mercoledì 19 dicembre 2018

Robin Hood - L'origine della leggenda (2018): Più che Robin questo sembra Batman


Sono un ragazzo semplice, se loro fanno un film su Robin Hood, io guardo un film su Robin Hood, non si scappa, è come il comma 22, certo il più delle volte finisce con io che inveisco contro i santi, però non posso farci niente, sono un ragazzo semplice, semplicemente scemo quando mi sottopongo a film così.

Passo indietro. Non credo ci sia un archetipo narrativo (perché quando si parla di Robin Hood di questo si tratta) in grado di accalappiarmi come l’arciere di Sherwood, a memoria mia fin da bambino non mi sono mai perso un film, un cartone animato o un libro sul personaggio ed ogni volta finiva sempre alla stessa maniera: io esaltato a riprodurre le gesta del personaggio, a volte zompettando per la casa, altre, invece, con i Lego.

Se partiamo dai classici con Errol Flynn, per passare poi a “L'arciere di fuoco” (1971), “Robin Hood – La leggenda” quello del 1991 con Uma Thurman nei panni di lady Marian, fino al più celebre e da me amatissimo “Robin Hood - Principe dei ladri” (1991) con Kevin Costner, senza dimenticarci di classici assoluti come “Robin Hood – Un uomo in calzamaglia” (1993) di Mel Brooks per arrivare al mio Robin Hood preferito di tutti i tempi, quello del 1973 della Disney che, ammettiamolo, non si può battere!

Tre film che avrete voglia di rivedere, per togliervi dagli occhi e fare pace con Robin Hood.
Fino a questo momento, devo dire che una delle versioni peggiori che avessi mai visto, era il pallosissimo “Robin Hood” (2010) di Ridley Scott(o) che veniva già criticato per il tentativo di rifare “Il gladiatore” (2000) non solo per l’attore protagonista, ma anche per un tentativo di aggiornare certi passaggi risultando storicamente poco accurati. Ho rimosso quasi tutto del film di Scott(o), ma ricordo dei mezzi da sbarco in stile D-Day abbastanza fuori luogo, per fortuna, il mio neurone (perché chiamarlo cervello sarebbe peccare di megalomania) ha già cancellato il ricordo.

Devo dire che Mr. Neuro avrà il suo bel da fare per cancellare anche l’ultima incarnazione del personaggio, questo film che qui da noi in uno strambo Paese a forma di foresta di Sherwood scarpa si guadagna il sottotitolo di “Robin Hood - L’origine della leggenda”, una robetta che riesce nell’impresa di risultare ancora più storicamente impreciso del film dello Scott sbagliato (sono film così che mi ricordando quanto mi manca Tony), ma anche ben peggiore, gioisci Ridley! Qualcuno ha fatto ben peggio di te!

Quel qualcuno è Otto Bathurst regista inglese dal curriculum niente male, per lui la regia di tanti episodi di Peaky Blinders, ma anche il famigerato “The National Anthem” il primo chiacchierato episodi di Black Mirror, quello con il primo ministro e il maiale che mi ha fatto rigirare più volte sulla poltrona mentre lo guardavo. Insomma: uno con le carte in regola che si trova alle prese con un progetto che riesce ad essere in parti uguali paraculo, bruttarello e studiato a tavolino, anche se sarebbe più corretto dire studiato MALE a tavolino.

Dopo i gilet gialli, siamo passati ai cappucci blu.
Una delle prima frasi del film (pronunciata per altro con un’enfasi del tutto non necessaria) ci dice di dimenticare la storia che già conosciamo sul personaggio, che questa non è una favola per bambini. Davvero caro Otto? Allora perché la prima scena del film prevede un grosso libro intitolato “Robin Hood” che si apre dando il via alla storia, proprio come accadeva nella prima scena del film della Disney nel 1973? Tana per Otto! Beccato alla prima scena per altro.

Il resto prosegue con immagini da fumetto (insomma, poche idee ma confuse) per introdurre Robin di Locksley interpretato dall’attore diversamente espressivo (perché dire “pippa” pare brutto) Taron Egerton che un giorno riceve il foglio del precetto militare direttamente dallo sceriffo di Nottingham (Ben Mendelsohn) e pensate: stampato al computer! No, ma sul serio? Il messaggio che avvisa Robin di partire per le crociate stampato al computer con tanto di carattere finto medioevale?! Su questa scena ho capito che sarebbe stato un film luuuuuuunghissimo.

