martedì 19 novembre 2019

Zombieland - Doppio colpo (2019): Manuale per sopravvivere ai seguiti

Sono passati alcuni giorni dal commento di Zombieland, malgrado il fatto che abbiate ormai una vasta selezione di blog a tema cinematografico tra cui scegliere, mi fa piacere ritrovarvi su questa Bara Volante, quindi bentornati a Zombieland!

Da queste parti non abbiamo un’infinita di regole come Columbus, essenzialmente una sola, come mi piace chiamarla, la regola aurea dei seguiti. A ben guardare “Zombieland - Doppio colpo” la segue alla perfezione, con una fedeltà tale da renderlo un vero e proprio manuale per sopravvivere ai seguiti.

Per chi si fosse perso i capitoli precedenti lasciatemi riassumere, la regola aurea dei seguiti è quella che prevede che ogni seguito cinematografico, sia uguale al primo capitolo, ma abbia più di tutto. Sarà un caso che questo secondo “Zombieland” citi ripetutamente Terminator 2? Uno dei titolo che ha contribuito a postulare la regola aurea dei seguiti.

Ai moschettieri di Dumas ci sono voluti vent'anni, per loro solo dieci.
“Zombieland - Double Tap” si riassume facilmente così: Come Zombieland, ma di più!
Ricordato la “Zombie kill of the week” (doppiato in “zombie secco della settimana”)? Bene qui diventa la “Zombie kill of the year”. Vi divertiva vedere Columbus in difficoltà con l’altra metà del cielo? Qui ha ben due ragazze per le mani. Era tutta da ridere la battuta su Bill Murray e Garfield? Aspettate dopo i titoli di coda e vedrete una versione estata di quella stessa gag. A ben guardare in una porzione di film (abbastanza allunga brodo) persino Tallahassee e Columbus raddoppiano con dei sosia interpretati da Luke Wilson e Thomas Middleditch, ed ora che ci penso, Abigail Breslin è alta il doppio rispetto al 2009. L’applicazione della regola aurea dei seguiti, uguale ma di più!

“Avete capito come funziona la regola aurea dei seguiti? Domande? Bene, possiamo andare ad ammazzare qualche zombie”
Il risultato è che “Zombieland - Doppio colpo” funziona nuovamente alla perfezione, i suoi 96 minuti filano via belli lisci tra battute divertenti, attori in palla e una storia che non inventa nulla, ma ripete esattamente quanto già visto nel film precedente, con il doppio del budget, aumentando anche il numero di zombie in circolazione. L’unico pegno da pagare era giustificare i dieci anni tra un capitolo e l’altro, problema che gli sceneggiatori Rhett Reese, Paul Wernick (gli stessi del primo capitolo, ma anche dei due Deadpool) risolvono brillantemente nella scena iniziale, un’ideale sigla a rallentatore sulle note di un altro pezzo dei Metallica come nel primo film, ma questa volta tocca a “Master of Puppets”.

"Ma quello laggiù è Lars Ulrich?", "Sparagli prima che ci faccia pagare i diritti musicali!"
In dieci anni gli zombie si sono evoluti in tre categorie, anzi quattro a ben guardare: gli stupidissimi Homer, i più intelligenti Hawking (come Stephen), gli imprendibili e letali Ninja, e gli inarrestabili T-800. Verrebbe da chiedersi come mai di tutti questi, nella storia vengano utilizzati per davvero solo gli ultimi, ma fin dal primo capitolo era chiaro che a “Zombieland” di contribuire all’iconografia dei morti viventi, interessa davvero poco.

I nostri protagonisti in cerca di una casa hanno pensato bene di occupare quella tutta bianca al 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington. Tra le mille trovate divertenti in essa contenuta, quella che ho trovato più sfiziosa, resta la carta dei diritti firmata dal presidente Wesley Snipes, tra questo, i canestri e i palloni da basket che riempiono la Casa Bianca, impossibile (per me) non notare che Woody Harrelson si sia ricordato dei vecchi amici.

