sabato 20 luglio 2019

Capricorn One (1978): L’astronauta si è arrampicato sul tetto…

La Luna è sempre stata una costante per la razza umana, da sempre con il naso puntato verso l’alto, l’uomo ha cercato risposte e ispirazione nel satellite del nostro pianeta, finché cinquant’anni fa non è arrivato lassù, indipendentemente da quello che crede mio padre. Oggi celebriamo lo sbarco sulla Luna con questa iniziativa a blog condivisi, di cui trovate tutti i dettagli al fondo del post.

Facciamo subito un po’ di chiarezza, già di mio sono un tipo abbastanza strambo, ma arrivo da una famiglia che in tal senso levati, ma levati proprio. Mio padre il signor Cassidy Senior è un altro soggettone ragguardevole, se chiedete a lui sulla Luna non ci siamo mai andati, tutto un piano degli Yankee per battere i russi sul tempo e vincere la guerra fredda.

Ora, questo non fa di lui uno di quelli convinti che la terra sia piatta oppure che l’Australia non esista, più che altro immaginatevelo un po’ tipo il padre di Jeff Goldblum In Independence day, per darvi un’idea, uno convinto che a pensar male si fa peccato, ma raramente si sbaglia. Da questo capirete che a casa Cassidy, “Capricorn One” è uno di quei titoli di culto, soggetto a citazione costante, la barzelletta che uno dei protagonisti racconta in questo film? Noi l’abbiamo adattata a stile di vita (storia vera).

Quando ho letto dell’idea di questo “Day” a tema lunare ho avuto pochi dubbi, anche perché mai come ora viviamo in tempi in cui il complotto è ovunque, si spinge verso assurdità come la già citata terra piatta, e si arriva fino a quelli che credono che i porti sono stati chiusi da un tale che si fa chiamare Capitano, oppure che un giorno riceveranno il reddito di cittadinanza. Nel 1978, quando il regista Peter Hyams ha scritto e diretto “Capricorn One” le cose non dovevano essere poi così diverse, tranne per la faccenda dei porti, quella è una vaccata quasi a chilometro zero.

La faccia di chi vorrebbe andare per primo su Marte, ma finirà superato dai protagonisti di un film di Corrado Guzzanti.
Nella seconda metà degli anni ’70 le persone avevano perso interesse per il programma spaziale, non era più l’epoca d’oro fotografata da Philip Kaufman in quel capolavoro di Uomini Veri. L’ultimo volo della missione Apollo era avvenuto in collaborazione con l’Unione Sovietica sfiorando il disastro in fase di rientro. A questo aggiungiamo anche il fattaccio della sonda Viking 1 la prima ad atterrare su suolo Marziano trasmettendo le prime immagini a colori del Pianeta Rosso. Ecco rosso, al governo quel colore forse non piaceva molto, e per non sconvolgere troppo l’opinione pubblica, quelle foto vennero ritoccate inserendo un bel cielo azzurro, risultato? Tutti pensarono ad un falso creato ad hoc (Storia vera), in un periodo in cui l’America si leccava ancora le ferite per la guerra in Vietnam e il governo era visto di cattivo occhio dopo lo scandalo Watergate, forse è anche più facile capire il perché.

Peter Hyams è sempre stato uno che i generi cinematografici sapeva usarli per intrattenere il pubblico, parliamo di un regista che in carriera ha diretto alcuni altri film di culto molto quotati a casa Cassidy come “Timecop” (1994) oppure il western nello spazio profondo di cui una volta di queste, dovrei decidermi a scrivere “Atmosfera zero” (1981). Parliamo dello stesso che ha osato firmare il seguito ufficiale di “2001: Odissea nello spazio” (1968) di Stanley Kubrick, con un bel film che da bambino mi piaceva molto, “2010 - L'anno del contatto” (1984). Mi auguro non vi sfugga l’ironia, i complottisti estremi (molto peggio di mio padre) credono che l’allunaggio del 1969 sia stato diretto da Stanley Kubrick, Peter Hyams prima dirige un film puramente complottista come “Capricorn One” e poi un seguito del capolavoro di Kubrick. Un caso? No aspettate! La smetto subito prima di cominciare a sembrare quel tizio mascherato che presenta “Mistero” su Italia 1.

“No eh Cassidy! Abbiamo già le teorie complottiste, ci manca solo questo!”
Volete sapere la mia? Secondo me sulla Luna ci siamo andati (scusa Pa!) perché sarebbe più complicato credere il contrario, e perché solo gli americani potevano fare una cosa tanta aggraziata come tornarci nel 1971 con l’Apollo 14, solo per permettere all’astronauta Alan Shepard di giocarci un po’ a golf. Americani, sono gli unici che abbiamo, tocca tenerceli così come sono.

