venerdì 18 gennaio 2019

Superman (1978): Crederete che un uomo possa volare


Il 18 gennaio del 1979, dopo un trionfo ai botteghini americani, l’Uomo d’acciaio, il primo supereroe, il Superman di Richard Donner atterrava in uno strambo Paese a forma di scarpa, potevamo perderci l’occasione di festeggiare i quarant’anni del primo “Superman”?

Quando si parla di Superman, ci si riferisce sempre al personaggio come se fosse il primo supereroe, da un certo punto di vista è stato proprio così, già solo per il mantello e la grande “S” sul petto, “Nembo Kid” com'è stato ribattezzato qui da noi al suo esordio a fumetti, è stato davvero il personaggio che ha creato il modello, l’incudine su cui poi sono stati forgiati tutti i supereroi. Talmente onnipotente nei poteri ed efficace nelle origini, da essere perfetto come icona della cultura popolare ma anche come messia pop, americano come la torta di mele.

Un personaggio così perfetto e riuscito che Stan Lee per arginarlo, ha dovuto inventare la filosofia dei “Supereroi con super problemi”, creando così di fatto tutta la Marvel Comics e, anche se negli anni il personaggio è morto, risorto e ha cambiato più volte i dettagli sulle sue origini, come piace fare fin troppo spesso ai ragazzi della Distinta Concorrenza, la sua essenza è rimasta invariata, perché quando hai un personaggio che nasce così perfetto di suo, funzionerà sempre in tutte le incarnazioni con cui deciderai di presentarlo, oppure con ogni chiave di lettura possibile, una delle mie preferite? Quella data da un iconoclasta che ama prendere a sberle i supereroi come Garth Ennis, sulle pagine di Hitman negli anni ’90, un'interpretazione ancora attualissima, in cui “Big Blue” veniva raccontato come un esule venuto dallo spazio, un immigrato sbarcato negli Stati Uniti e innamorato del suo Paese adottivo… E Salvini MUTO!

Kryptoniani immigrati, vengono qui ci rubano i raggi solari! Aiutiamoli sul loro pianeta!
Un’icona quasi Naif, la cui storia ha anche dei passaggi che richiedono una sospensione dell’incredulità più facile da ottenere tra le pagine di un fumetto che al cinema, come la sua identità segreta protetta da un paio di occhiali da vista e dei modi impacciati, ma hey! Anche la storia di quell’altro mandato sulla Terra per salvarci tutti, con la sua Trinità (come fa ad essere padre, figlio e Spirito Santo insieme? Ha personalità multiple come Moon Knight?) non mi sembra proprio cartesiana come spiegazione, ma prima di accusarmi di eresia, bisogna ricordare che Superman è stato creato nel 1939 da due ragazzi ebrei, Jerry Siegel e Joe Shuster, dandogli parecchie analogie con il buon vecchio “JC”, entrambi hanno un padre onnipotente come guida, Jor-El oppure Dio, tutti e due sono arrivati sulla Terra per salvarci e a ben guardare Martha e Jonathan Kent, che diventato improvvisamente genitori adottivi, sono due novelli Maria e Giuseppe e, a dirla tutta, anche il suo nome, Kal-El viene comunemente tradotto dall’ebraico come Voce di Dio… E la mia insegnante di catechismo (che mi ha visto ben poco in vita sua) anche lei, MUTA!

In modo molto comune, si crede che “Superman” sia un film nato sull’onda del successo di Guerre Stellari, in realtà la genesi (tanto per stare in tema Biblico) è iniziata molto prima, una corsa per arrivare in tempo a festeggiare il quarantennale del personaggio in programma per il 1978. Il produttore Ilya Salkind dopo aver acquistato i diritti di sfruttamento del personaggio dalla Distinta Concorrenza ha cominciato il suo giro delle sette parrocchie per trovare lo sceneggiatore giusto, la prima bozza bocciata scritta da Elliot S. Maggin, è diventata il romanzo Superman: l’ultimo figlio di Krypton.

"Se chiedessimo a Mario Puz...", "Zitto Kent! Abbiamo bisogno di Superman non del tuo parere".
Oggi, basta dare un calcio al muro per veder cadere giù dieci film tratti da fumetto, ma nel 1978 bastava citarli i fumetti per generare la reazione di vostra nonna che vede uno scarafaggio sul tavolo della cucina, nel tentativo di conquistarsi credibilità la produzione paga quello che è stato l’autore dietro al film più di successo del decennio, Mario Puzo, l’autore de “Il Padrino” che scrive una roba con un tizio in mutandoni che vola, è un po’ come far comporre la sigla di Peppa Pig ad Ennio Morricone, ma la sceneggiatura completa è troppo lunga, per rimaneggiarla arrivano Robert Benton, David Newman e anche sua moglie Leslie, il tutto mentre ancora non si trova un regista.

George Lucas organizza il ritorno dell’Impero quindi rifiuta, Spielberg è interessato ad alieni d’altro tipo e passa la mano, fanno lo stesso Guy Hamilton (che non poteva girare sui set inglesi in quanto esule fiscale), William Friedkin, Sam Peckinpah (EH!?) e Francis Ford Coppola, alla fine tutto viene dato in mano a Richard Donner fresco del successo di “Il presagio” (The Omen, 1976).

Il padrino di tutti gli appassionati di cinema, Richard Donner e… Il padrino. Punto.
Donner non era ancora quello che avrebbe regalato al mondo almeno un paio di classici, ma aveva già le idee chiare, per lui tutte le sceneggiature sono robaccia fin troppo comica, ci vuole un taglio più realistico, il pubblico deve credere che un uomo può volare, che poi diventa anche la frase di lancio del film (la più iconica di sempre insieme a quella di Alien) e fa riscrivere tutto da Tom Mankiewicz.

Richard Donner dimostra subito di aver capito tutto, la prima scena lo mette in chiaro: un vecchio fumetto di Superman viene sfogliato da un ragazzino, mentre sullo schermo compare il sipario da vecchio cinema, l’idea è proprio quella di trasformare il fumetto in grande cinema, il più grande possibile. Per farlo non si bada a spese, 55 milioni di ex presidenti spirati stampati su carta verde, possono comprare i migliori effetti speciali disponibili, ma anche i nomi più grossi a disposizione, John Williams all’apice della sua fama viene chiamato a comporre il tema musicale, mandando a segno un capolavoro (un altro!) e non potrebbe essere più chiaro di così grazie a quei titoli di testa che ti portano dalle pagine del fumetto (un media che non può contare sulla musica) al cinema, dal bianco e nero delle vignette al colore e il tema musicale trionfale, sfido chiunque, anche a quarant’anni dalla sua uscita, a resistere alla tentazione di gonfiare il petto (e galvanizzarsi) davanti ai nomi che compaiono con caratteri cubitali e al tema di John Williams che porta tutto in zona epica.

