martedì 17 dicembre 2019

Il Triello Anni '90: l'alieno, il mostro e il cyborg

Mi piace pensare che chi segue la Bara Volante abbia avuto un passato simile al mio: svezzamento con Sergio Leone, crescita con Arnold, zio Sly e il Maestro Bruce Lee e alimentazione a film Horror. Di sicuro Quinto Moro è cresciuto con la stessa dieta che rende forti e robusti, oggi affronterà un Triello dedicato a tre film, che chiunque bazzica questa Bara conoscerà a memoria. State pronti, perché qualche cuore verrà spezzato, Quinto Moro non perdona!
Come da tradizione, c’è quello buono, quello brutto, e quello discreto. Tanta carne al fuoco per una bara temporaneamente allestita a barbecue volante. La salsa di oggi è il fanta-action anni ’90, occhio al ketch-up che schizza tra una sparatoria e l’altra.

PREAMBOLO
Alzi la mano chi, pensando al cinema anni '90 non pensa ai film d'azione. Ma il vero decennio caldo è l’intermedio '85-'95: dall'apice della Guerra Fredda al crollo del blocco sovietico e l'esplosione definitiva dell'americanismo. Il cinema di serie B rispecchia l'anima popolare dei momenti storici, anche meglio dei “grandi film”, più rifiniti e con grossi budget. E’ l’epoca del “Superuomo Americano", che non perde perché non può. Basti pensare a Rambo e Rocky, nati eroi fallibili e proletari, diventati portabandiera dell’individualismo verace reaganiano, capaci di trascinarsi fino ai giorni nostri. Ed è l’epoca d’oro dei buddy-movie, in cui praticamente ogni singolo sbirro doveva muoversi con un compagno suo opposto.

Arma non convenzionale (1990) – Il buono
“I come in peace”, la frase cult dell’alieno è anche il titolo secondario con cui è noto il film. Ed è la frase con cui Matthias Hues, che per tutto il film non dirà altro, si mangia la scena sul protagonista Dolph Lundgren, da cattivo sovietico nell’epopea reaganiana di Rocky IV ad incarnazione di quella stessa mentalità americanoide.

I “miei” anni ’90 sono stati l’epoca dell’iperviolenza sparata in prima serata un giorno sì e l’altro pure, una dieta Latte+ del vostro affezionatissimo. “Arma non convenzionale” è uno dei miei film d’infanzia (come gli altri del triello), e l’alieno dai capelli e occhi bianchi è uno dei miei miti: ho sempre fatto il tifo per lui e non per quello spaccone di Lundgren. Mi aveva ammazzato Apollo e certe cose non si perdonano facilmente.

“Non mi impuorta se lui vienga in pace. Se lui spaccia droga io insieguo lui per tutta galassia piena di stelle e faccio suo culo a strisce. E poi lo spiezzo in due”
Musiche tamarrissime techno-rock-pop, esplosioni ad ogni passo spinto, sbirri corrotti, droga e alieni. Oggi sarebbe facile etichettarlo come un mucchio di banalità di serie B, ma dentro c’è tutta una mitologia: lo sbirro è l’eroe, uomo tutto d’un pezzo, animalesco distillato d’istinto infallibile, rude e proletario. E tira calci rotanti che Chuck Norris lèvati. Poi c’è il “compagno per forza”, per replicare la formula del buddy-movie di quegli anni: il fighetto dell’FBI, arrogante e classista, tutto tecnica e niente cuore. FBI patrizi corrotti e sbirri plebei duri dal cuore d’oro. E ovviamente, il rigido servo del sistema finirà per trasformarsi nel gemello del protagonista (pure da astemio a trinca vodka come non ci fosse un domani).

L’America verace è tutta qui: l’istinto verso la regressione a uno stato primordiale che rinnega i passi avanti nello status sociale, col maschio Alfa che non ha bisogno di studiare, fiuta la preda d’istinto, tanto da capire al minuto 17 che si sta dando la caccia a un assassino alieno. Siamo tra la sospensione d’incredulità e un inno al trash cantato con lo yodel. Fortuna che c’è lui:

A 10 anni era il mio eroe, eppure non ho mai spacciato droga su altri pianeti. Beccatevi questa benpensanti!
Tra esplosioni e frasi spaccone c’è tutta la politica reaganiana (e nixoniana) in cui la droga è l’emergenza nazionale, anzi di più: un fottuto problema intergalattico! Niente progressisti in giro per il cosmo, tutta la galassia è paese.

