martedì 9 luglio 2019

Stuff - Il gelato che uccide (1985): Più lo mangi e più ti mangia (Essi mangiano)

Arriverà il momento in cui qualcuno vi chiederà qual è il momento migliore per guardare un film horror, qui alla Bara Volante sappiate che la risposta è sempre la stessa: è sempre un ottimo momento per guardare un Horror, ma d’estate ancora meglio, perché l’estate è il momento di Notte Horror!
Come Luca Brasi, sono molto onorato e gratissimo (cit.) di partecipare per la quarta volta di fila all’iniziativa a blog congiunti più attesa di tutta la Blogosfera, quest’anno ricopro il ruolo di primo gruppo a suonare a questo Festival (bara) di mostri e mostriciattoli. Anzi, sappiate che più tardi, quando le tenebre saranno definitivamente calate su tutti noi, il mio fratello Raptor vi attende sulle pagine di Malastrana VHS, per parlarci di “Vivere nel terrore”, ma fino alle 23.00, mie creaturine della notte abbiamo un sacco di cose da fare, tipo ammazzarci di gelato e rendere omaggio ad un grande, troppo spesso dimenticato come Larry Cohen.

Sono qui per omaggiare Larry Cohen e masticare gelato. 
Sì, perché se di solito scegliere il film per la Notte Horror è facile, quest’anno è stato obbligatorio, quasi doveroso direi, Larry Cohen ci ha lasciati a marzo di quest’anno nella quasi totale indifferenza. Un regista talmente spericolato con i generi da beccarsi parole di stima anche da Joe Dante e Spielberg che un’occhiata a “Baby Killer” (It's Alive, 1974) prima di dirigere il suo tenero alieno amante delle interurbane state pur sicuri che l’ha data.

“Knickerbocker” fino al midollo osseo, Larry Cohen non ha perso l’accento di Washington Heights – quartiere nel distretto di Manhattan – nemmeno quando si è trasferito per lavoro a Los Angeles, cresciuto nel mito del poliedrico Michael Curtiz, Larry Cohen ha sempre avuto un approccio tutto suo ai generi, basta dire che il suo primo film importante "Black Caesar - Il Padrino nero" (1973) aveva tutti i tratti della pellicola di blaxploitation, tranne il finale anti-glorioso che faceva storcere il naso ai “fratelli” in sala, venuti giù per un nuovo Super Fly.

Ma Cohen sarà sempre associato ai film horror, anzi, alle commedie horror che, di fatto, ha contribuito a rendere un genere vero e proprio, perché il vecchio Larry, quando era ora di staccare una bella stoccata critica, non si è mai tirato indietro, al pari di maestri come Carpenter e Romero, solo che per lui l’ironia era un'arma forse ancora più potente, per questo molti suoi film hanno dei soggetti che raccontanti sembrano quelli di una barzelletta, una particolarmente macabra.

"Ti piace? Ti piace? Ti piace il gelatino?" (Cit. perdonatemi se potete)
Se già l’adolescenza è un casino per tutti (figli in tempesta ormonale, ma anche per i rispettivi genitori), in anni di contestazione giovanile tanti mamme e papà degli anni ’70 faticavano a riconoscere i propri figli quattordicenni, pronti a scendere in strada a protestare. “Baby Killer” nasce da questo spunto. genitori che si ritrovano un mostro irriconoscibile come figlio, non dall’adolescenza, ma proprio dal momento della sua nascita, il tutto con sangue senza tirar via la mano.

Ecco perché ho scelto “The Stuff”, perché, andiamo, chi non vorrebbe vedere un film che parla di un gelato che uccide le persone trasformandole in zombie senza cervello? Ammettiamolo, solo lo spunto fa morire dal ridere, anche se, bisogna dirlo, è stata la distribuzione italiana a “battezzare” la golosa ed irresistibile crema “The Stuff” come se fosse un gelato, un regalino dell’italico sottotitolo che non cambia il valore di questo orgogliosissimo B-Movie che fa lo scemo, senza esserlo per forza.

