lunedì 16 dicembre 2019

Midway (2019): Rolando avevamo detto 1942, non 1996!

Roland Emmerich, ma io cosa devo fare con te? Sei riciclabile almeno? Devo gettarti nel bidone dell’umido? In quello della carta? Ok, non era imprevedibile che questo “Midway” sarebbe stato una ciofeca, ma addirittura una ciofeca di tale livello Rolando?

Sì, ma la colpa è mia, perché a Roland Emmerich io non voglio male, ha firmato il più bel brutto film della storia del cinema e “Stargate” (1994) nel suo essere cretino era meno cretino di quello che vogliono tutti farvi credere. A Rolando si vuole bene per cosette come “Il patriota” (2000) e lo si compatisce quando firma il Godzilla sbagliato (quello del 1998). Per il resto, quando ha un budget consistente, lui sa come gestirlo e usarlo per fare esplodere le cose in maniera grandiosa sul grande schermo, le trame dei suoi film sono scemenze fatte con lo stampino che qualcuno potrebbe definire delle “americanate”. Ma io no, perché odio quella parola (che non vuol dire nulla) e perché Rolando è tedesco, quindi al massimo sarebbero delle “tedescate”.

Inutile girarci attorno: siamo occidentali, no? Quindi, in qualche modo siamo culturalmente sottomessi all’egemonia di pensiero Yankee che qualche volta risulta brillante e anche (auto)critica come nelle canzoni di Bruce Springsteen, più spesso (e soprattutto al cinema) diventa semi propagandistica. Rolando è così: più americano degli Americani, il più delle volte nel senso meno Springsteeniano del termine.

Roland Emmerich nella parte di Burton McKinsey americano medio dell'Iowa (stato americano che si pronuncia sbadigliando)
“Midway” dura un’infinità, per quel poco che ha da raccontare e per come lo fa (male) molto meglio riguardarsi i 18 minuti del cortometraggio “La battaglia delle Midway” diretto da John Ford nel 1942 e su questo lasciatemi l’icona aperta che più avanti ci torniamo.

Aumentiamo la posta in gioco, tiriamo dentro un altro che tendenzialmente fa storcere parecchi nasi cinefili: Michael Bay. Con questo post voglio proprio mettermi nei guai. Non ho mai amato il suo “Pearl Harbor” (2001) era un film di caramellosa propaganda che puntava tutta sulla sottotrama sbaciucchiona che serviva ad attirare in sale le spettatrici, però l’obbiettivo era chiaro: sfornare un colossal vecchio stampo, non dico proprio “Tora! Tora! Tora!” (1970), ma quasi.

Ecco, “Midway” sembra il nostro Rolando che scendendo dal letto una mattina, si sia messo ad agitare le braccia in aria urlando «anche io Pearl Harbor! Anche io!» ed armato di cento milioni di fogli verdi con sopra le facce di altrettanti ex presidenti defunti, si è lanciato in questa impresa fallimentare. Perché, per assurdo, i soldi spesi nel film, quasi non si vedono, l’effetto “pezzentata” ha la meglio su tutto: ma è possibile che la CGI del 2019 sia peggiore di quella del 1996?

La CGI del 2019 nella parte della risoluzione grafica del mio vecchio Amiga.
Se al nostro Rolando togliamo da sotto il sedere la sedia sicura dei suoi effetti speciali, perfetti per garantire esplosioni grosse e distruzione assortita sul grande schermo, cosa rimane? Beh, le sue trame piene di personaggi stereotipati, qui tutti interpretati da un cast che tende verso l’anonimo, malgrado i nomi coinvolti siano tutti mediamente famosi, più l’aggiunta di un paio di vecchie glorie, quelle a cui Emmerich ha dato da lavorare in suoi vecchi film, quando ad Hollywood nessuno le voleva e quindi per debito di gratitudine ora accettano tutto, anche una roba come “Midway”.

Considerate che in “La battaglia di Midway” (1976) di Jack Smight, recitavano signori come: Charlton Heston, Henry Fonda, Robert Mitchum, Glenn Ford, Cliff Robertson, Toshirō Mifune, James Coburn, Hal Holbrook, Tom "Magnum P.I." Selleck, Erik "Poncherello" Estrada e Pat Morita. Invece con chi deve arrangiarsi il nostro Rolando? Lo vediamo subito.

