martedì 6 agosto 2019

Men in Black - International (2019): Non servirà il Neuralizzatore per dimenticarlo

Non si tratta di un Men in Black, anche se è sempre vestito di nero, però per questo spin-off anche questa volta mi tocca citare Ian Malcolm: Quanto mi secca avere sempre ragione!

Era abbastanza prevedibile che il ritorno dei MIB sarebbe stata l’ennesima operazione fuori tempo massimo, non potevo prevedere che al netto di così tanta iconografia creata nei film precedenti, il risultato sarebbe stato qualcosa di così, dalle mie parti diremmo “gnecco”, tipo i grissini quando sono vecchi di troppi giorni.

Lo ammetto candidamente, il nome del regista mi ha fatto storcere il naso, F. Gary Gray oltre ad avere uno scioglilingua al posto del nome, è uno che ha firmato il “The Italian Job” sbagliato (il remake del 2003), roba tediosa come “Giustizia privata” (2009), ma in generale è uno che esegue quello che gli viene chiesto di fare, e in qualche caso, se messo a capo di una macchina ben oliata, può anche fare un buon lavoro.

"Che guardi? Il girato di oggi?", "No Giustizia privata. Mamma mia che schifezza ho fatto".
Una critica che avevo mosso al secondo capitolo della saga – quello più somigliante per spirito a questo spin-off – era stata quella di aver spazzato via i riferimenti alla situazione internazionale, sostituendo ogni possibile lettura di secondo livello sulla migrazione e sulle difficoltà delle convivenza, con una serie di battute cretine, il più delle volte a doppio senso, molte delle quali per nulla divertenti. Incredibilmente per questo “MIB - International” mi tocca prendere le parti di F. Gary Gray, che per buona parte della travagliata produzione del film, ha fatto a capocciate con la produzione, che pare abbia voluto spazzare via dalla sceneggiatura originale ogni riferimento sull’attuale dibattito sull'immigrazione, chiedendo svariate riscritture e puntando tutto sugli attori principali, Tessa Thompson e Chris Hemsworth (di nuovo insieme dopo Thor Ragnarok), tanto che Mr. Gray ha tentato di ripudiare il film una volta finito, ma parliamoci chiaro, non ci è riuscito uno come Brian De Palma, figuriamoci se può farlo coso qui, l’uomo scioglilingua.

"Ma come si fa a pilotare questa Bara Volante, non ha nemmeno le marce!"
Per certi versi il primo Men in Black aveva anticipato i tempi, era stato uno dei primi film ad alto budget a portare sul grande schermo un fumetto (semi sconosciuto) scegliendo un attore di colore come protagonista, trovo incredibile come in ventidue anni, il cinema americano sia stato rigirato come un calzino, e forse non per forza dal lato giusto. Se un tempo “Tratto da un fumetto” ti faceva guadagnare una smutandata, ora anche i film che non hanno nulla a che vedere con i fumetti di super eroi, cercano di infilarsi in scia.

Fin dalle martellanti pubblicità in tv, era chiaro che questo nuovo film, nel suo tentativo di rilanciare la saga, puntasse tutto sul paragone con i cinecomics, Chris Hemsworth qui è alle prese con un alieno di nome Luca Brasi (Francis Ford perdonali se puoi!) a cui lancia un martello in una scena stupidissima messa dentro per ricordare a tutti: Ehi! Noi abbiamo un Thor!

Questa foto con didascalia è dedicata a tutti i Freudiani là fuori in lettura.
Peccato che il personaggio di Hemsworth, l’agente H (ma quanta fantasia!) sia un ciocco di legno modellato a colpi d’accetta, e fritto nell’olio del già visto mille altre volte, il classico personaggio “bravo, ma non si applica”, più interessato a fare il cretino tutto il tempo che a prendersi le sue responsabilità. Il suo arco narrativo è talmente telefonato da non giocarsi nessuna sorpresa, anche quando un colpo di scena lo avrebbe davvero, peccato che venga sottolineato con il pennarellone a punta grossa, così tante volte, da risultare scontato e ben poco sorprendente fin da subito.

