giovedì 7 marzo 2019

Batman - Il ritorno (1992): I freaks hanno preso il controllo del circo

Ancora una volta è il momento di accendere il Cass-Segnale, si torna a Gotham City per il nuovo capitolo della rubrica: Nanananananana...Batman!
Lo ammetto con il massimo della trasparenza di cui sono capace: ci sono stati poco registi a cui ho voluto bene più di Tim Burton. Se dovessi indicare un regista legato alla mia infanzia e ad una fetta di adolescenza, penso che lui potrebbe andare bene, i suoi anni ’90 cinematografici sono stati impeccabili e, guarda caso, coincidevano con la mia adolescenza di strambo sgorbio pallido e nero vestito che con la poetica di Burton, ci andava a nozze, guardate su in alto, avete letto il nome del blog? Se non sei un tipo strambo con la propensione per il macabro un nome così non lo scegli, no?

Che poi, non ho mai capito la poetica di Burton, cioè quella sì, ma come scrivevo anche riguardo a Batman, mi sono sempre chiesto cosa sia successo nella vita del vecchio Tim, per cui ad un certo punto ha deciso di autonominarsi cantore di tutti gli stramboidi e gli scherzi della natura al cinema, me lo chiedo da sempre. Eppure, pochi registi hanno perseguito la loro poetica in maniera più ossessiva di Burton, per lui i mostri sono più interessanti degli umani che spesso sono malvagi dietro la loro facciata buonista e colorata. Una canzone che Burton ha continuato a cantare per anni, con un'estetica sempre più ricercata, fino al giorno in cui le trame in linea con la sua ossessione sono finite e il giocattolo gli è scoppiato in mano.

“Tim noi siamo pagati per vestirci strambi, ma tu che scusa hai?”.
Cosa diciamo sempre qui alla Bara Volante? Cosa fa un regista appena ha ottenuto il successo? Si butta anima e corpo sul film della vita, il progetto personale, per Burton forte dell’enorme trionfo al botteghino di Batman, è stato “Edward mani di forbice” (1990), quando la Warner Bros. gli chiese un secondo capitolo delle avventure dell’uomo pipistrello, il regista dai capelli buffi accettò, ma con ancora meno interesse nei confronti delle vicende dei supereroi di quanto non avesse prima. Per lui “Batman Returns” era l’occasione per portare avanti la sua poetica sui “Freaks”, se le persone hanno adorato il Joker di Jack Nicholson, vuol dire che ci metteremo più cattivi, più mostri, più maschere che, poi, è il tema del film, ripetuto ossessivamente.

Il soggetto di Sam Hamm prevedeva il Pinguino e Catwoman impegnati nella ricerca di un tesoro e, ad un certo punto, era previsto che comparisse anche Robin, la negazione con maschera e mantello di tutto quello che il Batman di Burton rappresenta, l’unico solitario uomo bestia di Gotham come lo definisce Alfred, infatti Burton affida la sceneggiatura a Daniel Waters, affascinato dal suo lavoro su “Schegge di follia” (1988), anche se le trovate comiche un po’ sceme e certe battutacce a sfondo sessuale presenti nel film che si notano tantissimo rivedendolo oggi, ci ricordano che Waters era fresco fresco di uno dei miei film del cuore, quel clamoroso tonfo al botteghino noto come Hudson Hawk - Il mago del furto, sul serio, il Pinguino che s’arrapa parlando di “godurie francesi con pene e pinne” e di “Prendisedani” sono farina del sacco di Waters, sicuro!

"Per Osiride e per Api, guardami. Guardami bene! Tu ora sei un pinguino, un pinguino, un pinguino!" (quasi-cit.)
Ho sempre pensato che l’unico personaggio dei fumetti ad avere una “parco cattivi” interessante e variegato come quello di Spider-Man, fosse davvero solo Batman, tante volte gli avversari del Crociato di Gotham sono mostri tragici, con davvero molto in comune con l’eroe, permettere ad uno come Burton di pescare a piene mani da questi personaggi è una gran pensata che paga enormi dividendi e se il Joker di Jack Nicholson era il vero protagonista del primo film, qui è davvero la stessa cosa, vale le regola aurea dei seguiti: uguale, ma di più!

L’aspetto del Pinguino viene realizzato sulla base dei bozzetti disegnati da Burton e per interpretarlo, dentro il suo goffo costume di gommapiuma da Gabibbo scolorito, viene chiamato l’attore che è sinonimo di bassezza (fisica, non morale) ad Hollywood, Danny DeVito che risponde con una prova magnifica, forse la migliore della sua carriera e se Batman nel primo film era un personaggio che entrava in scena già fatto e finito, qui prima di vederlo tocca aspettare più di trenta minuti, perché tanto per Burton il protagonista è il Pinguino, non ci sono discussioni su questo.

“Avevi forse dei dubbi Cassidy? Non ho il physique du role da protagonista per caso?”.
La storia è ambientata a Natale, non solo perché rappresenta la festa buonista di facciata dei “Normali”, ma anche perché non c’è nulla di più fuori posto di uno stramboide gotico e nero vestito, tra gli addobbi colorati di Natale (ogni riferimento a fatti, cose, persone, o film in stop motion intitolati "Nightmare Before Christmas", è puramente voluto), ma, bisogna dirlo, l’inizio è micidiale, come vi ripeto anche troppo spesso: i primi cinque minuti del film determinano tutto l’andamento della pellicola. E in questo caso anche le intenzioni di Burton.

Tutti insieme far Natale, mummie e bestie, far Natale! (Cit.)
Il signor Cobblepot, interpretato da Paul Reubens (l'attore protagonsita del primo film di Tim Burton, "Pee-wee's Big Adventure" del 1985) fuma in attesa della nascita del suo primogenito, urla, spavento, un gatto divorato, una liscia pinna dove dovrebbero esserci cinque paffute ditine e invece di una vita agiata da riccone, al bimbo tocca essere scaricato con tutta la cesta (di vimini, ovviamente nero) nelle fogne, mentre Danny Elfman ci dà dentro come farà per tutta la pellicola, con una colonna sonora, scritta apposta per il seguito.

