domenica 9 dicembre 2018

Doctor Who - 11x09 - It takes you away: Attraverso lo specchio


A basket un giocatore che sa il fatto suo lo dimostra anche, a gioco rotto si dice in gergo, quando lo schema che hai studiato salta per qualche ragione e devi improvvisare. Se lo schema dell’undicesima stagione è sempre stato piuttosto ripetitivo, con la sua “Morale della settimana” in ogni nuova puntata, questo “It takes you away” fa saltare il banco e gioca fregandosene dello schema, il risultato non è impeccabile, da porta a casa forse il risultato migliore tra le nove puntate viste fino a questo momento.


In effetti avrei dovuto arrivarci prima, faccio mea culpa, perché la morte è stata il quinto componente del Team Tardis fin dall’esordio di Thirteen, quando Grace ci ha lasciati prima del tempo. Da allora il numero di personaggi rimasti a terra sono stati parecchi, questo lo abbiamo notato tutti, “It takes you away” fa il conto con la nera signora, anzi meglio, con il vuoto e la solitudine che chi resta deve affrontare, dopo la perdita di una persona amata. Per farlo, ci porta tutti tra i fiordi Norvegesi nell’anno 2018, come abbia fatto il Doctor a capirlo solo assaggiando muschi e licheni locali proprio non lo so.

"Colore chiaro, gusto pulito... Norvegia!".
Bisogna dire che l’episodio per arrivare al nocciolo della questione, fa prima un giro molto lungo, che divide idealmente la puntata in tre grossi tronconi, non molto ben amalgamati l’uno con l’altro. Si inizia con la giovane Hanne, ragazzina non vedente abbandonata tutta sola dal padre Erik nella loro casa tra i boschi, il MacGuffin che serve a far cominciare la storia, perché poi la trama verte su uno specchio, che non riflette l’immagine di nessuno. Le cose sono due: O qui i personaggi sono tutti diventati dei vampiri o qualcosa non quadra!

La citazione a Lewis Carroll mi parte in automatico, quindi tutta la banda si trasforma in Alice attraversando quello che si rivela essere un portale per un posto chiamato Anti-zona, una specie di dimensione cuscinetto, creata dall’universo per tenere sotto controllo le realtà pericolose, ed è qui che l’episodio si sfilaccia un po’.

Doc mi viene da pensare che tu non abbia visto un certo film di Carpenter.
Si perché per quanto il lettore dei “Fantastici Quattro” in me, possa gasarsi davanti ad una dimensione oscura che fin dal nome ricorda la Zona Negativa degli FQ, il risultato è divertente ma ben poco utile, certo il bruttone dai sette stomaci e le falene carnivore non sono proprio le creature epiche che disegnava Jack Kirby, ma spero che ora che l’Anti-zona è entrata a far parte dell’iconografia di questa serie, non venga dimenticata, potrebbe risultare sensata anche in episodi futuri.

L’altro lato dello specchio è un posto ben più carino (all’apparenza) dell’Anti-zona, a ben guardarlo sembra una di quelle stanze arredate che trovate esposte in un celeberrimo negozio di mobili provenienti da un Paese storicamente non molto ben visto dai Norvegesi ecco, così ho detto tutto senza dire davvero niente.

“Oddio l’Ikea! Quei dannati mobili non si montano nemmeno con il cacciavite sonico!”.
Qui Doctor ritrova papà Erik vivo e vegeto e con la sua maglia degli Slayer, anzi dei Reyals, visto che la scritta è ribaltata al contrario, un dettaglio simpatico ma purtroppo ignorato per gli altri personaggi (altrimenti gli orecchini di Thirteen avrebbero dovuto spostarsi sull’altro orecchio, no?) ma a parte le mie fissazioni da rompiballe, la vera ragione per cui Erik non è tornato dalla figlia è perché in questa dimensione, la sua defunta moglie Hanne è viva e vegeta! E non solo lei, perché Graham di colpo ritrova anche sua moglie Grace.

È proprio qui che “It takes you away” entra nel vivo, così tanto che viene quasi da dimenticarsi che il piano di papà Erik, quale sarebbe stato esattamente? Lasciare la figlia cieca sola a vagare, come in una versione in piccolo del film “The Village” (2004)? Insomma diventa chiaro che i primi due tronconi di trama, erano totalmente funzionali a far arrivare Doctor e compagni nella realtà nota come il Solitract, e anche qui mi tocca fare una piccola precisazione.