Mi spiace che tutti gli appassionati del Thor serio - quello di Kenneth Branagh per capirci - siano rimasti delusi della svolta “scemona” data al personaggio dalla Marvel, ma dovrebbe essere abbastanza chiaro a tutti, che questi sono i ruoli che a Chris Hemsworth riescono meglio, anche se qui è talmente forzato nel suo fare il cretino, da avermi creato più repulsione che simpatia, non siamo ancora ai livelli (drammatici!) di antipatia del maledetto Kevin, però quasi.

"Sarà un film memorabile, come il remake di Ghostbusters!"
Inoltre “MIB - International” è un buon esempio di una tendenza che sta diventando predominante nei prodotti americani d’intrattenimento per tutti, se in Stranger Things 3 i personaggi venivano scaraventanti contro pareti di cemento senza subire danni, come se fossero tutti quanti Hulk oppure beh, Thor, qui in una scena il personaggio di Hemsworth esegue un immotivato salto all’indietro (girato evidentemente con l’utilizzo di cavi) che sarebbe normalissimo vedere in un film di super eroi, ma totalmente non giustificabile in una pellicola in cui l’elemento fantastico è esterno, rappresentato dagli alieni e dalla loro tecnologia. Un allineamento allo standard delle super calzamaglie che ritenevo già preoccupante ai tempi in cui John McClane abbatteva aerei da combattimento a mani nude, figuriamoci ora!

Ma in generale “Men in Black - International” è un film piuttosto sciatto perché le scene che lo compongono sono spesso senza senso, oppure poco amalgamante tra di loro, ad esempio quando facciamo la conoscenza dell’Agente H, lo troviamo sotto copertura, alle prese con non si sa bene quale missione da compiere, in una scena che termina con un antidoto, che non può nemmeno permettersi di allacciare le scarpa al corrispettivo con Indy come protagonista (anche se le ambizioni da film d’avventura andrebbero in quella direzione, che teneri che sono i tipi della Sony a volte!), e che si conclude con una gag cretina che serve solo a mostrare un po’ degli addominali di Hemsworth, un argomento che non mi scalda per niente, quindi invece di ridere per la non battuta finale pensavo: «Perché eseguiva salti all’indietro dalla sedia? Perché era sotto copertura? Insomma, cosa sto guardando?».

La mia stessa identica reazione davanti al film.
Per essere una saga così progressista poi, la presenza di una protagonista donna come la lanciatissima Tessa Thompson è passata praticamente inosservata, eppure tutto ruota intorno a lei, il suo personaggio è una secchiona molto motivata, che da bambina riuscendo ad evirare gli effetti del Neuralizzatore di un paio di MIB giunti a casa sua (ignorando completamente l’alieno in casa, ma vabbè, questo film procede tutto così) è cresciuta cercando ogni modo possibile per diventare anche lei un “Uomo in nero”, anzi una “Donna in nero”, per citare una battuta che nei nostri strambi tempi moderni, molto sensibili a determinati argomenti (e meno alla qualità dei film) era inevitabile trovare qui.

Strizzate d’occhio a caso: GIEI GIEI Abrams sarebbe orgoglioso di voi.
Per farvi capire l’andazzo di questo “Men in Black - International”, sappiate che molto procede a colpi di strizzate d’occhio, in una scena di due secondi si intravede Frank il carlino (anche se nel terzo capitolo era stato dichiarato morto… MIRACOLO!), e che molta attenzione viene data alla scena della “vestizione” della nuova Agente M, ricalcata identica a quella di Will Smith nel primo film, ma con la metà dell’entusiasmo da parte di tutti (spettatori compresi).

Ho come un Déjà vù, però gli occhiali devo dire, non sono niente male.
Inoltre siccome il tono di questo film è tutto sbagliato, anche le idee per arrivare forti e chiare, vanno ribadite sedici volte, in modo che gli spettatori dell’ultima fila, impegnati a masticare rumorosamente i pop-corn possano capirle. Sarebbe già chiarissimo così che questa è la stessa scena del 1997, con Emma Thompson al posto di Rip Torn e Tessa Thompson (nessuna parentela… credo) al posto del principe di Bel-Air, ma non basta! Vogliamo ribadire il concetto con una noiosa battutina sul nome “Men in Black” che dovrebbe essere esteso anche a “Women in Black”? Sapete come funziona no? I Pop-Corn fanno rumore quando li stai masticando.

