lunedì 26 agosto 2019

Karate Kid II - La storia continua (1986): Per pareggiare domani

Rivedere in età adulta (o presunta tale) i film della propria infanzia per me è sempre un'esperienza, spesso ho la conferma del perché mi esaltavano così tanto durante la mia “piccolezza”, altre volte sono sonore delusioni nel ritrovarsi davanti una robetta diventata mitica più che altro nei ricordi. Ecco, poi ci sarebbe lo strano caso di “Karate Kid II”, perché io non ricordo niente di questo film?

Sono certo di averlo visto mille mila volte come tutti i ragazzini degli anni ’80 che ora viaggiano tra i trenta e i quaranta o giù di lì, sì, ok, allora perché non me lo ricordo? Avessi dovuto testimoniare sotto giuramento, avrei dichiarato – convinto della mia affermazione – che questo era il capitolo della vendetta del Cobra Kai, quello che iniziava con lo strombazzamento di Miyagi ai danni del naso di John Kreese, la scena girata per il primo film e mai utilizzata (lasciatemi l’icona aperta su questa, più avanti ci torniamo). Sempre convinto della mie parole avrei anche giurato di ricordare un viaggio ad Okinawa dei protagonisti che nei miei ricordi durava cinque o dieci minuti. Ecco, rivedendo “The Karate Kid, Part II” ho capito perché non ricordavo niente del film: mi diceva poco allora e continua a farlo anche oggi.

Il successo di Per vincere domani – The Karate Kid è micidiale, il film porta a casa un botto di fogli verdi con sopra la faccia di alcuni ex presidenti defunti, il seguito viene messo in cantiere immediatamente, con la stessa identica squadra: John G. Avildsen dirige, Bill Conti compone e Robert Mark Kamen scrive la sceneggiatura.

“Pat sei pronto a fare un altro film?”, “Un altro? Ma non ho più macchine da far lucidare al ragazzo”
Il successo del primo film è così grande che Ralph Macchio diventa di colpo un idolo e nel tentativo di spremere il massimo dai suoi quindici minuti di celebrità, manda a segno una serie di scelte oculate, tipo rifiutare il ruolo da protagonista in un film scritto da due tizi di nome “Bob”, per andare a lavorare con una leggenda vivente come Walter Hill e su questo davvero non ho nulla da criticarli. Ecco perché Macchio diventa il protagonista di un “Karate Kid” con il Blues (o presunto tale) al posto del Karate, Mississippi Adventure che, però, come troppi film di Hill incassa risate al botteghino subito, per diventare mitico con il tempo. A proposito di tempo, il film dei due “Bob” rifiutato da Macchio, da lui definito «Una scemenza con una macchina del tempo», diciamo che è diventato mitico subito incassando anche qualche soldino, si trattava del primo Ritorno al futuro. Cosa c'insegna questa storia (vera)? Che Ralph Macchio quando interpretava Daniel LaRusso non stava recitando, era davvero uno spocchiosetto affetto da una sfiga cronica!

Piano B, si torna a fare “Karate Kid” questa volta senza il Blues, ma con il karate vero (o presento tale), se non altro la pellicola incassa bene e John G. Avildsen che si è visto sfilare la regia di Rocky II dalle mani da Stallone conferma, comunque, di aver capito la lezione, proprio come i film del pugile di Philadelphia, anche “The Karate Kid, Part II” comincia pochi secondi dopo la fine del primo film e occhio perché i gradi di separazione con la saga di Sly Stallone non sono finiti qui, ma prima chiudiamo l’icona lasciata aperta sulla famigerata scena iniziale.

“Dove vai maestro?”, “Vado a chiudere un’icona, a colpi di Karate”
Negli anni si è creata una specie di leggenda urbana secondo la quale la prima scena di questo film, quella in cui John Kreese (Martin Kove) nel parcheggio, dopo la fine del torneo, frantuma in due il trofeo di secondo classificato di Johnny Lawrence (William Zabka) e poi si prende una sonora lezione dalle mani d’acciaio di Miyagi (Pat Morita) con “strombazzamento nasale” finale («Per chi non ha il perdono nel cuore, vivere é punizione peggiore della morte»), fosse stata già girata e poi tagliata dal montaggio finale del primo capitolo. Niente di più falso, questa scena è stata girata apposta per il secondo capitolo ed oltre ad essere l’unica che ho conservato, è anche quella che riassume tutto il film. Sì, certo, durante il successivo viaggio ad Okinawa e i restanti cento e passa minuti di film, qualche momento caruccio si trova anche, ma tutto sommato “The Karate Kid, Part II” finisce qui.