Ho trovato abbastanza forzato che nello stesso episodio, comparissero prima l’Anti-zona e poi il Solitract con il Dottore che ops! Li avevo dimenticati. Sarebbe stato più logico che avesse scoperto queste due realtà senza bisogno di farci credere che non siano idee nate per questa puntata e con una gloriosa tradizione radicata nella serie, anche il Dottore può ignorare qualche informazione, non è mica un’enciclopedia con il cappotto e il cacciavite sonico!

Bisogna anche dire che per essere un momento “Spiegone”, Jodie Whittaker è così brava da mimetizzare il momento espositivo in cui la sceneggiatura arranca, dietro al suo talento, inoltre abbiamo scoperto che il Dottore aveva sette nonne, ma la sua preferita era la quinta, ed ora voglio la serie spin-off sulle nonne del Dottore: Grandma Who!

"Sicuamente meglio di The Sarah Jane Adventures".
Il Solitract è un universo senziente, messo in quarantena dagli altri e costretto a vivere in eterna solitudine, una prigionia infinita talmente sconfortante da poter essere paragonata solo al dolore per la perdita di una persona amata, proprio per questo Graham ed Erik ne cadono subito vittime, per via del loro lutto ancora così fresco nel cuore.

Eppure i due uomini reagiscono in modo diverso alle sirene del Solitract, quando Graham capisce che la sua Grace, la sua vera Grace, non avrebbe mai lasciato Ryan in pericolo, si rende conto dell’inganno e decide di sua spontanea volontà di tornare dall’altra parte dello specchio. Erik invece si è perso da troppo tempo, e rischia di fare la fine di Artax, sprofondando nelle paludi della tristezza… Perdonatemi! Non volevo ricordarvi una scena che ci ha traumatizzati tutti da bambini!!

“La storia infinita non è un film traumatizzante” parola di Graham, 25 anni.
Proprio per questo Erik ha bisogno che sia il Solitract a mollare la presa su di lui, ed è qui che Thirteen continua con la striscia positiva cominciata con l’episodio precedente, e offre all’universo senziente così desideroso di vita e compagnia, qualcuno che ha visto tutto, qualcuno che ha perso tantissimo, ovvero sé stessa.

Vi offendete se vi dico che quando ho visto quella scena, sono saltato sulla poltrona urlando: «Si, così cazzo!» eh lo so, sono un omino estremamente raffinato che posso farci? Ma la mia reazione posso spiegarla, perché secondo me è così che si può evocare le vecchie incarnazioni del Dottore, non facendo indossare il Fez a Jodie Whittaker. Perché una scelta così da parte di Thirteen, fa subito volare la mente ad uno dei monologhi più belli di questa serie, quello di Eleven nell’episodio 7x07 (“The Rings of Akhaten”).

Questa incarnazione del Dottore, comincia a guadagnarsi qualche momento iconico tutto suo.
Ma soprattutto la cosa che ho davvero adorato è che finalmente Thirteen fa qualcosa che i suoi colleghi maschi prima di lei non avrebbero mai potuto fare, non in modo così credibile almeno, ovvero consolare in modo amorevole il Solitract, dichiarandosi sua amica salvo poi doverlo abbandonare, non senza più di un senso di colpa. Ecco questo è un tipo di approccio che mi piacerebbe vedere per il personaggio, ci sono ancora degli angoli da smussare, ma mi pare che la serie abbia almeno imbroccato la direzione più consona per il personaggio.

In sé la scena è così riuscita che sono quasi (e dico quasi) riuscito a sorvolare sul fatto che il Solitract sia rappresentato come una rana posticcia realizzata con effetti speciali davvero molto poco credibili. Lo capisco benissimo che la rana era il simbolo del ciondolo che Graham e Ryan avevano regalato a Grace, e poi se sei un universo senziente onnipotente, puoi prendere davvero le sembianze che vuoi, però ecco, considerano la gamma di possibilità (qualcuno proveniente dal passato del Dottore? La butto lì) vedere Kermit la rana sa un po’ di occasione sprecata, ecco.