Però gli americani sanno anche fare i film piuttosto bene, e l’idea di una menzogna su scala intergalattica è affascinante, ecco perché mi sono sempre goduto “Capricorn One”, che ha un gran ritmo da film d’avventura, dei dialoghi che filano via come musica, e anche se utilizza Marte come oggetto della missione, resta chiaro che è dei viaggi sulla Luna che vuole parlare.

“Benvenuti sul volo diretto su Marte della Bara Volante Airlines, il decollo avverrà tra pochi minuti”
Si comincia alla grande con le musiche tonanti di Jerry Goldsmith, che ci portano a bordo della missione “Capricorn One” pronta a decollare alla volta di Marte da Cape Canaveral, anche se bisogna ammetterlo, gli ascolti televisivi per il lancio non sono più quelli di una volta e persino il presidente degli Stati Uniti manda il suo vice, preferendo spendere il tempo in faccende più importanti per il Paese.

I tre astronauti che arriveranno sul Pianeta Rosso non passano inosservati: il primo è Charles Brubaker e ha il faccione di James Brolin, il papà di Thanos Josh. Il secondo è il mio preferito, Peter Willis (Sam Waterston caratterista che avete visto in tutti i film) è quello simpatico del gruppo, simpatico all’limite dell’irritante con le sue battutacce sempre pronte, ma lasciatemi l’icona aperta su di lui che più avanti ci torniamo. L’ultimo è John Walker che ha il volto e il corpaccione di O.J. Simpson, che magari oggi come oggi è ricordato più che altro per un tremendo fatto di cronaca e un lungo processo, ma ai tempi era un giocatore di Football popolarissimo con il pallino per il cinema, in pratica un LeBron James Ante litteram, che per altro era ancora nella fase “seria” della sua carriera di attore, “Una pallottola spuntata” sarebbe arrivato solo nel 1988. Anche qui, spero non vi sfugga l’ironia, in un film profondamente complottista, ci recita uno che è stato scagionato dopo un processo molto travagliato. Questa è una storia strana, una storia che fa pau… No, niente adesso sto iniziando ad imitare Lucarelli, meglio andare avanti con il post.

“Giuro che se imita ancora una volta Lucarelli, dico a mio figlio di cancellarlo con uno schiocco di dita”
A pochi secondi dalla partenza i tre astronauti vengono condotti fuori dal razzo, che lascia la terra senza equipaggio a bordo. Condotti in un luogo segreto, allibiti si ritrovano davanti il capo della missione spaziale James Kelloway, interpretato dal grande Hal Holbrook, che voi siete abituati e vedere tenero vecchino in Into the Wild, ma è un attore che ha dato filo da torcere anche all’ispettore Callaghan, e qui è semplicemente perfetto.

Holbrook qui da tutta una nuova dimensione al “monologo del cattivo” quello con cui si spiega tutto il piano criminale, si perché Kelloway inizia a spiegarci che ci sono persone che iniziano a pensare che venti milioni di dollari per mandare qualcuno su Marte siano troppi, che ci sono tanti problemi anche sulla terra da risolvere, e il PD!? E i Marò!?! Ecco quelle cose lì. Solo che Holbrook è davvero bravissimo a tratteggiare un personaggio che crede davvero in quello che fa, ed è pronto a mentire (o peggio) per mantenere in vita il programma spaziale e con lui, il sogno di arrivare su Marte dell’umanità. La scena in se è piuttosto lunga, per tutto il tempo Peter Hyams non fa altro che chiudere con la macchina da presa sul primo piano di un sempre più infervorato Holbrook, che prima si gioca la carte della pietà («Mi dispiace ragazzi, mi dispiace davvero molto, ma non so cos'altro fare. Anch'io cammino sul filo di un coltello proprio come chiunque altro») e poi passa la ricatto, prima morale («Avanti, vorreste essere quelli che daranno al mondo un altro motivo per non credere più in niente?») e poi decisamente fisico: se non state al gioco fingendo di essere atterrati su Marte, le vostre famiglie faranno una brutta fine. Oh, io ve lo avevo detto che questo aveva fatto impensierire anche Callaghan!

Hal Holbrook impegnato a dare una nuova dimensione al classico "monologo del cattivo".
Il suolo Marziano è stato perfettamente ricostruito in un set cinematografico, e i tre astronauti non possono fare altri che diventare i protagonisti della più grande beffa mai raccontata all’umanità, l’unico che sembra prenderla alla sua solita maniera è Peter Willis («Noi siamo qui, a milioni di miglia dalla Terra... e possiamo farci portare una pizza»).

