martedì 24 settembre 2019

Beverly Hills Cop III (1994): Piccoli omicidi (cinematografici) tra amici

Voi avete degli amici, no? Cioè tutti hanno degli amici... E avete presente cosa si fa con gli amici? Spesso anche delle grandi cazzate. Quel genere di cose che a distanza di anni ripensandoci, ci fai su un sacco di grasse risate, sui bei vecchi tempi andati e su quanto ci siamo divertiti. Ecco, solo che molte di quelle cazzate tra amici non vengono filmate e mandate nei cinema di tutto il mondo come terzo capitolo di una delle saghe cinematografiche più famose di sempre.

Dopo il successo al botteghino del secondo capitolo, l’idea di un terzo “Beverly Hills Cop” solletica più di un palato, tranne quello di Eddie Murphy, ben felice di godersi la fama con progetti diversi, come “Il principe cerca moglie” (1988… lasciatemi l’icona aperta, che più avanti torna di moda) e “Harlem Nights” (1989) il classico progetto della vita, scritto diretto ed interpretato da Eddie Murphy che radunava insieme nello stesso film anche Richard Pryor e Arsenio Hall andato, purtroppo, maluccio al botteghino.

Fogli verdi con sopra la faccia di ex presidenti defunti comici stampati sopra.
Il titolo di riserva per Murphy diventa Ancora 48 Ore che incassa decentemente (per un film di Walter Hill), ma non quanto sperato, comunque un trionfo al confronto dei successivi “Il distinto gentiluomo” (1992) e “Il principe delle donne” (1992), quest’ultimo una roba che ricordo come particolarmente tedioso, non il massimo per un comico della fama di Eddie Murphy. Tocca far tornare in auge Axel Foley, ma non tanto per motivi artistici, quanto semplicemente per batter cassa, dettaglio che Murphy non ha mai nascosto (storia vera), anche perché la pre-produzione del film era già cominciata, quindi tanto vale farsi ricoprire di soldi.

Don (Simpson) & Jerry (Bruckheimer) hanno sempre in testa quella vecchia idea di spedire Axel Foley a Londra, per salvare il capitano Bogomil preso in ostaggio da alcuni terroristi, il poliziotto di Detroit avrebbe dovuto fare squadra con Sean Connery nei panni di un detective di Scotland Yard e un altro sbirro locale che avrebbe potuto essere John Cleese. Non voglio mettere in dubbio il fiuto di Don & Jerry, ma io all’ex Monty Python avrei fatto interpretare il cattivo... Sai le risate?

Potevamo avere John Cleese, invece abbiamo John Saxon.
Sta di fatto che Don & Jerry cancellano l’idea perché secondo loro ricorda troppo “Black Rain - Pioggia sporca” (1989) che, però, ricordo pieno di Yakuza giapponesi, vabbè... Sta di fatto che cercando di passare la palla al sua maestà Joel Silver che fa un po’ di melina a centro campo e adducendo motivazioni tipo «Ho il gomito che fa contatto con il piede» si smarca facendo salire a bordo Mace Neufeld e Robert Rehme, produttori di un sacco di roba per la tv, del primo Punitore cinematografico, ma anche di Caccia a Ottobre rosso e, forse, questo spiega la presenza di Timothy Carhart nei panni del cattivo di turno.

"Vi presento il cattivo Ellis De Wald, anche se continuo a chiamarlo Ellis the wall, come un pezzo dei Pink Floyd"
Don & Jerry Mace & Robert si mettono subito dalla parte della ragione e assumono LO sceneggiatore, l’uomo dalla cui testa sono nati molti dei vostri film del cuore, uno dei prediletti di questo blog… Steven E. de Souza. L’uomo dietro a 48 Ore, Commando e Trappola di cristallo, però, si sente dire la sua idea di un “Die Hard in un parco di divertimenti” va benissimo, a patto di tagliare sulle scene d’azione perché il budget è appena sceso a 50 milioni di fogli verdi con sopra le facce di alcuni presidenti defunti, la maggior parte dei quali finiranno dritti nel portafoglio di Eddie Murphy e, inoltre, Steven? Stai pensando ai bambini, vero? Perché nessuno pensa ai bambini!? (Cit.).

Il target di riferimento di “Beverly Hills Cop III” viene ricalibrato più o meno sul livello “Commedia per famiglie con simpatica canaglia come protagonista” e nel tentativo di mettere Eddie Murphy nelle migliori condizioni possibili, la regia viene affidata ad suo amico, ad un mio amico! Ad un amico della Bara Volante, il grande John Landis!

