martedì 26 novembre 2019

Il Triello - il buono, il brutto, il discreto: Gemini Man, La famiglia Addams e Yesterday

Visto che avete gradito il formato inventato da Quinto Moro, ho deciso di usare anche io il Triello per parlarvi di tre film del 2019, uno buono, uno decente ed un altro decisamente brutto. Se volete potete leggere tutto facendo lo sguardo da Clint Eastwood.
IL BUONO
La famiglia Addams (2019)
"Guarda querida, una Bara Volante, non trovi che sia romantica?"
Guardate un po’ lassù il nome del blog? Secondo voi ad uno che ha un blog con un nome così, potrà mai piacere la famiglia Addams? Certo che sì! Da appassionato di fumetti ho sempre amato le strisce (come direbbe Lapo Elkann), quella creata da Charles Addams è un vero classico, perché sapeva  guardare con umorismo nerissimo al classico “American way of life”, però come avrebbe potuto fare qualunque appassionato di robe horror e macabre, con un particolare talento per il disegno e le battute fulminanti.

Il New Jersey è una palude nebbiosa e anche un po’ lugubre, Addams viveva e lavorava nel Jersey e i personaggi che ci ha regalato, sono tutti vagamente ispirati alla sua famiglia, altro motivo per cui lo sento molto vicino a me, vi dico solo che nell’albero genealogico dei Cassidy, abbiamo uno zio Fester, identico, lampadina compresa (storia vera).

Ogni famiglia ha uno zio Fester (anche se magari non lo sa).
A riportare la famiglia Addams al cinema ci pensano Greg Tiernan e Conrad Vernon, che sono i due matti che ci hanno regalato quella follia di Sausage Party, insomma due che ti aspetti si comportino come guastatori mandati dietro le linee nemiche con il coltello tra i denti e la missione di sabotare l’animazione per bambini, come un tempo faceva Mercoledì Addams con il campo Chippewa. Anche se al netto dei risultati tutta questa anarchia manca anche un po'.

Anche se il cugino Itt doppiato da Snoop Dogg resta una trovata bella matta.
Fin dai primi minuti del film è chiaro l’amore di Greg Tiernan e Conrad Vernon per i personaggi creati da Charles Addams, infatti l’inizio del film vede i novelli sposini Gomes (Oscar Isaac, da noi invece il solito Pino Insegno) e Morticia (Charlize Theron e Virginia Raffaele, due che il personaggio potrebbero anche interpretarlo oltre che doppiarlo) sono in fuga non d’amore, ma degli umani che li cacciano con torce e forconi, dove possono andare a rifugiarsi i mostri? Facile, nel New Jersey!

L’antefatto del film è una specie di racconto delle origini dei personaggi e della loro celebre e spettrale casa, il tutto prima che Lurch e Mano si mettano a suonare all’organo la celebre sigla (con schiocco ritmato delle dita) che fa parte del mito della famiglia Addams.

"Makeover America great again!"
L’animazione è accurata e tiene conto dell’aspetto dei personaggi, proprio come li disegnava Charles Addams, con Gomez tracagnotto e di certo non slanciato come il compianto Raul Julia. Ma in generale il film è fedelissimo a tutta l’iconografia degli Addams, ad esempio Mano è libera (o libero? Mai capito) di muoversi come faceva nei film di Barry Sonnenfeld, e proprio come nel secondo capitolo del 1993, Mercoledì Addams si prende il palcoscenico, perché Greg Tiernan e Conrad Vernon fanno gli scemi ma non sono stupidi, lo sanno che Mercoledì ancora oggi è un generatore continuo di Meme su Internet, quindi la sua popolarità va cavalcata.

Ma a ben guardare ci sono anche numerose strizzate d’occhio alla serie in bianco e nero degli anni ’60, basta dire che il film termina con i protagonista in posa tipo foto di famiglia, a schioccare le dita a ritmo di musica, proprio come facevano Carolyn Jones, John Astin e tutti gli altri nella sigla della vecchia serie.

Tanto lo so che nella vostra mente risuona solo questa.
La trama è semplice ma chiarissima, e a ben guardare parecchio calata nella nostra (stramba) quotidianità: Margaux Needler con il suo ciuffone di capelli alla “The Donald” è la presentatrice di un reality show, uno di quelli dove vecchie case vengono rifatte da nuovo come se restaurare casa fosse uno spasso (fatelo, poi ne riparliamo), il suo piano è quello di allargare a macchia d’olio la colorata e puccettosa cittadina di Assimilation (nomen omen) in cui tutto e tutti sono allineati, monitorati e indossano colori pastello, tutti, tranne gli Addams!

