mercoledì 21 agosto 2019

57 canali e niente da vedere: Catch-22, When they see us e Fleabag

Ormai ho abbracciato questo formato "antologico" in tutto e per tutto, quindi sotto con il post dedicato alle ultime serie tv viste, ma solo dopo la consueta sigla!
Catch-22
Stagione: Unica (miniserie da sei episodi)
Dove la trovate: Sky Atlantic

Secondo voi che possibilità aveva uno come me, cresciuto a pane e strisce di Bonvi, di resistere ad una miniserie tv ispirata al romanzo di Joseph Heller “Comma 22” (1961)? Poche lo so, anche perché prima che ci pensasse George Clooney, uno dei pochi a rendere il famigerato Comma 22 protagonista di geniali gag, era stato proprio Bonvi dalle pagine delle strisce di “Sturmtruppen”. A mio avviso l’opera che ha saputo meglio di tutti cogliere la feroce critica all’assurdità delle guerra, raccontandola con abbondanti dosi di umorismo (nero), proprio come nel libro di Heller.

Sono cresciuto leggendo Bonvi e ne pago (orgogliosamente) le conseguenze.
Non è la prima volta che “Comma 22” viene adattato, lo aveva già fatto al cinema Mike Nichols nel 1970, ma questa miniserie di sei episodi, ha molto più minuti a disposizione per raccontarci la storia di John "Yo Yo" Yossarian (un perfetto Christopher Abbott) un giovane soldato che ha scelto l’aviazione americana, perché l’addestramento per i bombardieri è il più lungo, vedi mai che nel frattempo la guerra fa in tempo a finire.

Purtroppo la “Seconda” (inteso come guerra mondiale) non accenna a terminare, un problema per uno come Yo Yo che ama la vita e si spupazza anche la moglie del fanatico generale Scheisskopf (George Clooney, che compare in due puntate e recita come gli hanno insegnato i fratelli Coen). I tentativi del ragazzo di farsi riformare ricordano me durante la mia visita di leva, solo elevati al cubo. Un’infermiera connivente può aiutare, ma fingersi pazzo non servirà contro il terrificante Comma 22: una legge quasi Dogmatica che costringe Yo Yo ad affrontare ogni volta sempre più missioni. Più va in missione, più rischia di morire, e più fa missioni, più il numero di sortire aeree richieste dai suoi superiori aumentano, il Comma 22 appunto, un cane che si morde la coda e intanto fa anche il saluto militare.

"I Coen!? Ci Sono i Coen? Quelli mi fanno sempre fare la parte dello scemo"
Ambientato in Italia e girato tra Viterbo e la Sardegna, “Catch-22” è una miniserie bellissima, che riassume alla grande il fatto che di più assurdo della guerra – che trasforma tutti in nazisti come sosteneva Verhoeven – può esserci solo la burocrazia, ben rappresentata dalla gerarchia militare con cui Yo Yo finirà a fare a testate, portando avanti il testimone di tutti quei personaggi dell’immaginario che mi scaldano il cuore, un po’ Nick e un po’ Sam Lowry.

Yo Yo inizia la miniserie mezzo nudo, con una bionda che lo asseconda mentre mette in discussione tutti (anche Dio) e finisce sempre mezzo nudo, ma in condizioni del tutto diverse, nel mezzo perde compagni, amici e rischia anche i “gioielli di famiglia”, circondato da personaggi e attori che ben rappresentano quanto la burocrazia possa strangolarti, e quando una struttura organizzata per gerarchie, è solo un manicomio in cui tutti si chiamano “Signore”.

"Vediamo di far volare questa bara anche oggi"
Giancarlo Giannini è il gestore di un bordello, George Clooney oltre a dirigere un paio di puntate presta facce e faccette ad un personaggio tutto matto (in tutti i sensi), mentre l’ex Dr. House Hugh Laurie interpreta un ufficiale molto più interessato a mangiare bene che ai suoi soldati. Ma il migliore resta Kyle Chandler, che interpreta il colonnello Cathcart come se fosse un risoluto cowboy, che però stringi stringi, non prende una decisione che sia una, giusto forse se qualcuno gliela suggerisce, possibilmente sibilata in un orecchio.

