lunedì 21 gennaio 2019

Ralph spacca Internet (2019): Ve lo rompo quell’Internet!


Ultimamente i cartoni animati sono quelli che mi danno più gioie, era difficile riuscire a replicare l’efficacia di un film così peculiare come il primo “Ralph Spaccatutto” (2012), ma questo seguito ci è riuscito in pieno, posso dirlo, anche questa volta Ralph spacca!

Ho la sensazione che “Ralph Spaccatutto” sia un film fin troppo sottovalutato, Phil Johnston e Rich Moore hanno saputo dosare la moda della malinconia per gli anni ’80, ma anche la mania delle strizzatine d’occhio alla cultura popolare con grande sapienza, con tutti i riferimenti a Sonic e Street Fighter che volete, hanno saputo creare dei personaggi efficaci, partendo proprio da Ralph, doppiato in originale da John C. Reilly, un cattivone che sembra la versione per bambini dei mostri di Rampage (il videogioco originale, non quella porcheria con The Rock) e costruire attorno a lui un discorso niente male sui ruoli imposti dal sistema in cui viviamo, sulla percezione di se stessi e non ultimo, tirando fuori tutta l’ironia possibile che nasce opponendo da una parte il cattivo di un vecchio cabinato e dall’altra i protagonisti dei nuovi videogiochi, che sia una gara di corsa caramellosa che strizza l’occhio a Candy Crush, oppure una specie di Call of Duty con i Colonial Marines di Aliens Scontro finale.

Una sala giochi piena di cabinati, ah bei tempi!
“Ralph Spaccatutto” riuscito ad intrattenere i piccoli, tenere attenti i trenta e i quarantenni con qualche ricordo d’infanzia, tirando fuori un arco narrativo molto interessante, da un gigantone con i pugni pesanti le ambizioni da buono e un cuore proporzionato alla forza fisica. Per certi versi, l’omaggio al formato dei videogiochi di “Wreck-It Ralph” ha anticipato il lavoro fatto da Spielberg in Ready Player One, infatti sono due filmoni che potrebbero giocare una partita (a due giocatori) insieme, oppure perfetti da vedere per una serata a tema videogames.

Il rischio con un seguito di un film così, era proprio di andare sotto con perdite contro la moda imperante della malinconia e del revival anni ’80 che non accenna a terminare, anche se dopo il film di zio Spielberg, onestamente gli stessi addetti ai lavori dovrebbero capire che fare di più di così, è davvero impossibile. Ma tranquilli! All’orizzonte si staglia già il revival degli anni ’90! Mi sembra quasi di verderlo, presto avremo un sacco di personaggi in salopette nei film e non mi riferisco certo al nostro Ralph.

“Diamine non di nuovo le salopette!”, “Già e aspetta di veder tornare anche le zeppe da Spice Girls”.
Ambientato esattamente sei anni dopo il precedente capitolo, torniamo tutti alla sala giochi del primo film, dove la vita per i personaggi dei videogiochi procede tranquilla, per Vanellope von Schweetz, anche fin troppo tranquilla! Tanto che durante una corsa piuttosto movimentata al suo gioco Sugar Rush, il volante che serve a giocare con il cabinato va in pezzi, per trovare il costoso ricambio ed evitare la chiusura definitiva del gioco, Ralph e la sua amica pilota devono partire per un viaggio verso una terra tutta matta, prossima destinazione: L’INTERNET!

Tanto per cominciare, Phil Johnston e Rich Moore, anche autori della sceneggiatura, si meritano un “Bravò” grosso quanto Ralph per non essersi seduti sugli allori, i due decidono di portare letteralmente i protagonisti fuori da quella che gli Yankee chiamerebbero la loro “Confort zone”, prendendosi il rischio di mettere in panchina il cast di supporto composto dai personaggi che il pubblico già conosce, come Felix e Tamora (qui nelle inedite vesti di neo genitori) e puntare tutto su Ralph e Vanellope, in viaggio nel mondo tutto matto del world wide web.

