giovedì 5 settembre 2019

Rambo 2 - La vendetta (1985): Per sopravvivere ad una guerra devi diventare la guerra

La regola aurea dei seguiti è quella per cui il secondo capitolo dev'essere uguale al primo, ma di più, molto di più! Se dovessi aggiungere una nota personale, tutti i seguiti dovrebbero avere dopo il numero due, le parole “La vendetta”, dài quanto è figo!
“First Blood”, da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa meglio noto come Rambo, è un successo senza precedenti che fa fare a Sylvester Stallone il definitivo salto verso la celebrità totale. Ogni film del vecchio Sly va analizzato nel momento storico in cui è uscito, perché – possa piacere o meno – la carriera di Stallone è sempre stata in equilibrio sulla sua volontà di sfondare ed essere una stella e quella di sfornare film per il suo pubblico di riferimento, nel 1985 le due cose andavano a braccetto.

Premiato dal pubblico, Stallone nel 1985 è all’apice, infatti nello stesso anno decide che al cinema lui e lui soltanto dovrà restituire qualcosa alle persone che lo hanno reso una stella, non basta Rocky IV, in cui il pugile con i calzoncini a stelle e strisce batteva sullo schermo gli odiati Russi no, bisogna fare un altro film di pura propaganda. Rambo era riuscito a far patteggiare il pubblico così tanto per un reduce del Vietnam, da dare il via quasi da solo ad un nuovo filone di pellicole in cui gli Yankee, al cinema si prendevano il loro riscatto per una sporca guerra che per l’intero Paese della torta di mele e dei diritti per (quasi) tutti, è stata un po’ come la perdita dell’innocenza.

Primo Sangue di David Morell e “Fratelli nella notte” (1983) sono così belli che buona parte del vastissimo pubblico ne ignorava quasi l’esistenza, premiando prodotti più popolari, nati sulla scia del successo di Rambo, ad esempio, i vari Missing in action (da noi Rombo di tuono e nulla mi toglie dalla testa che fosse un cambio di titolo voluto per giocare sull’assonanza con il nome Rambo) che lanciano il mito di Chuck Norris. In questo senso, “Rambo: First Blood Part II” – con l’aggiunta del nome del protagonista voluta da Stallone per far ruotare tutto ancora più intorno a se stesso – è davvero una “vendetta”, contro la sconfitta in Vietnam e contro gli imitatori. Se qualcuno dovrà dare agli Americani la loro rivincita per una guerra che è ancora una ferita scoperta, quello può essere solo Sylvester Stallone.

Se io posso cambiare, e voi potete cambiar... No scusate mi sono confuso.
Può piacere, può non piacere, ma questo era lo Sly del 1985, prendere o lasciare, personalmente anche se non condivido le sue idee politiche - l’allora presidente ed ex attore Ronald Reagan elesse Rambo ad icona americana, forse per quello Cobra aveva la sua foto sulla scrivania l’anno successivo - e i dubbi di populismo restano infrattati nella boscaglia come Vietcong, quello che ci viene restituito indietro è puro cinema, di propaganda quanto volete, ma esagerato, “Larger than life” direbbero gli amici dall’altra parte dell’Atlantico, talmente posticcio e coinvolgente che ancora oggi, se chiedete alla classica casalinga di Voghera cos’era il Vietnam, quella si lega lo strofinaccio in fronte e con il mattarello si mette a sparare a Vietcong immaginari nella sua cucina. Un saluto a tutte le casalinghe di Voghera, buongiorno signore!

“Di dove sei Rambo?”, “Bowie, Arizona. Provincia di Voghera”
“Rambo 2 - La vendetta” è puro cinema, una specie di grosso episodio dei G.I.Joe molto serio negli intenti e caciarone nella messa in scena. Il numero di morti ed esplosioni provocate da Rambo in questo film, insieme a Red Scorpion (film “gemello”, ma meno fortunato al botteghino) sono diventate il modello su cui ho basato tutti i miei pomeriggi infantili passati a giocare proprio con i G.I.Joe, facendo i rumori di smitragliate con la bocca. Un film capace di diventare un modello di riferimento per il genere a cui appartiene, di cambiare il modo di parlare delle persone («Ehi, smettila di fare il Rambo!») e di influenzare il ricordo stesso dei fatti realmente accaduti, è un trionfo del cinema su tutto, sulla propaganda e i dubbi di populismo, è il tipo di pellicola che qui alla Bara Volante chiamiamo Classido!


Vi ho parlato lassù della regola aurea dei seguiti, no? Trattandosi di uno dei seguiti più famosi della storia del cinema, è un argomento caldo e sapete qual è un ottimo modo per mandare a segno un seguito degno di nota? Farlo scrivere a James Cameron che poi è proprio quello che hanno fatto Stallone e la allora Anabasis, più nota in futuro come Carolco, anche grazie ai successi del Canadese.

Roger Corman che lo vedeva tarantolato sui set dei suoi film, di Cameron diceva che gli altri camminavano, Jimmy correva. L’iperattività del Canadese e la sua bruciante passione per il cinema, non sono mai state più roventi che in quel periodo all’inizio degli anni ’80, in cui in un nulla ha scritto e diretto uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, per poi... Beh, farne un altro della stessa portata e nel mezzo trovare il tempo di buttare giù la prima bozza di sceneggiatura per “Rambo: First Blood Part II”. Quasi tutto l’immaginario con cui sono cresciuto stava nei neuroni di un Canadese che dormiva tre ore scarse a notte e poi via a fare del cinema.

Vi rendete conto del quantitativo di carisma, testosterone e testardaggine contenuta in un solo film?
La prima bozza scritta da Cameron iniziava con Rambo chiuso in un istituto psichiatrico (abbastanza logico dopo il casino del primo film, no?) e per tutto il tempo il veterano più famoso della storia del cinema, avrebbe dovuto avere come spalla un tipo guascone dalla battuta facile, il suo esatto opposto interpretato da uno che Stallone aveva diretto in “Staying Alive” (1983), ovvero John Travolta (storia vera).