La leggendaria e letale tecnica dello strombazzamento nasale.
Con un riga di dialogo, viene eliminata dallo scacchiere prima la famigerata signora LaRusso, finita a Fresno per le vacanze (fiuuuuu!) dopodiché la stessa premura viene riservata ad Ali, anche perché Elisabeth Shue, ben più accorta del suo compare Ralph Macchio, nel frattempo aveva pensato bene di riprendere i suoi studi universitari interrotti temporaneamente per girare il primo film, quindi tanti saluti a tutti e campo libero a Daniel LaRusso per amoreggiare con la bella giapponesina Kumiko (Tamlyn Tomita).

“Karate Kid II - La storia continua” si concentra sul personaggio più interessante di questa saga, ovvero il maestro Miyagi, perché non venite a dirmi che LaRusso vi ha conquistati con il suo carisma, tanto non ci credo. Miyagi riceve una lettera dalla nativa Okinawa e lo dico per i lettori più giovani, le lettere sono come le email, però su carta... Sì, lo so, preistoria!

“Brutte notizie maestro?”, “Mai brutte quanto tua camicia Daniel San”
Il padre di Miyagi è molto malato per questo il maestro deve tornare in Giappone per essere al suo fianco e poterlo salutare un’ultima volta, il problema è che Miyagi ha lasciato il Paese dopo essere andato contro le tradizioni e da allora viene ricordato come il vigliacco che è fuggito.

Sì, perché la grande amicizia tra Miyagi e Sato (Danny Kamekona) - entrambi allievi del padre di Miyagi – è finita zampe all’aria quando il giovane Miyagi ha dichiarato pubblicamente la sua relazione con la promessa sposa di Sato che, colpito nell’orgoglio, lo sfidò pubblicamente a duello, puntualmente rifiutato da Miyagi per non dover rompere le ossa combattere contro il suo migliore amico. Un telenovela in salsa giapponese, anche se Okinawa è “interpretata” del film dall'isola di Oahu nelle Hawaii (storia vera).

"Cosa sei McFly, un fifone?" (devo aver fatto confusione con le citazioni)
Ora, immaginatevi uno come Miyagi che deve tornare a casa sapendo di trovare un padre malato, un Paese che ride di lui e tutti i peccati del suo passato, cosa ci saranno di volo tra la California e il Giappone? Quindici ore? Di più? Ecco, lui le passa tutte con quel cagaminchia da competizione di LaRusso nelle orecchie che gli chiede menate sul Giappone: «Maestro mi racconta della sua medaglia al valore? Maestro, ma è vero che da quelle parte i mostri giganti distruggono tutto? Maestro, ma perché avete gli occhi a mandarla? Maestro perché chiama tutti San? Maestro…». Poi ditemi che quelli del Cobra Kai non facevano bene a menarlo.

“Maestro con cosa confina Okinawa?”, “John Kreese vienitelo a prendere”, “Cosa ha detto maestro?”, “Niente dormi, il viaggio è lungo”
“The Karate Kid, Part II” aggiunge qualcosa più che altro all’iconografia del maestro Miyagi, ad esempio, qui scopriamo che è arrivato negli Stati Uniti via nave (e senza LaRusso nelle orecchie) passando prima per la Cina, questo potrebbe forse spiegare perché il famigerato colpo della Gru, il “Crane Kick” che ha fatto vincere il torneo a Daniel nel primo film, sia di fatto una tecnica cinese, non di certo una del Karate di Okinawa.

Ma la storia in sé è basata su un DELICATISSIMO parallelismo: Miyagi e LaRusso sono maestro e allievo “buoni”, mentre Sato e il tamarrissmo Chozen (Yuji Okumoto) quelli “cattivi” che accolgono i nuovi arrivati nel modo peggiore possibile e non fanno altro che provocare, aspettando la fine dei tre canonici giorni di lutto di Miyagi, per rinnovare la loro sfida. Dico sempre che i primi minuti del film ne determinano tutto l’andamento, qui i primi minuti sono tutto il film: Sato e Chozen non hanno il “Perdono nel cuore”, mancano di equilibrio e sono destinati a cadere.