“Andiamo sulla Bara Volante”, “Ma va! Hai tutta Internet a disposizione proprio quel postaccio devi visitare?”.
Quanto è bello vedere un film che non replica quanto già visto nel capitolo precedente, ma tiene comunque a mente la lezione della “Regola aurea dei seguiti” aumentando la posta in gioco. Grazie ad un router wi-fi collegato alla presa di corrente, i due protagonisti passano dalla loro sicura routine della loro sala giochi, ad un mondo infinito fatto di notifiche di EBay (o “Babbei” come direbbe Ralph), banner con cui fare soldi e conquistare “cuoricini”, algoritmi che come stilisti determinano cos'è alla moda, ma soprattutto cosa non lo è più e tutta quella Babele a portata di click che conosciamo come Internet.

Tra le trovate più riuscite di “Ralph Breaks the Internet” proprio il modo in cui la rete è stata mostrata e semplificata, ho sempre sostenuto che un altro titolo ancora forse troppo di nicchia al pari di “Ralph Spaccatutto”, ovvero il film del 1982 “TRON” (del seguito non voglio nemmeno sentir parlare) funziona anche perché sapeva spiegare il funzionamento di un computer ad un pubblico che ai tempi, non era ancora così avvezzo a questi strambi macchinari, “TRON” sembrava un episodio speciale di “Esploriamo il corpo umano” ambientato dentro un PC.

Allo stesso modo, “Ralph spacca Internet” ci mostra che siamo fatti così, dentro abbiamo un router, che serve ad accedere al grattacielo di Google, al quartiere dei Social Network, un modo semplice e intuitivo di spiegare Internet ai bambini, anche se non ne hanno bisogno, perché il più delle volte utilizzano computer e smartphone meglio di tanti adulti che conosco.

“State cercando forse Carbonara Volante?”.
Questa premessa, al pari della rete, offre infinite possibilità e altrettante occasioni per fare dell’ironia, ad esempio, il motore di ricerca Lesotutte (doppiato in originale dal mitico Alan Tudyk) con il suo completamento automatico aggressivo è un vero spasso, ma per due che arrivano dai videogiochi vintage da sala giochi, l’occasione è ghiotta anche per cimentarsi con i giochi on line, come ad esempio Slaughter Race.

Immaginatevi una cosa che sta a metà tra Carmageddon e Death Race, popolata da piloti dall’aspetto aggressivo, ma stiloso, che si autodefiniscono tra di loro una famiglia, nemmeno fossero Toretto e soci, tra questi spicca Shank, super pilota doppiata da Gal Gadot che diventa subito il nuovo mito di Vanellope.

"Siamo sicuri di non essere finiti nel seguito di Ready Player One?".
 Ma “Ralph spacca Internet” funziona alla grande anche quando decide di trasformare EBay in un'enorme casa d’aste, oppure mettere alla berlina la moda dei video virali, specialità in cui Ralph diventa velocemente una super star. Certo, bisogna dire che il film forse non dedica troppo tempo ad una questione molto, ma molto grosso che riguarda il mondo di Internet, ovvero quello dei commenti in rete, specialmente sui social network e in particolar modo, i commenti negativi (che poi sono i più facili da fare), per quello sono così popolari, anche troppo possiamo dirlo.

Ho trovato molto efficace il modo in cui Ralph, dopo una vita da cattivo dei videogiochi, abbia le spalle abbastanza larghe da tenere botta ai commenti negativi, certo a questa parte del film avrebbe potuto essere dedicato più tempo, ma do per scontato che il target di riferimento principale del film, ovvero bambine e bambini, non passino le loro giornate a leggere a commentare sul Faccialibro (faccio tanto la figura del povero illuso? Se sì ditemelo, ok?), quindi trovo anche giusto che il film tratti l’argomento, senza renderlo per forza centrale.

Diventa anche chiaro come mai tra tutti i siti in cui Ralph e Vanellope potrebbero imbattersi in rete, i due finiscano proprio su uno di quelli per fan fatti su misura per le famiglie ed è qui che la Disney trova l’occasione per citarsi, ma anche per prendersi un po’ in giro.

