martedì 17 settembre 2019

Cobra Kai - Stagione 1 & 2: Il vero Karate Kid

Potreste aver notato dalle espressioni che utilizzo, che sono sempre stato un grande appassionato di “How i met you mother” (storia vera).

Tra le mille trovate comiche brillanti di quella serie tv una è rimasta nel cuore un po’ a tutti, ovvero quando Barney Stinson ha messo in chiaro a tutti che il vero Karate Kid non era il ragazzino rachitico arrivato dal New Jersey che conosceva a malapena il Karate, ma il biondo Johnny Lawrence, del Dojo Cobra Kai.

Ora non tirare in ballo Miyagi, sempre di sfruttamento di manodopera minorile si tratta!
Ora, al pari di Barney Stinson ho questa insana passione per i cattivi cinematografici, questo dovrebbe farvi capire come mai sono andato così clamorosamente giù di testa per una serie come “Cobra Kai”. Bisogna dirlo: non era semplice azzeccare una serie così, perché tutti noi cresciuti guardando Karate Kid, ormai abbiamo l’età per essere gli zii del protagonista. Ma dovreste averlo notato, i seguiti fuori tempo massimo di titoli di culto ormai sono la normalità, anzi, per certi titoli il formato televisivo resta il migliore, ogni riferimento (anche polemico) alla cancellazione di Ash vs. Evil Dead è puramente voluto.

“Cobra Kai” è diventato il programma di lancio del nuovo canale streaming YouTube Red, un esordiente che punta a giocarsela con i colossi, non poteva che trovare nella saga creata da John G. Avildsen e lo sceneggiatore Robert Mark Kamen il suo titolo di riferimento. Ma la vera sorpresa è scoprire che i curatori della serie, Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg arrivano da cosette tipo “Scary Movie 3” (2003) e “American Pie: Ancora insieme” (2012), insomma: non proprio le più rosee tra le premesse.

Eppure, “Cobra Kai” è una sorpresa, la prima stagione, in particolare, è un gioiellino che perde forza nel corso della seconda, ma non cambia il fatto che lo spunto iniziale sia davvero brillante e deve moltissimo a William Zabka e a Ralph Macchio, due che – anche se in modo opposto – sono rimasti legati per sempre al primo Karate Kid.

Dal 1984, non gli è ancora passata.
Ralph Macchio è quello che le ha provate tutte per liberarsi dell’ombra di Daniel LaRusso, ha rifiutato il quarto capitolo e si è fatto dirigere da Walter Hill, ma non è servito a nulla nemmeno questo. Zabka, invece, ha continuato a studiare le arti marziali, ha continuato a bazzicare i film di genere fino a diventare parte del cast di “How i met you mother” nella parte di se stesso, spesso scherzando sui suoi quindici minuti di gloria.

La prima stagione di “Cobra Kai” è una discreta bombetta perché non gioca sporco, anzi è perfettamente onesta, ci riporta nella vita di Johnny Lawrence trentaquattro anni dopo gli eventi raccontati in Karate Kid, senza la volontà di cambiare le carte in tavola, ma solo di continuare la storia. Avete presente quella cagata di “Maleficent” (2014)? Era una porcheria perché giocava sporco, mentiva facendoci credere che un personaggio totalmente malvagio (fin dal nome) non posse poi, in realtà, così cattivo. Una clamorosa presa per il naso che “Cobra Kai” molto più intelligentemente ci risparmia, per il semplice fatto di conoscere meglio i suoi personaggi e i confini entro cui si muovevano.

Basta il primo episodio per farci vedere tutto da una nuova prospettiva, Johnny non si è mai ripreso dalla sconfitta al torneo di Karate, diventando un fallito di mezza età che campa alla giornata, bloccato ancora a quel momento, letteralmente bloccato visto che gira ancora con la stessa scassatissima auto di allora e ascolta gli stessi pezzi musicali che erano nuovi ai tempi ed oggi ascolterebbe solo un vecchio rockettaro malinconico, oppure... Beh, io. Oh, a me la colonna sonora di Cobra Kai è piaciuta un botto! Piena di roba tipo i Poison, Boston, Twisted Sister, ma anche The Alan Parsons Project, REO Speedwagon e gli immancabili Queen.