Tony “Chozen” Manera, il tamarro del sabato sera.
Siccome sia John G. Avildsen che Robert Mark Kamen devono essersi convinti che per far arrivare un concetto fosse necessario sottolinearlo quattordici volte con il pennarellone a punta grossa (no no no, Robert Mark Kamen San! Sottolinea concetto, risottolinea concetto) questa volta Daniel LaRusso si allena con un gancio acuminato, lanciato tipo pendolo, da evitare all’ultimo secondo, una roba pericolosissima, perché al massimo la cera per le auto poteva intossicarlo e lasciarlo con le braccia indolenzite, qui una distrazione e finisce trafitto come una delle vittime di Jason Voorhees. Il tutto per far arrivare concetti chiave del tipo «Modo migliore per evitare un pugno è non essere lì» che poi, è la base di qualunque corso di arti marziali oppure di autodifesa, ma in ogni caso vince lo stesso il premio GAC: Grazie Al Cazzo. Che non so come si dica ad Okinawa, ma è un concetto abbastanza internazionale.

“Fatemi capire, se mi sposto di lato in tempo non finisco trafitto e sbudellato giusto? Preferivo passare la cera sulle auto”
I minuti passano e tocca inventarsi qualcosa per giustificare il saggio temporeggiare di Miyagi e sempre al grido di «DELICATISSIMO!» la trama introduce il famigerato tamburello di LaRusso, una roba a metà tra uno strumento per suonare la Taranta e quei giochini con corda e pallina che mettono sempre a dura prova la coordinazione delle persone. In linea con la filosofia di questo film, per cui l’apprendimento delle arti marziali avviene sempre per vie traverse, LaRusso impara cose, vede gente e ogni tanto va anche al “Ballo incanto sotto il mare” (versione giapponese) con Kumiko, infatti i due finiscono a ballare sulle note di “Earth Angel” che dev'essere la canzone ufficiale di tutti i balli tra adolescenti americani (lo abbiamo visto anche in Superman III), oppure era un modo per ricordare a Ralph Macchio che avrebbe potuto essere Marty McFly, invece è qui a fare Mr. Tamburino.

Forse l’unica altra scena che ricordavo davvero di questo “The Karate Kid, Part II” era quella delle lastre di ghiaccio da spezzare con un colpo solo, questo forse spiega perché nella mia testa il viaggio ad Okinawa dei protagonisti durava sì e no qualche minuto, evidentemente avevo salvato in memoria la scena di LaRusso che prepara la granita e il resto lo avevo volutamente dimenticato. Forse non avevo fatto così male.

Granita, grattachecca! 
A proposito di balli, balletti e musica, nel tentativo di dare un aspetto molto esotico alle isole Oahu travestite da Okinawa, in questo “Karate Kid II” non mancano i titoli di balli locali che sono tutti abbastanza una palla, quindi parliamo della colonna sonora. Bill Conti ci dà dentro con l’effetto orientaleggiante, ma vi avevo promesso che i gradi di separazione con “Rocky” sarebbero tornati di moda ed è ora di parlarne.

Madamo Butterfly (Perdonami David!)
Sì, perché Bill Conti ha preferito lavorare su “Karate Kid II” piuttosto che sulla colonna sonora di Rocky IV che era proprio il film per cui Peter Cetera aveva originariamente composto "Glory of Love" che, però, è stata scartata da Stallone in favore di “Hearts on fire" (storia vera). Pari e patta comunque, perché Peter Cetera si è beccato una candidatura agli Oscar per il suo pezzo finito nella colonna sonora di “Karate Kid II” e ancora oggi è uno dei pezzi più gettonati proprio nei balli studenteschi negli Stati Uniti.

Tra un balletto, una canzone, una moina e un tamburello, da qualche parte questo “Karate Kid II” dovrà pur andare a parare, no? I problemi di una produzione messa su velocemente si consumano in un finale frettoloso, una tempesta che sa tanto di “Deus ex machina” si abbatte sul villaggio e diventa l’occasione di riscatto per i protagonisti.

State cominciando a farmi girare i tamburelli, con ‘sta storia del tamburello.
Quel tamarro di Chozen si scagazza allegramento sotto dalla paura rifiutandosi di aiutare una bambina e facendo la figura del macaco perdi braghe davanti a tutti. LaRusso, invece, la salva e in confronto a Chozen pare subito Superman. Ma quando un grosso tronco blocca Sato, è Miyagi con la sua mano che “Po' esse fero e po' esse piuma” a liberarlo, guadagnandosi il rispetto del suo vecchio amico, del villaggio, del Giappone e del mondo. Perché se io posso cambiare e Sato può cambiare... Tutto il mondo può cambiare! No, mi sa che ho fatto un po’ di confusione tra i seguiti, vabbè ci siamo capiti.