“Una volta qui era tutta campagna”, “Beh non mi sembra cambiato poi molto".
Già i nomi coinvolti, non si è davvero badato a spese, pur di dare credibilità e nobilitare il materiale, vengono contattati tutti gli attori possibili immaginabili, Arnold Schwarzenegger comincia una campagna per proporsi per il ruolo che viene clamorosamente ignorata, Sylvester Stallone viene rispedito al mittente con perdita, vengono contattati tutti i beniamini del pubblico e quando intendo dire tutti, voglio proprio dire TUTTI: Paul Newman, Robert Redford, Steve McQueen, Burt Reynolds, James Caan (che rifiuta dicendo che lui quella tutina ridicola non la indosserà mai), Nick Nolte fate un nome, di sicuro sarà stato contattato. Per darvi un’idea dell’aria che tirava attorno alla produzione, pur di avere un nome grosso in cartellone erano disposti a tutto: a Dustin Hoffman è stato offerto ogni ruolo da Superman a Lex Luthor passando per Jor-El (storia vera) non gli hanno offerto Lois Lane, ma tutti gli altri sì.

Legs Luthor (ah no scusate! Devo aver sbagliato allitterazione).
Questa campagna di arruolamento porta a casa due nomi grossi, il primo è uno dei miei preferiti, Gene Hackman che non ne vuole sapere di tagliarsi i riccioli per interpretare Lex Luthor (per questo Donner inventa il trucco delle tante parrucche sparse nella base segreta del cattivone, storia vera), ma nemmeno i baffi, anzi provoca dicendo a Donner che lo farà solo se lui taglierà i suoi (storia vera). Un giro di rasoio per tutti e Hackman manda a segno il ruolo “Pop” della sua carriera.

Tu sei cattivo con Superman perché, ti svegli il mattino alle tre, per guardare quei film un po' POP.
Ma se la richiesta dei baffi di Hackman vi sembra un colpo di testa da divo, occhio, perché stiamo per entrare in una valle di lacrime. Marlon Brando lui questo film proprio non lo voleva fare, comparire anche per quei dieci minuti scarsi in cui lo si vede sullo schermo era troppo per lui, quindi si è fatto pagare troppo, dopo una lunghissima trattativa Marlon ha deciso che quattro milioni di ex presidenti morti stampati su carta verde, insieme ad una percentuale sul 12% sugli incassi potevano andare bene, ma poi si è presentato lo stesso sul set senza conoscere le sue battute, per il monologo al figlio in fasce Kal-El, Donner ha dovuto nascondere i foglietti con le battute da far leggere a Brando nella culla del bambino e, non pago, quando ho scoperto che “Superman” e “Superman II” sarebbero stati girati in contemporanea (una scelta innovativa di Donner assolutamente avanti per l’epoca) il buon Marlon ha fatto causa alla produzione per sfruttamento della sua immagine (storia vera)... Ci sono i divi, ci sono i divi viziati e poi c’è Marlon Brando che da questo punto di vista arriva da un altro pianeta, forse davvero da Krypton.

“Voi quasi otto miliardi, io unico al mondo”.
Impossibile negare che alcuni passaggi del film di Donner portino i segni dell’età, ma nello stesso tempo viene dato fin troppo per scontato. Il modo in cui il personaggio di Superman è presentato al pubblico, in un modo così convincente che alcuni elementi della storia pensati per il film, sono diventati canonici anche nel fumetto, come ad esempio la “S” sulla tutina sbrilluccicante da Automan di Jor-El, un geroglifico che rappresenta il simbolo della famiglia e che sulla Terra per pura combinazione ricorda la lettera “S” che Lois Lane utilizzerà per battezzare il personaggio, qui la leggenda sfuma nel mistero, Tom Mankiewicz sostiene fosse stata una sua idea, Donner, invece, dichiara che sia stato un suggerimento di Marlon Brando. Con tutto il rispetto per Tom, considerando quanto tenesse in scacco la produzione, tendo più a credere all'opzione Brando.

La pellicola è divisa in tre grossi tronconi che rappresentano il classico cammino dell’eroe, sei ancora un po’ stordito dalla tonante sigla iniziale che Donner ti mostra il processo ai tre Kryptoniani, anche questo un modo di lasciarsi una porta aperta per un seguito, piazzato non come si fa ancora oggi alla fine del film, ma al primo minuto! E vi invito a prendere nota di quante soluzioni portate in scena da Donner siano al passo con i tempi, se non proprio innovative ancora oggi.

"Vi condanno a sparire da questo film e tornare nel secondo capitolo!".
L’inizio è micidiale, ha un passo epico, quasi Biblico con Brando che non avrà avuto voglia di partecipare, ma nel ruolo divino di Jor-El riempie lo schermo, fa pensare che un personaggio come lui, tanto avanti da capire per primo la fine del pianeta Krypton, da costruire una nave spaziale (che sembra la stella cometa di Gesù, o il puntale del vostro albero di Natale) per farlo viaggiare nello spazio, è così avanti rispetto a tutti da capire che una volta arrivato, sarebbe diventato un simbolo in grado di ispirare gli umani, abbia di fatto consegnato il suo unico genito ad una legione di Terrapiattisti, ma questo è un limite dell’umana razza, di sicuro non del film.