“Era in offerta, non ho potuto resistere, il tre per due capisci!? Compri tre paghi due!” 
Chiariamoci subito: di B-Movie si tratta, perché il tema di base fantascientifico è tipico del film di genere e in molti suoi passaggi di trama “The Stuff” vi chiede proprio non di chiudere un occhio, ma entrambi su alcune svolte, una volta digerito questo, sappiate che possiamo strafogarci tutti con questo ghiotto film diventato negli anni un titolo di culto.

L’inizio è micidiale e se il venerabile Leo Ortolani ha reso leggendario il biologo di Prometheus che toccava pericolosissimi animali alieni, cosa vogliamo dire della coppia di anziani che all’inizio di questo film, vedendo gorgogliare dal terreno una spumosa e ignota sostanza bianca, pensano bene di assaggiarla? Trattandosi di anziani AMERICANI, il passo successivo è ovvio: la mettiamo in commercio per fare palate di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, perché hey man! Questa roba è buonissima!

Con lui, “Prometheus” sarebbe finito dopo cinque minuti con una bella mangiata (occhio che più avanti Ridley Scotto torna)
Questa “roba” prende il nome di “The Stuff”, un po’ gelato, un po’ yogurt un po’ Marshmallow, solo molto più buono e con molte meno calorie (solo otto). Una roba dalla confezione rosa e dalle pubblicità ammiccanti che entra a gamba tesa nel mercato dei dessert facendo il vuoto, ecco perché i maggiori azionisti di tutte le altre compagnie, assoldano David "Mo" Rutherford (Michael Moriarty), un ex agente dell’FBI dimessosi dal Bureau non proprio con la stesura del tappeto rosso, ma pronto a fare luce sulla ricetta segreta del nuovo prodotto che sta facendo impazzire l’America (e quindi il mondo, perché il cinema ci ha insegnato che il resto del pianeta è provincia degli U.S.A.).

Se state pensando alle leggi anti-monopolio, smettete subito di farlo, concentriamoci più che altro su “Mo”, autonominatosi così perché nella vita, a sua detta, è uno che vuole “more”, di più, gioco di parole che il doppiaggio italiano del film modifica in “Mal”, rendendolo anche più divertente rispetto alla freddura originale, ecco perché per tutto il film David ripetere a tutti di chiamarsi Mal come il cantante di “Pensiero d’amore” perché tante coltellate nella schiena lo hanno reso malfidato. Brrrr non so a che temperatura vada conservato lo Stuff, ma qui non è solo il gelato a raffreddarci in questa estate indiana.

"Questo disco è il mio pensiero d'amore, per te, per te... Se volete vi canto tutta la discografia!"
Con carta bianca e fondi illimitati per risolvere il mistero dello Stuff, il nostro malfidato David Rutherford contatta la responsabile dell’accattivante campagna pubblicitaria che ha contribuito a lanciare l’innovativo dessert, Nicole Kendal (l’attrice e cantante Andrea Marcovicci), da lei non ottiene molto se non svariati occhi dolci e parecchi dialoghi in cui i due si fanno il filo a vicenda, pare che nel girato completo ci fosse anche una scena di zumpa zumpa tra di due, tagliata dai produttori per non togliere ritmo al film (storia vera). Oh, siamo qui a vendere gelato mica zozzerie!

Un altro personaggio chiave della vicenda è Jason (gli occhi azzurri da alieno di Scott Bloom) un ragazzino che in una delle prime scene, colto da fame notturna, aprendo il frigo vede lo Stuff muoversi uscendo fuori dal suo barattolo e da allora ne è terrorizzato. Piccolissimo problema: la sua famiglia non mangia altro e cerca in tutti i modi di convincere il recalcitrante ragazzino a passare al lato Stuff della Forza. Larry Cohen inizia a lavorarci ai fianchi, infatti rappresenta la famiglia di Jason con il tipico quadretto da pubblicità del Mulino Bianco, con tanto di personaggi che quando parlano dello Stuff, lo fanno proprio con il linguaggio da spot televisivo: "È delizioso, non lascia macchie e ha solo otto calorie". Tutto così, per tutto il tempo.

