martedì 14 gennaio 2020

Storia di un matrimonio (2019): Baumbach contro Baumbach

Ci sono dei registi che si ostinato a fare film dove non esplode nulla.
Dove gli scontri non vengono risolti a pugni in faccia e nemmeno a revolverate, e pensate, dove non c’è nemmeno un inseguimento in auto. Lo so è terribile!

Ora, fate un respiro forte e preparatevi all’ultimo colpo basso: alcuni di questi film, sono anche belli.
Site ancora vivi? Si dai, lo so che siete robusti e probabilmente anche voi non vi perdete il nuovo Woody Allen nemmeno per errore come faccio io, perché alla faccia di polemiche se sia meglio la Marvel oppure Scorsese, alla Bara Volante piace il cinema e ci guardiamo di tutto.

Ecco, visto che l’ho citato, Woody Allen è uno di quei registi che non fa esplodere niente (se non qualche polemica ogni tanto) e Noah Baumbach è uno di quelli che in carriera è stato più volte associato al vecchio Woody, con il suo nuovo “Storia di un matrimonio” dalla alcune settimane disponibile su Netflix, quel paragone torna prepotentemente di moda.

Piccola deviazione poi ci buttiamo sul film. Non so voi, ma io al cinema (o su Netflix in questo caso) amo vedere quelle storie che raccontano qualcosa che probabilmente non vedrò mai, oppure che preferisco godermi sul grande schermo piuttosto che nella realtà, tipo le esplosioni, i dinosauri le navi spaziali. Andiamo chi ha voglia di sorbirsi due ore di persone che parlano di beghe legali, dopo magari una giornata in cui non hai fatto altro che occuparti di beghe legali?

Questo vale per la mia teoria della metropolitana nei film belli.
Ecco, io che sono nato un po’ deviante, ogni tanto questo tipo di storie mi piace anche guardarle, a patto che siano raccontate come si deve. Quando molti modificano la loro routine guardandosi un film con gli zombie, io cambio la mia per vedermene uno con dei vivi che fanno cose normali, quindi la mia quota “normalità” me la sono giocata con Noah Baumbach, e sapete che vi dico? Me la sono giocata bene.

Baumbach, scrive dirige e produce un dramma da interni pescando dalla memoria e dalla sua esperienza (anche “Il calamaro e la balena” del 2005 trattava un tema molto simile), ma se i risultati sono così, ben venga che continui a sfornare film piuttosto che andare dallo psicologo ad affrontare i suoi irrisolti.

L’inizio è già piuttosto magnetico, Charlie (Adam Driver… Bellissimo!) legge una lettera piene di caratteristiche positive su sua moglie Nicole (Scarlett Johansson, bella anche con i capelli alla Mia Farrow in "Rosemary's Baby". Ma non bella come Adamo, lui è bellissimo lo ripeto per i suoi appassionati che sono ovunque e armati fino ai denti) che risponde con una lettera identica. In un attimo Noah Baumbach ci porta nella vita di questi due tipi così ordinari tanto da potercisi quasi riconoscere, salvo un attimo dopo raccontarci che le lettere arrivano dalla loro terapia di coppia e il matrimonio, é l'unica cosa che vedrete saltare per aria in questo film.

We're Getting a Divorce, You Keep the Diner (didascalia offerta dai Gaslight Anthem)
Charlie è un geniale regista di teatro pronto a sbarcare a Broadway, Nicole una che è stata famosa al cinema per i famigerati quindici minuti, ma poi per amore è diventata una delle attrici negli spettacoli di suo marito. La loro separazione coincide con la volontà di Nicole di tornare nella sua Los Angeles, a recitare in quella che per Noah Baumbach evidentemente è l’esatto opposto del teatro, una serie tv piena di Chroma Key ed effetti speciali.