“Cara, forse sarebbe stato meglio prenderci un gatto. Oppure adottare Catwoman”.
La cesta galleggia sull’acqua per tutti i titoli di testa e invece di venire pescata dagli Egiziani, viene trovata da alcuni pinguini, perché i coccodrilli stanno solo nelle fogne di New York, a Gotham hanno i pinguini (stacce!). Salto in avanti, la notte di Natale di trentatré anni dopo, il Pinguino è la leggenda urbana di Gotham, per usare le sue parole pronto ad “ascendere”, la cesta, l’età, l’ascensione, una valenza biblica appena appena accennata, se poi aggiungiamo che tradito dalla società da cui voleva essere accettato, il Pinguino lancia la sua maledizione e vuole rapire e uccidere tutti i primi geniti. Ci manca solo cerchi di dividere le acque di Gotham e poi direi che il pacchetto “Messia” è completo, no?

Un po’ come se Mosè avesse sbagliato fiume e fosse finito al Polo Sud.
Non è un film che si rifà all’archetipo del mostro dal cuore d’oro, già ampiamente sviscerato da Burton in “Edward mani di forbice”, no in questo film abbiamo solo tipi strambi che possono essere buoni, cattivi, oppure cambiare lato della barricata (come fa più volte Catwoman, anche abbastanza immotivatamente in certi momenti), il vero nemico per Burton è la normalità, le persone che si muovono sullo sfondo, che festeggiano la loro festa per persone normali, che sono indistinguibili gli uni dagli altri, ma che hanno un senso solo quando si rapportano ai “Freaks” agli scherzi di natura in maschera che a Burton interessano molto di più.

Quando non la indossano loro, sono gli altri ad usare una maschera.
Pinguino è il protagonista perché è l’unico personaggio che ha un arco narrativo completo: prima cerca di abbracciare la normalità, cercando il suo nome, il suo passato, di farsi accettare e di impietosire i “Normali” con le sue parole («…una creatura nata un pochino diversa»). Dopodiché si lascia tentare dall’idea di poter comandare gli altri («Ehi, sei davvero grande, sindaco Cobblepot»), per finire ad odiare la normalità, a volerla distruggere e punire con il suo esercito di pinguini, metà reali e metà animatronici, costati una schioppettata alla produzione (storia vera). Le maschere che indossa il personaggio sono molteplici, ma il travestimento migliore del personaggio è quello da professore di matematica. Alle superiori avevo un professore che era identico al Pinguino (storia vera), quando mi rifilava un quattro ero quasi felice che non mi avesse mai azzannato anche il naso.

Ora avete un'idea delle mie interrogazioni di matematica... Brrr!
Ecco perché la città di Gotham City ritratta da Tim Burton è ancora più posticcia di quella del primo film, ci sono sempre le stesse tre o quattro locations (inizio a parlare come Alessandro Borghese ora?) realizzate alla grande, bisogna dirlo, ma sempre quelle: lo Zoo che fa da quartier generale al Pinguino, la piazza centrale di Gotham con l’enorme albero, un teatrino dove si muovono cittadini che al regista non interessano minimamente, sono benpensanti che un attimo prima invocano Cobblepot come nuovo sindaco e l’attimo dopo non hanno nemmeno un'esitazione a credere che davvero l’uomo pipistrello possa aver ucciso la svampita Principessa del ghiaccio, probabilmente al grido di «E Batman che fa? Vergoniiiiiiiia!».

Questo in parte, forse, spiega anche l’assurdo piano del riccone Max Shreck (personaggio che non ha corrispettivi nel fumetto, il cui nome ricorda volutamente quello dell’attore Max Schreck, quello di “Nosferatu” del 1922) che vuole insediare il suo sindaco fantoccio per fare cosa? Rubare l’energia a Gotham City con la sua centrale elettrica? Ma perché? Lavora per l’Enel per caso? Non è dato sapersi, ma è chiaro che fin dall’aspetto sia anche lui una maschera nel teatrino messo su da Burton, si capisce dai suoi capelli troppo strambi e dai vestiti troppo vistosi che non è uno dei “normali”, non fai conciare così Christopher Walken se non vuoi comunicare qualcosa al pubblico. Oppure era un modo di Burton per rendere Walken meno minaccioso. Pare che il regista non volesse averlo per la parte, perché aveva una fifa fottuta del suo sguardo (storia vera), sarà per questo che poi Tim gli ha affidato il ruolo dello spaventoso cavaliere senza testa in “Il mistero di Sleepy Hollow” (1999).

Questo conciato così, sarebbe quello “normale” del film. Fate un po’ voi.
La fuga dalla banale normalità, la trasformazione in una maschera, nel film nessun personaggio incarna tutto questo meglio di Catwoman... Oh, ma per trovare l’attrice giusta per interpretarla? Che faticata! Non sono state impiegate sette vite, ma sudate sette camice sì. Sono volati i nomi di Cher (!) e di Lorraine Bracco, prima di capire che una con il cognome da cane da caccia, per fare Catwoman, forse non era proprio il caso.

Ma a battere la ben più lanciata Annette Bening per la parte, con un sorpasso all’ultima curva è stata Michelle Pfeiffer in stato di grazia, dentro e fuori la tuta di pelle da dominatrice sadomaso. Vogliamo dire che al pubblico la Pfeiffer in queste vesti è piaciuta? Considerando che in parecchie città americane, la Warner Bros. era costretta a stampare e spedire a getto continuo, nuove locandine del film, perché il pubblico se le fregava pur di potarsi Catwoman a casa (storia vera) direi proprio di sì.