La prima donna protagonista di MIB. La fanno vestire da uomo (Facciapalmo).
La trama è abbastanza un pretesto per far viaggiare i MIB da New York (sede principale) alla base Londinese capitanata dal direttore High T (Liam Neeson) un gioco di parole con il thè tanto amato dagli Inglesi, che va perso in un doppiaggio Italiota strapieno di termini mantenuti in inglese. Che grande occasione persa è stato non tradurre il nome dei cattivissimi “Hive” con “alveare” (o qualcosa di simile) parola che rende molto meglio l’idea di una razza aliena che agisce con un’unica mente, prendendo le sembianze degli umani (come nel primo Critters ora che ci penso). Risultato? Ogni volta che qualcuno nel film li cita, io mi ritrovavo a pensare che i cattivi di questo film fossero una popolare band svedese, per altro nota per vestirsi sempre in bianco e nero, quindi perfetti da opporre anche cromaticamente ai MIB.

In pratica il negativo dei Men in Black.
“Men in Black - International” si gioca il vecchio trucco di cambiare spesso location per far colpo sull’immaginario del pubblico americano, peccato che il viaggio a Marrakesh (dove però Amazon consegna regolarmente, così lo sapete, nel caso trovandovi da quelle parti, doveste per caso ordinare qualcosa di urgente) crea più noia che ammirazione, e vi assicuro che sono stati davvero molti i momenti in cui guardando l’orologio mi sono ritrovato a sbuffare (storia vera).

La sotto trama della talpa nei MIB poi è gestita malissimo, e non serve nemmeno la presenza di Rafe Spall a depistare un giallo la cui soluzione, è risolvibile fin dalla prima scena del film. Per altro, menzione speciale per Spall, uno che dopo essere passato alla storia come il biologo che tocca gli alieni di Prometheus, si sta facendo una carriera incredibilmente proficua nei panni dell’Inglese stronzo nelle produzioni americane, se continua così lavorerà fino a novant'anni anni!

“Com'è essere un Men in Black? Non tanto diverso da quando ero Darkman, il colore è sempre lo stesso”
Questa vacanza in giro per il mondo dei Men in Black è ben poco avvincente e ancora meno divertente, il rapporto di amore e odio tra i due protagonisti è talmente stantio da sprecare due attori che altrove si erano dimostrati più brillanti, e voglio scriverlo a scanso di equivoci: il prossimo che verrà sorpreso a lamentarsi di Ragnarok, verrà costretto a guardare questo film in stile “Cura Ludovico”, allora forse sarà chiara la differenza tra un film che fa lo scemo ma ha delle cose da dire e dei personaggi da raccontare, ed un altro che invece fa lo scemo e basta, per altro senza nemmeno riuscirci.

Ma visto che ho evocato “Thor Ragnarok”, anche qui un personaggio verde ruba la scena, è il piccolo Pedone doppiato in originale da Kumail Nanjiani, ed io ve lo dico, quando la spalla comica del film, quella animata in CGI, risulta più simpatico e carismatico dei tuoi due attori più pagati, vuol dire che hai un problema, anche piuttosto grosso!

“Potete ammetterlo, vi ho appena rubato la scena”
L’idea di una razza aliena che si nasconde tra i pezzi di una scacchiera (mantenendo per altro la gerarchia dei ruoli che “interpretano”) è piuttosto divertente, e forse il vero vincitore di questo Spin-off è davvero l’ometto in armatura, quello che ci metterà un po’ più tempo ad essere cancellato dalla memoria, lui e la sprecatissima Rebecca Ferguson, che in una scena girata ad Ischia, sfoggia un terzo braccio aggiuntivo e i capelli a strisce, ma resta comunque la più sexy di tutto il film. Non chiedo molto dalla vita, datemi film dove Rebecca Ferguson può usare quelle sue cosce da applausi per sgambettare dando un senso a scene di combattimento, ed io sarà un uomo felice. Visto che ormai gli attori diventano famosi solo quando interpretano una super calzamaglia, terrò il muso finché non le faranno interpretare Catwoman. Hei Matt Reeves! Sto parlando con te!

