lunedì 14 gennaio 2019

The Rock (1996): Benvenuti ad Alcatraz


Quando la compagnia di blogger cinefili ha deciso di organizzare una giornata dedicata a Nicolas Cage, non ho avuto dubbi, se devo scegliere un titolo che alza il volume della radio, tanto vale puntare tutto sul (the) Rock!

Lo avevo dichiarato anche scrivendo di 12 Soldiers: per tanti anni i film che iniziavano con il fulmine che colpisce l’albero e la scritta “Jerry Bruckheimer Films”, sono stati la mia coperta di Linus, un apostrofo rosso sangue tra le parole “BOOM!” e “BANG!”. Certo, cosa vuoi aspettarti da uno che è cresciuto sotto l’ala protettiva di Don Simpson e con lo storico produttore ha sfornato titoli uno più caciarone dell’altro? Ecco, “The Rock” è dedicato alla memoria di Simpson, un simpaticone in grado di far sembrare il famigerato Harvey Weinstein un’educanda. L’amorevole dedica prima dei titoli di coda, ad uno che è stato ritrovato cadavere nel gennaio del 1996 con in corpo venti tipi diverse di droghe (storia vera) è la cifra stilistica di un film che fa dell’esagerazione una ragione di vita.

John Woo fa volare le colombe, Michael Bay invece preferisce gli elicotteri.
Sono piuttosto sicuro di averlo visto in sala alla sua uscita, da qualche parte devo ancora avere la VHS perché ormai non sono più al mio primo rodeo. Il numero di volte che ho visto questo film? Per darvi l’idea, l’altro giorno che me lo sono rivisto per scriverne (per la serie: ogni scusa è buona) ricordavo ancora tutte le battute del doppiaggio italiano a memoria, comprese quelle più sceme, tipo quando Nicola Gabbia invoca «Per le chiappe di Zeus!», questo giusto per dirvi di quanto io abbia esagerato con l’abuso di questa pellicola.

Lo so che è brutto citarsi, ma oggi va così, quindi mi tocca ricordarvi che io odio la parola “Americanata”, non vuol dire nulla, i motivi li ho già elencati, ma per riassumere, possiamo dire che è il classico dispregiativo che si applica ai film di genere, sta al lato opposto dell’arcobaleno rispetto a parole come “Psicologico” (o ancora peggio “Cervellotico”) che di solito viene utilizzato per le pellicole più complesse di “Dumbo” (1941). Ecco, se non è la prima volta che capitate sulla Bara Volante, dovreste capire che di solito i film qui vengono etichettanti utilizzando un po’ più di una sola parola (SPOILER: se siete alla vostra prima visita, benvenuti, state per scoprirlo!), ma a voler essere precisi, per “The Rock” la parola giusta per descriverlo e farlo entrare a far parte della categoria dei Bruttissimi di Rete Cassidy!


L’intento di questa non-rubrica è sempre lo stesso: parlare di quei film oggettivamente brutti, pieni di difetti, ma con enorme carattere, non è una celebrazione del brutto fine a sé stessa, ma un modo per ricordarci che con attori tosti e il giusto quantitativo di gas VX tutto diventa più cazzuto!

[EDIT]
Ma! Per la prima volta nella storia di questo blog, per via dei suoi effettivi meriti, di un grado di epicità da far esplodere il cranio e per acclamazione popolare da parte dei lettori della Bara Volante, questo film è anche un Classido!


La leggenda narra che la sceneggiatura di “The Rock” sia stata scritta da due che non hanno proprio fatto la storia del cinema, ecco, David Weisberg e Douglas Cook, ma che nel ruolo di “Script doctor”, dei correttori di bozze di gran lusso abbia potuto contare su una leggenda come Robert Towne, sullo specialista Jonathan Hensleigh, su Quentin Tarantino e su Aaron Sorkin (storia vera) e il prossimo che mi cita Sorkin con la spocchia di chi guarda solo film impegnati, lo costringo a rileggere questo mio post cento volte di fila, non conosco punizioni peggiori di questa.

“Io non darò mai quell'ordine e non rileggerò questo post!”.
Questo mostro dai tanti padri era destinato a finire nelle mani dello Scott giusto (Tony, sempre sia lodato) che già impegnato sul set di “The Fan”, si è visto sorpassato a destra dal giovane virgulto della coppia Simpson & Bruckheimer, un pazzoide che arrivava dai videoclip che aveva già mostrato tutta la sua follia con “Bad Boys” (1995), quello che ancora oggi è il Babau di tanti cinefili. Volete terrorizzare un appassionato di cinema? Gridategli fortissimo MICHAEL BAY! E poi, se non dovesse bastare, ditegli che questo film è stato scritto da Aaron Sorkin e aspettate di vedere uomini adulti piangere come bebè.

“Mi perdoni padre perché ho peccato”, “Quante cose hai fatto esplodere oggi Michael?”.
Michele Baia con questo film ha la possibilità di giocare con tutto quello che preferisce: dialoghi che suonano scemi e fighi in parti uguali urlati dai protagonisti, militari, elicotteri ed esplosioni a strafottere, ma anche la grande occasione per regalare la sua versione di un paio di classici del genere action (lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo) il tutto con un montaggio sincopato, le inquadrature non durano più di due secondi, due secondi e mezzo, con un risultato al limite dell’attacco epilettico, in quella che per Bay diventerà la normalità nel suo continuo cercare di spingersi oltre il limite facendo sfoggio di strabordante talento visivo.