"Cannonate scoppiano alla mia destra, cannonate rispondono a sinistra" (Cit.)
Evidentemente, però, John G. Avildsen deve aver pensato che, cinematograficamente parlando, a questo film mancava qualcosa – oltre alle idee intendo – ovvero un duello finale con Daniel come protagonista, per questo il colpo di coda lo regala Chozen che per ripagare il suo onore ferito si traveste da Kim Rossi Stuart indossando una sorta di “Kimono d’oro” per sfidare Daniel San, con Kumiko nella parte delle damigella in pericolo.

"Il tuo naso sta per subire la furia dello strombazzamento"
Lo scontro sul terrapieno sospeso è lo scontro finale, per far capire che Chozen è un dritto, questa volta non basta nemmeno il colpo della Gru che viene parato dal tamarrissimo avversario con tanto di espressione alla «Bitch, please» finale, ma dove non arriva la Gru arriverà la mossa del tamburello e lo “strombazzamento” di naso chiude il cerchio tra allievo e maestro e, in qualche modo, anche con me che, finalmente, ho capito perché non ricordavo nulla di questo secondo capitolo. In compenso, ricordavo bene il terzo, ma di quello ne parleremo diffusamente tra qualche giorno, non mancate!

56 commenti:

  1. Pensa che l'ho visto in VHS pirata: az', quanto so' vecchio! :-D
    Malgrado il video pessimo, si capiva che non c'era niente dietro e credo di averlo rivisto solo poi una o due volte in TV.
    A ripensarci, il tema dei due allievi rivali di papà maestro era ampiamente riciclata dalla "ninja-mania": è lo spunto sia di "The Octagon" (1980) che di "Enter the Ninja" (1981), e di cloni successivi.
    ah, mi piace pensare che l discesa del cattivo nell'arena finale sia uno dei vagiti del genere pit fight marziale di là da nascere, contraddistinto dalla discesa in una "pit", una zona più bassa rispetto alla rispettabilità della superficie normale...

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    1. Lo ricordo esposto al videonoleggio, ma sono piuttosto sicuro di averlo sempre e solo visto nei passaggi tv, anche se ho sempre fatto un “mischione” delle trama, tra questo capitolo e quello successivo ;-) Si l’idea è buona, ma tutti l’hanno sfruttata sicuramente meglio che qui. Il pit fight qui poi è un po’ anomalo, un terrapieno in cui i lottatori sono isolati dagli altri, non più in basso ma comunque distante, ma forse gli scenografi del film non ci hanno nemmeno pensato. Cheers!

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  2. Me lo ricordo con affetto, nonostante costituisca una sorta di parentesi forzata nella continuita' della saga.
    Il fatto che all'inizio si assista al dopo - match del torneo e' abbastanza indicativo.
    E infatti nell'episodio successivo si torna a giocare sul sicuro, col Kobra - Kai e quant'altro.
    E' comunque interessante notare che la trilogia di Karate Kid ha influenzato pesantemente l'immaginario collettivo, soprattutto negli states.
    Dando vita a luoghi comuni che sono durati per decenni.
    Tipo l'idea che dietro ad ogni vecchietto dalle fattezze orientali si nascondesse un maestro di Karate o di Kung Fu.
    Oppure l'indiscussa superiorita' delle arti marziali tradizionali sugli sport da combattimento.
    Ora, non voglio entrare certo in merito.
    Anche se, dati alla mano, tutte le volte che un marzialista ha indossato un paio di guantoni ha rimediato una ben magra figura.
    Certo, la colpa non e' tutta sua. Il campo stesso delle arti marziali si presta a tutta una serie di fanfaronate e bubbole.
    Basti vedere la storia di Frank Dux, che J. C. Van Damme interpreta in SENZA ESCLUSIONE DI COLPI.
    Chi era, veramente?
    Agente segreto? Praticante di stili micidiali quanto dimenticati? Soldato di ventura nella legione straniera? Campione di combattimenti clandestini?
    Piu' probabilmente un gran cacciaballe.
    Scusa la divagazione.
    Ma il fatto e' che pensare di affrontare un combattimento, anche sportivo, senza preparazione atletica e senza fare sparring limitandosi a ripetere una serie di mossette da solo...e' pura fantascienza.
    Eppure...molta gente ne e' convinta ancora oggi.
    Ralph Macchio e' stata una vera meteora. Oltre a questi film me lo ricordo solo in MIO CUGINO VINCENZO.
    Diciamo che ha finito per rimanere ingabbiato in un certo tipo di personaggio. Un po' come Malcolm McDowell. Solo che, nel suo caso specifico...quello poteva fare, e basta.
    Poi, si sa come e' Hollywoo (senza la D). Canni una scelta, e...ZAC!! Credenziali azzerate in un nanosecondo.
    Non ho mai visto MISSISIPPI ADVENTURE.
    Dovrei recuperarlo, dici?