"Sulle terra diventerai un eroe di nome Automan", "Superman!", "Scusa cara, le tutine mi hanno confuso".
Il percorso di crescita dell’eroe continua con una seconda parte tutta terreste, Smallville, Kansas, provincia di Noiaville, un posto che Donner grazie alla fotografia di Geoffrey Unsworth (in carriera cosine come “2001: Odissea nello spazio” scusate se è poco) ritrae volutamente come un grande quadro di Norman Rockwell, in cui al piccolo Kal-El basta sostituirsi al crick dei Kent per convincere papà Jonathan (Glenn Ford) ad adottarlo. Il secondo padre di Clark è quello che gli dà la lezione più importante: potrai anche correre più veloce di un treno («Come hai fatto ad arrivare qui così presto?», «Ho corso»), ma tanti poteri non devono essere usati per calciare un pallone (anche se Clark in un momento di rabbia ne spara uno nello spazio). E poi, in una scena per me incredibile, Donner ci da tutta la dimensione dei poteri di Superman: campo lungo, Glenn Ford cade a terra e muore d’infarto sul colpo, una secchiata di acqua gelata in piena faccia per il pubblico, figuriamoci per Clark che può fare tutto, ma capisce in un momento l’unica cosa che non può fare.

"Da un grande potere, derivano grandi resp...", "Papà no, quella è la concorrenza".
Il viaggio dell’eroe passa dalla Fortezza della solitudine fino ad arrivare a Metropolis, un posto brulicante di umanità in corsa, in azione, in carriera, come la tostissima Lois Lane (una Margot Kidder bellissima) che ha qualche problema a fare lo spelling con le parole e che verrà eternamente ricordata come la damigella in pericolo, ma di fatto è più cazzuta di lui e lo dimostra nella scena del vicolo con il rapinatore.

"Neo di Matrix, Tzè... Dilettante!".
“Superman” dura un’eternità, 143 minuti nella versione cinematografica e addirittura 188 in quella estesa, per vedere Superman volare bisogna spettare 45 minuti perché prima é necessario creare un personaggio convincente, ma il vero primo volo di Big Blue resta la scena dell’elicottero: Donner ci mostra Clark correre verso la macchina da presa aprendosi la camicia e sfoggiando la “S” del suo costume sotto i vestiti (la stessa scena che Sam Raimi avrebbe ripreso identica nel suo Spider-Man) per poi mostraci Superman che prende al volo Lois Lane e l’elicottero («Niente paura la reggo io», «E chi regge lei??») nella singola scena in cui tutto il pubblico capisce che se nel mondo ci fosse davvero uno come Superman, saremmo sul serio tutti al sicuro.

“Hey ma stiamo volando!”, “Certo, non l’hai letto il nome del blog?”.
Per mantenere fede alla frase di lancio del film (“You'll believe a man can fly”) Donner e la sua squadra hanno dovuto inventarsi un modo credibile per far funzionare il volo di Superman, l’uso del blue screen ha costretto i costumisti a schiarire il blu del costume per non farlo sparire con lo sfondo, ma il film ha potuto contare su una delle più magistrali campagne pubblicitarie mai viste per una sola pellicola, con tanto di cast in vista al presidente Jimmy Carter (STORIA VERA), ma capite da soli che un’operazione così tanto studiata a tavolino per essere realistica, non potrebbe funzionare senza una dose di ironia e soprattutto un protagonista assolutamente azzeccato (… vero Chris Nolan!?), in questo senso, nessuno poteva essere migliore di Christopher Reeve.

“Sono qui per difendere la verità, la giustizia e Cassidy da quelli che gli chiedono di scrivere del mio collega di Gotham”.
Il direttore del casting Lynn Stalmaster, evidentemente non fiaccato dalla trattativa con Brando, ha dovuto combattere per far capire a tutti che con Reeve, la ricerca era davvero terminata e lo stesso attore, considerato prima troppo poco famoso e poi troppo magro, si è messo d’impegno per mettere su i muscoli necessari per la parte, allenamento insieme al culturista David Prowse, quindi sì, Darth Fenner era il personal trainer di Superman!

Christopher Reeve è semplicemente perfetto, gli basta pettinarsi il ciuffo dal lato opposto ed indossare gli occhiali per diventare Clark Kent, la critica di Superman alla razza umana per dirla alla “Kill Bill”, ma allo stesso tempo è un Big Blue impeccabile, la lunghissima scena dell’intervista e del volo con un’innamorata Lois Lane (ammettiamolo, momento del film che sa parecchio di antico) funziona perché davvero Reeve sembra il Superuomo che ogni ragazza vorrebbe presentare alla mamma come nuovo fidanzato, un eroe che lotta per la verità, la giustizia e l’American Way, grande grosso e un po’ scemone come Superman dovrebbe proprio essere. La naturalezza con cui risulta credibile in due ruoli così opposti, me anche le sfide che ha dovuto affrontare nella vita, ti fanno pensare che le parole di Donner su Reeve erano davvero le più azzeccate possibili: «Non interpretava Superman, era Superman».

Christopher Reeve mentre si reca al lavoro, per un'altra ordinaria giornata.
Il film riesce ad essere naif ed epico in parti uguali, un equilibrio che rende sopportabile anche il piano (degno del trio Drombo di “Yattaman”) di Lex Luthor, della signorina Teschmacher e di Bombolo Otis, anche la famosa esplosione della diga rivista oggi, fa pensare: ma guarda quanti bei modellini! Ma anche tutta la parte "Ti prego salva la mia mamma nel New Jersey prima di salvare la faglia di Sant’Andrea" rientra nell’economia di un film che ha comunque quarant’anni sul groppone e la responsabilità di essere stato uno dei primi film ad altissimo budget dedicato all’adattamento di un fumetto, ma a ben guardarlo è molto più profondo e meno banale di quello che sembra.

"Cosa facciamo stasera?", "Quello che facciamo tutte le sere: Tentare di conquistare il Mondo" (Cit.)
Se un film moderno di supereroi si giocasse la trovata del protagonista che vola così velocemente intorno al mondo, da riavvolgere il tempo su stesso, verrebbe spernacchiato in rete come beh… MARTHA! Ma il messaggio di Richard Donner è chiaro: Superman è talmente (onni)potente che può permettersi anche di rimediare ad un errore facendo tornare indietro il tempo, la scelta estetica forse risulta invecchiata male, ma il messaggio rimane incredibilmente all'avanguardia.

La morte di Lois Lane è un martirio, quella mano che gratta il vetro dell’auto mentre Superman compie l’impossibile intercettando missili nucleare è una piccola morte, nell’economia della grande distruzione (comunque evitata perché Big Blue ripara anche la faglia), sarebbe quasi accettabile considerando il numero di sopravvissuti, ma in realtà è il grande messaggio del film. Superman è quello che si è presentato a Lois Lane dicendole «Io non mento mai» anche se poi lo fa sempre fingendosi Clark Kent, riportare il mondo indietro, per salvare una sola donna, quella che lui ama è un atto di egoismo personale reso possibile solo dalla sua onnipotenza.