Roba da diventar gattofili tipo, ieri!
Michelle Pfeiffer qui al pari di Danny DeVito, regala una delle migliori prove della sua carriera, il suo personaggio è quasi sovrannaturale, gettata giù da un palazzo e morsa da gatti e gattini, risorge e si libera, diventando anche lei una maschera, in quella che per Burton è la nuova normalità, ovvero la stranezza. Ho sempre avuto dei dubbi sulle origini dei poteri di Catwoman, ma se possiamo credere alla lezione cinematografica per cui una, anche Michelle Pfeiffer, con degli occhiali sul naso, è da considerarsi bruttina e sciatta, possiamo credere al morso dei gatti magici che, per altro, è solo una delle tante scene quasi horror del film. Sul serio, ho capito perché mi piaceva tanto da bambino, ha un umorismo cretino di fondo (la paperella del Pinguino, davvero?) che sembra quello della vecchia serie tv degli anni ’60, però pensato da uno dal gusto macabro, non posso dire che certe trovate abbiano retto al meglio la prova del tempo, ma di sicuro questo strambo incontro tra Batman e la famiglia Addams ha una sua personalità.

"Se noi siamo Gomez e Morticia, Cassidy chi sarebbe?", "A vederlo così direi Lurch oppure lo zio Fester".
Già Batman! È previsto che si vedano degli uomini pipistrelli, in questo film sul ritorno dell’uomo pipistrello? La risposta è: Poco. Michael Keaton che non è certo un gigante fisicamente, si deve affidare alla Bat-Mobile per avere la meglio contro i clown e i saltimbanchi del circo di Pinguino, personaggi molto coloriti, tra i quali spiccano il mitico Vincent Schiavelli, con la scimmietta e l’organetto mitragliatore, ma se guardate bene anche il grande Doug Jones.

Le due ore del film filano via, non ci si annoia, per assurdo, però, alla Bat-Mobile che, ribadisco, per me è la più bella mai vista in un film di Batman, sono affidate tutte le scene d’azione che, comunque, Tim Burton non sa girare e che a lui non interessano minimamente, le parti migliori sono tutti i discorsi su quanto i personaggi siano in realtà uno più strambo dell’altro, sul fatto che indossino maschera per essere accettati, ma siano davvero loro quando una maschera la indossano fisicamente sul viso, come accade a Bruce e Selina che lottano come se facessero sesso e pomiciano colpendosi involontariamente le ferite, come se stessero lottando.

“Mmm, indossi vestiti di pelle per assecondare le tue pulsioni sessuali, BDSM?”, “Batman Domina Sul Male? Si quello sempre”.
Per questo Batman torna in scena solo nel finale, dove tutta la questione «Io non ho bisogno di una maschera per essere un mostro» si risolve a parole più che con i fatti, con Bruce Wayne che per mettere in chiaro la natura del film, la sua maschera se la strappa via fisicamente e voi non avete idea di quanto mandasse in tilt il bambino ossessivo in me quella scena, sì, perché mi chiedevo: ma quel costumone che non gli permette di girare il collo, deve essere strappato tutte le volte? Cioè, ad ogni sortita notturna Wayne butta via un costume? Ma, soprattutto, perché in quella scena scompare il trucco nero attorno agli occhi di Michael Keaton? Non si poteva curare meglio lo stacco di montaggio? Che ero un bambino strano ve l’ho già detto, vero?

A volte penso che i cattivi di Batman, siano quasi più interessanti del protagonista, questo film ha sempre confermato questo mio distorto pensiero, inoltre penso che per essere amato ancora oggi da così tante persone, i Batman di Burton fossero i meno fedeli ai fumetti in circolazione, ma assolutamente fedeli alla poetica dei freaks del suo regista, gli scherzi della natura hanno preso il controllo del manicomio e del film, un po’ mi manca quel regista in missione per conto della sua stranezza. Il primo Batman per me resta il migliore, questo ha dei momenti da cartone animato che a volte stonano, ma resta uno dei film più riusciti di Tim Burton, un circo pieno di scherzi della natura per cui viene ancora voglia di tifare. Gooble, gobble! Gooble, gobble!

Se non sono strambi non li vogliamo.
Ah, ma non abbiamo ancora finito cari miei Bat-lettori, questa rubrica ritornerà la settimana prossima, ho intenzione di andare avanti a lungo, magari anche… Forever. Questa freddura era orribile, però fate vedere le vostre (due) facce qui tra sette giorni, ok?

Intanto beccatevi la locandina d'epoca di IPMP.

80 commenti:

  1. grande film .



    michelle pfifer è sexy.

    danny de vito è fantastico.



    cassidy io ho visto entrambi i batman di joel shumacker al cinem a e non mi sono strappato gli ochhi.

    seriamente preferisco ( fanno schifo entrambi ma clooney è clooney e l abttuta della carta di credito a am e ha fatto ridere) batman e robyn a batman forever


    grazie

    rdm

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    1. Altro che sexy, fosse solo quello, penso sia una delle sue migliori prove di sempre. Idem per Danny DeVito, ma lui non è sexy, proprio per niente ;-) Ho finito di scrivere il post su “Batman & Robin” l’altro ieri, non ti rivelo nulla teniamo a mente la tua affermazione, tra un poi di settimane ci confrontiamo, avrai delle sorprese, questo posso dirtelo già da ora. Cheers!

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  2. C'è un errore. Non è Burgess Meredith a interpretare il signor Cobblepot, ma Paul Reubens (cioè Pee-Wee Herman). Curiosamente ha ripreso il ruolo del padre del Pinguino pure nella serie tv Gotham.

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    1. Oh cacchio hai ragione! Pensare che ho anche visto “Gotham”, il fan di Rocky in me vorrebbe vedere il vecchio Mickey in tutti i film ;-) Grazie per la segnalazione ho corretto, ti devo una birra, segna. Cheers!