Pubblicità progresso anni ’90
Altro segno dei tempi sono le donne: quelle che non capiscono e restano fuori dalla trama. La fidanzata di Dolph arriva e ovviamente non capisce niente di cosa stia succedendo, mentre lui fiuta gli alieni che neanche Rin Tin Tin sotto (a)steroidi. Ma no, la bella vive in un mondo fatto di cose plausibili, lontana dall'impero dell'istinto mascolino aperto alla fantascienza. Apro una parentesi: chissà perché mi ha fatto pensare alla Scully di X-Files, che è uno dei grandi personaggi femminili della tv. Scully nasceva nella stessa epoca e schiava degli stessi schemi, con Mulder sempre in prima linea ad avere i rapporti più stretti col soprannaturale. Scully, la più legata alle regole, meno legata all'istinto, restava sempre indietro, arrivava quando l'inusuale si era già manifestato, così mentre l'uomo continuava a guardare nel futuro, nell'ignoto, la donna stava sempre nelle retrovie, schiava del suo piccolo mondo di regole. Questa memoria storica il #metoo commercial-hollywoodiano continua a non raccontarcela...

Manuale Kane, pagina 2: se devi far esplodere qualcosa, fallo esplodere con classe.
Le esplosioni fioccano come si vivesse in un mondo in cui tutta la materia ha le stesse proprietà del TNT. Le sagome degli attori in corsa si stagliano sulle fiamme, botti e ribotti con impermeabili svolazzanti. 

“Arma non convenzionale” è così figlio del suo tempo da avere ogni singolo cliché di genere, con l’immancabile distintivo gettato via come rifiuto della legge che tradisce i veri ideali dell’uomo medio americano, da Mezzogiorno di fuoco a Point break, c’è tutta una mitologia di questa roba. 

Per anni si è ventilata l’ipotesi di un sequel. Ma si sa come sono i ventilatori nel mondo del cinema, avete presente “Alien 3” no? Nel senso, ventilatori assassini… ok, questa era sottile. Ma alla fine non se n’è fatto niente. E forse è meglio così, sarebbe arrivato fuori tempo massimo.

Frase maschia finale: "Io vengo in pace" - "E riposa in pace, stronzo!".

Detective Stone (1992) – Il brutto
E’ questo genere di robaccia che ha fatto di me il cinefilo che sono ora. Per vostra garanzia ci saranno spoiler, perché a volte è meglio sapere, così da non avere scuse, né sorprese troppo brutte.

La partenza è di tutto rispetto, titoli con voce fuori campo e citazione biblica: Londra 2008, dopo 40 giorni e 40 notti di diluvio la città è infognata, acqua alta e ratti dappertutto, per effetto del riscaldamento globale, delle troppe piogge e della Brexit. Peccato che la sceneggiatura rovini le premesse di quest’ambientazione. La Londra zozza fa la sua porca figura, con strade allagate e muri tappezzati di cartelli che mettono in guardia dai guai del mondo. Provate a leggerli tutti, c’è cura nei dettagli, c’è del vero amore in questo film! (su quanto amore ci sia, poi ci torniamo…)

Manuale Kane, pagina 3: che siano esplosioni o pozzanghere, corri nel modo più coreografico possibile
Tanta cura nella fotografia e nelle scenografie, colori freddi e ambientazioni ottime. Il Detective Stone si presenta imponente con l’impermeabile svolazzante e occhialini alla John Lennon, annunciato alla radio della polizia con un: “il Detective Stone è armato e pericoloso”. 
Il cattivone del film è uno che strappa il cuore delle vittime per mangiarselo. Ma non sempre, perché ha pure il vizietto di mandare regalini insanguinati a Stone che gli dà la caccia, e con cui ha un mistico legame (svelato da flashback di rara bruttezza).
La cosa dei cuori spediti da killer a sbirro finisce per avere dei risvolti comici: ma non lo capisci Stone che è amore? L’assassino ti manda cuori a lavoro, cuori a casa, non vedi il messaggio subliminale? Non è un serial killer, vuole solo tanto ammmore, e tu lo rifiuti!

L’espressione di chi voleva incontrare un rubacuori, ma non in quel senso!
Girato tra mille traversie, con un budget modesto e una vasta distribuzione, fu un flop. Riuscì a scontentare tutti, tranne i bambini di 10 anni col gusto dell’orrido che guardavano qualsiasi film sparato su Italia 1 negli anni ’90. La sceneggiatura è una delle prime di Gary Scott Thompson (forse vi ricorderete di lui, ma anche no, per aver scritto i primi due Fast and Furious) e voleva nientepopòdimenoché Harrison Ford per il ruolo andato a Rutger Hauer. Ad Hauer lo script era anche piaciuto, ma visto che a lungo andare non si sapeva più cosa dovesse diventare la storia, ci si mise pure lui a mettere altra carne al fuoco.

