mercoledì 15 maggio 2019

Bumblebee (2018): Ecco cosa succede quando vi lamentate di Michael Bay

Seguitemi per un momento in questo mio discorso astratto, poniamo il caso che doveste ritrovarvi a vagare nel deserto per giorni, senza nulla da bere e nemmeno un posto dove ripararsi da un caldo assassino. Alla prima persona in grado di darvi soccorso cosa direste? Qualcosa tipo che so «Acqua» no? Di certo non: «Potrei avere altra crema abbronzante, grazie».

Allora perché le persone non possono dire cose tipo «Non mi piacciono i film d’azione» oppure «È un tamarro», o magari «Non mi piacciono i registi che stanno in fissa dura con gli elicotteri» quando parlano di Michael Bay. Queste sono affermazioni chiare, che potrei anche capire, ma dire che non sa dirigere equivale a chiedere la crema abbronzante in mezzo al deserto per quello che mi riguarda.

Non credo che capirò mai l’odio nei confronti di Michael Bay, lo stesso tipo di livore che ha trasformato “Bumblebee” nel «MIGLIOR FILM SUI TRANSFORMERS EVAH!!» già prima della sua uscita, almeno stando alle reazioni morigerate con cui è stato accolto.

Comodo però, molto meglio che cercare parcheggio in centro.
La saga dei “Transformers” è quella con cui Michael Bay ricorda al mondo di avercelo più grosso di tutti… Il talento. Questi robottoni sono il suo modo di sfogarsi e insieme, di alzare l’asticella del suo talento visivo. Sono film perfetti? No, sono spesso un enorme casino da seguire, come nel caso di L’ultimo cavaliere, dove la trama era un’accozzaglia di roba ammonticchiata insieme, tipo pila dei panni da stirare, però porco mondo, se gente come il vostro (non il mio) Chris Nolan e il mio (ma anche vostro) Jimmy Cameron parlano bene di Bay, ci sarà una ragione no?

Quello che i Transformers avrebbero bisogno al cinema, è un film con una trama semplice, magari ricalcata su quella del vecchio cartone animato, in pratica Michele Baia dovrebbe darsi una calmata, cosa che probabilmente non accadrà mai, ma se l’alternativa è Bumblebee, andiamo male gente.

A sinistra, come il popolo di Internet vede Michael Bay. A destra questo film.
Un po’ lo attendevo questo film, che è un po’ spin-off, un po’ tentativo di rilancio per la saga, ma considerando l’ambientazione è anche un prequel, potremmo definirlo “Preboot-off” e quando questa bestemmia parola prenderà piede, non voglio sapere nulla, nego la paternità fin da ora! A meno che non ci siano di mezzo soldi da portare a casa, allora si, é mia, altrimenti ciccia!

L’idea di affidare la regia a uno come Travis Knight che arriva dall’animazione, visto il soggetto della storia, non è affatto una cattiva pensata, del resto il regista aveva fatto molto bene con Kubo e la spada magica, e per raccontare la storia del più pacioccoso e simpaticone di tutti i Trasformers sembra ancora la scelta giusta. Peccato che “Bumblebee” sia la sagra del già visto, un film che dopo un inizio azzeccato, procede per scene viste e riviste mille volte, e che riesce forse solo in un’unica impresa: Essere il miglior film di John Cena.

John Cena si esibisce nel saluto ufficiale della Bara Volante per festeggiare.
Bisogna dire che i primi cinque minuti del film, sono quanto di più vicino al cartone animato che abbiamo amato tutti da bambini, che si sia mai visto su un grande schermo. Gli Autobot guidati da Commander Optimus Prime in lotta contro i Decepticon, sul pianeta Cybertron, spaccato in due dalla guerra civile, una scena che funziona molto bene, anche se gioca sulla malinconia, e quando vi dico che i primi cinque minuti di un film determinano tutta l’andazzo, aspettatevi malinconia a pacchi per 114 minuti.

Non è quello che avreste sempre voluto vedere in un film così?
Si perché Bumblebee viene incaricato da Commander Optimus Prime di nascondersi sulla Terra, senza farsi beccare dai Decepticon e di aspettare il ritorno dei suoi compagni, ma perché non trovare anche il tempo per introdurre l’agente Jack Burns (John Cena) e giustificare il mutismo di Bumblebee? Fatto questo, quando abbiamo un eroe con una missione, dei cattivi Robot e un umano dal passato militare e dal ruolo potenzialmente interessante, il film si rende conto di avere l’occasione per trasformarsi nell’ennesima pellicola ambientata in degli anni ’80 che esistono solo al cinema, e perché dovrebbe perdere questa occasione? Il pubblico ha tanto bisogno di UN’ALTRA pellicola ambientata negli anni ’80!

