martedì 5 marzo 2019

The Mask - Da zero a mito (1994): La maschera che portiamo (meeetaforicamente parlando)


Quando il mio Bro Marco ha lanciato l’iniziativa tra blogger per questo “ballo in maschera” di Carnevale con film che avessero come protagonisti personaggi che indossano una maschera, mi sono sforzato tantissimo, ci ho pensato su per circa un secondo (pieno eh!) e ho scelto “The Mask” che è la scelta più banale del mondo, ma siccome erano anni che volevo rivederlo ho imparato che certe occasioni vanno colte al volo!

Un tempo, bambine e bambini Internet non esisteva…

[Urla disperate in sottofondo, rumore di vetri rotti, allarmi che suonano, qualcuno urla «Moriremo tutte!»]

Calma! Calmaaaaaa! Sì, è vero non esisteva Internet, ma se volevi vedere un film appena uscito al cinema, nell’universale modo conosciuto come “Aumma aumma” (immaginatemi pure mentre faccio il gesto con la mano) esistevano dei professionisti del settore che ti fornivano dei VHS, chiamiamoli pirata, ma solo perché a me sono sempre piaciuti i pirati, eh? Non per altro. Spero che i lettori più giovani digeriscano la questione della VHS, ancora sconvolti a pensare ad un mondo senza Wi-Fi.

Molto strano che a casa Cassidy avessimo cassette pirata, siamo sempre stati ghiotti consumatori, tra film, noleggiati e registrati dalla tv, ma non siamo mai andati a caccia di primissime tv, quindi non so come fosse finita tra le mie mani quella VHS, non lo dico per la finanza, eh? Proprio non lo ricordo, sta di fatto che come Stanley Ipkiss mi sono ritrovato questa reliquia e allo stesso modo ne ho abusato, a fin di bene - spero - ma senza controllo. In ogni caso appena ho potuto ho comprato una copia del film uscita con qualche giornale, quella dovrei ancora averla (storia vera).

“Se vedete la finanza, acqua in bocca. Ed ora, a commentare il film viiiiiiiia”.
Malgrado la copia pirat... Ehm, quella cosa lì, non si vedesse proprio benissimo, non mi sono mai fatto problemi a vedere e rivedere “The Mask” un numero criminale di volte, cioè più criminale di avere una cassetta pirata intendo. Malgrado i venti a passa anni trascorsi senza vederlo, quando me lo sono rivisto l’altra sera, ricordavo tutte le battute a memoria e questo film è donatore sano di frasi memorabili che negli anni sono diventate per me “Citazioni involontarie”, parte della mia parlata quotidiana. Sì, sono sempre stato strambo fin da bambino, allora!?!

Solo più tardi, nel corso degli anni ’90 ho scoperto il fumetto omonimo, da cui questo film prendeva ispirazione, in America usciva per la Dark Horse Comics, la stessa di uno dei miei preferiti Hellboy, mentre qui da noi, credo arrivò in una seconda ristampa pubblicata dall’allora Marvel Italia, penso verso il 1995, con i disegni di Doug Mahnke e i testi di quello che è ancora uno dei miei autori preferiti, il grande John Arcudi.

Di riffa o di raffa, sto sempre a parlare di fumetti alla fine.
Parliamo di un’epoca in cui, oltre a non esistere Internet, i film tratti da fumetto non erano la normale routine odierna e “The Mask” per arrivare al cinema ha subito qualche modifica sostanziale, a partire dal nome del personaggio che nel fumetto viene chiamato da tutti “Big Head” e, soprattutto, era molto, ma molto più violento. Sì, perché Ipkiss usava i suoi nuovi poteri per raddrizzare i torti subiti a colpi di omicidi, tutti molto esagerati e ispirati ai cartoni animati dei Looney Tunes, ma con un tasso di emoglobina che nel film è totalmente assente. Malgrado questo, “The Mask” resta uno degli adattamenti più fedeli di un fumetto, forse ancora oggi, anche se si trattava di una distorta versione del classico di Robert Louis Stevenson, “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” (1886) con un protagonista che si ritrovava ad essere una specie di Joker esagitato, perdendo ogni inibizione come solo una maschera può fare, una in cui era intrappolato il dio Loki anche di più.

Per la nuda cronaca, ai tempi Tom Hiddleston era quasi un mio coetaneo, quindi nessuna signora diceva il suo nome ululando come Jim Carrey in questo film quando si citava il dio norreno della menzogna e delle burle. No, lo dico per inquadrare il momento storico.

"Mi sta dicendo dottore, che con questa diventerò Tom Hiddleston? Ho capito bene?".
Al soggetto del film, oltre a John Arcudi collabora un altro autore che arrivava dai fumetti e che in quel momento stava per invadere il cinema, anche se poi la sceneggiatura è stata affidata a Mike Werb che ha dovuto ordinare tutte le idee raccolte mettendole in ordine logico, molti dei momenti più memorabili del film, sono farina del sacco di Mark Verheiden come, ad esempio, la spassosa scena di danza sulle note di “Cuban Pete”, in cui Verheiden aveva già pensato anche al look da ballerino di flamenco del protagonista, vedere per credere.