I film ci hanno insegnato che tra la Grande Mela e la città degli angeli ci sono più di tremila miglia, Woody Allen invece ci ha insegnato che tra Knickerbocker e Losangelini non solo non scorre buon sangue, ma lo stile di vita è diverso: non vivrei mai in una città il cui unico vantaggio culturale è quello di poter svoltare a destra al semaforo rosso, era la massima del New Yorkese purosangue Woody. Quindi Charlie, sua degno epigono si ritrova controvoglia a fare il pendolare tra le due città, uno spettacolo teatrale da dirigere di là e un divorzio in atto di qua.

Una paternità vissuta da pendolare.
In mezzo? Il figlio della coppia Henry (Azhy Robertson) che entrambi portano sul palmo della mano, infatti tutti e due faranno i salti mortali per il bene del bambino (tipo festeggiare due volte Halloween) perché il loro mantra è uno: manteniamo dei rapporti civili. Ecco, voi l’avete visto “La guerra dei Roses” (1989) vero? Mentre “Kramer contro Kramer” (1979) invece? Bene, a distanza di trenta e quarant’anni da questi titoli, ora ne abbiamo uno con quella stessa forza.

“Marriage Story” dura 136 minuti e sembra durarne 40. Ci sono intere scene in cui pensi «Ok dove vuole andare a parare?» poi te ne freghi di dove voglia andare perché alcuni passaggi del film ti inchiodano allo schermo, e molto spesso questo tipo di storie nella realtà non vanno a parare da nessuna parte, perché sono già loro stesse la storia.

I buoni propositi di mantenere civili i rapporti si scontreranno con la più odiosa delle invenzioni umane, la burocrazia rappresentata dagli avvocati, che per il bene dei loro assistiti e del piccolo Henry non lasceranno indietro niente. L’avvocato di Charlie, bonario e con buoni consigli (e storielle) interpretato alla perfezione da Alan Alda, viene spazzato via da uno squalo che ha il muso di un redivivo Ray Liotta, scelto per potersi opporre con le stesse armi all’avvocatessa scelta da Nicole, la Nora Fanshaw interpretata da una Laura Dern in grande forma.

“Ho rimesso in piedi i servizi del Jurassic Park, ti puoi fidare di me”
Vi siete mai trovati incastrati in una situazione esplosiva che preveda burocrazia e voglia di prendersi a coltellate mascherata dietro espressioni di circostanza? Spero di voi per no, la mia reazione in quei casi è sempre quella di voler far saltare in aria la terra in stile John Matrix. In momenti così ci si trova spesso davanti a situazioni grottesche che farebbero anche ridere, se non fossimo tutti così incazzati e sotto stress. Laura Dern con il suo monologo sulla Vergine Maria è la perfetta incarnazione di tutte quelle situazioni grottesche che fanno ridere se le racconti, oppure tra vent’anni, quando le ricorderai, ma prima devi uscirne vivo adesso.

Ecco perché non ci sono esplosioni in stile John Matrix in questo film, ma i personaggi in una lunga sequenza bellissima esplodono comunque, al grido di «Manteniamo i rapporti civili!» si vomitando addosso Veleno, lasciandosi travolgere dai sentimenti. Dettaglio che Noah Baumbach sottolinea alla grande passando dai campi lunghi ai primissimi piani sui volti furenti dei suoi due attori, che si caricano il film sulle spalle e lo fanno davvero alla grande.

Vi dirò una cosa rivoluzionaria su Scarlett Johansson, qualcosa che nessuno ha mai detto di lei. È gnocca! Non l’avevate mai sentita questa cosa vero? Eh lo so, sono rivelazioni scottanti, inedite oserei dire. Detto questo ci si dimentica fin troppo spesso di quanto sia brava a recitare, lei che ha una gavetta che levati (ma levati proprio) iniziata da ragazzina. La sua Nicole è un cortocircuito di casini emotivi che Rossella Di Giovanni riesce a rendere con una naturalezza disarmante, perché un personaggio così ben scritto, nelle mani di un’attrice di minor talento sarebbe andato sprecato, invece Scarlett trova il modo di farlo funzionare alla grande.

