giovedì 14 febbraio 2019

Superman Returns (2006): I modi giusti, ma i tempi sbagliati

Se qualcosa sale, prima o poi dovrà scendere. Se va via, dovrà ritornare e se fa parte di una rubrica, avrà un nuovo capitolo, come quello di oggi di… I Am, I Am, I Am Superman!
Andai a vederlo al cinema questo “Superman Returns”, anni passati a vedere i vecchi film di Big Blue mi avevano abbastanza preparato, ma in generale ricordo un po’ di insoddisfazione per alcune trovate, una noia generale diffusa e ben poca voglia di rivedermi il film, anche se qualche tempo dopo mi piombò il DVD del film tra capo e collo, regalo di qualche amico se ben ricordo, so solo che quando provai a rivenderlo per fare un po’ di spazio sugli scaffali, all’allora vivo e attivo Blockbuster mi dissero che potevo tenermelo, perché ne avevano fin troppe copie che nessuno noleggiava (storia vera). Nel frattempo, Blockbuster è fallito, da qualche parte ci saranno sepolte copie su copie di “Superman Returns”, di sicuro io ne ho ancora una, anzi se qualcuna la volesse, è molto ben tenuta.

Il disastro di Superman IV sembrava aver fatto quello che Lex Luthor e la Kryptonite non sono mai riusciti a fare: uccidere per sempre l’uomo d’acciaio. Ma nei primi anni del 2000 ormai era iniziata l’era dei supereroi al cinema e uno dei fautori di questo rilancio è stato proprio Bryan Singer prima con X-Men e poi con X-Men 2, qui la trama si complica.

Sì, perché tra Superman IV e “Superman Returns” qualche tentativo per riportare Big Blue al cinema è stato anche fatto, il più clamoroso di tutti sicuramente resta “Superman Lives” che avrebbe dovuto essere diretto da Tim Burton, con Nicolas Cage nei panni dell’ultimo figlio di Kyrpton, prima che la produzione finisse zampe all’aria, una storia di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.

Eppure più ci penso, e più Super Nicolas mi sarebbe piaciuto vederlo svolazzare.
Ma se pensate che Nicolas Cage nei panni di Superman sia una notizia, aspettate di sentire questa: nel 2004 la Warner Bros. aveva messo in pre produzione un progetto intitolato “Superman: Flyby” un titolo particolarmente brutto per un soggetto scritto da lui, il maledetto… GIEI GIEI Abrams! La trama era parecchio diversa da quella che conosciamo, ruotava attorno alla guerra civile su Krypton, all’incarcerazione e alla morte di Jor-El, alla lotta con i Kryptoniani ribelli guidati dal generale Zod e al ritorno di Superman sul suo pianeta d’origine. Per dirigere tutto questo, Brett Ratner aveva rinunciato alla regia del primo film sugli Uomini-Pareggio, dando così campo libero a Bryan Singer (storia vera).

Ma quei due erano destinati a incontrarsi ancora, visto che Singer un po’ stufo di pareggiare sempre decise di fare il grande salto e accettare la proposta di provare a rilanciare Superman al cinema, provate a dire a chi venne affidato quindi il terzo film degli X-Men, Conflitto finale, bravi, proprio a Brett Ratnet! L’effetto farfalla sbatte fortissimo le ali e vola via.

Quando sei il più nerd di tutti alla parata del gay pride.
Il generale Zod dei sogni di Singer era Jude Law, ammettiamolo, una scelta geniale, visto che Giuda Legge sembra il figlio segreto di Terence Stamp con un terzo del carisma, ma Law non ne vuole sapere, quindi Singer prende la sceneggiatura di “Superman: Flyby” e la getta nel cestino, con l’idea di ricominciare da capo. Vi rendete conto!? L’unica cosa (quasi) originale scritta dal maledetto GIEI GIEI e quelli la buttano nella carta straccia!? Da quel giorno, un super cattivo ben peggiore del generale Zod si aggira per il mondo cercando di sottomettere tutti a colpi di remake non autorizzati e strizzate d’occhio. Viviamo nel peggiore dei mondi possibili!

Se "Superman: Flyby" fosse diventato un film, questo sarebbe stato il costume di Big Blue.
Rimettendo mano a quel vecchio DVD mi sono rivisto “Superman Returns” per questa rubrica, il film è estremamente curato, bisogna dirlo, ma al netto di un cast con un solo nome davvero famoso e tre scene d’azione in croce, tre e non di più, il suo clamoroso budget di 204 milioni di ex presidenti spirati stampati su carta verde risulta sproporzionato.

Quello che non sapevo è che “Superman Returns” è costato così tanto, perché ha dovuto accollarsi i costi della pre produzione di tutti i precedenti tentativi di riportare il boy scout di Krypton al cinema, un peso che ammazzerebbe film meno ambiziosi, figuriamoci questo che nasceva con l’intento di essere un omaggio al Superman di Richard Donner e un seguito diretto di Superman II ignorando volutamente i seguiti meno riusciti. Un’operazione che è la normalità nel 2019 (l’Halloween Blumiano è un ottimo esempio), ma nel 2006 poteva risultare un po’ futuristica, oppure dovrei dire retro futuristica trattandosi di un omaggio? Vabbè, insomma quella cosa lì.

Ragazzo, puoi essere molto orgoglioso del tuo oculista.
Ma volete sapere la mia? Singer aveva un altro bel peso sulle spalle, ovvero il paragone diretto “Batman Begins” (2005) di Christopher Nolan che con il suo tono incredibilmente serio e realistico e materiale adatto a quel tipo di approccio, ha fatto rotolare a terra svariate mascelle, imponendosi come l’UNICA via da seguire. Peccato che Singer aveva capito qualcosa di importante, ovvero che Superman non è un umano pieno di soldi che utilizza per fare giustizia indossando colori dimessi come il crociato di Gotham, Big Blue è quasi onnipotente e per formazione ha deciso di diventare un simbolo per tutti, anche per questo il suo costume dev'essere il più vistoso possibile.

