martedì 22 ottobre 2019

La casa dei 1000 corpi (2003): Capitani (Spaulding) oltraggiosi

Rob Zombie è riuscito a realizzare il sogno segreto di qualunque appassionato di Horror, vivere eternamente nella settimana di Halloween, il giorno della marmotta a fine ottobre invece che inizio febbraio. In vista dell’uscita del suo nuovo film “3 from Hell”, diamo una ripassata ai due capitoli precedenti!
Non credo abbia più bisogno di troppe presentazioni il nostro Roberto Non-Morto, cantante dei White Zombie e poi solista con il pallino per la regia e i film dell’orrore, uno che ha dedicato la vita e la filmografia al giorno di Halloween, omaggiato in maniera esplicita (due volte!) ma anche numerica.

Il suo esordio come regista di lungometraggi è la diretta continuazione della sua esperienza come regista di videoclip delle sue canzoni, che hanno tutte dei titoli già pronti per diventare dei film horror, “living dead girl”, “Jesus Frankenstein” anche se quella scelta come film d’esordio è stata House of 1000 Corpses.


Voi lo chiamate Halloween, lui lo chiama lunedì-martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-sabato-domenica.
Film dalla produzione abbastanza snella, ma dalla distribuzione complicata, finito di girare nel 2000 con un budget di sette milioni di fogli verdi con sopra le facce di altrettanti presidenti defunti, i casini per Zombie sono iniziati dopo. Un lungo braccio di ferro con la Universal che reputandolo troppo violento non voleva distribuirlo, a cui niente è valso rigirare alcune scene (come l’omicidio iniziale a colpi di ascia) in due versioni, con e senza sangue (storia vera). A salvare la pellicola da un’uscita diretta sul mercato dell’Home video ci ha pensato la Lions Gate Films, portando a casa anche qualche soldino, diciassette milioni di dollari per un film solo da distribuire sono comunque un affare.

Il film vede la luce il buio delle sale nel 2003, quando l’ho visto io al cinema, per altro a poche settimane di distanza dal famigerato “House of the Dead” di Uwe Boll. Se ve lo state chiedendo si, ho visto anche quello al cinema (storia vera).

Per una settimana è diventato un tormentone con i miei amici (storia vera)
“La casa dei 1000 corpi” ha la trama più canonica della storia degli Horror, gruppo di ragazzotti che fanno da carne da macello – il più caratteristico è Rainn Wilson, ancora mi chiedo come ci sia finito qui – e dopo la classica deviazione sbagliata finiscono nelle mani di un branco di pazzi. Il modello per Rob Zombie è chiarissimo, la famiglia di assassini di Non aprite quella porta, anzi a voler essere proprio precisi il nostro Robertino si rifà in tutto e per tutto a “Non aprite quella porta - Parte 2” (1986) film senza la quale Zombie probabilmente oggi farebbe ancora solo il cantante, se non proprio che so, l’idraulico.

"Di un po', ti piacciono i film di Tobe Hooper?"
Bill Moseley, che qui interpreta Otis B. Driftwood, arriva proprio dal film di Tobe Hooper, dove interpretava il fratello di Faccia di cuoio. Senza girarci troppo attorno “House of 1000 Corpses” rivolge tutta la sua attenzione ai cattivi, che sono ben più coloriti e caratteristici dei protagonisti, un cambio di punto di vista che diventerà evidente nel secondo capitolo, e che se ci pensate è abbastanza logico per uno che vive eternamente nella settimana di Halloween, probabilmente da quanto è nato.

Infatti sono i cattivoni quelli che restano più impressi, a partire dalla notevole scena iniziale ambientata il 30 ottobre del 1977, dove facciamo la conoscenza di quel mito del Capitano Spaulding, un gentil uomo del sud che campa vendendo pollo fritto e “memorabilia” a tema horror, truccato come l’incubo di ogni Coulrofobico. Ad interpretarlo è il grande Sid Haig, una vita da faccia brutta al cinema, a cui però proprio Rob Zombie ha regalato forse il ruolo più celebre.

