martedì 19 marzo 2019

Dumbo (1941): L'unico modo per vedere elefanti volare (senza bere)

Fenomeni da baraccone, emarginazione, calunnie, stereotipi razzisti, momenti lisergici indotti da alcool somministrato ai minori, alternati a momenti strappalacrime, ma anche riscatto sociale e personale. Poi ditemi che crescere con i classici Disney è qualcosa che non forma il carattere!

Nel 1940 lo studio creato da papà Walt si era impegnato molto con due titoli di enorme respiro, veri colossal dell’animazione, come “Pinocchio” e il quasi sperimentale “Fantasia”. Due film che sono considerati dei classici intoccabili, basta dire il primo è ancora il film del cuore di Terry Gilliam (storia vera). Quello che non si dice quasi mai, però, è che l’enorme sforzo produttivo e gli incassi ridicoli di questi due titoli, hanno quasi costretto la Disney a chiudere i battenti per sempre.

Dumbo è nato nel segno della modestia, proprio come vediamo accadere nel film, ancora oggi è una delle massime icone cinematografiche, il classico personaggio che fa venire gli occhioni a forma di cuore anche ai più duri tra voi, non venite a fare la scena con me, vi conosco mascherine! Su le mani tutti quelli che hanno avuto un elefante di pezza di nome Dumbo, io non posso farlo perché devo tenerle entrambe sulla tastiera, però ci siamo capiti. Abbiamo visto l’elefantino volante ospite in celebri film e la sua silhouette è inconfondibile, ma Dumbo ha rischiato di diventare il protagonista di uno sconosciuto giocattolo, se la Disney non fosse stata alla canna del gas.

Dopo i flop, si sono dati all’alcolismo pesante, e nel film si vede!
Sì, perché la breve storia dell’elefantino volante con grandi orecchie scritta da Helen Aberson, era protagonista di un paio di illustrazioni firmate da Harold Pearl, all’interno di un prototipo di giocattolo noto come “Roll-a-Book". La storiella piacque così tanto a Walt Disney che decise di acquistarne i diritti per trasformarla in un film, ma un film all’insegna dell'economia, perché lo studio di Topolino dopo le scoppole prese con “Pinocchio” e “Fantasia”, non poteva certo permettersi chissà che investimenti, questo spiega perché il design generale del film è meno sontuoso rispetto ai precedenti film Disney e anche gli sfondi risultano meno dettagliati per risparmiare su tutto: tempo, pennellate di colore e fotogrammi di pellicola.

Un’austerità totale che si traduce in un capolavoro di sintesi, “Dumbo” con i suoi 64 minuti di durata è il più breve classico Disney di sempre, ma anche l’unico, il cui protagonista non spiccica nemmeno una sillaba. Come spesso accade, se metti la creatività spalle al muro quella di solito risponde tirando fuori le idee migliori e in questo film non mancano.

Per essere un film del 1941, è così sospeso nel tempo da funzionare alla perfezione ancora oggi, la scena delle cicogne in volo che apre il film, ci introduce perfettamente nella sua atmosfera, senza costringere nessun genitore a dover rispondere alla domanda fatidica Mi dai le chiavi della macchina? "Da dove nascono i bambini"? Ma mette in chiaro anche che il nostro Dumbo è figlio di un Dio minore, perché tutte le altre cicogne sono l’equivalente del corriere super puntuale che arriva senza sgarri, mentre quella che porta a destinazione Dumbo, è il classico corriere improvvisato che gira su un Ducato scassato, che il destino (o il sistema di smistamento consegne) ti assegna quando hai una fretta del diavolo per ricevere il pacco.

