martedì 3 dicembre 2019

57 canali e niente da vedere: Preacher 4, Big Mouth, Peaky Blinders 5, Euphoria e 1994

Torna l’appuntamento con titolo Springsteeniano, con le ultime serie viste di recente. Siete pronti? Siete NATI pronti? Bravi, si parte!
Preacher
Stagione: 4
Dove la trovate: Amazon Prime
Un vampiro, una sicaria e un predicatore entrano in un bar...
Guardate il “nome” che porto, per me Preacher non sarà mai un titolo da prendere alla leggera, anche se era già chiaro fin dalla stagione precedente che ormai la serie AMC aveva scelto di non scegliere, come dicevano in Trainspotting.

L’adattamento del capolavoro di Garth Ennis e Steve Dillon era partito molto in sordina, con un ritmo fin troppo blando ma le idee chiare, adattare per il piccolo schermo la storia originale, prendendosi anche dei rischi. La prima stagione si giocava il meglio nel cast e nell’ultimo episodio. La seconda stagione ha provato a tenere i piedi in due scarpe ma la terza è stata quella in cui “Preacher” ha gettato la maschera, decidendo di diventare un adattamento in tono minore di qualcosa che esisteva già su carta, però con più sangue, più blasfemia, dialoghi migliori insomma, più figo.

Sto guardando “Preacher” e sono sconsolato come il Santo davanti al suo frullato.
La quarta e conclusiva stagione della serie, non è stata l'ultima per scarsi ascolti, ma per sopraggiunto finale. Strano, perché all’episodio 4x01 la trama era ancora in alto mare rispetto al fumetto, con Cassidy prigioniero del Graal e torturato da un sadico professionista. In otto episodi la stagione conclusiva di “Preacher” copre la storia del fumetto a partire dalla parte finale di fino alla fine del mondo, per arrivare laggiù ad Alamo. Ragionando in termini di vecchi volumi Magic Press, otto volumi, in otto episodi, sforbiciando molto e prendendo solo le scene madri.

Non metto in dubbio che per qualcuno che non conosca la storia possa essere anche divertente vedere alcuni dei momenti chiave presi da Mangiatori di uomini oppure da Incontri e addii, ma per uno come me che “Preacher” va a rileggerlo quasi una volta l’anno, cosa me ne faccio di una noiosa replica?

Ogni riferimento a QUESTO momento nel fumetto è puramente voluto.
Senza contare il fatto che alcuni passaggi chiave della serie, accadono solo perché ci sono nel fumetto, e che facciamo noi? Siamo da meno?! Con il risultato che una momento drammatico nel fumetto, sul piccolo schermo risulta depotenziato e spesso senza conseguenze per i personaggi, insomma una fotocopia diligente ma scolorita.

Il risultato è sempre più o meno lo stesso, se da un capolavoro, tiro fuori un adattamento anche solo decente, proprio schifo non può fare, a qualcuno potrà bastare. Ma io preferisco tenermi i “miei” Jesse, Tulip e beh, ovviamente Cassidy.

“Dove vai? Questo è il momento del nostro scontro finale”, “Mi avete rotto, vado a rileggermi il fumetto”
Commento in breve: Se un capolavoro funziona, tu non provare ad aggiustarlo.
Chi ne ha scritto meglio di me: Ehm, credo nessuno. Qualcuno ha avuto il coraggio di seguire la serie oppure sono io l’unico pazzo? Sono pazzo vero? Mi sa che avete ragione.

Big Mouth
Stagione: 1, 2 e 3
Dove la trovate: Netflix

Una serie animata all’insegna della delicatezza e dei buoni sentimenti.
Incredibile che non abbia scritto nemmeno una riga a favore di “Big Mouth”, ma lo so il perché. Questa serie si è guadagnata giustamente il plauso generale, da non avere certo bisogno anche della mia boccaccia. Ho seguito ogni stagione (e lo speciale di San Valentino) dando priorità a questa serie, perché la trovo assolutamente geniale, giunti alla terza stagione, due parole mi sembra anche il caso di spenderle.

