martedì 9 aprile 2019

Dumbo (2019): Elefanti analcolici

Dico sempre che il giorno in cui riuscirò a scrivere un commento come si deve di “I sette samurai” (1954) di Akira Kurosawa, appenderò la tastiera al chiodo e mi ritirerò a vita privata su una montagna, a tagliere legna, a dar da mangiare ai cerbiatti, ad insegnare alla progenie ad usare i gomiti nel modo più letale possibile, insomma... Le solite cose che fanno gli uomini arrivati quando sono... Beh, arrivati.

Ma la via verso la saggezza è un percorso lungo, sono migliorato, eh! Ho quasi totalmente smesso di far uso di trailer, eppure ci sono altre lezioni che dovrei imparare, ad esempio, quando annunciano un remake, io dovrei sfruttare l’occasione per rivedermi l’originale ed ignorare il nuovo arrivato, se avessi fatto così con Dumbo, sarei stato un passo più vicino alla montagna sacra della pace interiore del cinefilo blogger taglialegna.

Ma anni passati a leggere fumetti hanno fatto di me uno di quelli che non può avere un buco nella collezione, causa crisi ossessivo compulsive, accendi la luce cinque volte, spegni la luce cinque volte, e niente... Alla fine il remake con attori quasi in carne ed ossa e veri elefanti (in CGI) di Tim Burton me lo sono visto, perché Minchio Dumbo non è mai stato uno dei miei preferiti di casa Disney, ma ormai mi sono votato alla sua causa, quindi niente... Tocca affrontare Disney e Tim Burton, di nuovo insieme, più letali di caffè e sigarette per il colon.

"Venghino signori venghino! A vedere l'incredibile bimbo elefante!"
Parliamo subito dell’elefante nella stanza (ah-ah) “Dumbo” non fa schifo come “Alice in Wonderland” (2010) che è un po’ come dire: "Ti ho solo dato uno schiaffo, quando potevo colpirti con i miei gomiti letali... UA-TAA!". Fatta questa doverosa premessa, passiamo al film, anzi mi tiro su le maniche perché i gomiti ho intenzione di usarli.

Cos'abbiamo capito di Tim Burton in tanti anni di frequentazione? Tante cose, non come fa ad acconciarsi i capelli in quel modo, ma di sicuro abbiamo capito che Tim adatta cose, cercando di renderle il più aderenti possibile alla sua poetica dei “Freaks” e quando dico che adatta cose, intendo dire di tutto, con un’altra grande costante: lui se ne frega del materiale originale, cioè tante volte nemmeno lo conosce.

Tim Burton cerca di corrompermi con una scimmia in CGI, ma non basterà!
Batman? Lui prende l’Uomo Pipistrello, inserisce delle robe che farebbero venire un infarto ad un Nerd (Joker che “crea” Batman con le sue azioni), ma lo rende uno dei suoi scherzi della natura. Il pianeta delle scimmie? Da una lettura veloce e sommaria al racconto originale di Pierre Boulle, ne tira fuori un film dal finale senza alcuna logica. Big Fish? Il libro è bello, il film molto di più proprio perché Burton lo ha riempito di circhi e strambi personaggi portando la storia dove interessava a lui. Avete capito il gioco, no? Tim Burton adatta cose, non importa cosa, tanto lui la ignora se ne sbatte e cerca di trasformare tutto nel suo circo. Con la piccola discriminante che quando entra in zona favola, il suo cinema diventa più plastico e caramelloso, ecco perché Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è molto più “Burtoniano” (e cattivello) della versione di Burton e con “Dumbo” è successo ancora.

“A grandi linee? Una roba su un elefante che vola, avrai preferito una bara ma questo chiede Disney”
Ehren Kruger (autore della sceneggiatura originale) è uno che in carriera ha firmato tante cose celebri, se poi vai a ben guardare, non tutte pesche e crema, ma tanto Tim Burton se ne frega, perché tutto il primo atto della sua versione di Dumbo, non è altro che un modo per sbrigare la pratica, l’originale durava 64 minuti? Bene, noi in meno di quaranta lo rifacciamo tutto e poi passiamo a fare altro.