“Va bene che la gestazione per gli elefanti dura 22 mesi, ma la prossima volta lo ordino su Amazon”.
Il destino, il nostro tenero amico lo ha anche nel nome, ufficialmente si chiama Jumbo Junior, in quanto figlio di un’elefantessa chiamata signora Jumbo, mentre nella versione italiana del film, si becca un nome simpatico e che suona anche allegrotto come “Dumbo Jumbo”, bruciando così il crudele gioco di parole. Sì, perché nel circo itinerante l’elefantino diventa lo zimbello di tutti, per via delle sue grandi orecchie e per il fatto di non parlare mai, il poveretto viene ribattezzato Dumbo, che di simpatico e carino non ha nulla come nome, visto che ricorda volutamente la parola “Dumb” che vuol dire “Muto”, ma anche “Scemo”, quindi il doppiaggio italiano ha piallato un atto di puro bullismo contro uno nato un pochettino diverso, ma mi rendo conto che far uscire un film intitolato “Minchio” forse non avrebbe convinto molte famiglia a portare i loro figli al cinema, ecco.

“Dumbo” è un capolavoro di sintesi che non perde un secondo e di fatto vive di scene madri, con la stessa semplicità con cui mostra il miracolo della vita (e mentre lo scrivo penso ai Monty Python e un po’ me la rido), riesce a spiegare ai più piccoli concetti come l’emarginazione, oppure la crudeltà tra simili, tra la mamma ridotta in catene e il suo impiego come pagliaccio, al nostro Dumbo capitano più drammi che al protagonista di un film neorealista.

Nessuna pietà per gli elefanti al cinema, citofonare John Merrick per conferma.
Per rendere l'idea dell’aria che tirava alla Disney in quel periodo, basta dire che la scena dei clown che scioperano per un salario maggiore, è una mezza strizzata d’occhio allo sciopero degli sceneggiatori che aveva colpito Hollywood e di conseguenza la Disney, facile intuire che paragonare i propri autori a dei pagliacci, non è proprio il più lusinghiero dei gesti, ma dopo il disastro di “Pinocchio” e “Fantasia” anche la casa di produzione di Topolino non era più quella grande famiglia in cui tutti gli autori al grido di «Ehi Hoo! Hei Hoo! Andiamo a lavorar!» volevano stare.

Ma, a ben guardare, mamma Disney le scoppole date a mano aperta sui coppini, le dispensava a tutti, addetti ai lavori, ma anche spettatori. Per quanto mi riguarda, il vero colpo mortale della Disney vecchia scuola, era la capacità di infilare un momento drammatico in grado di rigirarti la faccia dal lato opposto della testa, al cinema penso che nemmeno i calci di Chuck Norris siano stati più potenti del: MDD il Momento del Dramma Disney! (copyright La Bara Volante 2019, all right reserved aut. min. rich vi sguinzaglio dietro i cani e gli avvocati)

Penso che ci siano stati pochi MDD più potenti della scena di “Bimbo mio”, il cui la signora Dumbo in catene e in gabbia non può nemmeno consolare lo sfortunatissimo figliolo e con la crudeltà di cui solo lo zio Walt era capace, nella scena si vedono tutti gli animali del circo con la rispettiva mamma, tranne Dumbo! Lui no. Una mazzata sui denti in grado di far “sudare le palpebre” anche ai più duri, la MDD ormai era un’arma così affilata, che provate a dire qual è stato il successivo film sfornato dalla Disney? Bravi, proprio “Bambi” (1942), anche lui messo piuttosto bene ad uso della tecnica mortale MDD.

MDD: Causiamo traumi infantili dal 1941.
Tra le idee brillanti del film, ho sempre trovato il fatto che l’unico personaggio che è davvero amico dell’elefantino Dumbo, sia il topo Timoteo (doppiato da Edward Brophy in originale), può sembrare una cosa da niente, ma la vita di Dumbo è così sfortunata, che il suo amico è quello che nella tradizione popolare è l’animale di cui gli elefanti hanno un terrore cieco che, poi, è solo una grossa balla molto ben radicata nella cultura popolare, dai tempi in cui i Romani facevano imbizzarrire gli elefanti di Pirro, ma dal punto di vista del film resta un’altra trovata di sintesi riuscitissima.