L’adolescenza è uno schifo si sa, un corpo in tumulto che cambia forma in modo imbarazzante, e gli ormoni, che fanno le sgommate nei piazzali, mandandoti fuori di testa. Una manciata di anni che tutti vorrebbero dimenticare e che la fiction tende troppo spesso ad edulcorare, tranne “Big Mouth”, che con quella sua boccaccia spesso è in grado di far arrossire un camionista.

Questo vale (quasi) come Bro-fist.
Gli sfigatissimi Nick, Andrew e Jessi sono ragazzini proprio come lo siamo stati tutti, solo che sono disegnati con una bocca enorme e i loro ormoni impazziti, sono rappresentati da grossi demoni pelosi con un’unica fissazione nella vita, e un vocabolario talmente variopinto e farcito di trovate volgari da risultare per forza esilarante.

Il demone degli ormoni Maurice è un momento imbarazzante pronto ad avvenire ogni volta che apre bocca, mentre la sua degna collega Connie (a mani basse il mio personaggio preferito della serie) un doppio senso esplicito condito da ammiccamenti, insomma sono l’incubo di ogni adolescente, ma anche i loro migliori amici. Ma poi di cosa stiamo parlando dai? “Big Mouth” si gioca un pezzo dei Black Sabbath come sigla, cosa si può criticare ad una serie del genere!

"La mia canzone preferita è Black Sabbath, dei Black Sabbath, dall'album Black Sabbath. La tua invece?”
Viviamo in un periodo in cui se dici che non ti piacciono i film di Woody Allen ti becchi dell’antisemita, e se dici che Carmelo Anthony non sa difendere sei un razzista. Ho una sincera ammirazione per tutti quelli che attraverso l’umorismo, sono liberi di dire tutto, anche le peggio cose, ma il più delle volte usano la libertà concessa dal fatto che ogni volta che apri bocca, tutti ridono, per dire qualcosa di sensato, logico, anche etico. Al momento questo talento lo ritrovo solo in Leo Ortolani e in “Big Mouth”, che sforna tre stagioni su dei minorenni che parlano solo di sesso, senza beccarsi accuse assurde di pedofilia.

Anzi, “Big Mouth” riesce con quella sua boccaccia a trattare argomenti anche molto caldi e difficili, meglio di chi prova a farlo seriamente, e cercando la lacrima facile a tutti i costi (si Tredici, sto parlando di te). Volete un esempio? Nella terza stagione “Big Mouth” si gioca l’inevitabile episodio musical - una tappa obbligata per tutte le serie tv - riuscendo a trattare argomenti come le molestie sessuali senza facili moralismi, ma affrontato la questione in maniera diretta e incredibilmente, anche istruttiva. Sono tempi strambi, quindi “Big Mouth” teniamocelo stretto. Che potrebbe risultare una frase finale un po' ambigua, vabbè dai ci siamo capiti!

Come superare il famigerato episodio musicale nel modo migliore possibile.
Commento in breve: I'm going through changes.
Chi ne ha scritto meglio di me: Dopo tutte le mie volgarità assortite avete bisogno di qualcuno amodino.

Peaky Blinders
Stagione: 5
Dove la trovate: Netflix

Camminata in parata e sguardo da fighi. La cifra stilistica della serie.
Inutile nascondermi dietro un dito, Whiskey irlandese, una colonna sonora paurosa, finalmente un ruolo all’altezza della figoseria di quell’anomalia bipede che risponde al nome di Cillian Murphy. Peaky Blinders è una bomba, in particolare la seconda stagione che è ancora la mia preferita, però qualcosa non funziona più come prima. Basta dire che la quarta stagione, che introduceva un cattivissimo Adrien Brody e poi concludeva tutto frettolosamente, mi sono anche dimenticato di commentarla mannaggia a me.

La sensazione che ho avuto guardando la quinta stagione di “Peaky Blinders” è stato che ormai, l’obbiettivo di tutti i personaggi, sia quello di entrare in scena nel modo più figo e stiloso possibile, persino mamma Polly si spara le pose. Questa volta il cattivo è paurosamente (e spaventosamente) al passo con i tempi, un fascista Inglese con proclami che ricordano fin troppo le affermazioni di certi leader politici, alcuni anche di uno strambo Paese a forma di scarpa.