Il risultato finale era un “Buddy Movie” in cui Rambo faceva la figura di quello serio nelle gag di Rat-Man. Cosa ne pensava Sly della prima sceneggiatura? Entusiasta! In un colpo solo lascia senza lavoro sia Travolta che Cameron e riscrive tutto di suo pugno. Stallone è convinto che Cameron non avesse fatto un lavoro abbastanza buono, Jimmy, invece, come sempre senza mandarle a dire, a film terminato lapidario ha commentato: «Io ci ho messo l’azione, Stallone la politica». Come hanno fatto a non venire alle mani quei due io proprio non lo so, nella lista di tutte le volte in cui l’umanità è stata sull’orlo dell’annientamento durante gli anni ’80, metteteci anche lo scontro tra Stallone e Cameron.

“Questo contro Jimmy mi tornerà utile”
Eppure, molto del cinema di Cameron è rimasto in “Rambo 2 - La vendetta”, Jimmy ha riciclato l’inizio con il protagonista in un istituto psichiatrico per il suo Terminator 2, mentre l’idea di avere dei viscidi burocrati come cattivi e un protagonista traumatizzato che torna sul luogo del delitto, sono tutta roba che avremmo rivisto anche in Aliens - Scontro finale. Ma è innegabile che questo sia per il resto il film di Stallone, via il manicomio, dentro una scena d’esordio da “macho” in cui Rambo spacca pietre ai lavori forzati.

Via la spalla comica, al massimo può restare Trautman (Richard Crenna) con il compito di generatore di frasi per far fare bella figura a Rambo: la metà del tempo snocciola battute ad effetto sul suo miglior soldato («Quello che lei chiama inferno, lui lo chiama casa»), nell’altra metà formula domande anche un po’ sceme che, però, prevedono una risposta epica recitata da Stallone («Come vivrai Johnny?», «Giorno per giorno»).

"Io non sono qui per salvare Rambo da voi. Io sono qui per recitare frasi ad effetto su di lui."
L’idea di Cameron del super veterano che torna a salvare i soldati ancora in Vietnam piace a Stallone e diventa il fulcro del film, anche se Sly taglia via tutte le pagine scritte da Jimmy che servivano a dare un passato e una personalità ai soldati ancora prigionieri, pare che Cameron non abbia gradito aggiungendo: «Tanto vale mandarlo là a salvare una confezione da sei di birra allora!», ma è chiaro che “Rambo: First Blood Part II” doveva essere lo spettacolo personale di Stallone, un Gesù sceso dal cielo (dopo un problema con il paracadute durante il lancio) venuto a salvare i buoni e a punire i cattivi, ovviamente Vietcong e Russi conniventi che in un film così non possono proprio mancare.

Chi da quest'incubo nero rosso ci risveglierà. Chi mai potrà? (quasi-cit.)
Ma già che ci siamo, bisogna punire tutti, ma proprio tutti quelli che hanno fatto piangere la grande America, nemici interni ed esterni, a partire dai grigi burocrati che con le loro manovre di palazzo hanno impedito all’America (FUCK YEAH!) di trionfare («Signore, ci lasceranno vincere questa volta?», «Stavolta dipende da te»). A rappresentarli una serie di facce giuste notevoli, Charles Napier ha dichiarato che per anni la gente lo ha fermato per strada, solo per dirgli quanto trovavano viscido il suo sudaticcio Murdock in questo film (storia vera). Vorrei far notare che uno dei suoi uomini, in un ruolo assolutamente minore, ma odiosissimo, troviamo anche Martin Kove. Serve che vi ricordi che in Karate Kid interpretava John Kreese, sensei del Cobra Kai reduce di guerra e qui fa la parte di un soldato? Guardate che nell’odierno mondo fatto di “universi espansi” cinematografici, gente ha gridato al “prequel” per molto meno di così, eh!

"Non ci perdo nemmeno tempo con te, ti lascio al maestro Miyagi"
John Rambo qui è talmente concentrato sulla sua possibilità di raddrizzare i torti del Vietnam e riportare a casa qualcuno dei nostri ragazzi, che nemmeno le ascolta le indicazioni di un burocrate come Murdock, la prova di Stallone è perfetta, nella prima parte del film sembra davvero uno con dei disturbi dell’attenzione da stress post traumatico, fa lo “scemo che vuole andare in guerra” e dimostra che, come dice lui, "la mente è l’arma migliore" quando nota subito le balle raccontate da Murdock. Ma prima di arrivare a salvare tutti, Rambo dovrà prima perdere tutto. Lo fa subito nella scena del lancio dal paracadute che è a tratti tragicomica, ma necessaria per lasciarlo nella sua condizione ideale: mezzo nudo, con una fascia in testa che – a differenza del primo film – è solo per ragioni estetiche, armato di coltello e arco. Ecco, l’arco di Rambo, questo è un argomento che mi sta a cuore, parliamone!

Dovete capire che a casa Cassidy l’arciere è mio padre, il signor Cassidy Senior, il vostro affezionatissimo qui ha praticato tiro con l’arco una vita prima di passare al Basket, tempo sufficiente a capire i danni fatti da “Rambo 2 – La vendetta”. Per prima cosa, nel film Rambo rimonta il suo arco, un Compound da caccia usando una chiave a brugola (vi assicuro che nella realtà è decisamente più complicato di così), ma soprattutto lo impugna con la mano destra, perché Stallone è mancino ricordate i ganci sinistri di Rocky? La mano “forte” si utilizza per tendere la corda, quella “debole” per sollevare l’arco, che tra le due azioni è quella che richiede meno sforzo. “Rambo 2” è diventato così popolare che ancora oggi molti pensano che quello sia l’unico modo per utilizzare arco e frecce.

Sarebbe stato meglio conservare la freccia esplosiva per l’elicottero della scena successiva, ma vuoi mettere la soddisfazione?
Il nostro Sly, in compenso, era così concentrato a scrivere e a recitare, da avere la buona pensata di affidarsi alla regia di uno professionista troppo spesso dimenticato come George Pan Cosmatos, pare suggerito a Stallone dal figlio Sage, dopo aver visto il suo “Di origine sconosciuta” (1983), ma anche “Cassandra Crossing” (1976) non era proprio da buttare. Il regista che solo l’anno dopo avrebbe diretto ancora Sly in Cobra, qui impone un ritmo da battaglia, 96 minuti in cui non si molla niente in termini di ritmo e la pellicola non ha un solo momento di noia, ma in compenso ha parecchie esplosioni e scene memorabili, talmente esaltanti che devo trattenermi dalla voglia di raccontarvele tutte.