Siccome la Disney della vecchia scuola era capace di formare il carattere delle nuove generazioni, concedendosi delle cose che farebbero venire un infarto al puritano PG-13 moderno, i due strambi amici si concedono anche una bella bevuta e chissenefrega se Dumbo tecnicamente è minorenne, basta dello champagne dentro il secchio dell’acqua e la Disney sforna il SECONDO momento più lisergico della storia del suo cinema, mi riferisco all’inquietante canzone dei rosa elefanti, un momento di paura e delirio entrato nella storia della cultura popolare, non solo perché è stato citato dai Simpson (vero barometro della popolarità), ma esiste anche una birra belga niente male, con un elefante rosa sull’etichetta, la Delirium Tremens (storia vera). Un momento così ubriaco che per essere superato, la Disney è dovuta passare direttamente all’uso di droghe psicotrope, ma questa è un’altra storia.

100 bottiglie di birra elefanti rosa sul muro, prendine uno passalo a me, 99 bottiglie di birra elefanti rosa sul muro.
Dumbo e Timoteo sono un archetipo narrativo, il primo è considerato da tutti uno scemone il cui principale difetto diventerà anche il suo maggiore pregio, il secondo, invece, è una specie di allenatore, un motivatore nato che lo spinge a tirare fuori il meglio, potrebbero essere quasi la versione disneiana di Rocky e Mickey. Anzi, a ben guardare, è proprio una canzone a far fare il salto di qualità al protagonista, no, non Gonna fly now, ma un pezzo cantato da un gruppo di corvi che più o meno fa: Ne ho vedute tante da raccontar, giammai gli elefanti volar!

Loro sì, hanno preso davvero sul serio il concetto di "Gonna fly now".
Il fatto che Jim Corvo e i suoi compari, fossero tutti doppiati in originale da attori afro-americani, tutti membri dell'Hall Johnson Choir, ha generato più di un’accusa di stereotipo razzista per la Disney, un dettaglio a cui, lo ammetto, non avevo mai pensato quando guardavo “Dumbo” da bambino, mentre da adulto è stato risolto dalla mia Wing-Woman che ha colto nel segno ancora una volta: «In realtà, Jim Corvo è il sosia a cartoni animati di Adriano Celentano». Dài, guardatelo è identico!

L'animazione è comunque migliore di quella di "Adrian".
Il finale di “Dumbo” è in volata - letteralmente! – la piuma nera anticipa la brodaglia che Bugs Bunny faceva bere ai suoi compagni di squadra per motivarli e l’elefantino trova il vero utilizzo delle sue orecchie sovradimensionate, semplificare concetti come il credere in se stessi, oppure trasformare un’imbarazzante diversità in un’ammirevole virtù più di così, credo proprio che non sia possibile.

Fin dalla sua uscita nell’ottobre del 1941, “Dumbo” è stato un successo incredibile, capace di incassare da solo più dei due colossi “Pinocchio” e “Fantasia” messi insieme, una perfetta conclusione per l’elefantino sbeffeggiato da tutti, che nel dicembre dello stesso anno, avrebbe dovuto comparire sulla copertina di Time come personaggio dell’anno, se non fosse che il 7 dicembre, l’attacco giapponese su Pearl Harbor si conquisto nel modo più drammatico possibile la copertina (storia vera).

Eppure, grande cinema chiama altro grande cinema, malgrado Pearl Harbor e le brutte notizie proveniente dall’altra parte dell’Atlantico, l’elefantino volante è diventato la coperta di Linus di un’intera nazione che al cinema si consolava con la storia di Dumbo, se non credete a me, credete almeno a Steven Spielberg: la ricordate la scena del generale che nel cinema si commuove guardando proprio questo film in “1941 allarme a Hollywood”? (1979)? Prima del suo E.T. gli Americani avevano solo Dumbo!

