lunedì 2 settembre 2019

Karate Kid III - La sfida finale (1989): Per provare a rivincere domani

Continua il mio percorso di ripasso della saga di “Karate Kid” e se, come scrivevo, quasi non conservavo alcun ricordo del secondo capitolo, il terzo, invece, me lo ricordavo. Me lo ricordavo un pochino migliore di come l’ho ritrovato, porca miseria!

La leggenda vuole che dopo il successo del primo film, i possibili soggetti da esplorare per un seguito fossero due: una pellicola che esplorasse il passato del Maestro Miyagi, oppure la vendetta del Cobra Kai. Facendo una scelta abbastanza suicida, Karate Kid II ha optato per la prima soluzione, quindi per la vendetta del Cobra Kai abbiamo dovuto attendere tre anni, durante i quali parecchie cose sono cambiate, a partire dal grande John G. Avildsen che, mi spiace dirlo, aveva perso un po’ il sacro fuoco che lo alimentava ai tempi del primo film, infatti l’anno successivo avrebbe tentato di recuperare un po’ gli “occhi della tigre” con la regia di Rocky V... Sapete com’è andata a finire.

A distanza di anni, intervistato, Avildsen ha dichiarato che la trama di questo terzo capitolo era poco più che una brutta copia del primo film, scritto sempre dallo stesso Robert Mark Kamen, anche un po’ a tirar via (storia vera), rivedendolo è abbastanza chiaro che il regista avesse ragione. Non solo, la struttura è quasi la stessa del primo capitolo, solo molto meno frizzante e appesantita da alcuni cattivi che esasperano all’eccesso il loro atteggiamento da bulli, anzi, a dirla proprio tutta tutta, se il primo film sembrava un Rocky per ragazzi, questo sembra un Rocky III per ragazzi: il protagonista che si monta la testa, l’avversario molto più forte di lui che non vede l’ora di spezzargli le ossa batterlo, anche la redenzione e il ritorno alle origini finale, identico al film di Stallone, solo tutto molto meno esaltante e con molti più Bonsai al posto delle corse sulla spiaggia. Insomma: una specie di "Rocky III” con il pollice verde, ecco.

"Un ciliegio grande e bello disse a un piccolo alberello: Sì, sei bravo, hai messo i fiori coi lor petali a colori..." (cit.)
Tutto inizia con John Kreese (Martin Kove) che si aggira come un cane bastonato per la città, dopo la sconfitta nel torneo (primo film) e l’umiliazione subita da Miyagi (primi minuti del secondo), Kreese è uno straccio almeno fino al giorno in cui non incontra il suo vecchio commilitone Terry Silver (Thomas Ian Griffith): «Ma tu sei il grande John Kreese! Ma tu mi hai salvato la vita nel Viet”Fottuto”Nam! Ci penso io a vendicarti, tieni, prendi un po’ di soldi, vai a rilassarti a Tahiti, una corona di fiori un bel massaggio, due cocktail con gli ombrellini ed io intanto resterò qui a spendere una barcata di soldi esagerata, per vendicarmi di due perfetti sconosciuti che non ho mai nemmeno sentito nominare in vita mia, ma che già mi stanno sulle balle perché hanno ridotto così il grande John Kreese!».

"Here come Johnny Kreese!" (il ritorno del Cobra Kai riassunto)
… Capite da soli che con una trama così, il fatto che il cattivo sembri Fiorello ai tempi del Karaoke, è la parte più credibile della storia.

Hai un amico in me, un grande (psicopatico) amico in me! (Quasi-cit.)
Quindi, mentre John Kreese parte per Tahiti, dallo stesso aeroporto tornano Daniel LaRusso (Ralph Macchio) e il Maestro Miyagi (Pat Morita) di ritorno dal loro viaggio ad Okinawa. Così nella stessa scena gestiamo tutti i personaggi principali che come logistica sarà molto comodo, ma a livello cinematografico non è proprio la più brillante delle trovate.

Ci sarebbe sempre la solita questione dell’altra metà del cielo da sbrigare, seguendo l’esempio del film precedente, Kumiko viene fatta fuori con una riga di dialogo, spedita in esilio con una compagnia di danza a Tokyo o qualche altra diavoleria del genere chissenefrega. Mentre anche questa volta ci liberiamo della pressantissima signora LaRusso, questa volta con una telefonata, c’è uno zio malato a cui badare nel New Jersey, che John G. Avildsen pensa bene di mostrarci come se fosse una delle gag comiche di un episodio dei Griffin: lo zio Louis con l’enfisema che tossice come se dovesse sputare un polmone sullo sfondo, mentre Daniel strappa al telefono la promessa che sarà il signor Miyagi a badare a lui. In due minuti abbiamo eliminato dallo scenario due personaggi femminili, ora possiamo pensare a cose importanti... Ora possiamo pensare ai Bonsai!