Bryan Singer classe 1965, aveva l’età giusta per essere folgorato al cinema dal Superman di Donner e per questo firma un film che è un chiaro omaggio, a partire dai tonanti titoli di testa che malgrado un po’ di CGI così così, ricordano proprio quelli del film di Donner, oppure al tanto chiacchierato utilizzo di alcune delle scene girate da Marlon Brando per Superman II e mai utilizzate. Siccome il senso generale di beffa e il battito d’ali dell’effetto farfalla faranno da colonna sonora a questo post, Brando aveva intentato una causa milionaria per non apparire in Superman II e si è ritrovato in “Superman Returns”, sono sicuro che ha avuto degli impegni, altrimenti i suoi avvocati sarebbero venuti già a reclamare per il loro assistito direttamente dall’aldilà!

“Verrete contattati dai miei legali dell’aldiquà, anche se sono nell’aldilà”.
“Superman Returns” manda a segno una serie di trovate giuste, ma riesce allo stesso tempo a sbagliare così tante cose da bilanciare i due piatti della bilancia, da qui nasce la sua aurea di film mediocre e dimenticabile che si porta dietro dal 2006.

La storia è semplicissima, quasi lineare, tanto che viene da chiedersi come mai il film duri la bellezza di 154 minuti, ma bisogna dirlo, nella sua semplicità c’è quasi tutto quello che uno vorrebbe vedere in un film di Big Blue. Per giustificare gli anni trascorsi, la trama ci dice che Superman (Brandon Routh) ha passato gli ultimi cinque anni nello spazio alla ricerca dei resti del suo pianeta natale Krypton, un periodo in cui la Terra ha dovuto fare a meno del suo eroe che una volta tornato a casa, novello Ulisse, ritrova un pianeta che non ha più bisogno di lui, ben rappresentato dalla sua amata Lois Lane (Kate Bosworth) che nel frattempo ha avuto un figlio, è fidanzata con il figlio del direttore del Daily Planet Richard White (James Marsden, il Ciclope di X-Men) e ha anche vinto il premio Pulitzer con un articolo intitolato “Perché il mondo non ha bisogno di Superman”. Niente da dire, proprio un bel comitato di bentornato.

“Sei stato sostituito da quello sfigato degli X-Men. Ah comunque ben tornato”.
A dimostrare che questo mondo ha ancora bisogno del suo eroe ci pensano i piani di conquista mondiale di Lex Luthor (Kevin Spacey, altro attore feticcio di Singer) che entrato in possesso dei cristalli Kryptoniani nascosti nella Fortezza della solitudine, vuole usarli per terraformare nuovi continenti, inondando quelli vecchi e portando il caos totale che, poi, a ben pensarci, non è altro che una variante sul tema “Stacca la California dall’America” del primo film, dove Luthor aveva i ricci di Gene Hackman.

“Superman Returns” è quasi un’operazione post moderna che forse il pubblico sarebbe più pronto ad accettare oggi che i seguiti che si autonominano ufficiali ignorando i capitoli sfigati sono la normalità. Con tutti i suoi rimandi al film originale, Singer non fa che omaggiarne lo spirito naif che Donner aveva azzeccato così bene, creando una Metropolis che somiglia a quella dei fumetti o del vecchissimo cartone animato dedicato al personaggio e nei dialoghi non mancano continue strizzate d’occhio alle frasi simbolo dei vecchi film, tipo Superman che spiega che statisticamente volare è ancora il mezzo più sicuro, dopo aver salvato tutti nella (ammettiamolo, ancora piuttosto riuscita) scena dell’aereo che precipita, oppure quel «È un uccello? È un aereo? È Superm…» volutamente interrotta a metà. Per non parlare degli omaggi al fumetto, basta dire che nella scena dell’auto impazzita guidata da Kitty Kowalski (Parker Posey che recita con un volpino, come faceva nel 2004 in “Blade: Trinity”) Superman replica la posa plastica della copertina del suo fumetto d’esordio, “Action Comics no.1” del 1938.

Questa era proprio facile Bryan, fammene una più difficile su.
Ma tutto questo amore per il film di Richard Donner, paga dei dividendi amari, quanti ragazzi nel 2006 conoscevano così bene il film del 1978 da poterne cogliere il livello di dettaglio? Non voglio fare il grosso, anche io ho notato molti di questi omaggi solo rivedendo il film fresco di ripasso dei vecchi capitoli, inoltre, al pubblico del 2006, quello che vedeva in Nolan l’unico profeta, questa operazione leggera, pop, con un cattivo malvagio, ma anche volutamente grottesco e comico e quel trionfo di allegorie Cattoliche e mantellini colorati, poteva piacere davvero? Con 391 milioni incassati nel mondo, al netto di 204 spesi per la produzione, forse avete già la risposta.

Cosa funziona in questo film? Di sicuro la regia di Bryan Singer che muove la macchina da presa molto bene e cura il montaggio, ma in generale tutti i dettagli del film sono buoni, dal punto di vista estetico “Superman Ritornato” non è un brutto film, lo si vede nelle piccole cose, tipo quando il nostro eroe si alza in volo lentamente, lo fa senza un rumore, non serve avere in sottofondo lo SVUUUUUSH! Dell’aria che si muove, perché per lui alzarsi in volo è come per noi muoverci da qui a lì, senza nemmeno il suono dei passi sul pavimento.