La prima delle tante bislacche idee di Otto Bathurst arriva proprio nel mostrarci il periodo passato dal futuro Robin Hood in terra santa, ve lo descrivo: nessun elmo in testa, perché si sa cha i Crociati non lo utilizzavano (eh vabbè), armatura “smanicata” che ad una prima occhiata sembra un giubbotto antiproiettile indossato su tunica color camo, perfetta per mimetizzarsi nel deserto. Il tutto, mentre insieme alla sua squadra di soldati Yankee inglesi si aggirano con l’arco teso e pronto a scoccare una freccia tra le rovine della città, per finire nel mirino di un cecchino armato di una balestra che spara frecce a ripetizione… Time Out Cassidy!

Black Hawk Sherwood Down.
A parte il fatto che tenere un arco teso a lungo richiede delle braccia notevoli, ma a parte questo, basta una prima occhiata a questa scena perché il nostro (il mio di sicuro) Mr. Neuro spappolato da anni di film, mi restituisca la sensazione di stare guardando un film di guerra ambientato che so in Afghanistan o in Iraq, con soldati americani moderni. Non ho voluto indagare, ma mi sembra di sentirlo Otto che dichiara di essersi ispirato a qualche film di guerra tipo che ne so “Zero Dark Thirty” (2012) per girare questa scena, sul serio, non voglio nemmeno sapere!

Ok, caro Otto, vuoi fare la versione moderna di “Robin Hood” che torna in patria dopo l’esperienza in guerra e trova il suo Paese sconvolto, nelle mani dello sceriffo interpretato da Ben Mendelsohn?  (ormai specializzato in ruoli da cattivo in film che iniziano con la “R” dopo Rogue One e Ready Player One) che predica su questi immigrati maledetti che vengono qui, ci rubano il lavoro e minacciano la santità della nostra Chiesa?

"Un soldo risparmiato è un soldo guadagnato. Per noi!" (Cit.)
Un messaggio politico che urla “DONALD TRUMP” ad ogni sillaba, ma che andrebbe benissimo anche per i nostri attuali regnanti (tanto le teste di minchia restano tali a tutte le latitudini). Va bene, ho capito il tuo gioco, ho capito anche che il cappuccio sulla testa del protagonista è un segno di rivolta, ci può stare, hai fatto un episodio di “Black Mirror” che ha destato scandalo mettendo il tuo nome sulla carta geografica ed ora vuoi cavalcare la popolarità guadagnata, va bene, però non fare il paraculo poi quando ti metti a rubacchiare dai film più famosi, portando tutto nella “zona di sicurezza” (quella che va forte presso il pubblico) del film di supereroi, dai!

Sì, perché prima di tutto, “Robin Hood - L'origine della leggenda” introduce il personaggio del comandante moresco che parla perfettamente Inglese (in terra santa nel bel mezzo delle crociate è molto logico, no?) il cui nome è troppo difficile da pronunciare, ma che per comodità pronunciato all'Amerigggana all’Inglese suona un po’ come John. Ecco, bravi, proprio lui: Little John che, però, non è un orso simpaticone, ma è Jamie Foxx che recita con i segni moreschi sul volto, perché... Cacchio! Vogliamo non fregare il personaggio di Azeem da “Robin Hood - Principe dei ladri” (1991) dov'era interpretato da Morgan Freeman? Eh, dài, su! Beccato per la seconda volta Otto, devi farmele un po’ più difficili le citazioni, così mi annoio.

Che sorta di origine ha il nome Azeem Foxx? Irlandese? Della Cornovaglia? (Cit.)
Little John diventa il mentore di Robin, gli consiglia il cappuccio per celare la sua identità, gli alleggerisce la blusa per renderlo più agile, in pratica gli fornisce un costume da supereroe, ma non si limita a questo, grazie ad un arco definito speciale, “Un’arma da strada”, il nostro Robin può sparare frecce con il doppio della velocità e della potenza e fatemi sorvolare sull’assolutamente irrealistico dettaglio che il personaggio mette la freccia in posizione sull'arco, incoccandola dal lato destro (tendendo la corda, la freccia partirebbe per i fattacci suoi, per semplice fisica di base) tanto farsi questi problemi in un film così, sarebbe più assurdo che produrlo!