Spararsi le pose, lo state facendo nel modo giusto.
C’è aria di Brexit e di qualunquismo (che fa rima con razzismo) nel mondo e “Peaky Blinders” prende posizione, mi piace, bravi! Ma la storia? I personaggi? Tocca aspettare il sesto episodio per vedere accadere qualcosa di significativo, ma quel qualcosa tutto sommato si risolve con un bel, oh! Ci vediamo nella stagione sei eh? Tante care cose.

Non sto in piedi ma sto in posa (cit.)
Lo dico fuori dai denti, mi fa piacere rivedere quel fenomeno di Tom Hardy, e ammetto candidamente che se domani facessero uno spinf-off dedicato ad Arthur Shelby, dieci episodi da cinquanta minuti in cui passa il tempo a sbraitare «FOCKIN’ POAky BlOOOnders!», con quel suo accento folle, io lo guarderei subito. Ma ormai mi sembra che questa serie non faccia altro che spararsi le pose, e regalare contentini ai fan. Tengo duro perché nemmeno tutte le stagioni di “Boardwalk Empire” (la serie che somiglia di più a “Peaky Blinders”) erano pesche e crema, ma trasformare questa serie in una sfilata di moda, magari anche no, grazie.

“Oh sveglia!”, “Eh? Si la sto guardando la serie, mi riposavo solo gli occhi”
Commento in breve: Foooockin’ Puuuuaaky Blooooonders!
Chi ne ha scritto meglio di me: Dopo lo sfogo il caffè serve a me, chissà se In central perk lo servono anche corretto?

Euphoria
Stagione: 1
Dove la trovate: Sky Atlantic

“Chi sono questi che ci fissano?”, “Ma niente solo dei vecchi, non sono pericolosi al massimo affollano i cantieri”
Cosa ci volete fare, sono nato testardo e un po' tardo, alle cose ci arrivo sempre con i miei tempi. Me lo hanno detto tutti che “Euphoria” era una gran serie, ed io ho iniziato a guardarla un po’ distrattamente insieme alla mia Wing-Woman. Risultato finale, tritata in una manciata di giorni. Se non fosse per il finale (lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo) la miglior serie che mi sia capitato di vedere di recente.

Lassù sputavo veleno su quella paraculata di Tredici, ecco “Euphoria” gioca nello stesso campo da gioco, una storia sulla vita degli adolescenti americani di oggi, tra droghe, sesso, le trappole dei social-cosi, bullismo, mascolinità (vera o presunta) tossica e tutte quelle parole che sto continuando a scrivere perché nella serie ci sono, e perché così anche questa vetusta Bara potrebbe correre il rischio di infilarsi in qualche “trend” di ricerca. Nel dubbio fatemi scrivere anche “TETTE” che è una di quelle parole che fanno aumentare il numero di ricerche su Google.

Per fare ammenda del mio uso spregiudicato delle parole, vi metto una foto da spogliatoio maschile.
Torno serio (ci provo dai), “Euphoria” è la HBO che piace a me, quella quasi come ai vecchi tempi, in cui le scene di nudo e gli argomenti adulti, sono al servizio della storia e non un modo facile per attirare l’attenzione, tipo scrivendo TETTE ogni due parole. Era l'ultima, giuro che la smetto.

Creata da Sam Levinson ed ispirata ad una miniserie israeliana, ideata da Ron Leshem, Daphna Levin e Tmira Yardeni, gli otto episodi di “Euphoria” ci portano nella vita spesso parecchio incasinata di alcuni adolescenti americani, ben rappresentati dalle mille dipendenze di Rue Bennett, interpretata da Zendaya, che mi dicono essere anche una cantante abbastanza quotata, ma io la conosco solo per la sua Mary Jane adorabilmente scazzata negli ultimi Spider-Man.