“Cerchiamo Cassidy, per reiterati insulti contro J J Abrams, lo avete visto?”.
Magari qualcuno potrà trovare il citazionismo un po’ esagerato, ma personalmente non mi è sembrato più insistente di quello del primo capitolo, anzi, serve a mettere in chiaro quanto, avendo a disposizione sia i personaggi della Marvel che quelli di Star Wars, la Disney spadroneggi l’industria dell’intrattenimento, quindi tra un’intervista a Groot (provate ad immaginare come risponde alle domande), dei soldati Imperiali del primo ordine e un piccolo omaggio a Stan Lee, più che altro la Disney scherza su se stessa, prima di mandare a segno la scena delle Principesse Disney che sarà pure ultra citazionista, ma è talmente divertente che si fa perdonare davvero tutto! E, ok, Kelly MacDonald che ci dà dentro con l’accento scozzese per la battuta della principessa che arriva dall’altra casa di produzione, ma quando Ralph guarda il ranocchio (quello di “la principessa e il ranocchio” il classico Disney del 2009 che nessuno ricorda) e lo chiama Frogger mi sono rotolato dal ridere.

Ora che ha comprato la Fox, anche Ellen Ripley è una  principessa Disney?
Anche perché una cosa che ho molto apprezzato del primo capitolo era l’assenza dei classici momenti canterini alla Disney che di solito sopporto con gran fatica se non mostrati con ironia qui, invece, non solo la principessa Vanellope si esibisce nella sua versione del classico momento della canzone della principessa Disneiana, ma tra squali nei tombini e clown psicotici, la scena è talmente spassosa che a Phil Johnston e Rich Moore perdono anche il momento musicale!

Ti capisco Vanellope, quando attaccano con il LA-LA-LA è uno strazio.
“Ralph spacca Internet” fa quadrato sul rapporto tra i due protagonisti che è chiaro, ma pesca da dinamiche che potrebbero essere quelle tra due amici, oppure tra un padre ed una figlia adolescente, insomma un tipo di rapporto che funziona alla grande sullo schermo e in cui un’enorme porzione di pubblico può trovare il modo di immedesimarsi.

Potrei continuare a guardarvi per ore!
Internet diventa la più riuscita metafora del gran caos, ma anche delle grandi occasioni che la vita ci mette davanti, qualcuno come Ralph preferisce la routine sicura di un vecchio videogames ripetitivo e sempre uguale a se stesso, Vanellope, invece, vuole nuove sfide e trovare la sua strada, quindi le mamme e i papà in sala potranno vederci delle cose in questo e magari il pubblico più giovane altre, quindi tanto di cappello a Phil Johnston e Rich Moore per essere riusciti non solo a sfornare un seguito che si gioca un clamoroso finale degno che ricorda un po’ Ghostbusters e un altro po’ King Kong, ma soprattutto che funziona su tutti questi livelli di lettura intrattenendo alla grande.

Insomma: avercene di seguiti come questo! Il ragazzone grande e grosso ha colpito nel segno ancora una volta!

34 commenti:

  1. "Ho la sensazione che “Ralph Spaccatutto” sia un film fin troppo sottovalutato".

    Ok, basta questo, son d'accordissimo. Sono entrambi film di notevole caratura :)
    (no scherzo, adesso leggo e commento in modo approfondito visto che ho molto a cuore l'argomento del post)

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    1. Per me anticipando di qualche anno “Ready Player One” (film non romanzo) ha saputo trovare un modo per far funzionare in modo armonioso il cinema con il linguaggio dei videogames, e considerando quanto i videogiochi al cinema abbia quasi sempre solo raccolto risate, non di certo una cosa da poco ;-) Cheers

