mercoledì 3 luglio 2019

Good Omens (2019): Buona Apocalisse a tutti!

Ultimamente sto facendo amicizia con il catalogo di Amazon Prime, devo dire che ho trovato già un sacco di cosine sfiziose, ma da tempo il popolare canale di streaming ha fatto amicizia con uno dei miei preferiti, Neil Gaiman. Sapete come si dice, l’amico del mio amico è mio amico, si dice così? Vabbè il succo è quello.

Anche se la seconda stagione di American Gods non è stata proprio pesche e crema, la collaborazione tra il papà di Sandman e Amazon continua, questa volta il libro ad essere adattato per il piccolo schermo è quello del 1990 scritto insieme al compianto Terry Pratchett, da noi noto come “Buona Apocalisse a tutti!”, ma se chiedete a me preferisco di gran lunga l’originale, il Wertmulleriano: “Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch”.

Una storia tutta matta in cui un angelo e un diavolo, ormai abituati agli usi e i costumi di noi piccoli umani, le provato tutte per prevenire la nascita dell’Anticristo e l’arrivo della successiva Apocalisse. Una cosetta che trasuda umorismo Inglese ad ogni pagina, che non a caso a lungo è stata nel mirino di Terry Gilliam, diventando purtroppo uno dei (troppi) progetti mai realizzati dall’Ex Monty Python.

Hai un amico in me, un grande amico in me (Cit.)
Che poi chiariamoci, l’espressione “umorismo Inglese” qui da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa è sinonimo di qualcosa di troppo intelligente per fare ridere, oppure – nei casi migliori – di Mr. Bean. Personalmente invece ci vado a nozze, perché i nostri amici provenienti da quell’umida isoletta, non tirano mai via la mano quando è ora di scherzare, sia con i Santi che con i fanti, inoltre ho consumato le pagine dei romanzi di Douglas Adams, e siccome non mi sono ancora ripreso dalla cancellazione di Dirk Gently, ben venga una miniserie come questa.

“Good Omens” è un gioiellino che omaggia a più riprese (fin dal titolo) il “mio” Richard Donner, e che Neil Gaiman ha saputo adattare molto bene per la televisione, aggiungendo anche dei personaggi assenti nel libro, tipo lo spassoso Arcangelo Gabriele interpretato da Jon Hamm. I sei episodi che compongono questa miniserie sono stati tutti diretti da Douglas Mackinnon, uno che si è fatto le ossa dietro alla macchina da presa dirigendo alcuni episodi di Sherlock e di Doctor Who, proprio da qui arrivano alcuni dei fiori all’occhiello della serie.

Se cerca di vendervi qualcosa non ascoltatelo, è bravissimo a farlo (l’ho visto in Mad Men)
Benedict Cumberbatch presta il suo vocione a – robetta – Satana, un diavolone in più che decente CGI che farà capolino nell’ultimo episodio della serie, mentre la concorrenza rappresentata da Dio, ha la voce di Frances McDormand, che idealmente eredita il titolo di Onnipotente direttamente da Alanis Morissette (questa la capiranno in sette).

Ma staremmo qui a parlare della fuffa condita con la nebbia se non fosse per la coppia di protagonisti: Azraphel, l’angelo custode della porta dell’Eden, buono fino al midollo tanto da perdersi la sua famigerata spada fiammeggiante (una gag ricorrente per tutte le sei puntate) ha il volto e il naso a punta di un impeccabile Michael Sheen. Ma siccome da che mondo è mondo, i bravi ragazzi vanno in paradiso, ma quelli cattivi vanno dove cacchio vogliono (e hanno anche più fascino), il suo compare è lo strisciante demone tentatore “Crawly”, convertito poi negli anni in Crowley (come Aleister), un diavolaccio che una volta offrì una mela ad Eva e che ha il ciuffo di David “più grande attore del mondo” Tennant. Vi lascio un minuto per esultare.