Il piano di Kelloway sembra perfetto, anche i tecnici della NASA più zelanti, quelli che mettono in dubbio la provenienza dei segnali video degli astronauti, vengono prima fatti girare a vuoto nel turbine della burocrazia poi semplicemente fatti sparire. Mentre grazie ad un abile utilizzo del rallenty, la camminata Marziana dei protagonisti, sembra avvenire a gravità zero. La magia del cinema applicata ad un inganno su scala planetaria.

Non più posticcio del fondale Marziano di Atto di forza (porta le chiappe su Marte. Cit.)
Le cose però cominciano ad andare male quando al suo rientro sulla terra, il Capricorn One esplode e si disintegra a contatto con l’atmosfera, i tre astronauti subito dichiarati eroi nazionali vengono celebrati anche dal Presidente in persona, con tanto di discorsi a reti unificate, ma sapete qual è la principale caratteristica dei martiri per la patria no? Prima di tutto, devono essere morti.

“Capricorn One” costruisce una lunga e dettagliata vicenda in grado di fare la gioia del più convinto dei complottisti, in cui il governo è le autorità sono corrotte e coinvolte, ma spesso anche senza volto, come gli inseguitori in elicottero che danno la caccia ai tre astronauti fuggiaschi. Verso metà pellicola “Capricorn One” diventa un riuscitissimo film d’avventura in cui è impossibile non patteggiare per i protagonisti, che sono con le spalle al muro e hanno circa mille occasioni di morire nel silenzio, ma più o meno solamente una, per salvarsi la pelle tornando dalle loro famiglie e svelando l’inganno.

“Ok lo ammetto, sono l’attore più riccioluto di Hollywood, colpevole!”
L’unico a mangiare la foglia, è il più improbabile degli alleati, il giornalista Robert Caulfield, interpretato dai riccioli più riccioli di Hollywood, quelli di Elliott Gould. Ecco, non immaginatevi proprio la solida credibilità di Walter Cronkite, il nostro Robert è uno che corre dietro alle notizie sensazionali, beccandosi dei sonori cazziatoni dal suo capo, ed è anche uno a cui piace correre dietro ad un’altra cosa, ben rappresentata nella fattispecie dalla mitica e bellissima Karen Black. Infatti quando entra in scena Robert, diciamo che è molto impegnato ad utilizzare tutta la sua favella per broccolarsi la collega. Eppure il giornalista intercettando i sospetti di un suo amico che lavora alla Nasa, non molla l’osso diventando l’unica speranza per gli astronauti.

Difetti del film? Beh chiaramente il modo in cui abbraccia il filone complottista in tutto per tutto, per usarlo come spunto di partenza per dare inizio alla parte avventurosa della trama, e forse con la stessa “faciloneria” il finale risolve tutto un po’ frettolosamente, ma anche nel modo giusto, perché “Capricorn One” ti conquista grazie al coinvolgimento: impossibile non restare incollati allo schermo a seguire la fuga dei tre astronauti.

Fuga dal pianeta Marte Terra.
Parliamoci chiaro, cos’è il cinema? Ci sono mille risposte giuste a questa domanda, come Hal Holbrook vi piloto verso quella a cui voglio portarvi, il cinema è una gran bella balla. Sono immagini immobili, immortalate il più delle volte su pellicola, che danno un’illusione di movimento. Sono attori che fingono di essere qualcun altro, è una mistificazione a cui tutti ci sottoponiamo volontariamente per farci raccontare una bella storia, ecco perché i complottisti credono che l’allunaggio del 1969 lo abbia diretto un regista, ed ecco perché “Capricorn One” resta un bellissimo film. Perché lo sai che il complotto dietro al finto sbarco sulla luna è una balla e questo film, resta il lato migliore di quella fandonia, quello più cinematografico.

Film di formazione per bambini a casa Cassidy: la scena del serpente.
Questo spiega perché i dialoghi di “Capricorn One” siano una serie di capolavori incastonati uno dietro all’altro, provate ad ascoltarli, in originale oppure doppiati non cambiano di molto – a parte un riferimento a “Specchio segreto” invece dell’originale “Candid Camera” che nel 1978 in uno strambo Paese a forma di scarpa non era così famoso, sono praticamente identici – nessuno nella realtà parla come i personaggi di questo film, solo al cinema le persone hanno sempre la battuta pronta, come Peter Willis, così posso chiudere quell’icona lasciata aperta lassù.