“Lo vedete quel ragazzo lì, Cassidy? Non può vivere senza di me, ogni volta mi invita su quel suo macabro trabiccolo volante”
Ora, vorrei che vi prendeste tutti un minuto per riflettere sul fatto che un film non brutto, non bello, ma abbastanza anonimo come “Beverly Hills Cop III” sia frutto del lavoro di due fenomeni come Steven E. de Souza e John Landis. La prova che per ottenere un capolavoro a volte non basta ammonticchiare nomi celebri tutti insieme.

Vi ero debitore di un’icona lasciata aperta, la chiudiamo subito. Trovo che l’umorismo di Eddie Murphy sia sempre stato così esplosivo da rappresentare una sfida per i registi che lo hanno diretto. Walter Hill con il suo piglio da cowboy gli ha mostrato la via, Tony Scott lo ha lasciato libero di sfogarsi costruendogli intorno uno stilosissimo quadro di arte moderna, altri non hanno provato nemmeno a contenerlo, John Landis è sempre stato l’unico in grado di veicolarlo. Una poltrona per due è un classico anche per questo motivo, ma è arrivato prima del grande patatrac di “Il principe cerca moglie” (1988).

Per farla breve pare che sul set di quel film, il rapporto tra Landis e Murphy sia leggerissimamente andato a donnine di facili costumi, si parla di insulti e prese per il collo, roba ben poco amichevole, insomma. Ecco perché nessuno si aspettava Landis dietro la macchina da presa di questo film, per sua stessa ammissione il grande John ha accettato anche se la sceneggiatura era poca cosa, fondamentalmente per passare altro tempo con il suo amico Eddie (storia vera), cosa vi dicevo all’inizio? Le cazzate più grosse nella vita te le fanno fare gli amici. Non ci credete? Perché credete che Landis abbia deciso di dirigere “Blues Brothers 2000” (1998)? Per far contento il suo amico Dan Aykroyd (storia vera).

“Cos’è quella roba John?”, “Una lettera di Dan, dice che vuole rimettere insieme la banda”
Prima di questo ripasso, ero abbastanza sicuro di aver visto “Beverly Hills Cop III” una sola volta. Riguardandolo mi ha stupito il numero di scene che ricordavo così bene, anche perché la trama non è proprio impossibile da ricordare, ma è sintomatico del fatto che i momenti caratteristici (alcuni anche troppo!) al film non mancano, ma i paletti delle produzione con cui fare i conti erano davvero tanti.

Uno notevole il coinvolgimento di Eddie Murphy che continuava più o meno a cantare la stessa canzone «Axel Foley ora è un agente con esperienza, è più maturo…», ve lo immaginate John Landis venuto giù per far casino con il suo vecchio compare che se lo ritrova in versione “bravo padre di famiglia”? Eppure, fin dalla prima scena si vede che malgrado la marchetta e la mancata bisboccia con il vecchio amico, questo è un film di John Landis in tutto e per tutto, probabilmente il più difficile che abbia mai dovuto dirigere, ma sicuramente riconoscibile.

Diventa chiaro dai famigerati primi cinque minuti – quelli che determinano tutto l’andamento di un film – che qui siamo a casa Landis, Axel Foley sta preparando una retata per beccare alcuni meccanici ladri d’auto, ha cancellato la SWAT (pronunciata “Suuuuot” dal doppiaggio italiano) perché... Beh, cavolo, sono meccanici mica sicari prezzolati, no? John Landis con il suo classico stile, prepara la “battuta finale” della sua gag confermandoci che no, questi meccanici non fanno paura per niente, infatti si esibiscono cantando e ballando (in playback) “Come see about me” delle Supremes, non proprio minacciosissimi, ecco.

Si vede che il vecchio John è al comando eh?
Il colpo di genio di Landis è quello di mettere tra le fila dei meccanici al lavoro, anche il mitico Al Leong, l’uomo che al cinema faceva il pericolosissimo sicario armato nei film. Lo vedi e pensi che tra un attimo si metterà a sparare come fa sempre, rompendo le uova nel paniere ad Axel. Perché tanto dopo due film lo sappiamo che Axel farà qualche casino dei suoi, l’abilità di un grande della commedia come Landis è dilatare i tempi, far aspettare la “battuta finale” al pubblico giocando con le sue aspettative. Ecco perché quando arrivano dei veri sicari prezzolati al servizio del viscido Ellis De Wald (Timothy Carhart) ad eliminare i meccanici e a prendere il loro posto, avviene in maniera veloce e comunque comica, con la vernice rossa da auto al posto del sangue.