"Mettiamo un bel sorriso su quel faccino!" (Cit.)
Il Capitano Spaulding – come verrà dichiarato apertamente nel secondo capitolo – è uno dei nomi dei personaggi scelti da Rob Zombie per rendere omaggio ai Fratelli Marx, solo che parla con i caratteristici dialoghi del nostro Roberto, tutti infarciti di ogni variante possibile della parola “culo” vi possano venire in mente, e frasi di culto tipo: «Più la presa è tonda, più la spinta affonda». Insomma un eroe delle classe operaia il nostro Capitano Spaulding, uno con John “Il Duca” Wayne tatuato sull’avanbraccio, che durante una rapina al suo negozio, risulta molto più pericoloso (e pazzo!) degli improvvisati rapinatori.

Dopo un inizio così, verrebbe da pensare che gli sprovveduti ragazzi in viaggio per l’America in cerca di stramberie locali finiti del suo emporio, siano in pericolo, vero ma non è completamente esatto visto che il Capitano Spaulding è il primo strato del carotaggio nella follia a chilometro zero in cui si imbatteranno i poveretti, attratti dalla leggenda del Dottor Satana, pazzoide locale finito, si dice, appeso per il collo ad un albero poco distante.

Il cinema di Roberto Non-Morto in tre parole (che non sono sole, cuore e amore)
Il giretto nel tunnel dell’orrore del Capitano Spaulding è solo la versione edulcorata di quello che accadrà ai personaggi nel finale, che nel tentativo di cercare il famigerato albero, decideranno di dare un passaggio alla bella Baby Firefly (Sheri Moon, che allora non era ancora la signora Zombie, ma lo sarebbe diventata a breve), peccato che quanto ti piace una, devi sobbarcarti anche la sua famiglia, è quella di Baby è composta da una ragguardevole banda di pazzi.

Tra questi spicca mamma Firefly, interpretata dalla mitica Karen Black, che non era così macabra dai tempi di beh, “Ballata macabra” (1976) e qui interpreta una specie di Morticia Addams del profondo sud, solo che al posto di Pugsley e Mercoledì, come figli si trova Baby e Tiny, interpretato dai quasi due metri e trenta di Matthew McGrory.

Dietro ad un grande pazzoide degli horror c'è sempre un grande mamma (chiedete conferma a Jason)
L’impegno di Rob Zombie è tutto per far brillare la sua banda di pazzoidi, con le solite inquadrature “a posteriori” sulle parti migliori di Sheri Moon, e una serie di scene e scenette che vanno dal matto (la cena di Halloween indossando le maschere) al decisamente degenerato (le creazioni di Otis), in un acido crescendo di follia, che raggiungerà il suo massimo quando entrerà in scena il famigerato Dottor Satana.

Dicono che nella vita sia importante averlo. Sheri Moon lo ha!

La regia di Roberto Non-Morto sembra la continuazione dei suoi video musicali, fotografia acidissima, scene intervallate da inserti pescati un po’ da ovunque, anche da qualche film (tipo “Al di là del mistero” 1944, con Boris Karloff). Verrebbe da etichettarlo come un esordio “videoclipparo”, ma bisogna dire che Zombie maneggia già discretamente il ritmo di un lungometraggio, gli 89 minuti di “La casa dei 1000 corpi” filano via belli lisci, ma più di così però non aspettatevi altro, se volete l’originalità dovrete andare a suonare al campanello di altre case.

Quello che trovo significativo e che a mettersi sulle tracce dei ragazzi scomparsi, siano un paio di sbirri locali, anche loro ben messi a “facce brutte”, i baffoni di Tom Towles troveranno il modo di tornare anche in altri film di Rob Zombie, Walton Goggins invece qui si deve accontentare della parte dello sbirro giovane. Riesce a bucare lo schermo lo stesso ma è quasi un peccato, con il suo accento del sud e quella faccia da matto, avrebbe potuto puntare a recitare in tutti i film di Roberto Non-Morto da qui all’infinito!

"Vic dove sei? Vieni a salvarmi ti prego!"
Come tutti i film di Rob Zombie, anche “House of 1000 Corpses” finisco sempre per rivedermelo con cadenza abbastanza puntuale, la sua forza sta proprio nell’amore sconsiderato di Zombie per i suoi diabolici personaggi, una banda di disadattati che sono puro materiale da film Horror. Il difetto resta che l’operazione pur omaggiando alla grande tanto cinema degli anni ’70 a partire da Tobe Hooper (ma nella sparatoria al rallentatore con musicotta allegra a metà film, ci sono anche tracce di Sam Peckinpah), non ha la stessa potenza delle fonti da cui trae ispirazione.