Persino alle forze armate "sudano le palpebre" davanti a Dumbo.
Insomma, niente male per uno deriso da tutti, no? Come dice Timoteo nel film: «Molte persone con le orecchie grandi sono famose», ma più famoso di Dumbo non credo che ci sia proprio nessuno. 

38 commenti:

  1. " Come spesso accade, se metti la creatività spalle al muro quella di solito risponde tirando fuori le idee migliori " è probabilmente il motto dei tennici NASA che hanno trovato il modo di salvare la missione Apollo 13 nel film di Ron Howard. Ineccepibile. Io posso solo aggiungere che Fantasia non era quasi sperimentale, ma sperimentale come nemmeno la versione a fumetti di 1941 di Veitch e co che infatti lasciò perplesso, diciamo così, Steve Spielberg e che il flop amareggiò tanto Disney da portarlo progressivamente a progetti a basso costo come i vari Maggiolinos. Il genio deve arrivare il giorno prima e non l'anno o il decennio prima, se vuole il suo quarto d'ora di celebrità. It's a question of time come direbbero i Depeche Mode. Consiglio ai lettori del blog di Carabara la autobiografia di Walt Disney di Chris Finch. So che è stata ristampata. Io ho letto nel 1978 la prima edizione italiana quando avevo dieci anni e ne apprezzai il tono non-del-tutto-agiografico. Naturalmente non trovai riferimenti al discusso e controverso atteggiamento di WD nei confronti degli afro-americani, ma il gossip secondo cui avrebbe licenziato un dipendente perchè aveva definito Mickey Mouse " quel piccolo str...". Mm. Io adoro il MM di Gottfredson, Scarpa, Casty e Faraci quindi immagino che il tapino fosse un veggente che si riferiva a quello delle storie di Paz dove un MM divo di Cinelandia con gli occhiali da sole e spider rapiva un Pippo fumato da una comune di fricchettoni. Decisamente un piccolo eccetera.
    Una spigolatura : un giovane Fredo Castelli - al tempo in cui animava la prima fanzine italiana di comics - mise in giro la notizia secondo cui MM era afro-americano e citava a supporto il modo di cantare e ballare di Topolino in Steamboat Willie. WD se ne era andato nel 1966 e non so se lo seppe mai. Io ho le stesse orecchie di Dumbo da quando leggevo la bio di Finch e non ti dico come soffro quando Crepascolino prende il suo elefantino di pezza per la proboscide e lo usa per fragellarmi mentre io gli oppongo il mio Mike Wazowski. Adora i nostri duelli nel crepuscolo. Cattivo. Ciaociao

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    1. Quando sono al lavoro spesso penso alla scena del quadrato e del cerchio di Ron Howard (storia vera) sono situazioni che comprendo bene. Il fatto che l’autobiografia fosse di allora è un bene, fosse uscita oggi sarebbe tutta un “Un bravo direttore! Un grande direttore un santo!” (Cit.) e secondo me la teoria di Topolino nero non è del tutto sbagliata, con buona pace di zio Walt. A proposito di Disney moderna, hai appena creato il prossimo crossover, Dumbo & Mike: Uno ha troppe orecchie, l’altro non abbastanza occhi, titolo provvisorio “Non guardarmi, non ti sento”. Cheers!

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  2. La recensione (bellissima) che non ti aspetti. Io ti confesso che Dumbo mi è sempre rimasto un po' antipatico, I miei idoli erano i corvi canterini... Segno che fin da piccolo la pensavo in un certo modo, probabilmente :D

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    1. Ti ringrazio e ci tenevo a prendere tutti in contropiede, felice di esserci riuscito ;-) Ho due classici Disney del cuore, ma Dumbo resta impeccabile nel suo modo di raccontare. I corvi sono mitici, solo che ormai li vedo solo più sottoforma di Adriano Celentano, oddio non che sia un male, sicuramente meglio di come li vedeva lo zio Walt ;-) Cheers

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  3. "Dumbo" è l'esempio perfetto che non è la durata iper-allungata a fare un film migliore (di recente è uscito un blockbuster che stia sotto le 2h? Ecco, Dumbo arriva a malapena a 1h...)