“Pronto? Mi avevano detto che doveva girarlo Ridley Scott questo film. L’alieno l’abbiamo copiato da Alien, la città da Blade Runner, ma lui non c’è. Come dici? Sta girando un film sulla scoperta dell’America? Al diavolo, il nostro futuro va a farsi fottere e lui pensa al passato. Non c’è il fratello?” [Fratello giusto, nota Cassidiana]
Stone è il tipico sbirro incontrollabile dal torbido passato, uno che va avanti a caffè e cioccolata. E come in ogni action che si rispetti gli affibbiano il compagno agli antipodi: il primo della classe inquadrato, un esperto di serial killer che scopa tutte le sere (o così dice, della sua caratterizzazione ci ricordiamo solo questo).

Rutger Hauer ci prova, ma il suo detective Stone perde mordente col passare dei minuti. Pare che il “legame” tra Stone e il killer fosse uno dei suoi suggerimenti, fosse stato scritto un po’ meglio poteva essere il perno della storia, invece è appiccicato con lo sputo (o con la bavetta di Alien).

Da metà in poi la sceneggiatura precipita nella cialtroneria. Il serial killer mangiacuori diventa l’incrocio tra un Predator e uno Xenomorfo, ma ha una grafia perfetta nei messaggi che lascia all’amato Stone (non si sa come li scriva con quelle dita artigliate). Ah, e avete presente le classifiche di Watchmojo su youtube? Ce n’è una sui film spoilerati dalla locandina…

Manuale Kane, pagina 4: non spoilerare il killer sulla locandina
Esoterismo e genetica, cuori smangiati e pulsanti fuori dal petto, magia nera e DNA rimescolati come se piovesse. Il delirio diventa iperbole (eeeeh, i paroloni per parlar della monnezza) quando non vengono dalla bocca dell’ipercaffeinato Stone, ma dal compagno scientifico. Un po’ come se al primo episodio di X-Files Scully fosse corsa per strada nuda agitando le braccia e chiedendo agli alieni di portarla via. Così alla fine Stone non è nemmeno il pazzo delirante che dà la caccia al mostro, ma è quasi una vittima degli eventi e scompare dalla trama, che si trasforma nell’immancabile bella da salvare.

Il regista Tony Maylam, esasperato dai continui cambi di script abbandonò tutto poco prima della fine, lasciando Ian Sharp libero di girare le ultime scene nella metro allagata, che sono di una bruttezza allucinante (pensare che da piccolo ne ero entusiasta, va’ che i bimbi son strani). La caccia finale sembra presa da un altro film e appiccicata con lo sputo (o con la bavetta di Predator), montaggio e fotografia, inquadrature e battute: sembra tutto sbagliato. Viene distrutto ogni brandello di fascino e finisce in caciara con la solita esplosione risolutiva.

Frase maschia finale: “non direi che costui si crede Satana, direi che è Satana” - “Comunque, Satana è nella merda!”

Classe 1999 (1990) – Il discreto
Ci credereste che per anni ho pensato davvero che gli studenti americani dovessero consegnare le armi prima di entrare a scuola, come in questo film? Considerando l’attualità, non sarebbe una cattiva idea.

Classe 1999 è una specie di sequel/remake sci-fi di Classe 1984, ma ne ribalta lo spirito e l’ambientazione pur mantenendo le stesse dinamiche. L’autore è lo stesso: quel Mark Lester che ha firmato il trionfo dell’action Anni ’80 con Commando. E se Classe 1984 era una critica sociale feroce sulla deriva della scuola americana, professori con le mani legate tra alunni delinquenti, “1999” rivolta la frittata passando dalla parte degli alunni, che da carnefici diventano vittime.

“Siam tre piccoli robottin, siamo tre, violentin, nessun qui ci disturberà, trallallà, trallallà”
I due film sono gemelli diversi e opposti nella narrazione e negli intenti. “Classe 1984” puntava su toni sempre più drammatici, le angherie degli alunni creavano un ambiente soffocante e angosciante, atto d’accusa di una gioventù criminale fuori controllo. “Classe 1999” estremizza quell’idea portandola in un futuro distopico, con tre cyborg venuti a mettere in riga i ragazzacci. Il contenuto politico è impoverito e stilizzato e si riassume tutto nell’eccesso della punizione, e con una maggiore volontà di intrattenere. 

In piena epoca Terminator (proprio tra i due film di Cameron) gli effetti artigianali arricchiti da un sano gusto per lo splatter facevano la loro porca figura, con squagliamenti fisico-facciali ed esoscheletri realistici che nel finale danno grandi soddisfazioni.