“Certo che sono nomi grossi con cui avere a che fare”, “Ehm, si ma tu chi saresti esattamente?”
Ed Skrein è un caposquadriglia che fa cose e vede gente, Luke Evans un pilota che senza addurre motivazioni plausibili, ama atterrare sulle portaerei a motore spento, spiegando ai propri compagni che un giorno ne avranno bisogno. Che più o meno è l’equivalente dell’idea «Smetti di respirare, tanto prima o poi non lo farai più».

Aaron Eckhart compare tre-secondi-tre e mentre io pensavo «Quello è Aaron… Aaron… Harvey Dent, dài come si chiama? Ma che film ha fatto di recente?» (storia vera), mentre Nick Jonas e Mandy Moore, entrambi accreditati come attori in questi film, io non li ricordo nemmeno e se li ho visti, forse non li ho riconosciti anche perché... Chi cavolo è Nick Jonas?

Aaron Eckhart nella parte di uno con la mia stessa giacca (vi giuro ne ho una uguale, storia vera)
Venendo a due vecchie rocce: Dennis Quaid che recitava in “The Day After Tomorrow” (2014) evidentemente ha mosso a compassione Rolando che ha deciso di affidargli una specie di catorcio di sottufficiale, in modo da non dover nemmeno chiedere a Quaid di calarsi nella parte, visti i suoi trascorsi personali è il primo caso di metodo Stanislavskij alla rovescia, in cui il personaggio si adatta alla condizione non proprio scintillante dell’attore che lo interpreta. Pensare che una volta recitava nei film con la stoffa giusta, fa venire male, non dico al cuore, ma almeno alla milza.

Dennis Quaid nella parte di uno che guarda la sua carriera ormai in fumo.
Woody Harrelson, invece, era nel pieno del suo periodo “Bob Marley” quando Rolando gli ha affidato il ruolo del fattone figlio dei fiori che prevede la tragedia in “2012” (2009), quindi qui paga il suo debito interpretando l'ammiraglio Chester Nimitz, purtroppo per farlo deve indossare un orrendo parrucchino che lo fa sembrare il compianto Leslie Nielsen. Dopo questa direi che il vecchio Woody ha pagato davvero tutti i suoi debiti.

Woody Harrelson che nella parte di Henry Fonda sembra comunque Leslie Nielsen.
A proposito del classico personaggio di Roland Emmerich che prevede la tragedia, qui ad interpretarlo è Patrick Wilson nei panni di un occhialuto Nostradamus dell’intelligence, coadiuvato da cartografi e tecnici geniali, ma strampalati che rappresentano l’uomo comune opposto agli “incravattati” che nei film di Rolando, il più delle volte prendono decisioni sbagliate. Insomma, basta aver visto un film di Emmerich e li avete visti tutti, sono tutti delle “rigenerazioni” in stile Doctor Who di Independence Day con qualche variante: “Independence Day - Greta Thunberg” ("The Day After Tomorrow" 2004), “Independence Day - Ma la fine di Gaia non arriverà” ("2012" 2009), “Independence Day – Die Hard alla casa Bianca” ("Sotto assedio - White House Down" 2013) e per finire, beh, Independence Day - Rigenerazione. Tutto possiamo criticare a Rolando, ma non la sua ossessiva coerenza.

Il problema di “Midway” è che dei personaggi, non ti frega un accidente, il più caratteristico, come detto, è Patrick Wilson che, però, risulta del tutto incredibile del suo azzeccare ogni previsione come se fosse dotato di super poteri. Per le esplosioni, invece, come andiamo? Bene, ma non benissimo.

Patrick Wilson nella parte di chi ha già capito che presto dovrà fare un altro The Conjuring per pagarsi le bollette.
Ci sono portaerei giapponesi che esplodono come ridere e l’inevitabile ultima bomba da sganciare con dedica ai compagni caduti in battaglia, ma questi aerei in CGI svolazzano come se non avessero peso, massa, sembrano tutti aereoplanini di carta, non pretendo il rigoroso realismo di Nolan, ma nemmeno una roba che risulta piatta sia a livello di trama che a livello di azione.

Di fatto, “Midway” è ancora una volta Independence Day, con i Giapponesi al posto degli alieni, ecco perché gli avversari degli Americani risultano ancora più anonimi dei protagonisti, sembrano tutti personaggi che la battaglia di Midway l’hanno studiata alle scuole medie e sanno già come andrà a finire, sarà che avevano visto il cortometraggio di John Ford? Tempo di chiudere quell’icona lasciata aperta.

