sabato 31 agosto 2019

The Boys - Stagione 1: Da grandi irresponsabilità derivano grandi calci nel sedere

Sono sempre più convinto che “Watchmen” di Zack Snyder, sia arrivato al cinema troppo presto. Si lo so che si parlava di adattare per il grande schermo il fumetto di Moore e Gibbons fin dagli anni ’90, Terry Gilliam ci è andato molto vicino, ma era questo il momento di far conoscere i Minute Men al grande pubblico. Poco male, come degni sostituti abbiamo i ragazzi di Garth Ennis e Darick Robertson.

Come potreste vagamente intuire dal mio “nome”, Garth Ennis è uno dei miei prediletti, la consacrazione fuori dalle pagine dei fumetti per lui sta arrivando solo ora, è il destino pare un po’ sempre lo stesso. I suoi fumetti diventano serie tv a due condizioni: Seth Rogen e Evan Goldberg devono essere produttore esecutivi - qui insieme a Eric Kripke, quello di "Supernatural" - e il protagonista deve avere la barba, è successo al Jesse Custer di Preacher, tocca lo stesso anche a Billy Butcher.

Carlo Urbano: Passato da curare le persone sull’Enterprise, a gonfiarle di pugni qui.
Ma se Preacher è un fumetto molto personale (oltre che molto violento e per qualcuno blasfemo), qualcosa che mescola John Wayne, Irlanda, Vampiri e Texas, The Boys è molto più semplice come soggetto e ammettiamolo, al passo con i tempi, perché dai, quante persone conoscete che si sono platealmente rotte le palle di tutti questi film e serie tv con i super eroi?

Al cinema ne esce uno al mese, in tv prosperano le Super calzamaglie, il panorama è saturo, proprio come il fumetto americano è strapieno di tizi dai costumi sgargianti e dai nomi altisonanti. Come scrivevo nel post dedicato al fumetto originale, Garth Ennis non odia i super eroi, ma è stufo del modo in cui saturano il mercato, ecco perché la serie tv di Amazon Prime arriva in soccorso di tutti.


Da notare, il cane sta guardando i pop-corn (oppure il premio che riceverà se sta seduto per la foto)
Di quelli che i “Super” non li sopportano più, ma anche di quelli che li amano e sono un po’ stufi di storie di origini e super cattivi da sconfiggere. La vita segreta dei super eroi non è tutta scintillante come nei vecchi fumetti della Golden Age, e capisco perfettamente perché questa serie sta avendo tutto il successo che ammettiamolo, si merita.

Ha davvero tutto per piacere, fa delle modifiche rispetto al fumetto originale, ma abbastanza accorte da non spaventare i fan oltranzisti, che comunque possono gongolare di un cast di attori a tratti incredibilmente somiglianti alla controparte cartacea (lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo). Per il resto se fate la conoscenza dei Boys negli otto episodi di questa prima stagione, è piuttosto normale arrivare alla fine belli gasati.

Bisogna tenere conto del fatto che The Boys era un fumetto iniziato nel 2006, con un occhio ancora rivolto all’attentato dell’11 settembre 2001, che nella storia ha il suo peso. La serie tv invece è del 2019, molto più attenta alla faccenda dei Social-Cosi e l’occhio questa volta è più verso al movimento Me Too, anche se la, chiamiamola “iniziazione”, di Starlight era già farina del sacco di Ennis.

“Sorridete e dite: Dopo vi disintegro con la vista laser dannati umani schifosi”
Proprio come nel fumetto la storia segue due personaggi giovani, impegnati a scoprire un mondo nascosto e a presentarlo anche a noi spettatori, da una parte abbiamo la bionda Starlight (Erin Moriarty) nel suo esordio con i Sette, una versione psicotica della Justice League, dall’altra Hugh "Hughie" Campbell, che malgrado sia alto 1.80 tutti chiamano “Piccolo”. Il fatto che sia interpretato da Jack Quaid è la vera prova che non siamo più nel 2006, il tempo ha reso l’unico attore designato per la parte, Simon Pegg di cui il personaggio del fumetto aveva le fattezze, ormai troppo vecchio per la parte. Infatti qui interpreta il papà di Hughie, ci può stare. In fondo se Samuel L. Jackson è diventato Nick Fury al cinema, solo perché Bryan Hitch lo disegnava con la faccia dell’attore sulla pagine di “Ultimates”, perché non anche Simon Pegg?