Abbiamo poche scene d’azione nel film, almeno facciamole bene.
Quello che, invece, funziona alla grande secondo me sono i cattivi: Parker Posey con la sua Kitty interpreta una signorina Teschmacher 2.0 svanita e umana in parti uguali, è lei che aiuta Big Blue mettendo i bastoni tra le ruote al piano di Luthor, proprio come accadeva nel film di Donner. Ma la scelta più azzeccata del film è proprio avere Kevin Spacey nei panni della storica Nemesi di Superman, che qui riesce a non far rimpiangere il grande Gene Hackman, anche se a differenza di Eugenio Mazzatore, Spacey ha potuto contare su più momenti a lui dedicati, scritti e pensati per regalare il classico momento di bravura all’attore, tipo quando fa una domanda a Lois Lane solo per poterla interrompere gridandole «WROOOONG!», con un cambio di voce che ti fa pensare che Luthor tutto in quadro proprio non è. Una prova ottima e poi ammettiamolo: l’ennesima dimostrazione che questo film sarà uscito nel 2006, ma forse sarebbe più azzeccato per il 2019. Insomma, Kevin Spacey nei panni del nemico numero uno del mondo? Quasi un’anticipazione del destino di Frank Underwood.

“Dai dillo, chi è l’attore più cattivo del mondo? Voglio sentirtelo dire”.
Eppure, i difetti non mancano in questo ritorno di Nembo Kid, la scena della nave che mi aveva colpito positivamente vista in sala, rivista non fa lo stesso effetto e strappa un po’ d’emozione grazie al tema di John Williams che parte tonante, ma più in generale, dopo lo scontro con Luthor, assistiamo ad una proliferazione di finali che annacquano di molto il livello di coinvolgimento: Superman ospedalizzato e il caramelloso discorsetto di Lois Lane non mi hanno mai convito, anche se gli infiniti riferimenti Cristologici sono tanti, Singer ci dà decisamente dentro con “Supes” che solleva cose come se fossero pesanti croci, oppure che cade, diciamo, svenuto nel vuoto, in una posa a cui manca solo “Jesus Christ Superstar” in sottofondo.

Kal-El di Nazareth (provincia di Krypton).
Anche se devo dire rivedendole non le ho trovate così pessime, un po’ perché Superman è stato creato da Jerry Siegel e Joe Shuster con evidenti affinità con il Nazareno, ma soprattutto perché tra una settimana vedremo che il sostituto di Bryan Singer è riuscito a fare ben di peggio!

No, purtroppo l’errore peggiore di “Superman Returns” sono i protagonisti, la forza di questi film sono sempre stati Lois e Clark e qui mi spiace, ma non funzionano. Brandon Routh è un patatone con il ciuffo, gli occhi azzurri e il fisico giusto che, però, non riesce mai a trasmettere quel senso di sicurezza che Christopher Reeve emanava, quella sensazione per cui, non importa se il mondo stia per finire, è arrivato Superman, vedo il mantello, la grande “S” andrà tutto bene. Una capacità che a Brandon “Rutto” manca e anche se al provino con Bryan Singer, il ragazzo ha rovesciato il caffè andando a sbattere contro un tavolino (storia vera), il suo Clark Kent ha tanto la faccia da bravo ragazzo, ma senza la goffaggine ricercata di un alieno che imita il comportamento di un essere umano. Il paragone con il suo predecessore è implacabile, perché anche a livello umano Reeve è stato inimitabile, ma al suo primo film importante, Brandon Routh fa la figura del volenteroso dilettante.

Guardalo come si impegna povera stella, che gli vuoi dire.
Non va tanto meglio con la nuova incarnazione di Lois Lane, ma per descriverla devo fare un giro largo, mettiamola così: io non vengo da Krypton, ma da un luogo remoto noto come Torino, qui abbiamo oltre ad un tasso di inquinamento degno di Metropolis, anche la criminalità di Gotham City, più in generale ci ritroviamo tutti con un’imbarazzantissima “E” molto aperta nella pronuncia e svariate cose da mangiare tipiche tra cui i grissini. Quando i grissini sono vecchi di un paio di giorni e hanno preso troppa aria diciamo che sono “gnecchi”, tipo: «Ma com’è gnecco questo grissino». Ecco, la Lois Lane di Kate Bosworth è gnecca.

Ho detto gnecca! Con la “E” bella aperta!

Ho sempre trovato Kate Bosworth un’attrice un po’ insipida, di recente ha dato qualche segno di vita, zavorrata dalla tremenda sottotrama del figlio con l’asma, dove l’identità del padre è un segreto che al confronto gli occhiali per proteggere l’identità di Clark Kent sono una sicurezza, Kate Bosworth non brilla, la presunta risolutezza del personaggio è citata da tutti, ma quasi mai mostrata davvero, non sembra il tostissimo peperino interpretato da Margot Kidder, lei sì, invece, era davvero gnecca. Però con la “O” questa volta.

“Dove vai?”, “Dall’avvocato di Marlon Brando, voglio fare causa a Cassidy”.
L’attenzione che Bryan Singer mette nei personaggi va un po’ sprecata, quando il regista e i suoi sceneggiatori (i fidati Michael Dougherty e Dan Harris) costruiscono una premessa incredibilmente azzeccata per il personaggio e poi drammaticamente non la sfruttano a pieno. Superman è tornato dopo cinque anni d’assenza, il concetto stesso di mostrare il ritorno del più grande eroe della Terra, quello che viene considerato da tutti il primo tra i supereroi, potrebbe essere l’occasione per mostrare lo stupore, l’epica e il senso di grandezza che un’icona come Big Blue dovrebbe ispirare.