Si va bene, sei un gran tamarro lo abbiamo capito, posso andare avanti con il post ora?
Abbiamo il costume, abbiamo il super poter dell’arco, cosa manca? L’identità segreta, il suggerimento di Little John, per scardinare il governo corrotto: Intrufolarsi tra le trame di Stato e Chiesa (rappresentata da uno sprecatissimo F. Murray Abraham che spero, almeno, sia stato ben pagato) e di riuscire anche a riconquistare la sua lady Marian, è di fingersi il vanesio Robin di Locksey di giorno, per potersi muovere tra i salotti bene della città e diventare il giustiziere mascherato che ruba ai ricchi per dare ai poveri di notte. Per dormire, potrai sempre fare un pisolino verso mezzogiorno.

In poche parole, gli consiglia di diventare Batman! Ma come Batman? Io ero venuto qui per vedere Robin e voi mi date Batman!? Ma che fesseria è? Ma poi scusate: Robin Hood è, come dicevo, un archetipo narrativo da cui persino Batman ha pescato a piene mani, basta dire che semplicemente restando nel parco di personaggio della Distinta Concorrenza, Oliver Queen s'ispirava nell’arma e nel cappuccio proprio a Robin Hood, per diventare Freccia Verde e considerando che la serie tv “Arrow” è piuttosto popolare, non mi sembra una mossa molto astuta.

John Woo perdonali, perché non sanno quello che fanno.
Chiaro che “Robin Hood - L'origine della leggenda” voglia riproporre un personaggio classico ad una generazione di spettatori molto giovani cresciuti con i videogames e che al cinema vanno giusto per vedere il nuovo film di supereroi, però oltre ad essere una mossa filologicamente cretina è anche abbastanza inutile. Da bambino mi sono sempre esaltato per Robin Hood senza bisogno di equipararlo ad un supereroe, sarebbe già poco sensato farlo per Zorro, figuriamoci per Robin Hood!

Ho dimenticato di parlare di lady Marian che nel film è una specie di spia infiltrata tra le file del nemico, che, sbattendo le ciglia, convince chiunque a fare qualunque cosa, una roba credibilissima che mi fa quasi sembrare logico il fatto che una volpe, poteva essere il nipote di un leone nella versione della Disney. Se non altro, Marian (pronunciata "Marion") è interpretata da Eve Hewson, figlia di Bono degli U2 intravista in Il ponte delle spie (sarà per quello che fa la spia anche qui?) su cui non saprei che altro aggiungere, se non che è molto caruccia, di quello bisogna darle atto, altri pareri su di lei in un film così sarebbe un’impresa improbabile. Inoltre prometto di non fare battute sceme basate sul nome d'arte del padre della ragazza, promesso.

[NOTA DI BLOGGER: Questa immagine si espone a così tante battutacce di Cassidy, che per l’incolumità dei lettori abbiamo preferito censurarla]
Chi riesce a sopravvivere in questo cinema di Hollywood in cui i supereroi imperversano, è Taron Egerton, non perché sia particolarmente bravo o carismatico, però dopo Kingsman, ha trovato il modo di mandare a segno un altro film di stampo fumettistico, in cui può fare gesta da supereroe senza, di fatto, esserlo. Sì, perché Otto Bathurst ogni tanto ci regala una scena in cui da spettatore puoi permetterti di spegnere il cervello e vedere questo Robin Hood da videogioco scoccare quattro frecce alla volta, muoversi a rallentatore e via così, in lunghe scene nemmeno brutte, ma parecchio fini a loro stesse, perché ormai la credibilità della storia è talmente sotto il livello di guardia, che il fatto che le scene d’azione siano meglio di quelle di Assassin’s Creedè una ben scarsa consolazione.

Per altro, il finale lascia la porta aperta per un seguito che, per fortuna, non arriverà, perché con un flop colossale ovunque nel globo (si parla di 22 milioni di ex presidenti morti stampati su carta verde d’incasso, pochini visto il costo di 100 milioni) questo Robin Hood non siano riuscito a rubare a nessun ricco, tanto meno per dare ai “poveri” della Safehouse Pictures. Posso dirlo? Non è una grande perdita!

