lunedì 7 ottobre 2019

Breaking Bad (2008-2013): O muori da prof. di chimica, o vivi tanto a lungo da diventare il pericolo

Mettetevi nei miei panni, quelli di uno con la sinistra propensione a guardare i cattivi dell’immaginario con un occhio di riguardo. Secondo voi potrebbe esistere anche una sola possibilità per “Breaking Bad”  di non essere una delle miei serie di culto? Non scherziamo, dài. Anche perché Vince Gilligan (che non ho ancora capito se è quello dell’isola) ha dato la definitiva spallata necessaria a mettere cinema e serie tv sullo stesso livello, una rincorsa durata una vita e conclusasi nel deserto fuori Albuquerque.

Non faccio quello che sale sul carro del vincitore (come hanno fatto in tanti) io “Breaking Bad” l’ho scoperta abbastanza tardi, ho iniziato a guardarla quanto il mondo era in fotta per la quinta stagione, tutti arrivavano io partivo, alla faccia dell'ansia da “spoiler” che brucia il mondo.

Ma a bruciare davvero per me è stata la febbre per una serie che rappresenta un apice qualitativo, triturata in un tempo ridicolmente breve a colpi di anche tre o quattro (a volte più) puntate a sera come se non ci fosse un domani e una sveglia ad attendermi. Malgrado il mio essere partito dopo, ho trovato un sacco di persone a cui consigliare questa serie, devo dire che quasi tutte sono diventate dipendenti da una serie la cui qualità è pura al 99,1%, come la metanfetamina blu di Heisenberg.

Vince Gilligan, che non so se è quello dell'isola, ma di sicuro è uno spacciatore di serie tv con i fiocchi.
Facciamo finta che non l’abbiate già vista (quasi) tutti, ve la racconto senza ansia da Spoiler, come ho fatto con tutti quelli a cui l’ho consigliata, bastano gli eventi del primo episodio a convincere a voler provare una dose di “Breaking Bad”.

Dopo una breve intro nel deserto con un buffo ometto in mutande e pistola nel mezzo del deserto, scopriamo che quel “signore dalle strane mutande” (Cit.) si chiama Walter White, un’allitterazione nel nome come un supereroe, tranne che di eroico non ha proprio niente e in cinque stagioni ne avrà sempre meno. Walter fa il professore di chimica ad Albuquerque, nemmeno uno di quelli carismatici tipo «Oh, capitano mio capitano!» no, uno di quelli i cui alunni portano l’auto a lavare, solo per umiliarlo per il suo secondo modesto lavoro, fatto per arrotondare.

Che poi a me a scuola, la chimica non piaceva nemmeno (storia vera)
A casa lo aspetta Skyler (l’odiatissima e bravissima Anna Gunn) moglie fin troppo bella e devota per un tale inetto, una che non si lascia abbattere dalle scarse finanze, disposta anche a vendersi mezza casa pur di raggranellare i soldi in vista dell’arrivo della seconda figlia. Anche perché il primo figlio è motivo di preoccupazioni, Walter White Jr. come l’attore che lo interpreta RJ Mitte è affetto da una paralisi cerebrale, ed è anche il primo personaggio portatore di Handicap a non essere indentificato unicamente da quello.

A questo punto mi rendo conto che l’idea di cinque stagioni su un professore affetto da sfiga nera congenita, potrebbe non essere molto “sexy”, ma tranquilli, ora peggiora perché dopo un malore Walter White finisce in ospedale e senza aver mai fumato mezza sigaretta scopre che il cancro ai polmoni se ne frega di questi dettagli.

Allo scenario aggiungete il cognato di Walter, lo sbirro Hank Schrader, avete presente il classico americano un po’ stronzo e spocchioso, razzista, misogino e con la panza che ti aspetti veder appoggiare ogni nuova guerra Yankee sparsa nel mondo? Ecco, Hank Schrader è proprio così, se non fosse che ha il faccione di Dean Norris l’uomo che avete visto in TUTTE le serie tv (controllate, ha recitato in tutte) e in anche parecchi film della nostra vita, solo che non avete mai associato nome e faccia, tenetemi l’icona aperta su questa questione che dopo ci torniamo.

Provate a dire il titolo di una serie tv, Dean Norris ci ha recitato (controllate se volete)
Hank per farsi bello porta Walter a vedere quanto è bravo a dare la caccia agli spacciatori di metanfetamina, i “cuochi” che la cucinano in casa illegalmente e con mezzi di fortuna, ma che comunque tirano su bei soldi. Ma se può farlo qualche disadattato scappato di casa, cosa potrebbe tirare fuori uno con l’esperienza di brillante chimico come Walter White?

Il risultato è un prodotto esagerato, una metanfetamina blu purissima che diventa la più richiesta tra tutti i tossici. Ecco, ci sarebbe il problema di venderla, perché un pacato professorino non ha proprio l’esperienza da spacciatore richiesta e qui il quadro si completa con Jesse Pinkman (altro giro, altro nome “colorato”, interpretato da un Aaron Paul gigantesco), una sorta di Eminem dei poveri, ex alunno scapestrato di Walter, ma perfetto compare in questa mal assortita accoppiata.