Hai la lucidità di pensare ad una situazione iniziare che sembra un ritorno Omerico in chiave super eroistica e poi semplicemente ti dimentichi di sfruttarne il potenziale allungando il brodo e perdendo tempo con il triangolo amoroso tra Clark, Lois e Richard White? No, questo è più grave che aver tagliato la bella scena iniziale, di Superman con costumino grigio spaziale, alla ricerca della sua Krypton che, però, trovate nei contenuti speciali del DVD. Anzi, se vi interessa, ho un bellissimo DVD di “Superman Returns” praticamente nuovo, sapete come contattarmi!

“Hanno massacrato il nostro film Kevin”, “Poteva andare peggio, potevano accusarci di molestie sessuali entrambi”.
Siamo quasi al capolinea gente, ancora un capitolo per questa rubrica che arriverà qui sopra tra sette giorni, pregate per me perché mi toccherà affrontare un film che basta pronunciare il suo titolo per far tremare le fondamenta della Terra, a breve su queste bare!

54 commenti:

  1. grande cas.

    la foto qui sopra e il commento sono impagabili.

    questo è l'ultimo superman che ho visto .
    lo visi al cinema e non mi dispiaque.

    però non mi sono mai attivato per rivederlo quindi un film senza infamia e senza lode.

    poi superman ha fatto dylan dog mannaggia li pescetti!!!

    grazie

    rdm

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    1. Grazie mille capo! Alla fine è un film molto curato, e del tutto fuori dal suo tempo, troppo vecchio e allo stesso tempo troppo avanti per il 2006. In ogni caso meglio questo di quella porcata su “Dylan Dog”. Cheers!

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  2. Anch'io lo vidi al cinema e poi... Mai più! Lo ricordo come un onesto filmetto da domenica pomeriggio in divano, ma molto insipido. Non brutto ma nemmeno così bello da farmi venir voglia di riguardarlo negli ultimi 13 anni! Un po' per colpa degli attori (Brandon chi?!?!), un po' per colpa di una trama troppo lineare senza grossi twist o colpi di scena (parliamo di roba seria, la storia del figlio "segreto" non era telefonata, no, no,... ) e un po' perché il resto del mondo è andato avanti e il buonissimo Superman è stato sorpassato a destra da eroi e anti-eroi.
    E qua arriviamo al nocciolo. La colpa più grossa, come sottolinei bene tu, è di Nolan e del suo Batman Begins. Tutti in fissa (per me giustamente) per la pellicola con Christian Bale e nessuo che si filava di pezza il film di Singer. Se quest'ultimo avesse fatto uscire il suo Superman un paio di anni prima probabilmente qualche estimatore in più lo avrebbe avuto.

    Bene. Ora segno in rosso giovedì prossimo perché non mi perderò la tua recensione per nulla al mondo. Nella mia testa sei come la Dottoressa Sattler che mette le braccia nella merd@ di triceratopo fino al gomito (sono malato, lo so).

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    1. Pensa che quel DVD l’ho messo nel lettore la prima volta qualche giorno fa in vista di questa rubrica ;-) Era passato troppo tempo dal film di Donner perché il pubblico giovane potesse ricordarlo e capire l’omaggio, che è davvero ben fatto bisogna dirlo, ma poi il costo di tutti i film precedenti mai realizzati, nemmeno Superman poteva sostenerlo sulle sue spalle, per assurdo forse un film così funzionerebbe meglio oggi, Singer era fuori dal tempo.

      Il passo successivo è stato lasciare campo libero a Nolan, che per me è anche il motivo per cui i film della Distinta Concorrenza sono cinque o sei anni indietro rispetto a quelli della Marvel. Mentre l’MCU sfornava titoli, la Warner aspettava pazientemente la fine della trilogia di Nolan, e per mettermi in scia al tuo paragone, diciamo che mentre rivedevo il film della prossima settimana, la mia faccia durante la visione era come le smorfie a bocca storta che fa Laura Dern quando urla ;-) Cheers!

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    2. Tra l' altro il figlio segreto l' anno messa pure 2 anni dopo in... a no, mi sono sbagliato, non esiste quel film. XD

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    3. Qualche film? Che film? Cosa? Chi? ;-) Cheers

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  3. LA NOIA! se dovessi riassumere sto film lo definirei proprio con la parola NOIA!

    avrò visto migliaia di film nella mia vita, ma questo credo che abbia battuto tutti i record di controllo "quanto cazzo dura ancora?!?"
    Anche perchè belli i rimandi al corto "Japoteurs" o ad "Action Comics #1", ma poi esauriti quelli non c'è niente, aivoglia a grattare la patina...
    Secondo me nemmeno Spacey salva la baracca, troppo gigionesco e pop il suo Lex Luthor, ormai irrimediabilmente sorpassato (è come se nel nuovo Batman pretendi di fare di nuovo il Joker coi baffi dipinti col cerone e sperare che qualcuno lo prenda sul serio...)
    E poi, ma lo dico anche in ottica futura: BASTA JOR-EL è morto e sepolto! Non dategli una seconda vita artificiale... non state facendo l'episodio di Black Mirror con Hayley "TETTE" Atwell, lasciatelo riposare in pace! Ok vi concedo un piccolo log con 4 linee di dialogo registrate in fretta e furia come addio al figlio mentre il pianeta sta esplodendo, ma poi basta!

    Eppure Singer pensavo fosse una garanzia all'epoca per come aveva reso (e come utilizzerà in un "futuro passato") gli X-Men... niente, anche i migliori sbagliano! Una pugnalata al cuore come quando Brad Bird ha firmato l'insipido Tomorrowland... ok, l'ENEL manda le bollette a tutti, ma per dio, c'è modo e modo!

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    1. madonna... a rileggermi sembra Joyce! roba da strapparmi la laurea e ripartire dalle elementari...

      spero che i concetti si capiscano, altrimenti lo riscrivo xD

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    2. Oh “Japoteurs” cosa mi hai ricordato, cavolo ho proprio scordato di citarlo, ma la scena dell’aereo arriva da lì, mi sarò fatto distrarre da Hayley Atwell? Ecco lei sarebbe una Lois Lane perfetta, ma sono di parte, lei vorrei vederla in tutti i film, serie tv, cartoni animati, fumetti e romanzi.