In questi casi si dice: come il diavolo e l’acqua santa.
La serie, alla pari del romanzo da cui è tratta, ha l’arguta capacità di Neil Gaiman di pescare a piene mani da tutta la cultura popolare (alta e bassa) creando rimandi e citazioni colte e divertenti in parti uguali, ma anche la sua mania di raccontare la vita di angeli, demoni e divinità, trasportandoli in mezzo a noi umani. A questo aggiungete però un tocco di umorismo molto più marcato, che è sicuramente farina del sacco di Terry Pratchett, ed il gioco è fatto.

A rendere più pepata la ricerca del neonato Anticristo, ci pensa un gruppo di suore Sataniste che come in una scena di un film di Sergio Leone, hanno fatto un casino con le culle, scambiando i pargoli. Ma non mancano nemmeno versioni aggiornati dei quattro cavalieri dell’Apocalisse, Guerra, Carestia, Inquinamento e Morte (doppiato da Brian Cox) che questa volta non cavalcano più “cavalli verdastri” ma rombanti motociclette.

...e Ghost Rider... MUTO deve stare!
Ma sono le trovate assurde - quelle inglesi al cento per cento - a rendere un vero spasso questa serie, ad esempio anche la soluzione alla (mitologica) domanda: quanti angeli ballano sulla punta di uno spillo? Può prendere una piega nonsense che personalmente mi ha fatto rotolare dal ridere sul divano.

Quando poi sembra che la storia non sappia dove andare a parare, il mio consiglio è quello di gustarsi l’adorabile casino e i tanti personaggi tirati in ballo durante la ricerca, anche se poi a ben guardare, a far fare il salto di qualità alla serie basterebbero i due protagonisti.

Crowley e Aziraphale sono la quinta essenza della strana coppia, più opposti di un angelo e di un diavolo penso non ci possa essere proprio niente, ma questi due mettono su un “Buddy movie” in cui è il loro rapporto a risultare anche più interessante di vabbè, robetta, l’Apocalisse da sventare, che volete che sia!

Caffè, ammazzacaffè e poi tutti a fermare l’apocalisse. Un gioco da ragazzi.
Aziraphale con i modi educati e la passione per il cibo raffinato funziona ancora meglio se accanto ha un maniaco della tecnologia umana (e della sua automobile) come Crowley, e chi leggerà (oppure rileggerà) il romanzo originale, dovrà fare appello a tutta la fantasia di lettore per non cedere alla pigrizia di immaginare Michael Sheen e David Tennant durante la lettura, anche perché sono davvero perfetti.

Non riuscirei nemmeno ad immaginarli a ruoli invertiti, perché Tennant con quella magrezza e quel look (per altro, finalmente “Ginger” di capelli) sembra una Rockstar, solo con la mania dei Queen, quindi sarà anche la moda del momento infilare le canzoni del celebre gruppo ovunque, ma sappiate che le troverete anche qui.

Allons-y! (era tanto che non lo dicevo, concedetemelo)
Insomma “Good Omens” è uno spasso, che difficilmente avrà un seguito ma sapete che vi dico? Va bene così, per quanto mi riguarda il formato della “Miniserie” televisiva andrebbe rivalutato. Troppo spesso un buon soggetto viene diluito nel corso di troppe puntate di una serie tv oppure strangolato in un paio d’ore di film, questa (mini)serie è la prova che questo tipo di formato andrebbe utilizzato più spesso.

Cosa poteva rendere “Good Omens” migliore? Soltanto qualcosa di assurdamente comico, come una petizione firmata da un botto di persone, per far cancellare la serie tv, considerata dal solito gruppo ultra religioso, un modo pericoloso di sdoganare il Satanismo presso il grande pubblico, facendosi gioco dei personaggi Biblici. Peccato che la cricca di “Signore Lovejoy” abbia inviato la petizione a Netflix e non ad Amazon Prime e… No niente, fa già ridere così. Sembra una scena che avrebbero potuto scrivere Terry Pratchett e Neil Gaiman, invece è successo davvero, no sul serio, se l’umanità è questa, buona Apocalisse a tutti!

Il commento finale lo lascio a loro due, che sono ben più indicati.