Il problema di scontrarsi con un mondo che ti vede come uno stramboide, è ben rappresentato dalla giovane Mercoledì (Chloë Grace Moretz) e la sua nuova scuola, si sa che l’adolescenza è un casino per tutti ed ognuno la affronta a suo modo, la nostra Mercoledì lo fa instaurando un amicizia con la figlia ribelle di Margaux, Parker Needler e soprattutto citando il Rorschach di Watchmen, quando le compagne più popolari le rompono le balle: «Non sono io rinchiusa qui con voi, siete voi rinchiusi qui con me».

Citazioni, le state facendo bene.
Insomma questa nuova incarnazione animata della famiglia Addams è un film spiritoso, ha il gusto per la citazione, per l’umorismo nero ed è in linea con l’iconografia dei personaggi. Difetti? Una certa spolverata di saccarosio sul finale, che conclude un po’ tutto a taralucci e vino, ma considerando il target di riferimento del film ci può anche stare. Non raggiunge lo spasso dei vecchi film di Barry Sonnenfeld, ma per quelli avremo tempo di parlarne, voglio molto bene ai due film degli anni ’90 e penso che non possano proprio mancare su questa Bara Volante.

IL DISCRETO
Yesterday (2019)
Eppure io la copertina di "Abbey Road" la ricordavo diversa.
"Un viaggiatore del tempo, amante di Beethoven, torna indietro nel tempo per conoscere il suo idolo. Lo cerca ovunque, [...] ma non riesce a trovarlo. Fortunatamente aveva portato con se tutti gli spartiti da far autografare e, non potendo sopportare un'esistenza senza la musica di Beethoven, trascrive i brani e li fa pubblicare, diventando esso stesso Beethoven. La domanda è: da dove viene la Quinta di Beethoven?".

Era così che il Dottore di Peter “Twelve” Capaldi ci spiegava il famigerato “bootstrap paradox” nell’episodio Before the flood. Che poi è proprio quello a cui ho pensato io, non appena ho scoperto che Danny Boyle era il regista di “Yesterday”, la storia di un ragazzo di origini indiane (perché il vecchio Danny da “The Millionaire” del 2008 non è più stato lo stesso) si risveglia dopo una brutta botta in un mondo dove nessuno ricorda i Beatles, tranne lui.

“Un gruppo musicale chiamato scarafaggi? Che idea stupida”
Himesh Patel interpreta Jack Malik, un giovane e spiantato musicista che non riesce a sfondare nel mondo della musica malgrado i vari tentativi, la sua unica vera fan è Ellie Appleton (la lanciatissima Lily James) che copre anche un po’ il ruolo di manager nonché di interesse amoroso, perché la parte sbaciucchiosa della trama richiede il suo tributo di sangue (o di baci, fate voi).

La forza di un film così è tutta nel suo soggetto, infatti Danny Boyle sfrutta tutte le situazioni divertenti che l’idea di un mondo senza i Beatles possono generare, ad esempio, non sono mai esistiti gli Oasis, il che forse non sarebbe stata tutta questa gran perdita. Si, mi piacciono i Pearl Jam e mi sto togliendo un sasso dalla scarpa.

"Salve, sono Ed Sheeran e vi annuncio il paragrafo dedicato a Ed Sheeran"
Il film è molto concentrato sulla sotto trama amorosa ma per assurdo l’elemento più divertente è rappresentato dall’entrata in scena dell’onnipresente Ed Sheeran nei panni di se stesso. Uno che prima cerca di collaborare con Jack per lanciare la sua carriera – e del rosso cantante l’idea di trasformare “Hey Jude” in “Hey Dude” vabbè, non tutti i paradossi escono con il buco – e poi di fatto finisce per paragonarsi ad Antonio Salieri davanti al nuovo Mozart della musica pop, uno che sforna canzoni geniali fatte e finite, in pochissimi minuti.

“Yesterday” ha proprio nella musiche dei Beatles, anzi, nel mito attorno alle musiche dei quattro di Liverpool, tutta la sua forza, è un film che potrebbe far più ridere di così e troppe volte scade nel banalotto e nel vagamente caramelloso (Jack ad un certo punto sente il dovere di fare visita ad uno, potete facilmente immaginare chi, ma vi dico subito che non è Ed Sheeran). Molto più interessante la sotto trama dei due tizi che seguono Jack, cercando di attirare la sua attenzione sventolando un piccolo sottomarino giallo, non sarà la porzione più interessante del film, ma per un fanatico delle storie a spasso nel tempo e dei paradossi alla Doctor Who come me si, e devo dire che la soluzione del mistero (così volutamente anti climatica) mi è anche piaciuta.