Da qualche parte nel mondo, il piccolo Seth MacFarlane prendeva appunti.
Sì, perché sulla note di Summer in the City, il massimo interesse di Daniel LaRusso è trovare un negozio in cui Miyagi possa iniziare la sua attività di vendita di Bonsai, una roba che ha la priorità su tutto, anche sul fatto che il film s'intitolerebbe “Karate Kid” non “Bonsai Kid”, perché tutta la parte dedicata alla arti marziali passa palesemente in secondo piano.

Per essere proprio sicuro che il Karate in questo film sia ridotto ai minimi termini, la nuova regola del torneo, prevede che il campione vada dritto in finale saltando tutte quelle preliminari, giusto perché Daniel LaRusso ha bisogno di un altro po’ di tempo libero per gongolare della sua vittoria... No no, non è nemmeno un po’ odioso. Mettiamoci anche che davanti al nuovo negozio di Bonsai, lavora una rossina carina che subito mette gli occhi su Daniel ed io posso credere a tutto, al fatto che si possa imparare il karate mettendo la cera sulle auto, oppure coltivando alberi nani, ma a questa cosa del “Sesso a pile” di LaRusso proprio no!

Bah, sarà che il tipo sportivo piace alla ragazze, vai a capire.
La bella di turno questa volta è Jessica, interpretata dai capelli rossi di Robyn Lively (sorella di Blake) uno che è arrivata a tanto così dall’interpretare Mary Jane nello Spider-Man mai girato da James Cameron e che, invece, ricorderemo mentre fa gli occhi dolci ad uno che pare un dodicenne rachitico, anche se durante le riprese di questo film Ralph Macchio aveva 27 anni ed era sposato, motivo per cui tra Daniel e Jessica c'è solo amore platonico, per non ingelosire la nuova signora Macchio (storia vera).

Ma se vi sembra strano questo, aspettate di sentire il resto: il cattivissimo Fiorello interpretato da Thomas Ian Griffith è un anno più giovane di Macchio, anche se a vederlo così è perfettamente credibile (coda di cavallo a parte) nel ruolo del coscritto di Martin Kove. Vi sembra strano? La risposta è che Thomas Ian Griffith, in realtà, è un vampiro, per questo invecchia in maniera così strana, quel drittone di John Carpenter lo ha capito prima di tutti.

Maniacal laugh... Maniacal laugh!
Gli sforzi di Fiorello per distruggere la vita di un ragazzetto rachitico e di un vecchio maestro di Karate di Okinawa sono sovraumani, capisco che a giudicare dalla villona in cui vive, il personaggio di Griffith deve disporre del portafoglio del corvo Rockfeller, però per prima cosa compra palestre come se volesse organizzare una truffa edilizia solo per riaprire ovunque un dojo del Cobra Kai, dopodiché senza pensarci, fa venire in città quello che il giornale etichetta come il “Bad Boys” del Karate, Mike Barnes (un Sean Kanan talmente odioso da far quasi sembrare simpatico LaRusso), solo per sfidare il campione e grazie a continue vessazioni, convincerlo a partecipare al torneo di Karate.

Su questo principio il simpatico Fiorello Ian Griffith, dev'essere uno che se per caso una mosca lo disturba durante la sua lettura serale quando è comodo in poltrona, come minimo acquista tutti i palazzi del circondario e poi fa bombardare il quartiere con il Napalm per liberarsi dell’insetto.

Hey io già lo so, che matto diventerò / Se mai mi cercherai, per dirmi che tu mi vuoi / Si o no, si o no.
Sta di fatto che la SOTTILISSIMA tecnica di Fiorello risulta più urticante e logorante dell’ascolto a rotazione della classica “Sì o no” (Hey io già lo so / che matto diventerò / se mai mi cercherai / per dirmi che tu mi vuoi / Si o no), la coppia composta da LaRusso e Miyagi scoppia, perché Daniel si scagazza allegramente sotto dalla paura quando Mike lo maltratta, mentre il Maestro, molto più saggio, lo rimprovera con uno dei suoi moniti: «Daniel-San, se Karate è usato per difendere l'onore e difendere la vita, allora Karate significa qualcosa. Ma se Karate viene usato per difendere un trofeo di ferro e plastica allora Karate non significa niente».