Quante volte in famiglia ci siamo sentiti ripetere: Mangia che è buono!
Ma Cohen è ancora più astuto, perché tutta l’indagine di “Mal” è caratterizzata da momenti infilati a forza nel film, diretti come coloratissime pubblicità, insomma il vecchio newyorkese cerca di infilarci giù per la gola il suo prodotto che è una critica all’ossessione per il cibo spazzatura, ma in senso più generale, una satira sul Consumismo Yankee. Certo, realizzata a colpi di effetti speciali vecchia scuola e spumose minacce biancastre che spesso strappano la risata, ma sempre di critica si tratta.

Sì, perché come dice “Mal” ad un certo punto della pellicola, «Lo state mangiando o è lui a mangiare voi?». Lo Stuff è irresistibile per le persone, come la peggiore delle droghe crea dipendenza, ma oltre una certa soglia, i consumatori diventano come zombie ossessionati dal divorarne - insomma i consumatori perfetti - fino a consumarsi, diventando gusti vuoti ripieni di... Beh, altro Stuff. Un po’ come vostra nonna a Natale, che continua a riempirvi il piatto di tagliatelle, quando già vi escono già dalle orecchie, uguale, però con una roba che sembra Häagen-Dazs al gusto di… MORTE!

 …Ok confesso, questa un po’ me l’ero preparata, però è venuta bene, no? No. Ok, andiamo avanti.

La vecchia regola della pubblicità: Tira più un cucchiaio di Stuff che un carro di buoi.
Proprio per questo Jason, s'improvvisa novello John Nada – ma senza frase ad effetto su gomme da masticare e culi da scalciare – e nel supermercato pianta su un casino, cercando di opporsi da solo al consumismo e alla dipendenza da Stuff dilagante, solo per essere fermato da alcuni consumatori conniventi e collaborazionisti, uno dei quali ironicamente interpretato da (un non accreditato) Eric Bogosian, proprio lui! Il suo prossimo film dopo “The Stuff” sarebbe stato quello del mitologico e incazzatissimo DJ della notte Barry Champlain, la voce del dissenso e della ribellione in quel capolavoro di “Talk Radio” (1988).

Rage against the machine Stuff.
Larry Cohen non carica tutto sulla trovata comica di un gelato che “più lo mangi e più ti mangia”, in certi momenti crea una tensione quasi da film di fantascienza degli anni ’50, strizzando l’occhio a “L'invasione degli ultracorpi” (1956) e, ovviamente, a Blob, il “Fluido mortale” (1958) non il programma di Enrico Ghezzi. Certo, tutto virato in chiave B-Movie, ecco perché in un attimo vediamo prima Jason cercare di spacciarsi per un consumatore di Stuff con i suoi tossicissimi genitori e poi un attimo dopo uscire di casa e PUFF! Incontrare per magia proprio “Mal” che lo carica prima in auto e poi in aereo verso la prossima meta della sua indagine, così... Come se si conoscessero da un milione di anni. Non so voi, ma di sicuro meglio il classico sconosciuto che la tua famiglia strafatta di gelato (probabilmente) dallo spazio profondo!

Bisogna godere di ogni (folle) svolta di “Stuff - Il gelato che uccide” in quest’ottica, un B-Movie satirico che non tira via la mano quando dà sonori scoppoloni sul coppino del Consumismo, una trovata che ai produttori del film non è piaciuta così tanto, infatti volevano da Larry Cohen molto più sangue e più violenza (storia vera), ma il vecchio Larry aveva le idee chiarissime: la sua critica doveva essere totale, tanto che non ci viene nemmeno fornita nessuna vera spiegazione sulle origini dello Stuff, anche se il lago di gelato, da cui emergono dei fallici… Cosi, probabilmente da un altro mondo, riuscirebbero a far passare la golosità anche ai più affamati.