No, nemmeno questa volta Al Leong riuscirà a pronunciare una sola parola (eroe!)
A questo punto la tavola è apparecchiata, Axel può fare irruzione trovandosi davanti gente armata fino ai denti, in modo da far funzionare di più la battuta («Avevi detto che non erano armati!», «Avranno visto un film di Schwarzenegger!») e ci vuole una motivazione per far tornare per la terza volta Axel in California, questa volta è la morte dell’Ispettore Douglas Todd (Gilbert R. Hill) che da buon capo di polizia dei film, muore sì, ma maltrattando i suoi sottoposti come vuole la tradizione dei polizieschi americani («Axel, sei in pausa caffè? Va' a prendere quel gran figlio di puttana»).

“Dovevi chiamare la... Suuuuuuuot”
Il successivo inseguimento in auto, con la macchina di Axel che perde pezzi in maniera ben poco realistica (e per questo comica) è una versione minore, ma proprio tanto minore della devastazione di auto di “The Blues Brothers” (1980) che balza agli occhi perché rispetto a quel capolavoro sembra di stare su un altro pianeta, ma soprattutto perché dopo l’azione ultra patinata e muscolare di Tony Scott, sembra di stare guardando la serie tv tratta da “Beverly Hills Cop”. Non per difendere a tutti i costi il mio amico John, ma persino Martin Brest nel primo capitolo, disponeva di più mezzi di quelli che ha avuto per le mani Landis.

Tutti gli indizi e gli asciugamani, conducono al parco di divertimenti Wonderworld, ovviamente poco fuori Beverly Hills, quindi sulle note della celebre “Axel F.” (che si sente ben due secondi, perché nel frattempo Harold Faltermeyer non è tornato a comporre per questo terzo capitolo, storia vera) il poliziotto di Detroit torna in California e ritrova William 'Billy' Rosewood (Judge Reinhold) e... E nessuno, perché a causa di precedenti impegni di John Ashton, Taggart in questo film non compare, mandato in pensione da qualche parte a Phoenix con mezza riga di dialogo. Giusto per farvi capire che aria tirava attorno alla realizzazione di questo film.

“No ti prego, cerca di capirci non sono più gli anni ’80, non fare così dai!”
A “Beverly Hills Cop III” manca il brio del migliore Eddie Murphy, quando lo vediamo cercare di intrufolarsi nel parco, la sua reazione al costoso prezzo del biglietto di ingresso non è esplosiva come sarebbe lecito aspettarsi e se Tony Scott ha potuto concedersi di concentrarsi sull’azione, l’estetica del film (e su Brigitte Nielsen), John Landis si ritrova ad avere come protagonista più che altro il parco di divertimenti di Wonderworld con la sua giostra “Attacco alieno” gestita dalla bella Janice (Theresa Randle).

“Ragazzi dovrei dire qualcosa di simpatico e memorabile ma ho finito le idee”
Il film è così in difficoltà nel cercare di compensare all’assente ingiustificato Murphy che persino al riempitivo comico Serge (Bronson Pinchot) viene chiesto di esagerare tantissimo, l’abbiamo lasciato nel secondo film a fare caffè con scorzette di limone, lo ritroviamo qui a vendere armi da combattimento per l’autodifesa sì, ma tutte con un tocco di (presunta) classe. Vorrei stare qui a dirvi che il suo “Annientatore 2000” è la solita critica di Landis alla manie degli odiati Repubblicani (in questo caso la fissa per le armi), quella che il buon John infila sempre nei suoi film, prendendo sfacciatamente per il culo tutta quella Destra che dopo aver pagato il biglietto, in sala ride senza nemmeno capire di essere l’oggetto della satira. Ecco, vorrei dirvelo, ma è inutile cercare di dare a questo seguito su commissione più spessore di quello che ha per davvero, nel film ci sono un sacco di robette “alla Landis”, ma sono tutte depotenziate, dal budget scarso, da un protagonista poco convinto e dal target del film puntato dritto su “Commedia per famiglia” nemmeno fosse l’Annientatore 2000.

Sembra una scena di “Austin Powers” in realtà è solo tornato il vecchio Serge.
Da cosa si capisce? Dalla pubblicità di questa esageratissima arma presentata da Serge, in cui compaiono una serie di guardabili signorine (tra cui la Julie Strain di Heavy Metal), però in costume da bagno. Niente tette questa volta John, ci sono i bambini.

Niente scimmie e niente tette rendono Landis pazzo furioso (Quasi-cit.)
Non dico che manchino i momenti memorabili in “Beverly Hills Cop III” il salvataggio dei due bambini sulla ruota panoramica si lascia guardare, grazie ad un misto di Chroma key e parecchia controfigura, è una scena che scricchiola, ma almeno ti fa venire voglia di seguire quello che accade sullo schermo, anche se la parte migliore di questa sequenza è quando Axel Foley taglia la fila e ruba il posto sulla giostra a George Lucas.