They call me Cuban Pete, I'm the king of the Rumba beat (Chick chicky boom-chick chicky boom).
La trama è celebre e semplicissima, Stanley Ipkiss è un modesto impiegato di banca, con una passione sfrenata per i cartoni animati e un romanticismo che fa a cazzotti con il suo essere imbranato, impacciato con le donne e, in generale, una specie di zerbino umanoide che tutti usano per pulirsi i piedi. Quando entra in possesso della maschera, la sua vita cambia perché indossandola diventa verde come Hulk (ma con più denti e meno muscoli) e invece di spiaccicare tutti al grido di «Mask spacca!» si diverte a umiliarli usando dei poteri che gli concedono di fare tutto, anche infrangere la barriera della quarta dimensione, quella che divide i personaggi del film dal pubblico, esattamente come faceva un altro personaggio verde dei fumetti come She-Hulk, il primo personaggio della Marvel ad essere consapevole di appartenere all’immaginario, ben prima di Deadpool, oppure, considerata la passione di Stanley, come un personaggio dei Looney Tunes.

A ben guardarlo, il nostro mascherone è una proiezione delle passioni di Stanley, uno che ha un cuscino di Tazmania sul divano di casa e quando si trasforma rotea su se stesso come un tornado proprio come faceva lo sputazzante personaggio, non è l’unico atteggiamento che prende in prestito dai personaggi creati da Tex Avery, nei momenti in cui fa il gradasso provocatore sembra di guardare uno strambo Bugs Bunny con la faccia verde e il romanticismo fuori controllo, con tanto di accento francese, sembra quello di Pepe Le Pew quando corteggia la gatta Penelope.

Il francese è la lingua dell’amore, sarà per quello che lo chiamano “bacio alla francese”?.
Per uno come me che è sempre andato matto per i Looney Tunes e i fumetti, “The Mask” è sempre stato uno spasso, questa specie di Bruiser in chiave comica ha ancora un ritmo micidiale, nei suoi 97 minuti non ne ha uno di stanca e funziona alla perfezione nel suo essere una fantasia adolescenziale con tanto di bellezza da conquistare, se necessario dando fuoco alle suole delle scarpe ballando sulle note di “Hey! Pachuco!”. In questo senso, il sottotitolo italiano riassume bene, anche se mi sembra un classico caso di “frase di lancio” presente sulla locandina americana scappata di mano e diventata parte del titolo in uno strambo Paese a forma di scarpa.

“The Mask” riesce ad assottigliare il confine tra i cartoni animati e i film con attori in carne ed ossa, non dico proprio come faceva quel capolavoro senza sterzo di Chi ha incastrato Roger Rabbit, anche perché Chuck Russell in vita sua ha diretto un capitolo di “Nightmare” molto amato (il terzo, del 1987 “I guerrieri del sogno”), ma con tutto il rispetto, non è certo Robert Zemeckis.

Mi serve per spiegare il prossimo paragrafo, non è una scusa per mettere una foto sexy di  Cameron Diaz (seeeee credici!).
Eppure, gli intenti sono gli stessi: usare il linguaggio e le trovate splastick dei cartoni animati anche con gli attori, tanto che in una scena sembra di guardare due film gemelli, Zemeckis in un locale retrò del tutto simile al "Coco Bongo Club”, lasciava che una bella cartona animata (si dice? Vabbè, ci siamo capiti) seducesse gli umani seduti ai tavoli, ben rappresentanti dalla mandibola di Bob Hoskins, qui la situazione è la stessa, ma a ruoli invertiti, la ragazza è in carne ed ossa, mentre al tavolo c’è un cartone animato allupato, nel vero senso della parola!

Manca solo Betty Boop che sospira “Eh sì... che ragazza fortunata!”.
La ragazza in questione sono sicuro che la ricordiate tutti, perché Cameron Diaz più bella di qui non lo è stata mai più, roba davvero da affermare «Inchioda le gomme, schianto ad ore quattro!». Non ha fatto in tempo a fare un passo fuori dall’agenzia di modelle dove lavorava che le proposte per lavorare nel cinema le sono rimaste attaccate addosso come le palline sull’albero di Natale. Cameron Diaz al suo primo film qui ha battuto anche la concorrenza dell’allora più affermata Anne Nicole Smith (storia vera), ma per la parte di Tina non avrebbero davvero potuto trovare di meglio, perché la Diaz con il sorrisone su cui ha costruito una carriera, è perfetta per la parte di una che dev'essere la bellona del film, ma anche la fidanzata dei sogni di Stanley. Pare che Cameron Diaz abbia sostenuto sette provini per la parte, ma secondo me solo perché il direttore del casting finiva ad ululare come Jim Carrey.

