennedy invece è una delle produttrici più invasive degli ultimi anni, rivaleggiare con gli storici produttori dispotici del passato. Cheers

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    2. Una volta mi lamentavo quando i film di un universo narrativo non usavano l'ottimo materiale sparso nei vari media, ma poi in effetti c'è il rischio di perdersi per strada, con oceani produttivi come Star Wars! Dove poi l'approvazione della Lucasfilm ci mette un attimo a diventare "Legend", cioè non canonica...
      Gli universi narrativi sono un grande problema, per fortuna mi occupo di Aliens che è minuscolo, coi suoi due romanzi e tre fumetti l'anno circa, che è così sconosciuto che ben pochi si lamentano quando i film vanno per cacchi loro :-P

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    3. Il problema con Star Wars è che con un colpo di spugna, hanno cancellato l'universo espanso, dicendo con spocchio no no, abbiamo dei piani per la nuova trilogia. Solo per poi sfornare una scoreggetta, capisco che tenere conto di TUTTO quel materiale fosse impossibile, ma la spocchia con cui si sono approcciati (al netto di risultati ridicoli) rende tutti i coinvolti oggetti al pubblico ludibrio ;-) Cheers

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    4. Il vero problema è però l'aspetto commerciale: la favoletta del tener conto di tutto quel materiale è una bugia dalle gambe corte, perché, se poteva essere accettata per quanto poco credibile all'epoca in cui è stata detta, si è rivelata assolutamente inutile, dato che nel giro di 5 anni hanno quasi bissato le produzioni canoniche dei precedenti 15 e con quasi tutti i prodotti (almeno per quella che è la mia consapevolezza) tutti incentrati nel periodo tra il primo ed il nono film.
      Quando invece l'universo espanso si espandeva (pun intended) anche e soprattutto nel tempo, regalando le migliori storie forse proprio negli archi più lontani dalla trilogia classica (l'ovviamente mai dimenticato kotor, il primo videogioco, poi anche il secondo e la serie a fumetti; ma anche verso il futuro star wars legacy con Cade Skywalker ed i suoi demoni, letterali e non).

      Il nuovo canone è tutto lì invece: spin-off e side story della nuova trilogia, approfondimenti del periodo di iato tra ep. 3 e 4 o tra quello tra ep. 6 e 7, etc.

      Poi alcune cose le azzeccano pure: il nuovo vg Jedi Fallen Order in pratica prende e sostituisce il leggendizzato Force Unleashed 1 e 2, ma in meglio.
      Per un gameplay di combattimenti con la spada laser altrettanto soddisfacente bisogna tornare indietro all'espansione Mysteries of the Sith di Dark Forces 2: Jedi Knight, o al limite ad uno dei suoi seguiti: si parla di 20 anni fa...

      Il tutto però per dire che, secondo me, la vera motivazione alla base della leggendificazione non può che essere puramente commerciale/economica, legata ai diritti dei vari aspetti di ciascun prodotto.

      Nathan

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    5. "Mysteries of the Sith di Dark Forces 2: Jedi Knight" ai tempi mi fece cadere la mascella a terra di scatto (storia vera). Cheers

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    6. Che l'unico scopo dell'Impero sia commerciale lo do per scontato, non vedo quale altro dovrebbe essere: gli artisti non hanno tutte quelle cifre nei loro estratti conto :-D
      Recentemente hanno aperto un parco giochi a tema, "Galaxy Edge", e via: in un attimo è uscito un romanzo ambientato lì e una saga a fumetti dove si ritrovano tutti i personaggi da film e fumetti, un paio di pagine ciascuno. Pure Han Solo e Chewbacca sono riusciti ad infilarci! Se non è marketing questo...
      Come Cassidy insegna, Spielberg già faceva merchandising prima di Lucas, ma Re George ha travalicato i confini del tempo e dello spazio: aveva piazzato i diritti dei pupazzi di Star Wars prima ancora che iniziassero le riprese del film, mentre non ci sono pupazzetti dello Squalo :-P E sempre come Cassidy insegna, non ci sono pupazzetti di Poltergeist ma in Poltergeist è strapieno di pupazzetti di Star Wars: Spielberg è il minion di Lucas! :-D

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    7. Spielberg ha "inventato" il merchandising e il modo di promuovere i blockbuster moderno, Lucas è quello che ha capitalizzato meglio, "Star Wars" è legato a filo doppio a pupazzi e pupazzetti, fin dal 1977. Cheers!

