lunedì 19 agosto 2019

Macchine mortali (2018): Il grande ritorno del genere “Sfasciasy”

Fantasy:
Genere narrativo e cinematografico caratterizzato da un'ambientazione fantastica e da un'atmosfera di magia, nel quale prevalgono i riferimenti alla mitologia classica, alle fiabe, alle saghe nordiche e a un immaginario Medioevo.


Sappiamo tutti com’è andata, nei primi anni del 2000, quello che ho sempre considerato il fratello neozelandese perduto di Sam Raimi, ovvero Peter Jackson, ha sganciato sul mondo quella bomba della trilogia del Signore degli Anelli, sconvolgendo per sempre l’industria cinematografica. Da allora è stata una corsa agli armamenti per accaparrarsi i diritti di tutti i maggiori romanzi fantasy, possibilmente con il più alto numero di capitoli, da portare al cinema per cercare di vendere tantissimi biglietti.

Se la saga di “Harry Potter” ha sempre vissuto di vita propria, all’ombra della trilogia di Pietro Di Giacomo si sono consumati drammi: “Le cronache di Narnia” sette libri, al cinema ne sono arrivati tre, “Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo” cinque romanzi, ma anche per lui solo due film. Vogliamo parlare di “La bussola d’oro”? Tre romanzi più due aggiuntivi, ma al cinema la saga si è sfracellata a terra dopo un solo capitolo nel 2007, regalandomi quelli che io da allora chiamo con una parola tutta mia, anzi vi do la definizione esatta.

“Avvistata, un’enorme caSSata di Cassidy in arrivo a ore dodici!”
Sfasciasy:
Film d’esordio di una saga letteraria famosa dai multipli seguiti, che portato al cinema con fanfare e lanci di mortaretti, raccoglie risate e lascia la saga drammaticamente incompleta scontentando in parti uguali vecchi e potenziali nuovi lettori.

Quando uscirà “Il nuovo Cassidelli minore” ci troverete dentro questa definizione, per ora accontentatevi di sapere che il genere “Sfasciasy” aveva un po’ mollato, fino all’arrivo di “Macchine mortali” film che risponde perfettamente alle caratteristiche.

“Macchine mortale” è il primo di sette libri per ragazzi scritti da Philip Reeve e portati al cinema dal regista esordiente Christian Rivers, uno che si è fatto le ossa come disegnatore di storyboard ed esperto di effetti speciali nella Weta, la storica casa di produzione neozelandese che ha curato gli effetti speciali di tutti i film di… Peter Jackson! Ed eccolo che il giochino dei sei gradi di separazione si interrompe ad un solo misero grado.

L’incontenibile Pietro Di Giacomo (chiedere ai bottoni della sua camicia per conferma)
Si perché per far calare il polverone dopo quella porcheria di Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate, il nostro Pietro Di Giacomo si è dedicato ad altro, tipo alle regia del documentario “They shall not grow old”, ma il lupo perde il pelo ma non il vizio, e insieme alle sue storiche collaboratrici Philippa Boyens e Fran Walsh, ha scritto la sceneggiatura di questo “Macchine mortali” salvo affidarlo a Christian Rivers, al grido di: «Vai avanti tu che a me mi scappa da ridere». Considerando che in Nuova Zelanda ci sono 27 milioni di pecore al netto di 5 milioni di abitanti (lascio a voi le proporzioni, sono sempre stato una pippa in matematica) Rivers dovrebbe avere bene in testa il concetto di “Agnello sacrificale”.

Ve la dico fuori dai denti, di questo “Mortal Engines” non ho visto nemmeno il trailer, mi è bastato sapere che Jackson ci metteva i soldi e che in qualche modo, somigliava ad una specie di Mad Max per ragazzi per decidere che lo avrei visto, sono un ragazzo semplice, mi piacciono i miei futuri cinematografici post apocalittici e macchine a motore lanciate a velocità criminali, possibilmente destinati ad accartocciarsi malamente contro qualcosa di più robusto di loro. Il risultato finale però è ben lontano dall’essere pesche e crema, anzi, non raggiunge nemmeno la quota minima di soddisfazione percepita.