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    1. Ne parleremo nel prossimo post, ma introduco la questione qui: I produttori avevano due idee per il seguito, Okinawa oppure la vendetta del Cobra Kai, le hanno mantenute separate per differenti seguiti (storia vera). Alla fine è quello che fa il cinema, raccontarti una storia, farti credere a tante belle balle, quindi Frank Dux diventa il nostro JCVD mentre Macchio può giocarsela fino alla finale con due mossette, ecco poi bisognerebbe saper distinguere tra realtà e finzione ;-)

      Prova a cliccare sul link di “Mississippi Adventure” e vedi se può fare al caso tuo, ha molto in comune con Karate Kid. Ecco “Mio cugino Vincenzo” film che ho sempre visto a spezzoni in tv, una volta dovrei mettermi lì e vederlo come si deve, sta di fatto che avere una lunga carriera ad Hollydoo (la “D” è muta, cit.) è frutto di tantissimi fattori, le buone scelte contano moltissimo, ma ci va anche una buona dose di ulo (la “C” è muta). Cheers!

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    2. Ciao Redferne!!! Anche tu sei finito nella Bara??

      Cassidy, Mio cugino Vincenzo è troppo bello ahaha 😂

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    3. Ehila', Dave!!
      Ebbene si, eccomi qua.
      Con un sacco di terreno da recuperare, tra l'altro.
      Ma mi sto rimettendo in pari, dai.
      Tra l'altro, come dicevo al buon Cass nel corso del mio primissimo intervento...il suo blog mi e' stato consigliato dal buon Daniele, che ben conosciamo entrambi.

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    4. E indovina a Dan chi l'ha consigliato? 😄😄
      Così abbiamo chiuso il cerchio!

      Buona permanenza nella Bara, ci si sta comodissimi!!

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    5. Mi intrometto solo per dire che è un piacere avervi tutti a bordo, lo dico sul serio, mi piace il vostro entusiasmo, è quello che voglio qui sopra ;-) Cheers

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    6. E mi re - intrometto per dire che hai usato la parola giustissima, Cass.
      ENTUSIASMO.
      Lo si legge, lo si percepisce anche dai tuoi precedenti post (magari ci infilero' qualche commento anche da parte mia, visto che magari non si avra' occasione di riparlarne. In particolare sui film del maestro Carpenter) e dal tono in generale.
      Proprio quel che cercavo.
      In quanto a Dave...credo che diverra' una rubrica fissa.
      Mentre ero al mare ho fatto le ore piccole a furia di leggermi quelli sul grande John, su Rocky e il compianto George Romero.
      Ci risentiremo presto!!

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    7. Un vero piacere che sia tutto di tuo gradimento, pesca pure in lungo e in largo, intanto sul Maestro Carpenter ho una cosetta in pista ;-) Cheers

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    8. I am a man who would fight for your honor, I'll be the hero you're dreaming of... Scusate ragazzi, non ho resistito! Per il resto mi avete evocato e come ogni buon spiritello porcello eccomi qua!! Innanzitutto arigato gosamaista a Dave per avermi fatto conoscere questo blog, grande Cassidy, siamo davvero allineati sui film degli anni '80. Poi vorrei sottolineare che Myagi-san più che maestro di karate è maestro di vita e di come resistere alla sfiga, visto che ha intravisto nel suo giovane discepolo uno sfigato come lui, anche se più minkione. Daniel-san anche qui fa di tutto per non risultare simpatico, eppure era veramente un idolo ai tempi... Mi ricordo anche che il primo film aveva avuto così successo che iniziarono a pubblicizzare il secondo capitolo senza nemmeno averlo messo in cantiere, tanto che c'era il promo con, se non ricordo male, un'onda rossa stile onda di Kanagawa, mentre il trailer non lo ricordo proprio, forse lo hanno fatto molto più tardi, se lo hanno fatto... Concordo poi con Red sul fatto che imitare le tecniche altrui, peraltro viste due volte e riuscire ad applicarle in combattimento in modo efficace è pura fantascienza. Però da anziano praticante di Yoseikan Budo con il grande maestro Lacassia (e forse Cassidy lo ha già sentito, essendo di Torino), ricordo anche che quando ti insegnano le cose non ti sembra di averle padroneggiate, sei convinto di non aver imparato nulla, ti chiedi se servano veramente. Salvo poi applicarle con la memoria muscolare quando occorre e devo dire che un paio di volte a scuola mi sono servite e le ho eseguite davvero alla Jason Bourne, in maniera automatica, senza rendermene conto. Buona giornata a tutti, in attesa del terzo capitolo!!