Utile quando dimentichi di impostare la sveglia e sei in ritardo per il lavoro.
Superman non è il Dottor Manhattan di “Watchmen” è sì onnipotente, ma non si estranea dalle umane vicende, riducendo le perdite a numeri ed equazioni, il cammino dell’eroe si completa tradendo il suo stesso principio di non mentire mai, facendo qualcosa di completamente umano, perché si chiama Super Man, ma prima di essere “Super” è umano, mosso da un desiderio di umanità che sarà ancora più chiaro nel secondo film. Il risultato finale funziona molto meglio a livello di avventura, tanto che rischia quasi di far passare in secondo piano il lavoro enorme fatto da Richard Donner, per portare il più iconico, ma anche più complicato eroe a fumetti da rendere credibile sul grande schermo, al cinema nel modo più cinematografico possibile, rendendo fede a quella frase di lancio: You'll believe a man can fly.

Auguri Big Blue!

“Una Bara in volo sopra i cieli di Metropolis, due minuti e ve la porto giù”.

62 commenti:

  1. Sono riuscito a recuperare i primi due capitoli durante le feste natalizie. Dopo mesi riesco a fare i compiti per casa. Alè!
    Vabbè, scherzi a parte, intanto faccio tanti auguri a Superman. 40 anni tondi tondi e... Li dimostra tutti! Da ragazzino mi piacque un sacco (ancora di più mi piacque il secondo capitolo), ma rivisto adesso... Devo ammettere che è invecchiato maluccio. Ha un’epica e una maestosità nella messa in scena che non sembra proprio un film su di un supereroe. Sembra veramente qualcosa della vecchia scuola hollywoodiana tipo “I Dieci Comandamenti” con Heston e quindi applausi per Cassidy che ha azzeccato un ottimo paragone. Bravo Capo! (Se il Papa dovesse scomunicarti per blasfemia io sarò dalla tua parte lo stesso! “La Bara Volante Scomunicata” non suona male, no?).

    Ma se si contestualizza il film nel periodo in cui è uscito, beh... Giù il cappello! La produzione sarà stata travagliata con un Brando più egocentrica del solito, ma Superman vale ogni singolo dollaro speso. Un classico senza tempo e come classico va trattato. La “morte” temporanea di Lois Lane, messa in scena così crudelmente ed esplicita, sarebbe impossibile da girare adesso. Ora al posto di morire soffocati in un auto si preferisce non traumatizzare troppo i ragazzini e così tutti diventano innocui coriandoli. Ci sarebbe molto da imparare studiando i classici!

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    1. 80 tondi tondi, 40 li ha il film di Donner, che si, mostra qualche ruga ma è ancora bello in forma ed epico il giusto, perché Donner era venuto giù con quella missione lì, fare qualcosa di davvero grosso, anche l’idea di girare i primi due capitoli in contemporanea, era pura avanguardia.

      Rispetto al secondo capitolo poi, è invecchiato molto meglio, certi ci sono delle trovate naif e giocose, ma anche momenti belli dritto, la morte di Lois Lane per me resta un gran momento, il cinema è più naif adesso o nel 1978? Se dovessero scomunicarmi, beh tutta pubblicità! Al massimo poterà qualche vecchio numero di Superman per provare la teoria ;-) Cheers!

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    2. Già! Il comunque bel II ha delle cose che mi lasciavano stranito anche da piccolo!
      Sul blog di Aliens Etruscus ha messo una copertina di Cinefantastique in cui c' è Donner stile Jor-el che ci consegna la pellicola d' oro del film! Lol

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  2. Ahahahahaha, Marlon in tutto il suo candido fulgore che...legge i bigliettini! XD Ma dai, è esilarante! Ma davvero??
    Poi sto cercando di immaginarmi in tutina Reynolds, Hoffman, Caan...e per Stallone e Schwarzy ci sarebbe voluta sai che tutona! No, non erano adatti.
    Hackman è sempre mitico!

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    1. Sul serio, e non riesco a non sorridere pensando a Donner che cristona su dove nasconderli, nemmeno fosse tornato ai tempi in cui copiava a scuola durante il compito in classe ;-) Marlon e le sue storie, era inarrivabile, nessuno aveva vizi da divo come lui. La cosa incredibile è che James Caan un ruolo in “tutina” lo ha anche fatto, “Rollerball” ed era anche uno dei suoi film migliori! Hackman è un grande, lui noto per ruoli da duro, qui tira fuori un registro comico micidiale ;-) Cheers!

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    2. Credo che il top dell’egocentrismo Brando lo abbia avuto interpretando il Dottor Moreau. Mi pare che I 400 Calci ne abbiano scritto la recensione. Una delle cose più esilaranti, grottesche e tragicomiche mai fatte su di un set cinematografico. Roba che il personaggio di Kurtz si “Apocalypse Now” era una ragazzata in confronto!

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  3. Poco da aggiungere, Christopher Reeve perfetto, miglior Superman mai visto al cinema. Colonna sonora epica, così come certi momenti sono veramente emozionanti. Questo non l'ho visto al cinema ma subito dopo in tv (Rai1?), al cinema vidi quello da me ribattezzato "Superman contro i Ricchi e Poveri" :D

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    1. Mi ha fatto piacere rivedere questo film, ho ritrovato un gran titolo. Sappi che nel commento di “Superman III” verrai citato, perché questa dei ricchi e poveri te la rubo, è geniale! ;-) Cheers

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    2. "i ricchi e poveri" non erano i kryptoniani usciti dalla zona fantasma nel 2^???

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    3. Esatto, quelli che si intravedono anche qui :D

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    4. Ah ma intendevi loro? Ah ma per loro (anzi, per uno di loro in particolare) ho già trovato i soprannomi, anche se Ursa in effetti potrebbe passare per la mora dei Ricchi e Poveri, mi sembra un nome più adatto per i cattivi di "Superman III". Cheers!