Quindi, s'inizia con la stessa scena del treno, ma in versione minore e velocizzata, giusto per essere sicuro che nessuno si lamenti, ci mettiamo anche il topo Timoteo in CGI, zitto, muto, perché non c’è spazio nel film i Burton per animali che cantano, ballano e rompono i coglioni, qui si fa tutto dal punto di vista degli esseri umani, quindi il ruolo di allenatori e motivatori personali di Dumbo, lo affidiamo a due bambini, che hanno anche dei nomi e sono interpretati da dei piccoli attori (Finley Hobbins e Nico Parker), ma siccome a Tim Burton non frega nulla, chiameremo soltanto: il bambino e la bambina. La seconda, in particolare, la potete riconoscere facilmente, perché è quella che millanta conoscenze scientifiche, ma ha una fronte più grande delle orecchie di Dumbo. Io capisco la tua tanto amata poetica dei freak Tim, ma questa era la bimba più carina che sei riuscito a trovare?

Però è il momento di inserire il colpo del grande autore, la novità assoluta, il bambino e la bambina hanno un padre, la madre no perché è morta e questo non fa di loro una famiglia tradizionale (weekend di Verona Docet) in compenso, il loro papà era un abilissimo cowboy del circo che torna dalla guerra senza più un braccio. Ad interpretarlo è Colin Farrell nella parte di Johnny Depp ed io me lo immagino Tim Burton sul set che dice cose tipo: «Bravissimo Johnny sei stato perfetto!», «grazie Tim, ma io mi chiamo Colin», «Ah già, vero. Ok, passiamo alla prossima scena Johnny».

L’espressione di Colin, non riesco a guardare altro, è il riassunto del film.
Voi direte: "Un elefantino volante sbeffeggiato per le grandi orecchie e un umano con una menomazione fisica è la stessa dinamica del primo “Dragon trainer” (2010)". No, perché Tim Burton se ne frega di tutto, tanto che per il suo Cowboy protagonista, la perdita di un braccio non è un problema, fa esattamente le stesse cose di prima, al massimo ogni tanto ci scherza su, quelli che sentite in sottofondo sono gli scricchiolii della poetica dei freak di Burton, ma il vero colpo di genio arriva adesso.

Avete presente la scena delle cicogne del film originale? Quella che spiegava L’UNICO modo approvato da Disney per far nascere i bambini? Ecco, qui si vede un pennuto sconosciuto, si vede talmente in fretta che potrebbe essere un piccione troppo cresciuto, posarsi sulla gabbia della signora Jumbo e via, nasce il piccolo protagonista in CGI che, però, ha le orecchie sproporzionate rispetto a quanto promesso dal capo del circo Max Medici (l’immancabile Danny DeVito) al suo pubblico, ovvero un cucciolo di elefante bello bello in modo assurdo.

Fatemi capire, la cicogna no, ma la parata degli uomini vestiti da pene sì?
Già, perché la fissazione di sostituire con degli umani, gli animali antropomorfi del film del 1941, crea situazioni assurde. A partire dal cattivo cattivissimo che, per pura e semplice malvagità, le tenta tutte per far arrabbiare la signora Jumbo facendola finire in catene, salvo poi, scomparire per sempre dal film (giuro! PUFF! Sparito) lasciando tutto il pubblico a chiedersi: "Perché quel biondo dalla faccia butterata odiava così tanto gli elefanti? Era rimasto traumatizzato da Dumbo da bambino?". Non lo sapremo mai.

Ne ho vedute tante da raccontar, giammai gli elefanti i Tim Burton volar!
Allo stesso modo: perché la donna cannone (che nell’umorismo di Burton è la donna sirena in versione “Curvy”, meno male che sei sensibile con l’altrui diversità Tim!) dovrebbe cantare “Bimbo mio” il pezzo strappalacrime che fa sudare le palpebre anche ai Rambo là fuori? Quella era la canzone con cui mamma Jumbo consolava il suo piccolo, ma qui da contratto tocca esibirsi in tutte quella scene che non possono mancare in un film su Dumbo, quindi tocca fare anche sta pantomima della canzone.

Venendo a mancare le cornacchie sosia di Adriano Celentano dell’originale, ci sarebbe la questione delle piuma da risolvere, presto fatto in questa versione del film, l’elefantino vola solo dopo aver sniffato con la sua proboscide una piuma svolazzante. SNIIIIF! Tiratona di naso e via... Si volaaaaa! Siamo sicuro che di nome faccia Dumbo e non Lapo, vero?

Passato dallo champagne allo sniffo. Gioventù bruciata.
Tra una sniffata svolazzata e l’altra, Dumbo supera la scena dei clown e dell’incendio, diventa l’attrazione numero uno del circo e gli spettacoli fanno il tutto esaurito, un bellissimo spettacolo vecchia scuola che piace tanto al pubblico. Peccato che siamo al minuto quaranta del film e ci sarebbe un’altra ora da riempire ed è qui che Tim Burton mena il suo colpo più duro.

