sabato 19 gennaio 2019

American Horror Story - Stagione 8 - Apocalypse: A che ora è la fine del mondo?


Lo devo confessare, dopo la settima stagione di American Horror Story, non era proprio entusiasta di cominciare questa nuova, anche se il tema apocalittico lo trovo sempre intrigante, devo ammettere purtroppo che ho fatto davvero una gran fatica ad appassionarmi a questa stagione che ha più di un difetto.

Fino a questo momento tutte le stagioni di American Horror Story, avevano delle connessioni più o meno grandi, il più delle volte limitate a qualche personaggio ricorrente, ma con “Apocalypse” Ryan Murphy e Brad Falchuk hanno alzato la posta in gioco pescando a piene mani dalla terza stagione Coven, e in parte dalla prima Murder House, problema: Per la Coven è una delle stagioni più pallose di tutta la serie.

Lo so che è molto amata, perché la congrega di streghe alla ricerca della loro “Supreme” ha appassionato parecchio pubblico, ma per quanto ben recitata è una di quelle che mi ha annoiato più di tutte, che volete farci, questione di gusti.

La stagione otto di AHS inizia anche piuttosto bene, non dico proprio come “Il giudizio universale” (1961) di Vittorio De Sica, però quasi, la ricca e odiosissima influencer Coco St. Pierre Vanderbilt (Leslie Grossman) viene sorpresa nel bel mezzo della sua messa in piega da vabbè, robetta, la fine del mondo.

Ho una buona notizia e una cattiva notizia, quella buona è che i telefoni prendono… 
I missili nucleari sono già in volo e ormai è il fuggi fuggi generale, nel panico Coco si porta via la sua assistente Mallory (Billie Lourd), il suo parrucchiere interpretato dal solito Evan Peters ma anche Joan Collins, si perché Ryan Murphy e Brad Falchuk hanno preso a cuore la missione di dare lavoro a tutte le attrici che faticano a trovare una parte da interpretare, assoldando per la loro serie davvero tutte!

Per illudermi proprio per benino, nel primo episodio (8x01 - The End) nella parte della mamma che avremmo voluto avere tutto compare anche una delle mie preferita, Dina Meyer purtroppo per pochissimi minuti e lasciandomi con l’illusione di rivederla nel resto della serie, delusione totale.

Dina è passata solo per salutare, torna quando vuoi però!
Si perché la razza umana viene presto spazzata via, i pochi sopravvissuti selezionati per talento e classe sociale (soprattutto la seconda) vengono radunati in pochi bunker sotterranei dalla misteriosa “Cooperazione” rappresentata da Wilhemina Venable (Sarah Paulson che in questa stagione interpreta tre ruoli e mezzo). La vita nel bunker scorre lenta e fin troppo placida, resa tediosa da un disco di musica melensa a rotazione costante e i soliti problemi di scarsità di cibo, che vengono temporaneamente risolti con soluzioni che sarebbero piaciute ad Hannibal Lecter.

Purtroppo molto presto una serie che inizia con la fine del mondo, continua con un dramma da interni che dell’Horror del titolo ha davvero ben poco, e che soprattutto ad un certo punto, fa rientrare prepotentemente in scena tutti i personaggi (anche molti di quelli defunti) provenienti dalla terza stagione.

Con quel coso in testa potresti anche dire delle grandi verità, ma risulta difficile crederti.
Qui comincia una nuova ricerca per la “Supreme” che in questo caso è un “Supreme” visto che oltre alle streghe, spuntano anche gli stregoni, il tutto mentre lo scenario del pianeta ridotto all’inverno nucleare, viene presto dimenticato o meglio, ridotto ad un pretesto per dai ai personaggi una scadenza, la fine del mondo appunto e una missione da compire per cercare di evitarla, qualcosa che però è più appassionante nei piani originali che nella realizzazione vera e propria.

Lo scontro tra sessi, fra streghe e stregoni viene un po’ abbozzato o comunque mi è sembrato sommerso sotto quintali di “Fanservice” (passatemi l’orrido anglicismo), il ritorno dei personaggi delle vecchie serie, sembra quasi esclusivamente ad uso e consumo degli appassionati di lunga data, certo è sempre uno spettacolo veder tornare che so Jessica Lange di nuovo nei panni dell’odiosa Constance Langdon, oppure Angela Bassett in quelli di Marie Laveau però mi sono appassionato davvero poco, in quello che sembra un seguito ben poco convinto.

Tremate tremate, le streghe son tornate. Ma non è tanto per dire!
Ad esempio in Coven, il cameo canterino di Stevie Nicks aveva un senso, qui invece, siamo davvero in zona compito da svolgere per cercare di ripete le stesse atmosfere della terza stagione, ma preferisco ripeterlo, qualcuno che ha amato Coven più di me, magari potrebbe anche gradire, io personalmente mi sono parecchio annoiato anche per soluzioni fin troppo frettolose nel finale.

Si perché per spiegarci come mai tutti i personaggi di Coven sono di nuovo qui, Ryan Murphy e Brad Falchuk si lanciano in un lunghissimo flashback della durata di sei episodi (su dieci, un po’ tanti) per poi risolvere l’arrivo del Satanasso cattivone con una scenetta molto frettolosa e ben poco credibile, il fatto che la conclusione poi, lasci più di una porta aperta sul futuro, non mi ha affatto entusiasmato.

Certo ci sono dei momenti riusciti, come il lungo incubo di Misty alle prese con la rana, oppure il ritorno in scena di Papa Legba (Lance Reddick) ma anche le trovate satiriche dietro la creazione della “Cooperazione” (con Evan Peters e i suoi capelli da Nino D’Angelo) mi hanno convinto poco.

No sul serio, chi si occupa di parrucche e capelli in questa serie è un sadico!
Apprezzabile che Ryan Murphy e Brad Falchuk riescano ancora a gestire così tanti personaggi, e abbiano voglia di giocare con la mitologia da loro stessi creata, ma già il fatto che la serie senta il bisogno di riscavare così tanto nel suo passato, mi fa pensare che le idee per il futuro siano un po’ terminare. Considerando che AHS è già stata confermata per altre due stagioni, non so proprio cosa potranno inventarsi per il futuro i due autori, ma per la prima volta lo dico con preoccupazione, più che compiaciuto dalla follia che Ryan Murphy e Brad Falchuk hanno sempre saputo sfoggiare con questa serie.

6 commenti:

  1. Ancora mi manca, ma quest'anno lo vedrò sicuro, e spero non sarà una ciofeca come dicono ;)

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    1. Non posso dirti che a fine visione ero esaltato, anzi, ho anche un po' faticato per arrivare alla fine. Cheers!

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  2. Primi episodi davvero belli ed interessanti tanto che li ho visti in sequenza.
    La seconda parte è piuttosto evanescente ed il finale piuttosto tirato via.
    Peccato, perché i primissimi episodi promettevano tantissimo.

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    1. Non avrei proprio saputo dirla meglio, uno spreco di una buona premessa. Cheers!

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  3. Ecco a me invece il contrario, i primi episodi mi avevano abbastanza appesantito, da quando compaiono le streghe e, soprattutto, Murder House, ho iniziato ad esaltarmi per davvero.

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    1. Sarà che io non sono mai andato pazzo per Coven, quello non ha aiutato. Cheers!

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