Un vecchio rottame. No, non la macchina
Il suo perfetto contraltare è, ancora una volta, lo stramaledetto Daniel LaRusso che sarà anche invecchiato, ma resta insopportabile, come sempre. Lui, a differenza dell’attore che lo ha sempre interpretato, ha fatto fruttare la sua vittoria (anzi le sue vittorie), l’idea di trasformarlo in un venditore d’auto è semplicemente perfetta, non solo perché parliamo di uno che si allenava passando la cera sul cofano della macchine, ma perché l’aria da venditore d’auto usate l’ha sempre un po’ avuta. L’unica vera costante resta la sua inspiegabile capacità di far colpo su belle donne, quindi dopo Elisabeth Shue, la giapponese carina e la rossa mica male, ora metteteci anche sua moglie Amanda LaRusso, interpretata dalla bella Courtney Henggeler. No, sul serio, come si faccia a non fare il tifo per Johnny Lawrence, poi, io proprio non lo so!

Ok, sono testardo ma mi rendo conto quando ho perso le mie battaglie.
La svolta arriva con il personaggio di Miguel Diaz (Xolo Maridueña) ragazzino sfigato che viene salvato dal pestaggio di alcuni bulli da uno sfattissimo Johnny e da quel momento, inizia a pressarlo per farsi insegnare un po’ di quella roba («Old school karate» lo definisce Johnny). Per il biondo “cattivo” tra i rospi da ingoiare e la competizione con LaRusso la soluzione è semplice: visto che è ancora di fermo ai tempi del Cobra Kai, tanto vale fare come i Blues Brothers e rimettere insieme la banda, riaprendo il vecchio Dojo.

"Pronto acchiappafantasmi Cobra Kai, sì, siamo tornati"
La competizione con LaRusso è una spinta chiave, perché se Miguel inizia a frequentare la figlia del suo storico avversario, Samantha LaRusso (Mary Mouser), per una serie di tira e molla Daniel inizia ad allenare il figlio con cui Johnny non parla più da anni, Robby Keene (Tanner Buchanan). Con una gestione sensata dei tempi e dei personaggi, i due “Karate Kid” si ritrovano a ricoprire il ruolo di Sensei, nuovamente ai ferri corti uno con l’altro e con una nuova generazione di ragazzi ai quali provare ad insegnare quello che hanno imparato alla loro età.

Ed è qui che “Cobra Kai” si gioca le sue carte migliori, sarebbe stato facilissimo far scontrare di nuovo Johnny Lawrence e Daniel LaRusso, ma sarebbe stato un po’ come quelle “reunion” di vecchi gruppi rock che il più delle volte fanno tristezza e basta. Giocando, invece, sulla nostra attesa di quel momento, la serie fa un ottimo lavoro sui personaggi ribaltando la prospettiva nel modo migliore, quindi non è male vedere che due che in fondo hanno molto in comune (anche i gusti musicali, tipo i già citati REO Speedwagon), alla fine non si smuovono dalle loro posizioni, più che altro per testardaggine e maschile competizione.

Quasi amici (ho detto quasi)
LaRusso utilizza tutta la sua influenza per tentare di impedire al nuovo Cobra Kai di iscriversi al torneo di Karate, un colpo basso per quello che abbiamo sempre considerato il “buono” del film (che però per sua stessa ammissione, ha vinto con una mossa non legale). D’altra parte, però, il Johnny Lawrence che emerge da questa serie tv è un personaggio per il quale viene davvero voglia di tifare, il vero Karate Kid, aveva ragione Barney Stinson.

Mai dubitato della parole di Barney Stinson, MAI!
Johnny Lawrence non è un malvagio a tutto tondo che qui ci viene “venduto” come un buono, ma cambiando il punto di vista qui possiamo finalmente vederlo per quello che è davvero è: uno normale, come tanti che ha avuto la sfortuna di incappare in un cattivo maestro come John Kreese (Martin Kove… Non perdetevi l’ultima scena, dell’ultimo episodio della prima stagione). Il biondo nasone alla fine è uno che ha fatto delle scelte sbagliate, qualche volta si è posto nel modo peggiore possibile e l’episodio 1x05 (Counterbalance) è quello chiave, qui Johnny racconta a Miguel tutto Karate Kid in pochi minuti e dal suo punto di vista, la scena delle litigata in spiaggia con LaRusso, il suo scherzo con l’acqua durante la festa in maschera e anche il finale al torneo. Rivista con gli occhi di Johnny resta la stessa identica storia, ma assume un sapore tutto nuovo.