Orfano del suo attor feticcio del cuore, Tim Burton si ricorda che c’era vita anche prima di Johnny Depp e fa tornare l’altro suo attore feticcio del cuore, quello con cui tutto è iniziato, Michael Keaton che interpreta un ricco magnate di parchi di divertimenti di nome Walt Disney John Hammond V. A. Vandevere e della sua amante tromboamica principale star Colette Marchant, interpretata da Eva Green nella parte di Lisa Marie Helena Bonham Carter.

“Hai finito con ste piume? Ma tu hai un problema serio ragazzo mio!”
L’offerta è unica: "State facendo soldi a palate con il vostro circo che presto diventerà uno spettacolo fuori moda, perché non venire a fare meno degli stessi soldi che potreste fare da soli, lavorando alle mie dipendenze, cari amici del circo?".

Nessuno accetterebbe tranne Max Medici che nel giro di una scena diventa un piccolo borghese ripulito, il tutto mentre si organizzano le prove del grande numero: una donna che cavalca un elefa… NOOO! Non in quel senso! I bambini! Qualcuno pensi ai bambini!

Ci sono così tante di quelle battutacce che potrei scrivere qui sotto, che è meglio se evito.
Eva Green nei panni di Colette Marchant ci viene presentata come una ex trapezista di strada (eh?) e se non bastasse questo, fa riflettere il fatto che Eva Green abbia speso l’intera carriera a ricordare al pianeta di essere fondamentalmente più figa degli altri quasi sette miliardi di abitanti di questo gnocco minerale che ruota attorno al Sole e qui sia costretta a recitare avvinghiata sopra un elefante ricostruito in CGI davanti ad uno schermo verde, un po’ come se stesse domando un toro meccanico. Anzi per dirla ancora meglio, vi riporto l’affermazione della mia Wing-woman: «Sembra Valeria Marini sopra la mortadella». BOOM! Mic drop!
Una scena del film (certo che con gli effetti speciali fanno proprio di tutto ormai)
Inutile girarci attorno, Tim Burton è più svogliato del solito nel dirigere tutta questa roba, si vede che inserisce dentro scene “alla Dumbo” solo per motivi contrattuali, in questa versione, poi, la faccenda del nome del personaggio, un crudele gioco di parole con la parola “Dumb” (muto, ma anche scemo) che avevo, con la solita classe che mi rappresenta, suggerito di tradurre con Minchio, qui torna di stretta attualità.

Nell'economia di un film d'animazione, in cui tutti gli animali parlano, uno che non lo fa come l'elefantino dalle grandi orecchie, viene etichettato come "Dumb", ma che senso ha che degli umani se la prendano con un elefante per le dimensioni delle sue orecchie, volete dirmi che i contadinacci del Wyoming ora sono tutti esperti di elefanti?

La domanda del cretino (IO): Non sarebbe stato più logico realizzarlo in stop motion?
Quando il pubblico inizia a sbeffeggiare l’elefantino, nella versione doppiata del film, viene fuori l’incomprensibile coro «Dumbo sei un dumbo!» che comunque non ha senso, anche se uno dei personaggi un attimo prima afferma qualcosa tipo «Dumbo, vuol dire che è scemo». Voi avete mai messo la testa fuori dal finestrino e urlato a quello che vi ha tagliato la strada: «cosa fai ma sei Dumbo?!?» io personalmente no e visto che trovo improbabile il fatto che le prossime edizioni del film per l’home video verranno rieditate con il titolo di “Minchio” (...un classico Disney), faccio la proposta contraria: adattiamoci noi all’incomprensibile doppiaggio italiano del film e iniziamo ad usare “Dumbo” come insulto, sentite come suona bene… Testa di Dumbo! Vaffandumbo! Grandissimo pezzo di Dumbo! Dài, è fantastico, il mondo diventerebbe subito un posto più tenero e caruccio se ci insultassimo tutti così.