26 commenti:

  1. "che idealmente eredita il titolo di Onnipotente direttamente da Alanis Morissette (questa la capiranno in sette)", anche qui si difende a spada tratta il nobile Ornitorinco?
    Sono appena arrivato al lavoro e mi godo la più intensa delle estasi, nel frattempo penso che, viste le tue citazioni, dovrei prendere le tue parole come un Dogma di fede.
    PS. Ora trova gli altri 6

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    1. Purtroppo no, è dovrebbero porgere le loro scuse a tutti gli amanti dell'Ornitorinco per questo.
      Lo farò e mentre ti comunico che hai beccato la “citazione segreta” di oggi, spero che siano sette, uno dei quali dimenticato dalla storia perché nero. Cheers!

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  2. Carabara, sei un birichino enciclopedico e confesso che ci ho messo un secondo a capire il riferimento a Ghost Rider ( per i baristi + verdi o non Marvel Comics Addicted , il nostro anfitrione si riferisce a Ghost Riders: Heaven's On Fire di Jason Aaron & Roland Boschi in cui si cerca di salvare un verde Anticristo per scongiurare la Apocalisse ndr ). Bravo .
    Non guardo tv se non tg, ma ammetto che il tam tam in rete per Good Omens mi ha incuriosito.
    Se sarà un successo, immagino che i miei buoni amici ed ex allievi Olivia Newton-John & John Travolta ci resteranno male perché il loro Due come noi del 1983 fu un floppino.
    Una sera a casa di Kev Smith, Alanis, colla sua voce divina, ha chiesto a Neil perché tutte le storie di armageddon procrastinati abbiano così successo considerato che crisi è sinonimo di cambiamento e che il cambiamento è meglio della stagnazione (" isn't it ironic, don't you think ? " ) e Neil ha detto che è dai tempi di Aggiungi un posto a tavola che il pubblico desidera
    " semplicemente che un tizio si sieda in veranda, come in un romanzo di Conrad , e racconti una bella storia con un lieto fine che illuda almeno per il tempo sufficiente a trovare bello un crepuscolo ". Chris Nolan ha commentato che sarebbe stato il tema del suo imminente The Prestige.
    Alanis stava litigando perché era finita la birra con John Malkovich e Morgan Freeman e Grant Morrison ha commentato che sarebbe stato interessante un fumetto con varie divinità in una birreria che si disputano le marche migliori . Leo Ortolani ha preso una montagna di appunti e si è sganasciato come un cavallo quando Neil ha detto che Ganesh avrebbe fatto finta di non esistere piuttosto che acquistare una Heineken. Davvero una splendida serata. Ciao ciao

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    1. Saranno le temperature di questi giorni, ma sono caldo, grazie a te ;-)
      Penso che “Due come noi” non siano andati a vederlo nemmeno Olivia e John, comunque ha ragione Alanis, storie di apocalissi sventati sono la norma, ma manca l’alternativa, o per lo meno è poco esplorata, abbiamo tanti “Ineluttabili” Thanos poi poi si torna sempre allo Status Quo, ma da Neil un po’ me lo aspetto, in “Sandman” aveva cambiato tanto (compreso il suo Sogno) per mantenere l’equilibrio. In effetti per un Heineken non vale la pena fare niente, ma Garth Ennis era già ubriaco a quel punto della serata? Lui li ha mandati tutti al pub i suoi personaggi, una volta anche Lanterna Verde, giù nel Calderone di Gotham City. Cheers!

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  3. all'inizio ero un po' perplessa, man mano che lo guardavo però mi ha conquistato con quel mix assurdo di favolette, nonsense e british humour e ora davvero lo consiglierei a tutti! E poi solo 6 puntate, w le miniserie!! David Tennant è semplicemente fantastico, lo amo :-D

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    1. Il primo episodio è fulminante - poi se mi citi Richard Donner mi compri facile - ma hai ragione, ad un certo punto parte un trambusto che è meglio godersi che provare a capire. L’episodio tre cala la maschera: Azraphel e Crowley in tutte le ere storiche, lasciando volutamente da parte la trama per dare spazio solo a loro, altrove sarebbe un problema di ritmo, qui invece è una mossa che ti conquista. Non me ne voglia il bravissimo Michael Sheen, ma Tennant è un grande, per altro anche in questa serie trova il modo di salutare in lingue straniere, niente “Allons-y!” ma in un episodio esce di scena dicendo “Ciao!” ;-) Cheers

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  4. Dovrei finalmente aver risolto i problemi con lo script...