Il momento esatto in cui Lucas per vendicarsi, ha creato Jar Jar Binks.
Sì, perché come da sua consolidata abitudine, uno dei marchi di fabbrica di un enorme appassionato di cinema come John Landis è quello di farcire i suoi film di comparsate di facce note, soprattutto suoi colleghi registi. Ecco perché la guardia di sicurezza che apre la cella di Axel è interpretata da Joe Dante.

"Cassidy devi smetterla di dire a tutti che ti piace Gremlins 2, altrimenti non potrò più farti uscire"
Oppure perché al bar i tre avventori seduti al bancone sono Robert B. Sherman, Arthur Hiller e sua maestà, il leggendario Ray Harryhausen. Se avete un cappello in testa, questo è il momento di toglierlo, altrimenti correte a comprarne uno, poi tornate qui e toglietevelo.

Santo Harryhausen!
Nel finale, invece, uno dei vigili del fuoco ha il volto del non abbastanza compianto John Singleton, ma il problema di “Beverly Hills Cop III” è che davvero sembra che qualcuno abbia spento prima Eddie Murphy, poi John Landis e Steven E. de Souza usando un idrante.

Uno dei suoi film si chiamava "Rosewood", ma non Billy Rosewood!
Il film è meno brutto di quello che la mia memoria mi suggeriva, resta il fatto che rispetto ai due precedenti “Beverly Hills Cop” sia una cosetta tendente all’anonimo e, malgrado gli sforzi di coerenza interna di Landis, risulta, comunque, una robetta su commissione a cui manca la solita irriverenza del regista di Chicago. Non basta uno svogliato Eddie Murphy vestito da mascotte che litiga con dei ragazzini, purtroppo.

“Who the fuck is Mauro Repetto?” (Questo si chiama Inside Joke)
Resta il fatto che il film non è servito nemmeno a far fare la pace tra Landis e Murphy, questo spiega perché il comico negli anni si sia così prodigato di, vorrei dire lanciare merda su questo film, ma potrebbe non rendere al meglio l’idea dell’impegno di Murphy. Sta di fatto che John Landis alle rimpatriate dei bei vecchi tempi andati ha rinunciato, Eddie Murphy, invece no, infatti da anni minaccia un “Beverly Hills Cop IV” e mentre vi sto scrivendo, è sul set di “Il principe cerca moglie 2”, ovviamente diretto dal primo che passa, ma non da Landis che, ammettiamolo, ha già pagato pegno nel 1994.

"John? Potresti aiutarmi Jooooohn?"

44 commenti:

  1. Quando passa in tv lo riguardo. Non volentieri, ma lo riguardo perché tutto sommato il suo lo fa. Certo che paragonarlo ai primi due è parecchio complicato... Murphy è nella fase 2 della sua carriera, cioè quella di "padre di famiglia" (la 3 è quella di "voglio essere un attore serio" e la 4 è un pseudo ritorno alle origini con esiti disastrosi), Landis gira col pilota automatico e de Souza è frenato (probabilmente) da problemi di budget e dal target che la produzione gli ha indicato. Un paio di buone scene non salvano questo terzo capitolo, uscito fuori tempo massimo, dalla mediocrità. Ecco, se questo fosse stato il pilota di una serie tv con protagonista Foley che fa cose in giro per gli States sarebbe stato tanta roba. Invece è il dimenticabile capitolo conclusivo di una trilogia. Peccato.

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    1. Non direi che Landis abbia girato il film con il pilota automatico, si vede moltissimo del suo cinema qui dentro, la scena iniziale è puro Landis, sono più propenso a pensare che abbia fatto il meglio con le carte (brutte) che aveva in mano, e tra queste mettici pure un Murphy svogliato. Uno che è talmente energico che quando corre anche solo piano, sembra fermo, e qui lo sembra parecchio. Cheers!

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  2. lo vidi al cinema e non mi dispiaque.

    effettivamente l'unica scena che mi ircordo sono i due panzoni che ballano

    voto 7

    rdm

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    1. Devo dire che lo ricordavo peggio, rivedendolo ha i suoi momenti validi e per me sono quasi tutti farina del sacco di John Landis, ma è un film su commissione con davvero troppe limitazioni. Cheers!

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  3. I BHC (abbreviato il titolo sembra una droga chimica) sono tre film in parabola discendente, a mio avviso dopo il primo capitolo la formula stana e ristagna, Landis fa il minimo sindacale, ma si vede che la produzione da il via libera a Murphy su ogni cosa e il risultato è cannibalizzare il film. Don e Jerry erano volponi e secondo me non hanno prodotto questo terzo capitolo perchè consci della incontrollabilità della star (almeno nella mia testa ho sempre immaginato questo, magari semplicemente quel giorno avevano una grigliata a casa).