“Prova a leccarmi, vedrai che sballo!”.
Per la prima volta nel corso della stagione, “It takes you away” non ci regala un “Mostro della settimana” con relativa morale, ma lavora sul serio sui personaggi e sul potenziale (enorme) di Thirteen, non tutto è perfetto, anzi, forse mi sono accanito anche troppo sui difetti, e anche se siamo ancora distanti dal livello a cui questa serie ci ha abituati in passato, tutto sommato sono abbastanza fiducioso per il futuro. Ormai è chiaro che questa undicesima stagione sarà sotto la media e propedeutica per il futuro, vedremo come andrà, intanto siamo ad un solo episodio (senza contare lo speciale di capodanno) alla fine!

8 commenti:

  1. Sono d'accordo con la tua analisi: episodio imperfetto per via dei suoi tronconi narrativi ma capace di stupire sul finale, recuperando quella strana ma creativa nota sci-fi che mi ha sempre fatto affezionare alla serie. Per me la ranocchia farlocca va più che bene.

    Un momento che mi è particolarmente piaciuto è quello sulla scritta sul muro, che la ragazzina non deve (e non può) leggere. Lo sguardo del padre sul finale dice tutto.

    Spin off sulle nonne ben voluto!
    Lo vorrei anche sulla pecora di inizio episodio che ben presto farà partita la rivoluzione della Lana.
    XD

    Cheers fino al prossimo ed ultimo episodio pre-festività!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dimenticavo: se non erro nella stagione precedente il Dottore non conosceva nè La Cosa nè Terminator, figurati se si è visto Prince of Darkness.
      Urge episodio a tema cinematografico in cui Doc e companions conoscano Carpenter, Cronenberg e Cameron!
      Il tutto mentre Sam Neill li guarda, seduto in una sala cinematografica. ;)

      Elimina
    2. Mi sembra chiaro che la frase sul muro fosse parte del piano del padre, quello sguardo parla chiaro, ma anche che i primi due atti (passami il termine) dell'episodio, siano funzionali all'ultimo che è quello migliore. La ranocchia è bruttarella, ma posso comprenderla, alla fine mi è quasi piaciuta ecco, ma solo perché quella porzione di puntata funziona piuttosto bene.

      Ho la sensazione che le avventure mai narrate, quelle solo citate, come se fossero avvenute tra una puntata e l'altra, siano anche le più divertenti, anche io voglio l'episodio in stile "Black sheep" (2006) ;-) Ancora una puntata poi aspettiamo tutti capodanno, almeno alla fatidica domanda sull'ultimo dell'anno sapremo cosa rispondere: Aspetto Doctor Who ;-) Cheers!

      Elimina
    3. Hai ragione! Lacuna del Dottore che mi ha fatto sanguinare il cuore! Voglio l'episodio meta-cinematografico con ospite Sam Neill, il Dcotor può non conoscere l'anti-zona, ma Carpenter, Cronenberg e Cameron no! ;-) Cheers

      Elimina
    4. Ci starebbe bene anche un episodio in cui il Doctor fa da consulente per gli effetti speciali a Carpenter, Cronenberg e Cameron per rendere più credibili le loro creature... avendo una vastissima esperienza nel settore alieni, mostri e affini! E, magari, ammettendo che quella volta che ha affermato di non conoscere Alien stava solo fingendo, per via di una clausola di assoluta riservatezza contenuta nel contratto firmato con i giovani Ridley Scott e H.R. Giger (ai quali avrebbe mostrato un autentico xenomorfo, rinchiuso in una delle stanze di "backup" del Tardis viste nel decimo episodio della settima stagione) ;-)
      P.S. Forse le sette nonne facevano parte della Sorellanza di Karn... ;-)

      Elimina
    5. Sarebbe fantastico anche solo per avere una scena con un giovane Rob Bottin o magari Stan Winston che ascoltano i suggerimenti del Dottore e prendono appunti ;-) La Sorellanza di Karn è sottovalutata! Cheers

      Elimina
  2. Uno degli episodi migliori dell'annata, non ancora perfetto ma almeno non è stata una delusione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo penso anche io, ha parecchi difettucci, ma almeno finalmente si vede qualcosa del potenziale di questo nuovo corso, domani parliamo del finale di stagione, che mi ha fatto rimpiangere ancora di più questo episodio. Cheers!

      Elimina