    La miniserie non l'ho ancora vista, ma la attendevo fin dal suo annuncio:
    Il libro è una delle mie letture preferite ed il paradossale trattamente riservato a Crowley per la sua diffusione della corruzione attraverso il traffico londinese è uno dei miei aneddoti più citati... un evergreen valido per commentare la "rabbia al volante", così come la genialità nelle piccole cose, oppure come troppa raffinatezza passi onossrrvata e non colta dai più... insomma un aneddoto, tanti usi :p

    Sono contento la miniserie sia azzeccata: penso che dopo la sua visione, rileggerò il romanzo.

    Di Terry Pratchett conservo un bel ricordo di una sua presentazione presso una libreria di Bologna: persona molto arguta!
    La cosa che mi ha colpito è stata la sua concezione dei generi e delle storie: la maggior parte delle suddivisioni che noi operiamo o che vengono operate intorno a noi in realtà per lui non erano che colori da dare ad una storia, il cui cambiamento al limite portava ad un cambio di sfumatura della storia stessa ma non ne modificava la fruizione.
    Spero di essere riuscito a riportare così brevemente il concetto che espresse, perché lo trovai così significativo che nella mia carriera di master e narratore di gdr c'è stato un periodo prima di quella conferenza ed uno dopo ^_^

    Nathan

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    1. Bentornato tra noi, un piacere rileggerti ;-) Quello é uno dei passaggi migliori del libro e nella miniserie é reso alla grande. Grazie per il racconto, hai reso molto bene, in effetti deve essere stato un incontro illuminante. Cheers!

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  5. Ho Prime Video da anni ma a parte "The Grand Tour" non ho mai visto nulla... Mi sa che è ora di cominciare a sfruttare l'abbonamento. E poi una miniserie si guarda facile, no?

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    1. “The Grand Tour” è quella roba con i tre Inglesacci (che è un complimento, sia chiaro) che fanno i matti con le auto vero? Oltre a questo e ad “American Gods”, ci trovi una bella selezione di horror vecchia maniera (uno in arrivo a breve su queste bare) e un po’ di robetta, conto di iniziare la serie tv “NOS4A2” a breve, il libro mi era piaciuto. Questo fila via facile facile, sei episodi e passa la paura. Cheers!

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    2. Sì, è quello. Rispetto al loro vecchio programma, TOP GEAR, questo è un pelo più fiacco. Ma bisogna ammettere che le vette di "humor inglese" toccate in alcuni episodi del vecchio programma sono difficilmente replicabili (due su tutti: quando devono scoprire la migliore auto per teenager con l'autoradio "piombato" sulla musica techno e quando devono gareggiare tra di loro per scoprire il miglior mezzo per attraversare Londra: auto, barca, bici o metro. Se ci penso ancora rido!).

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    3. Non lo seguivo molto ma mi faceva ridere, geniale la puntata a Lucca, NESSUNO può uscire vivo dalla mura di quella città senza perdersi ;-) Cheers

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  6. Adoro i due attori ma Gaiman mi è estraneo e ho paura a vedere questa serie!
    Pensa che in un'intervista ai due attori hanno detto che era tanta la pressione per il ruolo: hanno detto che c'è gente con brani del testo originale tatuati sul proprio corpo, e se avessero recitato male sarebbe stato... "pericoloso" :-D