    E' anche uno di quei Classici Disney minimalisti, poche idee ma buone e svolte al meglio, una di quelle cose che la Disney recente sembra aver perso (perchè i classici oggi devono essere eventoni pompi e non più storie minime, tutte improntate sull'humor? quante volte noi abbiamo visto Robin Hood o gli Aristogatti o Il Libro della Giungla? oggi Frozen è pompo perfino nelle canzoni... ma poi lo vedo mezza volta e mi cala l'abbiocco... forse l'ultimo minimalista è stato Le Follie dell'Imperatore e Mucche alla riscossa... quasi 20 anni fa!).

    PS: certo che tra questi "elefanti rosa" e i lisergicissimi "efelanti e noddole" di Winny Puh (IL nome italico, io non dimentico!)... ma che avevano fatto di male a Disney gli elefanti?

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    1. Guarda, parli con uno che è feticista dei film da 90 minuti spaccati, la durata perfetta, “Dumbo” è una classico amato da tutti e non arriva nemmeno ad un’ora, altro che quella palla mortale di “Frozen”, se gli togli le canzoni restano venti minuti di storia, per altro con buchi nella trama. Tra corvi neri ed elefanti mi sa che zio Walt non sopportava quasi nessuno nel regno animale ;-) Cheers

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    2. "forse l'ultimo minimalista è stato Le Follie dell'Imperatore e Mucche alla riscossa... quasi 20 anni fa!)."

      E "Lilo e Stitch".

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    3. "Lilo e Stitch" è fighissimo, quello mi piace un sacco e non lo cita quasi mai nessuno, bravo ;-) Cheers

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    4. avete ragione! "Ohana significa casa e casa significa che nessuno viene abbandonato!" (cit.)

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  4. Sempre adorato Dumbo, dopo La spada nella roccia, uno dei classici preferiti in assoluto ;)
    Ah, bellissima recensione :)

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    1. Ti ringrazio capo gentilissimo! Prima o poi dovrò affrontare anche Semola, Merlino e il mio preferito, Anacleto. Cheers

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    2. Mitico "La spada nella roccia"! Molto amato dal pubblico, ma snobbato dalla critica nonostante sia un film brillante e riflessivo. Mah!

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  5. Grande la citazione di Merrick ;) E' vero, un capolavoro non dev'essere per forza lungo 3 ore, ricordo che all'epoca mi stupii della sua durata..ma è perfetto così!

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    1. Non potevo non giocarmela per quella scena, ne ho anche un'altra che non sono riuscito ad usare, la terrò per il remake, che quasi di sicuro mi piacerà meno di questo, ma non voglio partire prevenuto, non lo faccio mai. Cheers!

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    2. Già! Anch' io, però come hai scritto, va bene così!

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  6. Mai sopportato Dumbo, troppo patetico e sfigato.
    In più il successo di stò film convincerà Walt a fare solo film animati per famiglie , cosa che alla Disney dura ancora oggi.
    Se Fantasia avesse avuto successo, chissà come sarebbe cambiata la storia dell' aimazione occidentale....

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    1. Non lo sapremo mai, era davvero troppo avanti per il 1940, anzi forse lo sarebbe ancora troppo oggi. Considerando anche la Disney "horror" (virgolette obbligatorie ma nemmeno troppo) di alcuni film anni '80, anche le variazioni sono state interessanti. Cheers!

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    2. Io mi accontento di quello che abbiamo avuto. XD

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  7. Ricordo con quel magone misto a nostalgia il film animato di Dumbo, perché alla fine è uno di quelli che ho rivisto meno (sulla mia cassettina registrata dalla televisione ancora per il Betamax) dei cartoni Disney, proprio a causa della scena "lisergica" dell'ubriacatura: mi provocava fastidio ed una sensazione di fuoriposto, tanto che le volte da bambino in cui ho visto il film il più delle volte facevo avanti veloce.