Quando dal dottore mi dicevano “apri la bocca” pensavo sempre a questa scena
Bradley Gregg, volto che ha attraversato il decennio ’85-’95, arriva qui alla sua prova da protagonista. Ha il piglio giusto per essere l’(anti)eroe tormentato, reietto sia per la società che per i suoi ex compagni. Appena uscito di galera – non sappiamo bene per cosa – è diventato tutto calmo e riflessivo (uno spot per dire che il carcere rimette in riga?). Il mondo che ha lasciato, coi fratelli tossici e la madre che litiga per chi le ha fregato la roba, è lo stesso coacervo di violenza e decadenza di sempre. Mi è sempre piaciuta la parola coacervo, capita raramente di poterla incornare in una frase (l’avete capita? Coacervo, incornare…)

“Non ero progettato per le punizioni corporali, ma dopo questa battuta il mio sistema si è resettato”
Oltre ad una “focosa” e inquietante Pam Grier, il cast vanta le brutte facce di John P. Ryan (l’infame carceriere di A 30 secondi dalla fine), Patrick Kilpatrick sempre pronto a menare le mani, e Stacy Keach con gli occhi bianchi spiritati come se non fosse già minaccioso di suo. Poi c’è Malcolm McDowell, il preside che deve usare mezzi poco ortodossi per tenere sotto controllo la violenza, affidandosi allo scienziato pazzo di turno: una rimasticazione di Arancia Meccanica che dà soddisfazioni se la risposta al teppismo scolastico sono tre superinsegnanti, con IA creativa e un concetto di disciplina un tantino estremo.

“Ai miei tempi curavamo i violenti facendogli vedere i film, non li facevamo pestare dai robot!”
Abbiamo già parlato di Reagan in questo post, e penso che certi film iperviolenti e distopici siano la reazione all’American Way Of Life di quegli anni, una rappresentazione in parti uguali pro e contro, una visione ibrida dove la violenza è spettacolo, e trova sempre il modo di giustificare se stessa per una causa o per l’altra. Ma lontano dai sofismi, “1999” ricorda i bei tempi di cyborg fottuti e cattivi, capaci di incarnare la peggior visione della volontà punitiva umana riflessa sulle macchine. Cyborg che di umano non avevano niente a parte l’aspetto e l’istinto di prevaricazione che gli veniva dai creatori. E di tutte le rimasticazioni sulle Intelligenze Artificiali, questa è una delle meno esplorate, e una delle mie preferite: perché non è che le macchine siano cattive, forse sono solo progettate da stronzi.

Frase maschia: “Mi fido di lui come un vampiro che mi facesse un bocchino!”


P.S.
Mille grazie a Quinto Moro per aver recensito questo tre classici!
Vi invito tutti a passare a scoprire qualcuno dei suoi lavori, che potete trovate QUI.

Se tutto andrà come ho previsto, i tre titoli di oggi potrebbero tornare qui sulla Bara, intanto non potevamo avere un esordio migliore di questo.

46 commenti:

  1. Dududù Dadadà... te l'avevo detto 😂😂😂

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    1. Scherzi a parte, mi manca Detective Stone, che potrei anche recuperare prima o poi, ma gli altri due me li sono goduti da matti. Un po' sprecato il nostro amico Alex Delarge (poteva esserci chiunque al suo posto) e sì, la discendenza Terminator si sente non solo in questo film ma in una miriade di pellicole, mentre sull' alieno lanciadischi ho scritto dalla mia parte, come sai.

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    2. Me lo ricordo il tuo post, fighissimo! Si, McDowell diciamo che ha iniziato ad accettare un po’ qualunque ruolo ancora oggi spunta dove non ti aspetteresti di trovarlo. Cheers!

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    3. Da bambino andavo matto per Detective Stone, l'ho poi trovato in dvd quando avevo circa 20 anni ma non l'avevo più rivisto, fino ad oggi per scrivere il commento. E caspita, a volte è dura essere obiettivi coi film che hai amato da piccolo, ma aveva delle pecche enormi. Però continua ad essere figo sotto molti aspetti. E' una di quelle occasioni sprecate che ti fanno un po' piangere il cuore, non perché qualcuno te l'abbia strappato e stia gocciolando sul pavimento...

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  2. classe 1999 ( il migliore del mazzo ) e detective stone li vidi al cinema .

    arma non convnzionale in tv: tutti a tre voto altissimo.

    gioventù dove sei finita??

    rdm malinconico

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    1. Voglio bene a tutti e tre, qui davvero siamo in piena zona Amarcord ;-) Cheers

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    2. Sono stato combattuto se mettere "Classe 1999" come "il buono", il migliore del mazzo, non l'ho fatto perché rivendendomi "Classe 1984" ho sentito di doverlo declassare: rimasticava un'idea tradendone l'aspetto più maturo e interessante (la critica sociale, qui trasformata in qualcosa di molto più vendibile).
      Perciò "Arma non convenzionale" lo preferisco, anche se di poco.