Ecco, poi possiamo anche aggiungere che così tanto talento, non va a braccetto con il buon gusto del regista che, ammettiamolo, è un tamarro con un senso dell’umorismo basato sugli stereotipi raziali, sessuali, nazionali, fate voi, nel suo cinema (purtroppo) li trovate quasi tutti. Bisogna dire che nella sua assoluta esagerazione “The Rock” resta in qualche modo ancora abbastanza equilibrato, se non altro nel portare avanti la storia e con buona pace dei suoi (tanti) detrattori, Michele Baia ci regala anche qualche lezione cinematografica importante.

“Cassidy ha deciso di scrivere di tutti i miei film? Mi è andata proprio male”.
La prima arriva nei primi cinque minuti del film, quelli che come ripeto sempre, sono fondamentali perché determinano tutto il passo del film: il generale Francis X. Hummel cammina testa alta e schiena dritta sotto una pioggia, così potente che se fossimo in un fumetto disegnato da John Romita Jr. farebbe la schiuma sulle spalle dei protagonisti per quando cade forte.

Tipo "Ufficiale gentiluomo" Ma disegnato da Romita Jr.
In anni di onorato servizio in Vietnam, Desert Storm e alcune operazioni ombra in Cina che non entreranno mai nei libri di storia, Hummel sotto il suo comando ha visto morire troppi bravi soldati ai quali non è stato riconosciuto nemmeno uno straccio di rimborso alle famiglie per la perdita subita, una grave ingiustizia a cui bisogna porre fine, secondo le parole del militare. A Bay basta mostrare il soldato lasciare il suo “Purple Heart” sulla tomba della moglie impegnato a dire cose tipo «Finché eri in vita, non avrei mai potuto farlo», oppure «Spero che non perderai la stima che hai per me», per descrivere un uomo che per decenni si è distrutto nel tormento tra dovere e (in)giustizia e, bisogna ammetterlo, avere Ed Harris ad interpretarlo con il suo enorme carisma e dosi abbondanti di rabbia sotto pelle (nota anche come “cazzima”) aiuta non poco. Tutto chiaro, no? Questo è l’eroe del film che deve aggiustare i tort… Ehm no, questo è il cattivo, armato di motivazioni e di quindici missili armati di gas VX sottratti al governo degli Stati Uniti. Sì, perché in un film la misura dell’eroe è data dall’efficacia del cattivo, quindi con una nemesi così chi può essere l’eroe?

L'epica entrata in scena dell’eroe del cattivo.
Ta-Daaan! Qui entra in gioco il nostro Nicolas Cage! Già, perché se l’entrata in scena del personaggio di Ed Harris è epica, anche grazie alla notevole colonna sonora composta da Nick Glennie-Smith, Harry Gregson-Williams e Hans Zimmer (anche qui, lasciatemi un’icona aperta, perché due parole sulla musica andranno spese), quella del dottor Stanley Goodspeed mette subito in chiaro il personaggio, parliamo di uno che oltre al nome da nerd (Stan) ha anche i gusti e le abitudini, quando facciamo la sua conoscenza sta sparando freccette di gomma con una pistoletta.

L'appena un po' meno epica (ma molto più eccentrica) entrata in scena dell’eroe di Nicolas!
Ma lo vediamo anche andare in brodo di giuggiole, quando gli consegnano il suo vinile dei Beatles pagato seicento ex presidenti spirati stampati su carta verde, anche se la sua fidanzata Carla (Vanessa Marcil) gli ha fatto notare che è stupido spendere tutti quei soldi per un vecchio disco, lui lo ha comprato lo stesso. In pratica, nel 1996 Nicolas Cage aveva già anticipato il suo tracollo economico che lo avrebbe portato a recitare in dieci o dodici film l’anno per restare a galla, questo vuol dire immedesimarsi nel ruolo!

Chissà se ha convinto anche il fisco facendo loro gli occhioni dolci.
Stanley è un biochimico che sa il fatto suo, lo vediamo nella scena successiva disinnescare una bomba (ovviamente con un bel display rosso per il cinematografico conto alla rovescia) regalandoci una delle sue tante frasi di culto: "Amo chi mi fa pressione, me lo mangio a colazione".

Nicolas Cage, fresco fresco del suo Oscar per “Via da Las Vegas” (altra notizia che può mandare in lacrime tanti cinefili) qui è caldo come una stufa, molti non hanno capito che recitare non è fare la fila in posta, oppure andare a comprare il pane, ma qualcosa di meno ordinario che Nicola Gabbia ogni volta esegue alzando il volume a undici come l’amplificatore degli Spinal Tap, ma anche vestendo i suoi personaggi di tick e nevrosi necessari a caratterizzarli. Ad esempio, per stessa ammissione di Michael Bay, metà dei dialoghi sono stati improvvisati sul set (alla faccia di sceneggiatori e “Script doctor”) tra cui quasi tutti quelli di Stanley che su specifica richiesta di Cage per quasi tutto il film non utilizza mai parolacce, ma si esibisce solo in cosette che vanno da “Accipicchia” alle già citate chiappe di Zeus. Una specie di sociopatico monomaniaco innamorato della sua donna e del suo lavoro, in fissa nera con i classici della musica soft rock, tipo “Rocket man” di Elton John, insomma Nicola Gabbia al suo meglio!