      Kevin Spacey riprende alla grande il Lex Luthor di Gene Hackman, mettendo un dubbio sulla sua sanità mentale, e una certa pericolosità di fondo che Spacey sa sempre imprimere ai personaggi. Hackman aveva la sicurezza di chi sapeva di essere il più intelligente della stanza, sempre, in ogni momento, Spacey fa un ottimo lavoro anche nel risultare grottesco e comico come faceva Hackman, è il cattivo perfetto per questo film, ma è il tono del film ad essere fuori tempo massimo, dici bene, probabilmente sarebbe complesso da far apprezzare al pubblico anche oggi.

      Singer forse si sentiva la mano calda, ma i suoi Uomini-Pareggio hanno funzionato abbassando i toni, spegnendo i colori dei costumi, che è un po’ la tendenza di tutti i film di super eroi, normalizzare. L’unico che ha davvero esaltato gli elementi fumettistici è stato Sam Raimi, anche se forse Spidey si presta di più. Cheers!

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    3. Si capisce benissimo, e poi a me piace Joyce ;-) Cheers

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  4. Ecco, lo persi al cinema ai tempi - senza cruccio, non sono mai stato un entusiasta dell'azzurrone... - e credo di averlo visto tutto, ma a pezzi. E ogni scena mi sembra gridare «Fuori tempo massimo!» anche nei primi piani 😅
    Certo però, pensando a quello che tocca fra una settimana...

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    1. Lo è davvero, ha delle cose troppo avanti per il 2006, e poi nella scena successiva arriva qualcosa di troppo datato per lo stesso anno, un film con un piede nel passato ed uno nel futuro, solo che i due orizzonti temporali sono così distanti, che Singer si ritrova a fare una “Epic split” senza essere Van Damme ;-) Lo dico? Piuttosto che riguardarmi un’altra sola volta, il film della prossima settimana, mi riguardo questo con l’audio in Ungherese, sul DVD dovrebbe esserci.

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  5. Due curiosità: 1) James Marsden aveva sostenuto un provino per la parte di Wolverine 2) credo nel 2006 o nel 2007 ho visto un pezzo di una trasmissione - forse gli MTV Awards - in cui Chris Bale, serissimo e vibrante, spiegava a Brandon Routh che Bats era migliore di Supes ( i personaggi, non le rispettive performances ndr ). So che Chris è matto come la lepre marzolina e la polizia ha dovuto interrompere una discussione che stava avendo con mamma e fratello qualche anno fa - immagino avesse cominciato a lanciare batarangs - e quindi, tutto sommato, la sua ciceroniana difesa della creaturina di Bob Kane with Bill Finger ( diavolacci di avvocati DC ! non created by Bob Kane AND Bill Finger ) è coerente con la persona.
    Sono un fan di Bryan dai tempi di The Usual Suspects e quindi non sono stato sorpreso - come te, credo, Carabara - quando ho letto che è al lavoro su di un film di cui tento di raccontare l'innesco:
    Keyser Kujan Kobayashi detto Kint è una rockstar dalla voce inconfondibile con i dentoni di The Maxx e dei baffi da parrucchiere turco che crede di essere un agente FBI che parla con un "Jason Bourne" che è invisibile agli altri - molto Chi è Jake Ellis, I Know - e che lo convince a partire per un tour a Sun City dove deve terminare il crudele Duralex - per tutti un dittatore inumano, segretamente un alieno che deve terraformare il nostro pianeta perché possa ripopolato dalla sua gente - ed il ministro della guerra dalla mano pesante "Zio Fenster " McManus. Girato come fosse il Casino Royale del 1967. Mm. Vedremo. Io sono vecchio, triste e noioso , ma temo che non sia abbastanza mainstream. Ciao ciao

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    1. Marsden Wolverine uhm, mi suona come Eric Stoltz nei panni di Marty McFly. La ricordo la lite, secondo me stava parlando con mamma e fratello di quanto Bats forse meglio di tutti ;-) Se non fosse per Bill Finger, il crociato di Gotham si chiamerebbe “Birdman”, prima di Iñárritu ma sempre con Michael Keaton ora che ci penso. Segni di coerenza.

      Ecco dove avevo già visto i dentoni di Rami Malek era The Maxx! Magari potrebbe diventare più mainstream proprio con Malek nel cast, oppure cercando di inserirlo nell’universo di “Split” e “Glass”, d’altra parte con un personaggio di nome Duralex, il passo è breve. Cheers!

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  6. Ogni volta che mia moglie vede Brandon Routh sbava :D é un bel pezzo di figliolo, ma ammette anche lei che, poveretto, è un..cane. Questo lo vedemmo al cinema e non ci dispiacque, certamente il mattatore è Kevin Spacey. Concordo con te, troppo poche scene d'azione e troppe menate che non ci azzeccavano molto

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    1. Quando deve fare Big Blue è anche azzeccato, ha il fisico, la faccia giusta, però ci vuole un attore, infatti il suo Clark Kent è Brandon Routh con gli occhiali. Fine delle trasmissioni ;-) Cheers

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    2. Più che Brandon Routh con gli occhiali, è Brandon Routh che unita Reeve 😝
      Però non gli è venuti fuori male, sarà per questo che a me è piaciuto. Come Superman gli mancava qualcosa, non so... il ciuffo dal lato sbagliato? Capello troppo lungo e liscio? Sopracciglia troppo folte? Un pacco troppo grosso tanto che lo hanno dovuto ridurre in post produzione (storia vera)?