Cosmatos sostiene una cosa interessante: questo film di Rambo è diverso dagli altri perché il personaggio di Co-Bao è quello che tira fuori il lato fragile del personaggio. Se nel primo film era la storia e la prova di Stallone a umanizzare in tutti i modi questo “mostro di Frankenstein” creato dall’industria bellica (e da Trautman) qui Sly è una roccia, il predatore che torna nel suo elemento naturale, la macchina da guerra al massimo della sua potenza, solo la bella Co-Bao cava fuori qualcosa da Rambo che sarà pure traumatizzato, ma non è scemo, vorrei vedere voi davanti agli occhioni azzurri di Julia Nickson-Soul, una che della vostra classica Vietnamita non ha nulla, ma questo film non vuole essere realistico in niente, nemmeno nel rappresentare le bellezze locali.

He had a woman he loved in Saigon / I got a picture of him in her arms now.
Quella tra Rambo e Co-Bao è una storia d’amore tra duri del cinema, lei lo vede ed è già amore, sogna di volare con lui negli U.S.A. conquistata da tutta la sua maschia americanicità (esiste questa parola? Vabbè avete capito). Lui, insensibile a tutti tranne che alle occhiate languide, un po’ si sbottona. Rocky per conquistare Adriana durante la pattinata sul ghiaccio, le parlava di quello che ama, il pugilato, Rambo di che volete che parli? Del suo amato Paese, ovviamente, del modo in cui vorrebbe esistere – lui e tutti i reduci del Vietnam – per la sua patria. Siccome 96 minuti sono pochi e abbiamo una guerra da vincere, la loro storia si consuma fin al drammatico finale – che serve a scatenare il protagonista – quando Co-Bao dice «Tu esisti per me», in tutta risposta si becca un “Sì” fatto con un cenno della testa, tanto basta. Per due così equivale più o meno ad una dichiarazione d’amore con serenata e scelta della torta per il matrimonio, ora andiamo a vincere la guerra.

Se il titolo “Rambo 2 – La vendetta” è un’invenzione italiana, mi devo affidare ad un’altra soluzione italica per trattare il punto chiave del film. Avete presente quando Gizmo in “Gremlins 2” (1990) guarda una scena di questo film in tv? Ecco, nel doppiaggio italiano del film di Joe Dante, la frase «Per sopravvivere con guerra... bisogna saper combattere» diventa «Per sopravvivere ad una guerra devi diventare la guerra», lezione che il tenero Gizmo adotterà per affrontare i pestiferi mostri verdastri. Per descrivere il personaggio e la prova di Stallone in “Rambo 2” devo scomodare i Mogwai, perché qui Rambo diventa la guerra.

Grazie Gizmo, ci sei sempre quando ho bisogno di te.
Nello stato di servizio del personaggio, ci viene raccontato che ha più di 50 uccisioni in tutti gli anni passati in Vietnam, solo in questa pellicola, invece, John Rambo, da Bowie Arizona, uccide la bellezza di 74 persone con i mezzi più disparati, coltello, mitra, arco e frecce esplosive. Se nel primo film minacciava di scatenare una guerra che non ti sogni neppure, qui lo fa per davvero e Stallone lo capisce benissimo, perché prima fa patire al suo personaggio una “passione” degna di quella di un Gesù – ovviamente Americano al 100%, quindi muscoloso e pesantemente armato - con tanto di crocifissione e piaghe sul corpo provocate dalla sanguisughe, dopodiché recita il personaggio come uno a cui qualcosa si è rotto dentro la testa e agisce silente e letale per puro istinto. Quando spuntano solo gli occhi dalla parete di fango, fa più paura di Jason Voorhees, anzi, ve lo ricordo: 74 morti, Jason levati, ma levati proprio!

Cosa intendevano per fanghi di bellezza, gli eroi d’azione degli anni ’80.
“Rambo 2 - La vendetta” è un film enorme e puramente cinematografico, perché capisce perfettamente quando è il momento di aprire il gas e non voltarsi più indietro, torturato, abbandonato – di nuovo! – dietro le linee nemiche da qualche pigro burocrate che smangiucchia alla scrivania (idea di Cosmatos per far sembrare particolarmente pigri Murdock e i suoi) Rambo viene torturato dall’odiato nemico russo, interpretato da uno Steven Berkoff, fresco fresco di un ruolo da cattivo mefistofelico in Beverly Hills Copchissà quante produzioni teatrali si sarà finanziato Berkoff con queste due parti?

Dover recitare in “Rambo 2” per poter recitare il Riccardo III.
Quando gli viene offerta la radio e la possibilità di arrendersi, il nostro Rambo potrebbe accettare onorevolmente la resa, invece qualcosa nella sua testa di macchina da guerra senza sentimenti scatta, sentire all’altro capo dell’apparecchio l’odiato Murdock, il rappresentante di tutti quelli che non hanno permesso al suo Paese di vincere in Vietnam fa scattare il suo cervello rettile. Come se non fosse prigioniero, disarmato e circondato da soldati, Rambo ricorda il suo vero obbiettivo (non a caso cosa gli dice quando arriverà a piantargli il coltello sulla scrivania a due centimetri dalla faccia? «Missione. Compiuta») e lo fa nel modo più cinematografico possibile.

«Rambo, sono Murdock, felice di sentirti vivo. Dove sei? Dacci la tua posizione che ti veniamo a prendere». «Murdock...» pausa scenica e fulmine in sottofondo che illumina il mostro di Frankenstein, proprio come in un Horror «…Sono io che vengo a prenderti!». Aggiungo solo Boom! anche perché di esplosioni da quei alla fine delle pellicola ne arrivano ancora parecchie.

Se questa roba non vi piace, non vi conosco e non vi voglio nemmeno conoscere.
“Rambo 2 - La vendetta” è il trionfo, costato 44 milioni di biglietti verdi con sopra le facce di altrettanti ex presidenti defunti, ne incassa 150 solo in America, arrivando dopo “Ritorno al futuro”, ma prima di Rocky IV, nel 1985 Stallone produceva più soldi della zecca di stato. Con il suo intrattenimento stereotipato, da cartone animato violento, “Rambo 2” fa dimenticare il reduce sofferente del primo film e trasforma il personaggio nel simbolo dell’America interventista, tutta roba esecrabile anche più dei cinque Razzie Awards portati a casa: Peggior film, peggior attore protagonista, peggior sceneggiatura e peggior canzone originale. Sono d’accordo solo con l’ultima, “Peace in our life” cantata da Frank Stallone (fratello di Sly) è una roba melenso patriottica tenuta su solo dagli echi del tema principale di Jerry Goldsmith, quello sì fantastico.