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    1. Il fatto che il terzo capitolo di una saga redditizia sia stato scaricato prima da Don & Jerry e poi da Joel Silver (non proprio la pizza con i fichi) secondo me qualcosina racconta di questo film. Cheers!

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    2. Possiamo dire che racconta tutto.

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    3. Scaricato da tutti i pesi massimi. Mazzata. Cheers!

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  4. L'ho visto tempo fa, ricordo che è abbastanza divertente ma anche trascurabile..la scena più divertente è quella con le mega-armi di Serge e l'elenco di chi le ha comprate, fra cui la mamma di Stallone :D

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    1. Esatto e viene citato ovviamente anche Sly, vuoi non sfotterlo ancora un po' per aver rinunciato alla parte di Axel Foley? Ormai era diventata un abitudine della saga ;-) Cheers

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  5. Ecco, appunto.
    Dicevamo dell'importanza di scegliere il cattivo, in un film.
    Per contro diciamo che LO SBAGLIO, la cosa che non va fatta assolutamente...e' di cannare l'ambientazione. E qui lo fanno.
    Premetto che a me i Luna - Park stanno sulle scatole (ma WONDER PARK, allora?Beh, li' e' un caso un po' particolare. Ed e' comunque il motivo per cui non l'ho filato, almeno all'inizio), ma...in un poliziesco il vero punto di forza e' la citta', e le sue strade.
    Un poliziesco dev'essere di ampio respiro, il protagonista deve spostarsi di continuo e da una parte all'altra, mentre indaga.
    Qui invece me lo fanno al chiuso, in un'area circoscritta. E che oltretutto non sopporto.
    Per il resto e' un film che sbaglia tutto quel che puo' sbagliare, sia nei modi che nei tempi.
    Svogliato, fuori tempo massimo. Con Murphy, Landis e De Souza che ormai non sono piu' quelli a cui eravamo abituati.
    Senza contare che da poliziesco coi contro - cosiddetti si trasforma in una commedia per famiglie. E questo e' stato il vero colpo mortale.
    Mica e' l'unico, eh.
    Un sacco si sono arenati sul terzo capitolo.
    Al punto che ormai il problema di una saga non e' piu' il sequel in se'. Ma cosa fare dopo.
    Come si fa a fare un terzo episodio decente?
    Di sicuro non si lavora per sottrazione come hanno fatto qui.
    In questo Stallone si e' dimostrato intelligente.
    Con Rocky, prima di iniziare a togliere, e' arrivato al quinto capitolo. Dopo che aveva alzato il tiro ad un livello tale che non era piu' possibile andare oltre senza scadere nel ridicolo.
    Idem per Rambo.

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    1. Volevano fare "Die Hard in un parco di divertimenti" è rimasto solo il parco di divertimenti, e non è nemmeno così divertente ;-) Cheers

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  6. Si, infatti.
    La sensazione e' proprio quella, e' lasciati dire che da' un fastidio enorme.
    Non solo sbaglia, come film. Ma chi lo ha fatto ci si e' messo pure d'impegno, a sbagliare.

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    1. Perché è sbagliato dall'inizio, proprio l'idea di renderlo per famiglie secondo me non funziona, anzi le parti migliori le dobbiamo quasi tutte a Landis. Cheers!

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  7. Quanto ho disprezzato questo film...
    L'ho visto una volta sola, appena sbarcò su Tele+ dalla videoteca, e visto che all'epoca si poteva sperare in prodotti migliori l'ho subito cancellato dall'esistenza. Chissà, oggi dopo tutta la Z (anche di serie A) che ho ingoiato magari sarei più tollerante, ma il disprezzo provato all'epoca - quando già avevo archiviato Murphy tra i "comici che non mi fanno ridere" - mi ha impedito una seconda visione, e temo continuerà a farlo.
    Il sapere del nuovo principe cerca moglie non può che far scendere a livelli subatomici la mia considerazione per Eddie :-D

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    1. Forse sarà per quello che rivedendolo per questa rubrica lo ricordavo peggiore (non che sia migliorato molto eh?) sovra esposizione a robaccia? Ci può stare, ma peggio di un "Beverly Hiils Cop 4" vedo solo un "Il principe cerca ancora moglie", quanto è inutile e fuori tempo un'idea così? Cheers

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    2. Io avevo letto pure "I gemelli 2" con Eddie fratello a sorpresa! o-O Speriamo sia stata solo una boutade. XD

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    3. Lo avevo sentito anche io e lo avevo volutamente ignorato. Spero sia una politica efficace la mia ;-) Cheers

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  8. Ricordo quando uscì al cinema. Una saga metropolitana in un parco divertimenti!?! Mah! Che idea di partenza sbagliata!
    Leggendo a quanto pare non mi sono perso niente. Sembra di stare più dalle parti del mitico Ace Ventura. XD

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    1. No, "Ace ventura" fa più ridere te lo posso assicurare ;-) Cheers

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  9. "La prova che per ottenere un capolavoro a volte non basta ammonticchiare nomi celebri tutti insieme."