Luke Evans nella parte di Clark Gable, nella parte di io che mi ammazzo di alcool dopo la scena di John Ford.
Sì, perché Rolando, in un momento in cui evidentemente se la sentiva caldissima, ha infilato nel film anche un paio di scene in cui si vede il regista John Ford (l’attore Geoffrey Blake) impegnato a girare gli aerei in volo durante la battaglia. Momento meta cinematografico? Omaggio alla settima arte? In un film con una minima parvenza di spessore, avrei anche potuto etichettarla come una trovata gradita, in una robetta del genere è un siparietto scemo e basta. Questa non me la dovevi fare Rolando, dopo questa, “non ti faccio più amico”, come si diceva un’era geologica fa.

32 commenti:

  1. Temo che l'ormai invasiva CGI stia rovinando moltissime produzioni. In Wonder Woman si vedeva una fintissima Gal Gadot che saltava in maniera assolutamente innaturale e nell'ultimo Mary Poppins (ma qui si tratta forse più di green screen) la scena finale dei palloncini mostrava decisamente che gli attori erano sollevati da imbragature e non dai palloncini (si vedeva da come gravavano i pesi, senza aver bisogno di una laurea in fisica).
    Insomma il finto che si.mostra sempre più finto.

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    1. Molti guardano i vecchi film lamentatosi di trucci visivi a volte troppo datati, ma la CGI se non è più che ottima ti tira proprio fuori dalla “magia” del film. Inoltre invecchia in una manciata a di anni, a parte alcuni film come questo, dove è già vecchia quando il film esce in sala. Cheers

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  2. Ecco, appunto.
    Ci aveva gia' provato Bay con Pirl...ehm, Pearl Harbour, e abbiamo visto com'era andata a finire.
    Sotto gli effetti speciali...la storia (e la guerra) ridotte ad uno scialbo romanzetto rosa.
    Era proprio il caso, Emmerich?
    Ormai lui e Bay ce li siamo giocati.
    Sempre ammesso che siano mai stati in partita.
    Gli riconosco un certo gusto fracassone e per le esplosioni, ma hanno sempre mancato su tutto il resto.
    Personaggi piatti, privi di spessore, stereotipati. Non trasmettono nulla.
    Qui ci sara' anche il mestiere, ma manca il talento. E lo stile.
    E' inutile. Al TONY non gli portano manco le scarpe.

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    1. Beh Michael Bay non è ancora mai scivolato su una buccia di banana come Rolando. Gli si possono criticare tante cose, ma non di essere un regista fotonico, chi si ostina a non voler riconoscere il suo talento, lo fa per motivi del tutto personali, Bay sa girare anche delle cosette notevoli (“13 Hours” strabello malgrado il patriottismo becero, e “Pain & gain” uno spasso). Rolando invece quando gli togli gli effetti speciali, fa quella roba anonima su Bill Shakespeare che abbiamo visto in otto. Poi che Tony fosse due spanne sopra non si discute, ma lui sarà sempre quello giuso di casa Scott ;-) Cheers

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    2. Aspe', Cass.
      Che forse alla famosa buccia di banana ci siamo arrivati pure per lui.
      Ho li' da vedere Six Underground, appena ci riesco ti dico.

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    3. Devo vederlo anche io, è in programma per stasera, dubito che sarà uno scivolone però. Cheers

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    4. Purtroppo Rolando nun ce la fa. Non riesce proprio a costruire una storia coerente nei suoi film. C'è giusto riuscito, come scrivi giustamente e per una botta di fortuna, in Indipendence Day, ma aveva anche gente del Calibro di Goldblum, Pullman, Hirsch, Spinner, ecc. (tralasciando Will Smith, che se gli avessero disegnato la bandiera a stelle e strisce sulla faccia, o sul deretano, tanto è uguale, nessuno se ne sarebbe accorto).
      Il resto è davvero dimenticabile, tranne Stargate a cui anche io sono affezionato perché è stato uno degli ultimi film visti al cinema con mio fratello e mio padre, prima di diventare "grande". Anche il seguito di Indipendence Day si fa vedere, mi piace in particolare la commistione tra tecnologia aliena e terrestre, quello poteva essere un buono spunto.
      Per il resto mi sono sempre piaciuti i film storici su quel periodo e quelle battaglie della Seconda Guerra Mondiale, ma alla fine le declinazioni più fantascientifiche sono quelle che ricordo meglio, tipo Philadelphia Experiment, con il grande Michael Paré oppure Countdown dimensione zero, anche se il titolo originale, The Final Countdown mi piaceva molto di più, grandi Europe!!