Se Karate Kid di John G. Avildsen, era la storia di un ragazzino spiantato, vessato da bulli con maggiori capacità (economiche, di mezzi, ma anche di conoscenze di Karate) che usava un'arte marziale per rialzare la testa, guadagnandosi il rispetto. “Cobra Kai” è ancora la stessa storia, solo che questa volta lo spiantato proveniente dalla classe operaia è Johnny, il bullo per certi versi è il ricco e affermato Daniel e il mezzo del riscatto è ancora una volta il Karate, perché lo sport può formarti il fisico, ma anche il carattere, come vediamo accadere a Eli "Hawk" Moskowitz (Jacob Bertrand), sicuramente uno dei personaggi più coloriti, ottima aggiunta all’iconografia di “Karate Kid”.

Cobra Kai 2.0: Facce nuova ma sempre con un look cazzuto.
 Con queste premesse e questa ottima gestione dei personaggi, la prima stagione di “Cobra Kai” ti mette proprio nelle condizioni di tifare senza pudore per quello che fin dal film di Avildsen, erano i più fighi («Cobra Kai? Kickass name!») e anche la filosofia aggressiva di John Kreese, viene rispettata in pieno e utilizzata come mantra nella vita dei nuovi membri del Dojo che in quanto a “Sfiga” non hanno davvero niente da invidiare al rachitico Daniel LaRusso di allora.

Ma la mitica «Strike first. Strike hard. No mercy» diventa un potere che va utilizzato con giudizio e questo è anche un po’ il tema della seconda stagione, in cui il nuovo Cobra Kai e gli (ex) sfigati che lo compongono, si ritrovano ad essere i fighi della California del Sud, mentre i battibecchi tra i personaggi tengono anche fin troppo banco.

Sul saluto ufficiale della Bara Volante la serie finisce (peccato che sia il primo minuto dell'episodio 2x01)
Purtroppo, la seconda stagione di “Cobra Kai” non è all’altezza della brillantezza della prima, questi dieci episodi non aggiungono davvero nulla, ma continuano a creare situazioni che non sono altro che benzina gettata sulle fiamme della competizione tra Lawrence, LaRusso e i rispettivi Dojo. Tra tira e molla amorosi e altre trovate troppo da soap opera, la seconda stagione accumula fino allo scontro finale che, per carità, copre una buona metà dell’ultimo episodio (2x10 “No mercy”), si gioca parecchi scontri diretti anche in piano sequenza, ma di fatto è solo un modo per far scoppiare il gran casino e lasciarci con un “Cliffhanger” drammatico che serva a farci venire voglia di vedere anche la terza stagione, già confermata e in arrivo nel 2020.

Personalmente dubito che una terza stagione possa recuperare la freschezza della prima che è davvero sorprendente ed esaltante, ma è incredibile che siano riusciti a recuperare quel senso di meraviglia e coinvolgimento che alla saga di Karate Kid mancava dal 1984. Niente male essere qui oggi, non proprio di mezza età come Johnny Lawrence e Daniel LaRusso, ma con quella voglia di fare mosse a caso fingendo di conoscere il Karate che avevamo un po’ tutti la prima volta che abbiamo visto Karate Kid. Proprio vero: più le cose cambiano più restano le stesse.

38 commenti:

  1. Ciao Cass,
    io sono un uomo di mezza età ormai, manca poco ai 45. Da ragazzo ho praticato karate shotokan come LaRusso, un pò perché vessato dai bulli, un pò perché anche io ero rachitico e sfigato e quindi serviva qualcosa che mi facesse acquisire sicurezza in me stesso. Inutile dire che sono stato influenzato dal film,la scelta di praticare tale arte marziale è sicuramente stata dettata dalla popolarità del karate in quegli anni e anche dalla possibilità di riscatto che forniva, visto che il protagonista riusciva a sconfiggere i cattivoni e anche a conquistare la biondina (purtroppo a me non è successa nessuna delle due cose ma era bello poterci credere). Inutile dire che crescendo ho capito che era davvero un film, i bulli li ho anche affrontati un paio di volte usando tutto il coraggio che avevo, ma alla fine sono rimasto il vecchio sfigato di una volta, solo un pò più maturo. La forza di questa serie è proprio questa: alla fine non c'è nessun vincitore, tutti hanno perso qualcosa, chi più chi meno. Sicuramente Johnny Lawrence è quello che ha perso di più e ha anche la maggiore volontà di riscatto, per questo motivo non si può fare a meno di simpatizzare con lui. LaRusso si dimostra per quello che è sempre stato: un opportunista che ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto. Forse l'unica cosa che lo salva dall'essere davvero un personaggio negativo è l'affetto che traspare per il maestro Myiagi, a cui alla fine deve tutto ciò che è. Johnny Lawrence ha avuto maestri sbagliati e anche genitori sbagliati, mi piace molto quando parla del padre e del cattivo rapporto che avevano. Però come ogni buon self made man ha la capacità di risorgere dalle sue ceneri e di proporre qualcosa di buono, anche se resta sempre quell'ambiguità di fondo che lo rende difficilmente classificabile tra i buoni o i cattivi. In ogni caso per me si era già redento alla fine del primo film quando riconosce la superiorità di LaRusso (non riesco proprio a chiamarlo Daniel-san) e gli consegna il trofeo del torneo. Ciao

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    1. Inoltre ti chiami quasi come il protagonista del film ;-) Il bello di “Cobra Kai” per me è questo, prendere la favoletta (perché di questo si trattava) del film originale e portarla ai giorni nostri, trovando anche un modo decente di mescolare vecchie glorie e nuovi personaggio (meglio di Star Wars, così, per dire). La differenza vera tra i due personaggi è la figura paterna, LaRusso ne ha trovata una valida, Johnny no, ma di fatto quei due potevano essere migliori amici (la scena dove ascoltano i REO Speedwagon lo mette in chiaro) mantenendo quella competitività maschile che li aveva portati allo scontro. Visto che LaRusso parla sempre di equilibrio, la prima stagione di “Cobra Kai” lo trova alla grande. Per dire non si sarebbe mai potuta fare questa serie con Mike Barnes come protagonista, anche se me lo aspetto nello stagione 3, tanto ormai vale tutto la serie è finita con la prima stagione. Cheers!

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  2. Sai bene quanto mi è piaciuta la prima stagione, però la seconda per il momento ho rinviato, ma la vedrò questo è certo ;)

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    1. Lo so, lo so ;-) Aspetto il tuo parere anche su quella, anche se un po’ ho già scritto cosa ne penso spero di non averti influenzato negativamente. Cheers!

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    2. Questa è la serie TV più bella e coinvolgente che ho mai visto

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    3. Vero che è una gran figata? ;-) Cheers

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  3. Good Job������

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  4. Ma le macchine che vende Daniel - san sono quelle che Miyagi teneva in giardino, per caso?
    Chissa', forse ha iniziato cosi'.
    Se non ho capito male vuol pure concorrere come sindaco, o qualcosa del genere.
    Comunque, Miyagi si stara' rivoltando nella tomba. Non lo aveva allenato perche' si comportasse cosi'.
    Pero', se ci si fa caso...nel primo film non appena Danny si trova in una posizione sicura approfitta subito per bullarsi dei suoi aguzzini.
    Logico che qui, essendosi ribaltati i ruoli (ma che fine ha fatto la famiglia ricca di Johnny?), gliele faccia pagare tutte.
    Mi vien da ridere a pensare a Larusso sensei...se metti i suoi allievi (come si chiama il suo dojo, a proposito? MIYAGI - DO KARATE, forse?) contro quelli del Cobra Kai, questi ultimi ne fanno polpette?
    Credo che comunque i due ci stiano provando, almeno a sopportarsi. Ma immagino anche che sia dura provare anche solo a parlare con uno che da ragazzino ti saccagnava di botte non appena mettevi il piede fuori di casa.
    E' come ritrovare il bullo che tormentava da piccolo, per certi versi.
    Da adulti.
    Quello magari ti riconosce e ti saluta come se niente fosse, perche' ai tempi era una testa di cavolfiore e non si ricorda nulla di quello che ha fatto. O al massimo non lo giudica cosi' grave.
    Nel migliore dei casi si scusa dicendo, MI SPIACE, DAI. ALMENO ADESSO MI SONO FATTO UN ESAME DI COSCIENZA E HO MESSO LA TESTA A POSTO.
    La ex - vittima semplicemente non ha nessuna voglia di stare li' a scambiare chiacchiere con quella che e' L' ULTIMA PERSONA AL MONDO con cui vorrebbe parlare.
    Una buona idea sarebbe proprio di puntare su quello, nella futura stagione.
    Johnny e Daniel che si alleano per contrastare il ritorno di Kreese e Barnes, capeggiati magari da Silver che si e' messo in testa di monopolizzare il settore in tutta la valle.
    Potrebbero andare in giro a fare i Dojo - Yaburi, picchiando i maestri e costringendoli a chiudere le loro accademie.