    Già! Sante parole!

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    1. Nemmeno con Steven E. de Souza e Landis, altrimenti il cinema sarebbe matematica e questo film il più grande di sempre. Cheers

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  10. Ciò che manca in questo film è la voglia di farlo. Nel senso che la voglia di fare tanti soldi c'era, ma poi mancava in tutte le altre componenti. Dal regista, all'interprete principale, tutto sembra fatto svogliatamente, per fare il compitino, il minimo indispensabile per portare a casa la pagnotta. E ormai il pubblico che era scafato, molto di più di quanto non fosse solo pochi anni prima, si è accorto della cosa e ha attribuito uno scarso successo a questo film. Peccato perché ha davvero rischiato di generare un'ombra negativa anche sugli altri film della serie. Il quarto? Why not, magari fa l'effetto di Rambo, ovviamente con una comicità più al passo con i nostri tempi, quindi molto più difficile e meno allusiva. Sicuramente Serge non so quanto potrebbe essere oggetto di sberleffi, per non offendere il pubblico omosessuale, a meno che non si scopra che in realtà è etero e ha finto per tutti gli altri film. In ogni caso in che brutti tempi viviamo... Ho iniziato Lansdale, molto bello!!

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    1. Lansdale merita sempre ;-) Per altro l'attore che interpreta Serge é bravissimo, ma qui ha davvero un ruolo ingrato, cioè anche più che negli altri capitoli. Cheers!

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  11. A me Il Principe Delle Donne è piaciuto, Halle Barry pur non essendo protagonista in quel film è adorabile.
    Condivido comunque che il film non fu granché, avrei potuto risparmiarmi i soldi che ci spesi al cinema, quantunque la scena sulla ruota panoramica è l'unica che rammento in maniera significativa.

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    1. A mia discolpa posso dire che è quello che ho visto di meno, penso due volte (proprio come BHC3) quindi per un film di Murphy pochissime. Cheers!

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  12. Mi citi il film e in mente mi viene un motivetto "Wonderworld, wonderworld..." :D

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    1. Non ti preoccupare è tutto normale, io me la canticchio da giorno! Aiuto! :-D Cheers

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  13. Ne sono sempre rimasto alla larga. Intendo da Eddy Murphy in generale...

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    1. Anche "Una poltrona per due"? Quello dimmi di no ti prego! ;-) Cheers

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    2. Complimenti per il blog, mi sembra doveroso visto che è la prima volta che intervengo. Ammetto di non aver mai visto Beverly hills cop, visto che da piccolino nn mi facevano impazzire i polizieschi, comunque nonostante le continue pubblicità su Italia1 verso il film e la mia adorazione per Eddie murphy, nn è mai scattata la scintilla come con "il principe cerca moglie" ed anche il principe delle donne che è un mio cult personale, forse per gli ormoni che mi accendeva, per una Halle berry ancora acqua e sapone che preferivo alla più esuberante protagonista, per quell'ironia trash e senza pelinsulla lingua. ricordo delle battute soprattutto di quella cavalla modella bruttissima che accusava murphy di nn voler entrare nelle sue mutande in una maniera così poco politically correct da essere inconcepibile oggi e soprattutto adoravo l'eddie murphy mandrillone, si parla di un filmetto che però ha dalla sua delle intuizioni riprese da molte commedie tipo anche il più famoso what women want con il grande Mel.

      Rufus

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    3. Grazie mille Rufus e benvenuto sulla Bara Volante! ;-) Mi state facendo venire voglia di rivedere “Il principe delle donne”, tanto qualche altro titolo di Murphy conto arriverà qui alla Bara. Per ora posso solo dirti che si, Halle Berry anche in versione 1.0 (prima dei vari ritocchi e ritocchini) non era niente male, in “L’ultimo Boy Scout” era uno schianto anche con il nasino prima dell’incontro con il bisturi. Cheers!

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    4. A me annoiava. Vabbé che avevo 13-14 anni. Magari ora lo apprezzerei di più.