“Siamo rimasti solo noi Danny, ormai anche Johnny Depp si rifiuta di lavorare per Burton!”
Eppure, la falce moralizzatrice che nel 1941 per Disney non era certo un problema, nel 2019 è un fattore, secondo voi possono mancare i Rosa elefanti in un film che esce con il titolo “Dumbo”? Proprio no, però non possiamo certo dare degli alcolici ad un elefantino, no? Cioè finché si tratta di dare della “trapezista di strada” ad Eva Green nessun problema, ma gli alcolici? Ed ecco perché nella versione di Tim Burton i Rosa elefanti si riducono ad un semplice esibizione con le bolle di sapone. No, sul serio!? Siamo davvero a questo!? I Rosa elefanti analcolici!? Non serve nemmeno inserire battutine - che in realtà sono strizzatine d'occhio - sul tenere gli alcolici lontani dai bambini, perché porco mondo, ormai è un’espressione di uso comune, vedere gli elefanti rosa è sinonimo di essere ubriachi, puoi creare una versione analcolica? Ditemi una singola cosa nella vita che diventa divertente quando gli aggiungo l’aggettivo “analcolico”, ci provo io: Tim Burton se ti incontro per strada ti tiro una gomitata analcolica, grandissimo testa di Dumbo.

Rosa elefante che cosa ti hanno fatto? CHE COSA TI HANNO FATTO!?!?
Il film continua a procede nella noia, anche perché lo sappiamo che fine fanno i parchi di divertimento al cinema, quindi il “Dumbo” di Tim Burton termina senza guizzi come tutto è iniziato, con Max Medici che acchiappa il denaro e torna a fare il suo circo senza più animali - trovata che approvo in pieno, ma proprio come i Rosa eleganti analcolici è figlia dei nostri strambi tempi – ed è qui che tutto mi diventa chiaro. Se il primo tempo di “Dumbo” è Tim Burton che adatta cose senza nessuna vera voglia di farlo e dimostrando di non aver capito il materiale originale, il secondo tempo è una grossa metafora sulla piega presa dalla carriera del regista dai capelli buffi.

Prendere i soldi di un miliardario stile Disney, per continuare a fare quello che faceva prima, portare in scena i suoi circhi guidati da Danny DeVito, sempre più patinati, edulcorati e se possibile analcolici. Tanto a Tim Burton di adattare cose non frega niente, interessa solo la sua poetica che è quasi solo più estetica e basta, una volta avrebbe trasformato il circo di Dumbo in una versione con elefanti di “Freaks” (1932) oggi, invece, Rosa elefanti analcolici per tutti!

46 commenti:

  1. Continua ad oltranza la mia personale crociata contro questa iniziativa della Disney. Ovviamente sono uno dei pochi pazzi che si scaglia contro i mulini a vento, ma non voglio regalare tempo e denaro a nessuno di questi remake live. Già il "remake" in linea di massima è qualcosa che odio, se poi viene pure fatto male o tocca dei classici, il mio astio si moltiplica.

    Non ho idea di come stia andando questa politica Disney in termini di risultati al botteghino, ma qualitativamente mi pare di capire che stiamo dalle parti della mediocrità.

    Non intendo neppure commentare oltre perché non ho nulla da dire. Da adesso in poi prometto che quando il Capo Cassidy scriverà un post sui remake della Disney, passerò a salutare e a postare una ricetta di una torta a caso. Giurin giurello!

    Ah, per quanto riguarda il discorso "buchi in collezione da completare", ti capisco. Sono guarito con molta molta fatica. L'ultima cosa che mi è rimasta addosso e da cui non riesco proprio a guarire è l'acquisto dei cd musicali. Credo che a comprarli siamo rimasti in 5 in tutta Europa...

    Ultima e poi chiudo: sposati quella donna che ti sta accanto! Una che tira fuori la combo Marini+mortadella merita un anello al dito tipo... Immediatamente!

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    1. Torte di mele se possibile, mi piace molto quindi la ricetta sarebbero molto apprezzata. Trovo incredibile che ci sia ancora pubblico per questi film fregatura tutti basati sulla malinconia, poi magari è lo stesso discorso che fanno quelli che non amano i Cinecomics, posso capirlo, ma per lo meno nel mucchio dei film tratti da fumetto si trovano cose anche di valore, di questo remake Disneiani non ne ho ancora trovato uno valida per davvero, questo no, di sicuro!

      Ma poveretta pure dover sopportare me a vita le tocca a sta donna? ;-) In ogni caso la tua politica è la migliore, io continuo a pensare che la Bara Volante esiste anche per schivare qualche pallottola cinematografica a qualcuno, anche se il prossimo “Aladdin” mi puzza così tanto di cacca di elefante che non so se potrò farcela. Cheers!