"Cucini tutto il giorno e poi? In tv solo programmi con gente che cucina"
Capite da voi che una storia così ha un potenziale infinito, anche comico, infatti l’inizio malgrado il ritmo lento degli episodi (anche su questo ci torniamo) ha dei tratti comici nonostante lo spunto di partenza sia drammatico, rappresentato anche dal volutamente esageratissimo Tuco Salamanca di Raymond Cruz.

La prima stagione dura solo sette episodi, accorciata prima del tempo a causa del famigerato sciopero degli sceneggiatori, ha tutto per conquistarti con i suoi personaggi ed è anche la meno riuscita, perché è dalla seconda in poi che s'inizierà a fare sul serio per davvero, ma resta perfetta per presentarci tutti i personaggi, sottoprodotti di una crisi economica, ma anche di quella del classico maschio borghese bianco che, per assicurare un futuro alla famiglia, è costretto a percorrere la strada del crimine.

Il vostro classico bravo papà responsabile (più o meno)
Ma la verità con “Breaking Bad” è un’altra: appena pensi di aver capito dove andrà a parare, non lo farà quasi mai nel modo in cui ti aspetti e se lo farà, mai con i tempi previsti. Molti criticano alcune svolte un po’ dettate dal caso lungo la storia, io vi dico invece, che nella vita “la merda capita” come avrebbero detto in "Forrest Gump", a volte sei solo nel posto sbagliato al momento sbagliato, oppure seduto sul cesso giusto al momento giusto (occhiolino occhiolino), le uniche concessioni alle classiche dinamiche da serie tv che fa “Breaking Bad” sono poche e tutte perdonabili, anche perché una è la classica vicina di casa bona, quando vedi arrivare Krysten Ritter nella seconda stagione, capisci in un attimo che si metterà con Jesse, quello che non puoi sapere è quanto sarà fondamentale per la sua crescita (non a caso arriva quando il ragazzo si allontana dai genitori) e sarebbe interessante analizzare tutta la serie come grande “romando di formazione” di Jesse, se solo non avessi già un milione di cose da dire su una serie così stratificata e curata.

Concessioni alle trovate da serie televisiva.
I personaggi di “Breaking Bad” sembrano tanti stereotipi recitati molto bene: Hank Schrader lo sbirro bianco spocchioso, sua moglie Marie (Betsy Brandt) benpensante cleptomane e in fissa con il viola, Skyler la moglie rompicoglioni, Jesse l’allievo/figlio e Walter White il brav’uomo finito per sfiga sulla strada sbagliata. Ma quello che rende questa serie un capolavoro è il suo smontare uno per uno tutti questi stereotipi, portandoci a capire che chi odiavamo aveva ragione e chi pensavamo buono, forse ci ha fregati tutti, da qui in poi SPOILER! Questa volta veri.

Poi non dite che non vi avevo avvisati.
Iniziamo con chiudere l’icona lasciata aperta: “Breaking Bad” è una tempesta perfetta, l’insieme di tutti i pianeti che si allineano sullo stesso asse tutti insieme, una combinazione astrale non ottenuta per caso, ma grazie ad un’ottima programmazione e le facce giuste. Nel cast di questa serie nessuno era davvero famoso, quasi tutti sono diventati popolarissimi dopo, ma all’inizio nessuno pensava che Aaron Paul avrebbe tirato fuori una tale prova di bravura, sufficiente a salvare la vita a Jesse Pinkman, personaggio messo dentro per prendere un po’ per il culo i giovani, un alleggerimento comico che sarebbe dovuto morire alla fine della prima stagione, mentre, grazie alla prova enorme di Aronne Paolo, è diventato un personaggio sfaccettato e complesso, quasi il canarino usato dai minatori personale di Walter White potremmo dire, se fosse così semplice riassumerlo.

Jesse Pinkman in due dei suoi (tanti) stati di devastazione.
Ma quando parliamo di attori giusti, nessuno può battere Bryan Cranston, quello che prima era famoso giusto per il ruolo del papà di Malcolm nella serie comica omonima. Il creatore della serie Vince Gilligan ha pensato subito a lui per la parte, perché se siete vecchi fanatici di X-Files come me lo ricorderete, i due avevano già lavorato insieme nell’episodio “La corsa”, in cui Fox Mulder doveva andare “Speeeeedito” (cit.) in auto per salvare un testimone della famigerata cospirazione aliena, un razzista paranoico interpretato proprio da Bryan Cranston. Gilligan (sarà quello dell’isola? Chissà?) aveva bisogno di qualcuno in grado di generare empatia, ma risultare sgradevole allo stesso tempo, perché il suo piano diabolico era prenderci tutti a sberle in faccia con “Breaking Bad”.

L’esperienza passata del creatore della serie e di tutti gli attori del cast è un fattore non da poco nel successo di “Breaking Bad”, la squadra messa insieme è quella giusta per vincere, basta dire che Giancarlo Esposito recita da sempre, ma ora lo ricordano tutti per il suo Gustavo “Terminator” Fring. Le facce che popolano la serie sono mitiche, Jonathan Banks veterano fin dai tempi di Walter Hill, ci regala il tostissimo Mike e Bob Odenkirk dopo una gavetta durata una vita, è diventato famoso con un azzeccagarbugli che sembra uscito dai Simpson, per arrivare a guadarsi una serie tutta sua.