Sbloccata l’opzione proiettili infiniti.
Ma non conta nulla, perché questo film da solo ha creato più iconografia di molti altri e allo stesso modo è un intrattenimento – da non prendere sul serio – come poche altre volte il cinema ha saputo essere, se per Stallone la missione era quella di vincere la guerra in Vietnam, al cinema ci è sicuramente riuscito. Missione compiuta Sly, noi invece andiamo avanti, questa rubrica è solamente a metà, e vi ricordo lo speciale Blogtour di settembre!

78 commenti:

  1. ne avrei di aneddoti personali da raccontarti su sto film ma mi dilungherei troppo.

    per me un capolavoro.

    putroppo di film così non se ne fanno più.

    ottima recensione.

    grazie.

    rdm

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    1. Alla Bara Volante piacciono gli aneddoti e i commenti lunghi, quindi scatenati! ;-) Grazie a te, davvero siamo cresciuti in una bolla che ormai è esplosa da tempo. Cheers

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  2. Martin Kove+Cobra Kai+Rambo+Vietnam = ...Cloververse! Il tuo amicone J.J.Abrams deve aver preso appunti anche qua visto che con meno agganci ha creato un universo in cui moltissimi credono (e altri schiaffoni si aggiungono al listone di Cassidy. Per Jei Jei non bastano mai!).

    Le "scene memorabili", come dici tu, si sprecano. Secchiate che ai giorni nostri basterebbero per 3-4 film pesudo-action. Vogliamo ricordare i morti ammazzati da Rambo con tecniche di guerriglia? Nascosto sotto una roccia, mimetizzato col fango, tra i rampicanti,... E poi giù con la freccia esplosiva contro il muso giallo. E tutti dal divano di casa che esclamavamo all'unisono "Madò che scena!" con gli occhi a cuore e la voglia di votare Reagan a prescindere. Potenza del cinema!

    Che poi Rambo ne ha per tutti: vietcong, russi, burocrati e cagasotto. Un film, mille cattivi con cui fare i conti e Johnny ne ha per tutti! Oh, se non diventavi filo americano dopo sto film, non lo so... A scuola il giorno dopo eravamo TUTTI (docenti compresi) con la fascetta in testa. Altri anni.

    Ah, dimentichi che questa pellicola ha lanciato definitivamente la moda dei corsi di sopravvivenza facendo credere a tutti che bastava armarsi di un coltellaccio grosso così, mettersi due anfibi e dormire all'addiaccio per trasformarci tutti in novelli Rambo! ("Noi uomini duri").

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    1. La teoria è oscena ma GIEI GIEI (detto “Il maledetto”) ha creato universi per molto meno di così! Anche se sto ancora spettando qualcuno tipo Robert Rodriguez che diriga: Valverde – The Movie!

      Sly qui aveva un furore patriottico addosso, lui ci credeva tantissimo, per quello il film funziona, ma a prenderlo in parola sono stati fin troppi. Per fortuna uno non deve essere per forza d’accordo per godersi l’intrattenimento, e qui l’iconografia creata da questa pellicola si calcola in termini di tonnellate ;-) Cheers!

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    2. Se fai un crowfunding per "Valverde - The Movie" ti bonifico tutto ciò che ho!

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    3. Lo desidero da sempre, ma solo se prima Steven E. de Souza scrive la sceneggiatura. Cheers!

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    4. Potevano ficcare Valverde come location di uno degli Expendables, sarebbe stata la giusta apoteosi :D

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    5. In ffetti sarebbe stata perfetta, oppure nel "Predators" prodotto da Rodriguez, ma per i Mercenari sarebeb stata più azzeccata ;-) Cheers

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  3. Una macchina da guerra che è seconda solo al nostro Oscar Pettinari ne "La palude del caimano"...

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    1. "Acqua marone piena zepa de baracuda, caimani, coccodrilli, priranas, anaconde,... Tutto!"

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    2. Ahahaah vero! Come ho fatto a non pensarci? Il personaggio italico che sta a Rambo come Mauro Di Francesco in “Il ras del quartiere” sta a Jena Plissken ;-) Cheers

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    3. Un ponte de liane alto 40 metri! ;-) Cheers

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    4. E il poster col faccione di Verdone al posto di quello di Sly? :D

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    5. Mi butto dentro, premetto che l’acqua era marone, faceva schifo….come entro dentro vado giù a picco…immediatamente un tronco gelatinoso me sento che mi piglia er ginocchio e me lo porta giù, poteva esse de tutto!

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    6. Capo, metti nella lista dei post da fare "Troppo forte". E' il popolo che te lo chiede!

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    7. No vabbè, a parte gli scherzi che poi finiamo off-topic. C'è solo da dire che Verdone non ha fatto altro che amplificare ciò che Rambo aveva fatto del suo personaggio in questo secondo capitolo. Se nel primo poteva essere un eroe romantico, qui si è davvero trasformato in un videogioco. Un bel videogioco, comunque.

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    8. PS: comunque si, ha ragione Zio Portillo. "Troppo forte" in coda allo speciale ci starebbe a pennello!

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    9. Oscar Pettinari lo rimanda davvero a fa' er gelataro a New York. Mi unisco alla ciurma, vogliamo Troppo Forte (con immancabile poster con volto sostituito) e rilancio con Son of Rambow che ti devi vedere in inglese perché non è mai stato doppiato.

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    10. così come Lost non è altro che un ripoff del nostrano Selvaggi, epurato da tutta la critica sociale... e qui ci credo, perchè JarJar Abrams l'ultima idea personale l'ha avuta alle elementari!

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    11. Questa è Vox Populi, di quella vera, pensare che io nemmeno ci faccio pazzie per Carlo Verdone ;-) Cheers

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    12. Ti ricordi su quale poster si era "fotomontato" la faccia Oscar Pettinari? Mi spiace, Cas: ti tocca! :-P

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    13. La Vox Populi va ascoltata ;-) Cheers

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  4. capolavoro! un CLASSIDO perfetto! ma vogliamo parlare della scena "Murdock... *rombo di tuono* Sono io che vengo a prenderti!"? ma quanto è tamarra, ma al tempo stesso pompa? ogni volta che lo vedo, se in quel momento passasse un reclutatore, firmerei senza pensarci!
    Che poi io la pausa coperta dal fulmine l'ho sempre vista come una citazione all'inizio de "La tunica", "Il mio nome è... Giuda! *rombo di tuono*! APPLAUSI!