Salve, sono una piccola didascalia che non leggerà mai nessuno, uffa.
Già, il buon vecchio Jim, Chuck Russell di lui ha detto che da solo Carrey è riuscito a far risparmiare un botto alla produzione, perché non era necessario utilizzare la grafica computerizzata per accentuare le movenze da cartone animato dal personaggio, Jim Carrey faceva tutto da solo (storia vera), gli bastava sostenere le quattro ore quotidiane di trucco et voilà, diventava davvero la Maschera, tanto che i dentoni del personaggio erano previsti solo in alcune scene, ma Carrey imparò a pronunciare le battute in maniera così buffa anche con i dentoni finti che finì per usarli per tutta la pellicola (storia vera).

Così è come appare PRIMA del trucco, no solo perché colore a parte, è difficile distinguere.
Il 1994 di Jim Carrey è stato l’apice della sua popolarità, questo film è arrivato poco dopo un altro di cui avevo la VHS (originale, giuro!) e che ho consumato come “Ace Ventura - L'acchiappanimali” e poco prima di un classico come “Scemo & più scemo”, tre tipi di umorismo diversi, ma in “The Mask” ha davvero dato fondo alla borsa dei trucchi, se il film funziona ancora oggi, è quasi esclusivamente grazie a lui.

"Sfumeggiante" non "Spumeggiante" (tutta la mia vita è basata su una bugiaaaaaaa!).
Sì, perché con un protagonista così "Sfumeggiante!" (e non "Spumeggiante!", come per anni abbiamo creduto in tanti, uno dei più grandi traumi della mia vita) la produzione ha potuto centellinare la grafica computerizzata, limitandosi ad alcune scene, la sveglia spiaccicata, oppure quella «Guarda mamma! Sono dimagrito!», il che sulla lunga distanza è stata una benedizione, perché la CGI invecchia - come si può notare nella scena dell’ululato, oppure quando la Maschera sputa il teschio dalla bocca dallo spavento - ma del buon make-up e un’ottima prova d’attore resta nel tempo, quindi questo film ancora gustosamente analogico nei trucchi, si basa tutto sull’unico effetto speciale che serve: il talento di Jim Carrey che trasforma il film nel suo spettacolo personale.

Tipo l’imitazione di Clint Eastwood in Dirty Harry (un classico del repertorio di Carrey), oppure la mia preferita, la scena della “morte” con tanto di premio Oscar, ancora oggi quando mi capita l’occasione mi lancio nella mia versione del suo «Questo è amore! Questo è vero amore!» (storia vera).

"Do you feel like, punk?" (Cit.)
Al netto di un budget di diciotto milioni di ex presidenti defunti, anche loro con la faccia verde, perché stampati su fogli dello stesso colore, “The Mask” è stato un successo enorme, trecento e passa milioni portati a casa nel mondo, una serie animata durata tre stagioni, un videogioco e anche un seguito, uscito tardissimo solo nel 2005, che non ricordo se ho visto oppure no, ma che è stato realizzato così tardi perché si è aspettato fino all’ultimo, pur di avere ancora Jim Carrey nella parte (storia vera).

Ho sfruttato ogni occasione offerta dalla vita, per imitare questa scena (storia vera).
Ma il lascito del film è enorme, si misura in termini di “citazioni involontarie”, penso ci siamo almeno un paio di generazioni di spettatori che questo film lo conoscono a memoria, parola per parola, ma per me la vera influenza sulla cultura popolare è stata un’altra. Quanti Jack Russell di nome Milo avete incontrato nella vostra vita? Penso che buona parte della popolarità degli esagitati Jack Russell Terrier sia dovuta a questo film, anche perché al pari di Jim Carrey, il piccolo Milo si mangia tutte le scene in cui compare, con la stessa capacità di improvvisazione del comico canadese, la gag ricorrente di Milo che non molla gli oggetti che afferra, era tutta farina del sacco del cagnetto (storia vera).

Alla fine il vero protagonista era questo piccoletto qui.
Insomma, di tutti i film tratti da fumetto che ormai popolano il cinema, “The Mask” non è nemmeno tra i primi dieci a cui verrebbe da pensare così su due piedi, eppure è ancora una commedia molto riuscita, un grande omaggio ai personaggi creati da Tex Avery e la più “Sfumeggiante!" incarnazione dell’Io represso mai vista al cinema, d’altra parte cosa ci ha insegnato il film? A non indossare strane maschere Norrene? Sì, anche, ma soprattutto che tutti noi indossiamo una maschera, meeeeeetaforicamente parlando (cit.).



Vi ricordo il resto della rassegna a Blog congiunti, qui sotto trovate l'elenco completo.