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    5. Ha dei momenti abbastanza piatti bisogna dirlo. Cheers!

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  14. Good Job �� Cassidy.

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  15. Ci ho messo un po' ma alla fine ce l'ho fatta e ho recuperato i tre film di BHC dalle mie registrazioni dei passaggi in tv dell’epoca (addirittura il terzo era in prima visione tv!), e per me tengono ancora botta (sia i film che le mie vhs, con tanto di pubblicità vintage, quando le prime serate iniziavano alle 20,30, altri tempi…) e per quanto alla fine la risata di Accolla possa venire a noia, non c’è niente da fare, secondo me fa un lavoro eccellente.
       Il primo film è il capostipite, e quello che più giustifica il tema di questa, chiamiamola saga: Axel è un vero e proprio outsider, non c’entra niente fra quei poliziotti con le auto pulite e ligi alle regole, e Eddie Murphy fa un lavoro strepitoso nei momenti in cui deve improvvisare una giustificazione per le sue uscite dal seminato. O ad esempio al ristorante, davanti al maitre si trasforma in un attimo, semplicemente sgranando gli occhi e  mettendo le mani sui fianchi, e quello che gli esce di bocca:  “Capelli brizzolati, carnagione scura, dorata, capricorno”, non so giudicare se frutto del copione o dell’estro di Murphy, ma mi ha steso! Anche al primo duetto con Serge, che non ricordavo, con la voce di Accolla che raggiunge il falsetto nel tenere dietro a Sergione, sono caduta dalla sedia! Insomma, un film ancora divertente, forse un po’ lento per i canoni di oggi, ma che come ho detto tiene ancora botta.
       Menzione speciale per Jonathan Banks. Sì lo so che oggi per tutti è quello di Better Call Saul, ma io non l’ho ancora vista (dopo Lost lascio che le serie TV sedimentino a dovere…anche se può darsi che finalmente stiamo per avere risposte – non quelle che ci meritiamo, ma quelle di cui abbiamo bisogno - alle nostre domande su un’isola, fa niente se non è la stessa: ho visto il trailer di Fantasy Island, e anche se il signor Roarke non è fatto  più a forma di Ricardo Montalbàn, la cosa si prospetta appetitosa…), per me è sempre stato il cattivo-cattivissimo di “Dimensione Alfa” , e questa mi sa che l’abbiamo vista in 7 e ce la ricordiamo in 4… Così cattivo che sembrava interpretato da Michael Ironside. E invece era lui, a inseguire la famiglia Sterling, e forse a sapere come farli tornare a casa. Non lo sapremo mai…
       Il secondo non ha quasi più il pretesto dello sbirro scapestrato vs. poliziotti per bene, ma è così stiloso e così spudoratamente sopra le righe che è irresistibile!
       E’ un po’ che non riguardo American Gigolò, ma non mi pare che Richard Gere sistemasse proprio tutto tutto nella famosa vestizione... I dialoghi, i duetti con il capitano Todd (“Ho pensato…”; “Tu non pensare Axel, o mi…” no, non lo dico, sono morta dal ridere su questa battuta! :-D), gli sfottò con Billy (che se n’è uscito come un balcone) e Taggart (che non so perché qui mi fa pensare all’ispettore Bloch) sono un meccanismo bel oliato che non s’inceppa mai, e le frottole di Axel diventano quasi artistiche: i proiettili al nitro-plutonio, Monica e Tonica, ce ne sono un’infinità, una meglio dell’altra.
       I film all’epoca furono trasmessi in un 4:3 che mi ha fatto tanta tenerezza, tranne il secondo, che ha le bande nere sopra e sotto, chissà perché. Forse volevano sminuire Big Brigitte Frusta & Manette. Be’, non ci sono riusciti: è sempre glaciale, spietata, e chilometrica, 10 piani di efferatezza bionda.
       E posso dire che dopo aver visto questo film, sto sempre attenta a non respirare i vapori della supercolla ogni volta che la uso…

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    1. Questo terzo rapportato agli altri è sconcertante. Forse volevano fare come in Due nel mirino, che sul finale è ambientato in uno zoo, forse avevano finito le idee per portare Axel a Beverly Hills, sta di fatto che il risultato secondo me è peggio che meh. Vedere Axel che prima salva due bambini rimasti bloccati sulla ruota panoramica (ma che c’entra col personaggio, poi?) e poi, vestito da elefante azzurro invece mal sopporta l’infantitudine e ne spinge uno nella fontana non ha nessun senso. Senza contare l’inquietudine che mi suscita Eddy Murphy travestito in quel modo: non è l’inquietudine dei pupazzi  di Banana Split, cioè quella divertente, ma quella del vedere Johnny Depp che fa la deliranza in Alice In Wonderland, cioè imbarazzante.
         I dialoghi sono forzati, Serge è la caricatura di sé stesso (che già era una macchietta, quindi è tutto dire…), le parolacce sembrano infilate a forza…anche i doppiatori sembrano non crederci, forse perché quello che si vede su schermo è tutto sbagliato…a riprova di come ottimi ingredienti se non mescolati a dovere non danno nessuna garanzia di buona riuscita della pietanza.