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  3. Ciao Cassidy. Ottimo articolo. Solo un appunto: il padre del Pinguino è interpretato da Paul Reubens,che aveva già lavorato con Burton in Pee Wee
    Herman.

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    1. Grazie mille capo gentilisimo! ;-) Si ho corretto mille grazie, ho preso un abbaglio, ho fatto un casino tra "Gotham" e la vecchia serie degli anni '60. Cheers!

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  4. Carabara, i cattivi di Spidey , se non consideriamo la notevole eccezione di Kingpin, sono la deriva chestergouldica di Ditko esattamente come quelli di Bats grazie a Finger soprattutto ed un pochino anche a Kane. Steve ed un pochino anche Stan sono stati bravissimi, ma le note sono sette e qualche volta sono arrivati al remix come Norman Osborn /Green Goblin che è Lex Luthor che ama travestirsi da Joker dopo il crepuscolo e spesso anche prima. Nella Casa delle Idee uno dei cattivi + originali è il vecchio Vic Von Doom che è stato di ispirazione a Geo Lucas per il suo Darth Vader.
    Nota come per far funzionare nel migliore dei modi la macchina, i bad guys debbano essere una versione distorta della loro nemesi: i birichini + riusciti in Bats sono una altra risposta alla stessa domanda ( Joker, Hush ), schizofrenici ( Due Facce, il Ventriloquo ) o simmetrici dal punto di vista fisico ( la mezza porzione buffa del Pinguino contrapposta al bel tenebroso Wayne ), i birichini + riusciti in Spidey sono altri bimbi esclusi dalla coolness ( Dock Ock ) padri che in lui cercano un figlio ( Norman Osborn ) e personaggi non tanto in cerca di un autore quanto di una identità come Lizard o senza bussola come il Camaleonte.
    Naturalmente è il Daredevil dei sixties ad avere il parco cattivi + interessante ed ancora oggi mi alzo nel cuore della notte e controllo che la porta sia chiusa perchè temo entrino Stilt-Man, Frog ed il Matador. Brr. Ciao ciao

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    1. Esatto, le affinità ci sono, ma Marvel e Distinta Concorrenza hanno sempre fatto una gara sgomitando, un po’ nascondendo il compito con la mano, un po’ allungando il collo per sbirciare dal compagno di banco, l’elenco di personaggi (anche eroi) simili se non proprio fotocopie è lunghissima. Vic Von Doom è un discorso a parte, forse è uno dei pochissimi cattivi, che se mai vincesse, riuscirebbe a trasformare il mondo in un utopia di pace, anche se controllata dal suo pugno di ferro (METALLO! METALLO! Cit.). Hai ragione da vendere, il tuo riassunto è perfetto, poi ci sarebbe anche il filone “animale” l’uomo pipistrello ha come avversari: La donna gatto, l’uomo pinguino, l’uomo coccodrillo, l’uomo pipistrello (Man Bat) e l’uomo coccodrillo (Killer Croc).

      Spidey invece ha: L’uomo piovra (Doc Ock), l’uomo rinoceronte (Rhino), La donna gatto (la gatta nera), l’uomo lucertola (Lizard), l’uomo camaleonte (il camaleonte), l’uomo leone (Kraven… Questa è presa per i capelli lo so), l’uomo scorpione (scorpione) l’uomo sciacallo (sciacallo) l’uomo avvoltoio (l’avvoltoio). Certo nessuno può tenere testa a “papà gambalunga” Stilt-Man oppure a Kermit the Frog :-P Cheers!

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  5. Pensa che un lettore dei tempi della Editoriale Corno esplicitò in una missiva la sua perplessità davanti alla circostanza per cui Spidey affrontava principalmente animali antropomorfi o quasi e Cap i nemici della libertà come Red Skull, Hydra, A.I.M. e Segreto Impero. Naturalmente esistono le eccezioni come Batroc il saltatore. Una curiosità di cui probabilmente avrai già letto: sarà dedicata una serie di cartoni a M.O.D.O.K.
    Forse nella Casa delle Idee - dopo le buffe varianti modokiche di Nextwave - si sono accorti che il personaggio ha un suo fascino...

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    1. Ho letto e mi sembra molto sfiziosa come cosetta, M.O.D.O.K. ha davvero il suo fascino – per quanto sia esteticamente inguardabile – ma mi esalta soprattutto la serie animata su Howard il papero, visto che il film ormai penso che non lo vedremo mai, causa licenziamento in tronco di James Gunn. Cheers!

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    2. azz vero... alla delorean, dobbiamo tornare indietro nel tempo ed impedire che Lea Thompson partorisca Marty McFly dopo essersi unita con un papero cinico proveniente da un'altra dimensione!

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    3. "Hey tu papero, levale le mani di dosso!" ;-) Cheers

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  6. Atmosfera dark centrata in pieno, un Pinguino azzeccatissimo, può bastare ;)

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    1. Anche Michelle Pfeiffer il suo lo faceva dai ;-) Cheers

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  7. Permettimi di fare l'Adam Wè (cit.), quando nei Simpson disse "Altro che Michelle Pfeiffer, la vera Catwoman è Julie Newmar!"

    e vedendola diavoletta super secsy in "Ai confini della realtà" come dargli torto?
    https://m.media-amazon.com/images/M/MV5BZTg5ZTIyOWQtYjY5OC00ZWFmLTg4NDQtM2M0YjRlMzJlZThhL2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMDgyNjA5MA@@._V1_.jpg

    Ecco, Michelle Pfeiffer donna gatta migliore di sempre, in confronto la ladruncola de "Il cavaliere oscuro il ritorno" era una sciacquetta... sembrava più la gatta dell'uomoragno!