Fiorello Ian Griffith si propone come nuovo maestro al ragazzo, cercando di convincerlo che con lui imparerebbe nuove mosse, tipo come si fa a spazzare. Momento che crea una gag tutta da ridere dove per illustrare come si fa a spazzare, Miyagi mette mano ad una scopa di saggina, non vi dico... Grasse risate. Ma la frattura tra allievo e maestro ci viene raccontata in modo DELICATISSIMO da John G. Avildsen con la metafora del prezioso Bonsai spezzato, talmente raro che va coltivato su un pendio che si trova accanto ad una cascata, una roba che sta a metà tra gli allenamenti sotto l’acqua di Sirio il Dragone e la pubblicità dell’amaro Montenegro (sapore vero).

L’universo mi ha offerto un’altra occasione per condividere questo capolavoro.
LaRusso cede al lato oscuro del Karate e finisce per farsi allenare da Fiorello che... Pensa un po’? È una specie di pazzoide sadico che insegna un Karate sanguinario da neonazisti per fortuna Miyagi mosso da pietà viene a salvare il suo allievo (e noi spettatori) da questo tedio, menando tutti. Oh, con il suo tempo, perché comunque Pat Morita andava già per i sessanta, quindi sì, li stende tutti, però con calma perché la sciatica è una brutta bestia.

Siccome ancora non avevamo scopiazzato proprio tutti tutto da “Rocky”, John G. Avildsen questa volta si prende anche il “training montage” dove l’arte del Bonsai si unisce alla tradizione del Kata, il tutto sulle note di Bill Conti e dopo un tempo infinitamente lungo arriviamo al torneo finale, ancora una volta arbitrato da Pat E. Johnson, anche lui ripescato direttamente dal primo film e, possiamo tranquillamente dirlo, grazie ai suoi trascorsi con Chuck Norris, anche l’unico che conosce per davvero il Karate sul set di questo seguito.

“Molto semplice: Voi vi menate bene, se non vi menate bene, vi meno io. Male però”
Mi rendo conto che dopo mille visioni infantili dei primi tre film di questa saga, l’unico che ricordavo davvero bene era il primo capitolo – ancora il migliore – mentre degli altri ho tutto sommato salvato in testa le parti più caratteristiche, di questo terzo capitolo l’unica parte memorabile resta il finale, l’ultimo combattimento contro Mike Barnes è una versione vitaminizzata dell’ultima scena del primo film, una variante dell’ormai famigerata regola aurea dei seguiti (uguale, ma di più!) con molta più emotività caricata sui personaggi al netto di una mossa finale molto meno incisiva, perché, ammettiamolo, il calcio della gru è tipo cento volte più spettacolare, almeno dal punto di vista cinematografico.

Quanti cagnacci così avete conosciuto nella vostra vita? Ora vi dico cosa si fa in questi casi…
Il finale di “Karate Kid III - La sfida finale” non salva il film, ma almeno vince sul piano emotivo, quello stronzetto di Mike Barnes che carica di infamia LaRusso dicendogliene di ogni (tra le più gentili «Sei un fallito, sei un bidone» notevole anche «Il tuo Karate è merda» che alle cene di gala fa sempre la sua figura) è il cagnaccio che abbaia più forte, che fa paura perché è un bullo a tutti gli effetti e come tale va affrontato senza paura e con la massima freddezza, infatti la parte migliore resta quando Miyagi dice a quel rompicoglioni di LaRusso di stare zitto e gli sgancia addosso la massima di vita: «Puoi anche perdere contro l'avversario, ma non perdere contro la paura». Dopo questa il finale è una cavalcata.

…Gli si mette la museruola e li si rimanda a cuccia. Vieni cagnaccio, vieni.
Non vorrei esagerare dando un valore educativo ad un terzo capitolo che ricicla a mani basse, non vorrei nemmeno spingermi a dire che in un'epoca in cui il bullismo ha guadagnato nuove forme, un film che viene ormai da un’altra epoca abbia delle cose da dire, perché, parliamoci chiaro, molti di quelli cresciuti guardando questo film ora sono i peggiori bulli in circolazione, ma non perdere contro la paura è un messaggio che resta valido e travalica anche l’effettiva qualità di questo film.