Tre braccia? Avrei preferito come in Atto di Forza, ma va bene lo stesso.
In questa sagra del già visto e dei colpi di scena intuibili con diverse mezz’ore di anticipo, il finale di “Men in Black – International” sfrutta malissimo il “mantra” del personaggio di Liam Neeson, per cui l’universo ti porta ad essere nel posto giusto, al momento giusto. Che poi è dove vorrei trovarmi io dopo aver visto questo film, possibilmente senza occhiali da sole, sulla traiettoria di un Neuralizzatore dei MIB, per farmi “sparaflashare” dimenticando questa pellicola moscia e noiosa, anche se sono abbastanza sicuro che in un paio di settimane, Padre Tempo avrà già fatto il suo dovere.

Non mi stancherò mai di concludere i post con questa gif!

Se per caso vi foste persi qualcosa, qui trovate i commenti agli altri film della saga:
Men in Black II (2002)
Men in Black 3 (2012)

26 commenti:

  1. Vuoi la verità? Mi avevano convinto ad andare al cinema l'altro giorno, in tarda serata, e solo perché c'è la Tessa per la quale nutro una fortissima... Ehmm... Simpatia? Ecco, simpatia può andare.
    Prima però era il turno della sagra. Birra, costicine, birra, birra, salsicce, birra, band pseudo-metal scarsa che suona, un paio di birre, patatine e un'altra costicina che era avanzata. Dai, ultima birra e andiamo. Risultato? Erano le 23, ci siamo ascoltati tutto il concerto della band scarsa e ci siamo alcolizzati per bene. Un paio di rutti dopo (e altre due birre piccole tornando a casa) ed ero a letto che ronfavo.

    Tessa perdonami!

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    1. Vuoi la verità? Hai fatto bene. Birra > Men in Black – International ;-) Cheers!

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  2. ottima recensione grazie.

    dunque io men in men in black 3 lo vidi al cinema da solo.

    men in black international l'ho visto al cinema con mia moglie che mi dava i bacini ( ..............insulina per tutti!!!!!!!!!!!!!)

    faccio sta premessa per dire che men in black 3 voto 5
    men in black international voto 7.

    comunque io men in black 3 non lo rivedo.

    alla fine pecunia non olent e visto gli incassi scarsissimi di questo film non ci sarà il seguito .

    peccato perchè io il seguito con le due thompson thor e pedino me lo vedrei pure.

    cassidy prima di andare in vacanza rriesci a commentare hobbs e shaw che a vedere i traile il secondo film più bad ass e tamarro di tutti i tempi: il primo resta e resterà commando.

    grazie

    rdm

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    1. Badass+tamnarro può anche essere. Ma se mettiamo solo la tamaraggine come grado di giudizio del film, l'altra settimana su Sky ho ribeccato "Sucker Punch". Magari non è il n.1 perché Michael Bay comanda con la cicca in bocca, ma sul podio il film di Snyder ci sta tutto!

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    2. Non vale sei stato influenzato da tua moglie nel giudizio ;-) Scherzi a parte, sembra un film fatto per tirare su un po’ di solti e via, nemmeno il suo regista ci credeva più di tanto. Non so se riuscirò prima delle ferie, ma per me “Hobbs & Shaw” è il film più atteso della stagione! (storia vera). Cheers

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    3. Tra i tanti film che ho da vedere e rivedere per le mie ferie (SPOILER: Sono troppi non posso farcela!) avrei anche della roba di Snyder, prima o poi dovrò rivedere anche "Sucker Punch" molto poi però. Cheers!

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  3. mi hai fato venire voglia di vederlo.

    per inciso per me commando è uno dei più bei film di tutti i tempi.

    fra i tanti misteri del cinema mi chiedo : come m ai i produttori di commando non hanno denunciato luc besson per io vi troverò( che a me è piaciuto ma sempre plagio è )????????????

    rdm

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    1. Perché Luc Besson era troppo impegnato a pagare 500.000 Euro a John Carpenter, dopo che nel 2015 un tribunale parigino ha dichiarato “Lockout” (2012) un plagio di “1997: Fuga da New York” (storia vera). Luc “Tu vuo fa l'americano“ Besson, guarda sempre dall’altra parte dell’oceano ;-) Cheers!