“Catch-22” fa ridere e ti prende a schiaffi, alterna momenti (tragi)comici come la nomina a maggiore, di un tipo che si chiama ehm, Maggiore – tutto! Pur di non mettere in crisi l’intoccabile gerarchia militare – e morti anche abbastanza strazianti. Una parabola anti bellica si, ma più che altro un monito su quanto la vita umana valga davvero poco, se a tirare le fila sono i burocrati più interessati a far rispettare regole folli.

Commento in breve: Bonvi sarebbe orgoglioso di voi, bravi!
Chi ne ha scritto meglio di me: Ispettore Lisa, ispettore Pietro il caso “Catch-22” è vostro.

When they see us
Stagione: Unica (miniserie da quattro episodi)
Dove la trovate: Netflix

Basato sugli eventi legati al caso della jogger di Central Park, “When they see us” è una serie che vi farà incazzare, perché come avrebbe detto Howard Beale in “Quinto potere” (1976), per prima cosa vi dovete incazzare.

La vigliacca aggressione e stupro di Trisha Meili, avvenuta nel parco più famoso di New York nel 1989, può avere come colpevoli sono un gruppo di ragazzi, quattro neri e un ispanico. Perché andiamo, chi altri potrebbe prendersela con tale violenza contro una ragazza bianca di 28 anni? Kevin Richardson (interpretato da Asante Blackk), Antron McCray (Caleel Harris), Yusef Salaam (Ethan Herisse), Korey Wise (Jharrel Jerome) e Raymond Santana (Marquis Rodriguez) come in “Il processo” di Frank Kafka, vengono messi sotto torchio dalla polizia, interrogati fino ad ottenere deposizioni frammentarie dettate dalla paura e dalla privazioni subite. Cinque ragazzini con la colpa di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma soprattutto con il colore di pelle sbagliato, in un Paese in cui l’argomento conta, e nemmeno poco.

"Tirami il dito", "Ok confesso sono colpevole!"
Gli adulti attorno ai nostri protagonisti rispondono agli eventi come possono e in base al ruolo, Vera Farmiga è l’avvocato dell’accusa che esegue, anche se non condivide i piani della procuratrice Felicity Huffman, che i suoi colpevoli li ha già scelti. Geniale l’utilizzo di John Leguizamo e Michael K. Williams, due padri che reagiscono in modo diverso alla condanna dei loro figli. Funziona per contrapposizione vedere due che normalmente interpretano dei “tipi tosti”, andare sotto con perdita in una situazione così.

Il buon vecchio John, lontano dai soliti ruoli in cui siamo abituati a vederlo
No sul serio, “When they see us” fa incazzare perché racconta una fatto di cronaca davanti alla quale non si può restare placidi e rilassati, perché cinque ragazzi si sono ritrovati segnati a vita e qualcuno di loro, quella stessa vita l’ha passata dietro alle sbarre, per di più da innocente, che è forse l’unico modo possibile per peggiorare il carcere. “When they see us” è una serie che fa incazzare perché racconta alla perfezione la spocchiosa ottusità di chi è convinto di avere ragione, ma anche quella di qualche riccone di New York che davanti ad un’accusa montata ad arte, per quei cinque ragazzi invocava il ritorno della pena di morte nello stato, il fatto che quell'illuminato (si fa per dire) al momento sia il 45esimo presidente degli Stati Uniti, beh non vi fa incazzare? A me sì.

I Pearl Jam cantavano che se sei un W.M.A. (White Man American) di fatto è come se tu avessi vinto la lotteria, il giorno stesso in cui sei nato. Bruce Springsteen invece cantava che per la tua pelle (nera) americana, potresti anche essere ucciso. Ava DuVernay (regista di Selma), ribadisce alla grande il concetto, prendendo un brutto fatto di cronaca del 1989 per ricordarci che trent’anni dopo non è cambiato niente, e questo si che dovrebbe farvi incazzare.

Commento in breve: «Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!» (Cit.)
Chi ne ha scritto meglio di me: Mr. Ink la palla è nel tuo campo.