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  2. Stavolta un po' te la sei cercata, ammettilo

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    1. Con la Wing-Woman ci siamo detti: «Ma perché guardiamo ancora questi film, tanto lo sappiamo che non ci piaceranno» (storia vera). Ma dopo aver scritto il post sul film originale, ormai mi ero preso a cuore l’elefantino, ultima volta che mi fregano, piuttosto mi riguardo gli originali e basta. Cheers!

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  3. Io ho glissato la visione in sala, come del resto quella di tutti i Burton post Sweeney Todd, giusto "Big Eyes" ho visto ma solo perchè mi trovavo al cinema senza idee e la visione mi ha fatto ricordare perchè avevo abbandonato il regista americano. In pratica questo nuovo corso della sua filmografia non incontra più i miei gusti (anchese ammetto che "Dark Shadows" lo ritengo una piccola perla bistrattata), figuriamoci poi se posso anche solo spendere soldi al cinema per questo remake che già solo dal trailer mi faceva presagire ogni peggior cosa, ed infatti ogni peggior cosa è descritta nella recensione.

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    1. Penso che la Bara esista anche per consigliare i film validi e far cambiare idea a quelli che pensano: «Ok è brutto, ma magari potrebbe non esserlo così tanto», questi post li faccio più che altro per questa motivazione. In ogni caso per me l’ultimo Burton davvero bello è stato “Big Fish” e “La sposa cadavere”. Persino “Frankenweenie” (2012) ha rovinato le ottime idee del corto originale che era fantastico, insieme a “Vincent” una delle ragioni per cui una volta Burton mi piaceva moltissimo. Cheers!

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    2. Concordo, anche per me l'ultimo film veramente valido e forse anche il suo vero capolavoro è "Big Fish", poi la parabola è stata discendente fino a Sweeney Todd musical con le canzoni più brutte di sempre (ma non è colpa sua) e messa in scena claudicante (qui è colpa sua).

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    3. Se non hai la voce caro Jonnhy, non fare i musical. Ma tanto si fa pagare per fare "concerti" in giro per il mondo quindi vale tutto. Cheers!

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    4. Mi intrometto solo per ricordarvi al volo un certo "Beetlejuice" come capolavoro Burtoniano. Poi viene "Big Fish". Vado via... Ciao!

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  4. Credo che vedere questo film sia stata una delle peggiori perdite di tempo della mia vita...

    Anche perché alla fine si è rivelato ciò che mi aspettavo: un Tim Burton bollito fino a squagliarsi.

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    1. La fretta con cui nel primo atto, cerca di riassumere il film del 1941 ti fa pensare: Ok, ora vorrà dire qualcosa di nuovo, arrivare a fare il suo film. Invece niente, ennesima occasione per mettere in scena un circo edulcorato con DeVito, Burton non è mai uscito dalla fabbrica di cioccolato mi sa. Cheers!

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  5. Vado controcorrente e dico che a me non è poi dispiaciuto. Lungi dall'essere un grande film, ma per me la sufficienza la prende. Micheal Keaton secondo me funziona, Eva Green è sempre un piacere vederla (pure se fosse stata davvero sopra la mortadella) e i finali dove brucia tutto mi piacciono sempre, quindi non mi lamento. Certo, siamo lontani dai migliori film di Burton (e io sono un burtoniano di ferro, da Beetlejuice a Big Fish per me sono tutti film incredibili, quasi tutti capolavori) e ultimamente i suoi film sono fatti molto col pilota automatico. Però: 1) rimane comunque la migliore operazione "remake dal vero" fatta per ora dalla Disney, se non altro non è una fotocopia dell'originale come "la bella e la bestia" e qualche spunto visivo ganzo secondo me c'era 2) mi prenderete per scemo, ma preferisco di gran lunga un film di Burton col pilota automatico (che almeno porta avanti la sua poetica, trita e ritrita quanto vogliamo ma è la sua) al 99,99% dei film di supereroi Marvel o DC, pur rimanendo nella baracconata commerciale almeno "Dumbo" è un film, tolte le eccezioni (Iron man 3 per esempio, guarda caso criticato dal fan Marvel medio perché Black ha portato avanti le sue scelte autoriali, che comunque le si rigirino sono molto più interessanti del film Marvel medio). Quello che secondo me azzoppa davvero il film è il lato "remake", se avessero fatto iniziare il film con Dumbo che era già l'attrazione principale del film e si fossero concentrati più sulla seconda parte avrei apprezzato di più.

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    1. Mi è rimasto nella tastiera "tolte le eccezioni (...) i film Marvel spesso non sono neanche quello"

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    2. Sì, autoriale, certo, ma Iron Man 3 rimane comunque un brutto film.