Tipo Lionel Hutz, solo due volte più mitico.
“Breaking Bad” è la serie perfetta per i nostri tempi moderni perché ha tutto per conquistare internet con i meme, le Gif e i tormentoni («Say my name»), ma è solida come una roccia, molti criticano la sua lentezza che, però, è anche l’unica giusta per poter raccontare una storia che è un romanzo in cinque capitoli, non uno di più non uno di meno. Tanto di cappello a Vince Gilligan per non essersi lasciato tentare dalle sirene del successo, lasciando il suo prodotto puro al 99,1 % fino al VERO finale della serie (la monumentale 5x14 “Ozymandias”) per poi concederci ancora due episodi e un finale più convenzionale che ammorbidisce un po’ gli spigoli vivi di quel capolavoro di “Ozymandias” lanciando la leggenda di Heisenberg lassù insieme ai grandissimi, “The Wire” e “I Soprano”, per fare due titoli della stessa caratura.

Sì, perché il bello di “Breaking Bad” è quello di farci affezionare ad un personaggio che fa qualcosa di moralmente discutibile (produrre droga) per una causa che non possiamo non ritenere giusta e anche un po’ nostra visto che ormai conosciamo così bene la sua famiglia, quelli a cui Walter cerca di garantire un futuro. Ma durante i cinque capitoli del romanzo intitolato “Breaking Bad” scopriremo che questa è la storia di un uomo che davanti ad ogni possibilità di tornare sulla retta via, lui sceglie sistematicamente e caparbiamente di proseguire lungo il percorso che trasformerà Walter White in un super (anti) eroe di nome Heisenberg.

Clark Kent si toglie gli occhiali, Walter White si mette il cappello.
Bryan “Più grande attore del mondo” Cranston si è guadagnato il virgolettato con una prova gigantesca anche fisica, la trasformazione del personaggio avviene sotto i nostri occhi in maniera chiara, ma quella più significativa è tutta farina del sacco di Cranston. Ci sono dei momenti a metà della terza stagione in cui i due personaggi sono così scissi che è possibile capire quando abbiamo davanti Walter White oppure Heisenberg, solo dal linguaggio del corpo e dall’uso della voce di Cranston.

La mia wing-woman si allontana, parte questa scena, torna: «Cosa è successo?», «Niente, solo che Bryan Cranston è diventato il mio attore preferito di tipo, tutti i tempi» (Storia vera)
La lentezza dello sviluppo della storia è peculiare, ci sono serie in cui non succede niente, in Breaking Bad anche quando “non succede niente”, quel niente è pieno di qualcosa, di rapporti tra personaggi, di reazioni tra di loro che portano avanti il lungo romanzo una pagina alla volta, l’esempio più significativo è “Fly” (3x10), talmente stringato nella trama che anche io potrei riassumerlo (Walter e Jesse danno la caccia ad una mosca. Fine), ma è un capolavoro che come molti episodi di questa serie meriterebbe un’analisi dettagliata, nel suo essere un capitolo fondamentale nell’evoluzione del protagonista e del suo rapporto con gli altri.

Nemmeno David Cronenberg aveva osato tanto.
Walter White con quel suo nome da fumetto, il cappello che sembra il costume che indossa, e la sua identità segreta di Heisenberg, ha degli spunti da eroe e, a ben guardarlo, ha anche dei super poteri derivati dalla scienza, perché la sua conoscenza della chimica lo rende una specie di MacGyver scientificamente accurato in grado di uscire da ogni situazione (e in “Felina” l’episodio conclusivo, la soluzione quasi parodia di “Scarface”, ha molte delle trovate del vecchio MacGyver).

MacGyver aveva un coltello Svizzero, Walter White ha la scienza.
Ma di eroico Walter White non ha nulla, anche se “Breaking Bad” ha creato attesa, iconografia e merchandising come le grandi saghe cinematografiche con cui siamo cresciuti, è rivolta ad un pubblico adulto, perché utilizzando una frase molto popolare presa da un film che non sopporto: "O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo". Con la geniale differenza che Walter White non ha mai voluto essere un eroe, ogni tradimento, omicidio e menzogna con cui ha saputo affascinarci, farci fare il tifo per lui sperando e fremendo per vederlo sempre farla franca, era il suo modo per rifiutare la vita mediocre di Walter White e trasformarsi nel megalomane temuto e potente che avrebbe sempre voluto essere.

I molti riferimenti più o meno velati a “Scarface” (1983) sono indizi sparsi da Vince Gilligan lungo la corsa, ma la genialità di “Breaking Bad” sta nel suo essere monolitica negli intenti, se ci siamo ritrovati a tifare per Heisenberg è qualcosa che abbiamo fatto noi di nostra spontanea volontà, testimoni e complici di ogni sua nefandezza, dipendenti come dalla “Blue Meth” e convinti di poter smettere in ogni momento.