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    9. Volevo anche aggiungere una cosa: il film sembra un pò un'allegra (si fa per dire) scampagnata al mare, potevano sottotitolarlo Vacanze a Okinawa e nessuno avrebbe avuto da ridire...

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    10. Dove vado ad allenarmi io mi pare facciano anche i corsi di Yoseikan Budo, quindi non sono proprio del tutto digiuno. Il trailer non lo ricordo, cercando in rete non ho trovato nulla, tranne un trailer (per fortuna finto!) su un ipotetico “Karate Kid 2”, di nuovo con il figlio di Will Smith… No eh!? ;-) Cheers

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    11. In effetti è molto vacanziero, però ho un debole per i film concatenati, i primi tre “Karate Kid” coprono due estati nella vita di LaRusso. Cheers!

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    12. In tutto ciò ragazzi, io ricordo benissimo solo il primo Karate Kid 😁😁 I séguiti proprio per niente!
      Perciò canticchiando "You're the best around" vi saluto con il bro-fist della Bara!

      Ciao Daniel San! Spiritello porcello ahahah

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    13. "You're the best around" s'inchioda in testa per giorni ;-) vedo che il problema di ricordare in maniera confusa i seguiti però non è solo mio, un po' mi consola. Cheers!

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    14. Eh eh, caro Dave, ormai più spiritello che porcello, però nonostante le 44 primavere mi difendo ancora... Comunque la scarsa memoria dei seguiti sarà anche dovuta al minore passaggio televisivo cui sono stati sottoposti. Karate Kid II lo ricordo abbastanza bene perché l'ho rivisto ormai una decina di anni fa in un pomeriggio di cazzeggio televisivo, cosa ormai impensabile, purtroppo, con il piccoletto sempre alle calcagna.
      Volete ridere, uno che conosco sta insegnando tecniche ninja al figlio di tre anni, con mini katana inclusa. Poi si lamenta che il figlio è manesco...
      Il mio cerco di tenerlo lontano da arti marziali e boxe ma sembra che ce l'abbia nel sangue, tira già pugni come Rocky Balboa... Sarà anche per il nome che richiama la sacra scuola...

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    15. In effetti in tv non sono passati poi tanto! Oddio, di recente sull'8 hanno riproposto l'intera saga almeno un paio di volte ma nonostante tutto non ho avuto occasione di vedere...soltanto una sera ho visto che cominciava il remake col figlio di Will Smith ma non ci ho nemmeno perso tempo a provare a guardarlo. Già sapevo che mi sarei messo a borbottare ed emettere altri suoni gutturali per tutto il film!! 😂😂

      Eh Dan, se tuo figlio lo chiami Raoul che vuoi pretendere?? 😂😂 Minimo minimo a breve vorrà un cavallo nero!! 🐴 "Saranno acidissimi cavoli" (cit.)

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    16. Veramente il cavallo (a dondolo) nero lo ha già!! Il problema è che ha una costituzione alla Raoul di Kenshiro, ovvero è già bello grosso e pure forte. Adesso non fatemi passare come quei padri che incensano i figli perché sono i migliori, però, forse anche perché ha una marcata selettività alimentare e quindi beve tanto latte con i biscotti proteici, ha già una bella stazza e picchia già come un piccolo fabbro. Quindi meglio tenerlo a bada e anche insegnargli bene educazione e rispetto, altrimenti mi vedo già tra una quindicina di anni bello pesto e succube del figlio, mentre io sarò mezzo rimbambito...
      Che poi sta stazza da chi l'avrà presa... Sicuramente non dà me che sono "normale", sarà colpa dell'idraulico o dell'elettricista ;)
      Sul remake con il figlio più raccomandato della storia non mi esprimo, non lo sopporto proprio...

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    17. Volevo anche segnalare a Dave, vista la sua passione per i Ghostbusters, che hanno aperto i preordini per il videogioco in versione remaster del 2009, quello che è considerato il vero "sequel" dei film, non fosse altro per la partecipazione del cast originale al doppiaggio e anche alla scrittura della storia. Chiedo scusa a Cassidy per l'off-topic, spero non mi "spiezzerai in due"!!