Tu non eri neanche nata negli anni '80!
Si perché lo scenario cambia quanto entra in scena Charlie Watson, interpretata da Hailee Steinfeld, la ragazzina di “Il grinta” dei Fratelli Coen, nei panni dell’adolescente problematica e pseudo alternativa degli anni ’80, che non ha superato la perdita del suo papà. Per spiegarcelo perché non togliere il tappo al pennarellone a punta grossa e scrivere una bella metafora in cui la ragazza non riesce più a tuffarsi in acqua come faceva quando era una campionessa di nuoto, perché tutto questo le ricorda il trauma della perdita? Se avete visto più di due film nella vostra vita, avete già capito che questo romanzo di formazione ambientato d’estate (come questa tipologia di storie richiede) come finirà? Con lei che si tutta per salvare Bumblebee bravi! E no, non è uno “spoiler” sulla storia, su questo argomento lasciatemi l’icona aperta che più avanti ci torniamo.

Vogliamo anche aggiungere che Charlie Watson, si iscrive al filone nascente - ma sempre più prolifico - di personaggi femminili tosti, che se la cavano egregiamente anche con i motori e il più delle volte, trovano quello di cui hanno bisogno scavando tra i rottami? Come fa Charlie quando dal meccanico presso cui lavora trova un vecchio Maggiolone Volkswagen giallo? Guarda caso avevo fatto una breve classifica di questa tipologia di personaggi sempre più in voga nel cinema odierno, proprio commentando Transformers - L’ultimo cavaliere, ma qui tocca aggiornarla.

Per i più giovani, queste erano il nostro Spotify.
Per ottenere il massimo dall’ambientazione, a Travis Knight viene chiesto di gettare dentro pezzi musicali a caso che facciano subito anni ’80, quindi sotto con gli Smiths, “Everybody Wants to Rule the World” dei Tears for Fears e “Don’t You (Forget about me)” dei Simple Minds, che dall’alba dell’umanità (il 1985) vuol dire solo e soltanto una cosa: il film più citato della storia del cinema ovvero “Breakfast Club”. Questo spiega perché Bumblebee si ritrova a guardarlo in tv, e a rispondere con il pugno in cielo di John Bender, al saluto militare di John Cena.

Don't you forget about me Bumblebee (Quasi-cit.)
Anche se i pezzi selezionati non sono male, a mancare è proprio una certa inventiva, il che è un peccato perché Travis Knight in certi momenti riesce a tirare fuori il meglio dai siparietti che si creano tra una ragazzina stramba con difficoltà ad integrarsi, ed un gigantesco Robot giallo che invece deve nascondersi a tutti i costi, i suoi trascorsi come animatore si fanno valere, e grazie ad una computer grafica ben fatta, per alcuni minuti sembra di guardare un film d’animazione in cui Hailee Steinfeld è l’unica a non essere realizzata al computer.

Peccato che le influenze della produzione, e un lavoro di scrittura che gioca in difesa, ci facciano passare da un momento già visto all'altro. “Bumblebee” quindi é una cosina ben poco memorabile, di certo non all’altezza dei cori entusiasti che lo hanno accompagnato, e che evidentemente erano urla di gioia per l’assenza di Michael Bay alla regia.

La mia scena preferita: Bumblebee che impara a fare la cacca nella lettiera.
Ma parliamoci chiaro, se il design degli Autobot di Michele Baia, fosse più simile a quello dei cartoni animati, dei fumetti e di questo “Bumblebee”, sono sicuro che tanti fan (i veri nemici di ogni saga) non si lamenterebbero così tanto della regia di Bay, anzi ne sono abbastanza certo, perché questo “Preboot-off” non ha certo una trama rivoluzionaria, ma in compenso visivamente non allaccia nemmeno le scarpe agli altri film sui Transformers visti fino ad oggi. Ricordatemi un po', da chi erano diretti quelli? Ecco avete capito dove volevo andare a parare.

In compenso bisogna digerire scene in cui Charlie, intenta a riparare Bumblebee, fa partire l’ologramma in cui Commander Obi-Wan Kenobi Optimus Prime manda il suo messaggio, che stranamente non termina con: «Aiutami, Bumblebee. Sei la mia unica speranza» altrimenti la strizzatona d’occhio sarebbe completa.