Noah Baumbach si prende anche l'ex preferita di Allen, e rilancia la sua candidatura a Woody 2.0.
Su di lei giganteggia (anche per motivi squisitamente centimetrici, Charlie e Nicole sembrano l’articolo “il” uno accanto all’altra) un Adamo Guidatore spaventosamente bravo. Lo dico senza ironia, ok sul bellissimo un po’ scherzo [Nota per gli ammiratori di Driver: Non è vero, è beeeeeeellissimo!], ma è davvero un attore talentuoso, capace di passare per un tipo normale (come dice di lui Terry Gilliam) che qui regala un’altra prova magnifica. Il suo Charlie è un misto di risolutezza e fragilità, di furore represso e malinconia per quello che non vorrebbe perdere, che da rendere sul grande schermo, è qualcosa di davvero incasinato. Driver nemmeno per un attimo risulta forzato oppure fuori luogo, persino nelle scene più stravaganti (la scena del coltello) funziona alla grande.

Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così (Cit.)
Viene da riflettere un attimo su quanto siano carta velina, i personaggi che questi due interpretano nei film “per tutti”, se la percezione di due attori così talentuosi presso il grande pubblico, si riduca grossomodo a, una è gnocca e l’altro no pure. Pensate cosa potrebbero essere Kylorecchie e la Vedova Nera se questi due fossero utilizzati a piena potenza, magari non per forza in un film dove il Sith è la Vendicatrice divorziano eh? 

A proposito di riflessioni, ve la butto lì, ho visto più buon cinema su Netflix in un mese, che in sala. Questo è cinema? Secondo me si, però la prossima volta Noah Baumbach, un bell’inseguimento in auto per finire me lo fai? No? Eh vabbè ma come sei!

36 commenti:

  1. Primo: voglio sapere come ha fatto uno "bello bello in modo assurdo" (cit.) come Adam a sposare una cessa come la Scarlett...

    Secondo: non leggo un c@zzo perché sto film è in lista per oggi o domani. "I'll be back!" (cit.)

    Terzo: Capo, non ho letto nulla sugli Skywalker. Stai cercando le parole giuste per non andarci giù troppo pesante con J.J.?

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    1. Aveva bisogno di qualcuna che compensasse negativamente con la sua bellezza assoluta, infatti hanno finito per divorziare ;-) Ci leggiamo domani allora, vai tranquillo il post non scappa.

      Dove mi giro vedo gente che tira legante a GIEI GIEI, quindi il mio compito è già stato assoluto, la tenda è caduta e il grande e potente GIEI GIEI si è rivelato per quello che è per davvero (citazione al mago di Oz: fatto!). Detto questo, il post sul film è pronto, arriverà probabilmente la prossima settimana, per motivi che ti saranno chiari nel corso di questa settimana. Scusa se sembro sibillino, in realtà vedrai che è più facile del previsto ;-) Cheers

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    2. Tranquillo... Intanto è da novembre che aspetto il post di domani!

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    3. Sto ancora finendo di smaltire alcuni titoli di Dicembre, e domani concludiamo anche la rubrica su Leone, mi dispiace lo ammetto candidamente. Cheers

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    4. @zio per la prima domanda basta fare 2+2:

      lui regista, lei attrice. poi lei vede che lui non sfonda e si cerca un altro pigmalione :P

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    5. In realtà lei non è a caccia di sostituti, ma di un modo per esprimersi se stessa, che nemmeno lei ha davvero ben chiaro. I personaggi sono belli perché non hanno una definizione univoca chiara e semplice. Cheers

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    6. Anche qua arrivo lungo perché ho voluto guardarlo due volte. La prima con mia moglie, la seconda (in due tranche...) da solo e in lingua originale. Consiglio la visione originale perché si apprezzano moltissimo le sfumature che gli attori danno ai personaggi anche se ammetto che il doppiaggio nostrano questa volta lavora molto bene.

      Loro due (Adam e Scarlett) fanno letteralmente a botte... Ma di bravura! Il monologo di lei quando cambia umore 3 volte esponendo la situazione all'avvocatessa-Dottoressa Sattler (tutto in piano sequenza) è da brividi ma lui ribatte con la ri-lettura della lettera finale quando letteralmente ti piange davanti al naso. Film bellissimo e amarissimo.