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    18. Latte e biscotti sono la base di ogni infanzia come si deve, figurati nessuno problema per l'OT, basta che non mi chiedi di fare da Baby Sitter a Raul ;-) Cheers

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    19. Pregate per il vostro povero povero Cassidy, che non solo ha dovuto rivederselo, ma prossimamente dovrà anche scriverne povero me, poooooovero me! ;-) Cheers

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    20. Oooora proòòbbis (detto con la voce di Alberto Sordi)
      Porca miseria...ci vuole coraggio immagino! Coraggio, spara!!

      Per Dan: grazie per la preziosissima segnalazione, carissimo!!! Il problema è che io sono fermo alla PS3 (la prima uscita, quella gigante: un bel plumcake!) ed è pure lì a pigliar polvere...

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    21. Sembri Dirty Harry così ;-) Cheers!

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    22. Coraggio, fatti ammazzare (era per partecipare, sono un grande fan dell'Ispettore Calla(g)han)!!

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    23. 👍🏻👍🏻 Ottimo Dan!! Siamo in 5: Cassidy, te, io, Smith e Wesson!

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    24. Anche se in un altro film Clint diceva che sei era il numero perfetto ;-) Cheers

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    25. In ogni caso se spari con una pistola normale devi raccogliere i pezzi...
      Se spari con quella di Callaghan, invece, di pezzi non se ne parla nemmeno!

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    26. Raccogli gli atomi ;-) Cheers

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  3. Però non è tanto strano se anch'io ricordo poco, anzi pochissimo, di questo film, ma se lo rivedo è probabile ricordi tutto, comunque la saga sempre bella è, che si ricordi o meno ;)

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    1. Oh meno male! Pensavo io di essere ormai destinato verso la senilità, fiuuuuu! ;-) Cheers

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  4. Maltornato Capo! Ci sei mancato.
    Pensa com'è strano il mondo: io questo capitolo me lo ricordo parecchio bene, è il terzo che proprio non mi è mai entrato in testa!

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    1. Anche voi a me ragazzacce e ragazzacci, grazie capo ;-) Vedi perché dobbiamo uscire a bere insieme tu ed io? Io sa dove ha messo le chiavi, l'altro azzecca la porta di casa ;-) Cheers

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    2. Sì, ok, ma ci serve il terzo che guidi... ;-)

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    3. Sai come si dice in questi casi no? Quando ormai sono tutti ubriachi: «Chi guida per tornare a casa? BOB!» ;-) Cheers

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    4. Si, anche a me. Questo mi piaceva e piace perché stavolta Miyagi è il protagonista e si cambia completamente ambientazione. Certo, l' inizio è un pò lezioso ed il modo in cui si fa da parte il personaggio di ES non il top, però sempre gradevole. La scena della tempesta è quella che mi rimase piú impressa. Poi comunque il fatto che dai bulli si passi ad una mezza yakuza alza il tono del film.
      Poi, come detto, ci sono momenti piuttosto pittoreschi.
      Come non è girato in Giappone!?! o-O Sic! XD

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    5. Visto? Sono le Hawaii, magia del cinema ;-) Cheers!

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  5. Io invece sto messo come te: del secondo film della saga non ricordo proprio nulla, mi stai facendo tornare alla mente qualcosa tu, il primo ad esempio lo so a memoria, così come ricordo non ricordo il terzo, mentre abbastanza bene il quarto (quello con Hilary Swank?).

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    1. Si il quarto è quello con Hilary Swank avremo modo di affrontare anche quello, il bello di avere un rubrichella di ripasso ;-) Cheers

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  6. Carina la battaglia finale di strada, ma in generale a me il film non piacque molto.
    Comunque beato Macchio che in tutte e tre i film becca sempre con facilità, anche se sempre le tipe sbagliate a quanto pare. :-P

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    1. Anche perché come abbiamo scoperto dalla serie, si è accasato con la quarta, anche lei guardabile, ma che cacchio gli fa alle donne il Macchio! ;-) Cheers

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    2. Ma in realtà il successo di Lorusso è merito del maestro Myiagi, si sa che trafficava in sostanze strane, penso alla versione giapponese del Rohypnol, il Myiagi-(te la)do, che elargiva a Daniel per usarla con le pulzelle. Altrimenti non si spiega il successo!!