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    1. Ma non c'è proprio confronto, a me la Hathaway piace un sacco ma la Catwoman di Michelle Pfeiffer è un'icona.

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    2. No no no, non scherziamo, quasi nemmeno mi ricordo che abbiamo un’altra Catwoman nei film di Batman, con tutto che la Hathaway non è male. Cheers!

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    3. Comunque no, nemmeno come Gatta Nera, la Gatta Nera per me è anche più sexy di Catwoman, è una non competitiva, quindi la Hathaway non è all’altezza nemmeno di Felicia Hardy ;-) Cheers

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    4. in effetti Felicia ha più... ehm... "personalità" a livello mammario.

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    5. Felicia ha più tutto, ma quelle sono due cose che contano ;-) Cheers

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  8. Ciao Cass, sai già come la penso su questo film. E' un po' più machiavellico (un po' molto) del primo, ma per me più interessante per tutti i sottotesti che ha. Le stupidate di certe battute credo fossero necessarie, diversamente sarebbe stato tutto eccessivamente nero e serio, che lo è già tanto. Mi associo sul fatto che i cattivi di Batman siano sempre più interessanti dell'eroe.

    La colonna sonora è strabordante, uno degli apici creativi di Elfman, riempie tutto il film e permette anche di accettare trovate discutibili (la scena del sabotaggio della batmobile in primis) con atmosfere da cartone animato.

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    1. Hola! Si decisamente più machiavellico, le battutacce non hanno retto bene la prova del tempo, ma erano necessarie concordo, poi Burton aveva capito che i cattivi di Batman sono ottimi, ha voluto giocarci al meglio e con lui ci siamo divertiti tutti.

      Bravissimo, Elfman ha fatto un gran lavoro, la sua colonna sonora qui non è una copia di quella del primo film, e davvero salva alcune scene, dando quel minimo sindacale di tetra epica anche nei momenti più leggerini. Cheers!

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    2. Tra le altre cose, a me quella papera meccanica ha sempre inquietato! XD Ma vogliamo poi parlare di quando il Pinguino fa quell' urlo con Burton che ci fa entrare nella sua gola!?! °_O Mamma mia!

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    3. Quello è un momento da cartone animato, invecchiato non benissimo ma molto molto figo, l'urlo di frustrazione del cattivo che ha visto il suo gran piano sfumare. Cheers!

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  9. Da piccolo ovviamente preferivo il primo anche se questo aveva il suo fascino da fiaba nera. XD Come fatto notare Gotham city da noir diventa tipo la città di "Metropolis". Due cose che mi fanno storcere il naso sono che Batman sia meno oscuro del precedente film (a parte nella scena del treno) e Vicki Vale venga liquidata rapidamente. Per il resto il film mette in piedi temi come la la costruzione del personaggio Pinguino nei media e lo sfruttamento di risorse energetiche senza ritegno. Il tutto senza la pesantezza che si può trovare, almeno per me, nel secondo e nel terzo Batman di Nolan XD. Danny De Vito fu una rivelazione! Ancora oggi mi sembra incredibile che ci sia lui sotto quel trucco! XD La Pfeiffer diventò un' icona sexy cinematografica. Curiosamente lo stesso anno dello scavallamento di gambe della Stone! °_O XD Anche la tipa del circo con il cagnolino però merita! XD Keaton anche qui a me piace. Misurato e riflessivo quando interpreta Bruce Wayne e tosto e sardonico quando fa Batman. In questo trio riesce ad emergere anche Christopher Walken nonostante gli sia mancato l' onore della locandina.
    Effettivamente le battutacce del Piguino lasciato un pò basiti, ma penso servano per mostrarci che non è vittima della società visto pure quello che scopre Batman.
    Catwoman oggi viene criticata perché non è una ladra. Effettivamente questo è il vero tradimento al fumetto, ma alla maggior parte non ha mai dato fastidio.
    Andai a vederlo con mio padre che per anni mi ha rinfacciato di avergli fatto vedere la scena del Pinguino in fin di vita! XD
    La struttura del doppio cattivo con uno già formato e l' altro occhialuto verrà ripresa e riripresa da Schumacher! Mah!
    Curioso come Burton si diverta a ribaltare due scene toste del precedente come quella della batmobile che si corazza ed il finale. Da piccolo rimasi così! O_O
    Andò bene ma non benissimo e da noi ho visto che a differenza del primo venne abbastanza snobbato! Tra l' altro ho visto pure che tenne banco per i temi trattati e se potevano essere adatti ai giovanissimi.

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    1. Anche io ho sempre preferito il primo, ma questo ha il suo perché. Vicky Vale viene giusto citata, ma viene infilata dentro anche una mezza battuta su Alfred che l’ha fatta entrare nella Bat-caverna, strizzata d’occhio al pubblico che si era arrabbiato tantissimo per quella scena (storia vera). I fumetti andrebbero gestiti come tali, Nolan ha reso tutto troppo serioso, fin troppo (Man of Steel) gli unici che si sono avvicinati sono stati Burton, e Sam Raimi anche meglio di lui, anche se con Spidey forse è un pelo più facile.

      Il film è stato criticato per le battute e il tono, anche per questo il terzo film ha cambiato registro, ma trovo bellissimo come i film di Burton siano amatissimi, anche se tradiscono anche molto i fumetti da cui sono tratti, una cosa semplice? Selina Kyle è bionda, eppure il grande pubblico, quello che non ha mai letto un fumetto in vita sua, quando pensa a Catwoman, pensa alla versione sexy di questo film, questo è un gran successo. Cheers!

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    2. Già!
      Ah, però! Non sapevo dell' arrabbiatura per la scena della caverna!