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    5. Prima o poi dovrò decidermi e portare sia "Stargate" che "Philadelphia Experiment" su questa Bara, non possono mancare ;-) Cheers

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    6. "6 Undergound" l'ho visto ieri in orario aperitivo. E' Bay all'ennesima potenza con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Più dei Transformer, più di Toretto&Family, più di tutto e con l'aggiunta di Reynolds che non la smette di fare Deadpool manco se gli spari. Vi dico solo che per dormire mi sono dovuto drogare di camomilla e a tutt'ora c'ho ancora gli occhi che bruciano. Ma non riesco a togliermi dalla testa le migliori scene action degli ultimi... Boh? 10 anni?

      Mi sa che se le cose vanno bene il film puzza di nuova saga tamarra che sostituirà F&F.

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    7. Un po' di concorrenza alla famiglia Toretto ci vuole, a me sta benissimo ;-) Cheers

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  3. Rolando é stato il mio Bay. Ho sempre difeso a spada tratta ogni suo prodotto anche quando mi avevano stancato, per gli stessi motivi per cui oggi cinefili impegnati adorano Michelone.

    MA

    Se Bey anche senza budget faraonico ha dimostrato di poter fare cose pirotecniche con attori e situazioni, Rolando invece é fatto per girare videogiochi e senza budget torna a livello Asylum.

    Che gran Peccato ero fomentatissimo e Speravo fosse il giusto contralto visivo a Dunquerque, invece è solo uno sky Captain and the world of tomorrow che si prende malamente sul serio :'(

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    1. Sky Captain l'avremo visto in tre, ma a me era piaciuto un sacco. In quel caso l'effetto finto non mi dava alcun fastidio perché si vedeva che era una cosa voluta.

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    2. Ti capisco perfettamente, eppure può fare un “Pain & Gain” e un “13 Hours”, al massimo uno “Stonewall” che è arrivato e andato via senza lasciare nulla. In effetti “Sky Captain” mi sembra il paragone giusto, qui gli aerei volano quasi con la stessa inconsistenza. Cheers

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    3. Ho visto “Sky Captain” al cinema (storia vera), ricordo solo i primi piani sulla Jolie, che vuoi per il cielo posticcio sullo sfondo, vuoi per la chirurgia plastica, ricordo più finta in quel film che in “Beowulf” dove dava le sembianze al demone con il tacco dodici incorporato nel tallone. Una roba tipo Cronenberg se avesse avuto il feticismo dei piedi di Tarantino ;-) Cheers

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  4. Carabara, non so se la pensi così anche tu, ma io credo che negli USA sia illegale - o almeno altamente sconsigliato - fare un film senza Woody H.
    Se dovessi mai decidere di girare un biopic del Boss - so che è un tuo desiderio perché è in una delle cartelle del tuo pc e by the way Warriors non è una password difficile da decrittare - con capitali americani sicuramente qualcuno ti spiegherebbe che non devi fare tanta fatica per trovare chi interpreterà Little Steven ( o Patti Scialfa : con Woody non si sa mai ) e passeresti i gg di lavorazione a sganasciarti come un cavallo sul bandana scelto dal divo e i successivi all' uscita nelle sale a nuotare nell'oro come Paperone. Lucky you. Ciao ciao

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    1. Per me dovrebbe proprio esserci una regola, Woody Harrelson dovrebbe comparire in tutti i film, anche solo come passante sullo sfondo ;-) In effetti considerando che Little Steven nei Soprano recitava parruccato per diventare Silvio Dante, che sia tutto un omaggio? Nella cartella avrai trovato anche le mie bozze di idee su Bruce Springsteen & the W Street Band, con Woody in tutti i ruoli, dal Boss al mai abbastanza compianto Clarence “Big man” Clemons. Con La parrucca giusta Woody può questo e altro. Cheers!

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  5. Cassidy, ti devo confessare un segreto che normalmente non confesserei neanche sotto tortura; nonostante la retorica nazionalist... ehm patriottica, e un'overdose di buoni sentimenti zuccherati da farti venire il diabete, a me il patriota è piaciuto.

    Ps non dirlo a nessuno :-)

    We are 138!

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    1. Ci sarà un motivo se siamo 138 no? ;-) Malgrado il caramello e la retorica a pacchi, ho visto quel film un numero esagerato di volte, ci sarà un motivo se concedo del credito ad n film come “Midway” no? Cheers

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  6. Concordo sul fatto di non voler male a Emmerich. Ma questo film ho deciso di saltarlo appena ho incrociato il trailer. Sono sincero fino in fondo però: dal trailer credevo fosse un film di Bay! Tra parentesi, di "Pearl Harbor" salvo quella gran gnoccolona della Beckinsale che in quel film era all'apice.