"Fate un nuovo Presidente..." (Cit.)
Siccome “Zombieland” è fondamentalmente una commedia indipendente con il tema della famiglia nel cuore, l’azione riparte per lo stesso motivo, Little Rock è cresciuta e come tutte le adolescenti avere un padre adottivo come Tallahassee può risultare soffocante. Wichita invece trova l’idea di matrimonio con Columbus un guinzaglio troppo stretto.

Ed è qui che nella vita di Columbus arriva la bionda (tinta) Madison (Zoey Deutch, figlia dall'attrice Lea Thompson e dal regista Howard Deutch. Sbaglio oppure i figli d’arte stanno conquistando Hollywood?) una “Bimbos” per dirla come i nostri cugini Yankee, insopportabile e al tempo stesso fonte di gag. Il personaggio in se è ben più che sospetto, con quel suo continuamente fare domande sulle “regole” di Columbus, ma evidentemente gli autori la volevano nella storia solo come alleggerimento comico in grado di portare un po’ di Guacamole tra Columbus e Wichita, missione compiuta, ma non aspettatevi nulla di più da questa nuova arrivata.

Cassidy non fare battute sui biondi, non fare battute sui biondi!
Ben più interessante, anche se caratterizzata ancora meno (e anche peggio) il personaggio di Nevada, già perché Tallahassee ha sostituito la sua ossessione per i Twinkie, con Elvis e una visita alla mitologica Graceland, quindi un'altra “Elvis maniaca” come Nevada fa subito al caso suo. Per fortuna ad interpretarla è quella santa donna di Rosario Dawson, che regala carisma ad un personaggio altrimenti piattissimo. Grazie Rosario sei una sicurezza!

Mai avrei pensato in vita mia, di trovare sexy qualcuno di nome Rosario.
Si perché nel tentativo di ritrovare Little Rock fuggita con un idiotissimo figlio dei fiori alla volta di Graceland, i nostri protagonisti si rimettono in strada (su uno scassatissimo Minivan, per la gioia di Tallahassee), ma la loro ricerca li porterà fino ad un'altra comunità, dove andrà in scena la versione in grande del finale al Luna Park del primo film. Regola aurea dei seguiti sempre in azione.

Dopo il suo esordio fulminante nel 2009, la carriera di Ruben Fleischer non è andata proprio come avrebbe potuto, “30 Minutes or Less” (2011) sempre con Jesse Eisenberg era divertente ma dimenticabile, infatti lo abbiamo visto in dodici. “Gangster Squad” (2013) con Emma Stone invece, ha messo fine ai sogni di gloria di Fleischer, che ha dovuto ripiegare su un film come Venom, benedetto da incassi molto superiori alla qualità stessa della pellicola.

“A me tocca pure recitarci nel prossimo Venom”, “Capito, te ne verso uno doppio”.
Per Fleischer questo “Zombieland - Double Tap” è un porto sicuro in cui rifugiarsi, la cosa davvero incredibile è che un film così studiato a tavolino, così lucido nell’applicare la “Regola aurea dei seguiti” ad ogni elemento della trama, riesce a risultare anche così spassoso. È chiaro come il sole che non inventi nulla di nuovo (è lo stesso film di dieci anni fa) però la regia è ben fatta, le scene d’azione, sono circa tre sequenze lunghe ben coreografate alternate a dialoghi che vanno dal banale al molto divertente a seconda dei casi. Poi ancora una volta ci pensa un cast parecchio in forma – e anche molto affiatato – a tenere ancora una volta su la baracca.

Jesse Eisenberg non ha mai smesso di interpretare Columbus, lo fa da tutta una carriera e dopo gli alti e bassi dei suoi ultimi film, è quello a più agio di tutti, anche perché a guardarlo non sembra passato un giorno dal 2009.