Fleabag
Stagione: 1 & 2 
Dove la trovate: Amazon Prime

Avete presente “Sex and the city”? Ecco dimenticatelo, perché “Fleabag” (letteralmente: sacco di pulci, insomma niente di carino) è molto più che la risposta Inglese a quella serie, di fatto è costruito attorno al talento di Phoebe Waller-Bridge, autrice della serie e interprete della protagonista, accreditata come appunto “Fleabag” anche se nessuno la chiama mai davvero così nei dodici episodi che compongono le due stagioni di questa serie.

"Perché mi chiamano porcellino d'India? Non sono porcellino, non sono nemmeno mai stato in India" (Cit.)
Mi è stata consigliata un po’ da tutti, e posso capire perché abbia fatto parlare così tanto di se, la storia di una donna adulta e emancipata nel 2019, che fa sesso perché semplicemente le piace farlo, incredibile ma vero, fa ancora parlare di se. Phoebe Waller-Bridge mescola alla grande momenti grotteschi, commedia e tragedia, poi ogni tanto fa una mossa che mi piace un sacco, guarda in camera e ammicca rivolgendosi verso il pubblico, come faceva Frank Underwood in House of cards, oppure come una delle mosse finali di tutti i protagonisti dei film di John Landis, insomma tutta roba che mi trova molto ben predisposto.

"Non trovate anche voi insopportabile Cassidy, quando cita a caso John Landis?"
La nostra protagonista gestisce una caffetteria che ha come mascotte un porcellino d’India, ha una sorella opposta a lei, in taglia di reggiseno - dettaglio che la ragazza ci tiene a sottolineare spesso - ma soprattutto per stile di vita: sessualmente repressa e sposata con un coglione, senza nessuna voglia di divorziare perché il gesto potrebbe far discutere.

Mentre cerci di capire dove voglia andare a parare “Fleabag”, finisci per appassionarti agli spassosi battibecchi tra sorelle, oppure alla vita sessuale disinibita delle protagonista, che ha fondamentalmente una mossa segreta per conquistare gli uomini (la utilizza nel primo minuto del primo episodio, ve la lascio scoprire) e li riduce tutti a poveri complessati lacrimevoli ben poco “mascolini”, il tutto raccontato in modo spigliato e realistico, quindi senza per forza la bandierina del #MeToo da sventolare a tutti i costi, perché ehi! Siamo nel 2019 e bisogna fare così.

In realtà tra tutti questi momenti grotteschi e tragicomici, la tragedia tiene banco ma per capirla dovrete aspettare l’ultimo episodio della prima stagione, intanto in questa strana storia dove i personaggi non hanno quasi un nome, ma sono identificati per ruolo, godetevi la matrigna di Olivia Colman. Gente quell’altrice è fenomenale, sul serio da Broadchurch a scendere, non ricordo di averla vista una volta risultare anonima, non vedo l’ora di vedere la nuova stagione di The Crown, quasi solo per la sua presenza.

A mani basse la più brava di tutta la serie (MVP! MVP!)
Due parole sulla seconda stagione, che perde molto della sua sagacia perché si appiattisce attorno ad un personaggio, il “prete sexy” di cui si invaghisce la protagonista, che però è interpretato da un fenomeno come Andrew Scott, quindi se non altro il ruolo è stato messo in cassaforte. Ho trovato la seconda stagione meno efficace della prima, ma il primo episodio (2x01) non esito a definirlo un capolavoro: odiate anche voi le cene in famiglia? Ecco, allora non potrete non riconoscervi nelle dinamiche di una puntata che ruota tutto attorno ad un tavolo di ristorante, in cui convenevoli di circostanza e cattiverie ringhiate dietro a falsi sorrisi non mancano, penso di aver patteggiato per la protagonista più in quel singolo episodio, che in tutte le due stagioni della serie.

Dovesse andare male Andrew, sei già pronto per Preacher.
Commento in breve: Carrie Bradshaw levati, ma levati proprio.
Chi ne ha scritto meglio di me: L’analisi del Zinefilo non si batte!

16 commenti:

  1. Pensa che per me la seconda stagione di Fleabag è meglio della prima, che già avevo adorato, e ho trovato il finale assolutamente perfetto! Le altre due devo ancora recuperarle, Catch 22 in particolare è lì che mi aspetta... Prima però tocca a Mindhunter e Glow!