Detto questo, ora tocca a me non perdere contro la paura di dover affrontare il prossimo capitolo di questo ripasso dedicato alla saga di Karate Kid, vado a potare due rami a qualche Bonsai, mentre cerco l’equilibrio interiore in vista del prossimo capitolo.

38 commenti:

  1. Film anche abbastanza divertente ma non al livello del primo, diciamo da domenica pomeriggio, và!... avevo letto dell'età di Macchio e dell'altro che era più giovane di lui, non sapevo ci fosse stata un'altra Lively in circolazione!

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    1. Si, e per altro ha rischiato di essere una perfetta MJ al cinema, una che rispettava i canoni imposti da John Romita Senior almeno ;-) Vero non inventa molto rispetto al primo film, ma quel finale mi compra ogni volta. Cheers!

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  2. Curioso, ma anch'io mi ricordo molto più questo del secondo, di cui non ho praticamente traccia. Sarà per la scena del bonsai ma soprattutto per il maestro psicopatico, me ne ricordo varie porzioni. Sul secondo invece buio.
    Ora fate largo che arriva Hilary Swank.

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    1. Pensa che mi ero auto convinto che il secondo e il terzo fossero una “monpellicola”, sarà che forse ai tempi li guardavamo uno via l’altro? Resta l’unica spiegazione che mi sono dato, la mente deve aver cancellato le parti meno memorabili. Hilary Swank in arrivo sul binario quattro! ;-) Cheers

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  3. Si, in effetti l'ho rivisto tempo dopo e...alla prima visione me lo ricordavo meglio.
    La nota piu' stonata e' senza dubbio Ralph Macchio, che ormai e' palesemente fuori ruolo per interpretare un ragazzino. Tra lipidi in costante quanto imbarazzante aumento, oltre che rachitico e' pure gonfio e grasso come un abbacchio.
    Per il resto...Miyagi, quando gli girano, scassa il mazzo ancora a tutti quanti. E, una volta tanto, cazzia anche Daniel - san dicendogli di smetterla di piagnucolare.
    Oh...quando ci vuole, ci vuole.
    E il terzetto di cattivi funziona. Tralasciando John Kreese che nella sua cattiveria ignorante e' sempre efficace (anche se nel primo manteneva un atteggiamento piu' freddo e distaccato. Il suo SPEZZAGLI UNA GAMBA, pronunciato con la massima naturalezza del mondo, da' ancora i brividi. Ma ormai il suo team e' stato sconfitto, ha perso la faccia, e quindi non deve piu' preoccuparsi di salvare la faccia e le apparenze), gli altri due meritano un'analisi a parte.
    Partiamo da Mike Barnes. Che in teoria non avrebbe motivi per avercela col protagonista, se non fosse che e' pagato per perseguitarlo. Ma poi inizia a provarci gusto, e diventa persino odioso. Notare che i suoi metodi, al limite dello stalking, Avildsen li ha ripresi per Rocky V con Tommy Gunn. Ma Rocky e' di un'altra pasta. Finche' una nullita' se la prende con luila e basta, ci puo' anche ridere sopra. Ma non tollera che facciano male a un amico. Anche se due cazzotti Paulie se li meritava proprio.
    E veniamo a Terry Silver.
    Thomas Ian Griffith, oltre a questo, me lo ricordo giusto (o soltanto, visto che forse ha fatto solo quello) per aver fatto l'arci - vampiro Valek in Vampires del maestro John.
    E con quella coda sembra lo Steven Seagal dei poveri. Ma il suo piano, per quanto bizzarro, e' interessante.
    Praticamente vuole fare una ret - con dal vivo.
    Riportare indietro l'orologio del tempo. Ricostruire tutto il contesto del precedente torneo, dopo averne modificato le regole. Per costringere Daniel a vedere Barnes che demolisce gli altri uno dopo l'altro, in modo da demolirlo psicologicamente. Per poi riscrivere il finale e fare quello che lui ritiene moralmente piu' giusto.
    E cioe' il Cobra Kai in trionfo e Lorusso in una pozza di sangue con le ossa rotte. Proprio come sarebbe dovuta finire in quel torneo, secondo la sua logica.
    Proprio quello che potrebbe venire in mente a un tizio che non ha niente di meglio da fare e una montagna di soldi da sperperare in una fesseria simile.
    Se non fosse che l'idea di tormentare un ragazzino e il suo maestro per il puro gusto di farlo lo affascina.
    Oggi si direbbe che cattivi cosi' sono inverosimili. Perche' non hanno una motivazione per fare del male.
    L'introspezione psicologica a tutti i costi spesso e' stata una rovina.
    E' vero. Sono senza dubbio archetipi di cattivi superati, datati. Pero' funzionavano, nell'economia di una storia. E alla grande, pure.
    Perche' si godeva di piu' quando il buono alla fine li legna.
    Non si puo' non esultare quando Daniel batte Mike nel recupero e gli chiude quel forno che si ritrova al posto della bocca.
    Barnes ha talento. Ma testa e cuore zero. Come Tommy. E Silver e' un riccastro che sfrutta, inquina e corrompe.
    Sono MALVAGI DI NATURA, punto.
    E ai malvagi non serve un motivo per fare del male. Inutile ragionare sul perche' lo fanno.
    In una storia deve solo arrivare il momento liberatorio in cui si pigliano la loro santa dose di mazzate.