“Help” cantata sul tetto dal protagonista, come un vero grido d’aiuto, la scena migliore del film.
Insomma “Yesterday” è un diligente lavoro su commissione per quel vecchio punk di Manchester di Danny Doyle, addolcito dagli anni ma con un cuore che batte sempre per la musica, se amate i Beatles poi, dovreste vederlo beh, ieri.

IL BRUTTO
Gemini Man (2019)
"Sono vecchia!" / "Sono giovane!" (cit.)
1997. Darren Lemke si fa venire l’idea di un sicario con il suo doppio più giovane, ringiovanito dalla tecnologia resa disponibile dal cortometraggio Human Face Project. La regia del film viene proposta a Tony Scott, che guarda il corto, tira una boccata al sigaro e capisce che questa roba sul grande schermo sembrerà una pezzentata (storia vera), quindi preferisce portare una vera evoluzione alla post produzione digitale dirigendo Nemico Pubblico. Ci sarà un motivo se lui è lo Scott giusto no?

2019. Jerry Bruckheimer è l’ex re Mida di Hollywood, ancora ricco, ancora influente, anche se i tempi sono cambiati, ora i film bisogna produrli con i cinesi della Alibaba Pictures. Però ha l’uomo giusto, quello che lo ha sempre tirato fuori dai guai, regalandogli i suoi più grandi successi. Non fa in tempo a pronunciare il nome quando si ricorda che Tony, ormai non c’è più, gli viene un po’ di malinconia, e nel suo bicchiere di oro massiccio si versa della Vodka (versata da una bottiglia di oro massiccio), fatelo dirigere al primo Ang Lee che passa questo film.

“Ti vedo tutte le rughe da qui”, “Levami quel coso dalla faccia!”
Lo dico a scanso di equivoci, a me il cinema di Ang Lee piace, ha avuto la sfiga di essere diventato famoso con il Wuxia per chi non sa cosa è un Wuxia intitolato “La tigre e il dragone” (2001), ma è uno a cui piace pasticciare con le nuove tecnologie lo ha dimostrato con “Hulk” (2003) e “Vita di PI” (2012) che sono due film che ho apprezzato molto, al netto dei tanti difetti. Ma la questione qui è un’altra, se tu guardi un film così, è impossibile non pensare ad un “Face/Off” (1997) in versione 2.0, quindi è chiaro che forse John Woo sarebbe stato più a suo agio con una pellicola di questo genere.

Ma parliamoci chiaro, se tu chiedi ad un grandissimo regista, che sia Tony Scott, Ang Lee oppure John Woo, di dirigere il nulla con tecnologia digitale di nuova generazione, non è che potrà proprio venire fuori un bel film, il nulla resta il nulla e “Gemini Man” questo è, il nulla condito dal niente, al massimo, farcito dall’egocentrismo di Will Smith, insomma un disastro annunciato.

Perché solo Will Smith può sparare a Will Smith.
Partiamo proprio dalla tecnologia, il 3D+ consiste in 3D nativo sparato a 120 fotogrammi al secondo, il risultato finale è strano, lo so che è una parola un po’ vaga ma non riesco a spiegarlo meglio. Strano perché siamo abituati a veder mentire la macchina da presa a 24 fotogrammi al secondo (parafrasando Brian De Palma), quindi se la velocità si moltiplica di colpo di cinque volte, quello che ci troviamo davanti sarà anche più fluido e forse più vicino alla realtà, ma sembra più finto, e visto che oggi sono in vena di citare i grandi: «È buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo» (cit.).

Condita dal nulla che è la trama di “Gemini Man” (per tutto il tempo pronunciato GeminAAAAI da un doppiaggio più svogliato di Clive Owen in questo film), la tecnologia di ringiovanimento utilizzata per creare il secondo Will Smith ventenne, resta poco più di una bella vetrina, anzi nemmeno tanto bella perché il film è fiacco e anche parecchio palloso, quindi forse sarebbe stato meglio girare un cortometraggio di pochi minuti, e fare tutti una figura migliore. Un po’ come per la "Deep fake", che ha fatto parlare di se rendendo Last Action Hero un po’ più reale, oppure facendo recitare Jim Carrey in Shining.