Accuse dure, parole forti, toste quasi quanto “Accipuffolina”.
Il piano del generale Hummel è quello di barricarsi con un manipolo di “patrioti” nella rocca del titolo, la prigione più famosa del mondo, il carcere di massima sicurezza di Alcatraz, ormai buono giusto per le visite degli 81 turisti presi come ostaggio e da qui lanciare la sua offensiva contro il governo: "Avete tempo fino a mezzogiorno per consegnare cento milioni di dollari con cui risarcire le famiglie delle vittime di guerra e fuggire all’estero, se non volete vedere la città di San Francisco sciogliersi sotto l’effetto dei quindici missile armati di gas nervino". Per tutti quelli che non fossero biochimici esperti come Stanley Goodspeed, gli effetti del VX sul corpo umano ci vengono spiegati per filo e per segno: "Un cucchiaino di quella roba è letale in un raggio di trenta metri, se vieni esposto, puoi salvarti solo pugnalandoti al cuore con una siringa di Atrofina" e tutta una serie di altre nozioni che vengono elencate nel corso di una sceneggiatura che definire didascalica ed espositiva sarebbe farle già un gran complimento. Però, alla fine, sappiamo tutto quello che bisogna sapere sul gas nervino, quello sì!

La lavatrice vive di più con Caaaage!
Per comodità cinematografica, Michael Bay rappresenta il gas contenuto nei missili come delle capsule di gel verdastro che sembrano quelle che s'infilano nella lavastoviglie, ma è chiaro che non basterà un nerd fanatico di Elton John a fermare una leggenda della scena militare, affiancato da una serie di militari con facce di tutto rispetto, tipo il suo secondo è David Morse, ma non è difficile riconoscere anche John C. McGinley (il dottor Cox di “Scrubs”) e quel gran mito di Tony Todd, quello che si becca in pieno l’idea di “Frase maschia” da eroe d’azione che solo un Nerd come Stanely potrebbe avere: «Ti piace quel pezzo di Elton John Rocket man? Te ne ho parlato perché sei tu il Rocket man!» BOOM! Prima di spararlo in mezzo alla baia (non Michele) di San Francisco a cavallo di un missile.

Prima di poter permettere al recalcitrante Stanley di entrare in azione e disarmare i pericolosi missile, bisogna trovare il modo di entrare dentro Alcatraz, avremmo bisogno dell’unico uomo al mondo ad essere mai evaso da “The Rock” e qui entra in scena l’altro grande personaggio del film, un agente dei servizi segreti inglesi ingiustamente dimenticato nelle galere Yankee per aver rubato un microfilm pieno di informazioni segrete (tipo l’identità dell’assassino di JFK e altre cosette così), si chiama John Mason, ma avrebbero anche potuto chiamarlo James Bond, visto che i riferimenti al personaggio si sprecano e ad interpretarlo, è proprio lui Sir Sean Connery!

“Cassidy, trovi sempre il modo per interrompere le mie partite a golf e farmi tornare su questa Bara Volante.
Per portare in scena il personaggio di Bond Mason il film relega temporaneamente in panchina quello di Ed Harris, facendoti (quasi) dimenticare tutta la trama principale del ricatto e dei missili, perché Connery si mangia ogni momento del film in cui compare, nonostante entri in scena con una parrucca in stile chitarrista ventenne di Seattle («È una cosa Grunge») e anche se non ne fa uso qui, mi rendo conto che tra Connery e Cage, abbiamo i due massimi esperti di parrucche al cinema!

“Utilizzavo toupet e parrucche quando Francis Ford accompagnava ancora a scuola suo nipote Nicolas”.
La coppia funziona così bene perché tanto è flemmatico e carismatico Connery, quanto riesce ad esserlo anche Cage pur andando tantissimo sopra le righe, i due diventano la classica coppia mal assortita tipica dei film d’azione, ma per cementare il loro rapporto, dimostrando che entrambi i personaggi hanno le stesse motivazioni (rispettivamente una figlia e una fidanzata a San Francisco da salvare) ci vuole qualcosa di davvero efficace. Si parte con un faccia a faccia tra i due nella sala degli interrogatori con Stanley che finge sicurezza («Si può avere una tazza di caffè qui per favore?»), ma trattandosi di un film d’azione, i due personaggi hanno bisogno anche d’altro, tipo di un gran inseguimento!

Vi ero debitore di un’icona lasciata aperta. Vi dicevo lassù che Michael Bay qui ha l’occasione per dire la sua su un paio di classici del genere, il primo è “Bullit” (1968), per rifare la corsa sfrenata della Mustang di Steve McQueen tra le strade di San Francisco, Bay utilizza il suo classico stile visivo fatto di montaggio frenetico e azione senza tirar via la mano, ma anche il suo enorme buon gusto, fateci caso: il vecchio e solido Connery guida un Hummer corazzato nero abbastanza sobrio (l’idea di eleganza di Bay), mentre Nicolas Cage sfreccia su una Ferrari gialla, ben più adatta allo stile eccentrico del nipote di Francis Ford Coppola.