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    3. Per me è il miglior film del Marvel cinematic universe dopo i guardiani della galassia.

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    4. Keaton gigioneggia e siccome è carismatico fa più effetto, Eva Green fa la Eva Green, lo fa in ogni film da quando è artisticamente nata direi ;-) Ci stiamo scambiando pareri come al Pub, quindi ti dirò che “Mary Poppins la vendetta” con tutti i suoi grossi difetti, mi ha lasciato con la sensazione: Almeno ci hanno provato a fare qualcosa di nuovo. Concordo con te, avessero seguito la strada del seguito puro sarebbe stato meno, ci sarebbe evitati quel primo atto tipo fotocopia sbiadita.

      Poi penso che ogni film vada giudicato per quello che è, per me tutti i film sono meglio di quelli con Margherita Buy, che a me fa sbadigliare soltanto leggendo il nome dell’attrice sulla locandina, ma non posso giudicarli usando questo parametro, sarebbe come dire: Woa! Ho preso solo un pugno in faccia e non anche un calcio sui denti! Sarebbe un blog per masochisti più che per appassionati di cinema ;-)

      Apprezzo sempre la continuità in un regista, anche pochi tratti distintivi, nessuno come Burton ha ripetuto in maniera quasi ossessiva le sue tematiche al cinema, ma lo trovo sempre più arredatore d’interni e sempre meno regista. Qui aveva come protagonista il più famoso e amato “Freaks” (non creato da lui) della storia del cinema, e quasi non lo ha utilizzato, mi è sembrato davvero troppo poco anche per un film minore. Cheers!

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    5. Nessun problema Giulio, era chiaro il discorso, anche a me si annodano le dita, in particolare da telefono ;-) Cheers

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    6. Dei tre “Iron Man” il terzo è il mio preferito, anche perché se quello è brutto, sono in difficoltà su come definire il secondo. Cheers

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  6. L'ultima grande performance di De vito?
    All'Init di roma, quando ha presentato un concerto degli Zu, featuring Mike Patton.

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    1. Fantastico! Sono andato a cercare notizie in rete, ho trovato il video ;-) Cheers

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  7. Se non fosse una tragedia sarebbe da scompisciarsi. Mi insegni la tua tecnica di gomito, che se becco Tim so come comportarmi? :-D
    Gli elefanti rosa sono in conformità con il codice della strada: non guidare, se hai giocato con le bolle...
    Di' alla tua Wing Woman che è un genio: a quando la sua rubrica fissa? :-P

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    1. Ci possiamo organizzare, anni di Basket mi hanno affilato i gomiti, ma in buona sostanza, siccome ho questo ideale del ritiro bucolico in stile “Commando”, vanno bene anche le lezioni di Arnold alla figlia Alyssa Milano, tra un gelato sul naso e un cerbiatto sfamato, segue video esplicativo:

      https://www.youtube.com/watch?v=y0Gy_5mlzOI

      Come puoi rendere analcolici gli elefanti rosa? Sarebbe come mostrare acciughe sovrappeso, oppure falchi e aquile miopi, si va proprio a minare il concetto alla base di un modo di dire di uso comune, non ha senso.

      Quando è uscita con quel colpo di genio le ho detto: «Questo finisce dritta sulla Bara Volante sappilo» (storia vera) ho commentato il film quasi esclusivamente per diffondere, il genio va condiviso ;-) Cheers!

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    2. Come puoi rendere analcolici gli elefanti rosa, sì, ma senza far loro perdere tutto il fascino? In teoria sarebbe anche semplice, facendo prendere a Dumbo qualcosa di diverso dallo champagne: così avremmo degli elefanti rosa "acidi" che... un attimo, e poi dopo chi lo sente il Moige (che tanto si preoccupa del totale rincoglion... benessere, volevo dire del benessere di ogni bimbo)? ;-)
      Come temevo, sarà meglio che me ne giri al largo da quest'ultima (dis)avventura Burtoniana.
      E adesso, sigla!
      "Se pure stavolta Tim non sa raccontar,
      giammai in tasca sua farò ancor dei soldi volar!
      Or sono indeciso se mandarlo a c**ar
      o un suo prossimo film ancora aspettar!" ;-)

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    3. Applausi a scena aperta! Questa dovrebbe entrare a far parte della colonna sonora del film! :-D Cheers

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  8. Per carità, non avevo intenzione di vederlo già da prima, ora meno ancora. E che non ho nemmeno mai amato particolarmente l'originale. Burton a ogni nuovo film si brucia sempre un po' di più...