    Detto questo ne ho però un bel ricordo e sono molto infastidito dal nuovo Dumbo in arrivo tra poco al cinema: non sono mai stato contrario al riproporre in periodi diversi la stessa storia, già quando questo procedimento ancora non si chiamava "remake"... basti pensare a quante volte è stata adattata al cinema la storia di Cenerentola, giusto per restare in tema di fiabe... che poi sia la stessa casa od un'altra a riproporre la medesima storia ha importanza? Per me no.
    Quindi ho apprezzato la Bella e la Bestia ed attendo con interesse Aladdin ed Il re leone.

    Questo Dumbo in arrivo, invece, che già fin dal trailer non ha nulla della storia passata e tra le righe dei primi commenti dei giornalisti invitati alla prima (e quindi abbastanza sul libro paga Disney) emerge una divergenza netta con la storia già raccontata (il commento "its in the unique position to be 35% an adaptation and 65% a sequel" l'ho trovato aberrante), a seguito della quale c'è da temere che anche il messaggio ed il leit motiv possa essere stato parimenti stravolto.

    Ecco in questo caso, perché riesumare qualcosa di 80 anni fa, per poi fare qualcosa di diverso? Paura dell'originalità?
    Come si dice nei videogiochi, una nuova IP rischia di attirare meno pubblico e vendere meno di un brand già conosciuto, pertanto meglio non rischiare?

    So che questo qua del '41 vorrei rivederlo, ma ancora temo il connubio tra delirio alcolico ed MDD(R): potrei non reggerlo nemmeno a 35 anni :P
    Il Dumbo presto nelle sale, fintanto che non sentirò una recensione di qualcuno che ritengo affidabile (tendenzialmente la qui presente Bara ed il videorecensore di BadTaste, ma non quello che recensisce per iscritto su BadTaste la cui penna invece trovo molesta) in grado di smentire i miei timori, proprio no.

    Nathan

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    1. Non ho visto nemmeno il trailer di quello nuovo, ti farò sapere la mia, perché è inutile dilungarsi su qualcosa che ancora non ho visto su cui potrei fare solo teorie, ho smesso di fantasticare sulle possibilità di un film di Burton con “Alice in Wonderlan”, pessimo ritorno alla realtà per me. BadTaste non mi piace, non so come siano le videorecensioni, ma è proprio un sito su cui non mi trovo, differenze di gusti, di approccio non lo so, sono cresciuto nella “palestra” di Movieplayer e continuo a preferirli, anche se qui il discorso è lungo.

      Per tornare a bomba sul film, i Rosa elefanti sono… Quasi horror? Troppo? Si forse un po’, un quasi pauroso che ovviamente mi piaceva. Li trovavo al limite del lisergico, li ho sempre associati al balletto con parti del corpo smontabili di “Labyrinth” ;-) Cheers!

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    2. Sarò strano io, ma Labyrinth invece non mi ha mai disturbato né turbato: anzi è uno dei primi film che ho visto al "cinema" (una proiezione pomeridiana in una qualche sala teatro con schermo cinematografico, tipo oratorio, non un cinema vero e proprio)!

      Nathan

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    3. Io all' asilo non lo potevo vedere "Labyrinth"! o-O La scena von il serpente, i goblin... brrr! XD Ovviamente rivalutato e piace molto alla mia cuginetta.

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  8. Effettivamente, grazie anche al suo minimalismo, ancora oggi freschissimo! Divertente e toccante al punto giusto!
    Della scena degli elefanti ricordo soprattutto l' elefante che si componeva stile transformers! Lol Trovo però ancora più istrionica ed irresistibile quella dell' assurda piramide degli elefanti! Lol Vedere poi le elefantesse con le bistecche... XD peccato che segni il seclassamento del povero Dumbo. Da piccolo il colpo di scena mi lasciò sbalordito e solo crescendo ho fatto caso che Timoteo anticipa la verità al momento del risveglio.