Oppure la scena in cui il giallo robottone viene lasciato a casa da solo, libero di guardare la televisione e fare danni come faceva E.T. nel film di Spielberg. Insomma avete capito l’andazzo, l’unica concessione ai nostri (strambi) tempi moderni, è rappresentato dall’aspirante fidanzatino di Charlie, che rappresenta l’inevitabile personaggio di colore che non può mancare nel cinema americano moderno, ma che risulta un pugno in un occhio, perché in una storia che in teoria dovrebbe parlare di emarginati (umani e Autobot), lui risulta il personaggio più emarginato dalla trama di tutti.

"Io sarò sempre qui" (Cit.)
Le scene d’azione poi sono coreografata come in un film per famiglie, non che siano male, ma dimenticatevi la strapotenza visiva di Michael Bay. Ecco perché a ben guardarle, queste scene funzionano meglio quando Travis Knight è lasciato libero di risultare un po’ ironico, avevo un’icona sull’argomento “Spoiler” lasciata aperta, la chiudiamo subito.

Mentre la famiglia di Charlie, con la giardinetta di famiglia si lancia ad aiutare la ragazza, Knight mette su un inseguimento in auto che risulta più comico che adrenalinico, e funziona più che altro per via della gag finale del fratello della protagonista, che però pochi minuti prima, di fatto “Spoilera” (perdonatemi l’orrido anglicismo) tutto quello che succederà da questo punto del film in poi. Spero che sia stato un moto di coscienza della sceneggiatrice Christina Hodson (che a breve vedremo al lavoro su “Birds of Prey” speriamo bene), che deve essersi resa conto lei stessa di aver scritto un film, con una trama talmente facile da intuire, che tanto valeva far spiattellare tutto il finale ad uno dei personaggi!

Insomma “Bumblebee” è una cosina simpatica nella misura in cui, sentiate davvero tanto il bisogno di un altro film ambientato negli anni ’80 immaginari che esistono solo al cinema, e allo stesso tempo, la vostra insofferenza verso Michael Bay, vi faccia amare chiunque non si chiami Michael Bay.

Qui volevo fare una battuta su Michael Bay e la baia, ma niente, vado a rivedermi The Rock.
Ultima prima di andare, John Cena si merita un paragrafo, si perché come ci insegna il Zinefilo, ogni lottatore della WWE che arriva al cinema, finisce in film dove non mena nessuno nemmeno per errore, quindi dopo aver messo su una filmografia fatta di commedie sceme e film d’azione girati in Romania, John Cena nemmeno qui mena nessuno, però manda a segno un personaggio che di fatto è la versione per famiglie di quello di Michael Shannon in La forma dell’acqua, con la differenza tra capacità di recitazione che intercorre tra Shannon e Cena, vi lascio fare le debite proporzioni. Ma che comunque risulta la migliore interpretazione della carriera di attore di John Cena, anche qui, se non avete visto altri film con Cena, potete immaginare la loro qualità confrontandoli con questo, nel dubbio: You can't see Me!

28 commenti:

  1. Carabara, non ci crederai e faccio fatica anche io a credere alle coincidenze da quando ho letto che il deja vu è una controllatissima emorragia neurale , ma stamattina, come al solito, mi sono alzato prima della sveglia, per evitare che suonasse, e prima delle routines che anticipano il momento in cui sveglierò Crepascolino e Crepascola, sono incappato nella run di Daredevil di Dematteis/Wagner/Reinhold e ho pensato che il Matt Murdock di Ron Wagner assomiglia a Michael Bay ( e a Ron Wagner ndr ) e che Bay assomiglia a Paul Hogan. Non erano ancora le sei ed il mio neurone non è al top nemmeno ora quindi puoi capire che in quel momento il massimo che potessi pensare era che i creativi fanno cose che a loro assomigliano. Anche fisicamente. No kiddin. Oggi vado meno al cine e raramente lo guardo in tv, ma ho passato gli anni ottanta e novanta in sale, multisale, cineforum e parecchie domeniche alle rassegne del mitico De Amicis e " so " che Alphaville assomiglia a Godard e Il Cappotto di Gogol a Lattuada. Non ho visto il film di cui parli oggi, ma Travis Knight è un bel nome per un tassista reduce paranoico che crede la sua auto sia senziente ed elegge a summa di tutto quanto odia un tycoon che ha fatto fortuna nella baia della rete e che la sua auto gli dice nemmeno esista come un personaggio virtuale dei cartoon.