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    1. Paulie è rozzo ma sempre onesto, la bocca della verità ;-) Mettiamola così, “Karate Kid” è anche una bella storia che parla di bullismo e il terzo film rende i bulli più bulli che mai, spazzando via quasi tutte le ombre, non è un caso se la serie tv “Cobra Kai” per la prima stagione (la migliore) abbia tenuto conto solo del primo film, quello in cui un componente del Dojo poi, quel «Spezzagli la gamba» doveva farlo davvero. Non si sarebbe potuto fare un “Cobra Kai” solo su “Karate Kid III”, non avrebbe avuto niente da raccontare, se non quanto non vediamo già in questo film. Cheers!

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    2. Tornando al discorso cattivi, bisogna dire che una volta li sceglievano bene. Thomas Ian Griffith era comunque cintura nera di karate kempo e anche di tae kwon do, quindi, si vede, ha delle movenze credibili e una faccia da pazzo mica da ridere, quella di natura, inoltre è alto un metro e novantacinque, quindi incute timore già solo a vedersi (oltre che per il capello alla Fiorello, veramente inguardabile). Inoltre, anche Sean Kanan, ovvero Mike Barnes, si vede che ha esperienza di arti marziali, senza trascurare il fatto che si è procurato anche un trauma addominale con emoraggia interna girando 20 volte la scena in cui viene lanciato fuori da una porta durante il film.
      Quello che rimane meno credibile di tutti è sempre il solito, spocchioso, Daniel-san, che sembra uno che fa finta di sapere il karate, non si capisce mai come faccia ad essere così efficace... Probabilmente ha delle grandissime botte di sedere, sia quando deve affrontare i cattivoni, sia quando trova la ragazzina che si innamora perdutamente di lui... Si capisce che è tutta finzione!!

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    3. Salute, Danie'!!
      Hai ragione, Cass.
      Il primo era un filo piu' complesso, specie nelle relazioni interpersonali.
      Nel terzo, a parte la vendetta, non vedo altro.
      VOI SIETE PAZZI, dice Daniel nella parte finale del film.
      E infatti. Il baraccone che hanno piantato in piedi e' DA MALATI.
      Tornando al primo...guardiamo la rivalita' tra Daniel e Johnny.
      I due si azzuffano da subito.
      E Daniel, che e' appena arrivato e ancora non sa come muoversi ma soprattutto a chi non deve pestare i piedi, si ritrova nel posto sbagliato, al momento sbagliato e contro la persona sbagliatissima.
      Certo, si tratta di prendere le difese di una ragazza, non si puo' rimanere in disparte.
      Solo che Johnny e' il tizio che picchia piu' forte, da quelle parti. Inoltre, lui e la sua banda sono dei prepotenti veri. Felici di avere qualcuno da prendere di mira senza conseguenze. E tutti gli altri...isolano Daniel, ben contenti che i bulli abbiano trovato un capro espiatorio su cui sfogarsi.
      E da li' la situazione precipita.
      Io non ritengo che Johnny e i suoi siano malvagi. Sono un branco di incoscienti. Anche se l'incoscienza...e' UN REATO. E come tale andrebbe giudicato.
      Non puoi commettere certe cose senza sapere a quali conseguenze possano portare.
      Persino quando sono li' mezzi fatti che lo stanno ammazzando di botte, a uno di loro viene il sospetto che stiano per fare un'idiozia tremenda.
      Ma dobbiamo contare che sono anche figli di papa', viziati e vissuti nella bambagia. Con genitori assenti e allocchi a cui importa solo che si presentino ben vestiti alle cene di gala. Insomma...spno abituati a fare e ottenere quel che vogliono, quel che conta e' salvare le apparenze.
      Cosi', dietro una facciata rispettabile, puoi combinare le peggio porcherie.
      Et voila'!! In tal modo ci abbiamo infilato la questione sociale. E persino la lotta di classe, direi.
      Daniel ha una famiglia modesta, con la madre che passa da un lavoro saltuario all'altro.
      Anche per questioni ideologiche, il conflitto tra i due e' inevitabile.
      Poi c'e' pure la componente soap.
      Johnny e Ali stavano insieme, poi hanno rotto. Almeno lei. Per lui...ho idea che il discorso non fosse chiuso. E non sopporta che qualcuno le ronzi intorno, specie il nuovo arrivato che alza troppo la cresta.
      Perche' i contorni non sono ben definiti.
      Daniel e' una vittima. Ma non esita un secondo ad approfittare della tregua per mettersi a sfottere i suoi aguzzini.
      E Johnny...sul finale e' lui a consegnare direttamente il trofeo a Daniel, complimentandosi e ammettendo la sconfitta.
      Segno che non e' totalmente irrecuperabile.
      Quelli del terzo lo sono, invece.
      Una curiosita': ma in Cobra Kai come mai Johnny e' ridotto a fare il vagabondo?
      La sua famiglia lo ha diseredato oppure hanno investito male i soldi e sono finiti in bolletta sparata?