Le strade di San Francisco in versione Bay (e Michael Douglas... MUTO!).
Quando Mason si convince ad unirsi alla compagine guidata dal comandante dei Navy Seals interpretato dal grande Michael Biehn (è un ritrovo di miti cinematografici questo film!) e da Stanely biochimico nominato agente operativo suo malgrado, Bay ha due grandi occasioni, la prima regalare una scena cazzuta a Michael Biehn («Non darò mai quell’ordine!!») e la seconda è dare la sua interpretazione di un altro classico del cinema d’azione: ostaggi? Terroristi? Protagonisti che mettono i bastoni tra le ruote ai cattivi? “The Rock” è una classica situazione alla Trappola di cristallo in versione Michael Bay!

“Ma come cacchio fa Bruce Wills?”, “Guarda il lato positivo, noi almeno abbiamo le scarpe”.
L’unica cosa che non ho mai capito del film, anche dopo un milione di visioni è sempre la stessa: avete presente quando Cage e soci arrivano finalmente su Alcatraz? Ecco, Connery indica loro la direzione per entrare nella prigione dall’esterno, dichiarando di aver memorizzato il ritmo e la frequenza di un complicatissimo intreccio di ingranaggi e fiamme da cui bisogna per forza passare per avere accesso. Connery passa rotolando indenne tra le fiammate letali evitando di fare la fine del granchio servito nel piatto, sgrocchiante sotto gli enormi ingranaggi, dopodiché apre una porta e figo come la neve a Natale dice: «Benvenuti ad Alcatraz». Tutti bello, tutto chiaro, per entrare da fuori bisogna fare tutto questo casino tipo giochi senza frontiere, ma perché da dentro la prigione per scappare, Connery non ha semplicemente aperto la porta senza infilarsi tra fiamme ed ingranaggi?

Ma non poteva uscire direttamente dalla porta? No vero?
Detto questo, la coppia composta da Nicolas Cage e Sean Connery è talmente assurda (fuori e dentro lo schermo) da funzionare alla grande, il finale è quasi tutto per Cage che disarma missili, si spara l’Atrofina nel cuore e lancia i razzi verdi con tanto di posa tipo sergente Elias in “Platoon” (1986) in un finale che è ben oltre arrivare all’ultimo secondo, un’idea di salvataggio con l’acqua alla gola che può funzionare solo nei giochi di un bambino che fa la guerra con i soldatini o al massimo al cinema, a patto di andare tantissimo sopra le righe, più o meno dove vivono i personaggi e il regista di questo film.

Voi la chiamate “americanata” io la chiamo epica.
Questo film è una pietra miliare per gli appassionati di film d’azione, per i fanatici come me delle prove da attore di Nicola Gabbia, ma anche un titolo di culto, in grado ogni volta di esaltarmi. Perché Michael Bay ha tanti difetti, ma credo che per non esaltarsi con un film così, l’unica scusa sia essere già stati colpiti dal gas VX. Sul serio, ogni sua parte è mitica a partire della musica, su cui vi ero debitore di un’icona da chiudere: pare che le tracce composte da Nick Glennie-Smith non piacessero per nulla a Michael Bay, questo spiega perché siano stati chiamati prima Hans Zimmer e poi il suo collaboratore Harry Gregson-Williams a contribuire, ma riconosco la farina del sacco di Nick Glennie-Smith in questa colonna sonora, perché quella base così orchestrale che fa da colonna vertebrale a tutta la partitura, ci regala anche quel tema principale, declinato in varie versioni, che può risultare epico, oppure drammatico in parti uguali, senza contare che ad ogni visione del film si finisce tutti a cantare: "Para pa paaaaaaa! Para paaaa! Paraaaa para paaaa". Almeno, io lo faccio sempre (storia vera).

“Sean dove vai? Torna presto! Non lasciarmi qui con Cassidy che canta!”.
“The Rock” ha una serie di frasi di culto che si sprecano, dovete solo scegliere la vostra preferita, io ho una predilezione per «Vetro o plastica!» urlato da Cage, ma davvero c'è solo l’imbarazzo della scelta in un film in cui Sir Sean Connery presta talento e carisma al cinema degli anni ’90, mentre Nicolas Cage regala il primo vertice della sacra trilogia di film che lo hanno consacrato a mio personale mito nello stesso decennio. Per gli altri due vertici del triangolo, magari torneremo a parlarle in futuro, per oggi vi ricordo tutti gli altri appuntamenti con Nick Cage sparsi in giro per la blogosfera, come i momenti di culto di questo film, avete solo l’imbarazzo della scelta!

The hero of the day!
Qui sotto trovate tutto il palinsesto del giorno mondiale di Nicolas Cage 2019!