La stanza di Gordie
Pietro saba world
Delicatamente perfido
Director's cult
Non c'è paragone
Solaris

A carnevale ogni blogger vale!

50 commenti:

  1. The Mask arriva in Italia praticamente come riempitivo ( ! ) nella brevissima corsa del mensile Hyperion della Star Comics che traduce la prima miniserie di Sin City, i Next Men di Byrne, Nexus, uno 007 di Moench e Gulacy ed altro. Brevi episodi di Arcudi e Mahnke in b/n. Il disegnatore pende per il grottesco, i personaggi sono morbidi. Considera che per arrivare al granitico cartoonist di oggi manca ancora il passaggio per i primi numeri dello X della Dark Horse. La miniserie di cui hai postato una cover è successiva. Il personaggio è la versione 2.0 del The Masque di Mike Richardson e Mark Badger, disegnatore dal tratto combo di Munoz e Simonson ( secondo Andrea Voglino nella prefaz di Batman: Jazz ) che io adoro, ma che ha avuto fortune alterne in patria - al riguardo consiglio a chi mastica la lingua inglese la lettura della bella intervista del blog del cartoonist Michel Fiffe - probabilmente perché editors delle big guns lo consideravano troppo eccentrico per il mercato mainstream ( come Tony Salmons , sempre intervistato da Fiffe ).
    Come nota anche Carabara, il concetto di The Mask prende a piene mani dal famoso raccontro di Stevenson al quale associa The Secret Life of Walter Mitty ( Sogni proibiti da noi ndr ) . Le note sono sette, ma la luccicanza è combinarle.
    Oggi Jim è uno strano oggetto blandamente stealth che fa maramao sul radar ogni tanto perché , per esempio, passa le giornate disegnando caricature anti Trump, ma ha combattuto per anni - si veda Man on The Moon - perché il mondo - e la Academy - lo considerassero altro da un effetto speciale vivente. Emblematico di questo è un suo passaggio in una delle ultime puntate dello show di Letterman. Dave lo chiama, Jim non si presenta, Dave lo cerca e lo trova dentro uno di quei distributori di giocattolini che i bimbi tentano di conquistare manovrando una gru. Jim emerge tenendo, trionfante, una statuetta dell'Oscar, l'unica su cui sia mai riuscito a chiudere la zampa. Davvero un peccato.
    Mark Badger ed io stiamo lavorando da anni ad un reboot del personaggio. Considerato che sei un fan, ti regalo un frammento del concetto di base: Flint " The Prodigy " Perry è un astronauta abbandonato nello spazio e creduto morto da Houston. Precipita sul lato oscuro della Luna dove incontra un alieno codename Firestarter che gli consegna un monolito bonsai delle dimensioni di una cassetta VHS che lo precipita in un universo dove tutti si comportano come in un cartone di Tex Avery, ma il suo VHS lo trasforma in un grigio travet e pirata aziendale guidandolo verso la scalata che ne farà un tycoon. Forse era tutto un sogno, forse era Disneyland. Miniserie di sei. In b/n come The Masque. Sperem. Ciao ciao

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    1. Così a memoria, mi viene da associarli tutti alla linea “Legend” della Dark Horse, i Next Men di Byrne, The Mask, i primi Sin City e anche i primi Hellboy, hai ragione la serie dell’allora Marvel Italia non era quella d’esordio del personaggio, hanno portato in uno strambo Paese a forma di scarpa i fumetti che erano nuovi in quel momento. Cavolo hai ragione, non ho pensato a Walter Mitty, avendo ancora Romero in testa (ma quello sempre) mi è venuto più facile associarlo a “Bruiser” che poi è il “The Secret Life of Walter Mitty” Romeriano ;-) Mi sarebbe sempre piaciuto leggermi l’incontro tra “Big head” e Marshal Law, ma questo tipo di incontri tra personaggi di case editrici diverse da noi non arrivano per problemi di diritti, pensa che ho tutti gli Hellboy e tutti i Madman, ma non ho mai letto l’incontro tra Hellboy e Madman (storia vera).

      Jim in “Man on the moon” era bravissimo, vorrei rivedere il film, ma anche il documentario sulla lavorazione del film, gran talento il ragazzo, tra le icone degli anni ’90 che non se la passano proprio benissimo, mettiamoci anche lui, si spera faccia in tempo ad esserci per il revival di quel decennio, vista l’aria che tira non è detto (gulp!). Il monolito VHS compisce sempre la mia immaginazione, poi niente è più cattivo di un tycoon magari anche della Disney ;-) Cheers!

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  2. Grande film, molto divertente..mi sa che io l'ho visto addirittura al cinema, con la compagnia di amici dell'epoca, non ti dico le risate.. e Cuban Pete ogni tanto fa capolino nei miei iPod :)

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    1. Ma ti metti anche a ballarla? ;-) Alla fine è una commedia che va dritto per dritto, ma che ha tenuto molto bene alla prova del tempo. Cheers!