Smetto quanto voglio (e poi si guarda una stagione in due serate)
Siamo noi ad esserci convinti di stare facendo il tifo per il buono quando, invece, con un risveglio brusco e drammatico che ti lascia spezzato a terra con la faccia nella polvere, quasi come il protagonista, con Ozymandias” ci siamo risvegliati dall’illusione: il personaggio che meglio ci rappresenta è un antieroe, se non proprio un bastardo di prima categoria e su questo Vince Gilligan è sempre stato chiarissimo fin dal primo episodio.

Da dire su questa straordinaria serie ci sarebbe ancora tantissimo, voglio concludere con una nota di colore (più del White, Pink e del viola di Marie) sottolineando quanto in cinque stagioni, “Breaking Bad” sia stata in grado di cambiare tutte le nostre percezioni sui personaggi, ma anche di entrare nella cultura popolare senza nemmeno bisogno di una sigla memorabile (ne ha una piuttosto basica, per stare in tema), attraverso una colonna sonora apparentemente assente, ma piena di pezzi utilizzati in modo intelligente, questa serie ha creato quintali di iconografia, ricordi condivisi subito riconoscibili, a cosa pensate se vi dico… DING!

E le Destiny's Child... MUTE!
Il taglierino di Gus, la birra artigianale di Hank, Los Pollos Hermanos e poi le frasi tormentone, quante volte avreste voluto ringhiare a qualcuno «I am the danger» (la scena con cui Cranston è diventato Bryan “Più grande attore del mondo” Cranston), oppure i vari «Yo Bitch!» di Jesse. La verità è che dopo “Breaking Bad” tutte le altre serie sembrano più piccole, di qualità minore, di sicuro non pure come questa al 99,1%.

44 commenti:

  1. l'unica serie tv insieme a dexter ( e a dowton habbey ma lì spesso dormivo ) che ho visto interamente.

    la speranza è che la realtà non sia così am temo che invece lo sia.

    il mio personaggio preferito rimane tuco salamnca.

    che cattivo ragazzi miei!!!!!!


    rdm

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    1. Tuco è uno dei tanti personaggi mitici, quando una serie, rende iconico anche l’ultimo dei personaggio più o meno di contorno (e questa serie lo fa) qualcosa vuol dire. Le ho viste tutte quelle che hai elencato, dovrei solo decidermi a scriverne, con calma arriverò ;-) Cheers

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  2. la serie in cui non ha recitato dean norris è "I cesaroni"


    ora mi spetta un premietto


    classidy o mi dai un premietto o ti porto a fare un giro in belize...............

    geppo dal belize( giuro prima di sta serie ero convinto che il belize fosse vicino all'iran. beata ignoranza)

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    1. In realtà “I Cesaroni” è la serie in cui Dean Norris non ha ANCORA recitato, dagli tempo ;-) Cheers

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  3. Ottima serie, ma l'episodio della mosca secondo me è stato totalmente inutile. Forse non ho capito l'intenzione

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    1. Un episodio che ha diviso, come scrivevo ci vorrebbe un’analisi dettagliata, per me è il momento chiave, in cui si prende in analisi cosa sta accadendo dentro la mente del protagonista, anche Jesse si rende conto con chi ha davvero a che fare. Cheers!

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  4. Carabara, non ho mai visto BB, ma - non ci crederai o forse sì - ieri mentre ero sul bus e rileggevo uno degli ultimi Parker di Dick Stark, mi sono ritrovato a pensare che Cranston sarebbe stato un Parker Perfetto e meglio dei duri sempre e muscolari a volte Lee Marvin, Mel Gibson e Jase Statham. No kiddin. Bryan può sembrare un travet come me e quindi allontanarsi con calma dall'incendio della pompa di benzina portando a spalla un paio di assi di truciolato verso il parcheggio vicino dove nell'autoarticolato è una coupé truccata e può ghiacciare il sangue nelle vene collo sguardo un paio di marcantoni con pistola alla caviglia, ricordando loro che non sono soldi loro e che esiste anche una assicurazione.
    E Bill Macy è naturalmente il mio Dortmunder, ma era abbastanza scontato. Ciao ciao

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    1. Ne sono abbastanza certo, anche perché se non altro farebbe un accento migliore di quello venuto fuori a Giasone Statham nella sua versione ;-) Ogni volta che in tv passano “Payback” (spesso) mi viene voglia di rivedermi anche “Senza un attimo di tregua” che è sempre tra le cose che vorrei rivedere, se solo non avessi sempre mille cose da vedere e rivedere. Dove si firma per la coppia composta da Macy e Cranston? Due tipi normali con cui non vorrei litigare dopo “Fargo” e “BB” ;-) Cheers!

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    2. Giasone Status del Prosciutto ? Chennepensi ? Nobiluomo di Calvino o comparsa di Guareschi? Mm
      Considerato che ami queste traslitterazioni come l'assassino di Corpi al Sole di Agatha, mi permetto di raccontarti una storia usando il tuo codice.
      Giovedì scorso un mio amico ed io siamo andati a vedere Gioacchino Fenice nel film che probabilmente lo porterà allo Oscar in un multisala con annessa libreria del cinema e bar con biblio a tema dove il massimo del supereroico è stato Birdman. Un nostro conoscente che chiameremo Ics ci ha detto che chi si fosse presentato in costume da pagliaccio avrebbe avuto uno sconto. Io sto ancora riprendendomi dalle spese pazze di Crepascolino alla Games Week e quindi mi sono presentato come clone di Sbirulino. Il mio pard era un eccellente Krusty il Clown dei Simpson.