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    1. Si sta scavando la fossa ad ogni nuovo capitolo della sua filmografia. Cheers!

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  9. non avevo intenzione di vederlo al cinema, mi è appena passata anche la voglia di vederlo su sky quando passerà.

    purtroppo per noi la disney continua a macinare big money con questa merda

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    1. Che non parlano poi male dei mockbuster della Asylum, questi film sono "Ready made" (scusa l'anglicismo) allo stesso modo. Cheers

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  10. Ahaha, sulla Marini e la mortadella sono morto (tra l'altro immagine iconica).
    La vedo come te su Burton, specie per quel che hai detto riguardo Willy Wonka: l'originale è più cattivo, ma ormai di "cattivo" in Burton basta mettere atmosfere dark e acide, qualche freak stronzo e via.
    Dumbo non lo guarderò manco per sbaglio; già in versione animata non è il mio film, figuriamoci la versione rimaneggiata di uno che ha già devastato Alice (sarà un caso che pure Alice animato non è il mio film?)

    Moz-

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    1. Anche io sono svenuto a quella battuta!
      Non sono un amante del politically correct e in effetti si toglie una delle scene chiave del vecchio Dumbo. Ma l'idea delle bolle di sapone non mi dispiace. Rivisitazione, omaggio, a me non è dispiaciuta :D

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    2. Non potevo non riportarla, mi ha provocato un attacco di ridarola ;-) A me piace molto Alice, libro, film Disney e anche gruppo musicale, proprio per questo il massacro perpetuato da Burton è stato un colpo mortale. Cheers!

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    3. Il problema è che gli elefanti rosa é proprio un modo di dire, non puoi farli analcolici é un crimine dai! ;-) Cheers

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  11. Ancora non ho avuto il coraggio di guardarlo e non penso proprio che lo farò al cinema, al massimo attenderò l'home video a questo punto. Al momento ho altre priorità cinematograficamente parlando. In realtà speravo in un ritorno di Tim Burton in grande stile invece pare che così non sia stato. Peccato!

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    1. Pensare che ho anche letto dei primi commenti entusiasti, forse hanno visto il vecchio Dumbo ;-) Cheers!

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  12. Aspettavo questa recensione e trovo ulteriore conferma nell'aver schivato il colpo...
    L'ha visto mia moglie ed il suo commento è che tutto il film si regge sulla tenerezza dell'elefantino in cgi, delle sue facce e dei suoi occhietti... in altre parole tutta promozione per il merchandising.

    Come dicevo nell'altro post, a me la bella e la bestia è piaciuto ed aspetto con interesse aladin ed il re leone, mentre non ho visto nè il libro dflla giungla (disney) nè mowgli (netflix); ho anche evitato mary poppins così come ho evitato questo.

    Però più che sulla qualità, mi vorrei soffermare sulla quantità: nel giro di 4 mesi ne faranno uscire 3 di questi film...

    Nathan

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    1. Pensa che l’elefantino per me è stata la parta più data per scontata da Burton nel film, sembra quasi un elemento di contorno al suo circo patinato, come se ogni altra cosa del film fosse più importante del personaggio che da il titolo alla pellicola. Bisogna battere il ferro finché è caldo, qui sopra usando un orrendo anglicismo li ho definiti film “ready made”, inoltre il tempo tra la diffusione delle prime immagini promozionali e l’uscita del film deve essere molto breve (guarda Aladin ad esempio) per cavalcare l’entusiasmo del pubblico. Strategia commerciale piuttosto chiara. Cheers!

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  13. Non ho ancora visto il film ma questo post fa male.
    Tanto male.

    Dando un'occhiata alla filmografia del caro Tim, mi rendo conto che è proprio da "Alice in Wonderland" in poi che qualcosa è andato storto.

    -Saluti

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    1. Primo scivolone sulla buccia di banana “Planet of the Apes”, seguito da una bomba come “Big Fish”.
      “La fabbrica di cioccolato” meeeeh, però vabbè dai al vecchio Tim non vengono bene i remake, e poi “La sposa cadavere” era bellissimo. Con “Sweeney Todd” crepe e scricchiolii, la rottura definitiva con “Alice in cosoland”, che sofferenza quello… Cheers!

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  14. Non ho visto il film e non lo vedrò, ma a me la bambina sembra proprio un remake di Christina Ricci. Che poi magari crescendo, chissà, diventa pure un bel remake...