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    7. Per un film così ci vuole la lingua originale, anche per apprezzare in pieno la prova dei due attori che da sola fa davvero il film. Cheers!

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  2. Crepascola è una star wars fan della prima ora o quasi e non sopporta Driver, sebbene abbia provato a spiegarle perché sia stato scelto col mio occhio clinico di fisionomista ( " lo chassis della mascella è lo stesso del papà Han Solo " ) e non credo che vedrà mai questo film, ma non si sa mai considerata la sua frequentaz di Netflix. Io ammiro sia lei sia te, Carabara, per l'amore per il cinema che ho nutrito anche io per tanti anni e che riciccia ogni tanto tra i miei neuroni esausti che fanno davvero fatica a digerire cose innocue come " dura 136 minuti e sembra durarne 40".
    Penso però - e credo che sotto sotto anche tu sia della partita - che dinozombies che esplodono in scontri di auto dopo inseguimenti a tutta velocità che culminano nella penetrazione di una fermata della metro funzionino sul pubblico proprio perché raccontano la vita di tutti i giorni con le beghe illegali come un sorpasso azzardato, la coda al minimarket o in posta ed il collega che dorme in ufficio e russa a tal punto da svegliare tutti gli altri. Ogni tanti i veri cinefili come te e la mia sposa sentono il bisogno di sporgersi e sbirciare mondi lontanissimi ( cit. Frank Bat-tiato ) e si lasciano cullare da cose irreali come quella che hai visto e raccontato. Bravo. Bravi. Ciao ciao

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    1. L’altezza invece è la stessa della mamma :-P Scusa Carrie, perdonami!
      A volte penso alla frase di quel ragazzaccio di Randall in “Clerks 2”, per cui il porno serve a guardare tutto quel sesso zozzo che in vita uno non farà mai. Su Randall tu aggiungeresti l’espressione cattivo, e avresti ragione. Invece mi piace la tua idea per cui inseguimenti e dinosauri siano il nostro modo per sbirciare strani, nuovi mondi (cit.). Ma considerando che quando raggiunto il posto di lavoro la mattina, e il bus ne supera un altro, io penso alla scena finale di “Danko” (storia vera) direi che l’allenamento immaginario può aiutare nella vita reale, come diceva Oldboy, ma non Dylan Dog, quello coreano ;-) Cheers!

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    2. l'altezza l'avrà ereditata da Ciube... eddai, che la storia del "guy love" è stata sdoganata da mille anni ormai...

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    3. Qui ci sta questo senza ombra di dubbio! Cheers

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  3. Oddio Adam Driver bellissimo...bravissimo và :D Comunque questo ce l'ho pronto per la visione, dobbiamo trovare il mood giusto per vederlo!

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    1. Nooo! Voleva dire bello bello in modo assurdo!
      Che fai sei pazzo!!? I fan di Adamo Guidatore sono sensibilissimi sulla questione :-P Scherzi a parte, è un attore fenomenale sul serio, ha la sfiga come tanti suoi colleghi contemporanei, che per lavorare ad Hollywood oggi come oggi, devi sceglierti una super tutina da indossare, in una maxi saga multimilionaria. Così facendo puoi permetterti di recitare in film così, oppure nell’ultimo di Gilliam.

      Ti dico che ti basterà la prima scena per volerlo vedere tutto questo film, provaci e poi se ti va, fammi sapere com’è andata. Personalmente sono arrivato alla fine e mi sono detto: «Ma è già finito?» (storia vera). Cheers

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    2. Infatti ho visto almeno altri tre film con Adam e sono tutti ottimi. Per assurdo STAR Wars ha rischiato di farlo cadere nel baratro, ma sai... quando firmi un contratto son cosi amari se lo rescindi...