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    1. Per me l'episodio 2x01 è il migliore di tutta la serie, il problema forse è stato che mi aspettavo qualcosa di uguale oppure superiore, invece quello forse era già l'apice. "Glow" mollata malgrado la presenza della bellissima Alison Brie, la prima stagione di "Mindhunter" mi ha annoiato (anche lì, gran inizio poi, boh) vedrò la seconda perché sono fissato con i serial killer (storia vera), ma sto dando priorità a "Warrior" e "Wu Assassin". Cheers!

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  2. In sti giorni arrivo particolarmente lungo ma alla fine arrivo... Comunque sappi che leggo sempre! :-D

    Allora, "Catch 22" l'ho saltato a piè pari perché mi puzzava di boiata. Felice di essermi sbagliato! Provo a salvarmi in corner recuperandolo quanto prima. "Fleabag" mi aveva incuriosito quando ne aveva parlato Lucius di là e se 2+2 fa 4, mi sa che devo vedermi pure questa. Infine ho recuperato gli episodi di "Bonding"... Ora non ci resta che trovare il tempo per iniziarla!

    Personalmente ho finito (a fatica...) giusto l'altro ieri la seconda stagione di "Big Little Lies". Il primo anno è stato una piacevole sorpresa mentre sta seconda (inutile) tornata è stata una gara ad allungare il brodo e a non capire bene dove andare a sbattere la testa visto che si cambia direzione innumerevoli volte. Spero non ci sia la 3^ ma mi sa...

    Ho provato a riprendere il discorso "Casa di carta" ma sono impantanato negli episodi centrali della prima stagione e non c'è verso di continuare. E ogni minuto che passa non capisco come la gente si sia strappata i capelli per i rapinatori mascherati da Dalì... Se a sta gente fai vedere "Breaking Bad" o "I Soprano" che fanno? Si gettano dal balcone? Boh!

    Però c'è pure una bella notizia! Nei ritagli dei ritagli (dei ritagli, dei ritagli che "...al mercato mio padre comprò!") ti tempo ho finito il primo anno al Sacro Cuore. Ti rinnovo il "dannato Cassidy"!

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    1. Tranquillo, fino alla settimana prossima qui avremmo ancora post a frequenza ridotta, in ogni caso grazie come sempre ;-) "Catch 22" è meglio di quello che mi sarei aspettato, molto consigliato. "Big Little Lies" ha un cast notevole, ma ho già parecchie serie in visione tutte insieme, se vuoi sapere da me cosa hanno visto le persone in "La casa di carta" caschi male, io sto con Tony Soprano tutta la vita. Me lo prendo tutto il dannato Cassidy, ti piacerà ne sono certo ;-) Cheers

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  3. Grazie del link e contento ti sia piaciuta Fleabag, almeno la prima stagione ^_^
    Comma 22 non sono riuscito a finire neanche il primo episodio, magari ci riproverò...

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    1. Grazie a te per avermi convinto a vederla, "Comma 22" migliora con gli episodi, il primo é il più piatto. Cheers!

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  4. Tra quelle che hai citato ho in lista solamente Catch 22 che mi interessa abbastanza ma ancora non sono riuscito a vederla. Le altre due non so perchè ma non mi interessano poi così tanto.

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    1. Lo dico fuori dai denti: Non attirano da subito, ma in particolare "When they see us" va vista, perché il tema come si dice in questa casi è "importante", basta ho finito con il virgolettato serio ;-) Cheers

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  5. Ispettore Lisa al rapporto! Questo sì che è un ottimo trittico di visioni!
    Pezzi da 90, con una serie che sorprende per i suoi toni leggeri ma anche tragicissimi (lo sguardo di yo yo, quanto fa male), una serie che fa arrabbiare, piangere e che difficilmente si dimentica (anche se non capisco perché non abbia avuto troppo richiamo) con l'ultimo episodio che... niente... non riuscivo a farmi passare il magone, e infine la genialità di Fleabag. Per me la prima stagione c'ha messo un po' ad ingranare -nonostante quel primo minuto assurdo- mentre nella seconda non ho notato nessun calo, ma sarà che l'hot priest catalizzava la mia attenzione. A tal proposito, ti consiglio Crashing, sempre di Phoebe, sta su Netflix e per quanto leggerissima ha il suo perché.

