mercoledì 9 gennaio 2019

Boar (2018): Una porcata di mezzanotte

L’ultima novità dei terrapiattisti è che l’Australia non esiste. Oookay, ma allora dov’è che George Miller avrebbe diretto i suoi film? Da dove sarebbero spuntate Nicole Kidman e Margot Robbie (e nel dubbio, ne avete altre così?) e soprattutto, da dove spunta il film di oggi?

Non ho mai avuto il piacere di visitare l’Australia, ma un mio amico che è stato laggiù parecchio mi ha raccontato della sua convivenza con un ragno grande quanto il Molise con cui divideva l’appartamento (storia vera), quindi evidentemente per i nostri amici Australiani è del tutto normale avere animali di dimensioni esagerate in giro per i loro confini, oddio, ora che ci penso è normale anche in parecchie città di uno strambo Paese a forma di scarpa avere cinghiali che si aggirano per le strade.

Ora, Chris Sun non è proprio uno che fino ad ora ci ha regalato chissà che gran titoli, di suo avevo visto solo “Charlie's Farm” (2014) e non era proprio granché, bisogna dire che da quel film il nostro soleggiato amico ha preso qualche attore per la sua ultima fatica, mentre l’idea per il soggetto arriva da un horror Australiano ben più famoso, mi riferisco a “Razorback” (1984) diretto da Russell Mulcahy, quello di Highlander, con l’unica differenza che il cinghiale assassino, qui è un cinghialottone gigante, grosso più o meno come un bus di grosse dimensioni.

Chiariamoci, “Boar” non è il film che vi cambierà la vita, ma dura 96 minuti e senza inventare davvero nulla è il candidato perfetto per quella tipologia di film che io chiamo: Le porcate di mezzanotte.

“Con te ci verrà fuori un ragù grandioso caro mio!”.
Avete presente quando è troppo tardi per iniziare a guardare un film davvero impegnativo, ma troppo presto per andare a dormire? Proprio in questa zona che sta tra il sogno e la veglia arrivano in soccorso le porcate di mezzanotte! Un film che ti richiede nessun impegno ma senza brillare, ma il suo sporco lavoro, ecco “Boar” è proprio un film così, anzi considerando il cinghialotto presente nella storia, sembra nato per questa categoria.

Si comincia con una famiglia in viaggio, in auto papà Bruce (un Bill Moseley incredibilmente quieto) mamma e seduto dietro, il figlio adolescente che non sopporta nessuno, seduto accanto alla figlia più grande accompagnata dall’odiosissimo nuovo fidanzato, argomento di conversazione da viaggio? Baci con la lingua e sesso orale. No sul serio, ascolti il primo dialogo e pensi che Chris Sun probabilmente avrà imparato a scrivere i dialoghi guardando solo film di Rob Zombie.

Non so se l’intento del nostro amico dal nome solare fosse fare una specie di satira sulla famiglia tradizionale Australiana, ma in generale complice anche il nome del capofamiglia, non ho potuto fare a meno di pensare allo sketch dei Monty Python in cui interpretano la parte degli Australiani, tutti con la birra in mano e tutti di nome Bruce.


Lungo il loro percorso, la tipica famigliola Australiana, si ferma un attimo al pub di Sasha, interpretata da una Melissa Tkautz che non ti lascia il tempo di pensare che prima di tutti quei ritocchi, doveva essere stata anche carina, perché il suo personaggio è troppo impegnato a tenere a bada una serie di “Bruce” locali, attivissimi nello svuotare un quantitativo ragguardevole di pinte di birra.

Tra le altre facce caratteristiche, troviamo anche John Jarratt si proprio quello di Wolf Creek, che qui si ritaglia un’altra parte da cacciatore, che va a caccia facendosi portare dalla figlia Sasha il minimo necessario per ogni buon cacciatore Australiano: Mezzo panino e due casse di birra per mandarlo giù. Ah no! Anche una tavoletta di cioccolato, ci vuol qualcosa di dolce a fine pranzo.