Hai una roba del genere, e fai un film noioso lo stesso?!
Dopo aver realizzato non uno, ma due film della vita (il secondo il suo “King Kong” nel 2005), Pietro Di Giacomo deve essersi rilassato troppo, la trilogia dello Hobbit che ancora aveva qualcosa da dire nel primo capitolo, ha pagato nel modo peggiore possibile l’insana idea di trasformare in trilogia un libro di 400 pagine. Ma per me la delusione vera resta “Amabili resti” (2009), ho amato tantissimo il romanzo di Alice Sebold, un calcio in bocca dato con gli anfibi fin dal primo capitolo, per una storia dolente e bellissima, che Jackson, Philippa Boyens e Fran Walsh hanno annacquato in un film in grado di farti rimpiangere ogni pagina del romanzo, compresi i calci del primo capitolo.

“Macchine mortali” per certi versi fa anche peggio, dura due ore ma dopo i primi venti minuti (molto dei quali non tutti da buttare) non ha davvero più niente da dire e scade nella sagra del già visto, ma andiamo per gradi.

“A guardarlo dentro questo film, mi fa rimpiangere quando giravo l’Australia su un bus rosa. Bei tempi”
La voce narrante ci racconta che la guerra è durata solo sessanta minuti, in pratica la stessa premessa di A boy and his dog ma senza la satira di fondo. Quello che resta della società si è riorganizzata in agglomerati di città che per centellinare le scarse risorse disponibili, si muovono su ruote, alimentati da un motore tipo vecchia locomotiva a vapore. Perché le città devono sgommare su ruote giganti e non possono semplicemente stare ferme non è ben chiaro, ma trattandosi dell’unico spunto originale del film, mi tappo il naso e decido che va bene così.

Anche perché le megacittà sembrano il frutto di uno scambio di idee tra George Miller e Hayao Miyazaki, due signori che godono della mia stima (per quello che vale) e che qui confermano che le idee uscite dai rispettivi testoni, sono così buone che anche con gli scarti, qualcuno ci può campare di rendita. Il film inizia con una piccola città mineraria Bavarese, in fuga dall’enorme città di Londra, una trovata che in qualche modo ricorda un po’ il palazzo della The Crimson Permanent Assurance di Terry Gilliam, ma con un inseguimento che strizza l’occhio a Mad Max - FuryRoad, anche perché guardando la scena continuavo a ripetermi: «Musica ossessiva e ultra ripetitiva… Quando ci facciamo che la colonna sonora è composta da Junkie XL?» (storia vera).

Hayao Miyazaki: Fury Road
Non mi piace Junkie XL, gli voglio bene proprio per la colonna sonora di Furiostrada che ha un tema principale fantastico (Brothers in arms) ma la sua idea di musica per una scena d’azione è sempre la stessa: Percussioni a caso e casino diffuso. Gli è andata bene con Fury Road perché Miller ha utilizzato le immagini per dare senso a quelle percussioni, ma il resto dei suoi lavori è dimenticabile se non proprio fastidioso. Poi aggiungiamo che quando da un bel pezzo, nel film non lo fanno quasi sentire come accaduto con Alita, ed io gioco é presto fatto.

Se escludiamo la mia altalenante stima per "Drogatone", i primi venti minuti di “Macchine mortali” non sono niente male. Il film ci porta in un mondo che è “Andato avanti” per dirla alla Stephen King e che raccoglie i resti della nostra società come se si trattasse di reliquie del passato, dovendo correre per farlo, perché ogni vecchio rottame è prezioso per alimentare il calderone che permette alla città di Londra di muoversi. Questa premessa post apocalittica apparecchia il tavolo per uno scenario che da spettatore, mi piacerebbe esplorare, e anche le modeste stoccati satiriche funzionano, due vecchie statue dei Minion vengono conservate nel museo di Londra come se fossero “Dei americani”, e alcuni smartphone spaccati sono ciò che restano di quella che è stata ribattezzata “The screen age”, un periodo storico dell’umanità di cui non è rimasto molto, perché per via di quei così nessuno leggeva o scriveva più, dai sul serio, come hanno fatto a sbagliare un film così!?

“No basta io mi butto, voglio scendere da questo film”
Quando mi trovo di fronte a pellicole di questo tipo, che a fine visione mi lasciano così annoiato, mi faccio sempre la stessa domanda: “Se lo avessi visto a 10 anni mi sarebbe piaciuto?” so che non è molto, ma è un’attenuante generica che offro a molti film, considerando che ai tempi sono impazzito per roba molto (ma molto!) lontana dalla perfezione come “Waterworld” (1995) che con i suoi mutanti anfibi, un mondo post apocalittico sommerso e i cattivi che fumavano come se ci non fosse un domani (tanto ormai, erano già sopravvissuti alla fine del mondo che gli frega!) ai tempi mi aveva esaltato, oggi non lo so, ma da un pezzo vorrei rivederlo, e magari è la volta buona che lo farò davvero per riprendermi da questo film.

