sabato 15 dicembre 2018

Doctor Who - 11x10 - The Battle of Ranskoor Av Kolos: Tutto qua? Già finito?


Si possono fare alcune critiche a Chris Chibnall, e con l’undicesima stagione di “Doctor Who” il nostro Chris qualcuna ne ha portata a casa, ma non che non sia un tipo davvero coerente. Per concludere una stagione che prometteva la rivoluzione e invece si è rivelata abbastanza sottotraccia, è arrivato il finale di stagione più piatto da parecchio tempo a questa parte. Ed ora che me ne accorgo, anche questo è un po’ una critica.

“Team Tardis” riceve un messaggio di aiuto dal pianeta Ranskoor Av Kolos (salute!) meglio noto anche come il “Disintegratore di anime”, non ho verificato, ma con una fama così, chissà che belle recensioni su Booking. Per sopravvivere agli attacchi psichici del pianeta, Doctor e soci devono indossare dei bilanciatori neurali che li fanno somigliare tutti quanti a dei piccoli cosplayer dei Borg di Star Trek.

Una volta atterrati i nostri fanno la conoscenza di Patraki, pilota in cerca del suo equipaggio e della sua memoria a breve termine temporaneamente cancellata, ma soprattutto incontrano una nuova razza aliena, che come ci ha abituato questa undicesima stagione, consiste nei soliti umani con della stramba roba appiccicata sulla faccia, perché il make-up costa.

Si tratta degli UX (che Jodie Whittaker con il suo accento pronuncia proprio così, “UX” non “AX” come fa il resto del cast e per altro, anche gli stessi alieni quando si presentano), il popolo più sfigato della galassia, perché non solo sono una razza composta da due soli membri (se uno dovesse suicidarsi commetterebbe un genocidio) ma sono anche la razza più facilmente assoggettabile dell’universo, basta che chiunque, fingendo un minimo di autorevolezza, arrivi a dichiarare di essere il loro Dio, oppure che so, che è tutta colpa degli immigrati, o magari che il loro pianeta è piatto e una buona porzione della popolazione gli crederà senza reclamare. No aspettate, considerando che sono solamente due persone mi correggo, gli UX sono la SECONDA razza più sfigata della galassia.

“Andiamo Cass! Guarda che tu ci devi vivere su questo pianeta”.
Il “mistero” ruota intorno ad alcuni strani oggetti (fatti di plexiglass) e al nuovo “Dio” degli UX, che altri non è che una vecchia conoscenza di “Team Tardis” ovvero l’alieno Stenza visto nella puntata d’esordio di Thirteen, quel ragazzaccio battezzato dal Dottore con il nomignolo di Tim Shaw.

Mi pare piuttosto chiaro che questo finale di stagione fosse già stato almeno scritto (ma quasi sicuramente anche completato in fase di post produzione) quando The woman who fell to earth è andato in onda, perché il dentuto Tim Shaw è stato proprio una delle trovate più criticate del nuovo corso di Chris Chibnall. Gli Stenza sembravano destinati a diventare i nuovi grandi avversari del Dottore e invece? Invece ciccia, alla luce di questo, riprendere il personaggio di Tim Shaw in questo finale di stagione, non solo non è stata una gran mossa, ma nemmeno tutta questa grande minaccia, visto che (escluso nonno Graham) i nostri protagonisti quasi non si ricordavano più di lui.

Oh, visto che ne stiamo parlando, vi ricordate il Timeless Child? Sembrava uno degli argomenti più promettenti di questo nuovo corso, ma alla fine, che fine ha fatto? Bah torniamo alla puntata.

Tim Shaw è un tale sfigato, che serve giusto a beccarsi qualche battutaccia da parte del Doctor («Non hai un gran bell’aspetto, mentre io ho un cappotto nuovo») in generale poi, sia Russell T. Davies che Steven Moffat avevano la capacità di scrivere dei dialoghi in cui, lunghe tirate sugli elementi più fantascientifici erano così riusciti, da dare più solidità anche alle trame più basilari, facendole sembrare più intricate di quello che poi erano in realtà, una capacità che a Chris Chibnall manca, tanto che sentire Doctor parlare di polarità da invertire (un classico di “Doctor Who”) oppure di bilanciatori neurali da utilizzare come inibitori neurali sembra quasi una forzatura, un elemento estraneo rispetto al ritmo dell’episodio.

In pratica un punching ball per le “Frasi maschie” del Doctor.
Ho trovato anche poco coerente con la filosofia del personaggio, la distribuzione di armi fatta dal Doctor ai suoi compagni, per assurdo uno dei pochi motivi di interesse dell’episodio arriva da nonno Graham, l’unico nuovo arrivato che ci ha regalato gioie per tutta la stagione.