Ma penso che a livello di facce caratteristiche, nessuno può battere lo zio che la famigliola raggiunge alla fine del loro viaggetto in auto, lo zietto Bernie, un energumeno fatto a forma di Nathan Jones, il Rictus Erectus di Mad Max - Fury Road, non potete dire di non averlo visto, era il tipo più grosso di tutto il film.

Non potete mancarlo, è questo piccoletto qui.
In una pellicola dove tutti i personaggi incarnano ogni sfumatura possibile d’idiozia, Sasha e zio Bernie sono i meno peggio, in cui il peggio è chiaramente rappresentato dal fidanzato della figlia, che è un minchione che vorresti vedere morto dopo quattro secondi. Insomma non ho capito se Chris Sun ha scritto la maggior parte dei personaggi per renderli perfetta carne da cannone, oppure semplicemente si è affidato alla sagra del già visto, ed è stato benedetto da un paio di attori più in palla degli altri, considerando chi arriva vivo alla fine e come, direi che la seconda opzione è la più probabile, ma chissenefrega, perché il vero protagonista del film è il cinghiale!

In quello che è in parti uguali un “Monster Movie” ma anche uno slasher, il cinghialone senza nome è l’assoluto protagonista, delle sue origini non sappiamo nulla, questo mostro pesante diverse tonnellate semplicemente vive in Australia, si accenna ad una vecchia leggenda, ma è tutto talmente dato per scontato che viene da pensare che sia come il ragno coinquilino del mio amico: Tutto nella norma.

"Vieni in california Australia, vedrai che bello, ci divertiremo da matti..." (Quasi-cit.)
Questo cinghiale semplicemente si aggira di giorno e di notte per l’outback Australiano facendo cose da cinghiale, mangiare, fare la cacca, uccidere gli odiosi protagonisti del film, solite cose. Oh, la faccenda della cacca l’ho aggiunta io, non si vede nessun cinghiale gigante fare della cacca gigante in questo film, ma immagino che si aggiri nel bosco per quel motivo no? Avere un po’ di privacy per farla in santa pace.

Quindi “Boar” si guarda per divertirsi e godersi il modo incredibilmente artistico con cui il nostro cinghialottone, di diventare ragù non ne vuole proprio sapere, ma anzi, utilizza le sue zanne per impalare chiunque gli capiti a tiro. Note positive? Un buonissimo utilizzo degli effetti speciali vecchia maniera, che danno al cinghiale un peso, una fisicità ma anche un ottimo livello di dettaglio. Note negative il fatto che quando lo vediamo correre, Chris Sun utilizza della CGI un po’ scarsa, spesso centellinata oppure utilizzata durante scene notturne per mimetizzare, ma mettendo sulla bilancia le due cose il risultato finale è comunque apprezzabile.

“Cavolo sembra vero”, “Dicono lo stesso delle mie labbra rifatte”.
Se non altro “Boar” non tira mai via la mano quando è il momento di fare caciara, certo ci sarebbe da chiedersi come mai ogni tanto uno dei personaggi venga travolto dal cinghiale che pare avere la capacità di poter uscire, dalle fottute pareti? Si anche, ma quando vuole anche nel bel mezzo dell’outback Australiano. Ci può stare di essere presi di sorpresa da un predatore nel suo elemento, ma non vedere arrivare un cinghiale grosso come un autotreno che arriva di corsa contro di te, quanto sei circondato da chilometri e chilometri di terreno pianeggiate, e per di più in pieno giorno, ti fa davvero riflettere su quanto alcuni dei protagonisti siano davvero cretini (oppure molto miopi).

Se non altro Chris Sun capisce di avere due pesi massimi per le mani, e non fa l’errore di non farli scontrare tra di loro, infatti una lunga sequenza è dedicata allo scontro tra l’animale e zio Bernie. In pratica mentre guardi “Boar” realizzi che stai guardando una specie di versione Australiana dei Kaiju che piacciono tanto ai Giapponesi, solo che invece di Godzilla e Gamera, a scontrarsi sono un uomo gigante e un cinghiale delle stesse dimensioni, uno armato di zanne, l’altro del classico coltello alla Crocodile Dundee, ci manca solo che Nathan Jones pronunci la frase: «Questo è un coltello!».