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    3. In effetti si, forse nel suo sforzo di ricordare Reeve, si è dimenticato di sembrare Clark Kent. Non so bene perché, però dici bene gli manca qualcosa, è talmente perfetto da non essere perfetto, siamo nel campo dell’inspiegabile. Questa non la sapevo, un problema che Reeve non hai mai avuto, stavo guardando i vecchi film, è passata la mia wing-woman in soggiorno commentando (lapidaria come sempre) «Non è Superman, è pacco man», il mio commento è stata «Dannazione ora che me lo hai fatto notare, non riesco più a togliermelo dalla mente, mi hai fatto un innesto come Inception» (storie vere di come si guardano i film a casa Cassidy). Cheers!

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    4. 😄
      Si vocifera che a Reeve lo avessero dovuto imbottire ma non so quanto sia vero.
      Per quanto riguarda Routh invece la notizia è uscita fuori dopo la lamentela di alcune mamme, tipo le represse del nostrano MOIGE.
      C'era un'immagine stupenda che girava nel 2006, un fotomontaggio in cui Brandon ha una vero e proprio serpente che dalla mutanda gli scende per tutta la gamba, a spirale 😂
      Purtroppo non sono riuscito a ritrovarla.

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    5. D’altra si chiama Super uomo, il nome dice tutto ;-) Scherzi a parte, noi ci ridiamo ma le mamme americane sono una lobby influente, il malefico PG-13 ha dovuto tenere conto anche di questo tipo di pubblico purtroppo. Cheers!

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  7. Ironic, isn't it ? Bill Finger ci ha regalato un Bats senza superpoteri, con maschera e batcintura e Robin, ma per anni abbiamo letto solo e soltanto created by Bob Kane che avrebbe ammesso, parlando con Frank Miller, di aver avuto una buona idea e che poi altri avevano fatto il resto.

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    1. Stan Lee è sempre stato più schietto in questo rispetto a Bob Kane, anche più bravo a sfruttarlo.
      Bill Finger è come i Joe Simon e in parte Steve Ditko di questo mondo. Cheers!

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  8. Questo è arrivato quando ormai avevo rinunciato ai CineComics: non l'ho mai visto e ho sempre chiuso gli occhi quando lo mandavano in TV :-P
    Anch'io ho provato a vendere DVD a Blockbuster solo per scoprire che non accettavano dischi presi in edicola: io avevo SOLO quelli da dar via! Se non ricordo sono riuscito ad ammollargli "The Ring" giapponese, guadagnando tipo 1 euro e mezzo bottone :-P

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    1. Avevano fatto lo stesso appunto anche a me, quello di questo film non era preso da edicola, ma non lo hanno voluto nemmeno per quel mezzo bottone ;-) Cheers!

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  9. Sì, lo dico sottovoce: "a me è piaciuto", però sì, tempi sbagliati ;)

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    1. Non lo dire sottovoce, alla fine è un omaggio sentito al film di Donner, ma è fuori dal suo tempo. Ribadisco che preferisco ancora questo al film che arriverà tra sette giorni su queste Bare, ma senza ombra di dubbio ;-) Cheers

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  10. I problemi di questo film: sì, ci voleva l'attore, giusto, ma non solo perché Brandon in fatto di recitazione "va sotto bevendo dall'idrante"(cit.) pure da Tom Welling, ma anche perché troppo giovane, lui come Lois. Se l'idea era la continuity con la prima serie (ignorando i sequel, ok, ma conta poco) come potevamo noi vecchi fan assorbirla, avendo davanti facce ancora più giovani dei film precedenti? E le scenografie? Sì, rispettose delal serie, ma non c'è la mano di un Anton Furst: a quel punto, si poteva dare la discontinuità stilistica e via, invece ne esce un guazzabuglio poco digeribile sia dai giovani che dai vecchi nerd. La stessa fotografia (pur bellissima) è troppo lucida, se volevi dare la sensazione di deja-vu, perché non aumentare la grana? Ma pesante, proprio in stile '80.
    La sceneggiatura ha tutte le buone intenzioni del mondo, ma i ritmi sbagliati. Avrei dato non so cosa per un film così, e quando l'ho avuto, mi sono beccato, tra le altre cose, un riciclaggio delle vecchie situazioni che non stavano più in piedi (oggi come nel 2006 non siamo più negli '80). Ci può stare un Kevin Spacey che, privo del sarcasmo di Hackman, incattivito dagli anni di carcere, vuole solo che Supes muoia male.
    Ma la mancanza dell'elemento ironico (e quando c'è funziona poco o niente) da una parte aggiunge spessore al cattivo, dall'altra porta il film in una zona "seria" dove diventa né carne né pesce.
    Quello che funziona davvero lo hai già detto tu: singole sequenze(bellissime quelle che hai postato) e poco altro. Insomma, per me fallirebbe oggi come allora. Poi, aò, pensi agli incassi di una porcata come Venom, e allora vale tutto.

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    1. Ottima analisi, Singer voleva rendere onore al classico, e tenere la strada aperta per il futuro, gli attori così giovani posso spiegarli sono in quest’ottima, e hai sollevato anche una questione importante, in quel periodo andava già in onda “Smallville” che secondo me era più adatto per portare Big Blue ai giovani di allora, di sicuro più di questo film, troppo moderno per i vecchi nerd e troppo vecchio per il nuovo pubblico. Oggi penso che basti molto meno di così se il personaggio è poco noto, oppure ci vuole molto ma molto di più, insomma sarà eternamente fuori posto questo film. Cheers!

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    2. Ma infatti il mio principale problema riguardo a Superman Returns è consistito nell'averlo visto con qualche annetto di "Smallville" già sul groppone e, quindi, aspettandomi per Big Blue un trattamento simile anche su grande schermo, il che ovviamente poi non si verificò. Un film non brutto, beninteso, ma nemmeno sufficientemente riuscito da poter garantire il rilancio del personaggio presso un pubblico fatto tanto da veterani quanto da neofiti...