«Marte è quello rosso o quello verde? Non ricordo mai», «Venti milioni di dollari per lanciare un imbecille nello spazio, io li avrei spesi meglio». Questa è la prima battuta del personaggio all’inizio del film, da lì in poi “Capricorn One” non si volta più a guardare in faccia nessuno e procede spedito, con Willis che stempera ogni momento di tensione. Qualcuno annuncia ai protagonisti la loro “morte”? Lui risponde: «Peccato, ero un ragazzo così simpatico», nel mezzo del deserto in fuga si trova davanti un’impervia parete di roccia da scalare? «Non c'è neanche l'ascensore...». Solo quando ho letto il romanzo originale da cui è stato tratto The Martian mi sono trovato davanti un altro astronauta con lo stesso senso dell’umorismo di Peter Willis, che però è entrato nella storia (sicuramente di casa Cassidy) per la barzelletta che si racconta da solo mentre è impegnato a scalare quella parete di roccia. Da che io ricordi «Il gatto si è arrampicato sul tetto…» (spesso nella versione «la nonna è salita sul tetto…» della nostra parlate padre e figlo casalinga) è diventato il sinonimo di dare le brutte notizie con un minimo di tatto, vero o presunto che sia (Storia vera).

"Tutta questa fatica, per essere ricordato solo dai Cassidy"
Ma tutti i dialoghi di “Capricorn One” filano via come musica, anche quando entra in scena Telly Savalas nei panni di un pilota di aerei per la disinfestazione agricola, tutti i suoi battibecchi con Elliott Gould sono magnifici, esattamente come la scena di inseguimento aereo girata da Peter Hyams, definita dai piloti coinvolti, come la più pericolosa mai girata nella loro carriera (Storia vera).

"Ehi Kojak! Questo trabiccolo è sicuro?", "Certo, lo chiamano la bara volante!"
“Capricorn One” fa ridere ed incanta grazie a grandi dialoghi, e t’incolla allo schermo facendoti salire il patema d’animo per le sorti dei protagonisti, gli elicotteri sopra le loro teste sono una costante minaccia, quasi quando i serpenti del deserto con cui fare i conti, il caldo mortale e il fatto che l’unica alternativa che hanno a diventare dei martiri per la razza umana, resta quella di stringere i denti e cercare di portare a casa la pelle.

Insomma, ancora oggi “Capricorn One” ha tutto per mandare giù di testa un complottista, per tutti gli altri invece, se avete una certa propensione a credere a quella bellissima balla chiamata cinema, questo è un gioiellino che non dovreste perdervi, anche perché all’ultimo che ho conosciuto che si ostinava a non volerlo vedere è successa usa cosa buffa, si è arrampicato sul tetto, è scivolato…


Qui sotto trovate il resto del “Blogtour” dedicato a questa giornata lunare! Buona lettura.

Stories: Uomini veri
Delicatamente Perfido: Moon
La Bara Volante: Capricorn One
La fabbrica dei sogni: Mission to Mars
Il Bollalmanacco di Cinema: Europa Report
The Obsidian Mirror: Preludio allo spazio
Non c'è paragone: Sunshine
Il Zinefilo: Stazione Luna
Director's Cult: Moon
SOLARIS: Contact
Non quel Marlowe - Il finto sbarco lunare
Fumetti Etruschi - Comunisti sulla Luna
Gli Archivi di Uruk - Primi sulla Luna!
30 anni di Aliens - La Luna nell'universo alieno
Il CitaScacchi - Scacchi verso la Luna
IPMP: Locandine italiane d'annata - Stazione Luna
Myniature - 5 euro per 50 anni sulla Luna

44 commenti:

  1. Dritto al cuore Cassidy, dritto al cuore!
    Come sai ho visto questo film da ragazzino e mi ha conquistato per sempre, ogni scena è impressa a fuoco nel mio cuore, mentre stavo lì, a bocca aperta, ad occhi spalancati, a farmi incantare dalla titanica potenza di un film senza confini. Puro cinema al 100%. Credere che sia vero rovina tutto.
    Quella barzelletta mi sdraiò completamente, la struttura della scena dov'è inserita, il ritmo, il finale... un manuale di cinema! Ecco perché disprezzo tanti "filmoni" campioni di incasso, perché stanno attenti al dito e perdono la Luna. Un attore che sale una montagna raccontando una barzelletta: nessun effetto speciale, niente fantastilioni da spendere, niente computer grafica: solo una scena che entra di peso nella storia del cinema e dà manate sulla testa a tutti gli anni Duemila come fosse Benny Hill! :-D
    P.S.1
    Perché gli americani si lamentano delle decine di milioni dei programmi spaziali ma non dicono niente delle centinaia di milioni di costi di film con gente in pigiama e superpoteri? Com'è non sento dire che con i soldi spesi dalla Marvel al cinema potevano curare almeno dieci Stati interi?
    P.S.2
    Brolin, che dieci anni prima aveva interpretato un astronauta che per un pelo non riesce ad arrivare sulla Luna, è il papà di un attore che da anni diventa più mitico ad ogni film, Waterston è il papà di un'attrice anonima che dopo il suo ruolo di Ripley dei poveri in "Alien: Covenant" è giustamente scomparsa nel nulla. Sappiamo nulla del figlio di O.J.??? :-P
    P.S.3
    Holbrook afferma di camminare sul filo del rasoio... cioè... Blade Runner, cinque anni prima del film di Scott, regista che poi dirigerà la figlia di Waterston in "Covenant": un caso????? Non credo! :-D Paura, eh?...