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    4. Bentrovato Red, Johnny cade in disgrazia e perde tutto. Diventa un vero reietto e quindi ne guadagna in simpatia. Volevo però aggiungere una cosa: nel primo Karate Kid c'è una sorta di rispetto tra i bulli e la vittima, testimoniato da quanto dici, Johnny alla fine consegna il trofeo a Daniel e gli dice te lo sei meritato. Quindi si assiste alla redenzione del cattivo, che poi tanto cattivo non è, è solo vittima delle circostanze. D'altronde sei biondo, hai la moto, il villone, la reginetta della scuola e sei anche campione di Karate: un pò ti sarà permesso di spadroneggiare, con la "t", alla Abatantuono. Poi non mi sembra che ci sia un intento così persecutorio nei confronti di Daniel. Diciamo che anche lui se le va a cercare, provocandoli continuamente. Di tutta altra pasta il terzo film: si può parlare di stalkeraggio e anche di manipolazione, c'è un intento molto più subdolo e anche pericoloso, perché mira a corrompere la coscienza del giovane Lo Russo. Da questo punto di vista la minaccia è più nascosta ma anche più sottile. Forse è anche un segno dei cambiamenti societari e della perdita di innocenza coincidente con la fine degli anni '80.

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    5. Il primo film resta una spanna sopra proprio perché certi argomenti riusciva ad utilizzarli un po’ meglio, Johnny subiva l’influenza di un “Cattivo maestro” e Daniel a volte andava a provocare, per quello la prima stagione di “Cobra Kai” funziona così bene, devo sbrigarmi a pubblicare il post, scritto da tempo ma in attesa in panchina per seguire l’ordine dei “Karate Kid” ;-) Cheers

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    6. Ciao a tutti! Già il secondo pochissimo...ma il terzo proprio non me lo ricordo per niente!! Se non lievemente quella scena della scogliera e i bonsai 😁😁
      A me è piaciuto il primo, quello sì l'ho visto uno sfascio di volte!!

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    7. Mi sono appena accorto che ho scritto a voi più o meno la stessa cosa al commento su Karate Kid II !! Bene, sono ridotto proprio bene!! 🤭🤭

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  4. Che poi sembra sempre lo stesso film, ma non lo è, il finale comunque sempre godurioso ;)

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    1. Regola aurea dei seguiti: Uguale ma di più! Questo rispetta in pieno la regola ;-) Cheers

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  5. Ma proprio zero... Nemmeno il ripasso mi è servito a rinfrescarmi la memoria. Ricordo solo i bonsai. Bonsai ovunque! E stop. Un po' pochino... Che fosse un capitolo fiacco era palese dal fatto che non mi rimasto nulla in mente, ma pure il 2° era poca cosa ma quello lo ricordo bene. Mah! Vai a capire.