    Una idea per il film che un giorno potresti girare: Bay è un regista australiano non vedente mistico che supplisce alla cecità con una specie di consapevolezza cosmica a la Starlin e che ha girato per anni film astratti e cinetici che hanno subliminalmente guidato una rivoluzione che il colonello Nolan ha imprigionato in un vecchio carcere che forse è solo una prigione mentale in cui Bay vive e rivive la sensaz di precipitare in un sogno dentro un sogno fino al momento in cui è richiesta la sua competenza perché fermi Bad Boy Cage , forse un programma senziente che intende riportarci al momento in cui correvamo fuori dalla sala spaventati da treno che dallo schermo sembrava proiettato verso le nostre poltroncine. Succede tutto nella zucca di Bay ? Cage è un livello grantmorrisonico della zucca di Bay ? Nolan è un virus lumiere cioé un bad boy meme ? Mm. Ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ora che mi hai fatto notare la somiglianza non riesco a pensare ad altro, un vero “Innesto” per stare in tema. Quasi mi distrae dal fatto che Michele Baia mi sembra un Bruce Dern giovane, che per altro sarebbe potuto essere un cattivo del Diavoletto perfetto. Il nome Travis fa subito tassista, anzi, i bimbi nati con questo nome dovrebbero avere la tessera fin dalla tenera età, metterebbe ordine nella mia (in)sana follia.

      L’idea di Bay e Cage nella stessa stanza mi riporta ai tempi belli di “The Rock”, quasi me lo vedo Malware Cage cicciare fuori indicando cose a caso, mentre il più conservatore spyware Nolan fa correre treni in mezzo alla strada, di nuovo ora che ci penso tanto per restare in tema di “Innesti”. Cheers!

      Elimina
  2. Il miglior film di Cena sarà Duke Nukem!
    Fantastico l'espediente narrativo della paura di qualcosa che viene superata per salvare un amico\compagno\persona cara :D ,penso che ci sia in TUTTI i cartoni animati del periodo fine anni '80-metà anni '90. TUTTI, fino ad arrivare a uno dei primi episodi dei Power Rangers (Trini vince la paura del vuoto per salvare Billy).
    Il film non l'ho ancora fatto, è pronto: lo guarderò, ovviamente per la mia antica passione dei Transformers.
    Ho anche io avuto l'impressione che fosse un po' sopravvalutato, perché in controtendenza con la produzione di Bay e per la famosa scena iniziale della guerra su Cybertron.
    Però attenzione: se la saga dovesse proseguire e dovesse migliorare, potrebbe riservarci delle sorprese positive.
    Della saga di Transformers di Bay a me non ha convinto nel complesso la struttura delle storie, il fatto che gli umani fossero in grado facilmente di radere al suolo robot..
    Poi puoi snaturare modelli e colori, ma è proprio la costruzione delle storie che non mi ha proprio convinto, dal primo all'ultimo capitolo.
    Pensa a Megatron, invincibile nel primo film (sconfigge Jazz in un secondo dividendolo in due), poi prende delle grandi mazzate a destra e sinistra ahhaha.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto che il vecchio Dolph Lundgren non ringiovanisce, lui sarebbe una solida seconda scelta ;-) Vero che è una grossa novità? Poi fatta in un film diretto da uno che arriva dall’animazione, siamo proprio all’avanguardia :-P Il problema dei film di Bay è che per lui erano la scusa per scene sempre più folli, giganti e complicate, con un minimo di trama, saremmo tutti contenti e felici ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Coi Transformers mi sono perso per strada e ti uso come strumento per rimanere informato della loro evoluzione. (Non ho mai seguito i loro cartoni animati, all'epoca, quindi non ho stretto alcun legame con loro.)
    Com'è che negli anni Ottanta le ragazze a scuola avevano i baffi invece nei film sono tutte modelle? :-D Stanno davvero idealizzando un'epoca dai gusti davvero discutibili...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il cartone mi piaceva, ma non era quello che aspettavo di più, se non altro questo film lo ricorda più di quelli di Michael Bay, ma non funziona proprio tutto, anzi. Vero! Che poi nemmeno noi eravamo dei Brad Pitt o dei Mickey Rourke (con gli ormoni non si scherza) però davvero qui ormai siamo agli anni ’80 di plastica, che non sono mai esistiti davvero ;-) Cheers