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    3. Ombre sull'infanzia, scandali sessuali, uso di sostanze, Myiagi il cattivo maestro, già vedo i titoli dei giornali e John Kreese candidato premier, contro questo "Inmingrati" (cit.) che traviano i nostri giovani! ;-) Cheers

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  7. Bravo, hai proprio ragione, c'è anche una certa somiglianza tra Kreese e il tizio del Carroccio! Nel mentre, Giuseppe Lorusso si muove spaesato tra le macerie citando frasi a caso, del tipo Uomo che prende mosca con bacchetta, può fare qualunque cosa...

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    1. Quando vedo un bullo di periferia lo riconsco ;-) Cheers

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  8. L'articolo mi ha ricordato una cosa che avevo, chissà perché?, rimosso... Cioè, a pensarlo, lo so il perché: Ralph Macchio che rifiuta il ruolo di protagonista in "Ritorno al futuro": col senno di poi direi che il suo personaggio in Karate Kid è molto meglio dell'interprete! E comunque lo ringrazio perché ha dato spazio a Michael J. Fox che non ha affatto assolto male all'epocale ingaggio!

    Il sequel di "Per vincere domani" è effettivamente, uno spin-off su Miyagi: da quello che ricordo, il film si sarebbe potuto svolgere benissimo anche senza la generazione più giovane di personaggi, ma evidentemente per questioni di botteghino si è deciso che i due dovessero continuare entrambi a mostrarci le loro gesta: a chi sarebbero interessate le questioni di famiglia, di onore tipo Klingon, di un saggio karateka giapponese oramai negli "anta"?
    Carina Tamlyn Tomita, peraltro non più incrociata in altri film o serie tv che ho visto, o credo me ne ricorderei!

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    1. La scelta di Macchio ha salvato due film. Pensa che Fox ha rischiato di non esserci, Bob Zemeckis aveva iniziato a girare il suo film con Eric Stoltz, salvo poi capire che non andava bene (storia vera). Si vero, era uno spin-off sugli "anta", in pratica l'opposto del primo film, ma il magnetismo di Miyagi ha comunque funzionato ;-) Cheers

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  9. Sono d'accordo, è un film abbastanza dimenticabile, che riprende la formula del primo ma senza arricchirla di ulteriori elementi. Il cattivone era decisamente forzato.

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    1. Un film che ruota tutto attorno al mitico maestro, il resto sembra un po’ incollato per fare da corollario. Cheers!

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    2. Io invece lo trovo piuttosto diverso. Il III ricordo che riciclava.

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  10. Si, film dimenticabile , perché sembra una commediola romantica teen alla John Huges con qualche scena di Karate qui e là.
    Praticamente il telefilm de" il ragazzo dal kimono d'oro "!
    Il terzo invece è un film dove le arti marziali hanno un ruolo principale e del rapporto allievo/Maestro.
    Film forse anche un poco razzista, con i nipponici dipinti come gente rimasta come mentalità indietro di 100 anni , e che ovviamente vengono mazzuolati da un giovane americano che gli insegna come comportarsi bene , oltre a farsi le loro donne, tiè!
    C'è da dire che i film di karate Kid hanno cattivi davvero odiosi, di quelli che quando il protagonista li mena, godi come un riccio_ Chozu è davvero odioso , ti viene voglia di prenderlo a sberle fin dal primo minuto in cui appare .

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    1. Paragonandolo ai film di John Hughes lo hai già migliorato, ma il senso è quello. Si vero, a cattivi questa saga non ha mai tirato via la mano, in quello bisogna dire che sono sempre stati molto coerenti. Forse anche per quello "Cobra Kai" funziona così bene. Cheers!

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    2. "perché sembra una commediola romantica teen alla John Huges con qualche scena di Karate qui e là."

      Con degli anziani però. XD

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  11. Mi hai fatto sbellicare con tutte le cattiverie contro Daniel, la camicia e il logorroico sull'aereo su tutte! 😂
    Invece io lo ricordo abbastanza bene, anche se non lo vedo da oltre 20 anni. Quasi tutto, il resto mi è tornato in mente leggendoti, mentre ho il buio giusto su qualche scena.
    Comunque se non c'è Johnny, non è Karate Kid, quindi posso riguardare solo i primi minuti del film, il resto lo evito volentieri.

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    1. Eheh lo ammetto mi sono divertito a prenderlo un po' di mira, mi sento quasi uno del Cobra Kai :-P Che poi è un po' quello che ha fatto il mio cervello, facendomi ricordare solo l'inizio ;-) Cheers

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