    "ha generato più di un’accusa di stereotipo razzista per la Disney"

    Il che è paradossale perché solo loro e Timoteo aiutano Dumbo! Mah!

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    1. A me piaceva anche il Rosa elefante che si divide tipo mitosi cellulare con la bolla di sapone ;-) Cheers!

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    2. Ah, tutta quella scena era piena di invenzioni visive che passavano dal divertente al visionario puro al pauroso (quell'elefante composto da teste di elefanti) senza dare un attimo di pausa! ;-) Per il resto in quei soli 64 minuti c'è tutta una Disney di cui oggi si è perso lo stampo, caduto nella melma del politically correct da un bel po' di tempo ormai, e non penso proprio che con il Dumbo di Burton (da quindici anni a questa parte, il Tim Burton di una volta io l'ho rivisto solo ne La Sposa Cadavere e in Frankenweenie) le cose cambieranno...

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    3. Pensa che a me di “Frankenweenie” continua a piacere solo e soltanto il corto originale, il film in stop motion non mi è piaciuto per niente. Ma la danza delle scheletri di “La Sposa Cadavere” è cugina della scena dei Rosa elefanti anche per uso dei colori, Burton è sempre così, appena pensi che possa andare tutto bene ti frega, quindi preferisco restare scettico, e poi se sarà il caso, lasciarmi sorprendere. Cheers!

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  9. Niente, è uno dei Classici che amo meno.
    Come Bambi.
    Sarà che il circo per me è sempre stato un qualcosa di triste, e infatti Dumbo è triste, ma non è una storia che mi ha mai preso.
    Ne riconosco la brevità e il fatto che si sia puntato tutto sulle scene madri. A pensarci oggi, quando lo guardavo da piccolo mi durava due ore... pensa tu quanto mi annoiava.
    Non sapevo dello sciopero clown-hollywood, ahaha!
    Quanto ai corvi, all'epoca erano sempre parodia degli afroamericani... oggi succederebbe il finimondo, per fortuna una volta non era così :)

    Moz-

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    1. Non lo guardavo molto spesso "Dumbo" ma la sua storia dritta e senza troppi fronzoli funziona, "Bambi" mi piace di meno, perché mi sembra tutto giocato sul MDD, qui invece è una parte dell'insieme. Si oggi ogni personaggio viene etichettato come un stereotipo, anche i più impensabili. Cheers!

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  10. Mi hai fatto fare un bel ripasso, doveroso in vista della nuova versione, soprattutto perché sono ancora indecisa se riguardarmi questo classico che -come per altri- ha traumatizzato la mia infanzia o se godere a scatola quasi chiusa di quello che può aver combinato Tim. Facciamo che mi basta questa lezione ricca di aneddoti che non conoscevo (della bottiglia della Delirium Tremens ne ho fatto una lampada proprio per quell'elefantino rosa, e vuoi dirmi che nasce da quel trauma infantile?!).
    Grazie quindi, anche per la sganasciata sonorosissima che mi hai fatto fare: Minchio sarebbe stato un gran bel titolo :)

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    1. Te la immagini la pubblicità in tv: In occasione del suo 70esimo compleanno, in una versione restaurato in 4K torna in sala “Minchio”, viene a scoprire la magia dell’elefantino volante con tutta la famiglia, “Minchio” un classico senza tempo ;-) Ti meriti un cinque altissimo per il riciclo della bottiglie di Delirium Tremens, davvero notevole!
      Io ho avuto dei traumi – non infantili – quando sento Burton e Disney nella stessa frase, tutti dovuti a Depp vestito da Mago Galbusera e Wondercose che di “Wonder” avevano bene poco, ma se il ragazzo dovesse scendere dal letto con in piede giusto, il potenziale sarebbe enorme, altrimenti… Beh altrimenti ci dedicheremo a svuotare altro bottiglie di Delirium Tremens per far fronte alla delusione. Cheers!