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    3. Si si, aveva fatto incazzare parecchi Bat-lettori, Alfred non farebbe MAI entrare nessuno, mentre nel film deve essersi lasciato distrarre dalla bella Vicki Vale ;-) Cheers

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  10. Il cass-segnale è mitico :D.
    Mi sa che hai ragione: è stata la miglior interpretazione di Danny De Vito.
    E ti confido che da piccolo mi piaceva Robin...e mi dispiaceva che non fosse presente in questi film.
    A posteriori riconosco che fosse un parere sciocco :D
    Un altro piccolo aneddoto: il film ebbe un ottimo battage pubblicitario, ricordo ad esempio su Tv Sorrisi e Canzoni che fu recensito (una volta dedicavano più pagine alla recensione di un singolo film).

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    1. Lo accenderemo spesso in questo giorni ;-)
      La prossima settimana, quando Robin sarà protagonista, mi sono reso conto di essere venuto a patti con il personaggio, ne ho finalmente capito il senso. Si decisamente era stato molto ben pubblicizzato, la coda lunga della Batmania. Cheers!

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  11. "Il soggetto di Sam Hamm prevedeva il Pinguino e Catwoman impegnati nella ricerca di un tesoro"

    Ah, però!

    "e, ad un certo punto, era previsto che comparisse anche Robin"

    Da piccolo lessi che pare dovesse interpretarlo Michael J. Fox!

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    1. Michael J. Fox, Leonardo Di Caprio, e qualcuno vociferava anche Chris Bale, ma lo stesso Bale ha smentito (storia vera). Cheers!

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    2. Il "Robin" di Burton secondo certe voci doveva essere un meccanico nero, con la "R" disegnata sulla tuta bisunta di olio. Io ci avrei messo la firma...

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    3. Anche più di una voce, la prossima settimana ne parleremo diffusamente, magari già sai chi avrebbe dovuto interpretarlo, altrimenti avrai una grossa sorpresa ;-) Cheers

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    4. Pure Leo Di Caprio!?!

      "Il "Robin" di Burton secondo certe voci doveva essere un meccanico nero, con la "R" disegnata sulla tuta bisunta di olio. Io ci avrei messo la firma..."

      Ah, però! Troppo avanti! XD

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    5. Di Caprio per un po' avrebbe dovuto interpretare tutti, anche Anakin Skywalker in "Episodio II". Forse sarebbe stato meglio. Anzi senza forse! Cheers

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    6. Da quel che ricordo doveva essere Marlon Wayans ad interpretare Robin. Del costume, tra l'altro, era stato fatto uno sketch: era praticamente una versione "generazione x" di quello di Batman.

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    7. Esatto proprio lui e il costume era stato pensato proprio così ;-) Cheers!

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  12. Aha, ma come mai il costume di Batman è diverso dal primo film!?! °_O

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    1. Molto diverso, già solo per le dimensioni della maschera, che qui almeno sono adatte alla faccia di Michael Keaton, nel primo film era tre taglie più grande ;-) Pare che il primo costume fosse pesantissimo, Keaton poteva muoversi ben poco, poi ci sta che Batman faccia delle modifiche alla sua “armatura da battaglia”, per me è una delle poche cose azzeccata fatte da Nolan, anche perché aveva quel rompicoglioni di Bale a lamentarsi del costume, ne parleremo ;-) Cheers

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    2. Ah, però! In effetti quello del primo sembrava quasi un' armatura!

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    3. Uno scafandro direi ;-) Cheers

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    4. Eh, eh! Bel paragone. XD

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    5. Il Bat-scafandro per allinearmi ;-) Cheers

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  13. Lo ammetto, ho sempre un pò ingiustamente snobbato questo "ritorno", tanto da averlo visto appena appena due volte (e la seconda é una visione abbastanza recente) e che sono pochissime soprattutto se rapportate al primo amatissimo film, che per quanto dark aveva una sua ben dosata leggerezza. Per quanto sia ancora convinto di ciò, ora come ora lo rivaluto del tutto rispettandolo per come é, in quanto diverso da come é non avrebbe senso.

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    1. Guarda, non so quanto tempo fa l'ha visto, ma è di quei tipici film che se li rivedi con un po' di anni sulle spalle, cominci a vedere un sacco di cose che in passato non avresti notato, sia nella trama che negli aspetti tecnici.

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    2. Anche secondo me il primo resta il migliore, ma questo è uno dei migliori film di Burton, anche grazie a due cattivi perfetti. Cheers!

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    3. Ha ragione Quinto Moro, ad esempio non ricordavo affatto i riferimenti biblici così marcati per il Pinguino, anche se il film l’ho visto molte volte, il bello di rivedere alcuni film da grandicelli. Cheers!

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    4. L'ho visto, credo, poco dopo l'uscita... in VHS. Rivisto poi davvero dopo tanto... in un dei recenti passaggi su Italia1 e ho apprezzato molti dettagli che all'epoca mi erano o sfuggiti oppure colpevolmente scivolati... come, per esempio, la scritta al neon HELLO THERE / HeLL HERE, davvero un tocco di classe! Concordo appieno sui cattivi: iconici e magistralmente interpretati!

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    5. Si può criticare tutto a Burton, ma non la cura per il dettaglio, ora somiglia più ad un arredatore d'interni che un regista, forse anche per quello. Cheers!

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  14. Fantastico davvero, uno dei pochi casi in cui il sequel è al livello del primo film, se non superiore...
    Ok diciamo che è difficilissimo scegliere, anche perché lì c'era il Joker, qui ci sono il Pinguino e Michelle e atmosfere da paura...
    Assolutamente d'accordo con quanto hai detto su de Vito e sull'inizio del film, a dir poco straordinario!!!

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    1. Penso sia la sua prova migliore, poi il buon Danny è un tipo sveglissimo, ormai non recita più ma ha tutta una carriera come produttore di tutto rispetto. Cheers!