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  3. Personalmente un grande cult, un film davvero spumeggiante :D
    Grande Jim Carrey, stupenda Cameron Diaz e meraviglioso il ballo ;)

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    1. Ci sono almeno un paio di generazioni che questo film da piccolo lo hanno triturato, tu ed io di sicuro ;-) Cheers

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  4. Gran film!
    Certo che con tutte le citazioni involontarie che il cinema ti ha regalato ormai parli solo più per frasi fatte... :-D

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    1. Può sembrare esagerato, ma sono abbastanza un sociopatico, quindi nessuno se ne accorge più di tanto, solo ogni tanto qualcuno che coglie qualcuna e apprezza ;-) Cheers

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  5. Il fumetto da noi giunto giusto per, visto che c'era il film lo facciamo uscire.
    Ma è normale, esattamente così funzionerebbe ancora oggi.
    Un film che -concordo con te- traduce bene i risvolti cartoon e slapstick.
    Peccato per l'edulcoratezza (si dirà così?) del soggetto.
    Vedere un The Mask cattivamente cartoonesco sarebbe stato da sballo...
    Il sequel, nah.

    Moz-

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    1. Si esatto, è uscito solo per quello, siamo sempre la periferia del mondo. Non sarebbe stato male, ma oggi sarebbe ancora più edulcorato, quindi tutto sommato è andata bene così ;-) Cheers

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  6. Dopo questo film avevo elevato Chuck Russell a cotta cinematografica ( Nightmare III è ancora il mio capitolo preferito del buon Freddie ) peccato che poi non sia più riuscito a replicare questi successi.
    Detto questo, credo di averlo visto al cinema ed è anche probabilmente il film che ho rivisto più in assoluto.
    Mio nipote quando era piccolo mi avrà costretto a rivederlo almeno una decina di volte.

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    1. I bambini con un film così potrebbero andarci serialmente sotto, lo so perché ho fatto uguale ;-) A Chuck Russell invece è andata bene un paio di volte e poi mai più, peccato. Cheers!

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  7. Ahhh, finalmente dal Carnevale - che odio sin da bambino - arriva qualcosa di buono ^_^
    Da tempo sto aspettando la spinta giusta per affrontare un ciclo sui film prodotti dalla Dark Horse Comics nel suo tentativo di dimostrare di portare "altri" fumetti al cinema, oltre ai supereroi, e un giorno ci riuscirò.
    Quando uscì il film andai fuori di capoccia, avevo appena comprato un PC con i miei soldi, provenienti dal mio primo lavoro quindi era a tutti gli effetti il MIO PC, non quello "di casa", e aveva un microfono... e un software di editing audio... Secondo te, il Giovane Etrusco Pazzo da quale film ha registrato brani - con il microfono attaccato alla TV - per farne file audio da far partire a comando sul PC? Esatto ^_^
    Ti parlo di quando il film ancora non era uscito nelle sale italiane, ma CIAK e altre trasmissioni mandavano a manetta speciali con brani in lingua originale, di quelli sentiti anche nel videoclip "Cuban Pete" che rivedevo in loop. Così avevo associato ad "Arresta il sistema" di Windows un audio specifico, e quando spengevo il PC Jim Carrey diceva "Somebody stop me!" :-D
    Non parliamo poi del Giovane Etrusco pazzo per gli effetti speciali digitali: ogni volta che in TV mostravano come avevano girato interi brani di film al computer davo di matto! E pensare che poi invece la passione per gli effetti m'è passata, e onestamente quando poi alla fine ho visto il film in italiano... boh, m'ha lasciato parecchio freddino: forse preferivo gli speciali sul film, che il film stesso :-D

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    1. A carnevale mi facevano vestire sempre da Cosacco, solo che i colori del costume erano sbagliati e nessuno capiva mai da cosa ero vestito, le volte che ci sono andati più vicini con le supposizioni, mi scambiavano per un pastore di pecore sardo (storia vera), puoi capire che bei ricordi ho del Carnevale ;-) Sarebbe una gran iniziativa, a breve vorrei scrivere qualcosa su Hellboy che sai essere uno dei miei preferiti, ma ci sono tanti titoli Dark Horse che potrebbero rientrare in un rubricone così!

      Oh che bello cosa mi hai ricordato, i suoni d’esecuzione dei pc, pensa che ancora oggi, quelle rare volte in cui cambio il computer, la prima cosa che mi viene d’istinto di fare per configurarlo, è impostargli i suoni (storia vera secondo estratto). Avere "Somebody stop me!" in chiusura è un colpo di genio!

      Si alla fine le battute sono parecchie ma non milioni, quindi avendole sentite quasi tutte prima deve aver tolto molta sorpresa, a nostro modo anche allora si poteva essere sovraesposti ad un film prima di vederlo, era più raro, oggi invece è la normalità. Cheers!