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  11. Non rientra tra i miei film preferiti, ma il signor Disney sapeva sempre come farti scendere il lacrimone. Poi la scena del treno Casimiro e la quella degli elefanti rosa rimarranno sempre nel mio cuore (la prima per il ritmo, mentre la seconda per l'assurdità della scena).

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    1. Anche per me non è tra i miei preferiti, però vive di scene madri come quelle che hai descritto, per questo funziona ancora alla grande malgrado sia un film del 1941. Cheers!

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  12. Concordo con tutto quello che hai detto, anche se è ancora un mistero come abbia potuto incassare più di Pinocchio che è decisamente superiore su tutti i livelli (Fantasia non lo considero perchè troppo in anticipo sui tempi). Fantastico Timoteo.
    Il film di Burton darà grande importanza ai personaggi umani e ciò mi rincuora sul fatto che possa differenziarsi dal CLassico, come è riuscito al Libro della Giungla di Favreau.

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    1. Forse proprio per la sua semplicità, magari perché è arrivato al momento giusto, “Fantasia” posso capirlo, troppo colto, troppo all’avanguardia, “Pinocchio” già meno. Vedremo, a me quella versione di “Il libro della Giungla” ha urtato, un protagonista insopportabile, mandava proprio messaggi che non riuscivo a condividere, ma devo dire che sono molto legato ai libri originali, motivo per cui anche il classico Disney mi piaceva, ma non lo guardavo spesso. Cheers!

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  13. Francesco (M)21 marzo 2019 21:55

    Eh... per me è il film Disney essenziale... Sentimenti, capacità artigianale e artistica (la scena iniziale di Casimiro è uno dei più spettacolari ricordi di animazione dell'infanzia) incredibile di chi lavorava per la Disney e capacità di dirigerli. E gli elefanti rosa... che imparassero a rifarla adesso (non a replicarla con il computer tal quale, a renderne lo spirito). Allo stesso tempo una morale orribile, se sei un freak hai la redenzione sociale solo se riesci a capitalizzare il tuo talento... Secondo me da rivedere, ma anche da ripensare criticamente. Non necessariamente allo stesso tempo. P.S. sì, è Celentano, in uno dei grandi successi oltreoceano. Complimenti alla wingwoman per lo spirito di osservazione eheh.

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    1. Era anche il 1941, un’altra era, un altro modo di pensare, renditi utile oppure smamma, però se ci pensi anche una spinta a cercare di non adagiarsi all’etichetta che ti incollano in fronte, un approccio più duro vero, ma non sempre possono essere solo carezze. Lo dico sempre che questo blog dovrebbe portarlo avanti lei, leggereste commenti più brevi e molto più a fuoco dei miei ;-) Cheers

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  14. Sicuramente non guarderò il nuovo Dumbo.
    Ma diamine, a questo punto devo recuperare questo Dumbo.
    Come per Moz, il circo mi ha sempre intristito.
    E Dumbo anche, ma devo dire che da bambino avevo un bello stomaco :D, per non risentire di certe scene commoventi.
    Non sapevo affatto che Dumbo fosse il soprannome di scherno e non il nome originale..mi hai sconvolto (nel bene) la domenica.
    Per non parlare dell'aneddoto dello sciopero.
    Bravo Cassidy, bella recensione.
    E ovviamente sulla durata dei film sfondate un portone aperto, con me.
    Per me la durata perfetta è tra gli 80 e i 90 minuti...sopra i 95 già mi si alza il sopracciglio :D

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    1. Grazie capo gentilissimo! 90 minuti é la durata perfetta per me, ormai è estinta, infatti il nuovo film durerà due ore, staremo a vedere non mi precludo nulla ma fare di meglio sarà molto difficile. Cheers!

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