Come la tecnologia ha trasformato Will Smith in Andy Serkis Willy il principe triste di Bel-Air.
Vedere Will Smith recitare ed interagire con il giovane Will Smith è straniante, percepisci il potenziale di questa tecnologia, ma siccome il giovane Willy non ha il cappellino con la visiera alla rovescia in stile “Principe di Bel-Air” è difficile credergli. In compenso Ang Lee si sarà anche divertito a giocare con tutte queste belle trovate nerd disponibili, ma resta un pesce fuor d’acqua alle prese con una trama risibile.

Will Smith (con le rughe) è il solito più grande sicario del mondo, di fatto è il Deadshot di Suicide Squad senza tutta la zavorra del figlio, ma trattandosi di Smith, la questione paterna nei suoi film non può mancare. Quindi si ritrova a fare da padre ad una versione più giovane di se stesso, un suo clone. Una roba che avrebbe fatto fregare le manine a Sigmund Freud, al cinema è andata male con quella pippa di Jaden? Nessun problema, sarò il padre di me stesso. Insomma un caso da manuale di: Io sono mio padre!

Sigmund Freud, analyse this.
“Gemini Man” (detto GeminAAAAAI Man) è un film con il fiato già corto, in cui le scene d’azione Ang Lee prova anche a girarle, ma non si sente affatto a suo agio, e l’inseguimento in moto che è un classico che John Woo potrebbe girare bendato e con una mano dietro la schiena, per Lee è un passaggio obbligato, tipo pranzo con i parenti a Natale, ma appesantito dal 3D+ e non dalla terza razione di cappone condito. I due Smith combattono, saltano, si muovono come se non avessero massa, peso e consistenza, persino i cartoni animati risultano più concreti, il che è tutto detto.

Il veicolo di Supergiovane è un motorino elaborato Pinasco, ma privo della ruota davanti, la quale costituisce un peso inutile, dato che SG è in impennata perenne (cit.)
Per il resto Ang Lee dirige tutti i dialoghi del film, come se fossero l’ultima scena di “Vita di PI” (2010), nessuna musica in sottofondo, attori che si muovono pochissimo con l’aria dimessa. Una scelta che per l’ultima scena del suo film del 2010 era perfetta, perché si trattava della confessione del protagonista, aveva un senso concludere un film così colorato con un momento tanto spoglio, ma qui? Che senso ha? Vi dico solo che persino quella meraviglia di Mary Elizabeth Winstead, una che buca lo schermo anche in televisione, qui sembra la vostra compagna di classe che veniva sempre a scuola in tuta, e che per altro vi faceva il culo durante l’ora di ginnastica, con il problemino che la scena d’azione che la vede protagonista è imbarazzante.

Lei e Will Smith sparacchiano contro avversari che sparano più storti degli Stormtrooper imperiali, ma in compenso saltano fuori dai loro nascondigli, solo con il preciso intento di lanciarsi sulla traiettoria delle pallottole sparate dai protagonisti. Una roba di un imbarazzo che non vi dico.

“Visto? Loro saltano fuori e PEM! Come pesci in un barile”
Roba che a confronto i gemelli Chad e Alex Wagner interpretati entrambi da Jean-Claude Van Damme, sembravano più futuristici di tutta questa tragedia portata su pellicola, anzi il primo che prova a criticarmi “Double Impact” (1991) giuro che lo costringerò a vedere e rivedere “GeminAAAAAAAI Man” a ripetizione stile cura Ludovico.

40 commenti:

  1. Essendo i Beatles uno dei miei primi amori musicali, se non proprio il primo, io Yesterday l'ho adorato, con tutti i suoi difetti che chiaramente ha. E poi sai bene che sono un whovian anch'io, perciò il paradosso temporale mo ha solleticato non poco.
    Gli Addams forse li vedrò più avanti, e Willy invece lo lascerò li dov'è a far video con Rovazzi (non so se l'hai visto).

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    1. Irresistibile quel paradosso temporale, anche per me che non sono mai stato un grande appassionato dei Beatles ;-) L’ho visto il video, ti dico solo che è meglio di “GeminAAAAAAAAIII Man”, almeno dura poco! Cheers

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  2. Mi concentro solo su quello che mi interessava di più e che, ahimè, mi sono perso in sala: YESTERDAY. Quando ho letto il paragrafo sugli Oasis volevo smettere di leggere... Ma ti voglio bene e anche se non ti piacciono i fratelli Gallagher, ti perdono (sappi però che "Wonderwall" è la canzone più cantata dagli ubriachi... Solo per questo dovresti rivalutarli!).