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  4. Insomma non ti ha convinto mi pare di capire...beh non ha convinto neppure me, anche se devo ammettere che mi aspettavo molto di peggio. Certo Gray ha una filmografia che si può guardare solo con una buona dose di malox in corpo tanto sono i sali scendi qualitativi, ma questo MIB non è il punto più basso e nemmeno quello più alto. Lo abbiamo già dimenticato tutti mi sa.

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    1. Ennesimo film su commissione di un regista che fa il suo, spesso non sporca il foglio ma nemmeno fa nulla per essere ricordato, insomma lui era già un Men in Black cinematografico a suo modo ;-) Cheers

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  5. ciao sono rdm .

    navigando sul web ho appena scoperto una cosa e mi sembra giusto condividerla con te.

    fra u anno uscirà ( il condizionale è d'obbligo ) diabolik dei manetti brothers.

    diabolik è luca marinelli.

    eva kant è myriam leone.

    l'ispettore ginko è valerio mastrandrea!!!!!!!!!!!!.

    si stava meglio quando si stava peggio.
    michael piccoli è vivo : usate lui

    grazie per lo sfogo

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    1. Lo so è un trauma, ma io più ci penso più credo che i Manetti siano gli unici a porter tirare fuori qualcosa di buono oggi in Italia, da un progetto così.
      Miriam Leone è perfetta, Mastandrea ha del credito che può far valere e Luca Marinelli gli occhi giusto per un personaggio da cui spuntano solo quelli dalla calzamaglia. Non sono un purista di “Diabolik” pensa che volevo molto bene a “Danger Diabolik” di Mario Bava, proprio perché era un’interpretazione estremamente pop del personaggio delle Giussani, spero che i Manetti Bros. vadano in quella direzione. Che poi, Giussani Sist. Manetti Bros… Ok la smetto! Cheers

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    2. Quanto mi piacerebbe rivedere i Manetti alle prese con quella fantascienza lasciata in sospeso dai tempi de "L'arrivo di Wang": con mezzi e budget adeguati, credo che sarebbero capaci di girare un MIB italico più interessante di questo spompato capitolo arrivato un tantino fuori tempo massimo ;-)

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    3. Ma magari! Loro almeno avrebbero voglia di dirigerlo a differenza di Mr. Grey qui, che era grigio, svogliato e pigro. Leggendo Manetti e MIB nella stessa frase, ho avuto un flash dei Flaminio Maphia con occhiali e completo nero (storia vera). Cheers!

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  6. non mi è dispiaciuto, però il primo resta sempre unico

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    1. Altro stile, altro campionato, altro sport ;-) Cheers

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  7. Già il trailer mi aveva convinto a ignorare l'esistenza del film, ora mi confermi di non vederlo neanche in foto. Tanto tra venti giorni nessuno si ricorderà che è mai esistito... Tipo il Ghostbusters dove il biondone muscolone è da denuncia. Chris sarà sicuramente un ragazzo d'oro, ma la parte dello scemotto simpatico gli riesce dannatamente male...
    Quindi mi stai dicendo che i cattivi di questo film... sono i Bee Hive? e il capo si chiama Mirko? :-D

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    1. Ahahaah oddio Bee Hive ecco! Quella si che sarebbe stato un bel modo per adattare il nome "Hive" al mercato locale! :-D Cheers

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  8. Mi aspetto una dimanticabile cacatona pim pum pam con Hemsworth mezzo nudo che fa il coglione...credo che non rimarrò delusa XD
    Anche se da come me ne parli temo che non sia manco divertente O.o
    In ogni caso quantomeno la guarderemo in originale, quei 2 giochi di parole non ce li perderemo!

    BEE HIVE HAHAHAHA STO MORENDO XD

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    1. Onestamente mi aspettavo puntassero molto di più sull’ Hemsworth nudo, in realtà mettono su una scena inutilmente lunga e complicata, che termina con lui che mostra gli addominali, non hanno nemmeno capito cosa serve per far vendere i biglietti secondo me ;-) Ora non riesco a pensare ad altro che ai MIB contro i Bee Hive, con il gatto Giuliano e il carlino Frank a confronto, si scrive da solo un film così! :-D Cheers

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  9. Io come spesso accade ultimamente (avrò gusti più pop) devo dire che non l'ho trovato così deprecabile, anzi non l'ho trovato proprio deprecabile: siamo ben lontani dal primo MIB, ma solo perché quel primo film aveva azzeccato tanto, se non tutto, e rimane a distanza di anni ancora una visione di un certo spessore ed infarcito di idee, spunti o soluzioni ragionate o comunque intuite bene.