No, sono abbastanza convinto che anche se lo avessi visto a dieci anni, “Macchine mortali” mi avrebbe fatto due maroni così, se non altro allora avrei potuto rovesciare a terra la scatola dei mattoncini LEGO e costruire città semoventi su ruote, ma oggi? Se Peter Jackson, Philippa Boyens e Fran Walsh non mi spediscono a casa una confezione gigante di mattoncini, tocca sorbirci un film che dal minuto ventuno in poi, ha perso completamente il mio interesse.

Nemmeno strizzare l’occhio all’aeroplano di “Porco rosso” ha risvegliato il mio interesse.
Il capo della città interpretato da un barbuto Hugo Weaving, viene aggredito da una mascherata Hester Shaw (Hera Hilmar) accusato di aver ucciso sua madre nemmeno fosse una specie di Inigo montoya nell’era del “Gender swap” (perdonate l’orrido anglicismo), sulle sue piste finisce il raccoglitore di tostapane provenienti dal passato Tom Natsworthy (Robert Sheehan, si quello della serie tv “Misfits” e Umbrella accademy), basta una balaustra ballerina e una bugia di Hugo per capire chi sono i veri cattivi e che ci aspetta un film che in un attimo si trasforma in uno di quei film “Young adult” (perché la definizione “Per ragazzi” fa troppo periodo Giurassico) in cui la trama è piatta, i colpi di scena e la violenza addolciti e in generale, le idee sono poche.

Così poche che anche quella poche che potrebbe funzionare, sembrano fotocopie sbiadite, ad esempio sulle piste dei due protagonisti in fuga, viene sguinzagliato un cyborg inarrestabile con il compito di ucciderli, come dite? Vi ricorda la trama di Terminator? E nemmeno il fatto che il personaggio interpretato da Stephen Lang, si muova, parli e agisca come un Terminator dei meno abbienti, non aiuta di certo, nel film possono anche chiamarlo Shrike, ma più lo si guarda più mi sembra un terminator con le lucine verdi negli occhi.

"Sono un organismo cibernetico: tessuto vivente su endoscheletro metallico" (se dovete citare fatelo bene!)
In generale “Macchine mortali” è uno spreco di buonissimi effetti speciali, ma anche di tanto ottimi design di macchine e mezzi, il classico film dove sarà più interessante guardarsi i contenuti speciali del DVD allegato al Blu-Ray, dove m’immagino già un gran quantitativo di modellini e bozzetti così belli da far sbavare, al servizio di un film scritto con il pilota automatico.

Per darvi l’idea del disastro, una menzione speciale la merita Anne Fang (Jihae) la capa dei terroristi vestita come il cosplayer di Vash the Stampede, il tifone umanoide di “Trigun”, di cui basta vedere la taglia sulla testa, per capire che il personaggio diventerà un’alleata dei protagonisti in tre, due, uno… Dettaglio che puntualmente accade, ma solamente dopo essersi dovuti sorbire anche la scena in cui la tizia fa fuori due sgherri sparando loro in testa, ma tutto senza mostrare l’effetto degli spari, per il solito antico adagio della signora Lovejoy: I bambini! Perché nessuno pensa ai bambini! (cit.).

La "tifonessa" umanoide alle grandi manovre.
Ultima prima di andare, ma cosa è successo a Robert Sheehan? Ha lasciato la serie “Misfits” perché aveva mille mila progetti e cosa ha portato a casa oltre questo film? Una roba con Nicolas Cage e dei lupi posticci e il dimenticabile Mute, diciamo bene ma non benissimo ecco, considerando anche che il suo sostituito in “Misfits” Joseph Gilgun sta facendo sfaceli in Preacher. Come dite? Umbrella academy? Noooone! Non mi é piaciuta quella!

La faccia di quando anche il tuo sostituto, sta facendo una carriera migliore della tua.
Insomma, ora mi piazzo davanti alla finestra ad aspettare l’arrivo del corriere dalla Nuova Zelanda, con la mia scatola di mattoncini, altrimenti un film come questo non ha davvero senso di esistere, Peter, Philippa, Fran voglio i miei LEGO… SUBITO!