Resta un (doppio) giro nel tunnel dell'orrore, una dichiarazione d’amore sentita, a tanto cinema orgogliosamente brutto, sporco e cattivo degli anni ’70, fatto da uno che arrivato finalmente a dirigere un film dopo averne visti tanti, un'ansia di omaggiare che non inventa molto, infatti per vedere qualcosa di meno legato alle fonti d’ispirazione (e anche un po’ più originale), bisognerà aspettare il prossimo capitolo, in arrivo a breve su queste Bare. Perché oh! Rob Zombie terrà sempre il calendario fisso sulla pagina di ottobre, ma quando si tratta di svolazzare nell’horror, anche questa Bara ha qualcosa da dire.

24 commenti:

  1. Uh-hu! Qua siamo in zona "guilty pleasure" personale. Visto al cinema (e vidi pure il film di Boll... Cinque alto capo!), rimasi folgorato dal lavoro di Zombie (e dalle forme della futura signora Zombie, ex Playmate).
    Il celebre e citato "Più la forma è tonda più la presa affonda!" fu per noi il tormentone che ancora non ci abbandona. Dopo aver acquistato il cd con la colonna sonora provai, nel corso degli anni, a recuperare la quasi totalità dei suoi lavori rimanendo spesso molto deluso perché il livello di questo film è inarrivabile (il seguito si avvicina, anzi migliora le atmosfere ma questo esordio è, per me, ineguagliabile).
    Nulla di originale, ma un vero omaggio al genere questo fatto da Rob Zombie che pesca di qua e di là senza vergogna ma pure senza fare male. Fotografia sgranata, colori caldi e acidi, personaggi malati che vivono in un connubio col paesaggio altrettanto sporco e deviato. In questo Zombie è un maestro perché riesce perfettamente a trasmettere a noi spettatori il disagio e l'ambiente malsano.

    Trama banalotta e stra-abusata ma tiene bene e il ritmo scorre veloce. Qualche bel momento (SPOILER! Tipo la trasformazione del ragazzo in uomo-pesce) fino al colpo di scena finale. Pure questo telefonatissimo ma raggiunge ugualmente il bersaglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so quanti film di Uwe Boll siano usciti da noi in sala, non si poteva perdere l’occasione, cinque alto! Avevo già una certa simpatia per Zombie e la sua stramba famiglia, certo i dischi con i White Zombie erano meglio, ma quelli da solista sono quelli con cui l’ho conosciuto, mi è sempre piaciuto il suo modo di intrecciare musica e film, sempre come se fosse la settimana di Halloween.

      La trama è ben oltre la banalità, il solito canovaccio, ma l’attenzione è tutta per i cattivi. Non è solo Tim Burton a essere in fissa da sempre con i “freaks”, solo che quelli di Roberto Non Morto sono trucidi contadinacci filo confederati ;-) Cheers

      Elimina
  2. lo vidi al cinema e mi piaque.
    infatti vidi anche il seguito -

    che dire concordo su tutto quello che dici -
    tobe hooper è stato gentile a non querelare rob zombie ( e non solo lui )

    tanto per creare un po di polemica ( il dibattito! il dibattito langue!) secondo me ( nel filone FILM CHE HANNO PLAGIATO IN MANIERA IGNOBILE NON APRITE QUELLA PORTA) il film del 2007 FRONTIERS è più bello.

    grazie rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. “Frontiers” è molto più bello di questo qui, questo è la scatola dei giocattoli di Rob Zombie ;-) Infatti il problema di questo film, è il suo essere meno dei modelli originali, ma gli intenti di omaggio sono chiarissimi. “Non aprite quella porta” è un classico che è diventato un modello, il suo grande pregio è stato quello di portare il realismo (con un tocco quasi da documentario, ovvero da dove arrivava Hooper) nel cinema horror, un’idea che ha cambiato tutto.

      A ben guardare però il padre nobile di tutti i film del tipo “deviazione sbagliate, e tipo di città finiscono nelle mani di alcuni pazzi locali” resta “Un tranquillo weekend di paura” (1972). Che non è un horror, ma è uno di quei film che fa comunque venire una strizza ragguardevole. Cheers!