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    1. Nooo, ma quindi questo Waterston è il padre di quella Waterston?? Poveraccia, tra l'ultimo imbarazzante Alien e Animali Fantastici credo sia un po' la paladina delle saghe fuori tempo massimo D:

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    2. Purtroppo non ha preso nulla dal padre, e ha avuto la sfortuna di lavorare nel peggior film di fantascienza della storia: un'altra vittima della follia di Scott :-D

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    3. Lo so Lucius ci sarà pure una ragione se abbiamo quasi gli stessi gusti ;-) "Capricorn One" è puro cinema, perché riesce a farti credere ad una balla per due ore, che poi è quello che dovrebbe fare il cinema sempre, e qui ci riesce con qualcosa di palesemente finto ma bello (come quei dialoghi che sono oro), evidentemente per gli americani, 20 milioni per il programma spaziale sono troppi, il doppio per le supercalzamaglie no ;-) Filo... del... rasodio! Tutto torna! Vedi che lo zampino di Ridley Scott(o) non manca mai! :-D Cheers

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    4. Ma sapete che nemmeno io avevo mai fatto il collegamento? Certo che la genetica è proprio bastarda, un pochino del carisma di papà il DNA avrebbe anche potuto passarlo a sta ragazza! ;-) Cheers

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    5. «Papà recito in Animali Fantastici e Alien Covenant», «Non dovresti darmi le cattive notizie in questo modo. Dovresti prepararmi un po' prima. Non so, ecco, dovresti dire una cosa come: "Il gatto si è arrampicato sul tetto per dare la caccia a uno scoiattolo ed è rimasto bloccato. Abbiamo chiamato i pompieri e quando sono finalmente arrivati. il gatto è caduto di sotto. Hanno dovuto portare il gatto dal veterinario, hanno cercato di salvarlo, lo hanno anche operato, quel povero gatto. Ma era troppo tardi e non si è salvato, il gatto". Ecco come dovresti dare una brutta notizia così, di un po' Ridley Scott come sta?», «Sta sul tetto!».

      Vi ringrazio entrambi, perché ogni occasione di citare per intero LA SCENA di "Capricorn One" è un giorno ben speso :-D Cheers!

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    6. Interpreta anche la moglie di Westinghouse nel recente film su Edison.... "Emmeco**ni!!" direbbe la Signorina Silvani! 😂😂

      A parte la digressione Waterstoniana, Capricorn One mi è sempre piaciuto tantissimo insieme al tuo citato 2010!

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    7. Quello devo ancora vederlo, mi ispirava più che altro per la presenza di Shannon. Una volta di questa vorrei rivedere anche 2010. Cheers!

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    8. All these worlds are yours except Europa. Attempt no landing there. Use them together. Use them in peace.
      😉😉😉

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    9. Super! Che voglia di rivedermelo ;-) Cheers

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  2. Insomma, io sono tra quelli che credono in quella bella balla chiamata cinema che un po' tutti amiamo proprio per la sua capacità di ingannare. Insomma, credo sia innato un po' in tutti uno strano feticismo per l'essere illusi. Alcuni, però, portano un po' tutto alla deriva con i mille complotti sullo sbarco lunare kubrickiano! ;)
    "Capricorn One" è uno di quei film di cui ho sempre sentito citare il titolo senza mai davvero approfondirne la conoscenza anche solo leggendone la trama. Senza dubbio, pur parlando di Marte, parla proprio dello sbarco sulla Luna. L'idea del complotto, sotto sotto, piace un po' a tutti e funziona ancora meglio sul grande schermo se poi, da quello che ho capito, hanno aggiunto un bel pizzico di ironia, il tutto può trovare un sapore ancor più surreale degno della migliore cospirazione! Simpatico, forse, pensare che cinema e missioni spaziali un po' si contaminano a vicenda. Sì, uno immagina "banalmente" sullo schermo grandi orizzonti da superare. Le ultime esplorazioni, però, non hanno davvero nulla da invidiare anche in termini di ironia: dai, cosa c'è di più cinematografico di una macchina sportiva elettrica lanciata con un omino astronauta nello spazio con il navigatore impostato su Marte? :D