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  4. Mitico Cassidy: questo anniversario meritava d'essere festeggiato ;-)
    Ricordo che anni fa si diceva che Nick Nolte avesse rifiutato il ruolo perché la produzione gli impedì di rendere Superman un po' "schizzato": chissà che diavolo aveva in mente Nick!!!!
    So che dicendolo sembro più vecchio di quanto non sono, ma da ragazzino ho fatto in tempo a vedere questo film al cinema, quando gli schermi erano grandi come un palazzo: era facile credere che un uomo potesse volare... Avevo anche l'album delle figurine ma ovviamente completato al 15% e mari di doppioni!
    Incredibile che dopo il successo enorme di questo film - dovuto anche ad un'ottima campagna pubblicitaria - i tanti progetti di CineComics siano falliti o comunque venuti male. Per non parlare del destino delle eroine a fumetti che dal 1976 si cercava di sdoganare al cinema: Sheena avrà un nel 1984 un film dimenticabile, Vampirella addirittura nel '95 sarà diretta dal Re della Z mentre almeno Wonder Woman avrà una serie TV di successo. Mi sa che prima del Batman di Burton del 1989 il nostro Superman era solo in vetta...
    P.S.
    La citazione del Mignolo col Prof vince tutto!!! ^_^

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    1. Ti ringrazio molto per avervi ricordato la data giusta, sto facendo un ripasso dei film di Superman che mi sta regalando delle sorprese ;-)
      A Nick Nolte è stato proposto tutto, pensa che quando Tim Burton, era al lavoro sul suo Superman, aveva voluto Nicolas Cage, per dare un’aria davvero folle a Clark Kent (un alieno che imita il comportamento umano), ora che mi citi Nick Nolte, mi confermi quanto il biondo fosse avanti sui tempi!

      Questo film visto al cinema deve essere qualcosa di grandioso, è pensato con un passo epico quasi da film di David Lean, Donner ha fatto il vuoto per anni, fino al 1989 nessuno si è avvicinato, anche dopo, è ancora il miglior film di Superman mai realizzato ;-)

      Mignolo & Prof. È un cartone geniale, aspettavo solo il momento giusto per poterlo citare, sapevo che potevo contarti tra i suoi cultori ;-) Cheers!

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    2. Già! Ricordo che dopo la trasmissione del 92 del film del 78 per celebrare L' uomo ragno mandarono uno speciale ed i primi due film montaggio della serie TV! Non era proprio la stessa cosa. XD

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  5. Qui gli attori si tagliano i baffi, oggigiorno facciamo tutto con la computer grafica ;)

    Il miglior film di Superman di sempre.
    Ma non quello con la sequenza migliore; per me il premio va a "Clark Kent vs Superman cattivo" di Superman III!

    Saluti velocissimi!

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    1. Ahahah è vero non ci avevo pensato, i baffoni di Enrico Cavillo! ;-)
      Ne parleremo, rivedere “Superman II” e “Superman III” mi ha stordito, ne avevo ricordi completamente diversi. Cheers!

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  6. Un capolavoro e detto in senso assoluto!

    Ancora oggi sono pochi i film capaci di farti emozionare come questo! oggi abbiamo mille cinecomic e nessuno dai tempi di SpiderMan 2 o di X-Men 2 che riesce a farti credere che "un uomo possa volare".

    Applausi anche per il theme di John Williams, indimenticabile! Anche qui negli ultimi 30 anni quale altro motivo ti resta in mente? il tema di Batman, quello di Spider Man (entrambi di Danny Elfman) e quello di Wonder Woman (di tal Rupert Gregson-Williams). Purtroppo il fatto che ormai esiste solo Hans Zimmer per i temi di tutti i supereroi ha ammazzato la fantasia...

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    1. ahhh dimenticavo: vedi come va la vita Brando? per soldi non sei voluto tornare nel 2^ e poi aggratis ti hanno infilato in "Returns"...

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    2. Penso che Sam Raimi e in misura minore Singer con i suoi Uomini-Pareggio, si siano ritrovati a dover fare qualcosa di simile a quanto fatto da Donner, dare credibilità al cinema a qualcosa che non godeva di buona fama presso il grande pubblico. Raimi lo ha fatto con il suo stile, però ha guardato a Donner, e non credo sia un caso.

      Hai riassunto i temi migliori, ma quello di “Wonder Woman” proprio non lo ricordo, anche perché Rupert Gregson-Williams è di scuola Zimmer, mi piace il vecchio Hans, ma a piccole dosi, e non solo è sovraesposto, ma una serie infinita di collaboratori/cloni che hanno seguito il suo stile. Mi piace, ma non è tra i miei compositori preferiti, perché quando non ha voglia, si sente ;-) John Williams, invece quando non aveva voglia e faceva qualcosa di molto simile a “Star Wars” faceva comunque il tema di “Superman” che è grandioso ;-) Cheers!

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    3. Sono sicuro che all’uscita di Returns, qualche avvocato ha ricevuto in visita lo spirito del Brando passato pronto a fare causa dall’aldilà, ma se per questo, anche la “The Richard Donner cut” ;-) Cheers!

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    4. Già! Secondo me è invecchiato più male un Thor che è del 2011! Con la "modern age" effettivamente quanto uscito su Superman e non solo prima risultava più datato, anche se vintage.

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  7. Bel film, questo film di Autom... ehm Superman! Come detto da altri è decisamente invecchiato per gli standard attuali ma non in modo da renderlo inguardabile, anzi ha un fascino vintage irresistibile, quando lo rimandano su Italia 1 lo riguardo ben volentieri. Poi Christopher Reeve come dici tu è semplicemente Superman, di fatti i successivi interpreti hanno sempre cercato di prendere spunto da lui.

    P.S. Ma quanto era figa la sigla di automan?

    P.P.S. È sempre un piacere leggere le tue info sulla produzione dei film.

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    1. Questo è un argomento che terrà banco, si è invecchiato, ma ha dei momenti in cui il suo umorismo il tipo di gag, lo rendono vecchio quel tanto che basta, da farlo sembrare un tipo di anzianità ricercata, per assurdo, guardando “Superman Returs” questa cosa si nota tantissimo ;-) Reeve era perfetto, aveva il fisico e il sorriso da bravo ragazzo, e la sua vita ha dimostrato che aveva anche la fibra di Superman.

      Automan era una bomba, a partire dalla sigla! ;-) Grazie sono felice che ti piacciono, io mi ci sfizio! Cheers

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  8. A questo punto dovrai cimentarti anche con il secondo e le ciofeche successive. :-P

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    1. Sto ripassando, anzi il post relativo al secondo film è già pronto ;-) Cheers

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    2. del secondo voglio la recensione e la recensione director's cut :P

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    3. Ci credi se ti dico che nel mio tentativo di darmi delle risposte (quando leggerai il post sarà più chiaro) le ho viste entrambe ;-) Cheers!