30 commenti:

  1. l'ho visto al cinema.


    non mi è dispiaciuto .

    un vero peccato che sia stato un floppone al cinema.

    consigliato

    rdm

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    1. Sei riuscito a ricordati qualcosa della trama a distanza di giorni? A me é sembrato un "rimasticone" di idee viste e stra viste, mi é piaciuta solo la prima scena, poi la noia è calata su di me senza pietà. Cheers!

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  2. no ammetto che dopo due giorni non mi ricordavo più la trama.
    ma mi succede spesso con molti film.

    mi ricordo che al cinema non mi sono annoiato.
    è già qualcosa.
    voto 6 e 1/2

    rdm

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    1. Beato te, dopo venti minuti il film mi aveva già completamente perso. Cheers!

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  3. non l'ho visto e non lo vedrò ma mio cugginoooo dice che è uguale ad alita battle angel m ameno bello.

    sabato sera la mia femmina non c'avevav voglia di uscire nè c'aveva voglia di ciulare.

    perciò su italia 1 mi sono visto waterworld e poi un pezzo di gator vs piton!!!!!!!!!!!

    premesso che in gatro vs piton c'è molta più gnagna waterwold me lo rivedo sempre volentieri-

    è un film che vuole essere pure serio ma in realtà è demente come pochi .

    la scena finale in cui kevin costner fa il buunj jamping e fa scontrare 5 moto d'aqua è scema poche e da sola vale il biglietto.

    cassidy siediti è ora che tu sappi e pure sappi una cosa : il tu geppo è meno primitivo di quello che vuole dare a vedere ( solo un poco ) e qualche volta ( poco ma buono) lascia Nichlin City. nel 2000 ero in California e mi andai a vedeer elo spettacolo live di waterworld. che dire? un figata paurosa. gli stuntmen sono dei pazzi totali e cone azzzo fanno atterare l'aereo nella piscina lo sanno solo loro.
    complimenti la film waterworld anche solo per questo live.

    saluti


    geppo

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    1. Uguale ad "Alita"? Bah così su due piedi a parte la locandina identica non saprei, potrebbe essere "Alita" (fumetto) ha influenzato molti autori, magari anche lo scrittore del libro, mi fido del giudizio di tuo cuGGGino, non mi va di rivedermi questo film per verificare ;-) Sono rientrato tardi, ho beccato "Gator vs piton" già abbondantemente iniziato, ma prima o poi vorrei affrontarlo "Waterworld", hai fatto bene a correre a vedere lo spettacolo dal vivo ;-) Cheers!

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  4. Film che ho bypassato senza "se" e senza "ma" sia perché mi ispirava zero (così come quasi tutti i film youg adult, da "Hunger Games" in giù), sia perché ne ho letto le peggio cose sul web.

    Mi sento però di spezzare una lancia a favore del libro che ho letto 6-7 anni fa in vacanza quando aveva ancora un altro titolo. Nasce come lettura per gggiovani ma pian piano diventa cattivo e feroce con morti ammazzati, sangue e cinismo. Non è perfetto e molte idee sono un po' così, come dire,... alla buona, gettate nel mucchio frettolosamente e che sanno di già visto. Ma grazie alla bella idea sul futuro distopico-steampunk e ad un buon ritmo mi sento di consigliarlo. I seguiti però non li ho mai presi in considerazione...

    P.S.: sì, sì, sì, voto "Waterworld"!

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    1. Queste tipo di storie sono sempre affascinanti su carta, poi arrivano al cinema e diventano "Sfasciasy" ;-) Per "Waterwolrd" vediamo, ho parecchia carne al fuoco ma conto di farlo prima o poi. Cheers!

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  5. Carabara, non ci crederai, ma avevo circa dieci anni quando lessi in un numero ics del quattordicinale dei Fantastici Quattro la seconda parte ( in un albo di 64 pages erano due storie intere ed una a metà ndr ) di una storia della effimera Inumani del 1975 disegnata da Gil Kane in cui i nostri eroi erano nello spazio ed incontravano su di un pianeta ics una comunità che si spostava in una enorme blatta città deambulante a caccia di acqua , una pozza dietro l'altra.
    La cosa ha sedimentato in me per decenni e qualche anno fa Crepascolino ed io costruivamo città su ruote con il Lego. Poi il mio futuro erede si è perso in rete.
    Ogni tanto, però, l'idea bussa alle pareti interne della mia zucca e si sposa con cose come il titolo Macchine a Molla che Filo Scozzari ha dato ad una sua storia e mi chiedo che ne farebbero Sam Raimi o Pete Jackson di un mondo in cui l'effetto serra ha sostituito gli oceani con un brodo di slaim in cui enormi anfibi con ruote da monster truck della Lego cercano le misteriose mitiche miniere di fumo cattivo cioè grotte in cui correnti sulfuree portano pace e serenità ad una umanità nevrotica da troppa ricerca. Mm. Ciao ciao