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    8. Non so. Favreau ha anche diretto 2 remake dei classici. Mi sembra un pò poco. Più che altro si parla di un film prodotto da Feige. Quello si.

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  9. Poi il mondo è quello, alcuni elementi richiamati (la spada del moff, gli stivali della scena post crediti del bistrattato episodio 5) ci sono, ma non compromettono la fruibilità dell'opera, come invece è accaduto con i film ("Rei, ora che stiamo per morire ti devo dire una cosa..." "Cos'è che dovevi dire a Rei, visto che allora non siamo morti ma stiamo per morire adesso?" "Eh, sapessi..." e poi in un intervista - FUORI DAL FILM - salta fuori che doveva solo dirle che era sensibile alla forza...).

    Ultima riflessione, completamente diversa: Waititi è eccezionale!
    Avevo apprezzato, anche molto, il suo Thor, ho recuperato il film What We Do In The Shadows dopo la recensione in questi "cimiteri" ed è stato eccezionale, ho atteso la distribuzione della serie di WWDITS e me la sono gustata, e il suo episodio in Mandalorian parte subito con una delle mie scene preferite: l'umanizzazione della stronzaggine e della noia degli scout trooper.
    I dialoghi tra i 3 partecipanti a quella scena (i due scout e l'operatore radio) sono così azzeccati che penso sia difficile fare di meglio a riguardo.
    E poi c'è il resto dell'episodio che è in crescendo.
    Insomma mi piace molto il taglio scanzonato ma non farsesco che riesce sempre a dare Waititi. Infatti adesso devo organizzarmi per Jojo Rabbit :p

    Nathan

    Ps: ho scritto per l'ennesima volta un wall of text ^_^"

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    1. Waititi al momento mi sembra uno dei pochi in circolazione, in grado di risultare sempre riconoscibile anche in produzioni mainstream, organizzati perché merita, arriverà a breve su questi cimiteri ;-) Cheers

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  10. Di bella è bella, ma non si inventa nulla di nuovo.
    Sembra concettualmente un'opera molto easy e anni '70.

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    1. Penso sia quello che Star Wars ha bisogno, tra il non inventarsi niente in stile anni '70 Mandaloriano, e il copiare male per far pace con i fan della saga, anni' 70 tutta la vita. Chiedere di più a Star Wars in questo momento sarebbe accanimento. Cheers!

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    2. Già! Meglio una serie divertente e spettacolare alla "Battlestar galattica" classico che qualcosa che si va impantanare in trame e sottotrame e misteei su misteri.

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  11. Indipendentemente da quel che ne pensano sia Lucas che la Disney, visto che ormai va di moda demolire interi archi narrativi di saghe leggendarie (vedasi Terminator e Alien)...l'universo espanso ha regalato a Guerre Stellari delle storie memorabili, forse anche piu' belle di quelle principali.
    Col fatto che si narri qualche fatto trasversale, lontano dalle prime linee e senza per forza l'obbligo di salvare l'universo si ha maggior respiro e meno paletti.
    Si, l'ho pensato anch'io quel termine.
    E' il primo che mi e' venuto in mente.
    FURBO.
    Ma sotto un certo punto di vista persino Gli Intoccabili era furbo. Ma nulla toglieva che era un gran film.
    Hanno dato agli aficionados di vecchia data quel che volevano, confezionando qualcosa di old - school che facesse presa.
    Bah, non ci vedo nulla di male. Anzi...mi fa piacere che in un mercato dove l'80% dei prodotti mainstream non e' progettato per il nostro sollazzo (ormai non siamo piu' il termine di riferimento. Tocca farsene una ragione), ogni tanto ci si ricordi di noi vegliardi.
    In fin dei conti se Guerre Stellari e' diventato quel che e', nel bene e nel male, il merito e' anche nostro.
    Certo che ogni immagine e fotogramma di questa serie mi grida fortissimissimo A SERGIO LEONEEE!!