      Naturalmente abbiamo pagato il prezzo intero del biglietto dopo aver sottostato ad una umiliante perquisizione ed un interrogatorio da Una Pura Formalità o Guardato a Vista ( quello francese con Ventura e non quello americano con Freeman ndr ).
      Prima o poi troveremo Ics e gli spiegheremo coi fatti quanto ci è piaciuto spiegare che non siamo una coppia che esce a turno da una torta di panna vestiti solo di scarponi e panna. Pfui. Non ti dico nulla del film se non che QUASI TUTTO IL PUBBLICO spiava noi e solo quelli in prima fila hanno seguito la Fenice...

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    3. Dannati ics-men, come direbbe Magneto.
      Negli stati uniti vi sarebbe andata peggio, non per fare l’ottimista a tutti i costi, non mi calza il ruolo, ma potrebbero calzarmi le scarpone da clown, visti i miei piedi. Sono sicuro che stessero fissando tutti voi, è un po’ come andare a vedere “Non aprite quella porta” con una motosega ;-) Cheers

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  5. Lucius Etruscus7 ottobre 2019 12:04

    Sai che sto ancora settando lo smartphone nuovo e devo capire come farmi riconoscere da Blogger, quindi ti mando un veloce saluto. Ho una coppia di amici che ha appena iniziato questa serie; lui la adora, lei no, dice che alla seconda stagione ancora non l'ha capita :-P

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    1. Lo so, fai con calma, le difese di Blogger sono sempre difficili da battere. Una situazione familiare, ho guardato metà della prima stagione di “BB” praticamente da solo, la seconda metà invece, spesa a spiegare alla mia Wing-Woman (che stava a mezzo metro da me durante i primi episodi) chi fossero Walter, Jesse e tutti gli altri, dopodiché ciao, ha messo il turbo, si è appassionata e mi ha fatto fare una maratona di episodi alla velocità con cui di solito si corrono i cento metri ostacoli (storia vera). Cheers!

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  6. Forse sono l'ultimo uomo sulla terra insieme all'unica donna sulla terra (la mia compagna) che non hanno ancora visto questa serie!

    Con tutti intorno che mi dicono "guardala, cazzo è uno spettacolo" "guardala, su" "eddai ancora sei lì, guardala" "adesso ti metto lì col collirio e lo spalanca palpebre e te la pappi tutta"...
    Beh, si insomma hai capito il concetto! 😃
    Dico sempre di mettermi giù di buona lena ma IL TEMPO, maledetto lui e quanto è poco!! E quanto m'addormento dopo cena davanti alla tv, che rabbia!

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    1. Ti capisco bene, però questa insieme a “The Wire” e “I Soprano” è nell’empireo. Non voglio unirmi al coro degli “Spingitori” quello no ;-) Cheers

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    2. Te lo dico in un orecchio...shhh... : ho sempre sentito nominare "The Wire" e "I Soprano"...ma non ne ho mai vista manco mezza puntata! Si vede che sono leggermente indietro con le serie tv eh?? 😬😬

      L'unica con cui mi sono infognatissimo a morire è stata "Lost" (del tipo che non aspettavo il doppiaggio in italiano ma mi mettevo a scar...recuperare gli episodi coi sottotitoli...difatti a tutt'oggi in italiano non so nemmeno che voce abbiano i vari personaggi. Per non parlare del corollario intorno al Progetto Dharma, la faccenda di Valenzetti ecc ecc) ma mi ci sono scottato così forte che mi è venuta paura di affrontare serie da milleduecento stagioni che poi magari ti appassioni e vanno a finire in vacca! A quanto pare queste da te citate meritano!

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    3. Se hai voglia, prova a fare un salto sul post dedicato a "Lost", lo trovi facilmente qui sopra, non sei il solo ad aver perso sei anni della propria vita ;-) Cheers

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    4. Arghh!! Anche tu sei fra gli "scottati forte"!! 😱😱😱

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    5. Puoi dirlo forte, come la scottatura ;-) Cheers

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  7. Lo scoprii quasi subito, ma lo abbandonai perché non riuscivo a non vedere Hal di Malcolm nel protagonista, che invece era drammatico e anche villain.
    Insomma, era quasi una presa in giro della questione, come quando vedevo il telefilm sulla scuola con Solfrizzi, ma ci rivedevo sempre Toti di Toti e Tata (i pugliesi mi comprenderanno) e anche nel dramma non lo guardavo seriamente.
    Ma in effetti, come dici, Breaking Bad è così: è anche non per forza serio, di certo una pietra miliare.
    Ma, oh, copiato da The Shield, eh.

    Moz-

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    1. Non ho mai seguito “Malcolm”, cioè ne conoscevo l’esistenza ma mai seguito come si deve, bisogna dire che dopo Bryan Cranston era più facile da riconoscere, ci siamo resi conto di averlo visto ovunque, notandolo il giusto. “The Shield” è la serie tv capolavoro che (quasi) nessuno cita mai, resta nei paraggi a tal proposito ;-) Cheers!