Gli intenti della Safehouse Pictures riassunti in un'immagine.
Lati positivi del film? So già che finirò per andarmi a rivedere il “Robin Hood” della Disney, tanto con queste nuove versioni del personaggio, finisce sempre così, il che non è un male, aiuta a cancellare dalla memoria filmetti inutili come questo.

30 commenti:

  1. Due domande:Robin e marian, quello con connery, l'hai visto? E, appunto, non è sempre stata lady Marian?
    Marion x me è sempre stata solo mamma Cunninngham

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non l’ho citato nell’elenco? Vero non l’ho fatto, probabilmente per non allungare troppo, ma ti dirò che qualche settimana fa (che poi magari era due mesi fa, ma il discorso non cambia) ho beccato “Robin e Marian” iniziato in tv e me ne sono rivisto un bel pezzo, è uno dei miei preferiti Connery è perfetto per il ruolo ;-) Hai ragione, volevo sottolineare che nel film la chiamano “Marion”, ma mi è rimasto tra i tasti della tastiera, ho corretto grazie per avermelo fatto notare ;-) Cheers!

      Elimina
  2. Ok, adesso verifico il palinsesto, era tanto che volevo recuperare Robin e Marion..Marian.. insomma lei.
    Questo simil-Arrow invece lo salto volentieri. Quella gif "what else you got" con maglietta Intimissimi, taglio di capelli da Sargassi e tiro con l'arco demenziale basta e avanza :-))) 'Bro fist!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo è il classico film che ti fa venire voglia di andare a rivedere i Robin Hood quelli belli ;-) La maglietta penso sia davvero quella di Intimissimi, il post invece serve a testimoniare le bassezze che il cinema del 2018 può raggiungere… Bro-fis! ;-) Cheers

      Elimina
  3. Una idea per Otto o per qualcuno che fa il suo mestiere: MariAn Cunninngham è una signora di mezza età dal sorriso dolce la cui famiglia si è persa da qualche parte in Terra Santa che si mette al comando di una banda di straccioni vessati da uno sceriffo prepotente. Il suo consiliori, un ex frate con piglio da cowboy, le suggerisce di far nascere e crescere tra la gente la leggenda di un arciere che ruba ai ricchi eccetera nottetempo. Un mago con l'arco. Mascherato. Uno spauracchio. Low budget. Emily Watson nel ruolo di MariAn C. Mel C delle Spice nel ruolo dello sceriffo. Geo Rush è frate Tuckson. Menzione speciale al Sandance. Ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Geo Rush nella parte del frate cowboy è un’ottima idea, Mel C anche, basta che non si metta a cantare, titolo low budget a ruoli scambiati come va forte nel cinema moderno, costato meno della metà di questo spara frecce che vale meno di Oliver Queen. Cheers!

      Elimina
  4. Io avevo capito l'andazzo dai primi 3 secondi del trailer, ho pensato subito: "ecco, una tamarrata in salsa medievale, tipo Assassin's Creed, ma dal cappuccio sembra quello di Thief (altro videogioco)", si perché l'estetica da cafonata presa da un videogame c'era tutta, poi ho visto Jamie Foxx e mi sono chiesto cosa ci facesse in un film del genere, poi ho capito che era Robin Hood e ho trovato un motivo per non andare al cinema per due settimane…
    p.s. forse sono l'unico a cui il film di Scott non era dispiaciuto, poco ispirato ma comunque tecnicamente valido. Però il fatto che dopo averlo visto al cinema non l'abbia più rivisto qualcosa vuol dire.
    Bob.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto cercando di smetterla con i trailer, anche se per film come questo, il trailer basta e avanza ;-) Scott prima di “Covenant” almeno girava bene, poi è semplicemente diventato Scott(o) e ciao ciao. Secondo la mia esperienza con quel film tutti più o meno ricordano che non era malissimo, ma non ricordano altro, il tempo è sempre il miglior critico cinematografico del mondo. Cheers!