    Peccato invece che col 3 Stallone la faccia fuori dal vasino, lui e Crenna (doppiato da un inadatto A. Rossi, voce in futuro del Governator!) che scacciano i Russi dall'Afghanistan aiutati solo da un manipolo di irriducibili... mujaiddin talebani? ehr... quando si dice "sconfitti dalla storia!"

    non sapevo invece che la citazione che tutti ricordiamo provenisse da una mistraduzione di Gremlins 2 e non dal film originale! anche perchè Gremlins 2 lo conosciamo in 4...
    Anche qui però l'evoluzione delle creature: i cattivi nel primo guardavano Biancaneve e Gizmo invece Rambo II xD

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    1. Quella è un capolavoro, a me il fulmine ricorda i vecchi Horror, e siccome Rambo è quasi un “mostro” per cui provare empatia, per me tutto torna. Sono cresciuto con i classici Universal e ne pago le conseguenze ;-)

      Avremmo modo di parlare del terzo a breve, su “Gremlins 2” aggiungo solo: Da me su quel film sentirai pareri forti, pareri poco lucidi di cui vergognarsi ma tutti i cuore. Ma di sicuro non sentirai MAI pareri negativi, l’unica cosa negativa legata a quel film è che come ogni Natale finisco e rivederlo e dallo scorso Natale non ho avuto tempo di scriverne, mea culpa. Ah ma prima o poi… ;-) Cheers!

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    2. Anche a me sorprende quando non hai trattato capolavori conclamati (o meno, come nel caso di Gremlins 2, che però a me piace per assurdo più del primo proprio perchè se non puoi fare un sequel epico, fanne una pseudo-parodia pop in cui ci ficchi di tutto, da Trump a Batman passando per un magistrale Christopher Lee)...

      però, dai... c'è sempre questo Nasale prossimo venturo ;)

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    3. La Bara Volante é un'operazione a lungo termine, dammi tempo arriverà tutto il possibile ;-) Cheers

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    4. Non credo fossero talebani. Come fatto notare visto il nome del capo, ispirati alla fazione di Massoūd.

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    5. Non lo erano, lungi da me provare a spiegare la situazione interna complicatissima di un Paese come l'Afghanistan. Hai ragione perché nel film uno dei personaggi si chiama Masoud che è una chiara citazione. La sfiga di quel film è stato anche quella di essere in ritardo rispetto alla storia, ma ne parleremo ;-) Cheers

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    6. Quel fulmine è puro cinema, pura tecnica narrativa, puro genio nel riconoscere che una "frase maschia" - la più grandiosa della storia del cinema - va sempre sottolineata. Paradossalmente a non capirlo è stato David Morrell, scrittore professionista che insegnava letteratura e quindi doveva saperlo molto più degli autori del film, che invece nel romanzo rovina l'effetto. (Ne parlerò poi in un post ^_^)

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    7. Non vedo l'ora di leggerlo, ma da uomo di cinema Sly aveva capito tutto, per quello il fulmine è la ciliegina sulla torta ;-) Cheers!

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  5. Mi hai ricordato che questo film va ad aggiungersi alla schiera di centinaia del genere "militari buoni, CIA cattiva", è una caratteristica più a stelle e strisce della bandiera americana stessa che unisce due loro passioni culturalmente radicate: l'amore per i militari americani e la malsopportazione del "giogo" del prprio Governo. Oh, loro vivono così.

    Comunque i Classidy su Rambo possono anche terminare qui, il terzo è scemo. Piuttosto guardati Son of Rambow del 2007, criminalmente mai doppiato in Italia ma ti assicuro che potrebbe diventare un neoclassido.

    PS: la versione di quella battuta che ritroviamo in Gremlins è più epica

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    1. Verissimo, ma vogliamo mettere lo scontro tra poliziotti e agenti dell’FBI? Secondo me è la stessa questione. Mi fai anticipazioni sull’andamento della rubrica? ;-) Scherzi a parte, non conosco “Son of Rambow” ma mi metterò sulle sue tracce, mi sembra promettente!

      Ho un debole per il film di Dante, quando dico che sono cresciuto con un film, è riduttivo rispetto ai due “Gremlins”, per quello ho voluto usare la frase in quella versione nel titolo del post. Volevo omaggiare e fare chiarezza, forse ho ottenuto il contrario! :-D Cheers

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    2. Tipico esempio sono i due "trappola" di Seagal, dove ammiragli e generali sono i capi buoni, insofferenti alle macchinazioni della CIA, sono sempre gli ultimi a sapere le cose, il rappresentante della CIA è il viscido responsabile di tutti i loro guai, che per carità, sarà pure vero che sono la fabbrica del male, ma non ci credo che le forze armate siano degli onorevoli santi ignari di tutto.

      Polizia vs FBI poi è un classido pure quello ahah, ma più ovvio e palese.

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    3. Vero, hai mi hai messo il tarlo, non potrò più notare il dettaglio dei tizi cattivi della CIA (bugia, bugia, bugia dice la CIA). Cheers!

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    4. Son of Rambow mi ha deluso, è partito bene per perdersi parecchio per strada.

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    5. Ti farò sapere un parere, spero di riuscire a vederlo presto. Cheers!

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  6. Per me da qui stava già nascendo tutta quella epica guerrigliera esagerata in cui gli americani le suonano a tutti, come confermato in seguito dalla lotta contro gli alieni di Independence Day e ai Kaju di Pacific Rim. Tuttavia non era già più il mio genere di film preferito che riesce a darmi emozioni, come invece lo era stato il primo.

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    1. Malgrado le date di uscita, il primo ha lo spirito di denuncia quasi da film anni ’70. Questo è pieni anni ’80 in tutto e per tutto, dalla propaganda ai muscoli ben in vista. Cheers!