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    2. Mi sa che dovrai leggermi anche tu, perché pure io ho preparato qualcosa su The Shield ;)

      Moz-

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    3. Super! Non ti propongo una data per un mini blogtour solo perché nei prossimi giorni ho tutto il "palinsesto" pieno, in ogni caso ci leggiamo ;-) Cheers

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  8. Seeee, buonanotte! Inizi la settimana con Sua Maestà Breaking Bad?!?! Sei pazzo Capo! Dovevi avvisare che almeno ci saremmo preparati qualcosa perché ci sarebbero così tante cose da dire che non saprei nemmeno da dove cominciare.

    Provo a dire due-cose-due sparando un po' nel mucchio. Intanto esordisco con un comodo "miglior serie mai prodotta". Non ci sono c@zzi e non ce n'è per nessuno. Dalla storia, alla recitazione, alla psicologia dei personaggi, agli intrecci,... Tutto è calibrato in modo certosino. Non c'è nulla lasciato al caso visto che anche il più scemo dei personaggi (gli amici di Jesse giusto per citarne un paio) ha un background perfetto e, sopratutto, credibile.

    Sai perché "Breaking Bad" è così amato (ovviamente è una mia chiave di lettura personale)? Due motivi. Il primo sono i personaggi che sono assolutamente credibili. Non ci sono supereroi, non ci sono miliardari, non ci sono scene inverosimili. WW è un banalissimo professore, troppo in gamba per insegnare in un pessimo liceo, ma senza gli agganci che gli permettano di utilizzare le sue conoscenze per fare il suo lavoro, dove è uno dei numeri uno, per una grossa compagnia. E invece è lì, al verde, a fare i conti con le bollette, un doppio lavoro umiliante, la malattia del figlio, la caldaia che non va, una seconda gravidanza non cercata,... Come potrebbe toccare a me, a Cassidy, a Tizio o a Caio. Perfino la tanto bistrattata (e odiata) Skyler ha reazioni umane, comprensibili e assolutamente realistiche. E' la voce della coscienza, il grillo parlante che ti sussurra "Ehi! Mio marito è un dannato spacciatore e tu, spettatore, mi odi perché lancio la pizza sul tetto o non accetto che i soldi che porta a casa siano sporchi? Chi è lo stronzo tra noi due, eh?". E qua arriviamo al punto due: ogni singolo personaggio si trova difronte a delle svolte con risvolti morali che fanno discutere e ti lasciano un dilemma: ma io, al posto suo cosa avrei fatto?

    SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER!

    Partiamo dal più facile: hai la conoscenza e la possibilità di dare un futuro migliore alla tua famiglia. Morirai tra qualche mese quindi le conseguenze personali (come la galera) ti interessano relativamente. Che fai? Ti metti a produrre della droga? Moralmente è la cosa più sbagliata del mondo ma il tuo sacrificio permetterebbe alla tua famiglia di vivere bene e di affrontare le ingenti spese che arriveranno. Che faresti al posto di Walter? E quando Jane e Jesse vanno in overdose e Walter potrebbe salvarli entrambi ma decide di lasciar morire la ragazza, tu che faresti? Ovviamente la salveresti. Giusto? Ma vedila così: la deriva che hanno preso Jesse e Jane li sta ammazzando e ti sta trascinando a fondo, salvare entrambi significa mettere la parola fine ad Heisenberg e a quanto faticosamente fatto. E' sbagliato far morire la ragazza ma se parteggi per un criminale, lasciarla morire è la cosa giusta da fare. E quando te ne accorgi ti fai un po' schifo da solo perché hai tifato perché WW la lasciasse affogare nel suo vomito.

    Ribaltamento delle prospettive, smontaggio continuo dei cliché classici (un sicario come Mike dove si è mai visto?), dilemmi morali che ciclicamente si presentano, deriva fisica (Jesse tossico ad esempio) e psicologica (il sopracitato episodio "La mosca"), cadute, risalite e carte che vengono calate sul tavolo pian piano. A mani bassissime la miglior serie tv mai prodotta. Sorry Tony Soprano, sorry poliziotti di Baltimora, ma davanti ad Heisenberg non ce n'è per nessuno.

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    1. Non sono tutto finiti, e aspetta di vedere domani ;-)
      Non so se sia meglio di Tony Soprano o di “The Wire” per me è una sere della stessa potenza. Dove tutto è curato, non un episodio di troppo. Una di quelle serie che è diventato un fenomeno di massa senza svendersi, non sono in tanti ad esserci riusciti. Cheers!

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    2. L'episodio "La Mosca" è nato per mancanza di budget, in pratica avevano solo i due protagonisti e li potevano schiaffare in una stanza e niente più. Pazzesco come sia uno dei più particolari della serie, c'è anche chi l'ha criticato (o non l'ha capito), ma è fantastico il carico di tensione che genera.

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    3. Infatti io sono uno di quelli che non lo hanno capito quell'episodio. Ma se parli di budget ridotto allora si spiega già un po'.