Ripensandoci, penso che prenderò solo il caffè grazie.
Le origini aliene del pappone caramelloso sono giusto una teoria, però mi piace pensare che Cohen ci abbia dato un indizio: quando “Mal” e Nicole spiano l’attività degli operai nascosti dietro alcune rosse, nei pressi del lago di gelato, l’inquadratura è identica a quella con cui Spielberg ci mostrava Richard Dreyfuss dietro ai sassoni sopra la Torre del Diavolo, in Incontri ravvicinati del terzo tipo.

"Sembri Walter White, sei passato dallo Stuff alla metanfetamina per caso?”
Grazie ad un paio di personaggi in particolare, Larry Cohen procede in questa enorme puntata di “South Park” (ante litteram) a prendere per i fondelli il Consumismo del suo Paese. Per la parte di Charlie W. "Chocolate Chip" Hobbs (da noi più semplicemente “Cioccolatino”, alla faccia del politicamente corretto) il regista avrebbe voluto Arsenio Hall, ma dovette accontentarsi del caratterista Garrett Morris che con la sua “Mano che uccide” diventa il protagonista di svariate gag e momenti quasi da “Buddy movie” con il protagonista, guadagnandosi la nostra simpatia. Un rappresentante di chi il potere lo subisce, un proletario che ha perso il lavoro per via dell’azienda che produce lo Stuff.

" 'Sta mano po' esse fero e po esse piuma" (Cit.)
Chi, invece, risulta odioso dal primo secondo è il colonnello Malcolm Grommett Spears (Paul Sorvino, papà di Mira che, infatti, in visita al padre sul set, è finita a fare una particina non accreditata, è una delle operaie della fabbrica. Storia vera). Immaginatevi un fanatico paramilitare, misogino razzista e pedofilo, che torna buono solo perché ha un esercito privato che, per altro, si muove affittando in blocco dei Taxi, nemmeno fosse il Geometra Calboni con i soldi di Fantozzi. Un personaggio che definire disgustoso sarebbe poco, cioè anche Romero era un fervente anti-militarista, ma Cohen ci ha messo decisamente il carico da novanta nel tratteggiare questo personaggio!

"Che cosa credi di fare, umorismo malsano?" (Cit.)
Ma dove “The Stuff” si scatena in tutta la sua orgogliosa strapotenza di B-Movie sono le morti e le uccisioni, tutte riprodotte con effetti speciali vecchia maniera che sono una gioia per gli occhi, anche quando risultano volutamente grottesche, come il Dobermann vomita-Stuff di Danny Aiello con le sue mandibole aperte all’inverosimile.

"Scusami, era idrofobo, ho dovuto abbatterlo!" (Cit.)
Perché “Stuff - Il gelato che uccide” è il classico titolo estivo (come il gelato) che s'inizia a guardare tra amici magari per farsi due grasse risate e per le trovate tutte matte, e si finisce per appassionarsi a questa stramba avventura, con tanto di colonna sonora eroica che sembra un mezzo scippo al tema di John Williams per Superman.

Facehugger? No Stuffhugger! (Vi avevo detto che sarebbe tornato)
Questa vicenda improbabile di gelato (forse dallo spazio profondo) si risolve in maniera ancora più improbabile, ma non prima di una vendetta contro chi per cupidigia ha messo in pericolo tutta l’umanità. Ma nel mezzo non mancano scene davvero mitiche, come quella del Motel dove i protagonisti vengono attaccati da una valanga di Stuff (ricreato con della schiuma antincendio, tipo quella degli estintori) che prima cerca di soffocare “Mal” nemmeno fosse uno degli Xenomorfi di Alien e poi aggredisce un poveraccio letteralmente incollandolo al soffitto. Un effetto ottenuto girando tutta la scena con la macchina da presa al contrario, lo stesso identico trucco di regia usato da Wes Craven in “Nightmare” (1984), con l’effetto finale di sembrare già una parodia della morte grondante sangue di un giovane Johnny Depp.