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    1. Non lo dice, ma lo lascia intuire. Considerando che nelle sue concessionarie regala dei Bonsai e la moglie lo prende in giro per quella volta che ha provato ad aprire un negozio di alberelli (occhiolino-occhiolino) direi che tutto torna. Da questo punto di vista la serie è accurata, in casa sua LaRusso ritrova anche il tamburello del secondo film, evidentemente portato a casa come ricordo del viaggio ad Okinawa. Non proprio sindaco, è uno ben in vista nella comunità ma anche nell’organizzazione del torneo di Karate.

      Infatti penso che sia proprio il bello della serie, non snatura MAI i personaggi, nemmeno LaRusso e le sue piccole e grandi ipocrisie, che non lo rendono un malvagio, ma solo uno con dei difetti molto normali. Ribaltando i ruoli ora è lui quello con i soldi, perché Johnny è in pessimi rapporti con il padre che evidentemente ha anche tagliato i fondi. Alla fine “Karate Kid” è sempre la storia di un ragazzo disagiato (anche economicamente) contro uno ricco, tra le altre cose, perché poi il film parlava anche di bullismo e di figure paterne.

      Si il nuovo dojo si chiama Miyagi-Do, ed in effetti Johnny ammette di aver capito i suoi errori, solo che LaRusso non gli crede, la prima stagione è tutta tesa su questo filo tirato ;-) Cheers

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  5. Quanto ho amato violentemente la prima stagione per quanto ho odiato violentemente la seconda: come si può azzeccare tutto e subito dopo sbagliare tutto? Boh...
    Chiudere poi la prima stagione con QUEL finale... 92 minuti di applausi!!! Non è che sono cambiati gli sceneggiatori?
    Comunque Macchio è riuscito a NON imparare una sola mossa di karate in più di trent'anni, guarda che non è facile: anche solo per imitazione prima o poi poteva azzeccarne una. Invece no, è rimasto l'imbranato di un tempo :-D
    Non so se avrò il coraggio di vedere la terza, vista l'alta concentrazione di ragazzini karatosi e "piccoli problemi di cuore" coinvolti: preferisco ricordare quant'era bella la prima :-P

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    1. Siamo in due amico mio, ho iniziato a guardare il primo episodio con tutti i legittimi dubbi di un’operazione così, a fin puntata ero galvanizzato, la prima stagione l’ho divorata. A metà della seconda invece la noia, ero lì che mi chiedevo come può essere che la stessa serie sia diventata davvero “Piccoli problemi di cuore”. Non ho nessuna fretta di vedere la terza, anche perché la serie è finita, però sul serio Ralph Macchio fatto dalla Foppapedretti era, e con il tempo non è migliorato, ci va anche del talento! ;-) Cheers

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  6. Gli uno contro uno sistematici della seconda stagione sono imbarazzanti.
    L'ultimo episodio lo è stato in toto, secondo me.
    Detto questo ho trovato la prima stagione un gioiellino, e giocoforza vedrò comunque anche la terza, anche se non mi piace molto come si sta evolvendo la storia.

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    1. Per me la serie finisce sul Bro-fist che ho inserito nelle immagini, episodio 2x01, un minuto o giù di lì, il resto è fuffa totale rispetto ad una prima stagione perfetta. Cheers!

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  7. Ottima recensione Cassidy, bravo
    P.s. Quando farai una recensione su Dark Crystal: La resistenza prequel del film originale?
    Io lo visto, è molto bello te lo consiglio vivamente.