    Lo spunto è molto interessante e avrebbe potuto diventare geniale e originale, riscrivendo le regole di biopic musicali che vanno di moda oggi. Però da quando beccai il trailer e mi informai sulla pellicola non posso fare a meno di pensare a Troisi che canta "Yesterday" ad Amanda Sandrelli... Quei due con quel film "senza sceneggiatura" hanno fatto un capolavoro di cui ci si ricorda troppo poco.

    "La Famiglia Addams" lo guarderò senz'altro mentre di "Gemini Man" posso fare a meno, grazie.

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    1. Con gli anni ho imparato ad apprezzare la satira di uno dei due Gallagher (l’altro resta inutile), avevo un amico enorme appassionato degli Oasis quindi li conosco molto bene, ma il principio di Tarantino resta valido: possono piacerti i Beatles e Elvis, ma non li puoi amare tutti e due. Ed io sono decisamente uno che ama la musica dei Pearl Jam quindi degli Oasis faccio volentieri a meno ;-) Ecco quello è un ottimo esempio di come usare "Yesterday" in un film! Cheers

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  3. non ho visto nessuno dei tre ma ho una regola dal 2003 : dopo hulk se mi dici ang lee io scappo-


    rdm

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    1. In questo caso regola validissima, anche se “Vita di PI” a me era piaciuto molto. Cheers!

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  4. L'idea da cui parte "Yesterday" è la stessa che aveva già avuto Boldi in "A Spasso nel Tempo 2"... XD

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    1. Mi fido sulla parola perché mi manca completamente, Boldi proprio non mi fa ridere, problema mia ;-) Cheers

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  5. Non ci sarebbero stati gli Oasis...
    Ma STICA, dico io.
    Forse non ci sarebbero stati gli Stones e altri, e qui e' gia' piu' grave.
    Il problema di Boyle e' quello di molti altri suoi colleghi.
    Se dopo PICCOLI OMICIDI TRA AMICI mi tiri fuori un capolavoro come TRAINSPOTTING, cosa puoi fare di meglio?
    Se sei Quentin o IL TONY al massimo sbandi mezzo secondo (vedi DOMINO o JACKIE BROWN. Che ha un secondo tempo da applausi. Ma il primo...per me Quentin si era addormentato dietro alla macchina da presa. Poi per fortuna si e' ricordato che stavano girando un suo film), ma poi ti ripigli.
    Boyle, invece...non si e' piu' ripreso. Ce la stava facendo con 28 GIORNI DOPO, ma poi ha rovinato tutto con un finale da barzelletta.
    Quello degli Addams volevo vederlo ma me lo sono perso. Lo recuperero' in home, tanto...ho come l'idea che non ci vorra' molto.
    Questo mese me tocca il seguito delle sorelle Ghiacciolo, e gia' mi sto frizionando i polsi coi cocci di bottiglia.
    Intendiamoci, Frozen non e' brutto. Ma cantano davvero TROPPO.
    Di Will Smith gia' non ne sopporto uno, figuriamoci due. Con l'altro che sembra lui ai tempi del principe di Bel Air.
    Visto NEMICO PUBBLICO, comunque.
    Eh beh...filmone. Anche se Smith resta il punto dolente. Meno male che ci sono Hackman, Voight e tutti gli altri della combriccola.
    Il finale me l'ero scordato.
    Da applausi. La massima resa su schermo della frase FOTTERE QUALCUNO ALLA GRANDISSIMA.

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    1. Nel film specificano che gli Stones resistono, chi li ammazza quelli? ;-) Danny Boyle si è imborghesito, in Rocky direbbero che si è civilizzato, ma è anche molto migliorato come regista, quella roba su Steve Jobs era ottimo nel gestire tre formati diversi di pellicola, per le tre fasi della storia. Questo “Yesterday” resta una cosina su commissione. Non ti aspettare nemmeno un aggettivo positivo su “Ghiacciolo” da parte mia, non uno! Will Smith in quel film era nel momento buono della sua carriera, ci voleva quello giusto di casa Scott per farlo funzionare ;-) Cheers!

