domenica 19 gennaio 2020

Doctor Who - 12x03 - Orphan 55: Altro giro, altra delusione

Solo delusioni. Mai una gioia. Non faccio in tempo a dire che forse questa serie si è finalmente rimessa sui binari giusti, che arriva un episodio di rara bruttezza, che guarda caso ignora la trama orizzontale molto gustosa, inaugurata con il doppio episodio che ha aperto la dodicesima stagione.
Questa riga di dialogo è l’unico riferimento dell’episodio, alla trama orizzontale della stagione (bene ma non benissimo)
Graham (Bradley Walsh) armeggia con alcuni vecchi coupon e vince un teletrasporto diretto su Tranquility Spa, un pianeta che è un grosso villaggio vacanze dove potersi rilassare. Ma se ho imparato una cosa dalla mia Wing-Woman è che i coupon sono spesso delle gran fregature, infatti anche per Doctor e la sua “Fam” va proprio così.

Ryan (Tosin Cole) si becca un virus informatico speciale che non si fa problemi nel passare da un distributore di bibite ad un corpo umano. Per essere curato serve l’intervento di Thirteen (Jodie Whittaker) e una cura a base di pollicione succhiato, in puro stile principe Giovanni di “Robin Hood” (1973). Se non si tratta di una citazione, siamo proprio all’umorismo più spicciolo.

Poi diventa mammone, e si succhia il ditone (cit.)
Nel villaggio vacanze del pianeta noto come Orphan 55, si aggirano una coppia di vecchietti eterni fidanzatini, e un manutentore dai capelli verdi (con figlio pettinato uguale). Ma non manca anche una bella ribella su cui Ryan mette gli occhi di nome beh, Bella. Quanta fantasia in un solo episodio!

In maniera del tutto inattesa (chi lo avrebbe mai potuto pensare!), la quiete su Orphan 55 dura pochi secondi, un gruppo di super predatori attacca il centro vacanze e il Dottore per tenerli a bada deve inventarsi il solito mambo jumbo per l’occasione chiamato “membrana ionica”. Vogliamo parlare di queste bestiacce? Si chiamano Dreg, sono dei mascheroni di gomma ripresi quasi sempre in primissimo piano, roba che con trentamila lire il mio falegname l’Asylum li faceva meglio.

Ehi! Lascia in pace i lettori della Bara Volante!
Quando non passano il loro tempo a ruttare sbraitare nella mia televisione, questi “super predatori” (virgolette obbligatorie) si muovono alle velocità dell’anziano che raggiunge il cantiere da fissare, una roba che nella scala degli animali più veloci, sta la cicala sotto Valium e il bradipo narcolettico. Cosa avranno mai di super questi predatori proprio non lo so.

Sta di fatto che l’adorabile vecchiarello con bombola di ossigeno, si perde - per motivi frettolosamente mal spiegati -, oltre la barriera della Spa, un luogo inospitale, privo di aria respirabile e distrutto dalle radiazioni, un enorme deserto che rappresenta buona parte della superficie di Orphan 55. Perché come scopriremo presto dalle parole del Doctor, una piccola élite di ricconi sul pianeta, ne ha consumato tutte le risorse rendendolo un luogo inospitale alla vita, il villaggio vacanze è un esperimento di terra formazione, finanziato dagli stessi ospiti paganti. Gentrificazione spaziale in pratica.

Da qui in poi, un episodio già non propriamente brillantissimo di suo va maledettamente a rotoli. In 45 minuti vengono ammonticchiati troppi personaggi e poche idee, il risultato è una fagiolata dove non ci si affeziona a nessuno dei personaggi, e di conseguenza le morti, invece di risultare tragiche sembrano solo tragicomiche oppure semplicemente non avvincenti. Il che è uno scivolone sulla più classica buccia di banana, per una storia che vive e muore sul nostro livello di coinvolgimento con i personaggi.

Quell’affare sul naso è fondamentale per non sentire la puzza di questo episodio.
Velo pietoso sulle motivazioni di Bella (la ribelle che vuole far saltare per aria tutto perché ha litigato con mammà, eh vabbè!) ma anche sul NON colpo di scena, ve lo scrivo dopo avervi avvisato degli SPOILER solo per pietà nei confronti di Ed Hime, autore della sceneggiatura.

Siccome lo so bene di avere i migliori lettori del mondo, volete davvero dirvi che persino dalla mia frettolosa e demotivata descrizione della trama, non avete capito che Orphan 55 è il pianeta Terra del futuro? La scena in cui il Doctor e i suoi compari in fuga, scovano una vecchia scritta in cirillico è l’unico guizzo di un episodio piatto e pieno di sbadigli. Ma non è certo una trovata originale, mi dispiace scomodare il maestro Richard Matheson, ma lui aveva scritto episodi di “The Twilight Zone” ben più moderni di questo “Orphan 55”, basta dire che il suo “The Invaders” (2x15) da diverse scoppole in testa a questa fiacca puntata di “Doctor Who”, e parliamo di un episodio del 1960!

Richard Matheson perdonali, non sanno quello che fanno.
Non è solo la mancanza di idee a mettere KO l’episodio, vogliamo parlare dell’utilità di Yaz (Mandip Gill) in questo episodio? Ancora mi chiedo cosa sia servito dare a Thirteen tre compagni di viaggio, se poi almeno due di loro a turno, fanno da tappezzeria nel corso dell’episodio.