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  3. Eeh, ragazzi...ma queste sono LE BASI, per la miseria. LE BASI!!
    E' incredibile la robaccia che mi sparavo quand'ero ragazzino. Ma perche' c'era tutto quello che un ragazzino cercava.
    Emozioni forti.
    E qui, al netto dei difetti...c'era tutto. Ritmo infernale, gran lavoro di stuntmen e violenza a badilate.
    E mi si permetta una piccola riflessione.
    Oggi come oggi, da papa', non la farei assolutamente vedere ai miei figli (ho una bimba, quindi nessun pericolo. Ma il discorso non cambia anche se fosse maschio).
    Per carita', non sarei l'uomo che sono se non mi fossi sciroppato tutta questa roba. E non sarei cosi' fottutamente orgoglioso di esserlo.
    Ma...quello che fanno oggi per i ragazzini va bene cosi'. Magari sara' roba piu' sciatta e scialba, ma va bene cosi' com'e'. A parer mio, s'intende.
    Se non altro crescere con roba come questa mi ha aiutato a sviluppare un certo senso critico e selettivo.
    Una volta (ma anche adesso) i genitori se ne fregavano di quel che guardavi in tv. Oggi qualcuno ha iniziato ad essere piu' attento.
    Dunque...due del terzetto sono chiaramente figli di Terminator.
    Arma Non Convenzionale e' come il capolavoro di Jimmy, con i due alieni al posto del T-800 e di Reese. E lo sbirro tutto d'un pezzo che fa il terzo incomodo. Ma che alla fine dovra' sistemare tutto, perche' raccoglie il testimone dall'alieno buono che viene fatto fuori prima della meta' del film. Quest'ultimo capisce di avere davanti un collega, e gli affida la missione. Si intendono al volo, basta un'occhiata (come i veri uomini, ecc.).
    Nello spazio profondo pare che abbiano anche li' i loro bei problemi a base di spaccini e sbirri, solo proiettati su scala intergalattica.
    Lundgren e' un po' bolso, nei panni del buono. La scena se la prende tutta Hues, che oltre ad essere ENORME, sfoggia pure doti atletiche invidiabili per uno con una simile stazza. E in un paio di altri filmacci si scopre pure che a menare e' in grado di dire la sua.
    Quando hanno fatto l'ultimo di Undisputed, avrebbero dovuto capire che non serve a nulla mettere un tizio grosso e basta, se con il corpaccione che si ritrova non sa farci nulla.

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    1. Sulla questione genitoriale non mi esprimo, noi partivamo da Terminator per arrivare a “Classe 1999”, oggi manca quell’esperienza condivisa, che solo le repliche di Italia 1 potevano garantire. “Arma non convenzionale” era mitico, il “Frisbee” assassino sembrava un’arma da Predator, inoltre il dettaglio degli occhi bianchi colpiva l’immaginazione, ci voleva Quinto Moro per farmi fare il collegamento con la pubblicità progresso anti droga popolare allora ;-) Cheers

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    2. "Quello che fanno oggi per i ragazzini va bene cosi'. Magari sara' roba piu' sciatta e scialba, ma va bene cosi' com'è"
      E' un discorso che mi sforzo sempre di non fare. Oggi che rivedo questi film con 20 anni di più sulla gobba (miseria ladra, fa impressione dirlo) e un migliaio di film in più e di cultura storica e generale, immagino che "ai tempi", queste stesse pellicole sembrassero roba sciatta e scialba per gli adulti e i cinefili di allora, in quegli anni '85/'95 in cui noialtri si iniziava a scoprire le goie del cinema.
      Non sai mai quello che diventerà mitologia.
      Io questi film li guardavo coi miei, immagino ci siano sempre vantaggi e svantaggi nell'avere genitori molto giovani. Questo è uno dei vantaggi. Nessuno mi ha mai detto "che robaccia stai guardando?" quando c'era uno scotennamento. Magari si sedevano a guardarlo con me.

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    3. "Arma non convenzionale"... una delle americanate della sera visto con mia mamma. XD Con mio padre più western, commedie e... "Dersu Uzala" XD.
      L' unica cosa rimproveratami fu "Ken il guerriero". XD