Emma Stone mi ha strappato una risata sulla battuta del Velociraptor, ma sarà perché sono sempre sensibile al tema dei dinosauri. Qui fa la parte della grande attrice che resta umile ricordando le sue origini, una prova che conferma la mia idea su di lei, ha un solo ruolo che le riesce molto bene: l’acidella sarcastica e se mi è concesso, anche un po’ stronza. Molto meglio così che quando le chiedono di fare la parte della fidanzatina d’America. Tranquilli, è solo il mio parere, quando si tratta di Emma Pietra divento come Tallahassee con i pacifisti, due minuti e poi mi passa, faccio un po’ di casino ma poi è tutto finito.

“Sbaglio oppure Cassidy ha quasi parlato bene di me?”, “Non so, non è chiaro, tu fagli di nuovo il Velociraptor”
Abigail “la bambina di Little Miss Sunshine” Breslin, ormai con il tempo (e la serie Scream Queens) è diventa Abigail “ma quella è la bambina di Little Miss Sunshine!” Breslin. I tempi comici non le mancano ma in questo film fa ancora un po’ troppo da tappezzeria, tranne in una scena, in cui guardandola mi sono ritrovato in stato di semi estasi mistica a pronunciare «Powell» (storia vera). Perché qui la vediamo rifare LA SCENA del sergente Al Powell di Trappola di cristallo, non so quanto sia voluta la citazione, ma per me tanto basta.

Anche questa vale come citazione a Terminator 2.
Il titolo i MVP come al solito va a Woody Harrelson, il suo Tallahassee resta il vero mattatore, con i suoi legami di sangue (veri oppure solo millantanti) con i nativi americani e la fissazione per Elvis Presley, si avvicina ulteriormente ad Ash Williams e Jack Burton, o per lo meno agli attori che li interpretavano, visto che entrambi, in occasioni diverse, hanno potuto regalarci la loro versione del Re del Rock.

Elvis Woody has left the building.
Sarà che poi qui è alle prese con alcuni figli dei fiori, ma la deriva Repubblicana presa da Tallahassee mi ha fatto parecchio ridere, oddio non che nel primo film non fosse in fissa con le sue armi, però Harrelson (Democratico convinto) qui spinge l’acceleratore su questo dettaglio del personaggio regalandoci una parodia tutta da ridere, resa possibile da un personaggio talmente sopra le righe da risultare ancora una volta il migliore del lotto.

A proposito di trovate sopra le righe, ma che problemi hanno gli americani con la torre di Pisa? Qui la vediamo protagonista di una della “Zombie kill”, era dai tempi di Superman III che non vedono una scena tanto esagerata con protagonista la celebre torre, anche perché a livello di rappresentazione dei Pisani, siamo proprio da quelle parti. Un giorno scopriremo che esiste una potente lobby di sceneggiatori Livornesi ad Hollywood.

Ci sono “frasi maschie” che non invecchiano mai.
“Zombieland - Doppio colpo” è uno dei pochi film del 2019 che ho visto di recente, che dura 96 minuti (di cui 5 di titoli di coda con ospite, quindi durata perfetta), in qualche passaggio gira a vuoto ed è ancora un film che si regge sul carisma dei singoli interpreti. Però ha anche un Monster Truck, e un finale che strizza l’occhio a L’armata delle tenebre, non inventa niente, ma proprio niente, eppure fila via che è una meraviglia e d’ora in poi sarà usato come esempio per spiegare a chiunque come funziona la regola aurea dei seguiti. Inoltre non so voi, ma io sarei pronto a vedere uno “Zombieland - Triplo colpo” che so? Domani mattina? Vediamo di non far passare altri dieci anni ok?

24 commenti:

  1. Il primo non sono riuscito a commentarlo per "cause di forza maggiore"... Questo mi sarebbe piaciuto guardarlo in sala perché uno dei punti di forza del primo capitolo era l'affiatamento del cast. Oltre al ritmo forsennato. E se a tutto aggiungiamo qualche scena divertente, il film è praticamente fatto.