Lazyfish - Mandy
Director's cult - Drive Angry
Non c'è paragone - L'ultimo dei templari
La fabbrica dei sogni - Stress da vampiro
Cuore di celluloide - USS Indianapolis
La stanza di Gordie - The Family Man
Pietro Saba's World - Mom and Dad

48 commenti:

  1. OTIMA RECE GRAZIE.

    lo vidi mille e mile anni orsono e mi piacque.

    effettivamente pensai: ed harris è il più onesto dei cattivi.

    buon lunedì

    rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie capo! ;-) Sono di parte perché Ed Harris è uno dei miei preferiti, ma l’antagonista deve essere caratterizzato almeno quanto il protagonista, e le sue motivazioni forse devono essere ancora più chiare. L’unico difetto del generale Hummel è che esce di scena forse fin troppo frettolosamente, anche se quella scena ha il suo bel carico di pathos, ma è il tipo di personaggio che se il film avesse intenzioni differenti, avrebbe potuto essere l’eroe. Buona giornata anche a te, i lunedì sono sempre tosti da affrontare ;-) Cheers

      Elimina
  2. E' uno dei miei film di Bay preferiti, è vero la coppia Connery/Cage funziona alla grande..io ho sempre visto il personaggio di Sean come un James Bond che è stato tenuto prigioniero per 30 anni ma rimane comunque cazzuto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche uno dei miei, è caciarone ed esagerato quanto vuoi, ma ha anche una dose di epica mica male. Inoltre ha di fatto tre protagonisti uno più colorito dell’altro ed interpretati da tre dei miei preferiti, non sono riuscito ad inserirlo nel post, perché avrebbe deviato troppo dal seminato, il personaggio di Sean Connery ha preso chiaramente la strada del James Bond ergastolano, proprio perché interpretato dallo scozzese, il che trovo che sia una figata. Ma Connery è arrivato dopo, la prima scelta per il personaggio era un tale di nome Arnold Schwarzenegger che ha rifiutato causa impegni già presi (storia vera) te lo immagini avere anche Arnold in un film così? ;-) Cheers

      Elimina
    2. Ah, però! Pensare che "The rock" poi batté "L' eliminatore"!

      Elimina
    3. Non sarebbe stato male vederli insieme, oh "L'eliminatore", da quanto non lo rivedo, mi manca il suo "Con te ci varanno un bel valigione" detto al coccodrillo prima di ucciderlo ;-) Cheers

      Elimina
  3. Considerato che Nic Cage era in Rumble Fish ed in quel film dei Coen dove era un ladro e poeta che aveva sposato una pulotta nervosa e rapito un infante che era stato il palo di due evasi di notte e da notte considerato attraverso cosa si scavano una via di fuga, noi del club Aprite la Gabbia riteniamo che anche per Nic sia necessario il Caso ci metta lo zampino per scatenarlo e fargli estrarre la colt e sparare senza mirare. Se hai letto il periodo di seguito, senza prendere fiato, considerato che contiene una sola virgola, in questo momento stai sicuramente bevendo un litro di minerale senza staccare le labbra di vampiro ennisiano dalla bottiglia. Ne approfitto per dire che - parere personale e sindacabilissimo - il meglio di Magnus & Bunker è nei gg in cui il dinamico duo scriveva e disegnava quattro tascabili al mese e King Kirby non è mai stato così kubico e personale come dal Quarto Mondo in poi. Prendiamo un attore/cartoonist/etc e mettiamolo sotto pressione e ci darà la materia di cui sono fatti i sogni, non dormirà e si intossicherà di caffeina, ma a distanza di tempo ci ricorderemo delle sue notti insonni.

    Ieri sera ero a casa dei Coen con il mio amico ed allievo Terry G. che ci ha portato uno dei suoi cartoni animati surreali in cui Sean , Nick ed Ed hanno un solo parrucchino in tre e se lo piazzano reciprocamente sulla zucca. Ciao ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In “Rumble Fish” Nicola aveva l’aria da pesce lesso, sembra stare lì perché “Sono il nipote del regista” ma giù con i Coen si vedeva che razza di cavallo (di razza) è. Lo penso anche io, sono le limitazioni a dar fuoco alla creatività, chi mi fa pressione me lo mangio a colazione dovrebbe essere la normalità, e alla ricca compagine da te citata aggiungerei Will Eisner, metà delle trovate geniali che si inventava sulle pagine di “The Spirit” erano frutto di una scadenza ravvicinatissima per la consegna (storia vera).

      Mi sembra quasi di vederli Sean, Nick ed Ed disegnati da Terry se si fregano il parrucchino sempre pià velocemente, prima di finire schiacciati da un piedone, o spazzati via da un peto, o qualcosa in puro stile Gilliam ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Ho letto da qualche parte che Eisner era al telefono con il committente per la striscia che sarebbe diventata The Spirit e che, di fronte alla insistenza dell'interlocutore che vedeva come un plus il fatto che il personaggio fosse un super-eroe o almeno fosse un vigilante mascherato, assicurò che il suo detective sarebbe stato così e disegnò quindi la famosa mascherina sul volto di Colt. Non so se sia andata così, ma tra verità e leggenda ...

      Elimina
    3. La conoscevo anche io questa leggenda, quindi o vale il principio Liberty Valanciano, oppure Eisner ha venduto bene la storiella, dovessi puntare un euro, direi che è andata così, Eisner era abbastanza diretto e senza fronzoli nel raccontare i fatti suoi, quel tanto almeno da convincermi ;-) Cheers

      Elimina
  4. ma come? Perché lo hai messo tra i Bruttisimi e non tra i Classidy? Mi hai spiazzato!
    Ho riso tantissimo coi giochi senza frontiere ad Alcatraz, mi figuravo già Lippi che commentava le imprese di COnnery e Cage.
    Come mai Cage non voleva usare parolacce?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci ho pensato, considera che per me i Bruttissimi sono gli anti-Classidy, i film che vincono l’etichettona arancione hanno lo stesso peso specifico di quelli con il logo rosso, ma qualche difetto manifesto in più. Purtroppo Michael Bay da tantissimi appassionati di cinema è considerato un cretino, il che per me è un errore mortale, però che in molte sua parti, questo film sia più figo che davvero ben fatto (si, sto pensando ai dialoghi) è abbastanza chiaro. In ogni caso un Bruttissimo non è denigratorio, anzi, è un Classidy che richiede solo più argomentazioni per dimostrare il suo valore ;-)

      Bisognerebbe chiederlo a Cage, nella sua testa ha deciso che Stanley non usava parolacce, così come una volta, mi pare per “Drive Angry” (ma potrei ricordare male) ha deciso che il suo personaggio doveva parlare inglese con accento giamaicano (che se Cage, sembra tutto tranne che giamaicano), idea bocciata dal regista (storia vera). Cheers!