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  15. Lo preferisco al primo, proprio perchè Burton eccede nella sua poetica
    Il caro Tim non ha mai smesso di parlare di persone "strane ed emarginate" (tra poco si aggiungerà anche un elefantino) ma il suo periodo d'oro (o nero gotico?) è quello di questi Batman e di altri suoi fantastici cult.
    Adoro questa trasposizione del personaggio, e adoro il cinema di Burton.

    Saluti pinguineschi!

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    1. Anche a me un po' manca quel regista che ora tropo troppo patinato, gli riconosco però che trovare storie adatta alla sua (ossessiva) poetica è anche molto difficile, per me fino a "Sleepy Hollow" e "Big Fish", tanto di cappello per Burton, a parte le SIMMIE, quelle le ha toppate proprio. Cheers!

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  16. Ancora un grande Batman burtoniano, con cattivi da antologia (grazie al carisma degli interpreti, vedi lo spessore di tragica emarginazione -al di là della "semplice" malvagità- che De Vito riesce a conferire al Pinguino o l'inquietante ambiguità della Catwoman di Michelle Pfeiffer)... film che per me ha fatto da spartiacque: non riguardo a Tim nostro, che per un po'di anni a seguire si sarebbe ancora difeso bene, ma riguardo a un Uomo Pipistrello sempre meno convincente -da qui in poi- ad ogni successiva incarnazione su grande schermo (Nolan? Il suo primo Batman "oscuro" ci poteva ancora stare, sì, ma poi sarebbe stato molto meglio passare la mano).

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    1. Siamo allineati, infatti non vedo l'ora di rivedere il primo Bat-Nolan, per gli altri penso che mi sono lanciato in un'impresa suicida con questa rubrica, anche se mi sto divertendo lo ammetto ;-) La combinazione di cattivi qui fa tutto il film. Cheers!

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    2. Già! Cattivo cattivo alla fine. Non vittima. Quello più Selina.

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    3. Selina cambia un po' sponda alla bisogna, ma alla fine ci sta, i gatti fanno così ;-) Cheers

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  17. Mi ricordo come su Star Magazine delal AStar Comics pubblicarono i primi script originali di Batman 2.
    Ora, questo film in certe cose è idiota forte ( Cobblepot cresciuto da dei pinguini ) , altre bizzarro ( Catwoman rinata dai gatti ?), ma non lo ricordo brutto.
    Il Pinguino versione freak è azzeccattissima, vito che l'originale fumettistico era abbastanza scialbo : come scrissero sul terzo almamnacco di Dylan Dog, non si è mai visto un film per famiglie meno per famiglie !
    Il Pinguino è brutto e spaventoso, specie nei suoi momenti di rabbia , per non parlare quando muore e inquadrano il cadavere nell' acqua .
    Mi stupisco che la produzione non avesse rotto le scatole a Tim !
    I pinguini nel finale sono fintissimi, e in certe cose il film è invecchiato male .
    Curiosa stà cosa dei fan arrabbiati di Batman che portava la Basinger nella Caverna : ora capisco perché la presero in giro anche nei Tiny Toons .
    Bello in vece il videogame per Supernes del film della giapponese Konami, che riuscì a catturare il feeling del film come nessun altro
    https://youtu.be/i380sW3DWuM

    ci giocai come un matto

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    1. Esatto è il film per famiglie meno per famiglie per sempre, erano altri tempi, Burton è uscito indenne, ma gli effetti si sono visti tutti dopo, fin dal prossimo film (gulp!). Vero ha dei momenti invecchiati male, ma non cambierei nulla di questo film, ci sta in una storia che parla di "Freaks" avere momento assurdi e strambi. Lo aveva un mio amico quel gioco, ci ho giocato un sacco anche io! ;-) Cheers

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    2. Ma anche il primo film era poco per famiglie : mi ricordo la scena di Kim che cerca di distrarre Joker nel finale suggerendo che stia per fargli un p0mpino....

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    3. Fintissimi? Mai fatto caso. XD
      Comunque ho scoperto che "Lo squalo" non era vietato ai minori in patria! Diciamo che prima il concetto di "film per famiglie" era meno definito. XD
      Si, Selina ed i gatti (all' inizio capivo Felina XD) era ed è piuttosto stramba come cosa.

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    4. Facile che con "Lo Squalo" il visto non fosse ancora definito, quel film ha contribuito a creare molto di quello che oggi consideriamo la normalità nell'industria del cinema. Cheers!

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  18. Confesso che non amo particolarmente questo film, che almeno a una prima visione trovai molto più noioso del primo e con trovate assurde anche per un film di Burton e Batman, come Oswald allevato dai pinguini (?!? Vabbe' che sono animali intelligenti, però...) e la risurrezione di Selina.
    Niente da dire sulle grandi interpretazioni di De Vito, inquietante come non mai, specie quando azzanna il naso del tipo e della Pfeiffer, specialmente quando prova a mangiarsi il canarino, ma Nicholson non si batte.

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    1. Ha dei momenti in cui il ritmo cala un po' anche se non l'ho mai trovato noioso, é più un film di Burton che di Batman, ma concordo il primo é il mio preferito, Nicholson resta un apice ;-) Cheers!

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    2. Oh lo sapevo che questo post mi sarebbe piaciuto più del film!
      Ma Tim non poteva dividere questo film in due e fare uno col pinguino e uno con catwoman? Io preferisco un solo supercattivo alla volta, mi sembra uno spreco buttarne dentro due o più, visto che sono così ben caratterizzati.
      Ahaha è vero, il costume a strappo usa e getta!

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    3. Grazie mille sempre gentilissima ;-) In effetti si rischia di abbinarli male e di sprecarli, come è poi un po' accaduto con i seguiti, però è anche diventata un po' una formula quella del doppio cattivo. Va bene che è ricchissimo Wayne, ma addirittura i costumi usa e getta ;-) Cheers

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  19. Bellissimo film. Concordo pienamente sul fatto che con Batman e i fumetti non c'entra nulla. Ed è questa la sua forza: Burton fa suoi i personaggi e da loro maggiore dignità.