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    3. "Smallville" in quel momento era più adatto a presentare Azzurrone al pubblico più giovane, Singer per me resta un ottimo regista, qui ha scelto un approccio, colto direi, che però era vecchio dentro, oppure troppo avanti. Cheers!

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    4. "Ma infatti il mio principale problema riguardo a Superman Returns è consistito nell'averlo visto con qualche annetto di "Smallville" già sul groppone e, quindi, aspettandomi per Big Blue un trattamento simile anche su grande schermo, il che ovviamente poi non si verificò. Un film non brutto, beninteso, ma nemmeno sufficientemente riuscito da poter garantire il rilancio del personaggio presso un pubblico fatto tanto da veterani quanto da neofiti..."

      Effettivamente... poi negli anni 90 c' erano stati "Lois and Clark" e la serie animata, che si rifaceva molto al post-crisis. Insomma il personaggio si era evoluto in una certa maniera e non si era piú a fine anni 70, inizio 80. Già appariva vecchiotto il IV (causa anche budget vabbé XD...).

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    5. "Lois and Clark" mi piaceva più che altro per l'attrice che faceva Lois lo ammetto, non era una gran serie ;-) Il cartone invece era molto bello, anche se non era all'altezza del cugino "Batman: The animated series", aveva il suo perché ;-) Cheers

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  11. Non hai tutti i torti un film carino ma fuori tempo massimo (troppo precursore) per piacere al pubblico. In effetti l'unica scena che ricordo del film è proprio quella del proiettile. Non sapevo della storia dei costi sostenuti per i precedenti film... certo che Superman ha le spalle belle grandi per sostenere tutto questo carico.

    Non potremmo rimettere Nicolas Cage in sella al progetto del film di Superman rinominandolo Nembo Kid (ed eludendo i costosi diritti) e finanziandolo con qualche campagna on line? Sicuramente sarebbe un successone grazie alle faccine di Nicolas :P

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    1. Penso che Nicolas accetterebbe facile, tanto non rifiuta un film dal 1996 ;-) In fondo ha impersonato Ghost Rider, Big Daddy, doppiato Spider-Man Noir, quindi ogni occasione è buona per interpretare un super eroe. Se dovesse andare male, aspettiamo qualche anno, e lo facciamo interpretare a suo figlio che ha anche il nome giusto per farlo: Kal-El Cage ;-) Cheers!

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    2. Cage alla fine ha anche interpretato Superman: nel film animato dei "Teen Titans Go" ha infatti prestato la voce proprio all'Azzurrone! ;)

      https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film1/teentitansgo-ilfilm.htm

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    3. Me lo hanno detto, ma non avendo visto il film non volevo dire una cavolata, grazie per la segnalazione dovrei proprio vederlo! Cheers

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    4. Si, pure io l' ho scoperta solo tempo fa la storia del budget! Incredibile!

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    5. L'ho scoperto per scrivere questo posto, quando ho letto il budget non potevo crederci quindi ho indagato ;-) Cheers

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  12. Sai cosa mi ha sempre fatto pensare questo film?
    I fumetti new-52, con quel design fighettino. Ecco, la vedo come te: la storia è azzeccata, l'omaggio/sequel all'originale fu una bella trovata (forse fuori tempo o prima del tempo giusto...) ma gli attori troppo younghettini-mangastyle.

    Moz-

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    1. In effetti hai ragione, Singer era così avanti, che ha anticipato anche il New 52, un'operazione talmente riuscita che la stessa Distinta Concorrenza ha fatto di tutto per cancellare, in pratica il riassunto di questo film ;-) Cheers!

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  13. Quando lo vidi, prima e unica volta, lo battezzai come il crossover tra "Superman" e "Beautiful" perchè, alla fin fine, é questo ciò che mi é rimasto: lo squallido triangolo Kal-El, Lois, ed il povero "cuculo" Richard, per me l'autentico eroe della storia! Dici bene che il maggior difetto sono i protagonisti: il buon Christopher trasmetteva sicurezza perchè, al di là dei superpoteri, aveva dalla sua l'appeal del buon fratello maggiore, forte ma anche buono come il pane, cosa che Routh proprio no ha! La Bosworth é ancora peggio: antipatia da "ce l'ho solo io"!
    Spacey é davvero l'unico a funzionare... ma proprio non basta a farmi provare simpatia per questo film, già di suo, fuori tempo massimo.

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    1. Reeve riusciva a trasmettere la sensazione di, ok é arrivato andrà tutto bene, Routh é perfetto nel costume, é rassicurante ma non ti va sentire al sicuro, può sembrare una piccola differenza ma non lo é. Poi io sono di parte finisco sempre per fare il tifo per i cattivi, anche qui per me finisce così ;-) Cheers!

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  14. L'esempio di come la nostalgia sia spesso ingorante: Singer f l'errore di voler fare il seguito di un vecchio film tale e quale allo stile dell' originale, ma con quasi 30 anni di ritardo.
    Risultato ?
    Un film goffo, lento, noioso, dove non succede quasi nulla di memorabile.
    Se avesse accantonato il film di Donner e fatto una sua visione di Supes ( come l'inizio, con Clarck che arriva con l'astronave e viene soccorso dalla madre ) , invece di scimmiottare il passato che putroppo non torna più, sarebbe venuto un lavoro migliore .

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    1. Quella scena è ottima, ma quella tagliata, che avrebbe dovuto aprire il film, con Kal-El nla vagare nello spazio in cerca di Krypton é ancora meglio, quindi quello che dici non è certo sbagliato, anzi. Cheers!