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    3. Infatti, poi in particolare Adamo è proprio un attore che sembra un pesce fuor d'acqua in roba come Star Wars, invece funziona benissimo in altri contesti. Cheers

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  4. ciao sono rdm


    ni toogli una curiosità: sto facendo un sorso d'ingelese e ( mi devi un caffè!!) e il mio inflessibile insegnante mi ha punito corporalmente ( sto esagerando un pò ) poichè alla domanda " what mean cruise " ho risposto MISSILE!!

    ma perchè tom cruise non lo si chiama tommaso crociera???

    grazie!!!!!!!!


    la bara volante ti migliora la cultura!!!


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    1. La Bara Volante ti migliora la cultura e ti peggiora l’inglese! :-D
      Perché faccio traduzioni dei nomi a braccio, oppure perché suonino il più spassose possibili, Tommaso Missile è la mia licenza poetica, perché si, Tommaso Crociera è la traduzione corretta, però Missile (come il missile Cruise, definito anche missile da crociera, storia vera) trovo che faccia molto più ridere. Un po’ per via di “Top Gun” un po’ per la svolta action della carriera di Tommaso (Missile). Dai pure la colpa a me, ti firmo la giustifica per il tuo insegnante se serve, dopo averti offerto il caffè ovviamente ;-) Cheers

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  5. Very good Job Cassidy ������.
    Ottima recensione, caro blogger preferito.

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    1. Gentilissimo come sempre, grazie capo ;-) Cheers

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  6. Mi sono fermato all'inizio perché ora devo vedermi assolutamente questo film! Woody si rifaceva palesemente a "Scene da un matrimonio" di Bergman, lui che amava prendere a piene mani dal maestro svedese: chissà se anche questo film è "debitore".

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    1. Cavolo si, senza Bergman non avremmo avuto Allen, ma senza ombra di dubbio mi sono rivisto da qualche tempo “Settembre” ed è chiarissima l’impronta di Bergman. Fammi sapere la tua su questo ;-) Cheers!

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  7. Ed io che sono un animale da sala finisce che devo abbonarmi a Netflix se continua così. Ma io Scarlett la voglio vedere su uno schermo 20x10. A proposito, sono anni che aspetto di vederla regolarmente in ruoli drammatici da protagonista, negli ultimi 10 anni tra Avengers, Besson e GIS ha passato molto più tempo a menare le mani e sparare proiettili. Che va benissimo eh, ma credo abbia di più da offrire.

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    1. Allora resta da queste parti, perché ad avvalorare la tesi sullo spreco di Rossella in ruoli sparacchiosi-picchiosi-plasticosi, arriverà a breve un altro film. Ma secondo me è questione di sfortuna, perché quei due minuti di Vedova Nera scritti come si deve da Joss Whedon nel primo e nel secondo Avengers (il primo di più però) facevano brillare la Di Giovanni. Se avesse avuto il Besson giusto, quello dei bei tempi andati (pre-Minimei) sarebbe andata meglio a Rossella. In ogni caso la Vedova Nera, ok, lei super bellissima, non ci sono dubbi, però questa recita da quando era una bambina, una gavetta che viene data per scontata se non proprio dimenticata. Cheers!

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  8. Occhei, Cass.
    Proprio al momento giusto.
    Dato che qui da noi per la scelta del film si segue il democratico UNA VOLTA PER UNO (ad esclusione del Sabato per via della piccola. Li', film a cartoni), e il prossimo tocca a mia moglie...direi che so cosa farle vedere.
    E meno male, perche' un'altra commedia di Pieraccioni o Siani non la reggevo.
    Ci stanno, ma con le dovute pause.
    Cahsca a pisello, come si dice.
    Aggiudicato.
    Credo che Netflix debba puntare soprattutto sugli autori, visto che la diretta concorrenza (Disney) stravince sul budget e i mezzi.
    E sarebbe interessante se molti registi e attori decidessero di entrare a far parte della squadra della grande N (non Nintendo, pero').
    Col grande Kurt Russell gia' mi veniva male. Ma quando ho visto il suo Santa Claus con la grinta da duro e lo spolverino lungo in pelle (rossa!) alla Jena Plissken, ho cambiato idea.
    Un nome per la sci - fi, visto che se ne parlava qualche giorno fa?
    Richard Stanley.
    Fossi Netflix lo acchiapperei al volo.