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    2. Guarda, Cass...alla quarta canzone in meno di venti minuti stavo per lanciare il dvd fuori dalla finestra.
      E' decisamente un passo indietro rispetto agli ultimi film Disney, dove speravo che finalmente la piaga dei "musicarelli" che per tanti anni ci ha ammorbato fosse stata definitivamente debellata.
      Anche in Big Hero 6 e in Zootropolis c'e' una parte cantata, ma e' inserita con intelligenza.
      La prima e' in un momento (esaltante, tra l'altro. Anche se preferisco l'originale in inglese) di training montage alla Rocky, quando Hiro gli costruisce le suit e iniziano a prendere confidenza coi poteri.
      E la seconda...durante il viaggio in treno, con una bella scena in stile videoclip tanto cara ai film anni 80.
      Ma in Frozen...stroppia, decisamente.
      Ma ho una bimba, e come tutte le bimbe lo adora.
      Qui la casa di Topolino ci fa fatturato per i prossimi quindici anni.
      Quanto l'hanno menata, col primo?
      Ah, ecco. Persino nel sequel di Ralph e' piu' gradevole. Col fatto che li' viene preso in giro il fatto che se sei una principessa ti parte la canzoncina a tradimento quando meno te l'aspetti.
      Seguo con maggiore interesse Onward,che dovrebbe uscire il prossimo anno salvo ripensamenti.
      Magari non sara' il massimo dell'originalita', ma promette bene.

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    3. Ho visto “Frozen” una sola volta, è un musical puro, le canzoni fanno evolvere i personaggi, lo capisco. Ma nelle parti non cantate (poche) ci sono anche dei buchi nella trama, e spero di aver dimostrato qui sulla Bara di non essere una di quei cinefili dell’era di Internet per cui tutto è un buco di trama. Per me resta il maggior titolo “monetizzabile” di casa Disney, ma uno dei peggiori dell’era recente, Ralph (troppo poco considerato) per me resta mille volte meglio, seguito compreso. Cheers!

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    4. No, ci mancherebbe.
      E in effetti ci sono parecchi salti piuttosto bruschi, tra una scena e l'altra. E la cosa peggiore e' che li tappano con chili e chili di stacchetti, balletti e canzonette.
      E' un film di principesse, che nel gergo Disney quasi costituisce un genere a parte.
      Ah, perche' ormai si sono improvvisati tutti sceneggiatori provetti?
      Nel senso che vanno a caccia dell'errore o ritengono che loro lo potevano fare meglio?
      Beh, penso che finche' si tratti di pensare che la sceneggiatura migliore sia quella che piace a te (vedi l'ultima stagione di Game of Thrones, ad esempio) allora direi che siamo fuori strada...
      Poteva essere fatta meglio?
      Sicuramente.
      Va rifatta?
      No. Nella maniera piu' assoluta.
      Che ci provino loro a fare una trama con un contratto, una scadenza e penali da incubo e un romanzo ancora incompiuto e poi vediamo se riescono a fare di meglio.
      Dal canto mio sono convinto che se ci si mette a trovare il pelo nell'uovo una falla vien sempre fuori, prima o poi.
      Ma giudicare solo un'opera in base alla sceneggiatura non ha senso.
      Un film e' il risultato di una concatenazione di elementi. Magari non tutti riusciti, ma conta l'amalgama.
      La trama e' importante, ma ritengo che una buona ambientazione e dei bei personaggi lo siano ancora di piu'. E che possano alle volte sopperire ad alcune incongruenze.
      Un esempio?
      Rocky.
      Mo' Cass mi picchia.
      Se lo analizziamo solo per la trama, diventa una cosa risibile.
      Di fatto ruota attorno ad una botta di fondo.
      Pero' ti cattura lo stesso.
      C'e' la citta', col suo carico di umanita' e miserie. E ci sono Rocky, Adriana, Mickey e Paulie che nella loro genuinita' e dabbenaggine sono talmente splendidi da commuovere.
      Tornando a Frozen...i personaggi li ho trovati odiosi, e il canovaccio lo ingarbugliano inutilmente facendogli prendere svolte e direzioni astruse.
      Ok, conta il rapporto tra Elsa e Anna. Ma Kristoff?
      Me lo presenti all'inizio come un personaggio di importanza pari alle due sorelle. E poi...di fatto diventa inutile.
      Tutto da buttare?
      No. L'ambientazione forse si salva. Quella l'ho trovata suggestiva.
      Tu pensa che Hirohiko Araki, nel suo ultimo saggio, ha parlato pure di Frozen. E sostiene che la chiave del successo di quel film e' stata proprio l'ambientazione, a parer suo.
      Gli unici che hanno tentato di fare qualcosa di diverso sono stati quelli della Pixar, tanto per cambiare. Con RIBELLE - THE BRAVE.
      E infatti...chi e' che le altre principesse pigliano per i fondelli, nel sequel di Ralph?
      La povera Merida, appunto.
      Non continuate a sfottere quelli della Pixar, cari miei.
      Che se non era per loro...

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    5. «Ma giudicare solo un'opera in base alla sceneggiatura non ha senso»
      Oh grazie per averlo ribadito! Se hai letto un mucchio di fogli con parole sopra chiamata sceneggiatura, puoi giudicare la sceneggiatura, se lo fai in base al film (o telefilm) finito, devi tenere conto di altri fattori, al massimo quindi si può parlare di trama, non di sceneggiatura.