      Elimina
  5. Sono contento che sia stato un flop, perché non se ne può più di usare personaggi stra-abusati e di pubblico dominio come Robin, che tra film, telefilm e cartoni ( pure una recente serie in 3D franciosa ) ha veramente rotto le balotas ( oltre ad essere un personaggio ormai obsoleto : in un era in cui gli eroi sparano raggi e buttano muri giù con un pugno, a chi frega di un tizio con arco e frecce ?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invece secondo me potrebbe funzionare, perché è un archetipo con tanti pregi, è un’idea potente alla base, ruba ai ricchi per dare ai poveri, secondo me è un personaggio che avrebbe molto da dire, certo è inflazionato, ma ci sarà sempre Robin Hood. Inoltre nel secondo “Avengers” Joss Whedon avendo a disposizione una spia sexy, un gigante verde, un eroe di guerra, un Dio e un genio in armatura milionaria, alla fine il personaggio più riuscito del film, era l’umano con arco e frecce ;-) Quindi non credo sia un problema di personaggio, ma del “manico” e di tutta l’operazione, questa è la più sbagliata possibile, quindi ben venga il flop ;-) Cheers

      Elimina
  6. Che tristezza plurima, ma se non altro va riconosciuto a questo film un merito enorme: essere riuscito a fare peggio di quella minchiata di Scott! Con un Robin Hood di 150 chili che spezzava le ginocchia ai cavalli semplicemente salendo in sella, e una trama scritta dalle scimmie che Ridley da anni tiene schiave: battere questa Armata delle Tenebre non era facile, ma questo film c'è riuscito! :-P
    Possibile che le case non guardino su IMDb? A parte "Fast & Furious", che fa legge a parte, ogni film costato 100 milioni è stato un totale flop al cinema. Ancora non hanno capito che è la formula Blum a vincere sempre?
    E ancora siamo a rincorrere i gggiovani? Eppure è noto che il gusto del pubblico non va inseguito, ma forgiato. E ancora fanno 'sta robbetta finto giovane per prendere un pubblico che non sa neanche com'è fatta una sala del cinema?
    Ogni volta che il cinema insegue il successo di altri media fallisce, perché smette di creare mondi meravigliosi, che è la sua unica funzione. Cercare di far alzare la testa ai ragazzini dalle loro console non è impossibile: è inutile...
    E Robin Hood spacca in tutte le versioni che hai citato, senza bisogno di superpoteri e chiamata alle armi afghano-crociate. Quando entri nel castello del re con un cervo morto sulle spalle, hai già vinto la guerra! ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahaahah minchia ancora mi ricordo le risate nel vedere le espressioni di dolore di quei poveri cavalli cavalcati da un bovino, un giorno scopriremo che questo film è stato finanziato sottobanco da Scott(o) per non restare ultimo in classifica ;-)
      Perfetta analisi, infatti “Fast & Furious" ora fa i soldi perché ai tempi ha forgiato i gusti (un po’ tamarri) del pubblico. Gli unici film non basati su titoli ultra conosciuti, devono per forza seguire la via mostrata da Blum, anche perché i film tratti da videogioco sono da sempre dei bagni di sangue, figuriamoci un film che cerca di rendere Robin Hood un videogioco!
      Lo penso anche io, è un personaggio che sa di sfida al potere, ha e avrà sempre tutte le carte in regola per affascinare il pubblico, a parte di non vederlo in azione in poveracciate come questo film. Cheers!

      Elimina
  7. Non avevo già nessuna intenzione di vedere questo film, e ora ancora meno...
    Curiosità buttata lì giusto perché solo ultimamente mi sono informato a fondo sulla figura di Robin Hood: nella maggior parte delle incarnazioni moderne del personaggio uno dei comprimari è un "saraceno" (termine con cui un tempo si indicava qualsiasi personaggio di etnia araba o giù di lì), di solito di colore, ma in realtà la prima volta che compare un saraceno è in un telefilm del 1984, non sembra essercene traccia nelle antiche battaglie nè in ogni riduzione precedente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensavo che fosse un’invenzione del film con Kevin Costner, in realtà esiste un precedente, grazie per avermelo detto ;-) Che poi anche quella versione del film era tutto tranne che impeccabile, però almeno mostrava i pregi del personaggio, qui hanno puntato su altro, senza capire che avevano già oro per le mani. Cheers!