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    4. È una consuetudine abbastanza normale nelle serie tv, girare uno o più episodi in parallelo suddividendo il cast. “Fly” penso che sia un esempio clamoroso in tal senso perché riduce cast e location al minimo storico, ma tira fuori il massimo possibile dalla storia. Cheers!

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    5. L'importanza dell'episodio si percepisce meglio verso il finale della serie, ad un certo punto a "Breaking Bad" basta inquadrare una mosca che vola nella stanza per farci capire cosa sta pensando Walter White. Cheers!

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  9. Serie magnifica, ma il caso ha davvero avuto un gioco enorme nella costruzione della serie, dallo sciopero degli sceneggiatori che ha rimestato le carte in tavola, al personaggio di Jesse che ha avuto un grande riscontro di pubblico, così da modificare radicalmente la prosecuzione della stessa. Jesse è diventato fondamentale per la serie, è il personaggio che mantiene una vera morale, contrapposto a White e alle sue scelte cartesiane, dettate solo dalla logica, scelte che potrebbe prendere un mafioso, o uno scienziato privo di etica.
    Ricordo poi che scopriamo presto che la 'gray matter' era uno sviluppo geniale di White, il quale porterà dentro la frustrazione per non essere diventato quello che era per mancanza di ambizione, e di averlo pagato con una vita priva di soddisfazioni reali, di difficoltà economiche e con un figlio malato.
    Penso anche che gli ultimi due episodi siano il giusto risarcimento a Jesse, che era stato tirato dentro a forza da Walter in quel mondo di malavita e di violenza. Per dirla con Bart Simpson, 'volevi fare di me un criminale, ma io voglio essere solo un teppistello'. A Pinkman non è stata lasciata molta scelta, e sulla sua anima resteranno le cicatrici dell'unico omicidio compiuto(eccetto l'ultimo), dell'orrore dei bambini uccisi davanti a a lui, e della orrenda fine della fidanzata. Ma sono delitti che stanno più sulla coscienza di White, e Pinkman sarà per tutta la serie la cartina tornasole dell'orrore di White e delle sue scelte.
    E di tutto questo, nulla era stato studiato a tavolino: per questo dico che il caso ha avuto una parte importante nello sviluppo della serie. Anche scelte discutibili come la regressione dal cancro (escamotage per allungare la durata della serie: con quella premessa probabilmente non immaginavano che sarebbe durata per molte stagioni) alla fine hanno funzionato miracolosamente. Come anche la trasformazione di Hank, da sbirro cafone e razzista a macchietta, fino a diventare un invalido superdetective, un pasticcio che in qualche modo hanno salvato dandogli una fine da vero eroe tragico.
    Insomma, alle volte siamo portati a credere che opere come 'Casablanca', o come 'Breaking Bad' siano studiate a tavolino nei dettagli, invece è più spesso il caso a trasformarle in capolavori. BB è indubbiamente uno di questi casi.

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    1. Bravissimo ottimo punto, su BB ci sono così tante cose da dire che si potrebbe scrivere un libro. Penso che le grandi serie siano quelli che non hanno un piano dettagliato, ma sembra che lo abbiano avuto fin dall'inizio, il fatto che il personaggio di Jesse sia esploso, poteva essere un'arma a doppio taglio. Pensa se avessero deciso di dare più spazio al personaggio per fare felici i fan? Per questo dicevo che la serie non ha un episodi di troppo e non si è fatta tentare dalle sirene del successo. Cheers!

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    2. Beh, nei piani originali Jesse doveva morire alla fine della prima serie o sbaglio? Non ci sarebbe stata Breaking Bad senza il dittico Heisenberg/Pinkman.

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    3. Fine della prima stagione, infatti l'ultima scena che quindi l'episodio 1x07 sembra quasi incompleto, sapendo questa informazione poi ancora di più. No, non ci sarebbe stato "Breaking Bad" che per certi versi potrebbe essere tutto il romanzo di formazione di Jesse, infatti l'imminente "El Camino" è dedicato a lui. Cheers!

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  10. Ottimo lavoro ������

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  11. In effetti sulla definitiva spallata è avvicinamento tra serie TV e cinema credo che breaking bad abbia dato un contributo enorme. Capolavoro senza se e senza ma. La mia serie preferita però rimarrà sempre buffy che metto davanti a breaking bad, so che molti nn saranno d'accordo, così come anche the wire che è persino più coraggiosa e destabilizzante di breaking bad
    Rufus

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    1. "The Wire" per assurdo non è così popolare, "Buffy" invece è la prima serie di cui mi sono occupato qui sulla Bara ;-) Cheers!

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  12. Io non sono mai stato un tipo da serie. Ho abbandonato Prison Break, Dottor House, Sons of anarchy, Better call Saul, Evil Dead, Dexter, persino Game of Thrones (un giorno recupererò, forse). X-Files è stato il mio unico grande amore, insieme a Twin Peaks, ma a furia di sentirne parlare sul vecchio forum ho recuperato Breaking Bad. E mi ricordo molto chiaramente di aver deciso di guardare la serie fino in fondo dopo il primo episodio. C'è pure un nesso se Vince Gilligan si era fatto le ossa proprio con X-Files, e qui ha creato il suo capolavoro.