    Detto questo, però, MIB International si colloca molte spanne sopra al 2° capitolo ed un filino più su del 3°.
    Un'avventura semplice, ma solida e coerente internamente con le sue premesse e gli elementi svolti durante la sua durata: cosa non riuscita, purtroppo, a MIB 3* e che, insieme alla scena finale sul padre di J (che "retconna" il reclutamento di J: è tutto merito delle sue capacità o in parte è un "predestinato"?), sono il motivo per cui trovo MIB3 peggiore di MIB International.

    Per me è MIB International è un film che diverte, ma non esalta; riesce ad intrattenere, senza essere memorabile. Però non trovo che l'assenza di una cosa/qualità debba essere necessariamente il suo opposto, quindi pur non essendo memorabile, non si tratta di un film dimenticabile.
    Tra tutti i seguiti di Men in black (recuperati tutti in queste ultime settimane: il 3 ero sicuro di non averlo mai visto, però pensavo - sbagliandomi - di aver visto il 2 all'epoca) è l'unico che riguarderei con gusto od anche solo che riguarderei.

    Per il resto, mia moglie l'ho centrato perfettamente secondo me: l'intento dietro al film è il medesimo dell'espansione del "Wizarding World" harrypotteriano avviato da "Animali fantastici e dove trovarli".

    Nathan



    * dopo aver imbastito ed illustrato i viaggi nel tempo in un certo modo, per risolvere il conflitto finale la sceneggiatura cambia le carte in tavola ed il viaggio nel tempo non trasporta più il viaggiatore nel passato bensì riavvolge il suo tempo soggettivo (permettendo così a J di tornare indietro di pochi minuti sapendo che movimenti fare per evitare gli attacchi): se fosse stato coerente con la propria stessa struttura, invece, ci sarebbero dovuti essere 2 J contemporaneamente sul ponte sospeso dopo quel breve viaggio risolutivo; o in alternativa, non dovrebbero esistere 2 Boris fin dall'inizio, ma quello del futuro far viaggiare nel tempo solo la propria coscienza ritrovandosi nel corpo di se stesso più giovane...

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    1. In effetti quello di MIB 3 sembra un buco della trama, avrebbero dovuto esserci due J come ci sono due Boris, così su due piedi fila il tuo discorso. Si, è sicuramente un modo per espandere il “mondo” dei MIB, ma non lo vedo un film molto convinto, non sprizza nemmeno quella voglia di divertirsi che sarebbe lecito aspettarsi, non è brutto, ma parecchio anonimo quello sì. Cheers!

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  10. Mazza, non pensavo fosse messo male! Avese avuto un personaggio Marvel si sarebbe comunque portato a casa paccate di soldi! Dopo "Venom" non è giusto che film come questo non incassino. O "Bohemian Rhapsody" dove Freddy Mercury assurge ad icona supereroistica!
    Comunque oscurato da Endgame dove ci sono i 2 protagonisti!

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    1. Niente, ormai vanno forte solo i film con le super calzamaglie. Cheers!

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  11. Ciao Cassidy, ho appena visto il trailer del film e mi sono subito fiondato su Amazon per ordinare un neuralizzatore. Se già solo dal teaser appare come una ca..ta pazzesca, immagino la (tua) sofferenza nel doverlo vedere. Eh niente, mi spiace fare sempre il vecchio della cumpa, ma anche se Will Smith non mi sta particolarmente simpatico, devo ammettere che lui e l'immenso Tommy Lee Jones sono davvero di un altro pianeta rispetto agli scialbi protagonisti di questa pellicola. Come dicevo in un altro blog, è un film da vedere in seconda serata su Italia1, tanto finirà lì e nemmeno tra tanto tempo. Buona serata, vado a seguire il Toro, lo so, sono masochista...

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    1. Ma nemmeno da seconda serata di Italia 1, non vale la pena resistere a quella valanga di pubblicità per vedere questa roba! Non so cosa si dica in questi casi ma in ogni caso: Inserire-qui-augurio-che-non-porta-sfiga. Cheers!

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