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    1. Siamo in due, contami pure e mettimi tra i colpevoli ;-) Esatto, è questo il bello, l'idea stessa del complotto è bella, sarà per questo in tanti il prossimo 22 settembre avranno da fare gironzolando attorno ad una certa base militare americana nel Nevada ;-) "Capricorn One" è la parte migliore della teoria del complotto, quella cinematografica al 100% che poi è l'argomento che interessa a noi. Hai ragione da vendere, quando penso alla Tesla lanciata verso Marte, penso che da lassù, la Luna, Marte o quello che è, Douglas Adams due risate deve essersele fatte anche lui ;-) Cheers!

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  3. Bella scelta la tua, quella di parlare di un film che cavalca in maniera nemmeno troppo velata la teoria del complotto. Il film l'ho visto un anno fa e devo dire che non l'ho trovato malaccio, non che sia un capolavoro del genere, però mi ha abbastanza conquistato.

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    1. Grazie capo, sono affascinato dalle teorie del complotto, questo film usa Marte per parlare della Luna, ed oggi che su Marte ancora non ci siamo arrivati, lo trovo attualissimo. Altamente consigliato perché fa davvero il suo dovere questo film ;-) Cheers

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  4. Scena del serpente anche per me!
    Comunque, gioiello del cinema e ovviamente, come dici, capolavoro per mandare in brodo di giuggiole i complottari**

    Moz-

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    1. Ogni volta ci confermiamo coscritti, quindi più o meno abbiamo avuto gli stessi traumi e gli stessi battesimi del fuoco ;-) Cheers!

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  5. Pensavo il contrario, ma Cassidy Senior oggi mi definitivamente ha convinto. Non ci siamo mai andati, sulla Luna.

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    1. Tutta una montatura per battere i russi sul tempo, "Capricorn One" è stata la confessione di Hollywood e il suo modo per monetizzare anche su quello :-P Cheers

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  6. Lo devo ancora recuperare!
    E chi dice che non siamo andati sulla luna è un cinepanettaro.

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    1. Mio padre ne è convinto, però mi ha sempre consigliato ottimi film, ma se ragionare con me è complicato, ti assicuro che con mio padre è ben peggio! ;-) Scherzi a parte, ti piacerebbe un sacco questo film, trasuda "Pellicola anni '70" da ogni fotogramma. Cheers!

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    1. Ah ma lo so eh? Più o meno da tutta la vita mi dice che lui ha ragione sulla questione ;-) Cheers

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  8. Visto anni e anni fa, lo ricordo avvincente e divertente... e comunque ci siamo andati sulla Luna altrochè!

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    1. Ti assicuro che lo è ancor ;-) Anche secondo me, ma se serve a sfornare film così, un po' di complottismo lo posso accettare. Cheers!

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  9. Uhi uhi, mi cogli completamente impreparata, però il film me lo hai venduto benissimo. Sembra avere il sapore di quelle battutacce che non faresti mai, ma alle quali non puoi resistere. Mimimmi.

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    1. Un pochino lo è, però proprio per quello non si può resistere, te lo consiglio caldamente ;-) Cheers!

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  10. Hey Cassidy, qui tocchi un nervo scoperto eh! Cioè qui per quanto mi riguarda qui siamo al nocciolo della questione, tipo Neo che arriva nella stanza dell'Architetto.

    Io da piccolo, come tutti i piccoli, non avevo diritti, sopratutto di ciò che si guardava in TV alla sera. Quindi mi dovevo puppare tutto quello che guardava mia mamma (che a casa era quella che portava i pantaloni cinematografici), senza tante storie. E lei era una fanatica di thriller, fantascienza e horror ("Mamma, che guardiamo stasera?" "Dunque... ah sì, su Rete 4 fanno L'esorcista. Ecco io guardo quello" "Ah, e fa paura?" "Dai su non fare il bambino che hai già 10 anni! Veloce che inizia!" "Ok arrivo!").

    Ecco, ci sono tre film a cui mia mamma mi ha iniziato prestissimo e io che io poi, da fanatico peggio di lei, ho guardato e riguardato tutte le volte che li hanno dati in TV: Capricorn One, Andromeda e il Mondo dei Robot. Due su tre sono di Michael Crichton e in fondo anche il primo potrebbe tranquillamente esserlo. Sono i tre film che da bambino mi hanno fatto generare l'elaboratissimo concetto che sta alla base di buona parte della mia vita ed è il seguente: "I film sono una figata pazzesca". Questo concetto fu poi suggellato da Indiana Jones e il tempio maledetto, visto al cinema pochi mesi dopo.