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    1. I primi due Batman sono nel cuore di tutti noi, ed è incredibile perché sono ben poco attinenti ai fumetti, oggi verrebbero fatti a pezzi, invece Burton ha fatto dei gran film proprio per questo, ha interpretato la materia tradendola. Grazie per il commento, ne approfitto per darti il benvenuto sulla Bara Volante! Mi capita di leggere il tuo blog ogni tanto, lo conosco grazie ad un assist del Cumbrugliume che ti consiglia (giustamente) spesso. Cheers!

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    2. Sul pubblico che odi i cambiamenti rispetto ai fumetti sono d'accordo a metà , nel senso : il pubblico odia i cambiamenti rispetto ai com ics quando sono peggiori ( il 90% dei casi) e li ami quando sono ben fatti e migliorano l'originale . Nel caso dei film di Burton, tutti amavano la Gotham gotica ucronica e quasi steampunk, tanto che poi anche nei fumetti divenne obbligatorio realizzarla così ( anhe se già Miller aveva cominciato a disegnara similmente in DKR ).
      Cos' come era azzecata la vesione freak del Pinguino ( che verrò utilizzata nei cartoni , ma poi credo dimenticata a favore della classica ).
      Catwoman già convinceva di meno : ok il costume sadomaso, ma sembrava (sembra ) la classica pupattola stronza da film americano , che anela amplessi e dice battute a doppio senso di continuo per sembrare emancipata, quando poi è più uno stereotipo maschilista della donna "indipendente ".

      Il Joker di Nolan , per fare un esempio recente, lo hanno amato tutti, perché fighissimo e innovativo , migliore pure di quello dei fumetti dell' epoca , che ha finito per influenzare.
      Insomma , io nonc redo che il pubblico sia così refrattario ai cambiamenti come si crede.
      Diciamo che parte sempre prevenuto , visto che schifezze inenarrabili hanno compiuto certi registi e produttori con personaggi che non capivano o di cui fregava zero ( vedi il prossimo Batman di questa rubrica )

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    3. Grazie del benvenuto.

      Diciamo che anch'io concordo con Sam: se si tratta di rendere storia e personaggi più interessanti, tanto vale tradirne le origini, un pò come si fa da sempre quando si adatta un romanzo o, nel mondo dei cine comics, come fatto di recente con gli Skrull nel MCU.

      Quanto all'apprezzamento da parte del pubblico, non penso che dipenda per forza da quanto un film sia simile ad un fumetto. Per fare un esempio: praticamente tutti i fan del MCU hanno amato "Spider-Man: Homecoming", eppure è l'unico film che con il fumetto non ha nulla a che vedere.

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    4. La penso allo stesso modo, quello che va rispettata dei personaggi è la filosofia, oppure lo spirito che li anima, infatti i due esempi che hai fatto calzano alla perfezione, lo Spidey di “Homecoming” tradisce molti dei dettagli ma rispetta lo spirito originale del personaggio. Mentre con gli Skrull ancora meglio, per altro sono al lavoro sul post sul film in questione (storia vera), si sono giocati un trucchetto molto intelligente scegliendo proprio quell’attore lì, resto sul vago per non rovinare la visione a nessuno. Cheers!

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    5. È un film visivamente molto bello, poi ho sempre adorato il fatto che Burton abbia dato sia nel primo che in questo film molto spazio anche ai cattivi (che poi come dici tu Batman senza il suo cast di cattivi carismatici perderebbe molto del suo fascino).

      P.S. Peccato che poi Burton si sia totalmente bruciato dopo il 2000. Ormai è quasi irriconoscibile.

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    6. Dare la possibilità a Burton di giocare con i cattivi di Batman è stata una bella mossa. Ormai lo abbiamo perso il vecchio Tim, ha dato qualche segno di degenero, ma il giorno che al cinema ho visto “Alice in wo… - Non riesco nemmeno a scriverlo - è stato uno dei più sofferti della mia vita di cinefilo (storia vera). Cheers!

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    7. "Alice in Wonderland" è un film importantissimo: fa capire a tutti come neanche Burton abbia mai capito nulla della sua stessa filosofia XD

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    8. Esatto, se poi penso alle sue interviste rilasciate prima di quel film, io cui sembrava pronto ad un approccio rivoluzionario alla materia, mi butto sul Prozac da divorare tipo M&Ms. Il film dove la sua stessa filosofia gli è esplosa in faccia. Cheers!

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    9. Boia... mi stai facendo venire voglia di riprendere la sua retrospettiva...

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    10. Per quello che vale, sappi che la leggerei molto ma molto volentieri. Cheers!

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  20. Visto pure questo al cinema da bimbetto, ma come te preferisco il primo capitolo. Per molti questo è uno dei capolavori di Burton, o comunque uno dei film tratti dai fumetti migliori mai realizzati, ma per me il primo viaggia su livelli più alti, tutto è molto più equilibrato e l'unico cattivo che c'è, sicuramente cannibalizza l'attenzione, ma funziona come nessun altro è mai riuscito a fare (giusto Octopus di Molina). Adesso però vado a rivedermi "Le 12 fatiche di Asterix". See You

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    1. Anche secondo me il primo ha un equilibro migliore, anche se entrambi sono ben poco aderenti al materiale originale. Nel primo film Burton si è approcciato come con delle idee ma comunque al suo esordio, mentre qui era già uno quasi pronto a lasciare la scatola di giocattoli con su scritto “Batman” e passare ad altro, come poi in effetti ha fatto. Me lo sono rivisto qualche tempo fa, se non avessi un milione di cose da scriverne vorrei farci un post, è ancora il mio film di Asterix preferito (Storia vera). Cheers!

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