"Vuoi qualcosa dal negozio?", "Un Cornetto" (Cit.)
A proposito di padri e genitori, Jack Quaid è figlio di papà Dennis Quaid e mamma Meg Ryan, ma comunque è venuto fuori abbastanza credibile per la parte dello sfigatello. Sul perché invece Maya Hawke, la figlia di Ethan Hawke e Uma Thurman abbia stregato tutti i cuori in circolazione comparendo in Stranger Things 3, chiedetelo alla genetica, si sa che il DNA è bastardo e dispensa i suoi doni a casaccio. Jack ti è andata male, mi spiace, ma sono sicuro che anche tu collezionerai la tua bella dose di cuoricini tra il pubblico.

“Lo sai che la tu mammina non era niente male in…”, “Non ti ci mettere anche tu, ho già i miei problemi!”
“The Boys” è una serie che si prende tutto il tempo di cui ha bisogno per presentare i personaggi, se l’arruolamento di Hughie avviene subito nel primo episodio, anche con momenti gustosamente splatter (e sulle note di “London Calling” dei Clash), per presentare tutta la banda dei “Ragazzi”, non si va di fretta, basta dire che la Femmina (della specie) arriva solo nel quarto episodio. Trovo buffo il destino dell’attrice Karen Fukuhara, che pare destinata a personaggi dai nomi strani, mentre in Suicide Squad, interpretava una di nome Katana perché beh, era armata di Katana. Qui interpreta la Femmina perché beh, avete capito no?

“Mi è ancora andata bene, potevano chiamarli: La Giappa”
I “Super” di questa serie, tengono molto conto della loro popolarità in rete, molto impegnati a sfoggiare pubbliche virtù, perché a tenere nascosti i vizi privati ci pensa la Vought American, ben rappresentata da Elisabeth Shue, il nome noto che non ti aspetti in una serie così, ma è sempre un piacere rivederla, qui in un ruolo da cattiva cattivissima. Anche se ve lo dico, occhio all’effetto Giocotrono sulla prima stagione di una serie, nelle serie tv è sempre dietro l’angolo, per maggiore dettagli ci parliamo nella sezione commenti, non voglio rovinare la visione a nessuno.

I nostri Super qui, sono a metà tra delle Rockstar e degli sportivi professionisti, e la serie fa fare una riflessione non stupida sulla celebrità nei nostri strambi tempi moderni, ad esempio, fate il nome di un calciatore di serie A dichiaratamente omossessuale. Visto? Non bisogna andare troppo lontano per capire che la Vought non è per forza solo “American”.

Elisabeth, quando hai finito qui, quelli di “Cobra Kai” ti aspettano a braccia aperte.
Poi bisogna dire che è anche molto divertente, perché gli ammazzamenti sono tutti conditi dalla giusta dose di umorismo nero che non guasta, e gli attori sono davvero azzeccati, fatemi chiudere quell’icona lasciate aperta lassù.

Karl Urban barbuto (sempre piaciuto) è un Billy Butcher davvero azzeccato, ha la stazza e lo sguardo torvo perfetto per il ruolo, inoltre le sue sortite nel mondo della cultura pop si traducono in momenti tutti da ridere, il discorso motivazione usando le Spice Girls come esempio è davvero notevole!

Jack Quaid avrò pure ereditato i geni sbagliati dai suoi, ma a recitare sa il fatto suo e non rende mai Hughie una macchietta, vittima degli eventi si, fuori luogo spesso, ma mai sbagliato nemmeno nei momenti più tragicomici. Tomer Kapon che interpreta Frenchie , parla molto più inglese della sua controparte cartacea ma sembra lo stesso uscito dal fumetto, così come Erin Moriarty, che ha molte meno curve della Starlight cartacea, ma per certe espressioni facciali, sembra disegnata da Darick Robertson. Troppo sessista come affermazione? Ecco parliamo di questo.

Anche se qui somiglia più a Sailor Moon quando usa i suoi poteri.
Attraverso il personaggio di Starlight, una grossissima fetta di tempo viene dedicata a tematiche femministe in un modo giusto, anzi sacrosanto, ma per i miei gusti fin troppo rimarcato. Nel fumetto la ragazza era sola contro tutti i maschi del gruppo, qui rialza la testa piuttosto presto e deve vedersela solo con Abisso, che per altro è anche l’attore più cane di tutta la serie, fosse per me Chace Crawford potrebbe recitare con uno scafandro in testa, come la sua comportante cartacea, la sua recitazione migliorerebbe molto.

Ma qui arrivo (finalmente!) alla critica vera, l’unica che ora come ora mi sento di muovere verso la serie, ovvero il suo essere troppo sbilanciata verso i “Super”, perché dovrei dispiacermi per un bastardo come Abisso oppure per quello stronzo di A-Train. Ok i cattivi stanno da entrambe le parti della barricata, questo è il tema che a Garth Ennis stava a cuore nel suo fumetto, però la serie per raccontarci quanto poco Super possano essere questi Super, cerca la via del dramma.