"Ammettilo tigrotto, hai un malessere dentro" (una sorta di quasi-cit.)
Bisogna dire che Zendaya questi ruoli stropicciati li sa davvero interpretare, qui è davvero bravissima nel suo ruolo di Virgilio, nel mondo dei giovani protagonisti, tutti parecchio scombinati, tutti incredibilmente realistici, teneri, esagerati nelle loro reazioni, nei loro amori, e nell’abuso di sostanze, insomma degli adolescenti, sfaccettati e riuscitissimi. Come l’eterea Jules Vaughn (Hunter Schafer, l’episodio sulla sua trasformazione è un mezzo capolavoro) oppure la bella Cassie (Sydney Sweeney, che si gioca anche una citazione a Una vita al massimo, lei che con Tarantino ci ha lavorato davvero), ma anche Katherine "Kat" Hernandez (Barbie Ferreira) che passa da oggetto di scherno a bomba sexy sicura del suo corpo, senza passare dal via. Finirete per affezionarvi a tutti, garantito al limone.

Se riuscite ad indovinare tutti i costumi per la festa di Halloween avete vinto.
L’episodio migliore forse resta il quarto (Shook Ones Pt. II) che inizia con i protagonisti che in tv guardano quel capolavoro di “Qualcuno verrà” (1958), e sembra tutto girato con i lunghi scatti della macchina da presa tipici della regia di Vincente Minnelli.

[Nota del censore: La didascalia in cui Cassidy faceva facile umorismo sul titolo del film di Minnelli, vi è stata gentilmente risparmiata]
Il Luna Park è lo sfondo perfetto per le trame e le sotto trame di tutti i personaggi, che ci cercano e si scontrano tra di loro. Un andamento che è proprio quello di “Euphoria”, una serie ipnotica che anche se ormai hai l’età per essere lo zio di tutti i protagonisti, ti appassiona facendoti venire voglia di dire a tutti: Tieni duro, non fare cazzate, l’adolescenza è una cacca ma ne uscirai vivo.

Avevo un’icona da chiudere, lo faccio subito anche perché è l’unico difetto che ho riscontrato nella prima bellissima stagione di “Euphoria” (già confermata per una seconda). In una serie severa con i suoi protagonisti, il finale fa qualche concessione di troppo al lieto fine, almeno per alcuni di loro (tipo Kat ad esempio). Questo non vuol dire che io tifassi per il massacro finale, tutt’altro, ma penso che le vite degli adolescenti spesso possono essere molto più difficili di così. Posso comprendere la volontà di dare un ruolo un po’ più positivo agli adulti almeno nel finale, ma per tante ragazze e ragazzi a volte la famiglia non è così di sostegno. Confido comunque che HBO ora che ha questa gran serie tra le mani, sappia farla continuare con giudizio, non facciamo la fine di Trediciok?

E Hannah Baker... MUTA!
Commento in breve: Ogni adolescenza coincide con la guerra.
Chi ne ha scritto meglio di me: Qui avete svariati pulsanti da schiacciare, se dovessi aver dimenticato qualcuno, fate un fischio.

1994
Stagione: 3
Dove la trovate: Sky Atlantic

So tonight I'm gonna party like it's 1999 1994 (quasi-cit.)
Ho apprezzato la trilogia composta da 1992 e 1993, più che altro perché per una volta, anche in questo strambo Paese a forma di scarpa, abbiamo provato a riflettere sulla nostra storia recente usando la fiction. Il fatto che Stefano Accorsi si sia preso tutti i meriti dell’idea è diventato un tormentone comico che non commento nemmeno.

Aspettavo l’ultimo capitolo perché il 1994 è stato un anno chiave, malgrado la recitazione di Paolo Pierobon (il suo Silvio Berlusconi non mi convinceva nemmeno in 1993, sembra un’imitazione forzata) la stagione tratta passaggi chiave della storia recente Italiana benino, prima del disastro.