      Elimina
  5. Lo vidi al cinema e in vhs credo di averlo consumato, qualche rara visione anche in DVD. Ricordo ancora la campagna pubblicitaria che passavano in tv con una sorta di conto alla rovescia dei giorni che ne precedevano l'uscita. Volente o nolente avevo 16 anni e mi gasavo per pellicole come questa. Nel tempo più lo guardavo più vedevo difetti, ad esempio il montaggio ne ha parecchi, la parte più problematica è l'inseguimento a San Francisco, dove ci sono raccordi temporalmente sbagliati, sat di fatto che però con il dolby a palla e uno schermo generoso è dannatamente divertente, non un bel film ma poco importa perchè mi diverto come un cretino ad ogni visione. "ti sbudellerei con gusto bello", altra frase mitica, per il resto condivido che qui c'è ancora un Bay equlibrato, sempre destrorso, fascistoide, eccetera, ma almeno non filmava merda come "La vendetta del caduto".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scena dell’inseguimento è chiaramente il frutto di un montaggio che aveva così tanto girato disponibile, da non sapere cosa scegliere, e se pensi alle dinamiche della scena, avere tanto girato di un inseguimento così, vuol dire che il regista è completamente matto, oppure pieno di talento. Di certo non è un film raffinato, quasi nessun film di Bay lo è, ma a livello di coinvolgimento, trovare qualcosa che stia al passo di questa pellicola, è anche difficile ;-)

      Questione fascismo dei suoi film, bah non so, sicuramente siamo davanti a qualcuno fanatico di bandiere americane al vento, elicotteri e divise, sicuramente retorico, caramelloso nel suo patriottismo, eppure (si, sto pensando a quella telenovela di “Pearl Harbor”) eppure Peter Berg mi sembra fare anche peggio di Bay, senza beccarsi le stesse accuse. “la vendetta del caduto” con i cani che scopano e i robot che scoreggiano è l’idea di umorismo (che non mi fa ridere) di Bay, i suoi “Transformers” valgono come sfoggio della sua strapotenza visiva e poco altro.

      Ed ora il resto della mia giornata sarà tutta passata intonando: Ti sbudellerei con gusto, bello! Ti sbudellereeeeeii con gusto, beeeeeello! :-D Cheers

      Elimina
    2. Il fatto che questo possa non essere un bel film fa capire quanto fosse alto il livello in quegli anni. XD

      Elimina
  6. Sulla stessa linea di Con Air questo film è un mezzo capolavoro, e non scherzo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che è il film che ho sempre voglia di andare a rivedermi, appena finisco di vedere “The Rock”, infatti anche dopo la visione di ripasso in vista di questo post, non ho perso l’abitudine ;-) Cheers

      Elimina
    2. Cioè, Con Air merita la visione solo per vedere il nostro eroe che si gode la brezza tra i capelli appena uscito di galera! *_*

      Elimina
    3. Felice di ricordarsi dei tempi in cui i capelli li aveva ancora ;-) Lo adoro "Con Air" per "colpa" di questo giorno mondiale di Nicolas Cage dovrò rivederlo per forza (per la serie: Ogni scusa è buona). Cheers!

      Elimina
  7. Elevo formale reclamo nonché richiesta ufficiale di togliere il film dalla rubrica dei Bruttissimi, ma ti sei già spiegato con Kuku :-P
    Il film è un fottuto capolavoro da storia del cinema e se quelli sono difetti... ad averne mille di film con questi difetti!!!
    Cage e Connery contro Ed Harris e Viggo, con sulla fascia Tony Todd e Michael Biehn: se questa fosse una partita sportiva avremmo il tutto esaurito in un secondo!
    All'epoca già il trailer mi fomentava come non mai, ed è ancora oggi uno dei rarissimi film in cui Cage mi piace: come si fa a non amare ogni fotogramma di questo film, musica compresa?
    Grande omaggio a un film che andrebbe insegnato a scuola: quando oggi qualcuno parla di "film d'azione", dovrebbe sciacquarsi la bocca col VX :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che cavolo avete ragione! Sono per cose come questa che dico sempre che ho i migliori lettori del mondo, fai refresh della pagina quando vuoi ;-)
      Il cast è quello dei sogni per ogni ragazzo cresciuto con i film di genere (e non solo) tra gli anni ’80 e i ’90, Cage è perfettamente in linea, con un personaggio che altrove sarebbe assurdo, qui invece è perfetto, e la colonna sonora, trasuda epica a secchiate! ;-) Cheers

      Elimina
  8. Questo film è da recuperare ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma davvero qualcuno non lo ha mai visto? Con il numero di repliche televisive ci hanno dato dentro ;-) Cheers!