Capisco il perché, portare sul piccolo schermo le perversioni e la follia messa su carta da Garth Ennis sarebbe impossibile, con la follia dell’autore Nord Irlandese non si scende a patti, quindi tocca per forza sfumarla e addolcirla. Basta dire che l’aeroplano dell’episodio 1x04, nel fumetto era quello che poi finiva per schiantarsi sopra New York il giorno 11 Settembre, giusto per farvi capire quando l’adattamento abbia tirato via la mano su argomenti controversi.

Gli occhi di chi ha appena finito una maratona di episodi di questa serie.
Bisogna anche dire però che con un cattivo come il Patriota (un perfetto Antony Starr), guardare Superman con gli stessi occhi forse non sarà più possibile per molto pubblico, dopo questa serie. Il rischio per il futuro di "The Boys", è quello di dimenticare la furia alla base del fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson e diventare un po’ troppo auto referenziale nei confronti dei suoi stessi personaggi, ma per ora, possiamo dire che va anche bene così.

La possibilità però ora è concreta, in un mercato saturo di “Super” questa serie ha la possibilità di smontare il giocattolo per vedere com’è fatto dentro, non perdiamo l’occasione, cerchiamo di non far finire tutto in paillettes e lustrini alla Zack Snyder, ok?

32 commenti:

  1. Beh, vedo che dal fumetto alla serie tv il passo e' stato breve.
    Anzi, brevissimo.
    Mi sa che avevi ragione tu, Cass.
    Il buon vecchio Garth ci aveva proprio visto giusto. E anche lungo.
    Parecchio lungo, mi sa.
    Per carita'...ci sono cresciuto, coi super. Ma inizio a non reggere davvero piu' tutto quello che ci sta dietro e intorno.
    Contratti, merchandising, major che si scannano sulla comproprieta' di un personaggio, trenta film all'anno...e la casa di Topolino che fa le veci della Vought American di turno.
    Secondo voi i tempi sono maturi per iniziare a far satira su tutto questo?
    Direi di si.

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    1. Alan Moore e Garth Ennis sono due iconoclasti, spesso opposti nelle passioni e sicuramente nello stile, ma partendo da due punti di vista diversi, hanno entrambi dato un nuovo punto di vista sui "Super", spero che la serie non finisca per fissarsi troppo l'ombelico, é iniziata tutto sommato bene, spero continuino così ;-) Cheers

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  2. Vista e adorata,mi ero persa chi fossero i genitori (veri) di Hughie!Adoro Carlo barbuto molto cazzuto,Frenchie (non chiedermi perché ma lo trovo super affascinante),la storia è fighissima e con sopra una tonnellata di salsa splatter come piace a noi Dothraki.Concordo sulla caninità di Abisso,sulla bravura della Shue a fare la cattiva (ma anche la vecchia porca,che ad essere così sexy con la faccia segnata che ha non sono mica buone tutte!) e sulla perfezione di chi interpreta Patriota, un personaggio inquietante e complesso (vedi i suoi momenti con la Shue).Non vedo letteralmente l'ora di vedere la prossima stagione 😍

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    1. Tra Maya Hawke, Wyatt Russell e Jack Quaid abbiamo delle versioni 2.0 di tante coppie di attori famosi. Carlo Urbano viaggia sempre tra prove modeste e altre dove è donatore sano di carisma, qui barrare tranquillamente l'opzione due ;-) Il Patriota è uno stronzo che ameremo odiate, promette molto bene anche per il futuro, Elisabeth invece santa donna! Sul suo personaggio hanno idealmente spostato la faccenda del latte materno, che nel fumetto era legata a beh Latte Materno (che bello il fatto che non gli abbiano cambiato il nome, giustificandolo per ora con una mezza gag), la Shue è invecchiata con grazia, resta una bella donna e in passato ha dimostrato di non aver paura di sporcarsi le mani con i generi, recitando con scimmioni (Link), scimmiette (Ralph Macchio in Karate Kid) e Piranha 3D, santa donna! ;-) Cheers

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  3. Carl Urban secondo me sarebbe un buon Wolverine, se dovesse partire un reboot o qualcosa di simile

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    1. Il suo Giudice Dredd era tosto, anche per me sarebbe perfetto, ma penso che la Marvel stia cercando qualcuno di più giovane per il ruolo. Cheers

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    2. Temo anch'io che il fattore età sia determinante...purtroppo!!!