    Ora sono curioso di vedere come tratti il 4° e pure la serie (che ho là e ogni tanto mi guarda e mi dice "E allora? Mi vuoi guardare o no?").

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    1. Quando inizierai “Cobra Kai” sarò droga, ho visto due stagioni in un niente, e malgrado una seconda stagione molto inutile, mi manca lo stesso. Il quarto è in rampa di lancio, mentre non trovo il tempo per scrivere del remake, l’universo fa tutto per tenermi lontano dal post di quel film. Cheers!

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  6. Io mi sono fermato dopo la prima stagione di Cobra Kai, seguendo il consiglio di Cassidy!! Però mi sta chiamando a gran voce, so che prima o poi cederò e la vedrò. E poi, come ho già detto in altri lidi, faccio il tifo per Johnny Lawrence, mi risulta mille volte più simpatico e vero di Ralph Macchio...

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    1. Cassidy consigliato saggiamente ti ha, la Forza è assente dalla seconda stagione. Ignorarla tu devi... :-D
      Scherzi a parte, la seconda stagione di "Cobra Kai" andrebbe insegnata a scuola, nel corso "Crollare malamente dopo essere saliti in cima".

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    2. Johnny Lawrence (e l'attore che lo interpreta) sono il cuore della serie, ho visto la seconda stagione in coda alla prima, sull'onda dell'emozione, ma sposo la teoria di Lucius, roba da studiare nelle scuole. Cheers!

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  7. Ho visto molto tardi questo film, rispetto alla sua uscita. Lo registrai su Italia1 proprio quando la rete trasmetteva film sulla kickboxing a manetta. Immagina il meglio/peggio del cinema di menare dell'epoca, con tecniche acrobatiche e botte da orbi... e poi arriva Daniel San con l'alberello rotto... Fu una delusione cocente su tutta la linea. E' tipo la seconda stagione di "Cobra Kay": Macchio non imparerà mai quando è il momento di fermarsi, prima di rovinare tutto.

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    1. P.S.
      Non t'invidio per il prossimo episodio: nel mio blog l'ha recensito Willy l'Orbo, che ha perso un occhio proprio nel vederlo :-D
      Scherzi a parte, mentre lo vedi e ti viene voglia di piangere, pensa sempre che... boys don't cry! ^_^

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    2. In pieni anni '90, l'alberello da salvare no. Un film che ha più di tutto rispetto al primo film, ma funziona la metà, anche se il finale mi prende sempre. Non possiamo piangere, al massimo sudare dalle palpebre, ma tra quello e il remake, rischio di perdere entrambi gli occhi! :-D Cheers

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    3. Vorrei ricordare che Thomas Ian "Fiorello" Griffith - la somiglianza ci sta tutta! ^_^ - era un ottimo attore marziale che provò a sfondare nel genere ma finì sfondato: e sì che il suo primo film marziale da protagonista vede come cattivo addirittura Lance Henriksen, fresco dal set di "Senza tregua" con Van Damme! Le stelle hanno provato ad allinearsi per Fiorello Griffith ma è andata male, e si è dovuto "accontentare" di lavorare con Carpenter. Poteva andargli peggio :-P

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    4. Vero, l'ho anche visto proprio per via di Lance. Carpenter lo raccattò perché allora signora Carpenter trovava Thomas Ian "Fiorello" Griffith di bell'aspetto (storia vera). Cheers!

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  8. Penso di essere uno dei pochi che non ha amato questa saga. Vista solo a spezzoni, l'unica cosa che ricordo è "Metti la cera, togli la cera"... e Macchio in equilibrio precario. Il resto è buio totale

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    1. Quella è la parte che ricordano anche quelli che il film non lo hanno mai visto, succede con i titoli che diventano dei classici del loro tempo ;-) Cheers

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  9. Niente, anche dopo averti letto sto film non me lo ricordo, mi viene quasi il dubbio di non averlo mai visto. Ti attendo al varco con il film che da preadolescente mi fece innamorare di Hilary Swank.

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    1. Quello è in rampa di lancio per la prossima settimana ;-) Cheers

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  10. Trama forzata, visto una volta è sufficiente.
    Kreese andava coinvolto in questa vendetta, non liquidato come un soggetto borderline da spedire in un CIM.
    La Larusso girl è la meno interessante delle tre.
    In definitiva salvo il film per la simpatia verso i due protagonisti, sugli allori dei precedenti film, soprattutto del primo.