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  4. Scusate, ma ho dovuto dividere in due.
    Detective Stone.
    Allora...ai tempi mi sembro' una figata di film. In realta' non e' altro che una di quelle robe buone giusto per l'indifferenziata.
    Puro pattume che si salva solo per la presenza del divino Rutger. Che deve aver capito che razza di schifezza stava venendo fuori e quindi ha deciso di caricarsi tutto il film sulle proprie spalle.
    Un po' come con Kinski e Pleasence.
    C'e' un sacco di spazzatura in giro che alla fine merita di essere vista solo grazie al buon Hauer. Che e' sempre un mostro, in tutti i sensi. E mette paura anche quando fa il buono, a momenti.
    Lui era cosi'. In mancanza di meglio si arrabattava a fare qualunque cosa, bastava pagarlo come si deve. E spesso si rivelava il vero valore aggiunto della pellicola.
    Un grandissimo.
    Classe 1999.
    Ecco. Un altro della progenie dell'automa piu' famoso della storia del cinema. Dove a certi film bastava prendere un tizio ed appiccicargli addosso un finto pezzo di circuito con lo scotch per sentirsi legittimati ad usare la parola cyborg.
    Divertente. Anche se col senno di poi non ho mai capito quanto ci fosse di realmente vero nel problema della violenza scolastica negli USA, a cavallo tra gli anni 80 e 90.
    E mi riferisco anche a Classe 1984 e The Principal, quello con James Belushi e Louis Gossett jr.
    Si sa, il cinema funziona a iperboli.
    Viene tutto esagerato. Alla gente di vedere uno che sposta i container con la gru non frega nulla. Uno scaricatore di porto deve fare i numeri da giocoliere come Cruise nel remake de La Guerra del Mondi.
    Beh, se nella realta' ti riesce di fare una roba simile...ma chi te lo fa fare di fare di romperti la schiena: va' al circo, che hai la carriera assicurata!
    Dicevamo...scuole ostaggio di gang di ragazzini violenti e presidi rintanati in uffici - bunker sorvegliati da vigilanti?
    Ok, il problema del degrado a scuola e' sempre esistito, persino da noi.
    Arrivavi in un istituto, annusavi l'aria e cercavi di farti notare il meno possibile. E di capire subito da chi dovevi stare alla larga e a chi non dovevi assolutamente pestare i piedi.
    E penso che oltreoceano le cose stessero messe un filino peggio che qui.
    Ma se dovevi dar retta a questi film...entravi a scuola la mattina e non sapevi se ne saresti uscito vivo a fine giornata.

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    1. Rutger terrò ancora banco, ho dei programmi. So che ho già detto questa cosa, ma siamo un po’ andati per le lunghe, rimedieremo ;-) Con “The Principal” qui sfondi una porta aperta eh? No lo dico così, perché si sappia. Cheers!

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    2. Detective Stone purtroppo era un film su commissione che ha avuto una lavorazione troppo travagliata. C'erano delle buone idee di fondo, a partire dall'ambientazione londinese in piena crisi ecologica.
      Classe 1999 in pratica è Classe 1984 (molto meno conosciuto) rifatto con più soldi e appiccicandoci sopra i Terminator. Il tema della violenza era molto sentito un pò per ragioni politiche un pò per il solito discorso della vecchia generazione preoccupata per le nuove (a differenza di quelle attuali, che più sobriamente se ne fottono). Insomma, la "distopia dei giovani" si vedeva più spesso, con questi delinquentelli di strada senza valori. Anche se magari il film si schierava dalla loro parte, era un segno dei tempi.
      1999 e 1984 attingevano anche all'immaginario del cinema anni '70, non ultimo The Warriors - I guerrieri della notte: da quel film in poi le gang di strada hanno avuto il loro bel ruolo per un buon decennio di cinema. E negli USA si veniva dagli anni della contestazione e della lotta per i diritti civili, coi disordini e le retate. Gli autori che hanno vissuto quegli anni è ovvio abbiano interiorizzato quei temi riproponendoli negli anni successivi.

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    3. "Anche se col senno di poi non ho mai capito quanto ci fosse di realmente vero nel problema della violenza scolastica negli USA, a cavallo tra gli anni 80 e 90."

      Eh, eh! Neanch' io. XD
      Da piccolo mi piacque, ma dalla pubblicità pensavo fosse più leggero. Qualche momento mi lasciò un pò stranito.

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    4. "Anche se magari il film si schierava dalla loro parte, era un segno dei tempi."

      Già! Persino nel primo film delle tartarughe ninja!

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  5. Gli altri due purtroppo non li conosco, classe 1999 film del cuore, ti basta pensare che con i miei amici avevamo deciso di tatuarci il cuore nero (black hearts dal nome della banda di cui fa parte il protagonista). Oggi un film così violento nel mainstream credo sia impossibile. La scena del fratello drogato conl cyborg (nn dico nulla per spoiler) è una delle scene più patetiche e disperate che conosca, oltre che impressionante. Il doppiaggio è perfetto, forse per l'eccessiva violenza o nn so per quale altra diavoleria, è stato ridoppiato e riproposto parecchi anni fa su la7, con taglio di scene violente ed un adattamento che (giuro), rende i doppiaggi dell'est Europa accettabili. Intonazione delle voci piatta e tutte dico tutte le parolacce o espressioni colorite eliminate, insomma un altro film. Per fortuna hanno capito che l'hanno fatta grossa e schifosa come mai mi era capitato di vedere (i film di serie z di telecapri sono doppiati meglio), quindi quell'immonda versione credo nn sia più in giro.
    Rufus