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    3. Ho sentito parlare di Taron Egerton, che è bravo quando NON fa i personaggi d'azione.
      Staremo a vedere, voleranno tanti nomi per la parte. Cheers!

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  4. Ho finito da poco di vederla e devo dire che mi è piaciuta parecchio, non me l'aspettavo. Ho quasi voglia di prendermi i fumetti e leggermeli. Il personaggio di Starlight, per mille motivi, mi è piaciuto parecchio

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    1. Starlight forse è più adatta al 2019 che al 2006, Ennis era avanti. La serie è stata ristampata in diversi formati, recentemente anche in tre volumoni "Omnibus" insomma, se fai una ricerca veloce in rete scoprirai che non è complicato trovarlo il fumetto. Cheers!

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  5. Ecco, adesso mi sa proprio che mi "toccherà" vederla! La descrizione del personaggio di Starlight mi ha incuriosito parecchio...
    Dovesse piacermi, chissà, magari potrei recuperare anche il fumetto! Sembra un'opera a dir poco singolare e ricchissima di sfumature! ^____^

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    1. Il personaggio di Starlight è al passo con i tempi, molto lo criticheranno proprio per questo (non io) ma Ennis lo aveva già scritto così nel 2006. La serie è un buon adattamento, meno folle del fumetto (che non prende prigionieri) ma ha tutto per piacere ad una vasta porzione di pubblico, te la consiglio, fammi sapere come il tuo parere poi ;-) Cheers

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  6. Molto curioso anch'io di vederla, ce l'ho là sulla schermata di Amazon Prime bella pronta :D

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    1. Ci provo e azzardo, penso che ti piacerà, ma aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  7. Attori, sceneggiatura perfetti almeno in questa prima stagione. Ho letto buona parte del fumetto ultimamente, ma di cattivi ne hanno a iosa per altre due stagioni tra G-Men & Rappresaglia.

    Comunque bere latte materno da Elizabeth Shue è sempre stato un mio sogno!

    Per la direzione degli episodi devo dire che è giusta, gli effettis speciali sono utilizzati nella miglior maniera possibile ma le scene di lotta purtroppo hanno troppi stacchi. Magari potranno migliorarsi!

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    1. Esatto, infatti me li aspetto tutti nelle prossime stagione, e spero in più spazio per Black Noir. Ahaha il tipo di confessione che non si legge spesso, apprezzo l'onestà! In ogni caso anche Popclaw si lascia guardare, Brittany Allen è brava e di bell'aspetto ;-) Si vero, troppi stacchi di montaggio, ma nessuno degli attori ha molta esperienza in scene d'azione, ad esclusione di Carlo Urbano, che comunque non è il tuo classico uomo d'azione. Cheers!

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  8. Se dico che mi è piaciuta più della serie a fumetti bestemmio?
    Scherzi a parte, ho seguito il fumetto fino alla fine e purtroppo è andato calando a mio avviso (poi io detesto a morte la discontinuità dei disegnatori, spesso al limite del dilettantesco) mentre la serie su Amazon si libera un po' da quella voglia di "sesso/depravazione/psicopatia" a tutti i costi che faceva tanto nipote scemo di Preacher per seguire una strada tutta sua.
    Attori in partissima, Karl Urban su tutti, ma anche il Francese, Hughie e Starlight non scherzano, l'unica cosa che mi ha perplessa è il finale che, di fatto, rende "inutile" la crociata di Butcher. Staremo a vedere, sperando non buttino tutto in merda come con Preacher, la cui ultima stagione sta toccando nuovi scampoli di bruttezza.

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    1. No per nulla, anche perché la serie parte subito forte, a differenza del fumetto che per trovare la sua strada ci ha messo circa una vita e mezza. I disegnatori coinvolti sono tutti compagni di bevute di Ennis (a partire da John McCrea) e spesso disegnano i suoi fumetti, sostituti necessari anche perché Darick Robertson è davvero lento nel rispettare le scadenze. Comunque si, soprattutto all’inizio il fumetto di “The Boys” è tutto basato sulla provocazione, “Preacher” provocava ma aveva già una direzione da seguire, quindi non la trovo affatto una bestemmia anzi ;-)

      Anche a me il finale ha fatto pensare un po’ troppo al fatto che l’ago della bilancia della serie, pendesse verso i “Super”, spero non comincino a diventare auto referenziali. Devo ancora iniziarla l’ultima di “Preacher” sto accumulando episodi per spararmela tutta insieme, la guardo perché a tratti mi diverte, ma ogni episodio mi conferma quello che so già: Il fumetto originale è un fottuto capolavoro ;-) Cheers

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  9. Non so, con tutte le serie che ho da guardare devo dire che questa non è tra quelle che mi attira di più... Finirà in coda.