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    1. Gil Kane e Crepascolino erano avanti, lo dico sempre io ;-) Il tuo soggetto, già solo per il potenziale commerciale di tanti bei kit Lego da vendere, rientrerebbe delle spese solo così, a meno di non farsi prendere la mano alla Gilliam e spendere tutto in mattoncini e Slaim, anche se la tentazione è forte lo so. Cheers!

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  6. Ricordo che a mia moglie piacque molto, a me non dispiacque, certo l'avevo completamente rimosso, quindi proprio un capolavoro non è. Ecco, ricordo dei grandi effetti speciali (si vede che il regista viene da quel mondo là), ma poi la trama prende una piega che sa sempre di "già visto": hai già nominato Terminator, io dico anche Star Wars, ad un certo punto devono debellare un'arma tipo "Morte Nera" con una missione disperata

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    1. Il tempo è sempre il miglior critico cinematografico del mondo ;-) Esatto sono riusciti ad infilare dentro anche una sorta di "Morte Nera", la sagra del già visto! Cheers

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  7. Ecco chi caaaaaa...pperonzolo era Gilgun! E' da quando è uscito il film che fisso quella faccia e dico "Oh, ma io questo lo conosco: dove l'ho visto?" E niente. Anche adesso, a fine pezzo guardavo la faccia, "Mi è proprio familiare": ecco dove l'ho visto! E qui sono con te: perché mollare Misfits alla seconda epica stagione, dopo che da solo sei passato da odioso a genio, dopo che in pratica sei la spina dorsale della serie - quando lui se n'è andato per me la serie è finita! - per andare a fare... cosa? Ci hai colpito al cuore, Gilgun, e mo' ti sta bene! :-D

    Comunque la tua definizione id "sfasciasy" è perfetta, e identifica una moda del Duemila che non accenna a finire: visto che a pagare un biglietto al cinema sono rimaste forse dieci persone, possibile che i produttori non prevedano di fare film singoli, che se hanno successo poi esce il secondo e magari il terzo? Per esempio come si faceva nei cento anni precedenti il Duemila...
    Ma davvero hanno fatto un secondo film di Coso Jackson e i Miti Greci for Dummies? Ah, e seguendo questa logica dovrei pensare che Maze Runner invece è un successo, visto non so più quanti film hanno fatto? Che brutta bestia, il fantasy...

    Sul film mi sa che sono molto più estremo. Mi dici che i primi venti minuti sono la parte migliore: io ho smesso di vederlo dopo venti minuti, perché il disgusto mi stava strozzando! :-D Ancora storia di ragazzini e bulli e tormenti adolescenziali? Sant'Iddio, sembra la stessa trama che si passano film dopo film...
    Perché non tornano all'heroic fantasy d'annata? Eroi muscolari, donne nude e clangor di spade... Eh, tutta roba vietata: meglio messaggi anti-bulli e proclami socialmente utili... :-P

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    1. Chi ha costruito le piramidi? Cosa aveva in mente per la sua carriera Gilgun dopo la seconda stagione di "Misfits"? I misteri dell'umanità ;-) Si esiste un secondo film di Coso Jackson e fa sembrare bello Maze Runner, il che è tutto detto ;-) La cosa divertente è che abbiamo avuto un film quasi "John Carter da marte" (2012) prodotto dalla Disney, un flop per riprendersi la Disney ha comprato la saga di "Star Wars" e poi tutta l'industria dell'intrattenimento. Ah se solo quel film avesse fatto successo, come sarebbe il cinema oggi? Cheers

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  8. "Lo Hobbit 3" è il capitolo meno riuscito della saga di Peter Jackson ma almeno i personaggi restano vividi nella tua testa e ha davvero tanti momenti che sviluppano bene gli archi narrativi (salvo, poi, rovinarsi in parte con troppa azione hollywoodiana e sceneggiatura rinfusa nel terzo atto) e poi... bè, e poi c'è quella scena d'ORO in cui i Nani sconfiggono e tagliano teste ad orchi, lupi mannari e troll in puro stile "Mad Max". Te la linko che riguardarla non fa mai male, 5 Minuti che sarebbero dovuti finire al cinema, e invece accontentiamoci dell'edizione estesa : https://www.youtube.com/watch?v=6SGengnqNIM


    Per il resto sono d'accordo con te, "Macchine di una noia Mortale" è davvero un'occasione persa.