      Mi è piaciuto molto questo ripasso di Axel Foley. Grazie Cassidy (e scusa le mie lunghe divagazioni un po' casaccio :-P).
      Oddio! Mi scordavo, che ci sono andata a guardare apposta: Damon Wayans è accreditato come “cameriere negro”, e Chris Rock è un “lucida macchine”...
      Ciao e alla prossima :-)

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    2. Vasquez: presente! Ricordo benissimo Dimensione Alfa e anche il cattivissimo Banks, deduco quindi che siamo coetanei, se non ricordo male era del 1985, io avevo 10 anni, tutto mi inquietava di quella serie, ma poi la famiglia riesce a ritornare nella sua dimensione?
      Altra serie TV che ricorderanno in quattro è quella sul tizio faraone che si risvegliava ai nostri tempi. Sempre di quegli anni.

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    3. Daniele ciao! Che piacere! Nel 1985 avevo 12 anni ("Io sono più vecchia" disse Melanie;"Di molto poco..." rispose Sigourney) e divoravo serie tv soprannaturali come se non ci fosse un domani, con tutte le loro infinite repliche, sperando ogni volta che Manimal si trasformasse in qualche altro animale, anche un canarino mi sarebbe andato bene...
      Purtroppo fu chiusa, così come chiusero Dimensione Alfa, come si usava allora, cioè lasciando il tutto senza un finale. Non so se sperare in un reboot-remake-sequel attuale...il meglio che potrebbe uscirne secondo me è l'ennesima serie anonima (a meno che non ci metta le mani Lindelof, che mi ritroverei a santìare come un turco napoletano).
      Sto faraone non me lo ricordo, ma mi solletica qualcosa...ai limiti del pensiero cosciente...mi verrà in mente in sogno...

      William Shatner ci seppellirà tutti! :-D

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  16. Eh eh, sei solo più matura, cara Vasquez. Guarda, mi sono messo a cercare e l'ho trovata, si chiamava "La Fenice", con il protagonista che era molto famoso ai tempi per le sue apparizioni in Star Trek e altri film/telefilm del periodo. William Shatner era un mito, per me, un pò come Chevy Chase, poi quando ho scoperto che è un viscido maschilista misogino e anche un pò nazionalista, mi è scaduto un pò, anche se ha reso Kirk immortale. Ciao 👋

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    1. Ho spulciato in rete e effettivamente il protagonista de "La Fenice" era un po' un prezzemolino nei vari telefilm...la serie invece mi pare che non abbia goduto di molteplici repliche come diverse altre, anche se sono sicura di averla vista. A quanto pare però ha subìto lo stesso destino di chiusura anticipata.
      Oddio non sapevo nulla di queste inclinazioni Shatner (però è vero che per lui il tempo sembra aver rallentato, lo diceva anche Nimoy...). Come la gran parte di noi sono cresciuta con Kirk, "Spack" e 'bones, ed è ovvio che gli attori siano caratterialmente diversi dai loro personaggi, ma così tanto addirittura?!?
      Non mi resta che autocitarmi:
      "Escuchame muchacho, io ho bisogno di sapere una sola cosa: donde estas?"
      😁

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  17. Purtroppo è meglio non sapere come sono veramente i miti della nostra giovinezza. Di solito sono brave persone, umili spesso, poi ci sono mele marce come Shatner e altri. Ho letto un pò delle sue vicende e sembra che avesse litigato di brutto con Nimoy, tanto che non si parlavano più negli ultimi tempi. Purtroppo è un attore che ha segnato i nostri tempi ma lungi dall'essere un esempio di virtù. Non che tale caratteristica sia necessaria per recitare ma sappiamo che intorno ai miti si crea un'aurea che poi ti lascia deluso quando scopri che non corrisponde al vero. Comunque, per tornare al discorso telefilm, anche io li divoravo ai tempi. Se hai altre perle da segnalare, fatti sentire!! 😜
    Ti lascio con un sei troppo troppa che non ci azzecca nulla ma mi è sempre piaciuta come citazione!!

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    1. È la mia citazione preferita!
      E che te lo dico a fa'!
      😝

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