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  2. Allora, partiamo dal cuore del film, anzi dei film.
    Il primo Ralph mi ha commosso non per il citazionismo (peraltro ben fatto, basti pensare alla fatality di Kano di Mortal Kombat. In un film per famiglie!), quanto per il messaggio di fondo.
    Ralph è un cattivo che vorrebbe essere diverso, cioè un buono.
    Tutti noi potremmo essere Ralph: la società ci ha imposto un ruolo, che a noi sta però stretto.
    Nel gesto di sacrificio di Ralph c'è la consapevolezza di non poter mai essere considerato diverso da quel ruolo che la società gli ha cucito addosso; ma, alla fine del suo percorso, c'è in lui la serena accettazione di se stesso. Ecco il messaggio per grandi e piccini: comunque vada, quale che sia il tuo ruolo in società, devi accettare te stesso, senza invidiare ciò che sono gli altri e ciò che hanno gli altri.
    Il secondo film alza veramente il tiro con il concetto di amicizia. E' un film che ha un finale agrodolce mai visto in un finale Disney (peggio anche di Up! Che infatti ha un finale senza "ombre"). In tanti possiamo identificarci in Ralph e pensare alla nostra Vanellope (che può essere donna, ma anche uomo)...Amicizia è anche separazione! (Citando De Gregori: Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai. Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai). Io nella scena finale con Felix e Ralph nella "hall" mi sono commosso..perché è stato un rivedere la mia vita...Colleghi amici, amici colleghi, ma molti amici persi per strada...
    Ma alzo il tiro...Per me Ralph è il Bojack Horseman edulcorato della Disney...Ralph combina guai e a rimetterci è Vanellope...L'uomo non è buono o cattivo, ma fa cose buone e altre cattive, le seconde spesso le fa partendo da una buonafede (la paura di Ralph di perdere la sua migliore amica!), ma anche per egoismo!
    Poi quando si fanno cattive azioni, bisogna cercare di rimediare.

    Non possiamo tralasciare ovviamente i messaggi che cogliamo dalla parodia del mondo di Internet, la parte dei commenti di buzz-youtube spezza il cuore, perché vediamo per la prima volta la reazione di chi si ritrova a leggere i messaggi degli hater!
    In quella parte la scrittura del film è altissima, chi ha visto sa...

    Per il resto il film è scritto benissimo, mi ha lasciato perplesso solo il ruolo di Felix e compagna, che però regalano alla fine una delle scene più spassose! L'inserimento delle principesse Disney mi ha sorpreso positivamente, così come la scena finale con le stesse che intervengono in soccorso di Ralph.
    Citazioni senza esagerare, piani di lettura, una storia innovativa, il rispetto della tradizione e la modernità..
    Cosa si può chiedere di più a un film?

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    1. Le citazioni non sono invasive né il cuore del film, che per fortuna è altrove, anche perché chiunque di noi, prima o poi verrà considerato “il cattivo” da parte di altri, Ralph lo è a tutto tondo, nel senso che tutti lo accusano, è il cammino dell’eroe intrapreso da uno che sarebbe giustificato ad accontentarsi del suo ruolo da cattivo che gli va stretto, il paragone con BoJack ci sta, con la differenza che Ralph, nato per rompere le cose, cerca anche di riaggiustarle (che siano rapporti o go kart) mentre BoJack non ci prova nemmeno, alla fine Ralph è più maturo di lui. Secondo me è un film ottimo perché essere accettati, e accettare sé stessi è un tema sempre universale, oggi mai così attuale.

      Anche per me la parte dei commenti degli “Haters” è fantastica, talmente ben fatta che si vorrebbe avere di più, ma il film sarebbe semplicemente andato fuori tema, invece bravi a tirare in ballo l’argomento spinoso, senza far sbandare il film. Si Felix viene messo un po’ in secondo piano, ma è il prezzo da pagare per non avere una replica del primo film, mi sta benissimo, per me è davvero un ottimo film ;-) Cheers!

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    2. Preciso: il ruolo di Felix mi lascia perplesso non perché sia messo in secondo piano, ma non mi piace proprio la sua (breve) parte di padre adottivo. Poi però si riscatta con la scena finale :D

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    3. No no, avevo capito, è un ruolo che non pare adatto a lui, e forse nemmeno Felix si vedeva in quel ruolo, ma tutto va al suo posto grazie a quella gag finale azzeccatissima ;-) Cheers!

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  3. A me è piaciuto, mia moglie si è un po'annoiata, forse troppi riferimenti nerd per i suoi gusti (si era annoiata a morte anche con Ready Player One).. SPOILER ** finale grandioso e divertissimo fra una moltitudine di zombie-Ralph e un Ralphone gigante (o King Kong Ralph :D)

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    1. Beh ma tra “Ready Player One” e questo balla un abisso, il film di Spielberg era un’orgia di citazioni ;-) Bellissimo quel finale, è il METAFORONE delle scelte e del comportamento di Ralph ;-) Cheers!