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  8. Uno dei miei cult giovanili, lo riguardo ancora oggi con il piacere praticamente intatto. I film in cui Jim Carrey faceva il pirla continuano a farmi morire dal ridere e questo film è proprio perfetto, perfetto per l'iniziativa!

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    1. L’ho sempre trovato un bravissimo attore, drammatico sicuramente, ma comico niente da dire, forse solo “the cable guy” mi è piaciuto poco, ma normalmente mi ha sempre fatto ridere anche in filmetti da niente tipo “Yes man”. Incredibile che sia sempre sull’orlo della sparizione totale, tra lui è Mike Myers (comico, non assassino) non so chi sia eclissato più clamorosamente. Cheers

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    2. Già! Molto Divertente anche nel, per me, antipaticissimo "Io, me e Irene"!

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    3. Quello era bello stronzetto, con la comicità dei Farrely ho dei problemi, ma a volte quei due mi facevano proprio ridere ;-) Cheers

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  9. Dico la verità, di questo film mi ricordo solo Cameron Diaz :) ai tempi era di una bellezza... quasi illegale!
    E comunque stiamo parlando di un piccolo cult, che ha lanciato Carrey nell'elite di Hollywood.
    Diciamo che lo rivedrei volentieri ;)

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    1. Direi che è anche abbastanza difficile scordarsela, veramente illegale e perfetta per la parte. Carrey era lanciatissimo in quel periodo, sfornava film uno via l’altro, quasi tutti i suoi migliori film arrivano da quelle manciata di anni. Cheers!

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  10. Io con le VHS aumma aumma avevo visto Pulp Fiction versione integrale a 14-15 anni, God bless the aumma aumma! Comunque, questo l'avevo visto al cinema e all'epoca avevo capito anche io spumeggiante, sono brutti traumi questi! La versione originale l'ho rivista un paio di anni fa, e fa ancora la sua porca figura, specialmente la scena di ballo con i poliziotti, la mia preferita a distanza di decenni (sono sull'onda dell'età di Hiddlestone) :-p Per quanto riguarda l'uscita in VHS, la collana si chiamava Specchio, ma non so se la faceva Il corriere della sera o un'altra testata!

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    1. Ne ho sempre avute pochissime, “The Mask” sicuro e forse anche “La famiglia Addams”, conta che la prima volta che ho visto “Pulp Fiction” era in replica televisiva in seconda serata, con censure atroci, quando acquistai la VHS, ho ritrovato un altro film (storia vera) quindi “aumma aumma power” :-D
      Bravissima! Era sicuramente Specchio, e allora usciva con la Stampa, perché Specchio era il settimanale allegato. Avevo “The Mask”, “Die Hard duri a morire”, “Dredd” e persino “Batman & Robin”, li ho visti tutti molte volte… Tranne l’ultimo :-P Cheers!

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    2. Io "Jurassic park" mezzo schiarito che fino alla scena del documentario sul DNA era muto (!) ed "Il re leone" con doppiaggio alternativo °_O! Il brutto è che a risentirlo si notano doppiatori professionisti! O_O Incredibile!!! Anche "Aladdin" una volta, con colori acessissimi. Ste VHS pirata erano proprio tossiche per gli occhi a ripensarci! XD

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    3. No per fortuna Jurassic Park lo avevo visto al cinema, un esperienza di vita! ;-) Cheers

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    4. Io di aumma aumma le ho di Shaft e Blaxploitation vari per fare la tesi. All'epoca erano abbasta rari come film e diciamo che erano per una buona causa :-p Altro discorso per A' Band Apart, era irreperibile e non ho resistito, avevo fatto un lavoro di editing con due videoregistratori!
      Pulp Fiction era la VHS proibbbita dello zio della mia amica, e poi l'avevo visto al cinema tagliato per via della pera di Vincent Vega. Comunque la scena l'avevo poi recuperata alla fermata del bus con un drugà che cercava di farsi la pera mentre aspettavo il bus per andare al liceo... XD Per quanto riguarda la collana Specchio, ho Tutti dicono I Love You, Seven e Viaggi di nozze. The Mask al cinema e cazzarola mi sono persa la VHS di Die Hard, tacci mia!

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    5. Ahhh Blaxploitation (sbavo come Homer davanti alle ciambelle…), “A' Band Apart” altra buonissima causa. Per me la scena tagliata era quella dello stupro, per fortuna non ho mai replicato alla fermata del bus. Va. Bene. Così. Grazie.

      Pensa che ho fatto il contrario “Die Hard” al cinema e “The mask” in cassetta, invece mi sono perso “Seven”, anche quello visto stagliuzzato in tv. Cheers!

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    6. In quel caso è meglio non replicare la scena alla fermata del bus. Mado' quel giorno è stata la rivelazione che la censura non serviva a un cazzo. Die Hard al cinema? Tanta invidia, sbavo pure io alla Homer!