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  15. Ma noooo, hai tentato di rivendere e poi dar via un regalo???? nonononononono, no si fa :D

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    1. In effetti non è il massimo, ma avevo bisogno di far spazio, e la persona che mi ha regalato il DVD non la vedo più da allora, però in compenso il DVD è ancora sulle mensole :-D Cheers

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  16. All' uscita mi sembrò una stramberia con tanto di ignorare capitoli (mo pure Terminator e forse Alien... sic!)!
    Sequel, però quasi tutto diverso a parte Brando! Per forza di cose visto che sono passati quasi 20 anni e quello che è successo in quel periodo.
    Come hai detto un' operazione che attecchirebbe di piú!
    Se Singer avesse diretto il terzo X-men... stavolta abbiamo avuto due film non pienamente soddisfacenti a differenza di quando uscirono "Caccia a ottobre rosso" e Die hard 2.
    Non capisco perché non ripartire direttamente come BB. Boh!

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    1. Ottimo paragone, nel cambio di casacca dei due registi ci abbiamo perso entrambi alla fine. Però Singer si è rifatto con l'ottimo "Giorni di un futuro passato", quello si al passo con i tempi, passati presenti e futuri ;-) Cheers

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  17. Ho adorato "Superman Returns" sin dalla prima visione. Un film decisamente troppo detestato; pur avendo i suoi difetti (che hai evidenziato), adoro l'intero omaggio alle vecchie pellicole del Superuomo.

    Ciò non toglie che Bryan avrebbe dovuto fare "Conflitto finale" prima.
    Si è fatto perdonare con "Giorni di un futuro passato" certo... Per poi ri-deluderci con "Apocalypse" e "ilfilmfacilonesuiQueen".

    Saluti volanti!

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    1. La mitologia creata da Donner è ancora quella più azzeccata per il personaggio, ci stava rifarsi proprio a quella. Anche secondo me “Conflitto finale” sarebbe stato meglio con lui alla regia, “Apocalypse” invece è davvero bruttarello. Mentre "ilfilmfacilonesuiQueen" non è quasi nemmeno suo, anche se gli è stato assegnato d’ufficio, beccandosi anche tutte le colpe, quel simpaticone di Brian May non perde occasione per dire peste e corna di Singer ogni volta che può. Cheers!

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  18. Routh è finito a fare atom in legend of tomorrow. Se ci pensi passare da Superman ad una sorta di ant man è un grande rimpicciolimento (ahahah) pessima battuta scusate.
    Film insopportabile per la presenza del bambino fastidioso come pochi. E poi durante tutto il film mi chiedevo quando ciclope avrebbe usato il suo raggio ottico. Da vedere solo per spacey bravo come sempre

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    1. Ha dovuto… Rimensionarsi (ba-da bum tss!)
      Il bambino non solo è insopportabile, ad un certo punto non ha nessuna valenza nella storia, se non all’inizio per rendere il ritorno di Big Blue ancora meno confortante. Spacey si mangia tutto, è il suo film ;-) Cheers

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  19. Ti dico subito che io adoro questo film. Singer con le svariate citazioni ha saputo dimostrare vero amore per il personaggio.
    La maggiore critica del film è l'assenza di azione, soprattutto per questo fu bocciato, più che per il paragone con la cupa pellicola di Nolan. Non bastano i quasi 200 milioni di incassi (molti di più se i costi di pre-produzioni del passato che tu stesso citi, non si calcolassero).
    Ho sempre sminuito le super-battaglie, il Superman che amo salva il gattino dall'albero (in perfetto stile pompiere o Superman the movie) e rapine in banca, STIGRANCAZZI di nemici super potenziati! Scene come quelle in cui nei notiziari di questa pellicola lo si vede risolvere situazioni di tutti i giorni, sono una goduria per me! Poi la scena dell'aereo ancora mi gasa, quasi 13 anni dopo l'uscita del film (l'unico che ho visto più volte al cinema). Invece quella della pallottola nell'occhio è da inchino! In pochi fotogrammi si rappresenta perfettamente la potenza di questo supereroe, che non batte ciglio.
    Rutto fu scelto per la somiglianza con Reeve, vero ma nonostante ciò ha saputo fare un egregio lavoro. Per me è un perfetto Clark, ancora più che Superman.
    Vogliamo fare critiche? Il costume, che però è nettamente superiore a quello di Cavillo. Pensare che per me era troppo scuro e con la S troppo piccola e in rilievo (senza citare l'orribile fibbia).
    Concordo al 100% sulla Uonsuort, pessima Lois ma a me dopo la Hatcher, miglior Lois di sempre, possono pure andare tutte a portare il caffè nei cantieri, altro che Jimmy...
    La trovata del figlio è uno dei punti bassi del film, telefonata come dici tu... preferisco rimuoverla!
    Spacey sublime, tanto che il suo legame con Superman si rivede nel film natalizio Fred Claus 😍

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    1. Nemmeno da mettere, rivedendolo ho trovato dei momenti ottimi, oltre a tanto amore per Big Blue e Donner, nemmeno da mettere con quella porcheria prodotta da Nolan.
      In effetti Superman deve essere il super pompiere o il super poliziotto che vigila su tutto, anche le piccole cose, purtroppo non hanno sviluppato bene un tema che poteva fare la differenza: Superman è sparito per cinque anni, il ritorno del più grande eroe del mondo, si sono persi a parlare di bambinetti e nuovi fidanzati, quando era quello il tema principale. Se Calrk Kent avesse avuto più spazio, Rutto sarebbe stato più efficace penso, e concordo anche sulla “S” davvero striminzita. Per me quella bonona di Teri Hatcher è l’unica che poteva non farmi rimpiangere Margot Kidder, la serie era poca cosa, troppo televisiva, ma lei era… Woa! Quindi su questa ti becchi un super Bro-Fist! ;-) Cheers

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