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    2. Certo, muscoli a vista come in Stayin'Alive. Altro seguito di molto inferiore all'originale

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    3. Per altro titolo che nessuno si aspetta di trovare nella filmografia di Stallone, parlo di spettatore medio eh? Cheers

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  7. A quel dialogo più che Boom, adrenalina a mille, San Rambo sei tutti noi! ;)

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    1. L'eroe del popolo venuto a risolvere tutti i torti, è davvero Ken Shiro ;-) Cheers

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    2. Ma infatti non era stato proprio Sly a rammaricarsi -parlandone con Schwarzenegger-di aver scoperto tardi il manga di Bronson e Hara, affermando che gli sarebbe andato a genio interpretare Ken, mentre Schwarzie parteggiava per Il terribile fratello maggiore Raul? ��
      Tornando al film, che dire: tecnicamente un action ineccepibile, ovvio, ma il John Rambo che mi aveva preso nel primo film qui stava già perdendo quelle caratteristiche che lo rendevano non solo interessante ma pure umanamente più credibile (vulnerabilità psicologica e assenza di retorica militar/patriottica compresi)...

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    3. Ken Shiro Sly e Raul Arnold, sogni bagnati! :-D Si esatto, il personaggio anti-militarista del primo film ormai è andato, sostituto da un super eroe mitico, ma diverso nello spirito rispetto a quello. Cheers

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  8. Più videogioco che cinema, ma all'epoca era una bomba d'adrenalina!

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    1. Lo penso anche io, era già più vicino al linguaggio dei super eroi se proprio vogliamo. Cheers!

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  9. Inizierò a breve anche io lo specialone in attesa di Last Blood, questo è sicuramente yuno dei film più rappresentativi della saga, anche se ovviamente gli preferisco il primo, più cupo e più serio rispetto a questo. Al John Rambo del primo film, fondamentalmente un depresso con un disturbo post-traumatico da stress, se ne sostituisce uno pronto a combattere e spargere sangue a destra e a manca, diventando molto di più eroe action rispetto alla discreta serietà del primo film.

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    1. Bene, non vedo l’ora di leggerti puoi sempre entrare a far parte del blogtour ;-) Cheers

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  10. Ricordo che l`ho visto la prima volta su rai uno, ciclo lunedì cinema, quello che aveva la sigla di Lucio Dalla, doveva essere il 1989 se non ricordo male. Al cinema non me l'avevano fatto vedere i miei, considerandolo troppo violento per un decenne (quando è uscito). Poco da aggiungere, è la vera "americanata" per antonomasia ma se riesce ancora a farmi esaltare alla mia veneranda età, vuol dire che comunque è un film riuscito, almeno come action. Purtroppo, secondo me, è un passo indietro nella costruzione del personaggio, nel primo Rambo sembra davvero un reduce sofferente e traumatizzato, qui prevale, almeno inizialmente, il suo aspetto autistico, prima di esplodere in tutta la sua distruttiva animalità. Stallone ha lavorato molto sul fisico e meno sull'aspetto psicologico, ma, come sostieni giustamente, probabilmente ha seguito i gusti del pubblico, più interessato alla vendetta che alla redenzione. In ogni caso ho ancora la fascetta di Rambo nel cassetto e dopo il film ho cominciato a lanciare coltelli militari contro le botti del nonno, quindi un pò di influenza la ha avuta!! 😜
    Piccola nota su Martin Kove: ricordo un telefilm di metà anni '80 dove faceva l' alieno buono, con una specie di robot volante che l'accompagnava, se non sbaglio. Qualcuno se lo ricorda? Però ha troppo la faccia da pazzo cattivo per fare il buono...

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    1. Sigla di Lucio Dalla un pezzo di cuore per i cinefili ;-) Preferisco definirlo film di propaganda, l’espressione “americanata” non vuol dire niente, ma è una fissa tutta mia questa ;-) Ah ma llora esiste quella roba con Martin Kove e il coso volante, non lo ricordo solo io! Eppure ero convinto fosse un film, perché penso di averlo visto una volta sola, non ho mai pensato potesse essere una serie, la memoria inganna ;-) Cheers

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    2. "ricordo un telefilm di metà anni '80 dove faceva l' alieno buono, con una specie di robot volante che l'accompagnava, se non sbaglio."

      Oh, mamma!

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    3. Dopo una veloce ricerca, direi che si tratta di "Benvenuto sulla Terra", 13 episodi totali, ecco perché ricordavo fosse un film, magari ne ho visti solo un paio. Cheers

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    4. du-du-durududù! dubudebu, dubuduààà!! 😄

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    5. "Du" è l'ottava nota ;-) Cheers

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    6. A volte uso anche la nona nota il "Pa" ;-) Cheers