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    7. Mi limito ad aggiungere amen! Che senso ha passare i film tagliati in seconda serata? Eppure è una prassi ancora diffusa, sto pensando all’ultimo di Lars von Trier tagliato ma comunque censurato. Non vorrei che passi per un modo per farmi della “pubblicità”, ma se ti va, trovi il post dedicato a “Die Hard – duri a morire” qui sulla Bara, con la cronaca di quella giornata al cinema. Ancora oggi lo considero una di quelle volte al cinema più memorabili della mia vita di appassionato di cinema (storia vera). Cheers!

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  11. Spettacolo. Visto anche questo al cinema ed io ho l'eta di Hiddleston (sto diventano vecchio?), ma all'epoca Loki nemmeno sapevo chi fosse (no dai Thor animato lo vedevo in TV). Ricordo questo film perchè uscì subito dopo il primo Ace Ventura film che in VHS ho usurato tanto quanto questo e per gli ormoni che hanno avuto un tracollo con la prima entrata in scena della Diaz. Sto sempre aspettando che in questo paese a forma di stivale esca una blu-ray per riguardarmelo come si deve.

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    1. Dipende, se quando entri in una stanza le donne svengono a terra oppure ti si gettano addosso come succede a lui direi di no ;-) Ecco, forse “Ace Ventura” devo averlo visto quasi quante volte quanto questo, questo vinceva perché aveva dalla sua la Diaz. Cheers!

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  12. L' epoca dei cinecomics underground. XD Lo stesso anno uscì anche "Il corvo"...
    in effetti il film è meno costoso di quanto si potrebbe pensare. Vero, quel "sfumeggiante"... °_O XD
    pellicola divertentissima che però, fa anche riflettere. Se penso che oggi si parla di "intrattenimento a cervello spento"... il colpo di scena sulla giornalista... °_O e chi se l' aspettava! XD Come ci rimasi male!
    Ah, ah! La gag dell' oscar... lol una di quelle che apprezzi appieno solo crescendo. XD
    Il 2 me lo sono sempre evitato volentieri. Credo che vada bene giusto per un pubblico under-7 con tutto il rispetto.
    All' epoca si parlava molto degli effetti speciali di questo film ed in generale con grande entusiasmo. Se penso che oggi si è in una fase di stanca... mah!

    "perché Cameron Diaz più bella di qui non lo è stata mai più"

    Eh, eh! Decisamente! XD

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    1. "Chiedetelo a Peggy non paga un cazzo", basta altrimenti lo recito tutto ;-) Anche il Corvo è un po' che vorrei rivederlo, era un periodo in cui i fumetti erano considerati ancora meno di adesso, quindi i modelli originali venivano modificati, oppure proprio ignorati. Cheers!

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  13. Credo di averlo visto anch'io in VHS pezzotta. Non lo vedo da tanto e molte cose non le ricordo... ma lo spasso delle gag mi é rimasto!
    Battuta cult per me e per un mio amico con cui la ripetevo spesso: "Credo che voglia... comunicare!" XD

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    1. Quella è una delle mie preferite, poi pronunciata scandendo bene le lettere, un vero classico! ;-) Cheers

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  14. Sono i poteri forti che ci vogliono far credere che "Spumeggiante!" sia sbagliato! Io rimango convinto che "Sfumeggiante" sia il risultato di qualche riscrittura :P

    È un bellissimo film, invecchiato molto bene. Io ricordo con molta simpatia la serie animata e la sua sigla "You are the MASK!". Sopratutto considerando quanto faccia schifo il seguito ci è andata di lusso che non sia stato ancora annunciato un sequel/reboot/Prequel ecc.

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    1. Un complotto, il nuovo ordine mondiale, gli alieni (con la faccia verde), la lobby dei dentisti che ci vogliono tutti con i dentoni, tutti tramano, nell’ombra tramano contro di noi ;-)

      La serie animata mi piaceva, non credo di aver visto tutte le puntate ma la seguivo abbastanza, una volta dovrei affrontare il seguito, penso di averne visti cinque minuti ai tempi in replica su Sky (forse ancora Tele+) allora, ma senza voglia di proseguire. Forse mi tengo il ricordo del primo film, ecco. Cheers!

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    2. Ecco, sì, meglio tenersi il ricordo del primo e riuscito capitolo perché il secondo è MOLTO meno "sfumeggiante" (se poi mi togli pure la verve di Jim Carrey, cosa si può pretendere) ;-) , e lo dico avendolo purtroppo visto fino alla fine nella speranza (vana) che ci fosse qualcosa da salvare...