      Elimina
  8. Madò che roba... Io al contrario di te che ti sei disintossicato, ho (purtroppo!) ancora il vizio dei trailer. Dopo averlo visto ho pensato "Dio che tamarrata!". Ma non una tamarrata divertente alla "Fast e Furious" dove spegni il cervello e ti godi il film con sorriso ebete stampato. No, una tamarrata di quelle fastidiose che ti viene da dire "Ma che c@zzo sto guardando?!?!". Un frullatone di ninja, Batman, Assassin Creed (il videogioco. Del film preferisco non dire una parola!), John Woo,... E chissà cos'altro ci hanno buttato dentro.
    Almeno il buon Mel Brooks quando faceva queste cose le faceva consapevolmente, qua siamo al comico involontario. Quelli convinti di essere i numeri uno quando invece hanno clamorosamente sbagliato mestiere.
    Saltato a piè pari senza rimpianti.

    P.S.: quando hai finito la rubrica su Amore Romero, che ne dici di uno specialone su Kevin Costner? Tiè, ti regalo pure il titolo: "Per 6 anni sono stato Dio in terra". Dal 1987 (Gli Intoccabili) al 1993 (Un Mondo Perfetto) Costner ha smazzato titoli che sono uno meglio dell'altro e che hanno sbancato ogni mercato e fatto ba***re tutte le donne del mondo. Poi dal '94 il crollo verticale. Si salvano giusto un paio di titoli portati a casa da onesti mestieranti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, ultima e poi chiuso. Da piccolino i Lego di Robin Hood ce li avevo anch'io!

      Elimina
    2. Non ho visto nemmeno la pubblicità in tv, forse perché in tv guardo solo il TG e Blob ;-) Però trovo sia giusto scrivere ogni tanto di film così, perché va bene consigliare roba valida da vedere, ma bisogna anche fare il punto su quanto forte il cinema del 2018 sta andando a picchiare di faccia contro il guard rail.

      Kevin Costner dovrà essere in qualche modo essere ospite qui sulla Bara, ho un aneddoto per ognuno dei film che hai citato, per altro per le feste ho in programma il ripasso di un suo film, quindi vediamo come andrà ;-) Cheers!

      Elimina
    3. Ti meriti il Bro-Fist! ;-)
      Ne avevo due della serie di Robin Hood ed erano fighissimi, la grotta che si apriva e il castelletto nei boschi, inoltre avevo il castello medioevale, quindi mi sono sbizzarrito, tutto quello che mi mancava, lo costruivo con i mattoncini. Cheers!

      Elimina
  9. L'ultima versione bella di Robin Hood era quella spiritosa con il Dottore di Capaldi. Mi ricordo ancora i loro battibecchi.

    Questo film me lo vedrò nelle mie serate trash, insieme a "Shark".

    Ah, comunque vedo che Hollywood di soldi ne ha da perdere; e dire che a Del Toro basterebbe metà budget di 'sto film per fare "Hellboy 3" ma ormai è tardi.

    Saluti frecciosi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. “Robot of Sherwood” secondo me era ispirato a “I banditi del tempo” di Gilliam, se non altro per l’idea di un Robin Hood un po’ cretino, anche se più sciroccato di quello di John Cleese non è proprio possibile. Ormai sono giunto alla conclusione che il piano di Hollywood sia fare film bruttini, solo per poterli poi rivendere come “Reboot” pochi anni dopo, se mai uscirà un nuovo Robin Hood a breve potrei credere davvero alla mia teoria ;-)

      Anche perché non mi spiego perché fare affidare un Hellboy fotocopia a Neil Marshall, quando potresti fare concludere la trilogia a Del Toro ;-) Cheers

      Elimina
    2. Su Hellboy bisognerebbe chiedersi intnato perché non hanno mai completato la trilogia nonostante i buoni incassi.
      Se poi il film di Marshall non è prodotto da Sony, ci saranno anche problemi di diritti ( non puoi far uscire il seguito di un film precedente di un altro Studios; o magari puoi , ma perché pubblicizzare la concorrenza ? Meglio fare una cosa tutta tua ripartendo da zero )

      Elimina
    3. Perché è andato bene ma non benissimo, nel senso che è andato in pari come molti film di Del Toro (“Pacific Rim” è un buon esempio) ma non abbastanza da giustificare le richieste di Del Toro, quindi hanno deciso di ricominciare, uguale, ma con meno budget penso, anche se non riesco a trovare dati sul budget del nuovo film. In ogni caso quello del 2004 è costato 66 milioni (incassa cumulativo mondiale 99) il secondo 85 milioni di ex presidenti spirati stampati su carta verde (incasso 160), il fatto che non trovo informazioni sul budget del nuovo film mi fa pensare che abbiano giocato al ribasso.