    Se questo mi conferma i punti forti e amplia a dismisura le gag del capostipite ("Uguale ma di più!"), allora siamo a cavallo e mi sento di premiarlo dandogli 7€. Peccato che sempre per "cause di forza maggiore" me lo vedrò, con calma, dal divano di casa.

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    1. Tranne per Woody che è sempre in “zona magica”, temevo il cast rimesso insieme senza voglia, invece sono ancora tutti affiatati e con voglia di divertirsi, entrambi i capitoli hanno trovato attori e regista nel momento propizio. Cheers!

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  2. Confermi la mia voglia di vederlo. E pensare che ci sono ancora molti che ignorano l'esistenza del primo capitolo.

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    1. Vero, strano titolo, idolatrato oppure ignorato, ma i tempi sono questi, consumiamo tutti in preda allo stramaledetto aaaaaaaiiiiiiiiippppp (anche noto come “hype” presso i giovani). Cheers!

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  3. andrò a vederlo-


    ho visto il trailer di "manuale scout per la soppravivenza zombie " ù

    tu l'hai visto? voto?

    grazie

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    1. Voto non lo so, non so dare i voti ai film. Quello è un titolo che avevo da commentare ma è scivolato via. Diciamo che ricorda un po’ “Zombieland” per via dei protagonisti sfigati, ma si gioca molte più battutacce volgarotte (tante di più) alcune oggettivamente tutte da ridere, altre da seconda elementare. Il momento “Britney Spears” mi ha fatto spaccare dal ridere, non dura molto il film è comunque fa ridere, mi pare si trovi su Netflix se non ricordo male. Non allaccia nemmeno le scarpe a “Zombieland”, però dovessi scommettere penso che potrebbe piacerti ;-) Cheers!

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  4. Dopo che mi ha venduto zombieland (ancora rido per il cammeo di bill murray), questo vado subito.
    Con la stone, meriterebbe una bara quel pasticiaccio di maniac...

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    1. Cary Fukunaga ha la sfiga nel cuore, anche lui sta diventando più famoso per i progetti mancati. “Maniac” mi puzzava lontano chilometri e non ci ho voluto perdere nemmeno un minuto. Più probabile che i “Maniac” che vedrai qui sulla Bara sono il film di Lustig e il suo remake con Frodo, quelli prima o poi vorrei affrontarli perché mi piacciono entrambi. Cheers!

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  5. Mi ripeto, ma ho letto solo l'intro perché conto di gustarmi i due film quanto prima: visto che si cita T2, di nuovo... I'll be back :-P

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    1. Sono curioso del tuo parere dopo la doppietta, anzi dopo il doppio colpo ;-) Cheers

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  6. Ho letto un po' qui e un po' lì, e sono contento che non ti abbia dispiaciuto così tanto, vado tranquillo allora ;)

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    1. Con la regola aurea dei seguiti raramente si sbaglia, vai tranquillo ;-) Cheers

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  7. Visto ieri sera: confermo in tutto l'impressione!

    Bel seguito che rafforza e non sminuisce il primo capitolo.
    Leggevo che un terzo vorrebbero farlo, ma forse tra altri 10 anni: ecco, ma anche no... se lo facessero prima sarebbe meglio :p

    Il manuale scout citato sopra non l'ho mai sentito e non lo trovo su netflix, ma su netflix si trova la serie daybreak per restare in tema zombieland:
    Dicevo l'altra sera ad una cena con amici che credevo avessero applicato il solito "algoritmo" che ha partorito house of cards, ovvero che notando la presa di zombieland e dei due deadpool avessero cercato di fonderli assieme con hunger game / quell'altra saga simile che hanno interrotto ad un film dalla fine.
    Ora scopro che zombieland e deadpool condividono gli sceneggiatori e la cosa in effetti non mi stupisce!

    Comunque daybreak su fa guardare, ma merita soprattutto per le prime puntate, poi il protagonista fa un po' la figura del tonno.