Che bello posso scrivere quello che voglio nella didascalia! Tanto nessuno la leggerà mai!
Il secondo episodio, che racconta le peripezie di Veronica (Miriam Leone, stupenderrima. Che non è una parola, da davanti alla Leone non so che dire) nella sua nuova vita da parlamentare è molto bella. Un modo aggraziato di raccontare cosa vuol dire essere donna nella politica Italiana, e devo dire che fino al quinto episodio, la serie si lascia seguire malgrado qualche forzatura, anzi, l’episodio numero cinque, sembra quasi una versione in piccolo dell’ultimo atto di “Loro” (2018) di Paolo Sorrentino. Io questa frase l’ho scritta per essere un complimento, ma mi rendo conto che con Sorrentino, il giudizio personale sul regista napoletano ha il suo peso, quindi lascio a voi l’ultima parola.

Su “1994” invece concludo dicendo che gli ultimi tre episodi li ho trovati fastidiosi, per via della loro manifesta volontà di buttare tutto in soap opera nel peggiore dei modi, con drammoni esagerati che appesantiscono inutilmente un personaggio riuscito e controverso (oh, stiamo sempre parlando di un leghista eh?) come quello di Pietro Bosco. Guido Caprino per me resta il migliore del mucchio, infatti è un peccato che abbiano voluto concludere l’arco narrativo del suo personaggio nel modo più sbragato possibile.

“Qualche domanda per la Lega?”, “Si, che fine hanno fatto i 49 mili…”, “Colpa dei migranti! E per oggi basta con le domande”
La tentazione di “1994” è quella di allungare le mani oltre l’anno che dovrebbe raccontare, cedendo infatti sbaglia, e il finale sembra pensato per assecondare il super ego di Stefano Accorsi, che riesco ad apprezzare solo quando sparisce nei personaggi, cosa che gli riesce raramente, questo bisogna anche dirlo.

Insomma avrei preferito essere conquistato dalla storia, buttare dentro pezzi come “The day i tried to live” dei Soundgarden e “Nutshell” degli Alice in chains lo apprezzo, ma non mi faccio comprare così facilmente dal tentativo di revival Grunge.

Non capisco che ha avuto un ictus, oppure sta cercando di farsi venire un’altra idea.
Commento in breve: Stefano Accorsi ha avuto un'idea. Però era sbagliata.
Chi ne ha scritto meglio di me: Ehm, qualcuno l'ha vista? No perché a me interesano i pareri degli altri, il mio lo conosco.

28 commenti:

  1. Vado in ordine:
    - PREACHER. Mai letto il fumetto e mai vista la serie. Sorry Capo, so che per te è un pezzo di cuore (il fumetto) ma non sei ancora riuscito a vendermela.
    - BIG MOUTH. Mai sentita ma mi hai incuriosito molto. Col politicamente scorretto ci vado a nozze e ai (finti) moralisti auguro le peggio cose. Provo il recupero inserendo sta serie nel già intasato calendario! (per dire: sto guardando THE IRISHMAN a spezzoni assieme a "BoJack". Sto messo male!)
    - PEAKY BLINDERS. Me l'hanno consigliata cani&porci ma non mi acchiappa per nulla. Non riesco a trovare la giustificazione per iniziarla. Problema mio e so che me ne pentirò tra qualche anno ma ora proprio non la voglio iniziare.
    - EUPHORIA. Vista un pelo fuori tempo massimo dopo che mezzo web era impazzito. Ecco, io faccio parte della metà rimasta neutra. Oh, capiamoci: fatta da Dio, e tutti i ragazzi protagonisti sono uno meglio dell'altro. Un discesa nell'inferno che è la vita di sti ragazzini americani zeppi di ogni peccato disponibile su piazza. Zero moralismi, zero lezioncine, tutto un accumulo di cinismo. Nn mancano i momenti ben fatti e i calci sullo stomaco. Però (perché c'è un però...) è tutto "troppo". E la tossica, e la trans, e la malata di sesso, e i bulli,... Sì, ok ma uno normale no? Capisco che si voglia buttare nel mucchio ogni cosa per mostare il peggio del peggio, ma così credo sia un po' troppo. Si rischia la "banalizzazione" dei problemi, non so se capisci cosa intendo... Concordo sul finale troppo zuccheroso rispetto al massacro della serie. P.S. con commento tecnico: ma che tette c'ha Sydney Sweeney/Cassie? Se mi dici che l'avevi notato in "The Handmaid's Tale" ti pago due casse di quella buona".
    - 1994. Mi aveva già rotto le palle 1992. La seconda (1993) non l'ho mai visto nonostante la presenza di Miriam Leone. Questo la dice lunga!