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  9. Saro in controtendenza, ma adoro ogni giorno di più i tuoi lunghi post articolato e ben approfonditi!
    Il Superman di Donner per me é ancora oggi uno dei film più importanti del genere cinecomics (ammesso che come genere esista davvero) perché non solo scriveva praticamente da solo la grammatica base delle pellicole con protagonista gente che porta le mutande sopra i pantaloni ma per di più lo faceva non con una pellicola tirata su per fare cassa ma con un vero e proprio colossal.

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    1. Posso solo rispondere: Bro-Fist! :-D
      Grazie davvero in particolare per l'espressione "Gente che porta le mutande sopra i pantaloni" è una questione che mi sta a cuore, ma che Donner con il suo passo epico riesce quasi a farmi dimenticare, oggi la chiameremmo una "Origin story", ma viene automatico associare il film all'archetipo del cammino dell'eroe, perché siamo davanti ad un colossal, che riesce a farti dimenticare che il protagonista ha sbagliato l'ordine di mutande indossate PRIMA dei pantaloni ;-) Cheers!

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  10. Quanto amo questo film non hai idea! Ho letto la tua recensione (piena come al solito di chicche e ottimi spunti di riflessione) con un gruppo in gola perché è l'effetto che ancora mi fa vedere... anzi... anche solo pensare a questo film. L'ho visto la prima volta nell'83, prima visione su Rete4, e come tutti i film che anche solo mi incuriosivano lo registrai rivedendolo poi un numero spropositato di volte. Ma aldilà del valore affettivo non temo pernacchi affermando che nel suo genere (oggi così inflazionato) é già definitivo e, come film in sé, un indiscusso capolavoro! Christopher Reeve poi é perfetto in ogni senso: bello e prestante sì, ma anche pieno di dolcezza e bontà... per dirlo in parole semplicissime, puccioso!
    Tutto l'amore che gli porto per questa pellicola però é anche fonte di dolore 8e non esagero) visto che parte del valore, affettivo e oggettivo, glielo attribuisco anche al doppiaggio italiano dell'epoca, poi rimpiazzato da uno nuovo per l'edizione dvd. Ancora non riesco ad accettare che lì fuori esista un'edizione dvd senza quel doppiaggio!
    Mi sono dilungato parecchio lo so... ma non ne ho potuto fare a meno, puoi capirmi! ^_^

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    1. Ne sono molto felice, e condivide con te il numero di volte in cui ho rivisto i film di Big Blue, però senza mai registrarli per quanto mi riguarda ;-) Superman è un personaggio che richiede una grossa sospensione dell'incredulità, Reeve con la sua prova così titanica in costume e umana con gli occhiali, aiuta moltissimo a farti patteggiare per il protagonista e credere alla sua storia fantastica. Questo film per anni è stato l'UNICO film di super eroi, e ne ha tracciato tutte le regole, anche Sam Raimi, che ne ha firmato uno grandioso (Spider-Man) si è abbeverato alla fonte di Donner ;-) Cheers!

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    2. Pensa che Superman come personaggio in sè non mi ha mai particolarmente ispirato... poteri troppo esagerati, il fatto di non essere un eroe mascherato, la soluzione così bislacca dei semplici occhiali per celare l'identità... ma questo film ed il successivo hanno sempre fatto storia a sè facendo breccia nel mio animo!

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    3. L'assenza della maschera mi manda in tilt, ma l'assenza di guanti ancora di più, i Kryptoniani non hanno le impronte digitali? ;-) Un personaggio che non regge tanto alle "domande dei bambini", per questo non è mai stato uno dei miei preferiti, però il film sorvola tutti questi difetti facendo grande cinema ;-) Cheers!

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  11. Bravo! Avevo in programma un post anche io ma è rimasto nella mia testa (tra la mia pausa, PC rotto e altri problemi). Meno male che ci sei tu!
    Credo sia normale amare il paese adottivo quando ci arrivi tra i 0 e i 2 anni, non avendo conosciuto quello natale.
    Preferisco la versione di Byrne in cui arriva in una matrice e quindi nasce appena Pa Kent si avvicina al razzo. Born in U.S.A. direbbe the Boss 😍
    La diffidenza sugli occhiali credo venga dal pregiudizio e da chi il film lo ha visto coi prosciutti sugli occhi, Reeve fece un lavoro magistrale cambiando non solo la pettinatura (e diventando uno sfigato) ma anche la voce e la postura, risultando meno muscoloso e più basso.
    Jor-El, non Jord 😜 e 1938 (il debutto, perché fu creato prima, solo che tutte le case rifiutavano di pubblicarlo).
    Hackman stava facendo la fine del Joker di Romero 😁
    Ho conosciuto Brando con questo film e proprio per i suoi capricci non l'ho mai tollerato molto (a casa mia quando passavano il film si parlava solo del suo compenso per quei 10 minuti e io, anche se ero preso dallo sbottonarmi la camicia, col costume di carnevale sotto, con "la coda dell'orecchio" ascoltavo, nonostante i miei 5 anni), anche se anni dopo, quando finalmente ho comprato il cofanetto de Il Padrino, un po' ci sono passato sopra.
    Grazie alla faccenda del blue screen, abbiamo un colore più affine al fumetto mentre dalla serie TV con Dean Cain diventa di un fastidioso blu scuro (se lo chiamano Azzurrone ci sarà un motivo, mica è Bluone!).
    Con Bombolo/Otis hai vinto 😂
    Dai, la sua doppia identità non è una bugia ma una verità nascosta 😜
    Dal più grande fan e esperto di questo personaggio, ti faccio i miei più sinceri complimenti, il post è timbrato con un "Ema-approved" e promosso a pieno voti!


    p.s. non mi sono dimenticato di te, ho solo staccato un po' la spina ma almeno i post su Giorgione li recupero tutti, dammi solo tempo perché per gustarsi appieno i tuoi articoli, ci vuole un po' 😉