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  11. E' ufficiale: Kenshiro e' nato QUI.
    Il film che ha fatto esplodere la Rambomania, soprattutto qui da noi. E che ha prestato il fianco a numerose critiche. Legittime, eh.
    Puerile. Inverosimile. Propagandistico.
    Ma e' la magia del cinema. Rendere plausibile l'improbabile.
    E cosi' ci puo' stare un reduce incazzato che torna in Vietnam e la fa pagare a TUTTI.
    Viet - Cong. Russi. E i mollaccioni raccomandati del governo che hanno mandato la guerra in vacca.
    Poi c'e' una parolina magica. TESTOSTERONE.
    E' un film vecchia scuola, sotto i chili di patina stile anni 80. Cinema fatto da uomini per gli uomini. Sfido chiunque, CHIUNQUE, a non esaltarsi a vedere certe scene.
    E poi rispetta la sacra regola del sequel. Prendi il buono del primo, screma il superfluo e poi pigia l'acceleratore ed eleva tutto all'ennesima potenza.
    Lo senti, l'interruttore. Arriva un istante prima che Rambo pronunci LA FRASE. E ha il rumore del fragore del tuono. E noi ci ricordiamo bene come e' andata a finire, l'ultima volta che il buon Johnny lo hanno tirato al limite. E se ne e' uscito con una frase ad effetto molto simile.
    Ma li' stava facendo le prove generali. Ed erano americani. E Rambo NON AMMAZZA I COMPATRIOTI, per quanto stronzi.
    Ma qui ha davanti IL NEMICO. Non ha piu' motivo di trattenersi.
    Slega la bestia assetata di sangue che porta dentro. E tu capisci che sta per partire un massacro di quelli che faranno storia. E infatti.
    Comincia con una serie di agguati mordi e fuggi, di rara perizia. Poi gli uccidono la partner, con cui forse...ma non versa una lacrima. Le ultime le ha versate col colonnello. E da li' in poi...e' SPETTACOLO PURO.
    Ogni volta che Rambo tira, spara, lancia qualcosa...SALTA TUTTO PER ARIA.
    Mi ha lasciato perplesso la scena dell'aereo. Ma Rambo non e' il John Matrix di COMMANDO. Non e' un Terminatore che si e' fatto di carne, e quindi non sbaglia un colpo. E' una macchina da guerra, ma resta pur sempre umano. E forse rientra nell'ottica dell'atmosfera di sabotaggio che si respira alla base.
    La missione PUZZA.
    Sperano tutti che fallisca. E se crepa ancora prima di toccare terra, tanto meglio.
    Lo hanno preso perche' un sacrificabile. E mi pare che lo dica pure a Co Bao, nell'originale.
    EXPENDABLE.
    Suona quasi profetico.
    E Rambo, che fa il finto tonto ma ascolta tutto, capisce che ancora una volta si puo' fidare solo di Trautman.
    Gia' Trautman. Qui e' tutto il contrario della figura autorevole e quasi paterna del film precedente. Ma e' stato un sacrificio studiato, inevitabile. Per far risaltare meglio la figura eroica del protagonista.
    Come la drammaticita'. Che resta presente, anche se relegata sullo sfondo.
    Non so se Stallone sia un grande attore. Di sicuro e' un professionista che sa fare il suo dannato mestiere come pochi. Coi personaggi che crea o fa suoi ottiene un'immedesimazione TOTALE.
    Il Rambo di questo film e' lo stesso del primo. Lo si nota quando ha lo sguardo perso nel vuoto, quando si estranea. E non si capisce nemmeno a cosa pensi.
    E' un uomo che ha visto tanti, troppi orrori. E che ha perso tutti i compagni. E molti erano i suoi migliori amici.
    Ma cose come la personalita' dissociata e la sindrome da stress post - traumatico non erano state ancora sdoganate.
    E tutti a dire STALLONE E' INESPRESSIVO.
    Vent'anni dopo ci sono voluti ROCKY BALBOA e CREED per far scoprire alla gente quello che noi, I SUOI RAGAZZI, sapevamo da una vita.
    Le uccisioni e le torture farebbero la loro porca figura in un horror. Anzi, al giorno d'oggi...solo in un horror si potrebbero trovare.
    Film cosi' non ne fanno piu'. Se per fortuna o purtroppo...lascio a voi la scelta. Io opto per la seconda.
    Bellissimo post, Cass.

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    1. Quanti volevano un film di Ken Shiro interpretato da Stallone (in mancanza di Bruce Lee)? Su le mani ;-) Si a Co-Bao dice proprio così, ai tempi era una parola, ora sembra diventato l’origine di qualcosa. Questa cosa dell’inespressivo ha bello che rotto i coglioni, è uno di quei commenti tipo «Bella la fotografia», sei inespressivo quando non fai trasparire nulla, ditemi che qui non traspaiono le emozioni di Rambo perché Stallone non è in grado di recitarle, ditemelo, ho già arco e freccia esplosiva pronta ;-) Grazie capo gentilissimo! Cheers

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    2. Eh, mi pare che se fosse pure parlato, ai tempi.
      E Schwarzie doveva fare Raoul.
      Ma quel benedetto incontro tra loro due non si e' mai fatto, alla fine.
      C'era troppo in gioco. Un po' come il mitico incontro tra Muhammad Ali' e Antonio Inoki.
      Non si poteva che farlo finire in parita'.
      Nessuno dei due poteva perdere, se si fossero affrontati. O poteva venire sminuito.
      Se no avrebbero detto che uno era piu' forte dell'altro.
      Come Hulk e La Cosa.
      E' piu' forte La Cosa, si sa. Ma Hulk e' piu' carogna, e quindi vince sempre lui.
      Per farsi vedere insieme hanno dovuto aspettare di diventare vecchi e in disarmo.
      E non tanto Expendables, che era piu' una sorta di rimpatriata generale.
      Piu' che altro mi riferisco ad Escape Plan.

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    3. Pensa che ancora qualcuno si scandalizza quando viene fuori la notizia che The Rock non può perdere contro Jason Statham (e viceversa) in "Hobbs & Shaw", come se non fosse sempre stato così ;-) Ha per le mani il numero (americano) dei Fantastici Quattro che prevede l'ultimo round tra Hulk e la Cosa, gasato per leggerlo! Cheers

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  12. Hai ragione Roberto, purtroppo non ne fanno più di film così. Ora fanno Split, dove si passa tutto il tempo ad aspettare la Bestia, mentre noi non vediamo l'ora che finisca il film. Qui la bestia la tirano fuori da Rambo, ma invece non vediamo l'ora che succeda, sapendo quale macchina di distruzione sia... E in più quando va via camminando, contraendo i dorsali, dicendo Giorno per giorno, chi non vorrebbe essere lui una volta nella vita e scatenare una guerra come solo lui sa fare? Comunque, chiedo scusa a Cassidy per l'off topic, sto guardando The Boys e c'è qualcosa che mi riporta alla filmografia dei vecchi tempi, nuda e cruda. Per ora mi sta piacendo e penso anche che Karl Urban possa essere un buon nipotino dei nostri vecchi attori preferiti.

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    1. Ehila', Danie'!!
      Hai ragione pure tu. Ma lo stesso discorso vale sia per roba come The Boys o l'ultimo Mad Max. O Kill Bill.
      Ogni tanto qualcuno prova ad alzare il tono e fa subito il botto.
      Abbiamo dunque tutta questa fame di emozioni forti?
      Puo' darsi. Ma cerchiamo prima di tutto l'epica, nelle storie.
      Vedere un eroe che nasce, lotta, cade e risorge. E vince.
      Anche versando sangue altrui, oltre che il proprio.
      E' una formula che esiste dalla notte dei tempi, eppure non ha mai smesso di funzionare.
      Forse ci sentiamo rinfrancati delle nostre pochezze, vedendo le gesta dell'eroe. O forse l'eroe stesso e' un'allegoria ingigantita di una persona comune. In fin dei conti...il mutuo e' un mostro semi - immortale che richiede il suo tributo di sangue mensile, no?
      Scherzi a parte...si e' perso tutto un modo di fare film e di raccontare storie.
      E non dovrebbero essere sempre i grandi vecchi come Miller, a dare la scossa. Non dureranno per sempre.
      Qualcuno deve raccogliere il testimone.