L’unico che potrebbe impensierirlo è Obelix e il suo appetito.
Insomma “Boar” non è un bel film, è una pellicola che fa cose giuste mandando anche a segno trovate molto sbagliate, ma la somma tra pro e contro pareggia perché per lo meno, mantiene fede a ciò che promette garantendo 96 minuti di un Cinghialone che entra in modalità Predator e fa fuori personaggi scemi, livello di creatività generale molto basso, efficacia e livello di emoglobina piuttosto alto, se non avete ancora sonno e volete ancora vedere un film che non sia troppo impegnativo, una porcata di mezzanotte è quello che fa per voi, è questo, lo è decisamente!

16 commenti:

  1. Buon anno Cass!!!! Mi piace moltissimo la nuova veste del blog...e diciamocelo,a volte film cazzoni come questo ci stanno benissimo ;)

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    1. Grazie Daniele sono contento che ti piaccia, buon 2019 anche a te! ;-) Si, ogni tanto bisogna dedicarsi a questi film, anzi questo mi ha dato l'occasione per utilizzare l'espressione "Porcata di mezzanotte" che da anni fa parte del mio (strambo) vocabolario ;-) Cheers

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  2. A proposito,Nathan Jones era anche e soprattutto il mostruoso Charlie di "Charlie's Farm".

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    1. Esatto, infatti il regista lo ha richiamato anche per questa sua nuova pellicola, attore feticcio insomma ;-) Cheers

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  3. Se fosse stato un cinepanettone,
    avremmo visto il cinghiale gigante fare la cacca :D
    A parte gli scherzi, io adoro questi film. Cinghiale contro l'energumeno, cosa posso chiedere di più? :D
    Ovviamente senza la tua indicazione non avrei riconosciuto il personaggio di (del bellissimo) Mad Max Fury Road.

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    1. La tentazione della “caccona” è forte, ha contagiato anche Spielberg in “Jurassic park” ;-)
      Alla fine è un film di mostri giganti in salsa (barbeque) australiana, Nathan Jones ha una carriera spianata per i prossimi vent’anni, con quella faccia e quel corpo, troverà sempre parti e particine, un Dave Bautista che (per ora) viene via per molti meno soldi ;-) Cheers

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  4. Solo per la definizione di "porcata di mezzanotte" mi sento di dare un'opportunità a questo BOAR. So che me ne pentirò ma te lo devo.

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    1. Dovevo usarla qui sulla Bara prima o poi, è proprio un mio modo di definire certe tipologie di film, anzi quasi anche un modo per valutarli e categorizzarli, com’è quel film? È una porcata di mezzanotte, riassume già tutto il concetto ;-) Cheers

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  5. Beh, il cinghiale mancava. Peccato che non abbia fatto una comparsata anche il ragno del tuo amico, poteva essere un braccio destro del cinghialozzo.

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    1. Cinghio e Ragno, sembra un cartone animato di Cartoon network ;-) Cheers!

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    2. AHahah è vero, altro che Phineas e Ferb

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    3. Potrebbero essere i degni rivali ;-) Cheers

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  6. Potrebbe essere uno di quei film tanto brutti da piacermi quasi... Me lo segno!

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    1. Se arrivi verso mezzanotte e ancora non hai sonno, tienilo a mente ;-) Cheers

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  7. C'è un episodio di Lamù dove Ataru legge un articolo su Razorback , esaltandosi .
    Ora sappiamo che il nostro non aveva solo la mania per le ragazze, ma era pure un appassionato di cinema fantastico!
    NOn c'entra nulla, ma era da tanto che volevo dirlo e questa mi sembrava ua buona occasione.

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    1. Hai fatto benissimo, su Lamù con me sfondi una porta aperta ;-) Cheers!

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