Graham promette vendetta, se ne avrà l’occasione ucciderà Tim Shaw per vendicare la morte della sua Grace, una rabbia del tutto comprensibile ma che il Doctor non condivide, potete immaginare facilmente come finirà lo scontro tra i due (che infatti termina proprio in modo prevedibile), con Ryan a coprire un ruolo fondamentale, anche se a piccoli passi, nonno e nipote si sono costruiti un rapporto in questi dieci episodi, ed ora celebrano la vittoria a colpi di “Bro-Fist”, cosa che qui sulla Bara Volante è sempre ben vista, così come nonno Graham che cita John McClane al grido di Yippee ki-yay!

"Vieni su Ranskoor Av Kolos, vedrai che bello, ci divertiremo da matti..." (Quasi-Cit.)
Se non fosse stato piazzato in coda a tutti gli altri “The Battle of Ranskoor Av Kolos” (ma alla fine la battaglia? Sparita come il Timeless Child?) sarebbe indistinguibile da qualunque degli episodi precedenti di questa undicesima stagione, fosse stato la seconda parte di un episodio doppio, o almeno pensato per concludere qualche trama e alcuni archi narrativi, avrebbe almeno potuto essere sufficiente, ma così è davvero poca cosa, troppo anonimo per gli standard a cui questa serie ci ha abituati negli anni.

Purtroppo tirando le somme, questo finale di stagione ha tutti i difetti e i pochi pregi del nuovo corso di Chris Chibnall, un vero peccato notare che il nuovo compositore Segun Akinola non possa (per ora) nemmeno allacciare le scarpe a Murray Gold, oppure che il baricentro morale del nuovo Doctor sia ancora parecchio ballerino.

Ryan e Graham si esibiscono nel saluto ufficiale della Bara Volante.
Yaz e Ryan non sono ancora due personaggi che vivono di vita propria, a differenza di Graham che invece, come già detto, è uno dei punti a favore della nuova gestione, incredibilmente in tutto questa rivoluzione, che di rivoluzionario ha avuto davvero poco, l’elemento davvero nuovo dopo un inutile polverone iniziale, è stato anche il meno criticato.

Jodie Whittaker passando indenne tra le “polemiche” (virgolette obbligatorie, perché il mugugnare dei leoni da tastiera del web riscuote sempre fin troppa attenzione) ha trovano il suo Doctor, già ben definito nel look e nella parlata, e al netto di quel grosso problemino sulla sua moralità, su cui sarà obbligatorio lavorare ancora tanto, il risultato è un personaggio con una forte propensione all’empatia che la Whittaker ha indossato con grande naturalezza. Mi sto anche quasi abituando alla sua continua smorfia, quella in cui sfoggia gli incisivi e arriccia il naso che fa di continuo.

Insomma, quando mi chiederanno tra qualche tempo come terminava l’undicesima stagione, potrei avere delle difficoltà a ricordarlo, ma per fortuna Thirteen è un personaggio con un potenziale enorme, non è ancora arrivato il momento che mi ha fatto esclamare: «Eccolo! Questo è il mio Doctor!» ma ho la sensazione che quando accadrà, sarà clamoroso, e a proposito di sensazione, penso che sia un momento che tutti i Whooviani stanno aspettando a braccia aperte.

Noi siamo fiduciosi Doc, lo siamo moltissimo!
Succederà nello speciale di Natale Capodanno? Non lo so perché non è ancora il primo gennaio 2019 ed io non ho un Tardis (ho una Bara Volante, se può bastare) e soprattutto come faccio sempre, mi sono rifiutato di vedere il trailer perché meno so, meglio campo. Ma state certi che non lo perderò per niente al mondo, anche perché l’attesa per la stagione dodici (in programma per GULP! … Il 2020) sarà mooooooolto lunga, spero che Chris Chibnall ci lasci almeno con un ultimo episodio buono, perché questo finale di stagione è stato davvero insipido.