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  4. Il primo lo vidi con mesi (anni?) di ritardo e pure per caso. Giusto per rimanere sul tema della sottovalutazione della pellicola... Comunque l'ho visto solo una volta e mi pare di ricordare che mi fosse piaciuto. Però dovrei recuperarlo perché, a tutta onestà, non me lo ricordo granché... Vedo se riesco a piazzare la doppietta perché ne ho letto solo recensioni positive.

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    1. *perchè DI QUESTO ne ho letto solo recensioni positive. (dannata fretta!)

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    2. Il primo merita, e secondo me è il classico film che guadagna punti con le visioni successive ;-) Cheers!

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    3. In effetti a breve distanza uno dall’altro si lasciano guardare, mi pare che il primo lo abbiano passato in tv sotto Natale, ovviamente me lo sono riguardato, aspetto il tuo parere su entrambi a questo punto ;-) Cheers!

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  5. La mia barista ha elogiato il film perché, dopo averlo visto all'incirca a Capodanno, ha detto "Ora ho capito Internet!" Quindi direi che il risultato è raggiunto :-D

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    1. Se hai bisogno di un cartone animato per capire Internet, vuol dire che almeno spero che faccia un cappuccino degno di Hudson Hawk! ;-) Scherzi a parte, il film è bello ed evidentemente ha anche del pedagogico ;-) Cheers!

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    2. Ahah ma che commento è? O la barista non naviga mai oppure c'è qualche elevata rivelazione filosofica. Viene forse detto 42 ogni tanto?

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    3. Anche se immagino non sia lui, quel coniglio rosa che ingurgita torte mi ricorda quello di Sam&Max hit the road, il videogioco.

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    4. Dovrei rivederlo per sicurezza, ma il mio “Senso di Douglas Adams” non ha pizzicato, quindi forse no ;-) Ma come dicevamo è una specie di “Esploriamo il corpo umano” applicato ad Internet, il valore pedagogico di “Esploriamo il corpo umano” è sottovalutato ;-) Cheers!

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    5. Da appassionato di avventure grafiche della Lucasart, “Sam & Max hit the road” è un classico! Anzi mi sembra strano che nessuno abbia ancora decido di pescare da quel filone per sfornare dei film, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta ;-) Cheers!

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  6. Beh, mi hai convinto! E tanto l'avrei visto comunque perché il primo l'ho amato, anche se ha messo il povero Zangief tra i cattivi (sarà che sono ferrati sugli anni '80 ma non sui '90...) XD

    Moz-

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    1. In effetti è un errore, ma se può consolarti Zangief è al centro di una gag niente male anche in questo ;-) Cheers

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    2. Ah quindi torna? MITICO

      Moz-

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    3. Nella prima scena di questo film per altro ;-) Cheers

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    4. Zangief era fra i cattivi perchè Johnston non riusciva mai a batterlo quando giocava a Street Fighter, lo aveva detto in un'intervista.

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    5. Davvero? Non la sapevo questa, eheh vendetta postuma ;-) Cheers

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  7. Non ti leggo perchè lo devo ancora vedere, sai mai che sia proprio questo film a farmi fare pace con il cinema d'animazione!

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    1. Non dovesse riuscirci questo, ci vediamo domani con un altro ottimo candidato. Cheers!

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  8. Ehi, cosa hai contro "Tron Legacy"? Ti devo per caso lasciare un commento brutto da h@t3r? XD

    Molto d'accordo su "Ralph 2". Il film poteva facilmente diventare un "Emoji movie" fatto meglio (quindi uno spot pubblicitario fine a se stesso), invece, si concentra molto dietro ad una tematica molto bella che è riuscita a commuovermi sul finale. E sì, il cameo delle Principesse vince su tutto; credo che sarà la scena che riguarderò più di tutti su youtube :D

    Saluti e like! ;)

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    1. Mi rendo conto che a volte do per scontato il parere, tutto mio, su certi titoli di cui non ho mai scritto una sola riga, una volta andrà affrontato anche “Tron LEVATI”, ma prima vorrei scrivere di “TRON” quelli sì che mi piace (come cantavano gli Elii).