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    1. Gracias! ;-) Spero a brevem lo sto guardando in questi giorni e mi sta piacendo. Cheers!

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  8. A quando la recensione di How I met your mother????

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    1. Prima o poi dovrò pagare questo debito di gratitudine con quella serie, ora ne ho un paio molto complicate da affrontare, ma è una bella idea grazie ;-) Cheers

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    2. Grazie a te! Ormai il tuo blog è
      una lettura quotidiana e mi stai facendo scoprire tantissime cose fighe tra cui cobra kai che sto iniziando a guardare ed è effettivamente straordinaria! Per how I met your mother aspetteró tranquillo, una mattina so che mi farai felice! Notte!

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    3. Non scherziamo, sono io che ringrazio te per la pazienza di leggerti tutte le mie caSSate! Grazie e buona giornata! ;-) Cheers

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  9. É un po' che la vorrei vedere, ma non trovo mai l'occasione e la voglia di iniziarla. mi sa che dopo questa recensione mi tocca.

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    1. Almeno la stagione uno, quella dovresti proprio vederla ;-) Cheers

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  10. Cassidy mi è venuta la paura di vedere la stagione due. Dopo tutti i commenti negativi di trasformazione in soap per ragazzini mi viene voglia di saltarla a piè pari, passando direttamente alla terza. Peccato perché la prima è davvero qualcosa di nuovo e di fresco in un panorama di serie preconfezionate, un pò quello che è stato The Boys quest'anno. Buona serata

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    1. Penso che l’unico modo sia vederla in coda alla prima, almeno a me è servito, perché ancora carico d’entusiasmo per la stagione uno, metà della due mi sembrava più digeribile. Ecco poi è rimasta la seconda metà da affrontare, non aggiunge nulla e rispetto alla prima è un gran spreco di potenziale. Cheers!

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  11. Verissimo quanto scritto in recensione e in molti commenti. La prima stagione è girata con un budget che in altre serie non basta per pagare il catering del set, ma ha talmente cuore che passi sopra ad ogni ingenuità, poverata tecnica e inquadratura sbilenca. Non sbaglia un tono, una faccia, un momento, una battuta. Simpatizzi col perdente che vive fuori dal tempo e dal mondo che rimpiange gli anni d’oro della gloria ottenuta al liceo e provi antipatia verso il neo-riccastro perbenista che si crede padre modello ma è più insicuro dei suoi allievi. Spazzolata in una domenica mattina di ferie agostane. La seconda stagione oltre a sbagliare tutto lo sbagliabile con trama e personaggi (i giovani in particolare) ha il difetto più grande che un prodotto di intrattenimento qualsiasi può avere: ANNOIA.

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    1. Ha tutto il cuore che serve ad una storia di Karate Kid, poi lo perde nella seconda stagione, come accade a molti seguiti di Karate Kid. Cheers

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  12. Credo di essere l'unico qua ad aver apprezzato la seconda stagione tanto quanto la prima, sebbene per motivi diversi.

    Secondo me sono stati molto intelligenti gli sceneggiatori: c'era già stato un "more of the same" già con la prima stagione, la quale prendeva il canovaccio di kk1 (/rocky come abbiamo appurato) e lo ribaltava mettendo johnny al centro delle vicende; ricalcare quel solco un'altra volta con stagione 2 sarebbe risultato stantio.

    Invece hanno focalizzato la S2 sulla decostruzione della figura del mentore: in kk1, sia per via del punto focale ad altezza teenager che per un periodo storico differente soprattutto per mentalità prima ancora che per frizzi e lazzi, miyagi e kreese apparivano come i detentori di una verità certa, assoluta (giusta o sbagliata che fosse) e che corrispondeva ad una conoscenza da trasmettere in maniera unilaterale (tanto più considerando le tecniche di insegnamento di miyagi come di tipo iniziatico: mettere e togliere la cera acquista significato solo dopo lo svelamento del significato intrinseco, quasi come il sollevamento del velo di maya); in cobra kai S2 invece, spostato l'anno ed il focus ad altezza adulto cresciuto e per il quale la foga giovanile si è esaurita per far posto a temperamenti più riflessivi, vediamo dei mentori che non posseggono alcuna verità ed anzi che si ritrovano a dover mettere in discussione le loro certezze, evolverle, modificarle, sbagliando o corregendo, ma soprattutto essi sono il fulcro di un processo di apprendimento bidirezionale, imparando johnny e daniel stessi tanto quanto facciano i loro allievi.
    In questo la S2 è chiara: kreese è l'unico che è rimasto ancorato in maniera granitica a kk1, tutti gli altri sono andati avanti nel bene e nel male.