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    1. In effetti ora che me lo hai fatto notare… no però Christina era già bellissima da piccola e posso dirlo perché avevo quasi la sua stessa età quando ha fatto “La famiglia Addams” ma soprattutto il suo seguito, è da allora che la considero fantastica, Eva Green non tiene il passo ;-) Cheers

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  15. Io che mi aspettavo il peggio, lo scempio, ho quasi ringraziato per una versione per famiglie contemporanee di un classico ben più traumatico. O meglio, non mi ha deluso, non mi ha entusiasmato, andando a fare le solite cose quando si modernizza ovvero trasformare tutto in azione. Cosa che ormai sembra la regola per i film di Tim.

    Strano ma vero, anche se analcolici, gli elefanti rosa mi hanno suggestionato lo stesso, ma sì, la magia sta di casa da un'altra parte. E per fortuna l'ho visto in v.o., quindi Dumbo stava proprio per Minchio, ma i sottotitolisti non l'hanno scritto...
    Comunque dopo la spiegazione della tua wing-woman, non vedrò più Eva Green allo stesso modo!

    Quanto alla malattia dei buchi da ossessivo compulsivo (detta così sembra una brutta cosa, ma ci siamo capiti, vero?), ti capisco benissimo, ma almeno dai trailer sono guarita: anni che non ne guardo più anche se li linko da me. A rovinarmi le sorprese non ci sto più.

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    1. Questo film non allaccia nemmeno le scarpe ai vari MDD (Momento del Dramma Disney) del film originale. Tim ormai è sempre più piatto, e sono abbastanza preoccupato per il futuro, chissà cosa succederà a Guy Ritchie quando toccherà a lui fare i conti con la Disney. Non ho avuto la forza e la voglia di approfondire, dopo aver visto il film doppiato, quindi ti ringrazio per la conferma, siamo al centro di un complotto, ah ma un giorno il vero nome di Minchio verrà alla luce! Ne sono certo ;-)

      La malattia dei buchi ossessivi è brutta fin dal nome, ma vero che si campa molto meglio senza trailer? Oltre alle soprese bruciate trovo abbastanza bizzarro che si spenda più tempo a commentare trailer di due minuti che film di due ore. Cheers!

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  16. No ma la Disney traumatizza, oggi a distanza di 30 sono rimasta ancora più sconvolta con 4 cuccioli da salvare, e mi vogliono Dumbo più dark? La cazzu mene philosophy di Tim Burton mi piace, devo riuscire a vederlo venerdì o sognerò elefantini rosa o cuccioli di puma svezzati da un cane! XD

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    1. Oh mammasaura cosa mi hai ricordato! “4 cuccioli da salvare” era un utilizzo crudelissimo del MDD (Momento del Dramma Disney), senza l’animazione risultava ancora più traumatico, altro che film horror ;-) Cheers!

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  17. Ah, ho fatto grandi passi verso la guarigione dal completismo. Ho anche evitato Episodio VIII e ristretto la mia fruizione Guerre stellari alla trilogia originale e qualche videogioco. E 2-3 tonnellate di metadone al mese, ma posso smettere. Quando voglio. Davvero. Bene, il film è veramente un pezzo di Dumbo. Oh, magari è una mia sega mentale infondata, ma a me pare che "Max Medici che nel giro di una scena diventa un piccolo borghese ripulito" sia una descrizione perfetta della fine fatta dalla poetica di Tim Burton da un po' a questa parte (come dire, Freaks di Browning fatto da Zeffirelli): e gli elefanti rosa analcolici mi paiono una sintesi perfetta tra questa poetica marcita e il moralismo corretto imperante. Persino meglio il messaggio del Dumbo originale, allora. Anche se devo dire che anche se sono d'accordo con quanto mi hai risposto nel commento di allora, che serve anche "un approccio più duro vero, ma non sempre possono essere solo carezze", resto convinto che tra insegnare una morale classista e lo zuccherino c'è... El labirinto del Fauno, ad esempio. Certo, che Dumbo ispira il meglio dei commenti della wing-woman: grandissima. E se il biondo butterato fosse... Sutter Kane.

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    1. Anche io ci vedo qualcosa di metaforico negli elefanti rosa analcolici, se non la direzione della carriera di Burton, almeno dell’andazzo generale del cinema americano. Che poi le fiabe non sono mai state carine e pucciose, erano i primi veri horror! ;-) No fosse stato Sutter Kane non sarebbe stato così piatto, di sicuro nel finale qualcosa sarebbe successo… oppure uscito fuori dallo schermo! Cheers

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