    Tornando a double tap, secondo me l'assenza di doppiezza nel personaggio di madison, così come nella sede di babylon (quel trampolino notato fin dall'inizio pensavo fosse una sorta di punizione - tipo l'asse per i pirati - oppure facesse parte di un rituale di suicidio), penso sia voluta:
    Se il film è uguale ma di più, forse anche noi spettatori siamo uguali ma di più e ci aspettiamo sempre soluzioni diverse da quelle piu dirette e banali, quindi la vera sorpresa e colpo di scena sta nell'assenza di qualsivoglia "seconda natura" di personaggi, luoghi o situazioni.

    Nathan

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    1. Riuscissero a farne una cifra stilistica, uno “Zombieland” ogni dieci anni potrebbe anche avere degli spunti, però non credo abbiano queste intenzioni e poi Woody e Bill Murray non ringiovaniscono ;-) Mi sembrava sospetta Madison, ad un certo punto ho pensato che la sua posa da bionda svampita fosse un trucco, invece mi sa che è più un problema mia che del personaggio, hai riassunto bene ;-)

      Allora “Manuale Scout” era su Netflix tempo fa, anche io sto guardando “Daybreak” (con calma, piano, alternando altro) sembra la nipote giovane di “Zombieland” con dentro un po’ di “Scott Pilgrim vs. the world”, mi sta piacendo, ma sono arrivato solo a tre puntate. Si vede che è tratta da un fumetto. Cheers!

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  8. A me dal trailer mi aveva detto poco, anche se avevo adorato il primo capitolo.
    Se mi dici così mi fai venire voglia di vederlo. :-P

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    1. Non ti saprei dire, non l’ho visto, ma posso immaginare perché non funzionasse, troppo simile al primo ma dieci anni dopo. Fai così gettati sul film, non inventa nulla ma fa il suo dovere. Cheers!

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  9. La battuta sulla potente lobby di sceneggiatori Livornesi ad Hollywood meriterebbe da sola la lettura dell'intero post.
    P.s
    Novità sul mio blog.

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    1. Mille grazie ;-) Questo è il secondo film dove trovo tracci della Lobby Livornese, un giorno quando troverete la Bara Volante trasformata in un sito di ricette tipiche Livornesi saprete il perché ;-) Passo a trovarti! Cheers

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  10. Ma il protagonista ha fatto un patto col diavolo per non invecchiare ( il doppiatore italiano invece si sente che è inecchiato...)?
    Almeno in questo capitolo c'e la voglia di diversificare gli zombi , per una volta.
    Cmq gli autori hanno detto che se andrà bene non dovremo aspettare 10 anni per vedere il seguito ( anche perché , per mettersi a fare questo cap.2 dopo ani , è perché hanno capito che senza Zombiland non c'è trippa per gatti , per loro)

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    1. Si lo hanno capito, e poi la Sony è in cerca di titoli buoni e vendibili. Non so che dieta utilizzi Jesse, credo sia il vantaggio dei giovani vecchi come lui, invecchiando restano identici ;-) Cheers

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  11. Penso che lo andrò a vedere Sabato, non avevo molte aspettative, ma il fatto che ti sia piaciuto mi fa ben sperare

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    1. Vai tranquillo, non è tutto giusto ma molto lo è, non mi aspettavo niente invece mi sono divertito, aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  12. visto ieri.


    iesse eisenberg non è invecchiato di un giorno
    gli altri sì.

    che dire : zombiland del 2009 voto 9



    la cosa migliore del film è lo scontro tr

    zombiland di 10 anni dopo voto 7.



    attenzione SPOILER :

    la cosa migliore del film è indubbiamente lo scontro fra columbus e talssee e i due sosia.
    e ovviamnete il tormentone del MINI VAN!!!

    che dire ; fermatevi qui e non fate un terzo.

    grazie

    rdm

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    1. La parte con i due sosia l’ho trovata un po’ allunga brodo, ma in generale è un seguito che intrattiene senza inventarsi molto, comunque meglio di parecchia altra roba in giro, direi che il tuo voto ci sta tutto ;-) Cheers!

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