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    1. Byrne con Big Blue ha fatto un buon lavoro anche facendo un po’ di modifiche alle sue origini, con Spider-Man invece ha fatto un casino! Bravissimo, Reeve funziona perché cambia anche il linguaggio del corpo, camminando gobbo come uno troppo timido per essere così alto, non basta avere gli occhiali per differenziare i due personaggi, questo nessuno degli altri personaggio che hanno interpretato i due personaggi lo hanno capito, forse lo aveva capito solo Nicolas Cage, ma la sua versione non l’abbiamo mai vista.
      Brando è un mito, nessuno mai come lui, gli altri sono divette con i vizietti, lui era un Divone con i Vizioni ;-)

      Il blu scuro per me è quello del Superman cattivo di “Superman III”, meglio l’azzurro, quello è il suo colore! Ti ringrazio per avermi fatto notare che mi è scappata una “D” di troppo, ho corretto gracias! ;-)

      Sono molto felice di aver raggiunto un risultato “Ema-approved” spero di fare il bis con il resto dei post su Big Blue ;-) Vai tranquillo amico mio, i post non scappano! Cheers

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    2. L'Uomo Ragno di Byrne lo avevo completamente rimosso, se non ricordo male vollero replicare MoS ma senza rebootare.
      E pensare che Brando Rutto come Clark assomigliava molto a Reeve. Cavillo invece non è mai stato Clark, anche quando lo diventa alla fine del primo film e durante il secondo, resta Superman con gli occhiali 😓
      Di Cage stamattina ho condiviso un video su Twitter e G+, te lo consiglio anche se penso lo conoscerai già 😉

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    3. Era un tentativo di rilancio fatto da uno che ormai non aveva più il polso per i gusti del pubblico, un vero peccato perché Byrne ha scritto cose enormi.
      Brando Rutto (eheh) era somigliante, ma il suo Superman per me era poco epico, Enrico Cavillo invece metteva e toglieva gli occhiali. Fine.
      Appena riesco passo a guardarlo, avevo anche scritto del Superman di Nicola Gabbia, lo trovi QUI:

      http://labaravolante.blogspot.com/2015/09/the-death-of-superman-lives-what.html

      Cheers!

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    4. MB... 12 % sugli incassi! O-O Troppo avanti! XD Chiuse i 70 con il botto! Poi infatti ritiro e ritorno con ruoli poco memorabili a parte la parodia di Don Vito ne "Il boss e la matricola".

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  12. Ok, il film non sarà invecchiato benissimo da un punto di vista tecnico, ma resta il miglior Superman di sempre...Avercene di film così...

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    1. Lo penso anche io, ha comunque 40 anni questo film, cinematograficamente parlando non sono pochi, ma ha tratteggiato la linea da seguire, sta ai film di super eroi un po' come "Halloween" agli slasher. Cheers!

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  13. Grande Cass, davvero giù il cappello. Quando ti "scomodi" per questi anniversari tiri sempre fuori qualcosa di vicino alla (se non la) recensione definitiva!
    Poi mi devi spiegare come ti vengono certe cose, che io non le ho mai sentite (tipo: oggi dai un calcio al muro e vengono giù dieci film di supereroi😂😂😂)
    E comunque sì, quando sento la marciona di Williams anche a me viene da gonfiare il petto (e alzare il pugno verso il cielo, e ti garantisco che se sono alla guida la cosa può diventare pericolosa😂😂)

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    1. Ti ringrazio moltissimo, fin troppo gentile! Ho fatto i compiti, anzi sto studiano per i prossimi capitoli ;-) Eheh sono tutte espressioni che ogni tanto utilizzo anche nella parlata quotidiana, quasi mi sembra di vederti in volo dietro al volante! ;-) Cheers!

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  14. Indubbiamente il miglior Superman di sempre, e il film rimarrà, nonostante tutto, per sempre nei miei ricordi ;)

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    1. Assolutamente si, un film che ha fatto letteralmente storia ;-) Cheers!

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  15. Per altro Cage è un fan di fumetti e sopratutto di Superman ( ha chiamato il figlio Kak.El )
    Il Superman di Donner è un buon film, ma invecchiato troppo negli effetti speciali che quasi lo accostano a trash come Uomo Puma e in certe scene troppo ardite ( quella che riporta in vita Lois è esagerata : perché allora non fa così anche col padre ? Vabbè, Superman è troppo buono e non abusa dei suoi poteri eblabla, però una parte in cui meditava e spiegava ciò potevano metterla ).

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    1. Ha anche rischiato di interpretarlo diretto da Tim Burton (storia vera). Il tono del film a volte è naif, alcuni effetti speciali sono invecchiati ma non tutti secondo me. La spiegazione che mi sono dato è che il giovane Superman non avesse ancora capito in pieno l'estensione dei suoi poteri, quando Jonathan Kent muore lui non aveva ancora trovato la Fortezza della solitudine. Sai che quasi preferisco che questo venga lasciato al pubblico? Trovo che i film moderni spieghino troppo. Cheers!

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    2. Be si ,a nche io penso che all' inizio Clark non avesse idea della portata dei suoi poteri, ma una volta che lo sa, la prima cosa che farebbe sarebbe quella di aiutare il padre no ? Mi pare pure che in un episodio dei Simpson qualcuno facesse una battuta simile ... e quella scena sputtana tutto il bel lavoro di Donner sulla scena dove il papà muore di infarto e ( che fa capire come ci siano cose Superman non può risolvere ) .
      A volte ho la sensazione che la trovata del viaggio nel tempo sia di qualcunod ella produzione e non di Donner : infatti se non ricordo male, se ne andò con la seconda parte non ancora completata .
      Ma poi perché far sempre motrire solo il padre nelle versioni cinematografiche m( pure in quella di Snyder e in tv con Smallville ) , quando nei fumetti sono vivi entrambi i genitori ?

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    3. Dubito fortemente che lo abbia chiamato Kak.el 😅 anche se in inglese Kak non richiama la cacca come in italiano, penso lo abbia chiamato Kal-El 😜
      Riguardo l'andare indietro nel tempo, FACENDO GIRARE LA TERRA AL CONTRARIO, non è invecchiata male, era pacchiana anche nel 1978.
      Nei fumetti pre-Crisis (1986) viaggiava nel tempo volando più veloce della luce ma non cambiava gli eventi per etica e per l'effetto farfalla.
      Lo hanno trasmesso sabato pomeriggio su Italia 1 e ovviamente l'ho rivisto per la milionesima volta. Sarò di parte, sarò naif e vintage, sarò contrario alla CGI di cui si abusa oggi ma per me non è affatto invecchiato male.
      Concordo su Pa Kent e purtroppo devo contraddirti sui genitori nei fumetti 😢 dal 1986 al 2008 erano entrambi vivi nella vita del Clark adulto, poi hanno fatto morire il padre sempre di infarto (che palle!). Nel 2011, col reboot, sono entrambi morti come nel pre-Crisis. Nel 2017 hanno rimaneggiato la continuity ma restano morti entrambi per incidente stradale quando Clark era giovane.