    E comunque Melo non sa difendere! E ti posso assicurare che sono tutto tranne che rassista...

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    1. Shame! Shame! Shame! Va a leggere “Preacher” e torna a sera! No scherzi a parte, è un capolavoro, punto ;-) “Big Mouth” ti piacerà non ho nessun dubbio, invece per quanto riguarda “The Irishman”, se oggi riesco a non passare la giornata a colpire zombie intenzionati a divorarmi con il machete, magari ne scrivo anche, ho un po’ di post che (causa zombie) mi sono rimasti in canna.

      Non ho trovato un problema di accumulo in “Euphoria”, anzi mi è rimasta sul gozzo quella spolverata di zucchero nel finale, secondo me la realtà è anche peggiore di così, e a dirla tutta “Tredici” era molto più ruffiana a moralista in tal senso. Non tentare di cavarmi commenti sulla mia quasi omonima Cassie, ho già sussultato a vederla vestita come Alabama di “True Romance”, non voglio finire come il maestro Muten con Bulma, non mi ci vedo ad andare in giro con un guscio di tartaruga sulle spalle ;-)

      Non solo non sa difendere, ma non ci prova neppure, con un’affermazione così al massimo possiamo essere accusati di cestismo ;-) Cheers!

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  2. Allora...su Preacher (la serie) doveva arrivare il punto in cui avrebbero dovuto osare, e invece hanno tirato indietro la mano. Ottenendo una via di mezzo che ha finito per scontentare tutti.
    Spero che anche The Boys non faccia la stessa fine.
    Ma non me la prendo piu' di tanto. La cosa bella di avere le opere originali e' che le puoi usare come punto di riferimento sempiterno.
    Comunque vada...ho il fumetto.
    La serie sarebbe stata bella? Tanto meglio.
    Sarebbe stata brutta? Pazienza.
    Ho il MIO Preacher, ed e' tutto quel che mi serve.
    Su Preacher (il fumetto) concordo con Cass. Vale la pena spenderci una settimana della propria esistenza.
    Continuo a considerarla una delle cose piu' belle che abbia letto negli ultimi vent'anni almeno.
    Big Mouth: mio fratello, che bonta' sua le serie riesce a spararsele (le SERIE, eh. Niente doppi sensi!!) molto piu' e meglio di me, e' da mesi che continua a consigliarmela. Dovro' rimediare.
    Su 1994: tutti gli anni nati da un'idea di Stefano Accorsi continuano a lasciarmi perplesso.
    Comunque, parole sante.
    L'adolescenza e' stato un periodo magico e infernale allo stesso tempo.
    Alle volte mi chiedo come ho fatto a sopravvivere.
    Perche' qualcuno, poveraccio, non ce l'ha fatta a venirne fuori.
    E' molto importante avere qualcuno che ti dica che ci e' passato pure lui, e che finira' come e' finita con lui.
    O almeno arrivarci a capirlo da solo, in qualche modo. Anche se e' difficile.
    E' difficile trovare da soli un punto fermo quando dentro di te e' tutto un casino pazzesco. Arrivi davvero a temere di non avere via d'uscita.

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    1. Sento puzza di guai, perché almeno “Preacher” ci ha provato, “The Boys” è partita già più cauta.
      Big Mouth ha episodi che durano poco (per me ‘ste serie hanno quasi sempre troppo minutaggio, benvenuto “The Mandalorian” in tal senso) quindi si può vedere agevolmente, e poi è uno spasso ;-)

      Euphoria e Big Mouth parlano dello stesso tema, in modo opposto ma in maniera efficace in entrambi i casi. Cheers!

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    2. Allungano troppo il brodo, certe volte.
      Con la scusa che di fatto sono film che si allungano per un'intera stagione.
      Tipo Bojack.
      Mi e' piaciuta molto. Ma sarei un bugiardo se non ti dicessi che in parecchi punti l'ho trovata veramente pesantissima.
      Ma roba che facevi proprio fatica a vederla.