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    3. Hai fatto bene a dirmelo, risparmierò tempo e mi terrò stretto il ricordo dell’unica maschera degna di memoria ;-) Cheers

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  15. Come al solito arrivo in ritardo a leggerti, ma capirai che tra lavoro e famiglia ormai il tempo per leggere le tue "brevi" recensioni si fa veramente risicato...
    Comunque sia, ottima scelta Bro, film azzeccatissimo per la rassegna e davvero molto divertente

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    1. Di certo non ti aiuto, con la mia grafomania congenita ma vai tranquillo Bro, tanto la strada la conosci, ti direi questa Bara ti aspetta, ma non vorrei suonasse come una minaccia ;-) Cheers

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  16. Sai quei film che segnano il passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza… ecco, a parte la visione di Cameron Diaz, 'sto film lo inquadrerei proprio lì.
    L'ho visto un'estate, facevano il cinema all'aperto, non credo di aver mai riso così tanto davanti a uno schermo, ed è iniziata allora la mia passione per Jim Carrey. Il film uscì col sottitolo "Da zero a mito" e nella mia ingenuità dell'epoca, mi chiedevo se non fosse riferito a Carrey o alla Diaz. Da zero a mito. Vale per entrambi.
    Sono andato avanti a ripetere le battute del film per anni. Prima di questa visione ero destinato ad un futuro da adulto composto, educato, elegante e molto noioso. Jim e Cameron hanno cambiato tutto. Ah, magia del cinema!

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    1. La Cameron Diaz di questo film era capace di rimescolare gli ormoni per sempre. Il sottotitolo italiano mi da la sensazione di “tag line” sulla locandina, che è stata incorporata nel titolo, un po’ come quelli che credevano che “Die Hard 2” si chiamasse “Die harder”. Per il resto puoi dirlo a tutti, è la frase perfetta per uscire da ogni situazione: È tutta colpa di Jim! ;-) Cheers

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  17. Aaaa...quanti ricordi, non mi sono mai perso un film di Jim Carrey (anche quei pochi meno riusciti) forte anche del fatto che l'umorismo dei suoi film comici è sempre stato fra le mie note. O molto più probabilmente, avendo letteralmente consumato fin da bimbo le videocassette di The Mask ed Ace Ventura, sarò cresciuto cazzone come questi due personaggi. Mi ritrovo spesso a citare frasi di questi film ogni volta che posso (peccato che queste vengano colte da 4 persone in croce). Anche per me è stato un trauma scoprire che nel film the mask diceva "Sfumeggiante!" anzichè "Spumeggiante!". Il bello è che l'ho scoperto da pochi anni. :'(
    Sarebbe bello leggere su questo blog la tua esperienza con altri film di Jim. Peccato che ultimamente lo si veda poco.
    Comunque è stata una bella sorpresa leggere un post su The Mask! Grande Cass!

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    1. Una volta dovrò affrontare anche "Ace Ventura" siamo in pochi (o forse no) aver averlo consumato da piccoletti, ma siamo una lobby molto potente ;-) Grazie mille capo felicissimo che ti sia piaciuto! Cheers

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    2. Beh, è comparso in Kidding, che però sembra sia abbastanza snobbata.

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    3. Non ho ancora avuto modo di vederla ma mi interessava. Cheers

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  18. Scusate, di stò film si può dire tutto tranne che è fedele al fumetto!
    Il secondo è una violentissimna ( e ferocissima satira della società (ipocrita ) americana, il primo un filmetto per famiglie che oggi non si fila più nessuno.
    Alla fine i due autori del fumetto , per soldi , sono anch'essi entrati in quel sistema che perculavano dal di fuori.
    Più americani di così .... :P

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    1. Non mi pare che nessuno l'abbia detto, il fumetto era molto più violento. Ma non sarei così drammatico, era il 1995,se i fumetti vengono rigirato come calzini oggi, figuriamoci allora, gli autori avranno avuto ben poca voce in capitolo, e poi "The Mask" era un titolo abbastanza minore con tanti autori coinvolti. Cheers!

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  19. Quindi non solo non c'era il wi-fi, non solo i film giravano (aumma aumma) in vhs, ma addirittura Hiddleston era un frugoletto? No no, non so se potrò reggere il colpo. :-D
    Ovviamente scherzo, portavo i rullini a sviluppare io, figurati. E devo ammettere che questo The Mask non lo apprezzai da piccina, chissà perché. Adoravo Roger Rabbit (tanto da ricordarne tutt'oggi le battute) ma non The Mask. Uà che so' strana, eh. E poi... "sfumeggiante"? Ma davvero?! Dovrei rivederlo.
    Comunque sì, mai scelta fu più azzeccata! :-)

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    1. Se solo avessero conosciuto lo sguardo di penitenza del fotografo, quando andavi a ritirare le foto, oggi non si farebbero tutte quelle “selfie” con tale leggerezza. Roger Rabbit è ancora diciassette spanne sopra, ma ha un tratto comune, che lo rende sfumeggiante no! Spumeggiante Arrrrrgh! Non mi riprenderò mai ;-) Cheers!

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