      Elimina
  4. Mi sono fermato al 4° Transformers, i primi tre me li ero goduti proprio per lo strapotere visivo, che eccelle più di tutti nel 3°. Bumblebee non l'ho visto, anche se i tanti elogi stavano per convincermi, ho rinunciato. E credo non lo vedrò tanto presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il terzo è un’orgia visiva, davvero un punto d’arrivo per la follia e il talento di Bay ,sono film che si guardano più che altro per il suo sfoggio di strapotenza visiva. Con questo secondo me non ti perdi poi molto, a meno che tu non sia un “completista” di John Cena, ma tendo ad escluderlo ;-) Cheers

      Elimina
  5. Sono un fan dei Transformers semplice, vorrei solo un look più fedele o quantomeno riconiscibile per i robot e meno umani tra le balle. Poi se ci fosse anche una trama che non fosse un gran pasticcio non guasterebbe. Ma no Bumblebee non è stata la soluzione che tanto ci aspettavamo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sarebbe male, diciamo che “Bumblebee” è un colpo sparato nella direzione giusta, ma da qui a colpire il bersaglio mancano ancora diversi metri. Cheers!

      Elimina
  6. Avevo sentito pareri contrastanti su questo film ma non essendo un fan dei Transformers ma non mi sono mai informato. Comunque hai ragione il peggior nemico per un brand sono i suoi appassionati più puri e duri .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La frase è di Lucius, io ne ho sposato la causa perché è dannatamente vera e applicabile a tutte le saghe. Cheers!

      Elimina
  7. Esattamente: per me la questione non è Bay in sé, ma la poca fedeltà al design originale.
    Bumblebee è stato più attento in questo, ha dato ai fan quel che i fan volevano.
    Bene così: prima fai il live action perfetto, poi si fanno tutte le bayate (o boiate) che vuoi XD
    P.s. viva gli anni '80, a prescindere XD

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il design dei personaggi azzeccato non dispiacerebbe nemmeno a me, ma il meglio sarebbe la strapotenza visiva di Bay e personaggi diciamo riconoscibili ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Potevano pensarci prima, forse. Quel capitolo "stravolgimento" è chiuso, almeno per i Transformers. Speriamo sia così per ogni altra opera ancora non adattata per altri media. Poi, una volta riadattata per bene, avoglia a stravolgimenti e visioni d'artista! :D

      Moz-

      Elimina
    3. Sfondi una porta aperta, anche perché stai parlando con un fanatico dei G.I.Joe, pensa ai film che sono stati tratti, e potrai capire il mio scuotere la testa molto poco convinto ;-) Cheers

      Elimina
  8. Film che ho saltato senza nemmeno pensarci. L'avrei visto solo se Bay fosse stato al timone, preparandomi a casa una bella camomilla per farmi gli impacchi agli occhi nel post-cinema. Se non esplode ogni cosa sullo schermo che senso hanno i film dei Transformers? Eddai...
    Vedo di recuperarmelo una domenica pomeriggio. Pop corn, cervello in stand-bye, sorriso ebete e via!

    Sarei curioso di sapere quanti sono i titoli che hanno copiato, omaggiato, parodiato, rifatto paro-paro,... "The Breakfast Club" la cui colonna sonora è nella mia playlist di quando cucino! (Sì, ho una playlist per quando mi metto ai fornelli. Problemi?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il massimo sarebbe che tu la usassi per preparare la colazione ;-) Solo per replicare la locandina film di John Hughes, si sono sbizzarriti, ecco un esempio:

      https://fumettietruschi.wordpress.com/2017/08/24/ash-vs-the-army-of-darkness-2-2017/

      Provare ad elencarli tutti sarebbe un casino, il famoso “Eat my shorts” di Bart Simpson arriva da lì, Matt Groening è un fanatico del film, ecco perché in “Futurama” il robot di chiama Bender (storia vera). Cheers!

      Elimina
    2. Ma lo sai che preparo dei pancake buonissimi? La mia compagna ne va ghiotta ma purtroppo li preparo presto e non posso sparare la playlist a volume Spinal Tap!