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    2. “The Boys” fa quell’effetto perché all’origine di tutto troviamo Garth Ennis, uno a cui piacciono i film che piacciono a noi, e si vede ;-) Cheers

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    3. Lo dico sempre che l’epica nei film è sottovalutata ;-) Cheers

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  13. Concordo appieno con te! Si è proprio persa la capacità di farci identificare con il protagonista, forse perché oggi parte da un livello troppo elevato e quindi per noi, gente "normale" diventa impossibile tifare per qualcuno con cui non spartiamo nulla. Stallone, nonostante l'invidiabile muscolatura, è comunque un uomo semplice e umile, spesso vittima di situazioni decise da altri, che con sudore e impegno si riscatta da una vita di precarietà e rinunce. Eh, il Mu-t-uoh è un bel mostro, cattivo al punto giusto e implacabile. Effettivamente anche noi siamo dei piccoli eroi nel riuscire a pagarlo tutti i mesi e anche a sopravvivere!! Buona giornata

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    1. Super eroe nel fisico, con super problemi nella mente, zio Sly era avanti a tutti. Buona giornata anche a te! ;-) Cheers

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  14. Come dici tu bisogna sempre contestualizzare il periodo in cui è uscito un determinato film.

    Per quanto riguarda la pellicola in se è così iconica da essere diventata leggenda. Credo che tutti almeno una volta da piccoli abbiamo provato a metterci una fascia rossa sulla testa e atteggiarci da duri. Certo poi lo stile propaganda lo azzoppa un po' ma rimane comunque un film godibile.

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    1. Io l’ho fatto di sicuro, era tipo la fascia dei “Cinque Samurai” ma io la usavo per fare Rambo (storia vera). Cheers!

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  15. Ho ancora vivido e indelebile il ricordo di me in metropolitana (sono nato e cresciuto a due passi da una fermata di Roma, quindi è stato il mio mezzo d'elezione finché sono vissuto in città!) che passo davanti ad un poster di questo film, con la foto di Rambo sulla scogliera e l'arco in pugno. Vista la data avevo 11 o 12 anni, e ti posso assicurare che da quel momento a scuola ogni volta che si pronunciava il numero "2", seguiva subito "la vendetta" :-P
    I tuoi legami con l'arco denotano un'ulteriore fratellanza che ci unisce, visto che da ragazzo impazzivo per quell'arma, che però avevo solo in forma di giocattolo. Visto che fuori a momento ammazzavo qualcuno, preferivo giocarci in casa, ma all'ennesimo buco nell'armadio è stato chiaro che non faceva per me. Però mi è rimasta l'adorazione. Sai che Morrell ha continuato a far usare l'arco a Rambo nei romanzi, anche se nei film si vede molto poco? E' un peccato che il secondo sia ormai dimenticato in italiano e il terzo non sia mari arrivato, perché sembrano romanzi molto belli.

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    1. L'immagine del giovane Lucius che trasforma l'armadio in una groviera è bellissima ;-) Arma letale per un bambino, a casa Cassidy archi esposti ma da usare rigorosamente nei luoghi adatti, meglio così, sai a girare con l'arco a tracolla imitando Rambo che casino? Hai intenzione di aggiungerli al Blogtour? Dopo aver letto "Primo sangue" potrei anche proseguire. L'importante è che il secondi s'intitoli "Primo Sangue 2 - La vendetta" ;-) Cheers

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    2. Sì sì, sto facendo un lavoro sui libri... che non te lo sogni neppure! :-D :-D :-D

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    3. Sei una sicurezza, meglio di Fort Knox ;-) Cheers

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  16. Croce per i critici e delizia per il pubblico. Consacrò definitivamente Rambo tanto che ci fecero pure una serie animata!
    Eppure anche da piccolo preferivo il primo. Questo un pò troppo semplicistico. Onestamente però meglio così che con Travolta a fare da spalla! o-O "Chi sei tu?" "Il tuo incubo peggiore". Frase stracult!!!
    Assieme a Terminator e "Rombo di tuono" diede il via all' action moderno.
    A scuola la sua messa in onda era ovviamente tra gli argomenti del giorno. XD

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    1. Come molti dei film di Stallone, più amati dal pubblico che dai critici, dopo questo film Rambo è diventato un'icona culturale di massa, cartone animato compreso ;-) Cheers

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  17. "Come hanno fatto a non venire alle mani quei due "

    Ma perchè , tu al posto di Cameron avresti alzato le mani a un cristone come Stallone?
    Minimo Cameron usciva con le ossa rotte .
    Rambo II ha in comune con Alien II di essere riuscito, per un seguito, di sostituire il primo capitolo nell' immaginario collettivo : se quando parli di Alien , pensi a Ripley con lanciafiamme che fa fuori vagonate di Xenomorfi partoriti dalla Regina, quando dici"Rambo" , pensi a lui con arco e bandana rossa nella giungla a spezzare le reni alla feccia comunista!
    Vabbè, io ho poi quel fumetto italiano apparso sul Monello , dove invitano Rambo e Rocky a salvare le star del Festival di Sanremo sparite , ma poi i due si menano tra loro chiamandosi " caricatura di un pugile" ed " eroe da propaganda " .
    Cose belle .

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    1. Quando la produzione cerco di infilare un ex mr. Olimpia al posto del "suo" Lance (Henriksen) per il ruolo di Terminator, Jimmy ha fatto la pensata più chiara e semplice del mondo: Io con questo ci litigo di brutto, così si leva dalle palle e posso fare il mio film con Lance. Alla fine i due si sono annusati e si sono piaciuti (storia vera) quindi si, io sono certo che quel matto di Cameron lo avrebbe fatto ;-) Hai detto bene come Aliens si sostituisce all'originale, certo che caricatura di pugile e eroe di propaganda fa proprio ridere :-D Cheers!

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  18. Be si, Rocky che chiama Rambo "eroe da propaganda" è un pò il bue che da cornuto all' asino ( il fumetto uscì durante Rocky IV )

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    1. Rambo 2 e Rocky IV sono entrambi di pura propaganda, inutile girarci attorno ;-) Cheers

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