    E ora mi metto comodo e attendo la rece di "6 Underground". Sono curioso di vedere che ne pensi... Io ho ancora gli occhi che mi fanno male da ieri sera! Però c'ha due-tre scene action che levati.

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    1. La Beckinsale copriva molte lacune, sto pensando anche a quella ciofeca di "Van Helsing". Ti farò sapere, non so quando riuscirò a pubblicarlo però, probabilmente non a breve. Cheers!

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  7. Il problema di Midway è che già il trailer è poco ispirato e fa ancora meno per attirare l'occhio dello spettatore, figuriamoci il film!!!
    Pear Harbour, per lo meno, aveva dei benefit come la suddetta Beckinsale e comunque aveva un trailer più spettacolare e pompato, un pò come 6 Underground...

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    1. Dopo "ID4" e "Stargate" io darò sempre fiducia a Rolando. Magari dopo questo "Midway" un po' meno, si è bruciato il credito. Cheers!

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  8. Pensa, proprio stamattina sono andato dal mio sindacalista, a lavoro, e gli ho fatto la domanda che tutti prima o poi fanno al proprio sindacalista: "Ma 'sto Midway, t'è piaciuto?" :-D
    Si gratta la lunga barba jedi e parte con l'usare parole come "capolavoro" e "meraviglioso", al cinema rende benissimo, però... E dopo quel "però" scatta una sequela di difetti che alla fine mi fa chiedere: perché ha detto "capolavoro" all'inizio, se è una fetecchia simile? :-D
    Appena ho scoperto l'esistenza di questo film volevo riesumare la mia rubrica "La Storia e la Finzione", leggermi qualche saggio storico su Midway e confrontarlo prima col filmone classicone poi con questo... ma sarebbe stato un lavorone che altri cicli iniziati non mi avrebbero permesso di portare avanti. E poi per cosa? Per sottolineare l'ovvio?
    Un ultimo pensiero di mestizia va a Woody Harrelson col parrucchino biondo: cioè... quello sarebbe l'uomo a cui è dedicata la definizione "Classe Nimitz"? Quel Nimitz? Non ho visto il film ma già solo quella foto me lo fa mettere in fondo alla lista, tipo fra dieci anni :-P

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    1. Mi ricordo ancora il tuo post con Nicolas e il remino, uno spasso però certi film non valgono lo sforzo, il tuo sindacalista è un mito, ma ha anche le idee abbastanza confuse, anche se 'sto film sta piacendo, non chiedermi il perché ;-) Volevo quasi provare a postulare una teoria su Harrelson e la calvizia, la qualità del film cala con il suo aumento di capelli posticci, un giorno riuscirò a decriptare il mistero del capello di Woody ;-) Cheers

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  9. Che poi,(pensando ai miei gusti personali) Michael Bay gli ha dato una lezione anche con Armageddon,(il mio catastrofico preferito)si che Independence day e 2012 sono degli spettacoloni questo si,e mi piacciono un sacco,e Independence è anche discretamente comico, ma vuoi mettere le risate con Armageddon ?Quel film è uno spasso a tutti i livelli,dipendesse da me tutti i catastrofici dovrebbero avere quel tono scanzonato. In breve sotto il vestito degli effetti speciali Bay ha tanta roba,Roland molto meno.

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    1. "Independence day" resta il mio Emmerich preferito, se la gioca proprio con "Armageddon" in popolarità, ma Michele Baia ha fatto anche altre cose, avesse giocato un po' meno con i robottoni in carriera, la sua percezione presso il grande pubblico sarebbe stata diversa, tra i due il "mostro" (in senso positivo) nel girare è Michele. Cheers!

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  10. Mi ispira meno di zero, me lo sono perso al cinema per via dell'influenza e... a quanto pare ha anche dei difetti. Insomma, la tua recensione non mi ha proprio invogliato a dargli un'occasione...

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    1. Non era imprevedibile fosse bruttino, ma non mi aspettavo tale piattezza da Rolando. Cheers!

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  11. Si può trovare anche qui il bello nel brutto, quindi una possibilità forse darò ;)
    Comunque io adoro Independence Day, e venerdì sera (su Italia 1) me lo rivedrò :)

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    1. Lo fanno? Ok già capito che ci ricapiterò sopra di sicuro ;-) Cheers

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