    Saluti!

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    1. Vero, gran scena, ma il problema è più radicato, trasformare un libro di 500 pagine o poco meno in tre film é stato un doloroso modo per spararsi in un piede da solo, e lo dice uno che il libro in questione lo ha letto quattro o cinque volte. Cheers!

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  9. A me intriga molto l'atmosfera e lo stile, che mi ricorda tante belle cose, spero bene ;)

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    1. Ti auguro che ti piaccia più di quanto é piaciuto a me. Cheers!

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  10. La premessa mi sembrava interessante, ma non l'ho visto perché sapevo che il film non mi sarebbe piaciuto. E' una caratteristica di molti film fantasy/SF moderni, specialmente i blockbuster: partono da un'idea originale e poi si risolvono in un'ora e passa di botte ed esplosioni, che per assurdo hanno solo un effetto soporifero (specialmente se visti in TV).
    In ogni caso l'idea di una città semovente in un mondo postatomico era già presente nel bel libro del 1974 "Mondo alla rovescia" di Christopher Priest, che consiglio.

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    1. Penso che seguirò il consiglio, sicuramente migliore di questo film dimenticabile (e già quasi dimenticato) ;-) Cheers

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  11. Bella recensione Cassidy.
    Era un bellissimo XD.
    Ti consiglio di leggere libri di questa Saga.
    Sono very good ��.

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    1. Vedremo cosa riuscirò a fare, grazie! ;-) Cheers

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  12. Ottima recensione Cassidy, un buon lavoro fatto a hoc.
    Bel film trash(in senso buono) con grande miscuglio di cultura pop occidentale e orientale(citati a bomba), che ti fa passare una buona oretta nostalgica di vecchie cose del passato.

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    1. Sono contento che ti sia piaciuto ;-) Cheers

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  13. "Macchine Mortali" è la quintaessenza dell'occasione sprecata. Una storia con uno sfondo veramente accattivante, che finisce però per essere più interessante del racconto. E solo nelle mentos il contorno è più importante del centro, quindi diciamo che difficilmente si può dire riuscito. Jackson in seconda unità però imbastisce comunque delle ottime sequenze d'azione.

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    1. Jackson the freshmaker!
      Perdonami ma non potevo resistere ;-) Cheers

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    2. Servita su di un piatto d'argento

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    3. Come finire "Ammazza la vecchia", irresistibile per un cartone animato come me ;-) Cheers

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  14. Ai tempi visto il trailer gli volevo dare una possibilità ma poi l'ho saltato leggendo un po' in rete le peggio cose. Mi permetto di spezzare una pertica per lo hobbit. Jackson non voleva raccontare solo la storia del libro ma fare una sorta di prequel del signore degli anelli inserendo lo hobbit in un quadro più ampio andando a pescare nelle appendici del signore degli anelli. E, su questo, devo dire che ci è riuscito. Le scene dentro dol guldur sono spettacolari. Certo poi ci mette l'elfo femmina e se lo poteva risparmiare ma si sa che con gli elfi è sempre stato poco equilibrato

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    1. Posso capire l’operazione, Jackson poi è un grande appassionato dell’opera di Tolkien, il problema è che ha proprio smontato “Lo Hobbit”, il pregio di quel libro è essere una favola per bambini (nani, un mago con cappello a punta, un protagonista rubicondo e buffo…) lineare, semplice come tutte le favole, ma con enormi margini di espansione (il capitolo “Enigmi nell’oscurità” con Gollum). Fare il contrario, partire dal grande (la trilogia del Signore degli anelli) e arrivare al piccolo è più complicato, quello che si è perso nel mezzo è propri la freschezza della storia, la sua capacità di coinvolgere ed emozionare, infatti dei tre film della trilogia di “Lo Hobbit” il mio preferito resta il primo. Cheers!

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