      Analisi perfetta, questo film aveva tutto per sbagliare, invece ha trovato l’unico modo per fare giusto, già solo per questo bisognerebbe volergli bene ;-) Cheers!

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  9. Il primo fu anche troppo sottovalutato, spero non accada con questo perché ho molte aspettative e sembrerebbe essere un film per tutti ;)

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    1. Un seguito che non fotocopia le situazioni riuscite del primo capitolo e funziona alla grande, ultra consigliato ;-) Cheers!

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  10. Non penso che verrà mai una moda degli anni 90 , per un semplice motivo: c'è poco e nulla daelogiare.
    Gli anni 90 sono stati un epoca abbastanza pallosa, di transizione, tra il vecchio analogico e il moderno digitale ( che rivoluzionerà il modo di concepire e realizzare l'intrattenimento )
    Ha creato davvero poco di memorabile : la maggior parte della cultura pop dell' epoca ( cinema tv, videogame ecc... ) sono remake o seguiti di qualcosa uscito negli anni 80 ( pensate a un gioco come Strett Fighter II che ha fatto epoca) .
    Già oggi si tendono a mischiare i decenni 80/90 come appunto fossero una sola cosa, gli ultimi anni del Medioevo analogico prima della rivoluzione digitale .
    Ripeterò sempre che Ready player One ( il film ) non ha nulla degli anni 80 ( al contrario del libro, vero manifesto generazionale di un epoca), in quanto un omaggio al cinema visto dalla generazione di Spielberg , e che un vero testimone filmico di quell' epoca devono ancora farlo, forse.
    Cmq, se pensiamo a quanto è andata avanti la nostalgia degli anni 50 e poi dei 70 ,quella degli anni 80 ci accompagnerà ancora a lungo ( diciamo un altro decennio, va ).

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    1. Spero che tu abbia proprio ragione, anche se qualcosa si muove, tra poco esce “Alita”. Comunque non credo che gli anni ’90 avessero poche idee, l’era dei remake e iniziata verso la fine degli anni ’90, ma ancora qualcosa si muoveva a livello di creatività, prima che calasse la falce per sempre. Il libro è sul mio comodino che mi attende, quindi non so dirti, ma il film un po’ da raccoglitore per le trovate anni ’80 riusciva a farlo molto bene secondo me, e diceva anche: Non sarebbe ora di andare avanti? ;-) In ogni caso penso anche io che gli anni ’80 saranno duri a morire, che non è una citazione a Die Hard ;-) Cheers!

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  11. Gli anni 90 sono stati gli anni dei brodo riscaldato ; nei film con Predator 2, ALIEN 3 e 4, Die Hard 3, Arma Letale 3, Terminator 2 , Nightmare 6 e 7 ecc.. eravamo ancora negli anni 80 e manco lo sapevamo .
    Non parliamo di film tratti da videogiochi anni 80 ( Super Mario e Double Dragon ).
    Ma poi a parte Matrix , X file, Harry Potter ( solo come libri, i film sono scoppiati dopo il 2000 ), Resident Evil , the Ring , Evangelion e Sailormoon , cosa altro ci hanno dato di iconico , di resitente al tempo ancora oggi , gli anni 90 ?
    Non moltissimo ( almeno non come gli 80 , che oggettivamente sono stati un calderone pazzesco di idee e personaggi in tutti campi dell' intrattenimento come poche volte è accaduto ).
    Anche perché i titoli elencati sopra sono già sfruttati a dovere da anni, anche in tempi recentissimi , e quidi non ci può essere l'effetto nostalgia , visto che non somo mai andati via .
    Al massimo si può pescare cose come Alita ( che fino a pochi anni fa i fumetti uscivano con nuove avventure ) , ma un vero revival di quegli anni la vedo dura .

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    1. In effetti hai ragione, mi ero focalizzato sui remake e non ho pensato ai seguiti. Pensavo anche ad un certo tipo di horror, ad esempio da poco la Blumhouse ha fatto soldi con “Auguri per la tua morte” che si rifaceva parecchio agli slasher degli anni ’90, ma anche a “Ricomincio da capo” che però era degli anni ’80. Mi hai quasi convinto, ti assumo come avvocato! ;-) Cheers

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