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    1. Oggi purtroppo sarebbe impossibile, esatto quella versione era una piaga, però bisogna ancora tenere gli occhi aperti perché purtroppo si trova ancora, dovrebbero scatenare i Cyborg sugli autori di quel ridoppiaggio, ma ho di meglio, ho un Evit ;-) Cheers

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    2. Fortunatamente non credo di aver mai visto quella versione.
      E' pazzesco pensare a quanta violenza fosse "socialmente accettabile" al cinema in quegli anni e come oggi sia inconcepibile.

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    3. Infatti negli states scoppiò un mare di polemiche che finì persino alla casa bianca mi pare.

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  6. Niente, anche qui tre classiconi degli anni "belli" (almeno per me).
    Arma non convenzionale lo ricordo soprattutto per i roundhouse kick di Dolph e per le esplosioni esagerate.
    Detective Stone era una copia (brutta) di Blade Runner e di altri 12 film, tra cui Alien, però, nonostante fosse un mezzo pasticciaccio, mi piaceva, non fosse altro per la prova di Rutger, a parte che potrei guardare qualsiasi cosa con lui e mi piacerebbe lo stesso, tipo "Hobo with a shotgun" oppure "Giochi di morte". In più l'ambientazione con una Londra perennemente piovosa (qualcuno dirà ma va?) mi ha sempre affascinato. Ricordo anche la battuta con il collega di Stone che gli diceva che faceva "all'amore" tutti i giorni con la moglie e lui gli chiedeva se era normale!
    Inoltre il finale per quanto rappezzato, con il combattimento sulla metro, non mi era dispiaciuto.
    Con il senno di poi e soprattutto le questioni sollevate da Cass su come facesse un alieno di tre metri e mezzo con artigli lunghi come un braccio a scrivere le dichiarazioni d'ammore a Stone mi viene da rivalutare un pò il tutto, ma ai tempi mi era piaciuto.
    Classe 1999 lo trovo il meno ispirato del triello, preferisco i già citati Classe 1984 e The Principal, mi sembrava realizzato con pochezza di mezzi, sebbene avesse grandi attori come Malcom McDowell e Pam Grier (ricordo anche Stacey Keach che era uno dei miei eroi giovanili, quando interpretava Mike Hammer, tratto dai libri di Mickey Spillane, soprattutto per la sua capacità di conquistare le donzelle...). L'idea dei cyborg professori non era male ma sembravano un pò "posticci", fossero stati realizzati più sullo stile terminator mi avrebbero colpito maggiormente.
    Comunque solleva questioni interessanti sul sistema educativo americano e sulla deriva delle nuove generazioni, a distanza di anni praticamente non è cambiato nulla...

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    1. Sollevate da Quinto Moro, io oggi sono spettatore prevacanziero ;-) Io ancora sto aspettando di vedere un seguito che ricalchi la doppietta “Classe 1984” e “Classe 1999”. Un dramma che partiva da un tema serio, con elementi da film di genere, seguito da un ideale secondo capitolo in cui l’elemento di genere sbraga e si divora la storia. L’unica situazione analoga che mi viene in mente è Dogman (2018) di Matteo Garrone e “Rabbia Furiosa - Er Canaro” (2018) di Sergio Stivaletti. Cheers!

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  7. Spiace deluderti, ma mi sa di non aver visto nessuno dei tre, però a parte il brutto, un'occasione agli altri due se mi è possibile darò ;)

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    1. Dovresti, sono dei titoli fondamentali, per tua fortuna sei giovane, quindi magari non li hai mai beccati in replica mille volte in tv ;-) Cheers

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    2. Beh, direi che hai dei compiti delle vacanze allora :-)

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  8. Oh, quanti ricordi... tranne che per detective Stone, che non ricordo quasi per niente, gli altri due li avrò visti mille volte. L'ho sognato o classe 1999 ha anche un sequel?
    Rimaniamo in campo onirico, o se preferisci memoria malfunzionante: l'ho sognato o c'era anche una versione del doppiaggio del finale di Arma non convenzionale in cui Dolph replicava "E te ne andrai a pezzi!"?

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    1. Si certo, mi pare si chiamasse “Il supplente”. Io ricordo solo il «E riposa in pace, stronzo» ma vediamo se qualche lettore ricorda diversamente? ;-) Cheers

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    2. E riposa in pace me lo ricordo, ma lo stronzo no!! 😜
      Però è possibile che fosse presente anche nel trailer, per questo mi ricordo lo scambio di battute.