Un’immagine che riassume l’utilità dei Companion in questa serie.
Ma essendosi stancato così tanto nello scrivere un episodio tanto sciatto, Ed Hime deve aver chiesto aiuto a Chris Chibnall per concludere la puntata, il risultato finale è che anche qui lo zampino del nuovo showrunner della serie si vede tutto. Come abbiamo visto nell’undicesima stagione, uno degli assi nella manica di Chibnall, è quello di usare “Doctor Who” per trattare temi di attualità, interpretandoli in chiave fantascientifica. Cosa c’è di più attuale del surriscaldamento globale e del movimento “Fridays for future”? Direi proprio nulla.

Usando l’azzeccata semplificazione del Dottore, i Dreg sono come grossi alberi (molto incazzati) che assorbono anidrite carbonica e restituiscono indietro ossigeno, il modo in cui le creature vengono sconfitte non ho nemmeno voglia di descriverlo, perché è più ridicolo della motivazione della bella terrorista di nome Bella.

Ma è proprio il finale che mi ha fatto cadere le b… raccia. Per consolare i suoi companion depressi dopo aver visto la Terra distrutta in uno dei suoi possibili futuri, Thirteen inizia un monologo in cui se io posso cambiare, e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare! Solo che invece di essere esaltante come quello di Rocky, è di una banalità sconcertante, riuscendo colpevolmente a rendere banale anche un tema che non lo è affatto, anzi è fondamentale e totalmente condivisibile, ma per trattarlo con questo livello di qualunquismo e di banalità nella trama, guardate, sarebbe meglio lasciar perdere.

Greta Thunberg fa scuola e proseliti.
Penso che l’unico modo per rendere il METAFORONE ancora più chiaro e banale, sarebbe stato chiedere alla povera e incolpevole Jodie Whittaker, di recitare l’ultima scena con le trecce in stile Greta Thunberg.

Prossimo episodio? La classica terza puntata della stagione di “Doctor Who”, in cui compare l’ospite VIP preso dai libri di storia. Dopo questo episodio sono più depresso di Marvin l’androide paranoide, quindi mi metto qui e aspetto di vedere come questa serie, renderà banale anche una delle personalità più incredibili della storia della razza umana: Nikola Tesla. Chris Chibnall! Se vuoi smentirmi e stupirmi non aspetto altro eh? Nel dubbio resto in modalità Marvin fino alla prossima puntata.

Per questa settimana è tutto, Robo-Cassidy vi saluta (non proprio carico di entusiasmo)
Come al solito, per tutte le precedenti puntate di Doctor Who, vi ricordo la pagina a tema!

8 commenti:

  1. Voglio sperare che sia materiale rimasto lì dalla precedente serie e gli dispiaceva buttar via una sceneggiatura... ora non ti lamenterai più della prima parte di Spyfall?

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    1. Me lo auguro, hanno inserito quella riga di dialogo relativa alla prima gif e via. voglio crederci. La prima parte di "Spyfall" ha tutti i difetti della gestione Chibnall, questo episodio in più ha di suo anche di essere proprio brutto. Per ora siamo a mezzo episodio riuscito sue tre puntate. Bene ma non benissimo. Cheers

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  2. Entusiasmo pari a zero pure dalle mie parti. Che motivazioni futili, che morti ridicole, che cattivoni (ma erano alberi mutati o umani sopravvissuti?) "che si muovono alle velocità dell’anziano che raggiunge il cantiere da fissare"... Dici bene: troppi personaggi, troppe assurdità nelle loro motivazioni, non ultimo il bambino che mette il muso e va in pasto ai mostri.
    I companion più inutili di sempre continuano ad essere inutili, ma mai come in questo episodio ho notato quanto male recita Yaz, sempre lì a bocca aperta a sorprendersi di che?!

    Temo il prossimo episodio storico e l'ennesimo pippone che il Dottore farà partire, già ci scommetto che ci sarà.

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    1. Ma sai chi mica l'ho capito, credo umani, ma la spiegazione sull'anidride carbonica non avrebbe senso, boh davvero tutto assurdo e campato in aria. Si tremenda, Yaz ha una mono espressione costante, fortunata lei che riesce a stupirsi con queste storie. Mi sa che vincerai facile la scommessa. Cheers!

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  3. La versione più quotata pare essere quella degli umani mutati, tanto, per quello che vale (poco, come l'intero episodio)! Spero sia solo un incidente di percorso che, però, sarebbe già da considerare di troppo venendo dopo ben un anno di pausa in cui Chibnall deve aver avuto tutto il tempo necessario per capire come evitare di arrivare a risultati così approssimativi...

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    1. Talmente desolante l’episodio che diventano dettagli secondari. Spero abbia voluto giocarsi il fondo di magazzino subito, e che nei prossimi episodi, si veda la pausa di un anno utilizzata per dare qualità alle puntate, voglio davvero sperarlo. Cheers!

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  4. che peccato, mi stai facendo davvero passare la vogli adi vedere questa stagione...

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    1. «Vorrei essere portatore di buone notizie sua ariosità» (Cit.). Sul serio mi auguro che il prossimo post dedicato al Dottore, sarà scritto da un me entusiasta, sono anche un po’ stufo di vedere episodi mediocri. Cheers

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