      I film migliori hanno una trama minimale, Rocky è un ottimo esempio. Per altro “Ribelle” mi era piaciuto molto di più, ma l’impero di terrore delle principesse Disney sta per finire (Spoiler: non è vero), ho letto il titolo del terzo “Deadpool” ;-) Cheers!

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  6. «47 anni...»
    «47??!! Gli hanno fatto un ottimo lifting!!»

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    1. Io sono sicuro che se alzo in aria una citazione, tu andrai a schiacciarla a canestro ;-) Cheers!

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  7. A differenza di te, continuo a guardare i trailer, e questo film mi sembrava una mezza cialtronata, anche perché Smith l'ho dato per perso da un tempo. E se Ang Lee e soprattutto la Winstead non sono riusciti a portarmi al cinema, allora ci avevo visto giusto.

    Pensa che quando sono andato a vedere Terminator Dark Fate (omen nomen anche qui), la sala principale era dedicata alla Famiglia Addams, e io ho tirato un WTF grosso come una casa. Poi visto Terminator e quanto ha incassato la Famiglia, un motivo c'era.

    Il film di Boyle stavo per vederlo però boh, le commedie in salsa musicofila non sono esattamente lo zucchero per la mosca che è in me. Bzzz.

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    1. Sono un’anima semplice, leggo il nome della Winstead e l’idea di una tecnologia cinematografica e potrei farmeli bastare. Ma non sono un’anima scema, è un film che puzzava di cacca lontano chilometri, era giusto mettere agli atti quanto fosse grosso il disastro.

      “Terminator Darkettone” è finito nelle salette minori, ma nemmeno quelle si merita. Meglio i darkettoni veri della famiglia Addams ;-)

      Resta un filmetto su commissione, speravo di vedere il Boyle regista degli ultimi film, quello che domina i formati pasticciando (bene) con il digitale, si è limitato a qualcosa di classico, e la parte “puccettosa” ha la meglio sui paradossi temporale, non è brutto, ma è perfetto come titoli di mezzo del tuo formato. Cheers!

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  8. p.s. felice di averti ben ispirato con la formula del Triello, il mio sui fanta-action anni '90 è in fase di produzione...

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    1. Gran formato, perfetto per quei titoli su cui ho qualcosa da dire, ma non abbastanza per il classico formato (lungo) della Bara. Vai tranquillo capo, sono il primo curioso di leggerlo ;-) Sarà fondamentale (e citatissimo) perché nel 2020 ho intenzione di approfondire, insomma ci sarà da divertirsi. Io di sicuro, spero anche i lettori ;-) Cheers

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  9. Very good Job ������

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    1. Nel caso di “Gemini Man” mica tanto “good” ;-) Scherzi a parte, mille grazie! Cheers

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  10. Quando al cinema vidi il manifesto cartonato di Gemini Man, mi puzzava sia di flop sia di cazzatona.
    Un qualcosa che oggi non so come faccia anche solo a essere pensata, e tanto è.
    Addams, sai... non gli avrei dato una lira, e invece mi dici che
    a) è dei tizi di Sausage Party
    b) è una sorta di prequel alla storia generale
    quindi sì, gli darò ben più di una possibilità.
    Yesterday carino, hai detto bene.

    Moz-

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    1. Nemmeno io mi aspettavo molto dalla famiglia Addams, invece ha dei numeri anche se è passato un po’ in sordina. Invece “GeminAAAAAAAAIIIIII man” rientra in quei titoli per cui quando è tanto pubblicizzato, di solito il film è pessimo ;-) Cheers!

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  11. Quando ho letto "Il triello" ho pensato fosse già mercoledì della settimana prossima!
    Titolo acchiappaclick e un po' bastardo se permetti! :D

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    1. Ormai il Triello sarà un formato ufficiale della Bara quindi occhio, ma se può consolarti, il post per mercoledì prossimo è già pronto ;-) Cheers!