10 commenti:

  1. Una stagione embroniale, da cui il nuovo showrunner ha mosso i suoi primi timidi passi.
    La maggior serietà nei toni ha permesso a "DW" di avere degli ottimi episodi nel passato in cui poter fare una critica sociale rivolta al presente. Tra Rosa Parks, matrimoni proibiti e donne condannate per stregoneria; si sono raccolte una manciata di buone storie educative e soddisfacenti.
    Non si può dire la stessa cosa degli episodi più sci-fi; un alieno Stitch, i figni di Shelob e una gara nel deserto sono molto interessati su carta ma... resi molto noiosi nella messinscena.
    Si salvano un pò di più - grazie alla loro particolarità - gli episodi di Amazon e della bambina cieca ma solo perchè hanno un pò quel lato surreale di cui questa serie ha bisogno; altrimenti che gusto c'è a vedere le avventure del Dottore? La scorsa stagione si era conclusa con una companion che s'innamorava di una "pozzanghera"; perdincibacco!
    Più cose strane, più divertimento, più calore, Chibnaill!

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    1. Non potrei essere più d'accordo, una stagione un po' (troppo) timida che forse è servita a scaldare i muscoli, si spera che Chris si inventi qualcosa di più e di meglio per il futuro, per ora la rivoluzione tanto decantata non è ancora arrivata. Cheers!

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  2. Per curiosità, ti è capitato di leggere il fumetto di Doctor Who portato timidamente in Italia? So che non ha avuto uscite molto regolari, forse perché non ci sono abbastanza fan o comunque fan disposti a comprare fumetti. (Per esempio i fan di Star Trek non sembrano minimamente disposti a spendere soldi in fumetti...),
    La britannica Titan sforna parecchio materiale sul Dottore e qualcosina è arrivata anche in Italia, ma non so come sia...

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    1. Ho letto un paio di numeri e non l'ho trovato malissimo, specialmente per i disegni, però hai riassunto bene il problema, per i fan esiste solo il canone ufficiale, il resto è nulla. Purtroppo non so dirti di più perché ho letto davvero due numeri due. Cheers!

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    2. Gli universi narrativi in Italia soffrono davvero un grave male: i fan concepiscono un unico medium. Si sono appassionati a una serie di film? Seguono solo quelli e il resto deve bruciare all'inferno. A loro piace un videogioco? Che nessuno osi trasformarlo in fumetto che gli sparano! Preferiscono niente a tutto, e questo non lo capirò mai...
      Anzi anzi che qualcosa del Dottore è arrivato in italiano. Già mi stupisce che esista qualcosa come "Aliens" e "Predator", dato l'altissimo livello di talebanesimo dei fan di quegli universi :-P

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    3. Che poi tutto il merchandising legato al Dottore va abbastanza forte, il problema con i fumetti è proprio quello che hai descritto, anzi ho il sospetto che siano arrivati in Italia, solo perché sul fumetto ci lavorano parecchi disegnatori Italiani. Che poi Predator, Aliens, Star Trek e il Dottore sono tutti personaggi che si prestano benissimo a storie che espandano l'universo narrativo, una storia è una storia, formalizzarsi sul formato è davvero roba da talebani. Cheers!

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  3. Concordo, finale molto, molto, molto insipido, tanto da non sembrare nemmeno un finale. Di per sé la Whittaker neanche mi dispiace, è da affinare, da sgrezzare (ma anche Capaldi è cresciuto con il tempo), però gli episodi mi sembrano scritti veramente col culo (come dicono i francesi), non so, spero nello speciale di Capodanno, al momento resta un'occasione che poteva essere storica col primo Dottore donna buttata un po' alle ortiche...

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    1. Finale anti spettacolare per una stagione che doveva essere la rivoluzione invece com’è arrivata è già andata via. Per ora la prima donna ad interpretare un personaggio storicamente maschile sembra la scuola per avere la Whittaker nel ruolo, che ha iniziato bene ma che può solo migliorare, il problema è che attorno lei manca tutto, gli Showrunner precedenti hanno alzato l’asticella, una stagione così ora, non tiene il passo, possiamo solo sperare sia propedeutica per il futuro. Appena ho un minuto passo a leggerti riguardo alla stagione undici dalle tue parti, ho visto che hai pubblicato il post. Cheers!

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  4. Sono così delusa e demoralizzata da essere ancora indietro di tre episodi. Non mi era mai successo per una stagione del Dottore e visti i recuperi in vista delle classifiche chissà quando li vedrò. Tornerò a parlarne allora, ma già questo la dice lunga su come l'ho preso questo nuovo corso.

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    1. Non ti ho più vista nello specchietto retrovisore e ho immaginato che avessi preso questa piega, almeno un episodio tra quelli che ti mancano da vedere mi ha dato qualche gioia, ma questo finale di stagione le ha spazzate via, quindi ti comprendo in pieno. Non aiuta sapere di dover attendere fino al (gulp) 2020 per la prossima stagione, si spera che almeno lo speciale di Capodanno sia valido, almeno quello. Cheers!

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