lunedì 18 novembre 2019

Bliss (2019): Paura e vampiro a Los Angeles

Quando ho realizzato che “Bliss” era il nuovo film di Joe Begos, ho capito che nessuno mi aveva disciolto un acido nella birra, tutto mi è diventato chiaro e ho cominciato a godermi la mattanza.

Joe Begos ha un amore incontenibile per tutto il cinema giusto, solo che è pazzo e spesso fuori controllo, uno che il cinema lo intende come qualcosa fatto – letteralmente – tra amici con budget infinitesimali e secchiate di sangue. Il suo esordio “Almost Human” (2013) era completamente folle, sembrava quasi un Dimensione Terrore senza l’ironia ma con molta più gente con la barba lunga armata di motoseghe, definirlo grezzo sarebbe fargli un complimento, ma senza ombra di dubbio con il cuore dal lato giusto.

Il suo secondo lavoro? Quella porcata di “The Mind’s Eye” (2015), se avete avuto la sfiga di vederlo difficilmente potrete dimenticarne la bruttezza, riempiva le scene di citazioni a Brood, cercando di rifare Scanners con qualche amico dove dovrebbe starci Michael Ironside, e per quanto io posso simpatizzare con uno che vuole così bene al mio secondo Canadese preferito, mi viene da dire grazie, ma no grazie.

"Come tuo avvocato ti consiglio di noleggiare una decappottabile" (Cit.)
Quando pensi che Begos sia arrivato al capolinea, lui torna alla ribalta con “Bliss”, e qui siamo oltre il concetto di grezzo, diciamo che se grezzo è uno che si gratta usando la forchetta, “Bliss” è un vichingo che elenca l'alfabeto. Con i rutti.

Il cast è sempre quello composto dagli amici e qualche attore semi sconosciuto, per la fotografia immaginatevi pure Mandy di Panos Cosmatos però ancora meno laccato, diciamo che la cosa che gli assomiglia di più – anche considerando il mestiere dei rispettivi protagonista, è The Devil's candy, che però aveva nei Metallica il massimo momento di rivolta musicale. Ecco, “Bliss” è un “The Devil's candy” che ha dato fuoco ai CD dei Metallica per passare direttamente ai Doomriders e ai Deth Crux.

Un vero artista per produrre deve soffrire (oppure drogarsi, fate voi)
Il cinema di Begos è altamente citazionista, se non proprio derivativo, per far capire i concetti preferisce urlarli, quindi per mettere in chiaro che Dezzy la pittrice protagonista (Dora Madison, una sorta di Fiona Dourif più giovane e appena poco più pettinata) è una che si droga e beve come se non ci fosse un domani, Begos pensa bene di farcire i dialoghi con tutti i «FUCK» e le declinazioni di «FUCK» possibili e immaginabili. Siamo ad una media di uno ogni tre parole, ad organizzare un giochino alcolico a tema, dopo venti minuti di film si potrebbe finire più sbronzi della protagonista.

Come detto Dezzy fa la pittrice, ma per superare il classico blocco creativo dell’artista pensa bene di gettarsi sulla droga, quindi va dallo spacciatore di fiducia, che in una scena volutamente identica a quella tra John Travolta ed Eric Stoltz in “Pulp Fiction” (1994) le vende la “Diablo” una roba che stenderebbe la prima linea degli All Black. Infatti la manda in botta, sdraiata sul pavimento a fissare le pale del ventilatore a soffitto, esattamente come faceva Martin Sheen in “Apocalypse now” (1979). Vi ho detto che il cinema di Begos è fortemente citazionista no?

Gli occhiali di Cassidy e Severen, sono proprio quelli giusti.
A questo punto, cotta a puntino Dezzy, tra un «FUCK» e l’altro, inizia a drogarsi sul serio, per finire a lanciarsi in una cosa a tre con una bionda e un altro tizio. Al risveglio il mattino dopo, un mal di testa notevole, niente scritta «Benvenuta nell’AIDS» fatta con il rossetto sullo specchio, ma l’ideale e tutto sommato quasi equivalente «Benvenuta nel vampirismo».

Se il film precedente di Begos pescava a piene mani da due film di David Cronenberg, qui considerando che la protagonista è una pittrice, sembra voler fare di nuovo lo stesso però utilizzando Abel Ferrara come modello di riferimento. Questo film sembra il risultato di una notte di sesso tra “The Driller Killer” (1979) e “The Addiction” (1995), sembra proprio che Begos abbia visto il film di vampiri di Ferrara pensando: «Anche io così, anche io! Però di più!», anche se poi la storia si concentra sulla via crucis di Dezzy e della sua ricerca dell’ispirazione (spesso tirata su con il naso, in stile Lapo Elkann) tra un bagno di sangue e alcuni deliri anche a sfondo erotico.

Cotta. Bollita. Con il cervello in pappa. Fatta come una pigna. Più fuori di un balcone.
Il tutto condito da una colonna sonora oscura e metallara che ti martella per tutto il tempo, e girato in 16mm, una grana grezza che dona al tutto un’attitudine Punk impossibile da ignorare. La Los Angeles dove il film è ambientato sembra poter esistere solo al chiuso, in luoghi angusti, luridi e illuminati da acide luci al neon, un delirio che fa sembrare Climax una pellicola educata, perché procede per 80 minuti senza fare nessun prigioniero, verso una mattanza finale dove il sangue viene gettato senza mai tirar via la mano. Eppure proprio come il film di Gaspar Noé non puoi smettere di guardare, perché vuoi vedere fino a che punto potrà arrivare questo sacrificio fatto in nome dell’arte.