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  12. L'universo non è più abbastanza grande per l'ego di Will Smith, così ha dovuto cominciare a interagire con i se stesso degli universi paralleli... tipo Jet Li in "The One" che infatti combatte contro se stesso! :-P
    Se "Gemaaaaainaaaiaaaiaiiai Man" avesse avuto anche una scena dove Smith vecchio fa sesso con Smith giovane, l'avrei visto, perché il disturbo psicologico che attanaglia l'attore avrebbe raggiunto finalmente l'apice e magari sarebbe iniziata la cura. Così non c'è alcun motivo per vedere qualcosa di morto che esiste solo nella mente di un egomaniaco inarrestabile.
    Come ti dicevo in un'altra occasione, un dubbio cocente mi era venuto quando la Titan Books ha presentato il romanzo-novelization del film senza firma... Ora, io dico, come fa un romanzo a non avere autore? Inventatevene uno, che so... Will Smith! No, chiunque abbia scritto quel romanzo si è così vergognato da aver preferito non apparire come autore...
    A proposito, ma gira ancora quel vecchiume del 3D??? Abbasta!!! :-P

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    1. L'autore del romanzo-novelization si sarà stufato di avere a che fare con tutto quel Will Smith ;-) No, la guarigione tarda ad arrivare, e le idee scarseggiano, anche per ribattezzare la "nuova" tecnologia, il nome sembra il frutto di una riunione di creativi: «Ragazzi dobbiamo lanciare il vecchio 3D ma con qualcosa in più per giustificare i soldi del biglietto, fatevi venire un'idea», «3D+ va bene per tutti? Tanto Google+ è andato così bene» ;-) Cheers!

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  13. ho visto solo Yesterday e sono tendenzialmente d'accordo con tutto quel che dici, ma sono stata molto più critica. Perchè avevo delle buone aspettative (soprattutto per la scenegiatura di curtis), invece il film è così: godibile, ma chi se lo ricorderà?
    Anch'io penso che i due stalker sarebbero stati un'ottima sottotrama! Dovevano usarli... invece ci siamo beccati la storiella d'amore...moooolto banale tra l'altro

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    1. per me erano la parte più interessante, invece hanno preferito sfornare un film meno memorabile di un ritornello di McCarthy, questa battuta è presa in prestito da Douglas Adams, lo aammetto ;-) Cheers

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  14. Uhh un altro Sam ( io sono quello vecchio) !
    Io della Disney amo solo Zootropolis, Frozen mi ha fatto addormentare , da quanto è noioso !

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    1. piacere altro Sam ;) Io sono quella abbastanza giovane, ma dipende dai punti di vista.

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  15. Ho trovato molto tenero ed intrattenevole "Yesterday". Sono stato attratto dall'incipit della storia ma alla fine ho goduto anche il vero soggetto del film, cioè, la storia d'amore. E' un film discreto tendente al buono, con molte semplificazioni ma sa divertire.

    TOP Citazione con il mio Dottore preferito. Adesso vado a risentirmi la versione rock della sigla ;)

    Saluti!

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    1. Pensavo fosse Matt "Eleven" Smith, e per molte cose lo è, ma penso che alla fine il "Twelve" di Capaldi abbia scalato la classifica dei miei Dottori, anche per l'anima Rock ;-) Cheers!

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    2. Sarebbe Uprising dei Muse la versione rock?

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    3. Io ho pensato subito a questa qui. Cheers!

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  16. Non so, ma era prevedibile, anche se su La famiglia Addams nutro ancora delle perplessità ;)

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    1. A me è piaciuto, malgrado il caramello nel finale resta un film coerente con i personaggi e con il piglio giusto, non mi ha urtato nemmeno il doppiaggio “vip”, anche se avrei preferito sentire i doppiatori originali. Cheers!

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  17. Sul brutto c'avrei scommesso, che Will Smith al cinema da quant'è che non azzecca un film?
    Sul buono mi sorprendi, io questa rivisitazione, con questi disegni così sfacciati, l'avevo relegata a "per bambini", e non ho troppa voglia di ricredermi visti i tanti recuperi da fare.
    Il discreto è discreto davvero, e pensare che parte da uno spunto non buono, ma ottimo. Invece troppo spazio alla storia romantica, troppo Ed Sheeran pure, e le riflessioni importanti che si potevano fare passano in secondo piano. Per fortuna che la musica degli scarafaggi resta una meraviglia, e il film fa venire voglia di metterli in radio usciti dal cinema (storia vera) ;)

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    1. Bella domanda, a seconda dei gusti direi "Bad Boy II" oppure il bellissimo "Alì", ma abbiamo superato i 15 anni ormai. Una sorpresina la nuova famiglia Addams, il target fanciullesco resta, ma ha dei numeri, e anche lo spirito giusto, se ti capita con comodo a casa può salvarti la serata. La musica degli scarafaggi passa a lenire quasi tutto, il potenziale era quello di un nuovo punto di vista sui film musicali che vanno tanto di moda, ecco, non è andata proprio benissimo ;-) Cheers!

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