    Ho rivisto le 5 stagioni di BB per 3 o 4 volte. Ci sono i momenti più emotivamente forti che abbia mai visto in una serie (solo la prima Handmaid's Tale si è avvicinata, ma con altro stile e altri intenti).
    E' un grande romanzo sul gangsterismo, e Heisenberg è un gangster a suo modo unico, com'è unico il rapporto che instaura con Pinkman. Gli attori hanno dato un contributo formidabile. E' anche una delle poche serie che migliora esponenzialmente di stagione in stagione, cosa davvero rara.

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    1. Una delle poche cose che ho materialmente salvato del vecchio Forum erano i miei commenti ai singolo episodi di “Breaking Bad”, nel mondo di sfornare questo post ho pensato di usarli, ma ho fatto prima a riscrivere tutto da zero. Esatto ha un miglioramento costante, in questo è uguale a “The Wire” in cui la prima stagione è la più “scarsa” (virgolette obbligatorie), un grande romanzo che cura ogni personaggio, il fatto che gli attori fossero tutti sconosciuti ha aiutato, per me “Breaking Bad” ha un contesto anche geografico notevole, non è ambientata in una grande città americana, ed è composta da facce allora poco note, ha potuto fare quello che voleva perché ha avuto cura dei personaggi e non ha mai ceduto alle pressioni di fan, come altre serie, basta pensare solo a quelle targate AMC. Cheers!

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  13. Mi hai quasi messo la voglia di rivederla... se non fosse che l'ho già fatto!
    Al tempo, anch'io era salita sul carro dei vincitori in vista dell'ultima parte dell'ultima stagione, trovando delle difficoltà con le prime due stagioni e poi macinandola a tempo record.

    In vista di El Camino, sono andata di recupero forte di un giovine che ancora non l'aveva vista. Ce la siamo divorata tutta in meno di un mese, con un lungo scalo in aeroporto ad aiutare l'impresa. La lentezza non l'ho mai sentita, la bravura di Aaron Paul (perché poi si è perso per strada e su automobiline veloci, perché?!?) invece sì, tanto da oscurarmi l'ormai odiato WW.
    In Felina ci siamo ritrovati entrambi a trattenere il respiro. E poi ad applaudire. Mio Dio.
    Basta, mi fermo qui che ne parlerò in un post apposito anch'io, molto presto ;)

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    1. Ero curioso di sapere come stava andando il tuo recupero in corsa, direi che è andato benino ;-)
      Incredibile come Aaron Paul si sia perso, un pesce fuor d’acqua in quasi tutti i film post Breaking Bad, ennesima dimostrazione che se per Cranston, Walter White era il ruolo della vita, possiamo dire lo stesso anche per il suo Jesse Pinkman, si spera di ritrovarlo così in forma in “El Camino”, ormai ci siamo. Intanto aspetto anche il tuo post ;-) Cheers!

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    2. E' sempre così, non è colpa di Aaron Paul. Il percorso da tv a grande schermo è un'impresa che nel 90% dei casi è destinata a fallire. O ti trovi un'altra serie, o vivacchi. Basta guardare Bryan Cranston, o anche il Jon Hamm di Madmen. E parlando di Madmen, Elisabeth Moss ha avuto la fortuna di trovarsi The Handmaid's Tale, ma trovo difficile una sua carriera al vertice al cinema. Ahinoi. O lo si veda coi celeberrimi volti di Game Of Thrones.
      Il percorso da grande a piccolo schermo è sempre accolto con gli osanna, la strada inversa è un'impresa titanica.
      "Tanti hanno tentato…"
      "Hanno tentato e hanno fallito?"
      "Hanno tentato e sono morti" (Cit. Dune)

      p.s. Cass, a proposito delle citazioni. Mi piace molto il "giochino" delle frasi citate e trasformate nelle recensioni e nelle didascalie, infatti l'ho ripreso nei miei commenti, ma che ne dici di fare una mini lista dei riferimenti in fondo ad ogni commento, per chi non li conosce? O preferisci lasciare in balia del dubbio del "si, questa l'ho già sentita… ma dove?"
      Sarà l'età, l'Alzheimer galoppante, o il deterioramento cognitivo dell'era di Google e Wikipedia, ma sempre più spesso pur cogliendo la citazione non so più da dove veniva...

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    3. Mox Mulder e Dana Scully che sono rimasti (abbastanza) grandi sul piccolo schermo, l'unico che ha svoltato é stato Clooney.

      Mi piace il tuo suggerimento, non volevo risultare pedante tipo quello che fa le battute, e poi le spiega ridendo da solo. Però siccome anche io odio quando non mi ricordo dove ho già sentito una frase, qualcosa mi dovrò inventare, gracias! Cheers

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  14. purtroppo è morto robert forest ch eè un altro che ha fatto un miliardo di cose non solo jackie brown


    apunto in una puntata di bb faceva una variante sul tema di mr wolf

    rip


    rdm

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    1. Ho fatto ancora in tempo a vederlo recitare proprio quel ruolo in "El Camino" ieri sera. Cheers!

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