Il bello di “Bliss” è proprio il fatto che per lunghi tratti, riesca a farti sentire un po’ allucinato anche a te che sei seduto bello comodo a guardarlo, tra un delirio di «FUCK» e Dezzy che viene ironicamente paragonata dal suo spacciatore al protagonista di Ragazzi Perduti, i modelli di riferimento di Joe Begos sono chiarissimi, se solo potesse contare su uno sceneggiatore un po’ più raffinato nelle metafora di se stesso, e magari su una manciata di attori non per forza scelti tra i suoi amici – qui compare anche Jeremy Gardner, altro attore e regista proprio come il nostro Joe – il ragazzo potrebbe combinare qualcosa di davvero grosso, a patto di scendere sempre da questo lato del letto, prima di mettersi al lavoro su un nuovo film.

Vampiri, più efficienti dell’AVIS a tirarti via il sangue.
Pare che al momento stia già lavorando a “VFW”, che sembra rispondere alle caratteristiche (nel cast anche Stephen Lang, William Sadler e Martin Kove, non proprio la pizza con i fichi), ma in ogni caso “Bliss” è una grezzissima follia che per qualche strana ragione, ti resta incollato addosso. Come il dopo sbronza la mattina dopo oserei dire.

16 commenti:

  1. Ma cos'è, il bignami del citazionismo??? Almeno, come dici tu, l'autore si ispira a tutti i film giusti :-P
    Non so se mi attira, ma il richiamo a the Addiction varrebbe una visione...

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    1. “The Addiction” ma anche “The Driller Killer”, mentre il film prima era tutto dedicato a Cronenberg, solo che era anche brutto forte. Questo è non grezzo, di più! Però nel suo modo strambo e sghembo si lascia guardare, ti lascia stordito come la protagonista ;-) Cheers

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  2. Carabara, non posso non provare simpatia per chi crede ancora nel do it your self e per chi è capace di girare una storia di almeno novanta minuti con quanto costano due minuti di Rosario Fiorello, ma ti ringrazio per aver visto una altra volta al posto mio un film che gronda sangue e zanne perché credo anche io come Allen che quella roba rossa dovrebbe stare dentro e le zanne di Crepascolino in apparecchi e visite costano ormai come far schioccare le dita a Brolin.
    Ribadisco che credo nel low budget e ti scrivo che sto cercando un paio di migliaia di euro per filmare il mio primo cortometraggio di cui tento una sintesi.
    Lello Fiorello torna a casa dalla guerra contro i vampiri alieni ninja cyborg dopo aver tempestato la famiglia di lettere in cui millantava di aver vinto praticamente da solo quando in realtà per tutto il tempo ha sorvegliato un bidoncino di plasma in un aeroporto abbandonato. La moglie Lella gli crede senza riserve, ma il figliolo Lellino lo tempesta di domande al punto che Lello paga un losco clone di Lou Bega che tutti chiamano Begos perché dica di essere un altro reduce e confermi tutte le sue rodomontate. Begos è tanto bravo che Lella se ne innamora e decida di scappare con lui. Per impedire che Lellino segua la mamma, Lello è costretto a dire la verità, ma solo il figlio gli crede e se ne va anche lui altrove. Lello resta solo. Tutto o quasi girato nel salotto dei Fiorello. Sono convinto che Fiorello La Guardia abbia qualche chance di arrivare al Sundance. Chissà. Ciao ciao.

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    1. Il dentista è ineluttabile.
      Se non dovesse arrivare al Sundance, si spera arrivi almeno fino all’Aeroporto omonimo della città di Allen. Nel caso peggiore almeno su Rai Play, visto che il fratello di Lello ora bazzica da quelle parti. Cheers!

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  3. "Almost Human" non l'ho mai visto, di Besos ho visto solo, ahimè, "The mind's eye" di cui ricordo solo la scena della goccia al rallenty e le due palle che mi sono fatto (non nego il ripetuto uso del FFW).
    Complimenti per l'enciclopedia che hai al posto della testa (io manco mi ricordo cos'ho mangiato ieri sera!) e per i collegamenti. Il post mi ha appena venduto alla grandissima questo film. Bravo Capo!

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    1. Ovviamente è BeGos e non BeSon...

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    2. Oggi la dislessia può accompagnare solo... Begos e non Besos!

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    3. “The mind's eye" è una roba per cui vorresti prendere Begos e menarlo, “Bliss” è una roba per cui vorresti prendere Begos e chiedergli dove si fa a far serata stasera, grazie a te capo! ;-) Cheers

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  4. Talmente citazionista da risultare quasi simpatico !

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    1. Begos é ultra derivativo, ma quando scende dal letto con il piede giusto fa film potenti così. Cheers!

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  5. Madonna cosa hai consigliato, lo voglio vedere assolutamente, nemmeno sapevo esistesse! Con me, quando si parla di vampiri e di heavy metal, si fa sempre sul serio!

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    1. Ti consiglio di sparartelo senza pause (non dura molto) un'esperienza lisergica ;-) Cheers

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  6. E' su "La bara volante" che ho scoperto titoli come "Mandy", "RAW", "Swiss Army Man", "Colossal", "Dave made a maze", "The devil's candy" prima che ne parlasse qualsiasi altro sito di cinema; vediamo se anche questo "Bliss" farà parte della lista ;) Non dimenticherò di recensirlo qui sotto quando lo recupererò!

    Saluti!

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    1. Mille grazie! :-D Non mi dispiace affatto essere colpevole di tutti questi titoli, ne ho altro in arrivo sulla stessa tipologia, aaaah se solo le giornate durassero 96 ore ;-) Cheers

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  7. Ma appunto... non c'era stato già Climax? Comunque mi sa che devo iniziare a drogarmi se questi sono i risultati.

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    1. Climax era droga involontaria, qui è molto volontaria, parecchio ;-) Cheers

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