      Elimina
  9. QUESTO FILM MERITERE UNA RECESIONE COL CAPSLOCK ATTIVATO PERCHE' DOVREBBE ESSERE URLATA COME IL FILM DI BAY!

    Siccome io non sono Bay, mi limito al primo paragrafo. Ora sotto con la scrittura normale. Io sono sicuro al 1000x1000 di averlo visto al cinema. E ne sono uscito esaltato come poche volte mi è capitato. Musica bellissima, attori cazzutissimi, frasi maschie come se piovesse, un montaggio da MTV anni '90 (che a riguardarlo ora, alla soglia dei 40 mi sanguinano gli occhi!), macchine che esplodono, laboratori chimici dell'FBI che (quasi) esplodono, tram che esplodono, Ferrari che esplodono, prigioni che esplodono, tunnel che esplodono, sparatorie nelle docce, sparatorie in una suite di un hotel, sparatorie per strada, motorette fregate ai ragazzini, Hummer fregati a turisti tedeschi, gas nervino che scioglie gente, F16 armati fino ai denti che sorvolano La Baia, gente ammazzata con un acciarino e della benzina,... Che cavolo vuoi chiedere di più? Se hai 16 anni, sei colmo di testosterone fin sopra ai capelli, ti esalti con la musica a palla e con le esplosioni, beccati sto "The Rock" e taci. Cervello in standbye per due ore e via.

    Film che per me fa da sempre scopa con "Con Air".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me fa morire il ragazzino che cogliona Stanley dicendogli, ti sei fottuto la tua bella Ferrari, ottenendo come risposta un: «Non era mia, come questa». Per altro il furto del mezzo a due ruote è una specialità che Cage ripeterà in “The Wicker man” (il remake ovviamente). Ma la frase che mi uccide, è quando alla radio chiama il collega e gli dice: «Ho rubato una moto al ragazzino, e mi stanno venendo anche i sensi di colpa» ogni volta muoio dal ridere.

      Il mio grande sogno, è un film dove un povero cristo esce di casa con la sua macchina, viene fermata da un eroe d’azione che gli frega la macchina per andare a salvare il mondo, ma il film prosegue seguendo il poveretto rimasto a piedi. Come tornerebbe a casa? Cosa direbbe a sua moglie? Cara un eroe mi ha rubato la macchina per salvare il mondo? Divorzierebbe? ;-)

      Mentre scrivevo ho inserito una frase pensando: Su questa Zio Portillo mi chiederà quali sono gli altri due film, uno lo hai già beccato ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Ho letto ma non ho chiesto perché la "Sacra Trilogia Cageiana" (ho scritto giusto?) è abbastanza evidente. Il terzo è pure il più facile da indovinare. Ci scommetto "la faccia" sul titolo! :-D
      Comunque tra il '95, quando vinse l'Oscar e il 2000 (Fuori in 60 Secondi) il buon Cage ne ha messi in fila parecchi uno dietro l'altro

      Elimina
    3. Hai vinto, puoi tenerti la tua faccia, chiamo John Travolta per annullare l’operazione, per altro, hai centrato anche l’altro titolo “Cageiano” che mi sfizia sembra abbastanza. Posso sempre contare su di te. Cheers!

      Elimina
    4. Già! Però eravamo ancora nel livello di guardia. Oggi sembra più sobrio rispetto ai transformers e compagnia! o-O

      Elimina
  10. E' stato il mio primo film che ho visto in lingua originale con i sottotitoli grazie ad una vhs uscita in edicola per il ciclo "english ..." qualcosa:
    imparare l'inglese guardando i film in lingua originale; bella trovata, ma a cui poi non diedi seguito...

    In compenso ho rivisto quella cassetta molte volte, forse giusto un paio di più di quella in italiano!

    E comunque master class in gas nervino assicurata già per chi ha visto il film più di una sola volta :p

    Nathan

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Imparare l’Inglese con l’accentone scozzese di Sean, e i “Fricking” di Cage non è niente male. Pensa che una volta una mia professoressa a scuola, a provato a fare lo stesso con un altro film di Connery (si vede che andava forte). Entra in classe, mette il film, la chiamano per qualcosa, esce dall’aula, e quando rientra chiede ad una a caso (indovina chi) di raccontare in Inglese cosa è successo. Il film era “Sol Levante” non so se ti ricordi la prima scena di quel film, se si puoi capire il mio imbarazzo (storia vera). Cheers!