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    3. Con BoJack non mi è capitato, ma con altre sì. A volte una storia esaurisce la spinta propulsiva (passami il termine ardito) ed andrebbe solo conclusa, solo che se ormai la serie è diventata un nome che il pubblico conosce, a quel punto chiudere e ricominciare non è allettante per il reparto vendite. Cheers!

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    1. Si, anche per il post, come al solito mi ripromette di essere breve e poi, vabbè si vedono i risultati ;-) Cheers

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  4. Fino ad oggi solo le persone che più disprezzo dal vivo avevano consigliato Peaky Comesichiama, quindi stavo tranquillo. Ora che scopro (o ricordo) che la consigli pure tu è un dramma, perché non ho alcuna voglia di vederla ma sono curioso :-P
    Il problema che indichi con Preacher l'ho ritrovato nelle novelization. I bravi autori transmediali come Steve Perry ti fanno dimenticare che stai leggendo qualcosa tratto da un altro medium, quelli pessimi - come sua figlia S.D. Perry - generano invece il fenomeno che citi: la sensazione di star gustando il medium sbagliato.
    Tutti i romanzi alieni di S.D. sono tratti da fumetti, con lei che si apre l'albo e racconta a testo le vignette: una lettura pessima. Come dici tu, ci sono scene che stanno lì solo perché sono nel fumetto ma del tutto prive di carica emotiva. Ogni medium ha il suo linguaggio, limitarsi a convertire una storia (senza reinterretarla) funziona poco.

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    1. A questo punto mi diventa difficile consigliarla, ma la seconda stagione è una bomba, mi è andata bene che le prime tre, le ho viste una via l’altra.
      Esatto hai fatto un ottimo esempio, qui mi sono mancata proprio le pagine da sfogliare, ma anche lo spessore di quei momenti, il loro peso specifico nella storia, pensare che “Preacher” era iniziata bene provando a re interpretare, poi niente, copia sbiadita. Vabbè, una scusa per rileggermi il fumetto ;-) Cheers!

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  5. Come serie TV attualmente stiamo finendo Legends of Tomorrow, poi ho visto la prima puntata di The Mandalorian (tanta roba!) e vorrei proseguire con quella... più che altro ci siamo buttati sulle "fiction" RAI, vedi Pezzi unici o I Medici, ormai siamo anziani :D

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    1. Passo le giornate a pensare «Uff! Ma perché oggi non esce il nuovo episodio di “The Mandalorian”» (storia vera). Per inciso lo aggiungo, questa Bara vola sopra l’Olanda da settimane eh? :-P Io sono indietrissimo, devo vedere “Watchmen”, “Unbelievable” e almeno un altro paio che mi sono segnato. Qui a casa Cassidy invece oltre ai Mandaloriani impazza “Insatiable” in questo momento. Cheers!

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  6. Euphoria splendida, sfido chiunque a non innamorarsi di Jules.
    Big Mouth mi sono un po' arenato a metà della seconda stagione, per il ripetersi di alcune dinamiche, ma conto di recuperarla.
    Preacher non mi piace, ma sono arrivato fino alla fine della terza, giusto perché anch'io sono fan del fumetto, ma non so se e quando vedrò la quarta.
    Peaky mai vista, ma è tanto che vorrei approcciarla, prima o poi lo farò.

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    1. L’episodio sulla sua trasformazione è un mezzo capolavoro, personaggio incredibile.
      Non mollare perché “Big Mouth” resta meritevole, “Preacher” invece puoi mollarla a questo punto meglio tenersi stretto il fumetto, sui “Fooooky Peaky Blooonders” aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  7. Wow, quante serie tv, c'è da perdersi ^_^

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    1. Stare dietro a tutte é un mestiere quasi. Cheers!

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  8. Come sai Euphoria mi é piaciuta da morire, pazzesca la trama e anche regia e fotografia. Zendaya più bella che mai, ma anche Jules personaggione!

    Di 1994 mi mancano due episodi, mi sta piacendo abbastanza..