Ricorda un po’ quella volta che ho provato a stuccare il muro di casa da solo.
Si utilizza sempre un po’ a capocchia di... Non vi dico cosa, l’espressione “B-Movie” i più la usano per descrivere una pellicola di infima qualità, quando, invece, era soltanto il “Film B” nei doppi spettacoli da Drive-In, quello di fantascienza oppure Horror, da contrapporre al “Film A” in cartellone, quello con i grandi attori. “Stuff - Il gelato che uccide” è un B-Movie puro ha gli ammazzamenti dell’Horror e le tematiche da film di fantascienza anche quello un po’ politico, ma di sicuro ha tutta la personalità e l’eccentricità di un grande innovatore come Larry Cohen, per questa calda Notte Horror estiva, avevamo bisogno del suo gelato e della sua follia.

Per oggi è tutto mie creaturine della notte, se dopo questa dovesse esservi passata la voglia di rinfrescarvi con un bel gelato, ricordatevi che nessuno ha mai fatto un horror sulla birra che uccide, quindi potete sempre rifarvi con quella.

Bene bene bene cari piccoli zombetti miei, lo zio Cassidy Tibia questa sera vi lascia, ma comunque la serata non è ancora finita, passate più tardi a trovare il mio fratello Raptor sulle pagine di Malastrana VHS e non perdetevi il palinsesto qui sotto, ogni martedì arriverà un doppio appuntamento, la Notte Horror è appena iniziata!

9 luglio 2019, ore 21: La bara volante (Stuff, il gelato che uccide)
9 luglio 2019, ore 23: Malastrana VHS (Vivere nel terrore)
16 luglio 2019, ore 21: Il Zinefilo (L'albero del male)
16 luglio 2019, ore 23: Non c'è paragone (The Omen)
23 luglio 2019, ore 21: Stories (Scream)
23 luglio 2019, ore 23: Solaris (Il villaggio dei dannati)
30 luglio 2019, ore 21: La stanza di Gordie (American Gothic)
30 luglio 2019, ore 23: Malastrana VHS (Trucks)
6 agosto 2019, ore 21: Pensieri Cannibali (So cosa hai fatto)
6 agosto 2019, ore 23: Il Bollalmanacco di cinema (La casa 5)
13 agosto 2019, ore 21: In central perk (The Ring)
13 agosto 2019, ore 23: La fabbrica dei sogni (Changeling)
20 agosto 2019, ore 21: Pietro Saba World (Cimitero Vivente)
20 agosto 2019, ore 23: Deliria (Deliria)
20 agosto 2019, ore 23: Atom age vampires (Director's cult)
27 agosto 2019, ore 21: Combinazione casuale (La setta)
27 agosto 2019, ore 23: Il Zinefilo (Dr. Giggles)
3 settembre 2019, ore 21: Redrumia (Society)
3 settembre 2019, ore 23: White Russian (La casa del diavolo)
10 settembre 2019, ore 21: Il Zinefilo (Virus)
10 settembre 2019, ore 23: The Obsidian Mirror (Non aprite quell'armadio)

36 commenti:

  1. E finalmente si incomincia con Notte Horror anche quest'anno e il tuo post non poteva che essere il miglior modo per incominciare. Sto film è talmente un cult che..... l'ho sentito nominare un sacco di volte, ma non sono mai riuscito a vederlo, nonostante ogni tanto ne abbia voglia, da non amante del gelato, ma da amante degli horror penso che potrebbe seriamente fare per me!