      Elimina
  3. tranquillo weekend per me è un horror
    un ottimo horror
    la scena del banjo
    la loro spocchia con i villici
    la fuga
    la scena dell'uomo maiale
    la vendetta di swarzy sul predator
    è un horror
    con la akka maiuscola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Totalmente d’accordo, sono film che magari non riportano la parola “Horror” sul resto del blu-ray nella categoria “genere” come prima voce, però di fatto sono horror per mettono addosso una fifa blu. Inoltre sono diventati modelli da cui tutti hanno pescato. L’horror è universale, te lo dice uno che ritiene Ingmar Bergman uno dei migliori registi horror di sempre ;-) Cheers

      Elimina
    2. Cas ho aggiornato il blog vieni a trovarmi

      Elimina
  4. Che invidia, vedere questi film al cinema. All'epoca ne ho sbagliati così tanti che ho sempre più ridotto i miei viaggi in sala. 7,50 euro per "Resident Evil", "Kill Bill 1" o "The Cube 2" mi hanno riempito il cuore di bestemmie...
    Sai che non ho mai visto questo film? Rob Zombie l'ho sempre sentito nominare ma solo qualche anno fa ho visto dei suoi titoli. Chissà, magari per Halloween mi sparo la trilogia :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. “The Cube 2” l’ho visto a casa noleggiato, bestemmiando tra le mura di casa, ci credo che ti è passata la voglia! Non sono film rivoluzionari, ma si lasciano guardare, mi sto preparando per Halloween anche io, consideriamoli gli addobbi questi ;-) Cheers

      Elimina
    2. Io andai a vederlo boh, almeno cinque volte (storia vera), ma Lucius è l'anti-Tarantino fatto persona, quasi me lo vedo davanti alla tutina di "Game of Death" appellarsi a tutti la sua pace interiore ;-) Cheers

      Elimina
  5. Ricordo che non mi colpì per i 1000 corpi, ma per uno, anzi due, l'altro era uno strano pagliaccio ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa dovrebbero stamparla come citazione sulle ristampe in DVD e Blu-Ray del film! :-D cheers

      Elimina
  6. Un esordio davvero fulminante, per il nostro Rob.
    Poi...non so.
    Quando dovrebbe arrivare il momento di confermarsi, alle volte toppa in modo clamoroso.
    Forse, come dici tu, e' bravo sopratutto a rifrullare cose gia' esistenti. Come in questo caso.
    E dire che l'entusiasmo non gli manca. Forse ha bisogno di un pizzico in piu' di, come dire...malizia, ecco.
    Ma sono fiducioso. Il ragazzo si fara' anche se ha le spalle strette, eccetera.
    Qui omaggia Hooper (la presenza di Bill Moseley non e' casuale), ma anche Craven e Gordon Lewis. Mettendo in mostra quello che i suoi illustri predecessori potevano solo immaginarsi, visti i mezzi e i budget ridicoli.
    Ha dalla sua un montaggio che definire schizoide e' un complimento, con stacchi che sembrano presi da documentari dal vivo o filmati di repertorio.
    Tipo quelli su Gein, Fish o le discutibili abitudini di Baby e dei suoi parenti. Vederla mentre si intrattiene coi cadaveri lascia ben poco spazio all'immaginazione.
    Le scene sono immersive al massimo. Quasi si percepisce il caldo, il tanfo, la puzza di marcip e putrefazione.
    Menzione d'onore per il mitico capitan Spaulding, che di fatto seleziona le vittime (come il fratello di Faccia di Cuoio o il tipo dell'officina di Vacancy) e il finale, che concede una speranza per poi twistare su se' stesso e ricominciare peggio di prima.
    Talmente grottesco, esagerato, efferato da risultare persino comico, in alcune parti. Nonostante non ci sia nulla da ridere, e faccia di tutto per prendersi maledettamente sul serio.
    Un giro in un Luna Park allucinato, proprio. Dopo essersi ingollati un secco di anfe miste ad acidi.
    Ultima cosa:
    Rob, se sei in ascolto...fammi il film live di MR. PICKLES!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche un po’ fulminato però ;-)
      La svolta gli verrà meglio nella scena iniziale di “Halloween II” che però è anche l’unica parte che ho apprezzato di quel film. Mr. Pickles mi sembra molto nelle sue corde, anche se il sogno sarebbe un film ispirato a “Dirty Frank”, il pezzo dei Pearl Jam, quello sarebbe fatto dal sarto per Rob Zombie! Cheers