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    1. Lo so, per ora Euphoria é la serie più bella tra quelle che ho visto di recente, Jules buca lo schermo. Fammi sapere la tua su 1994, che sono curioso! Cheers

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  9. Euphoria già messa in conto, assolutamente.
    Big Mouth sono un po' fermo, ma ho amato tanto la prima stagione, come anche la seconda. E hai ragione, non è scontato: non tanto come serie in sé (non è scontata), ma come prodotto... insomma, il tema non è semplice da gestire per mille motivi, anche etici.
    Sticazzi, bravi.

    Preacher: vidi i primi episodi, capii come sarebbe andata, e infatti.
    Come te, leggo il fumetto una volta l'anno, me ne frego di una riduzione in salsa telefilm.

    Moz-

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    1. Infatti é finita nel modo peggiore, a differenza di Big Mouth che invece dice cose intelligenti, nel modo più volgare (e divertente) possibile, con la testa più sulle spalle di molti che vogliono fare i seri a tutti i costi. Cheers!

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    2. Spero non si perda, Big Mouth, come poi purtroppo succede a tutte le serie analoghe...

      Moz-

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    3. Alla fine della terza stagione è ancora bella in forma per nostra fortuna ;-) Cheers

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  10. Tredici però la prima stagione che colpo al cuore, Euphoria anche, ma non a quel livello per me, comunque gran bella serie, come spero sia 1994 ;)

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    1. La prima stagione di Tredici aveva delle cose da dire, ma già tendeva verso il melodramma, Euphoria per me è migliore. Cheers!

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  11. Mi stupisce che ancora non hai visto Watchmen che è davvero stupenda (direi quasi un capolavoro), per il resto mi incuriosisce molto Euphoria, Peaky Blinders l'ho mollato alla prima, non mi ha mai entusiasmato.

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    1. Stupefacente fino ad un certo punto, non vado pazzo per Damon “Cioccolatino” Lindeloef quindi non ho fretta, poi nel frattempo ho affrontato nuovamente il “Watchmen” di Snyder (versione Ultimate… gulp!) quindi vorrei prima scrivere di quello e poi mi butterò sulla serie tv ;-) Cheers

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  12. 57 canali e io non riesco a star dietro a tutto!
    Infatti mi hai ricordato che ho ancora un 1994 da spararmi (ma la mia memoria non efficiente si è già dimenticata cosa succedeva negli anni precedenti, devo cercare un riassunto!) e due intere stagioni di Preacher, che avevo tenuto duro fino alla seconda, ma ai primi episodi della terza continuavo ad addormentarmi e ho mollato il colpo. Ma l'impegno con il giovine che amava tutto, era di recuperare!

    Il resto già sai, condivido lo scontento per quel finale di Euphoria che secondo me è stato trasformato frettolosamente per il rinnovo (tra l'altro, altro momento musical fenomenale!), mentre chiedo "anomalia bipede che risponde al nome di Cillian Murphy", in senso positivo, vero? Che io c'ho una cotta per lui dai tempi di 28 giorni dopo.

    Grazie per i tanti clienti che mi hai portato, la correzione essendo dalle parti di Bassano del Grappa è d'obbligo ;)

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    1. Sei una sicurezza, posso sempre contare su di te, anche per la grappa ;-)
      Sto affogando anche io, ho ancora “Watchmen” e “Unbelievable” che mi aspettano, e più vado avanti più spuntano serie tv, altro che 57 canali!

      Vero momento musicale ottimo, ma sposo la tua analisi, è arrivata la notizia del rinnovo e hanno deciso di addolcire il colpo, spero che abbiano un piano per la seconda stagione, sarebbe un peccato perdersi dopo un esordio così.

      Assolutamente positivo, questa Bara ama i “devianti” e Cillian Murphy è da sempre uno dei preferiti di casa Cassidy perché è il sindaco di Cillianopoli, abitanti uno, lui. In “28 giorni dopo” era pauroso, passava dal sopravvissuto alla bestia feroce recitando tutte le emozioni necessarie, dove l’ho trovato monumentale è stato in “Breakfast on Pluto”, la sua Kitten è uno di quei personaggi che non si dimenticano. Cheers!

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