    Insomma, Capricorn One è assolutamente una figata pazzesca. E' serio, è avventuroso, è misterioso, è strano, è divertente, è sorprendente, è fantascientifico. Insomma, già la metà di queste cose basterebbe per vederlo una volta al mese. E poi è di un'annata che, diciamoci la verità, ha una marcia in più in quanto ad atmosfere. In Capricorn One, come negli altri due film (e a cui ora, preso da megalomania, mi sento di aggiungere anche un Coma profondo, così, alè) si respira un'aria assolutamente unica , piena zeppa di quella suspense irripetibile che avevano le pellicole degli anni '70. E con degli attori che io ogni volta che li vedo li bacerei in fronte uno a uno (ebbene sì, anche Telly Savalas) :D

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    1. Uau, che mamma! La mia aborriva tutto ciò che "metteva paura", il che comprendeva qualsiasi thriller anche blandissimo, per questo potevo contare su mio padre. Alla fine ho preso da entrambi e mi gusto tutti i generi ^_^
      La Sacra Trinità di film che citi è da inchino, ed entrambi i due di Crichton li ho visto bambinetto solo perché i miei non li conoscevano e non sapevano che mi avrebbero terrorizzato a morte, segnandomi per sempre. Quelle tute bianche in cerca di superstiti nel paesino mi riempirono gli occhi di orrore, e Yul Brynner - Terminator ante litteram - è ovviamente un mito assoluto: quanti incubi mi ha regalato!
      "L'Esorcista" invece l'ho visto solo da adulto, sghignazzando come un pazzo: è un film che va visto da ragazzini negli anni Ottanta, se no davvero ti vien da ridere. (Tipo che il prete si mette una camicia verde dopo che Linda Blair gli ha vomitato verde addosso, così fa pandan :-D )

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    2. Allora mi mancano “Andromeda” e “Coma profondo”, nel senso qui sulla Bara, perché li ho visti tante volte li ho sempre trovati fantastici proprio come “Il mondo dei robot”. Dico spesso che “Un film degli anni ‘70” è già di suo un complimento che si può fare ad una pellicola, trovo che i film di quel decennio mordessero molto di più, per il resto poi vale la regola non scritta: se ci recita Elliott Gould, il film va visto ;-) Cheers

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    3. L’importanza dell’Imprinting è fondamentale, molti ereditano la squadra del cuore, se più o meno ci troviamo tutti qui è perché magari arriviamo da genitori a cui i film non facevano proprio schifo ecco. A volte pensiamo a quella famosa non-rubrica dei film da non guardare con mamma, ecco sarebbe anche carino un elenco di film che invece abbiamo “ereditato”, quello che hanno fatto da benzina sul fuoco della passione.

      “L’esorcista” meriterebbe un discorso a parte, però va visto al momento giusto, altrimenti ciao, inoltre il doppiaggio Italiano non aiuta secondo me ;-) Cheers!

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    4. Già, l'esorcista purtroppo paga lo scotto degli effetti speciali (nonostante non sia assolutamente un film di soli effetti). Visto in quegli anni era veramente shockante, credo anche per un adulto, purtroppo rivisto oggi rimane un bellissimo film ma molto, molto meno spaventoso.

      Qualche decina di anni fa era uscita al cinema anche una sedicente versione "integrale" in cui erano presenti alcune scene tagliate, purtroppo lo erano non sempre perché troppo spaventose, ma perché già a fortissimo rischio di comico involontario all'epoca (e quindi giustamente nell'originale le avevano evitate).

      Beh Cassidy, non sarebbe male quella cosa dei film che "ci hanno imparato" da piccoli eh!
      Elliot Gould santo subito.

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    5. La versione integrale per me sarebbe da gettare via quasi per intero, le scene aggiuntive non solo sono a rischio risata involontaria, ma poi tolgono logica al film, tipo la famigerata "Ragno-scalinata", buona giusto per le parodie di "Scary Movie". Tengo a mente tutte queste idee, un giorno troveranno sfogo in post ;-) Cheers