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    1. Alla fine si, però il finale mi compra sempre, anche se è una versione in grande di quello del primo film ;-) Cheers

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  11. Lo ricordo poco, però il cattivone in stile principe di principe bel air era veramente divertente.

    P.S. Fosse anche psicopatico ma un amico che ti compra tutto quello che vuoi non mi dispiacerebbe. Ho giusto un castello e mezza tonnellata di libri da fargli comprare XD

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    1. Sai che hai ragione? Avercene di amici così, così ricchi intendo! ;-) Cheers

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  12. KK è nato come filnm per ragazzi : intendo per massimo 14 anni.
    Ed esce nel 1984, quando di film di arti marziali ( intesi come film incentrati su di esse, non usate come contorno ) in USA non ce ne sono tantissimi, e quelli che ci sono sono mal distribuito o per un pubblico adulto .
    Il titolo Karate Kid era usato non a caso.
    Ed infatti ebbe successo sui ragazzini.
    Il problema è che dopo il grande successo, si è provato a fare un seguito più "sofisticato" e "serio" per un pubblico di teen agers che voleva solov edere Daniel-san menare bulli a destra e manca , e un terzo capitolo, fotocopia del primo l uscito quando

    1- i fan del primo film erano diventati troppo grandi per apppassionarsi alla boiate di "dai la cera, togli la cera"
    2 - era saltata fuori al star Van Damme che aveva alzato e di molto ,l 'asticella di spettacolarizzazione del cinema marziale occidentale .
    Parliamoci chiaro, dopo essersi abituati alle mosse all' attore belga, i goffi tentativi finto-marziali di Daniel e Miyagi non riuscivano più ad azzerare la salivazione degli spettatori .
    Penso sia stato tutto questo a decretarne il fallimento della saga .

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    1. Ormai gli anni '90 con i loro tanti film marziali erano alle porte, Ralph Macchio aveva dato il suo contributo a scaldare i cuori. Cheers!

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  13. Scopro solo ora che il cattivo col codino è il capo vampiro di "Vampires"! o-O Che sgoob come direbbe la buon' anima di Biscardi.
    Già da piccolo non mi esaltava. Mi piaceva molto vedere la crisi di Kreese all' inizio, ma poi, come detto, purtroppo il personaggio va in secondo piano. Oltre a questo ricordavo giusto il citato cattivo codinato, il litigio tra Miyagi e Daniel e la trappola ai loro danni. Dello sfidante solo che era tale mentre la nuova fiamma completamente rimossa! o-O Oltre che il bosai stavolta facesse la parte del leone!
    Si perse nel mare di sequel di quell' annata ed ormai, come detto, i ragazzi e ragazzini americani avevano cambiato moda.

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    1. Proprio lui, il vampirone di Vampires, sai che sono sensibile all'argomento Carpenteriano ;-) Cheers

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  14. Ahahah come al solito è uno spasso leggere le tue recensioni quando un film ti delude.
    Ho visto questo film per l'ultima volta tantissimi anni fa, quando non potevo notare i difetti che riporti. Preferisco tenere il bel ricordo, dato che mi piaceva (sia per la nuova mossa -e la presa in giro di Miyagi-, sia perché adoravo i personaggi con la coda di cavallo, sia perché mi stava quasi diventando simpatico Daniel in versione stronza, sia per la scena del bonsai sul dirupo, ecc. ecc.), senza azzardarmi a riguardarlo e fare la tua fine.
    Sapevo che Daniel fosse più vecchio di Johnny ma non di Fiorello! Pure la moglie gelosa?
    Ah, ora ho capito la mia natura da bullo, tutta colpa di questo film! 😂

    Ci si rilegge sul post dedicato al quarto capitolo, che leggerò solo per farmi due risate dato che il film non l'ho mai sopportato... una protagonista donna in un film sul karate, bah! Per precisare a me non ha detto nulla manco Million Dollar Baby, l'unica delusione che mi ha dato Clint ma chiudo qui 'sto OT 😉

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    1. Ben felice che ti sia piaciuto, in realtà il finale lo trovo una bombetta, perché il cattivo di turno è molto più odioso di Johnny Lawrence, quindi mi piace vederlo andare a terra ;-) Per il resto ti consiglio di tenerti il ricordo, anche se lo ammetto, questo ripasso in età adulta di Karate Kid non lo cambierei per nulla al mondo. Ci vediamo sul post del quarto capitolo, che penso potrebbe piacerti ;-) Cheers!

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