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    1. Grazie capo, il martedì diventerà un appuntamento fisso ;-) Se ti va lo trovi anche su Amazon Prime questo film, vale la pena perché è ancora uno spasso. Cheers!

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  2. Uno stracult degli horror vecchia maniera, quando sapevano intrattenere e anche far ridere spaventando (un poco).
    Belli, i trucchetti. Mdp messa al contrario per creare quell'effetto, non mal(e).
    Mi sa che me lo rivedo proprio su Amazon Prime, eh :)

    Moz-

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    1. Si parla sempre di B-Movie usando l’espressione un po’ a caso, questo è un B-Movie vero, scemo ma non stupido e orgogliosamente vecchia scuola, Amazon Prime ha fatto una gran cosa ad inserirlo nel suo catalogo ;-) Cheers

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  3. Questo non lo conosco.
    Mi piacciono i B-movie con gli effetti speciali di un tempo.
    Forte la parlata a mo' di spot dei consumatori.
    Ma Pippo Franco con lo Stuff?

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    1. Allora questo ti piacerà, è assolutamente di culto e a mio avviso ancora divertentissimo. Dov’è Pippo Franco? In una delle foto? Ecco adesso avrò in testa “Chi chi chi co co co” tutto il giorno, già lo so ;-) Cheers

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    2. Il regista, nella seconda foto. Visto "scroll-ando" velocemente, gli somiglia 😅
      Ha la metà del naso e più capelli di quanti ne avesse il buon Pippo nell'85, però per un istante ho creduto veramente fosse lui 😝

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    3. Ora che me lo hai fatto notare non riesco a non vedere altro che Pippo Franco ;-) Cheers

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  4. sembra un film pazzo, mi sa che uno di questi giorni me lo guardo xD

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    1. Non è che sembra, lo è proprio ;-) Però ti assicuro che vale la pena. Cheers!

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    2. Yeah! Aspetto di leggerti alle prese con lo Stuff ;-) Cheers

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  5. ahahaha non riesco a crederci che questo film esista davvero, così come mi stupisco di non averlo mai incontrato. Di sicuro mi ha messo tanta voglia di gelato :-P

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    1. Ehehe esiste ed è anche un discreto spasso, poi mentre lo guardi pensi: Però sto coso è buono, ha poche calorie, ci credo che ne diventano tutti dipendenti ;-) Cheers!

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  6. Condivido tutto, ma come scrissi nel commento del Bollalmanacco, "The Stuff" oggi oltre a funzionare benissimo, colpisce ancora più duro grazie alla critica per niente nascosta presente nella storia (se sostituiamo il gelato a Facebook probabilmente funzionerebbe uguale, solo cone meno morti e più zombi). Gli effetti speciali seppur siano palesemente invecchiati sono non sfigurano con le scene e il film è appassionante, cosa che quando lo noleggia in VHS non avrei mai creduto (a quei tempi sceglievo i film in base alla copertina e in questo caso, che copertina!).

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    1. Noleggiare gli horror in cassetta sulla base della locandina accattivante per me è stato uno sport per molto tempo, quindi sfondi una porta aperta. Esatto, la critica resta lucidissima e applicabile ancora oggi, purtroppo siamo ancora circondati da Stuff-dipendenti, il fatto che gli effetti speciali siano invecchiati è quasi un valore aggiunto, i vecchi espetti speciali avevano qualcosa di fisico che la grafica computerizzata (anche la migliore) non avrà mai. Cheers!

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  7. Ho amato questo film fin dalla prima volta, anche se solo di recente ne ho colto i risvolti di critica sociale. Grande Cohen, ci mancherà tanto ç_ç

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    1. Il classico titolo che si inizia a guardare per l’idea tutta matta di fondo, e poi ti conquista perché fa lo scemo, ma non è scemo. Era un genietto a cui non mancava la personalità e le idee, ha dato una nuova dimensione alle commedie Horror, cavolo se mancherà! Cheers

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  8. Devo recuperarlo assolutamente!