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    4. Forse perché avrebbe dovuto far girare la terra indietro di qualcosa tipo vent’anni, e non solo di un paio di minuti, per salvare la California dalla distruzione Superman sistema tutto ma perde Lois, mandando la terra indietro di vent’anni salverebbe il padre, ma non potrebbe tenere sotto controllo tutto, la spiegazione che mi do rientra in quello che penso della scena, un piccolo atto di egoismo, per un super uomo che può fare tutto, e che un po’ bara per salvare la donna che ama.

      In realtà il trucchetto della terra riavvolta, avrebbe dovuto rientrare nel finale di “Superman II”, per questo hanno dovuto inventare quella scena (a mio avviso abbastanza cretina) del bacio magico che cancella la memoria a Lois, ma ribadisco, hanno fatto bene ad usarla qui. Considerando che Donenr non ha girato il finale di “Superman II” penso proprio che l’idea fosse sua. Cheers!

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    5. Kal-El Cage, e già così a scuola lo prenderanno per il culo pure i bidelli, figuriamoci si fosse chiamato anche KAK-EL ;-) Ha dei momenti naif, tipo la voce narrante di Lois Lane durante il loro volo che è una scena un po’ vecchiotta, ma è anche un archetipo narrativo vecchio di quarant’anni, più che altro quello che passa in secondo piano con l’età del film, è il fatto che Donner ha saputo riprendere l’atmosfera un po’ sospesa nel tempo dei primi numeri del fumetto (e anche del cartone animato degli anni ’30 se non sbaglio) adattati al 1978, un’operazione che si nota meglio, quando poi Bryan Singer ha cercato di replicarla (omaggiando Donner) in “Superman Returns”. Cheers!

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    6. È sicuramente invecchiato ma non male (dispregiativo). Non mi riferisco a Sam, lo ha scritto qualcun altro nei commenti.
      Anche gli effetti e il trucco de L'Uomo Che Visse Nel Futuro sono invecchiatissimi ma non mi sognerei mai di dire che lo hanno fatto male.

      p.s. poi con calma mi leggo il post di oggi, mentre quello di Cage non l'ho messo nei preferiti, l'ho proprio scaricato, così se resto senza connessione... 😉

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    7. Ottimo esempio hai fatto, questo film non è affatto realizzato male, ma é facile per il pubblico pensare vecchio uguale fatto male, oppure poco coinvolgente perché datato, é una leggerezza comune, molti sostengono lo stesso di Halloween di John Carpenter, che è una pietra miliare come il film di Donner. Cheers!

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  16. Finalmente recupero questo post, gran bel pezzo, ho sentito solo (perdonami) la mancanza di una maggiore sviolinata su Gene Hackman. I tempi delle sue battute sono perfetti, le sue interazioni con gli altri personaggi sono cronometriche, i duetti con Otis impareggiabili, quelli con Superman leggendari. Penso alla spiegazione di Supes sulla faglia di S.Andrea "Neanch'io avrei saputo dirlo meglio" oppure "Otis, sai perché il numero 200 è così significativo per entrambi? È il mio Q.I. e il tuo peso". Insomma, la Kidder è perfetta e c'è chimica con Kent, Reeve è il miglior attore possibile per il ruolo, e Hackman è il malvagio per cui è impossibile non fare un po' il tifo. "Ora dammi pure del pazzo, dammi dell'irresponsabile, ma ho pensato che..." fantastico!

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    1. Le cose da dire sul film sono tante e avrei voluto anche io scrivere di più su Eugenio, cercherò di rifarmi con i seguiti, avevo già raggiunto la lunghezza massima ;-) Cheers!

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  17. Effettivamente Luthor e co. sono anni 70, però grazie a GH il nostro riesce a non essere una macchietta, ma la sua bonaria spietatezza inquieta. Poi, a proposito di umanità, ricordiamo che è quella della signorina Teschmacher a salvare baracca e burattini.
    Magari oggi il secondo atto può essere un pò didascalico e "povero", ma il terzo... grande ritmo e tensione! Poi quell' urlo di disperazione e quando ricorda le parole dei suoi padri...
    sul primo... ancora oggi davvero tosto! Quando vidi i tre criminali non vedevo l' ora di rivederli perché immaginavo che sarebbero tornati nel II! XD Tutta la sequenza alla fortezza... che roba! Come detto da zio Portillo, le sequenze kryptoniane sembrano un aggiornamento dei kolossal anni 50!
    Lo vidi nel 92, quando passò Batman in prima TV e c' era Batman - IR al cinema che andai a vedere. Oltre alla bella serie TV di Flash!

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    1. Hackman ha dei tempi comici perfetti, recita benissimo la spocchia di un personaggio che sa essere il più sveglio della stanza, ma è l'umanità della sua assistente a salvare la situazione. Un film con una gran epica sa di gran cinema! Cheers

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  19. Mi sono rivisto ieri sera per la PRIMA VOLTA la versione estesa!! All'inizio col nuovo doppiaggio e mi faceva proprio strano non sentire la voce di Pino Colizzi...poi mi sono accorto che c'era anche l'originale con il ridoppiaggio delle sole parti aggiunte!

    Beh, a rivedere la scena di Superman e Lois che volano tenendosi per mano io vedevo solo Topper Harley che sgrulla la colomba appollaiata al dito!! Aiuto!! 😂😂😂 Non riesco più a rimanere serio!

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    1. Niente, “Hot Shots!” ci ha cambiati tutti per sempre :-D Cheers

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    2. Decisamente!!! Ramada, donna amaDa!

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    3. Ci sto girando attorno, ma lo so che dovrò affrontare di petto (e di post) i due “Hot Shots!”, specialmente dopo il post che ho in programma per domani. Cheers

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    4. Voglio due post degni di Geova!! 😂

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