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    1. In effetti il periodo è abbastanza pieno, però questa mi è piaciuta. Cheers!

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  10. Sì, in effetti non era possibile portare la serie di Ennis su schermo senza doverla necessariamente "ammorbidire" un tantino (e aggiornarla il giusto). Onestamente però rimanevo dubbioso assai sul risultato finale... che dalla tua recensione invece non sembra essere male, fortunatamente, quindi appena potrò le darò un'occhiata anch'io ;-)

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    1. Per la prima stagione, merita la visione, così ho fatto anche la rima ;-) Cheers

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  11. Un ottimo adattamento televisivo, very good ��.

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    1. Lo penso anche io, vediamo come andrà avanti ;-) Cheers

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  12. Guarda, sono un "vecchio", in tutti i sensi, fan dei super eroi in calzamaglia ma anche io sono giunto alla conclusione che c'è troppa carne al fuoco, non si riesce più a stare dietro a tutto, bisogna fare delle scelte e se si sbaglia vuol dire aver tralasciato altre serie rivelatesi poi migliori. A meno di non essere milionari e avere molto tempo libero, ma sorry, non è il mio caso, non gioco nemmeno alle lotterie! In ogni caso aspettavo con ansia e fiducia questo adattamento e devo dire che non ne sono rimasto deluso. Molto dipende dalla bravura degli attori, ora che mi hai detto del figlio di Quaid e Ryan ho notato la somiglianza e il perché mi sembrava di averlo già visto. Karl Urban è sempre più bravo e l'attore che interpreta Patriota è davvero capace di trasmettere l'angoscia e la pazzia di una mente deviata di uno psicolabile, dotato per di più di poteri eccezionali, quindi uniti a un senso di minaccia e pericolosità senza eguali. Hai proprio ragione nel dire che Superman non lo guarderò più con gli stessi occhi, mi viene da pensare alla scena del primo con Cahill, dove arriva l'esercito e non mi sembra così poco plausibile come mi era parsa allora. Inoltre la scena dell'aereo è agghiacciande, come direbbe qualcuno, è fatta a mio avviso molto bene... Insomma mi ha conquistato sin da subito e non vedo l'ora di vedere la seconda stagione, sperando non ci sia l'imbastardimento che temi!

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    1. Il direttore del casting di questo film si è guadagnato una promozione, la serie ha tante cosine al suo posto, spero sfoggino più voglia di esagerare nella seconda stagione ;-) Cheers

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  13. Karl Urban per me è il Doom Guy :D. (Ebbene sì, non mi dispiace quel film raffazzonato, che pure è ispirato a Doom III, che non mi è mai piaciuto come videogioco).
    Serie che mi stuzzica (c'è anche Pegg :D), anche per la brevità della prima serie (8 episodi).
    Ma non è ben capito la questione della serie "troppo sbilanciata verso i supereroi"; in che senso?

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    1. Hai citato tutta roba da Bara volante, tieni gli occhi aperti, ti dico solo questo :-) Rispetto al fumetto la serie dedica molti minuti agli eroi e meno ai Boys, tutto lì, ma con le prossime stagioni sono sicuro cambierà. Cheers!

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    2. Ecco, già LE prossime stagioni...Io sogno ancora serie televisive "brevi"...un ciclo compiuto..niente abusi di clyffhanger e di stravolgimenti di trama..eh sì, sono piatto, a tavola e davanti a uno schermo :D

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    3. Il formato miniserie dovrebbe essere usato più spesso, ne sono sempre più convinto. Cheers!

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    4. Ho iniziato a vedere anche io la serie, dopo un'infarinatura del fumetto.
      Ecco, ci sono molte cose che mi lasciano perplessi.
      Bisognerebbe aprire un capitolo sulle dinamiche dei telefilm americani, ma forse sarei troppo "controverso".
      Per farla breve... vedere i tentennamenti di Hughie nel secondo episodio mi ha fatto venire l'orticaria.
      Ma i Boys non avevano a loro volta supereroi? Ce li ha solo la femmina, se non sbaglio. Peccato...come possono quattro umani opporsi ai supereroi con un solo alleato forte?
      Comunque felice per la presenza di Pegg e per l'ottima interpretazione di Karl Urban.
      Però ho il sospetto che tra fumetto e serie tv ci sia veramente un abisso...

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    5. Le serie tv devono allungare troppo il brodo, se le stesse dinamiche a venissero in un film tutti giù a parlare di "buchi di sceneggiatura". Detto questo si, é una faccenda che la prima stagione ha ignorato, ed é una questione non da poco secondo me. Cheers

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