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    1. Gaiman a me piace molto, ma mi richiede sempre una certa dose di concentrazione, trovo la sua prosa bella densa, ci sono scrittori ben più “pesanti” di lui che leggo con gran facilità, ma mi fa sempre questo effetto, di solito le sue storie mi piacciono di più alla seconda lettura, ma già il fatto che io gli dedichi più di una lettura vuol dire qualcosa no? ;-) Ci credo, ma ultimamente sta diventato pericoloso tutti, comprese le cose legate all’immaginario, se non altro loro si sono posti il problema, ad esempio Henry Cavill non so se ha capito in che casino si è messa con il suo prossimo ruolo in “The Witcher”, comunque ormai i fan sono fuori controllo, cioè lo erano anche prima, ma ora di più! Cheers

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  7. God is a woman e Kevin Smith l'aveva già capito 20 anni fa prima di Ariana Grande (siamo in otto a capirla... Se l'ho capita ahahah) Amazon è il male, ma il catalogo è angelico (che metaforona muahahaha) anche perché voglio vedere All or Nothing sul Manchester City e John Wick 2 per continuare la trilogia gnurante. Good Omen è nella mia lista, anche perché i tipici bus inglesi a due piani me la rammenta sempre quando solo al lavoro con la loro maxi pubblicità!

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    1. Che per essere un ultra cattolico convinto, Kev è un dritto, più progressista di tanti altri. Amazon ci tenta come con la mela, non di Apple (anche io come vedi, messo a metaforoni). "John Wick 2" devi vederlo, ma "John Wick 3" ancora di più. In effetti questa coppia di attori lì dalle due parti deve essere amatissima, sulla fiancata di uno di quei bus, potrebbero convincermi a vedere quasi tutto ;-) Cheers

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    2. Jay e Silent Bob sono pro choice, e questa già la dice lunga sul cattolicesimo di Mr. Smith ;-) John Wick cerco di 'prenderlo per i capelli' al cinema, ma urge il capitolo zarro numero due. Beh, per il resto, penso di sì, praticamente vedo la pubblicità sul bus quasi ogni giorno! ;-)

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    3. Esatto, e il primo horror di Kev Smith è stato una roba sui culti religiosi di cattolici estremisti, giusto per dire che il primo ringraziamento nei titoli di coda dei suoi film è sempre rivolto a Dio (Storia vera), ma Smith resta un dritto ;-) Cerca di prenderlo per i capelli perché merita. Cheers!

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    4. Smith è un paraculo, io lo adoro dai tempi di Clerks! John Wick 3 hell yes che devo andare a vederlo!

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    5. Lo è davvero, ma almeno è uno simpatico, poi con quella bomba di “Clerks” si è guadagnato un credito quasi infinito, anche se ammetto di apprezzare anche tanti altri suoi film. Cheers

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  8. Un Tennant mostruoso!
    La serie mi ha divertito perfino più del libro ( bellissimo ) da cui è tratta, per me solo elogi.
    Un minimo appunto forse su un finale un po' frettoloso, ma in generale mi ha divertito ed incollato allo schermo.

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    1. La miniserie è costruita sulla coppia di protagonista, ma Tennant sta una spanna sopra, inutile girarci attorno ;-) Tra le cosette che ho visto di recente, una di quelle che mi ha divertito di più, anche secondo me è un buon adattamento. Cheers!

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  9. Se si fosse chiamata Alanis Morinove, l'avrebbero capita in nove?
    Io comunque non l'ho capita.
    La serie potrebbe pure ispirarmi, non mi spaventa l'umorismo inglese (né intelligente, né Mr. Bean) anzi questa serie potrebbe essere proprio quel che mi piace. Vedremo.

    Moz-

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    1. Bravo, ti lascio indovinare quanti l’avrebbero capita se fosse stata Alanis Moridieci… possiamo andare avanti in eterno ;-) Secondo me potrebbe incontrare il tuo gusto, dovessi iniziarla, fammi sapere! Cheers

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  10. Mi ricorda un po' il film "Storia d'inverno", ma spero non sia mediocre com'era quello..

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    1. Quello l’ho saltato a piè pari, quindi non ti saprei direi. Questo invece ho voluto vederlo subito, quindi forse già questo è un metro di paragone ;-) Cheers

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