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    1. Kurt iniziò con i film della Disney, quindi il suo Santa Claus non è tanto uno scandalo, a proposito, alla piccola fai vedere “Klaus” cartone animato bellissimo che trovi su Netflix, davvero bello ;-) Se ti va poi fammi sapere come ti sei trovato con questo film. Cheers!

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  9. Visto, thanks.
    Diciamo che durante le festivita' abbiamo fatto il pieno.
    Grazie per la segnalazione, comunque.
    Bello, gli e' piaciuto molto. E anche a me.
    In certi punti l'ho trovato anche molto, molto triste.
    Diciamo che alla mia piccola non gli e' andato molto giu' quel che succedeva al vecchio verso la fine, e quindi...abbiamo dovuto condirgliela un po'.
    I bambini, a modo loro...capiscono perfettamente.
    Come dico sempre io...sono bambini, non stupidi.
    E a tal proposito...in quel film ci si rende conto che alle volte i piccoli hanno piu' sale in zucca dei grandi.
    Nel caso tu non l'abbia visto ti consiglio un altro film, gia'che ci sono.
    SNOWTIME - PALLE DI NEVE.
    Molto divertente, almeno finche' non ti piazzano la bastardata a tradimento giusto un attimo prima della fine.
    Ed e' un cazzottone di quelliche lasciano stesi, fidati.
    Tornando a Netflix...visto che seguo anche i videogames, sono molto curioso per il film di Ni no Kuni, che uscira'a brevissimo.

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  10. Film bellissimo e doloroso, la Johansson e Driver pazzeschi

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    1. Lo penso anche io, sono due dei migliori attori in circolazione. Cheers!

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  11. Non so se l'avevo mai detto, ma per me è il film dell'anno (scorso).
    Posso pure bullarmi un po' dicendo che l'ho visto a Venezia dove ho riso come una matta (quell'assistente sociale! quella scena!) e ho trattenuto a forza le lacrime fino a cedere di fronte ad un Adam bellissimo davvero (sì, grazie a questo film mi sono convertita) e che sa pure cantare, e quel finale fatto di piccoli gesti, grandi lettere.
    Insomma, io che sguazzo per i film fatti di parole, qui ho trovato quelle che arrivano al cuore.

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    1. Sei stata la prima a parlarne bene, almeno la prima che ho letto, hai superato anche gente che conosco che scrive di cinema per mestiere (storia vera). Infatti me lo sono visto sulla base del tuo entusiasmo e sono molto felice di averlo fatto. Un film fatto di tante parole tutte usate bene, ma anche di piccole trovate come le barzellette senza fine dell'avvocato, e i deliri di Laura Dern davvero brillanti, avercene di film parlati così ;-) Cheers

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    2. Ancora un enorme grazie a Cassidy per avermi fatto scoprire e fatto venire voglia di guardare questo (e 1000 altri) film e se capisco bene anche a Lisa Costa (di cui ho scoperto oggi il blog e lo sto già divorando).
      Siete il meglio di internet e quello a cui internet dovrebbe servire davvero. Continuate cosi!

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    3. Lisa è forte, finiamo per trovarci molto spesso d’accordo sui titoli che vediamo entrambi, inoltre lei su “In central perk” copre tutta una serie di titoli che normalmente non fanno parte delle mie visioni abituali, quindi la trovo una lettura preziosissima. Per certi versi gestisce l’anti-Bara Volante, anche solo per lo stile e il garbo che a me manca (visto che sono una sorta di Vichingo in fatto di buone maniere), e proprio per questo è fondamentale, in tanti anni passati a scambiare pareri in rete, ho capito che sono quelli opposti o complementari al tuo i più utili ;-) Per il resto ti ringrazio molto, cerco di offrire un servizio di pubblica utilità divertendomi, una gioia trovare apprezzamenti così. Cheers!

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  12. Daje ottimo lavoro Cassidy ������

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