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    1. Per queste serate estive calde è perfetto ;-) Cheers

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  9. Complimenti per questa splendida recensione! A me, che non sono esperto di questo genere cinematografio, confesso che mi si è davvero aperto un mondo! Per questo adoro partecipare alla Notte Horror: ho davvero tanto da imparare, e ne sono felice!!

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    1. Infatti queste iniziative condivise sono belle per questo, mi fa piacere vedere che stanno diventando più frequenti, per il resto gentilissimo ti ringrazio! ;-) Cheers

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  10. Pensavo di poter liquidare questo titolo come una boiata del tipo “Pomodori assassini” ma leggendo il tuo post sono costretto a ricredermi.
    Tra l’altro la scena iniziale coi due anziani che assaggiano una merda che fa le bolle per terra mi fa accendere una lampadina.... che l’abbia visto tanti anni fa e poi dimenticato?

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    1. Se per caso hai visto un altro film che inizia così, ti prego dimmi il titolo perché vorrei vederlo ;-) Larry Cohen faceva B-Movie, ma ha dato lustro, e per certi versi anche un po' inventato la commedia horror, la dipendeza da Stuff è una metafora ancora efficacissima. Cheers!

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  11. L'ho visto solo una volta qualche tempo fa, però ricordo che mi era abbastanza piaciuto. Dovrò cercare di rivederlo appena possibile...

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    1. Anche io era da un po’ che non lo rivedevo, ma è sempre uno spasso ;-) Cheers

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  12. Ho letto già di questo film, ma non so dove e quando, comunque mi interesserebbe vederlo, e prima o poi capiterà sicuramente ;)

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    1. In realtà è lo Stuff che cerca di nascondere le prove della sua esistenza ;-) Cheers!

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  13. Il film che vuoi il titolo, vuoi la scena iniziale conj vecchietto che assaggia la roba trovata per terra, pare una boiata pazzesca, ma man mano che procede acquista sempre più convinzione e sostanza , grazie anche al sotto-testo sociale .
    Cmq la scena che ricordo sempre del film è la passerella con le bellissime modelle.
    Oink.

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    1. Infatti quando ho visto la gif perché non usarla? Alla fine gli spot in tv fanno ben di peggio ;-) Dici benissimo, un film scemissimo ma non stupido, avercene! Cheers

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    2. Io lo chiamerei un film intelligentemente scemo (compreso quel vecchietto che con il suo assaggio serve da innesco all'invasione del blob a basso contenuto calorico) ;-)

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    3. Esatto, direi che è proprio la sua definizione, per il film e per l'anziano ;-) Cheers

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  14. Mia mamma me l'avrebbe comprato per via delle otto calorie. Mangia ammamma che è buono! XD
    Comunque che figata che è il Larry Cohen de Black Caesar, una figata di film che ho usato per la mia ormai vecchia tesi di laurea (storia vera). Trashoso, cane vomitoso e B-Movie. Lo devo recuperare!

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    1. Per me avresti già meritato il massimo dei voti solo per la scelta di quel film di Larry Cohen, gran gusto complimenti ;-) Questo merita, è molto più "pop" (passami il termine) rispetto a "Black Caesar" ma merita, è ancora spassosissimo. Cheers!

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    2. Se avessi avuto Tarantino in commissione di laurea di sicuro visto che ci avevo piazzato pure il suo amato Switchblade Sisters. Black Caesar è anche più figo di Superfly (non mi ricordo se l'avevo messo, ma l'avevo visto di sicuro), ma questo mi ispira un botto,vuoi per il cane vomitoso, vuoi per la critica sociale!

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    3. La tipa con la benda di "Kill Bill" arriva da lì, vero, "Black Caesar" è più cattivello di "Superfly". Il cane vomitoso è una figata, ti piacerà ;-) Cheers

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