    Potrei andare avanti a lungo, sull'amicizia mancato di johnny e daniel, sulla hubris dovuta al "potere", tanto più seducente ed insidiosa quanto più improvvisamente esso arrivi a chi non l'ha mai sperimentato prima, oppure come se l'aspetto "piccoli problemi di cuore" sia invece il più determinante ed importante per una stagione improntata sugli insegnamenti di miyagi sul bilanciare le emozioni, già difficili ma con impegno gestibili quando scaturiscono dai "guts" ed invece strabordanti e dirompenti quando provengono direttamente dal cuore (robby è stato saggio, o meglio savio, per tutta la stagione dimostrando compassione e ricordando più volte a sam gli insegnamenti del padre/del maestro miyagi, ma quando poi è stato coinvolto nel turbine dei sentimenti succede quella cosa lì, proprio quando miguel per la prima volta dall'inizio del suo periodo "cocky" mostra invece pietà).

    Insomma sono grato a Cass di questo post perché alla fine mi ha spinto ad attivare la prova di yt premium che rimandavo da mesi e nel giro di 3 giorni mi sono sparato la maratona cobra kai in 4 "tappe".
    Serie consigliatissima*: come raccontavo a mia moglie consigliandogliela, l'ultima volta che una serie mi ha preso fin da subito così facendomi vedere 6+ episodi in un colpo solo era stato quando one punch man è approdato su netflix.

    Nathan


    *anche la S2: non saltatela! :p

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    1. Grazie a te Nathan per l'accurata analisi, in effetti è un buonissimo punto di vista. Poi la pensiamo uguale, una serie in grado di prendere così tanto, mancava da diverso tempo ;-) Cheers!

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    2. Grazie a te che mi hai dato la spinta per mettermici con la visione di cobra kai ^_^

      Nathan

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    3. La Bara Volante esiste per questo ;-) Cheers!

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    4. Accetto i consigli, qualche volta sono un pò saggio pure io, e proclamo pubblicamente che inizio a guardare la s2 di Cobra Kai. Speruma in bin, come si dice!! 😜

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    5. Daniel San, puoi perdere contro stagione due di Cobra Kai, ma non perdere contro la paura di vedere la stagione due di Cobra Kai! ;-) Cheers

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    6. Sì sensei!! Volevo scrivere Cass-San ma mi sembrava brutto, come una perturbazione nella forza (o sforzo)!!

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    7. Io al massimo potrei essere Cass-Ata ;-) Cheers!

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    8. Perché sei buono!! Buona serata, vado a farmi male a tifare per il Torino...

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    9. Anche a te, sono passato davanti allo stadio verso le 18.00 era già affollato di tifosi. Cheers!

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  13. Appena visto tutte e due le stagioni! Io questo calo non l'ho trovato nella seconda, per me funzionano entrambe alla grande e non vedo l'ora esca la terza! Sinceramente avevo paura dopo avervi letto, ma non ho trovato i piccoli problemi di cuore cosi centrali... alla fine al centro ci sono ancora i problemi di classe sociale piu che altro.. e il personaggio di Kreese che per puro piacere personale ama scatenare guerre e che come diceva qualcuno prima è l'unico fermo nel passato...
    SPOILER: speravo solo sparisse per davvero ma ci toccherà sopportarlo anche nella terza stagione! Chissa che johnny e daniel non si alleino per davvero ora che hanno un nemico comune!
    In ogni caso gran bella serie che ti tiene letteralmente incollato allo schermo! Ieri sera ci siamo guardati 7 episodi di fila credo!!!

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    1. Sono contento che ti sia piaciuta anche la seconda stagione, a questo punto un po’ di curiosità per cosa accadrà nella terza ci sta, spero che recuperino la freschezza delle prime puntate, perché gli spunti ci sarebbero, ne hai tirato fuori uno interessante ;-) Cheers

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