      Elimina
  11. Ho dei ricordi molto vaghi, forse qualche scena vista facendo zapping in TV. Ho seriamente paura ad incrociarlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Azzardo? Secondo me potrebbe piacerti, se può aiutare, non somiglia ai Transformers ;-) Cheers

      Elimina
  12. Cioè, io a 16 anni mi vedevo Ritratto di signora al cinema e ho snobbato questa perla??? Ho avuto un'adolescenza difficile... XD Ho il raffreddore, ma riesco a sentire l'odore di film demmerda da km, questa perla è da recuperare!*_* Il problema di Michele Baia è che gioca con la macchina da presa come se stesse giocando con il suo pisello: ho recuperato dopo 20 anni Armageddon ed è un godibilissimo giocattolone, ma ogni inquadratura mi sussurrava 'guarda come sono figo, sì, guarda come ti uso la macchina da presa, sono bravo, eh? MTV mi fa una pippa!' XD Però The Island mi era piaciuto, e questo Die Hard in salsa cageana va recuperato alla grande!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tanto di cappello a Jane Campion, ma questo film richiede uno schermo gigante e un impianto sonoro da terremoto, nel cinema d’azione degli anni ’90 ci sono state davvero delle perle, questa è una di quelle ;-) Il cinema di Michele Baia è una continua gara a sfoggiare il fatto che lui lo ha più grosso di tutti… Il talento visivo. “Trasformers” è l’altare su cui lui sacrifica tutto, pur di sbattere in faccia al mondo e ai suoi colleghi di più bravo di lui, nessuno mai, per questo “The Island” o “The Rock” sembrano film quasi controllati, ogni tanto si ricorda di avere anche una trama da raccontare ;-) Cheers!

      Elimina
    2. I 33 pollici della televisione di mamma possono bastare per godersi questo giocattolone? :D

      Elimina
    3. Si, senza problemi, me lo sono rivisto negli anni su schermi ben più piccoli, esaltandomi sempre un sacco ;-) Cheers

      Elimina
  13. E' uno dei pochi film di Bay che mi piacciono (perdonami, ma ritengo che ci voglia classe anche per fare degli action movie o dei film di serie B e Michael questa classe non ne ha...)
    Anche in queste pellicola Nicolino se la cava con mestiere e un pizzico di furbizia...
    Ah complimenti per il nuovo look del blog :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me sa davvero dirigere, solo che ha molto cattivo gusto, ecco, quello sì ;-) Grazie Bro, felice che ti piaccia! Cheers

      Elimina
  14. Anche io adoro la sacra trilogia di Cage formata da Face Off,The Rock e Con Air.
    In quel periodo Cage era diventato il mio mito assoluto e nonostante negli ultimi 15 anni sia caduto un po' in disgrazie ,ho continuato a simpatizzare per lui ed a difenderlo da chi lo accusa di essere un incapace.
    Lo stesso per Bay che reputo un ottimo regista (vedi anche i superbi Pain e Gain e 13 Hours) ma che si e' incaponito troppo con la saga dei robottoni trasformabili ,di cui ho apprezzato solo il primo ed in parte il terzo)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un giorno capirò tutti quelli che dicono che Cage è inespressivo o monoespressivo, il problema di Nicola è al massimo che non controlla tutte le espressioni che fa, sparandole tutte ad undici come l’amplificatore degli Spinal Tap! ;-) Bay invece ha un estro visivo capace di beccarsi dei sinceri “Bravò” anche da gente come James Cameron (non l’ultimo della pista), poi è un tamarro vero, ma da qui a considerare entrambi due cani ne passa secondo me.

      Contestualizziamo un minimo, perché su questo principio, sai quanti attori e registi potremmo massacrare, che cono meno talentuosi di Cage e Bay? La lista sarebbe bella lunga ;-) Cheers

      Elimina
  15. Ed Harris e Sean Connery, per me la potevi chiudere anche solo citando questi due nomi😂😂😉😉
    Scherzi a parte, sai che non reggo tanto il buon Nicolas, nonostante sia la giornata a lui dedicata mi permetto di fare l'irriverente...
    Grandioso sto film, l'ho visto meno volte di te, sicuramente, ma lo ricordo anch'io bene... e poi San Francisco di Scott McKenzie dove la mettiamo?😉😉
    Ciao
    Vincenzo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mettiamo nella scena in cui Connery fa la doccia e pianifica la fuga, penso sia anche il motivo per cui, ogni volta che qualcuno dice "San Francisco" nella mie vicinanze, io inizio a cantare (storia vera). In effetti ha tutte le facce giuste questo film, Harris e Sir Connery su tutti, ma Nicola fa il suo dovere, un vero mattatore ;-) Cheers!

      Elimina
  16. Non lo vedo da decenni, me lo ricordo come un bell'action(i love Michael Bay!),e adesso muoio dalla voglia di riguardarlo!Accipuffolina!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo trovo sempre esaltante, sul serio ci sono pochi film capaci di mantenere l’entusiasmo altissimo ad ogni visione, questo è sicuramente uno di quelli ;-) Cheers!

      Elimina
  17. Uno dei film Disney che quell' anno andammo a vedere al cinema in famiglia. XD Grande trio di attori e tensione ai massimi livelli nei minuti finali con la scena in cui Cage si inietta la siringa tanta se, non troppa, roba.
    Dal 2007 per vari motivi Bay è diventato il bersaglio ideale e quindi non si può più quasi fare una discussione seria o almeno seriosa sulle sue pellicole. XD
    L' anno dopo "Con air" e "Face off" alzarono ancora di più l' asticella. XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché nessuno vuole dividere contenuto da tecnica, è più facile sparare a zero purtroppo, Bay si presta molto bene a fare da bersaglio, solo che poi risponde al fuoco! ;-) Cheers

      Elimina
  18. All' epoca "americanata" era proprio diventata una parola da dizionario. XD Ora, chissà perché, non si usa quasi più. Boh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meglio! Deve fare la fine dei dinosauri quel termine, anzi dovremmo riavere dei T-Rex indietro come risarcimento! ;-) Cheers

      Elimina