      Tra i produttori invece, vedo gli stessi nomi coinvolti, quindi non credo ci sarà nessun problema, in tal senso ;-) Cheers!

      Elimina
  10. Ho seriamente paura che pure a me venga la voglia di vederlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no! ma io li scrivo apposta questi post proprio per evitarvi certe frecciate al cuore ;-) Cheers!

      Elimina
  11. Spoiler Spoiler Spoiler

    Lo scrivo giusto per sicurezza perchè farò alcuni esempi ma scrivere spoiler su un film il cui protagonista è robin hood mi pare superfluo. Poi nello specifico che ci sia di robin hood in questo film per me è un mistero. Forse solo dei casi di omonimia. Parto dall'inizio in cui nelle crociate scopro che esistevano già le truppe di marines le quali erano sprovviste di mitragliette ma usavano gli archi allo stesso modo perchè si sa che se ti muovi tra i cunicoli l'arco è la migliore arma che ti puoi portare. Non una balestra che potrebbe effettivamente essere utile. Un arco. Ovviamente con la freccia incoccata e la corda tenuta costantemente in tensione. D'altronde i nemici hanno non delle baliste ma delle macchine di morte che sparano fiocine di acciaio con un rate della madonna e che ovviamente perforano la pietra. Mi domando perchè l'uomo ha inventato la polvere da sparo e soprattutto perchè gli indiani perdevano contro i cowboy.
    Poi il film prosegue sempre meglio. Il moro interpretato da Jamie fox decide, non si sa bene per quale motivo, di farsi un viaggetto in mare di qualche mese per seguire un tizio che ha tentato di salvargli il figlio ma nulla di più. Quando si incontrano, infatti, il moro non si sente in debito di Robin, non gli ha salvato la vita come ha fatto Costner con Freeman. No, lui è andato in Inghilterra perchè da solo e facilmente mimetizzato vuole colpire gli inglesi nelle finanze. Il Che al confronto era un dilettante.
    Non pago di tutto ciò Robin torna nella sua casa in rovina, non la rimette a posto, non riattiva le sue terre, non ricomincia ad essere il nobile che era. Non fa nulla di tutto questo ma trova inspiegabilmente un sacco di denaro e nessuno si domanda da dove venga. In più va in giro con un moro che, casualmente, tutti vedono al fianco di robin hood. Lo stesso moro viene pure catturato ma nessuno fa 2+2, Figuriamoci. E poi ci lamentiamo degli occhiali di Clark Kent. Poi tutto lo scimmiottamento della maschera di V for vendetta con il cappuccio di Hood è al limite del plagio. Potrei continuare per ore a demolire questo film. Non c'è davvero nulla che si salvi. Mi chiedo come sia possibile fare qualcosa così male con così tanti soldi. Mah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eheheh è proprio lo spirito con cui ho scritto il post, un film che fa talmente schifo, che può essere solo dileggiato. Trovo ridicolo che in vent'anni la qualità media dei film sia crollata così, non si creano personaggi, al massimo li si scrive simili ad altri che il pubblico già conosce e va bene così. Cheers!

      Elimina
  12. Beh dai, Arrow più che Freccia Verde è Batman, direi che il cerchio si é chiuso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti in qualche modo dovevo citare "Arrow" in questo post proprio per chiuderlo quel cerchio ;-) Cheers

      Elimina
  13. Che sciatteria, comunque il pensiero a Batman arriva poco dopo che lui ritorna dalle crociate (che poi quanto ci è stato per tornare con lo stesso aspetto di quando è partito visto che solo il viaggio di ritorno dura 3 anni? Misteri). Borioso e truzzo, non si salva niente di questo film (che poi è un film?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avranno il teletrasporto, sarebbe la trovata più logica del film, dopo l'invito alla guerra stampato con la stampante laser ;-) Cheers

      Elimina