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    6. Pensa che fui trascinato da amici in un piccolo cinema di Roma a vedere L'Esorcista in Director's Cut: quante risate! :-D
      Se l'avessi visto da ragazzino, a casa di sera, sicuramente mi avrebbe gelato il sangue, ma perso ormai quel momento è un film che non mi ha mai detto assolutamente nulla, e sì che ci ho provato disperatamente a farmelo piacere. Tipo "Rosemary's Baby", che rivisto fuori dagli anni Sessanta è da mettersi le mani in faccia: ma può essere così beota quella ragazza? Lo spettatore ha capito tutto almeno due ore prima del finale... Invece il romanzo di Ira Levin lo ricordo molto bello.
      "L'Esorcista" punta molto su uno stile visivo che Friedkin ha provato a riutilizzare (in minima parte) anche nel pessimo "L'albero del male", ormai fuori tempo. Il problema è che senza imprinting in giovane età, uno capisce che il regista ci sta provando ma non fa effetto. Per esempio invece con "Angel Heart. Ascensore per l'inferno" è successo l'esatto opposto: visto da ragazzo manco ho capito la trama, da adulto mi ha preso e quell'atmosfera mi ha strappato il cuore. E sì che avevo letto lo splendido romanzo, quindi sapevo il super-colpone di scena che ti sdraia, ma è un film così d'atmosfera che la trama quasi non conta.

      Più volte ho pensato di fare come Evit e recensire l'Esorcista 1 e 2 e i vari altri deliranti seguiti, il problema è che sono immotivatamente adorati da eserciti di persone esaltate, che magari non li rivedono da decenni e non ricordano che i seguiti sono di una stupidità stratosferica e pure l'originale, visto da chi non ha l'imprinting, fa parecchio sghignazzare. (Col demone che dice le parolacce...) Quindi raccoglierei solo malcontenti e non ne vale la pena. E' tipo "Blade Runner", sono film che a trattarli male si solleva solo un inutile polverone che non serve a niente.
      Magari è il momento di recensire "L'Esorciccio"! :-D

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    7. Il momento in cui lo vedi con il film di Friedkin fa tutta la differenza, poi certi horror - specialmente i classici - hanno delle facilonerie grosse, anche Laurie Strode che combina di ogni, e tu sai quanto io tenga all'Halloween di Carpenter ;-) Più passa il tempo più penso che l'atmosfera malsana di un horror, sia quella che mi resta addosso e mi angoscia, anche con il passare degli anni. Poi si l'idolatria è una brutta roba, certi titoli vanno valutati anche per l'impatto che hanno avuto, ma bisogna guardarli negli occhi, non con le fette di prosciutto sugli occhi. Anche a me piacerebbe scriverne, sopratutto "L'esorcista - La genesi" perché ha cambiato registi come calzini, magari un giorno, però ora non potrò più dormire senza un tuo post su "L'Esorciccio" :-D Cheers

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  11. Un'altro dei tanti film visti e registrati quando ero un ragazzetto delle scuole medie e visto un'infinità di volte, sempre con lo stesso coinvolgimento. Una storia perfetta, con attori perfetti e dialoghi perfetti. E aggiungo, senza un minimo di imbarazzo, che la sequenza finale ancora oggi mi fa scendere le lacrime!

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    1. Lo so che posso sempre contare sul tuo buongusto ;-) Davvero un film coinvolgente, per altro invecchiato piuttosto bene. Cheers!

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  12. Grazie davvero per aver contribuito a farmi riscoprire un film che non vedo da una vita... e che ebbi occasione di apprezzare. Un titolo perfetto per questa giornata a tema!

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    1. Sono io che devo ringraziare te, chissà quando sarebbe passato prima di trovare un’occasione migliore della tua iniziativa Lunare, per rivedermi e scrivere di questo film ;-) Cheers!

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  13. Una volta alle medie venne un supplente che la pensava come tuo padre, ma non mi ha mai convinto.
    Le prove del complotto sono state smentite da tempo e in maniera inequivocabile. Mi chiedo cosa penseranno quando su Marte si sbarcherà sul serio...
    Detto questo mi pare che il film non lo trasmettano da parecchio e infatti mi manca, ma ha tutte le carte in regola per conquistarmi.

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    1. Ma come un supplente? Ma almeno dimmi che non era un professore di storia ;-) Nemmeno io mi sono mai convinto, ma è il principio Fordiano della verità e della leggenda, che al cinema vale sempre. Penso proprio che ti piacerebbe questo film. Cheers!

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  14. Finalmente riesco a commentare... peccato farlo dicendo che di questo film non ho mai nemmeno sentito parlare XD

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    1. Beh ci sta più che legittimo, non si possono conoscere proprio tutti i titoli del mondo ;-) In ogni caso te lo consiglio perché il tema del complotto è ancora (purtroppo) attuale e poi tra ritmo e dialoghi resta un gioiellino. Cheers!

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  15. Good Job ������������

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  16. Ottima recensione Cassidy, un buon lavoro davvero.

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