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    1. Ispettore Lisa ti ringrazio per avermi ricordato di "Catch-22" il tuo pronostico era esatto, bella serie, che andava "accoppiata" con altre due in grado di tenere il passo, risultato tre titoli che smuovono emozioni, avercene di più di serie così. Tempo di finire le cosette che sto vedendo, poi proverò a guardare anche "Crashing", Phoebe sa il fatto suo ;-) Cheers!

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  6. Caspita... Devo riscrivere il commento. When they see us è oltremodo notevole. L'ultimo episodio poi ti assesta una serie di pugni allo stomaco. Molto bello il momento "E se fossi rimasto con lei?". Ottima serie. E complimenti per le tue citazioni musicali.

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    1. Forse sta passando un po' troppo inosservata presso il pubblico, il tema è tosta, magari si predilige qualcosa di più leggero, ma io penso che certi temi vadano sempre affrontanti. Ti ringrazio e sono contento che anche le musiche siano di tuo gradimento ;-) Cheers!

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  7. Bene che ti sia piaciuto Catch-22 (l'unico dei tre che ho visto), anche se avevo pochi dubbi visto l'incipit, poi scopro che conoscevi già tutto, ancora meglio ;)
    p.s. Il link "Ispettore Lisa" è sbagliato, non porta a niente, a blogger....in ogni caso il mio post lo trovi qui https://pietrosabaworld.blogspot.com/2019/07/catch-22-miniserie.html

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    1. Oh grazie! Devo aver fatto un casino con i link, ora ho sistemato e ho aggiunto anche quello alla tua pagina, grazie ancora! :-D Cheers

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  8. Hola, Cassidy!
    Approdo solo di recente a questi lidi, grazie alla segnalazione da parte di un amico di Messenger (Daniele, che saluto).
    Premetto che non seguo molto le serie in generale, anche se sono conscio di perdermi tanta roba.
    E' una sorta di allergia congenita, la mia. Diciamo che mi stufo in fretta, ecco.
    E quando mi ritaglio un paio d'ore in genere preferisco un film. Lo considero meno impegnativo.
    Ho Netflix da poco, e al momento cerco di seguire Black Mirror, Bojack e Love, Death & Robots (essendo corti, li digerisco meglio).
    Ma questa When They See Us me la segno.
    Se sono solo quattro episodi, magari ce la faccio.
    Il tema trattato e' davvero scomodo, ma va affrontato.
    Accade piu' spesso di quanto si pensi.
    La necessita'di trovare un colpevole a tutti i costi e il piu' in fretta possibile, magari sotto la pressione dei media e degli inquirenti.
    Senza contare che spesso l'appartenere ad una minoranza (che poi, minoranza...parliamone), un certo gruppo etnico o ad una classe sociale disagiata quasi giustifica indagini frettolose, raffazzonate e piene di pregiudizi da parte di chi le conduce.
    Puo' sembrare assurdo, ma capita. E puo' diventare un autentico incubo, da cui non si esce piu'.
    Appena torno dalle vacanze me lo guardo.
    Intanto...ti faccio i complimenti per il blog. In questi giorni mi sto divertendo un sacco a recuperare il terreno, leggendo i tuoi post sui film che amo. In particolare horror e sci - fi. Ma anche Carpente e Romero.
    E non dimentico Sly e Schwarzie.
    Credo di aver trovato una nuova rubrica fissa.
    Alla prossima!!

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    1. Un grande piacere averti a bordo di questa bara Redferne, anzi ne approfitto per darti il benvenuto ufficiale! :-D Dici bene, è una serie dal tema tosto ma importante e molto attuale, se invece vuoi Carpenter, Romero, Arnold e Sly qui ne troverai sempre, in particolare Sly che da qui alla fine del 2019 terrà banco in molti posti, spero che il tempo che deciderai di passare qui ti sia gradito, intanto grazie per esserci ;-) Cheers!

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