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    3. Ecco non ho pensato a guardare il trailer ;-) Cheers!

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    4. Confermo anch'io «E riposa in pace, stronzo», che una traduzione letterale basata sul gioco/assonanza di parole peace/pieces non avrebbe reso in italiano... E la battuta era tale e quale anche al cinema, dove l'ho visto per la prima volta. A dirla tutta, ho avuto la fortuna di vederli TUTTI e tre al cinema, compreso Detective Stone con quella sua sequenza finale in metropolitana che sembrava a tutti più bella quand'eravamo giovani (ma è divertente pure oggi, da matusa, se non si sta lì a spaccare il capello in quattro) ;-)

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  9. Tre enormi classici imperdibili! ^_^

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    1. Siamo proprio tra i classici di formazione oggi ;-) Cheers

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  10. Tutti e 3 film culto della mia infanzia. Ci sono talmente legato che ancora adesso non riesco a riconoscere i difetti in maniera oggettiva.
    P. S.
    La frase maschia di classe 1999 la preferivo nel doppiaggio originale:
    "Mi fido di lui come una vipera su per il culo".
    Sono sicuro di aver vinto un 5 alto da Evit

    Matte

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    1. La frase cult di classe 1999 che ripetevamo con gli amici era "ci vediamo a scuola c..ione
      Rufus

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    2. Era pieno di frasi di culto, ed in effetti anche io ricordavo quella della vipera, il ridoppiaggio ha fatto più danni della grandine. Cheers!

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    3. Si, in effetti bisognerebbe andare dal direttore del secondo doppiaggio e dirgli "Ci vediamo a scuola coglione"

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    4. Sarebbe doveroso! :-D Cheers

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    5. E' questo il punto, quando ho pensato a un Triello e ho scelto questi tre titoli, me li sono dovuti rivedere perché era passato troppo tempo. L'idea era: commentare 3 film che per me erano stati dei cult, violenti e fantascientifici. Oggi ci vedo un fottio di difetti, ma rivederli è stato un piacere. Arma non convenzionale è stato quello che mi ha dato più soddisfazioni perciò è il più "buono" del lotto.

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    6. Rivedere i film dell'infanzia da adulti è sempre un'esperienza notevole, anche se a volte si corre questo rischio di rivalutazione in peggio. Cheers

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  11. Sulla violenza degli anni passati : i America, film come Classe 1999 erano e sono ancora baati dalle tv pubbliche, a meno di pesanti censure .
    In Italia eravamo più evoluti , e la nostra tv, quella degli ai 80, era veramente il Paradiso del' etere Occidentale, dove si vedeva di tutto e di più senza censure .
    Poi però le cose sono cambiate: si sa che dopo un periodo di eccessi ( la violenza e sesso degli anni 80) passa all' eccesso opposto a mò di dopo sbornia: già a inizio ani 90 il vento stava lentamente cambiando , ma nel 1993 , è arrivato Clinton e il suo "politicamemte corretto" e tutto il Mondo si è adattato, cominciando a censurare e rimaneggiare di tutto in nome della tutela di chicchessia e nel non voler offendere Tizio o Caio.
    Cosa che cntinua ancora oggi.
    Meno male che c'è internet che permette di vedere e ascoltare senza filtri, nel bene e nel male .

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    1. Quando penso a "Politicamente corretto" e anni '90 nella stessa frase, mi viene in mente la battuta di Simon Pegg in "the world's end" (2013). Pensa dove andremo a finire in futuro, altro che la distopia di "Classe 1999" ;-) Cheers

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  12. "Arma non convenzionale" ha secondo me come unico difetto che i due protagonisti incrocino tardi l' alieno.
    Per il resto ancora divertente e ben ritmato. Effetti speciali pochi, ma buoni! E dire che è costato 7-8 milioni di dollari!
    Oggi il problema della droga è stato mezzo bandito dai media americani. Prima te lo trovavi anche, così come quello dell' alcool, nei cartoni! Ed oggi non possiamo avere Tony Stark alcolizzato! Mah!
    DS non l' ho visto così come quasi tutti i B-movie fatti da Hauer. XD
    Il discorso su Scully mi pare esagerato. Meno ingenua di Mulder e più di una volta lo toglie fuori dai guai.

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    1. A me il fatto che i protagonisti di "Arma non convenzionale" arrivassero tardi all'alieno ai tempi piaceva, mi sapeva di indagine di polizia, ma dovrei rivederlo per vedere l'effetto che fa ;-) Cheers

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  13. E di Demolition Man che ne pensate?

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    1. Arriverà su queste Bare, spero nei primi mesi del 2020 ;-) Cheers

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