      Elimina
  7. Un esordio col botto, il vero remake di "Non Aprite quella Porta", altro che quella zozzeria per ragazzetti di Michael Bay!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Osceno, Marcus Nispel per me è il male. Ha messo le sue manacce su due capolavori sfornando disastri, Rob invece ha dimostrato di avere il cuore dal lato giusto. Cheers

      Elimina
    2. Non so che fine abbia fatto Nispel, ma spero di non incontrarlo mai più ;-) Cheers

      Elimina
  8. Davvero hai avuto il coraggio di vedere al cinema "House of the dead"? Se un giorno mai dovessimo incontrarci una birra te la pago per il coraggio dimostrato sul campo. Riguardo al film esordio di Roberto non-morto dovrei forse dargli una seconda possibilità, purtroppo lo vidi una sola volta in home video e non lo apprezzai, anzi ho un ricordo di una film pesante dovuto a una narrazzione che procede a blocchi, ma si sa, gli anni passano e con il tempo i gusti si affinano, forse oggi lo gradirei maggiormente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una di quelle cose che un giorno potrò raccontare ai nipotini, i miei amici rimasero sconvolti dalla bruttezza del film (ma loro conoscevano anche il videogioco), io consolandomi con il ricordo della canottiera della protagonista, ho approfondito la conoscenza con quel matto di Uwe Boll, ho iniziato a seguire la sua follia e i suoi lavori successivi, credo che non esisterà mai più un matto come lui :-D trovo che il secondo proceda più a blocchi e scenette, questo è pesantemente legato ai modelli di riferimento, non inventa niente ma intrattiene ancora al meglio. Cheers!

      Elimina
  9. Il ponte di Halloween: quale momento migliore per rispolverare tutto ciò che m'ero perso di Rob Zombie? ^_^
    Grazie al tuo ciclo come guida turistica ho scoperto un autore totalmente diverso dall'idea che mi ero fatta. In fondo, il suo primo film che ho visto è stato quella roba di "Le streghe di Salem" (2012), quindi è stato facile per me dire "Ok, ho chiuso con Rob". Poi per il ciclo Halloween ho visto i suoi due reboot, con ottime idee ma buttate via in un'orripilante esecuzione: per me dunque era un autore da cui stare molto alla larga.
    Invece "La casa dei 1000 corpi" è completamente diverso, molto meno "serioso" (cioè puzzone) degli altri, gioca con lo spettatore, con il genere e con i personaggi, quindi mi riscatta Roberto Non Morto nella scala dei registi ;-)
    Inoltre devo ringraziarti perché mi hai fatto scoprire una cosa incredibile. Hai presente il geniale baraccone delle stranezze e mostracci finti dell'altrettanto geniale Capitan Spaulding? Vengono inquadrati un po' di mostriciattoli, e cosa ti vedo? Incredibile... Ripley 3, il terzo tentativo di clonazione dal film "Alien Resurrection" (1997)!!!
    Ora, il film di Zombie è distribuito dalla Universal mentre l'universo alieno è tutto Fox: dubito fortemente sia un prestito "ufficiale". Il mostriciattolo è opera di Mike Smithson che non risulta aver lavorato con Zombie, ma "La casa dei 1000 corpi" vanta nel cast tecnico Michael O'Brien, esperto di pupazzi per grandi film, fra cui tutti i film alieni dal 2004 in poi: che se lo sia portato lui da casa, dopo averlo fregato sul set di "Resurrection"???
    Ovviamente questo merita di finire nella mia collezione di citazioni aliene: ecco una foto che anticipa il futuro post.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Le streghe di Salem" (2012) non mi è piaciuto per nulla, mentre sui suoi "Halloween" abbiamo confrontato pregi e (tanti) difetti, ma quello di questo film è un Rob Zombie bello vispo, nel pieno del suo territorio cinematografico. Sono molto felice che ti sia piaciuto e ancora di più di aver contribuito alla tua collezione, cavolo hai un occhio bionico! Ho visto tante volte il film e non avevo mai notato questo dettaglio, complimenti ;-) Cheers!

      Elimina