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    1. Tutto é merce, anche il film più indipendente vuole rientrare almeno dei costi, la differenza la fa sei fai qualcosa di artistico a cui tieni, oppure sei uno che vende fumo e merda (cit.) come GIEI GIEI ;-) Cheers

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    2. "Hanno dato agli aficionados di vecchia data quel che volevano, confezionando qualcosa di old - school che facesse presa."

      Come episodio 7 insomma. XD Senza per fortuna essere un remake. XD

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    3. Identico proprio, il film che ha che ha incrinato milioni di cuori tutti insieme ;-) Cheers

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  12. Non sono un appassionato di serie tv, preferisco di gran lunga vedere lungometraggi, tuttavia, "The mandalorian" rientra tra le mie poche eccezioni.
    Già il fatto che ogni episodio duri intorno ai 30/40 minuti è per me positivo (superati i 50', divento ignorante e dico "Ma non potevate fare un film, a 'sto punto?"), metti poi il fascino di restituirci un Star Wars semplice e lineare come lo era un tempo ma non poi così fiabesco ma più sporco, rugginoso e polveroso, in perfetto "western style" o sulla falsariga di "Rogue One" / "Solo".
    Metti poi che certi episodi sono favolosi nella loro scrittura ad incastro che riesce quindi a valorizzare ogni componente della storia (Ep. 3 ed ep.6 i migliori da questo punto di vista); Metti poi che i personaggi sono fantastici e ti si piazzano in testa subito.
    Alla fine mi vien da dire solo una cosa: Guarda e impara, GIEI GIEI Abrams!:D

    Saluti! (Ho parlato.)

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    1. ...E GIEI GIEI, MUTO! ;-) Ci pensavo ora sceso dal Bus (pensa a cosa penso io di solito) penso si possano fare storia di Star Wars ambientate in quell'universo (lontano lontano) usando personaggi nuovi che siano Jedi, Sith o Mandaloriani, basta non fare copie sbiadite dei vecchi personaggi. Il formato da 30 minuti per le serie dovrebbe essere obbligatorio! :-D Cheers

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  13. Serie che ho adorato dall'inizio alla fine, con forse solo un episodio per me leggermente sottotono. Baby Yoda diventerà a breve re del merchandising Disney, ma Mando mi è piaciuto proprio un casino.
    I have spoken.

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    1. Sogno di comprarmi un casco da Mandaloriano, per andare in giro con il mio cane in versione Baby Yoda, sono abbastanza matto da poterlo fare ;-) Cheers

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  14. Good review Cassidy my friend ������

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  15. Amchio l'ho adorata e condivido il pensiero sulla durata e il minutaggio perfetto,lo stesso non si puo dire delle serie Iron Fist/Luke Cage etc... ,dico solo due cose : 1) La colonna sonora mi ha ricordato quella di Conan il barbaro e a te ? (e non è una critica anzi...),2)ma e i titoli di coda ? Io li ho adorati.

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    1. Iron Fist e Luke Cage provocavano narcolessia. Per il resto parli con uno che ha Basil Poledouris nel cuore, penso che Ludwig Göransson sia tra i migliori compositori in circolazione, uno che riesce a puntare all'epica (tipo "Creed II"). Bravissimo, ho dovuto tagliare la parte in cui ne scrivevo perché il post era già lungo. Sono storyboard anzi meglio, bozzetti preparatori a tutti gli effetti (infatti Cara Dune non somiglia molto a Gina Carano, ma a qualcuna più mingherlina, ma meglio così), hanno qualcosa di Frank Frazetta, tanto per stare in zona Conan ;-) Cheers

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