      Elimina
    3. Quindi niente amplificatore ad undici ;-) Ci credo, non mi dire pancake che li mangerei a quattro palmenti in stile Hellboy! Cheers

      Elimina
  9. Peccato, sai che a questo Bumblebee un'occasione pensavo di dargliela, magari da vedere con mia figlia (che ora vuole vedere Riverdale) se ne avesse avuto voglia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci ho trovato dentro tanto calcolo in questo film, una strategia pensata a tavolino per accontentare un po’ i bambini, un po’ i loro genitori che seguivano – da piccoli – il vecchio cartone animato, un po’ la porzione di pubblico stufa di Michele Baia. Infatti è un film per famiglie che vuole essere alla moda. Bravo mi porti un ottimo argomento, scrivendone non ho proprio pensato come potrebbe apparire agli occhi del pubblico dei più piccoli, forse è proprio diretto a loro alla fine. Cheers!

      Elimina
  10. A me di "Transformers" è bastato il primo. Storiella simpatica, ma già quella sapeva di un visto... peccato non avere avuto 10 anni nel 2007. XD
    Questo puzzava di ruffianata... ed infatti... ma viene citato "Corto circuito"? La trama un po mi fa pensare a quello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stranamente “Corto Circuito” no, ma tutti gli altri si! ;-) Oddio forse per il fatto che Bumblee non parla? Ecco magari per quello. Cheers

      Elimina
  11. Su questo film sono d'accordo. Ma mandava già questo odore a distanza, mi sa. Però Michael Bay non lo sopporto lo stesso. Cioè, siamo d'accordo sul talento visivo e che demonizzarlo è assurdo, perchè al contrario di altri almeno ha quello; ma, credo, il problema è che ora i registi sembrano più direttori della fotografia. Con poche eccezioni, quella conoscenza dei vari campi che, insieme ad altre doti, dà la capacità di tenere in mano il film non c'è. Non credo sia per mancanza di talenti, forse è che nell'industria ora non è incoraggiata, ma osteggiata. Almeno, così mi sembra. Per i film dei transfomers, beh, per me la trama ha una qualche importanza persino nei videogiochi picchiaduro (è un difetto lo so, ma che ci posso fare) quindi questo è il peggiore ma quelli precedenti anche se meno ipocriti non mi sono piaciuti. Per insonnia ho visto la sserie Transformers Prime, che ho abbandonato per la singolare capacità di proporre spunti interessanti e non avere il coraggio di esplorarne fino in fondo nessuno. E per gli umani irritanti. Ma poi io sono cresciuto con Beast Wars, che mi sembra la serie migliore per la capacità di osare(ma non le conosco tutte) e non so se è solo per le lenti nostalgia (ma può anche darsi).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, decisamente Bay è molto sbilanciato, da precedenza alla strapotenza visiva, il resto gli interessa il giusto, spesso assecondando un senso dell'umorismo che (forse) fa ridere solo lui. Ho visto qualche episodio di "Transformers Prime" ma mi ha convinto davvero poco, mi confermi che forse non mi sono sbagliato ;-) Cheers

      Elimina
  12. Sono sempre disposto a vedere film ca**oni o tamarri ma Michael Bay non mi è mai piaciuto (ad eccezione della prima parte di "The Island"). Sarà per il suo umorismo (basso), la gratuita presenza di figone, l'ignoranza americana che trasuda ogni esplosione o la voglia di fare un montaggio iper-ultra-accelerato (senza la grammatica visiva di un "Moulin Rouge" o "Mad Max: Fury Road"); sarà l'insieme di tutte queste cose a rendermi Bay un autore che non è ancora riuscito a colpirmi positivamente.
    Un film su Bumblebee, più tenero, emotivo e diretto da un bravissimo regista - già apprezzato nella Laika - è per me un segno di cambiamento ben accetto per questo franchise. La storia di formazione della ragazza è classica più che mai; comunque mi è assai piaciuta e mi ha lasciato qualcosa dentro a fine visione.
    Bay, purtroppo, mi lasciava solo e soltanto col malditesta (storia vera).

    PS: Comunque sia è apprezzabile leggere le righe di uno che difende Bay. Penso di provare la stessa cosa quando difendo Zack Snyder ;)

    Saluti terrestri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No ha un umorismo impossibile da difendere, inoltre spesso gli scappa il patriottismo selvaggio, come dicevamo in altri commenti nel post, è troppo sbilanciato verso la strapotenza visiva, ma negare il suo talento sarebbe da pazzi, alla fine si, ha delle somiglianze con Zack Snyder, uno che non amo ma che oh! A me è simpatico anche se ha messo le mani su tante mie storie del cuore, tranquillo, ne parleremo ;-) Si vero questo film è molto classico e inventa poco, però è un messaggio per il pubblico, sono d'accordo ;-) Cheers!

      Elimina