venerdì 14 dicembre 2018

Creepshow (1982): Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare le antologie horror


Benvenute creaturine della notte, lasciate che lo Zio Cassy vi dia il benvenuto al più strisciante, raccapricciante e spaventosamente fumettistico capitolo della rubrica… Lui è leggenda!


George A. Romero ha già dimostrato con il bellissimo Knightriders di avere una certa predilezione per i progetti tra amici, d’altra parte si lavora meglio quando si è circondati da facce amichevoli e persone di cui ti fidi, no? L’unico differenza tra voi, me e la Leggenda, è che lui ha sempre potuto annoverare tra i suoi amici, anche un ragazzone del Maine che di professione fa lo scrittore di romanzi dell’orrore, potreste averlo sentito nominare, un tale di nome Stephen King.

Zio Stevie e Zio George si conoscevano già da tempo, la comparsata di King in Knightriders era l’inizio della loro collaborazione, perché insieme i due amici stavano già lavorando a “Creepshow” l’omaggio dei due autori ai mitici fumetti della EC Comics, la rivoluzionaria casa editrice che fino agli anni ’50, rigirò il mercato editoriale come un calzino con testate storiche come “The Vault of Horror”, “Weird Science”, “Weird Fantasy” e soprattutto la leggendaria “Tales from the Crypt”, le cui storie, tutte introdotte dal Crypt-Keeper (il custode della cripta) sono arrivate al cinema nel 1972 con il film “Racconti dalla tomba” di Freddie Francis e con una serie HBO degli anni ’90, ma che hanno il merito di aver generato un emulatore italico molto molto famoso: lo zio Tibia!
Un grande regista e un grande scrittore, che rendono omaggio a dei mitici fumetti.
Il pupazzo con un macabro senso dell’umorismo che presentava i film in seconda serata nella mitica “Notte Horror” su Italia 1, è stato per tanti un’ottima occasione per recuperare tanti classici del cinema horror, tra questi, metteteci pure il vostro amichevole Cassidy di quartiere, se la Bara Volante esiste, con il suo nome scemo e macabro, lo devo allo zio Tibia, ma soprattutto a zio George A. Romero, perché “Creepshow” ha un altro indiscutibile merito, aver acceso in me l’amore sconsiderato per i film antologici Horror ed essendo ancora oggi uno dei più riusciti rappresentanti di questa categoria, si merita un posto tra i Classidy!


“Creepshow” è un’operazione pop, i critici cinematografici seri, quelli con gli occhiali e la pipa, la definirebbero post moderna, io che sono molto più pane e salame, la considero un omaggio ai fumetti della EC Comics fatto con il cuore in mano. Per la prima volta Romero dirige un film senza mettere mano alla sceneggiatura, completamente affidata a Stephen King che sforna cinque racconti uno meglio dell’altro, qualcuno inedito e qualcuno adattato per il film, tenuti insieme da un prologo ed un epilogo altrettanto bello, su cui Romero si scatena facendo un lavoro meraviglioso. Al netto di un budget di otto milioni di ex presidenti defunti, stampati su carta verde, “Creepshow” ne porta a casa ventuno, diventando l’unico film della carriera di Romero a piazzarsi al primo posto durante il primo fine settimana di programmazione (Storia vera).

Il successo di “Creepshow” rilancia la moda dei film antologici, l’anno dopo sarebbe arrivato il film tratto dalla serie “Ai confini della realtà” (1983) per la versione Carpenteriana dell’operazione, invece, avremmo dovuto attendere Body Bags nel 1993. Ma i meriti del film vanno ben oltre i freddi numeri, quindi mie care creaturine della notte, vediamo tutti i racconti uno per uno!

Prologo
Come i migliori horror, “Creepshow” inizia con una scena davvero spaventosa, un austero padre di famiglia (il grande Tom Atkins) al grido di «Non devi leggere queste porcherie!» sta gettando i fumetti horror di suo figlio nella spazzatura. No, sul serio, riuscite a pensare a qualcosa di più spaventoso di questo? Qualcuno che getta via dei fumetti!? Non fatemici pensare, ho ancora i brividi solo all’idea!
A nulla valgono le recriminazioni del bambino, nemmeno far notare a tutti i giornali con le donne nude che il padre tiene sotto il letto serve a salvare la sua copia di “Creepshow” dalla monnezza. Il bambino, quindi, fa l’unica cosa sensata se qualcuno fa scempio della tua collezione di fumetti: invoca vendetta!

Per la tradizione dei titoli di testa, abbiamo diviso in vignette anche la Bara Volante!
In suo soccorso arriverà lo zio Creepy per portarci attraverso i cinque racconti contenuti nel fumetto e con lui dei titoli di testa che più fumettistici di così, davvero non sarebbe possibile. Sapete chi è il bambino del prologo? Ve lo dirò alla fine, lasciatemi l’icona aperta, creaturine della notte, che guardiano della Bara sarei se vi svelassi subito il colpo di scena?

La festa del papà (Father's Day)
Il primo racconto serve a scaldarsi i muscoli, i Grantham si riuniscono nello sfarzoso maniero di famiglia per ricordare la dipartita del capofamiglia, il famigerato Nathan Grantham passato a miglior vita in circostanze sospette che prevedono sua figlia Bedelia (Viveca Lindfors) ed un utilizzo non convenzionale di un grosso posacenere di vetro, occhio che questo oggettino di scena torna in ognuno degli episodi del film (storia vera) e voi state ancora qui a cercare tutti gli “Eastern Egg” nei film della Marvel? Zio Romero già lo faceva nel 1982!

Bedelia ha passato una vita d’inferno, ogni festa del papà per lei era un incubo di tormentoni urlati, il dannato bastone del padre che sbatte contro i braccioli di legno della sua sedia e le urla «Voglio la mia torta Bedeliaaaaaa!», il tutto condito da insulti gratuiti per la povera figlia. Romero riassume anni di sevizie maltrattando (solo cinematograficamente) anche il pubblico: la fotografia sfoggia colori acidissimi e lo schermo viene diviso in riquadri pensati per ricordare volutamente le vignette dei fumetti della EC Comics.

Baaaaarbara i morti ti prender… Ah no scusate! Quello l’abbiamo già fatto.
Una scelta visiva estrema che, però, risulta perfetta come omaggio e fa capire subito al pubblico tutto il tono del film. “Creepshow” è la dimostrazione che Romero pur non essendo mai stato un regista avvezzo a chissà quale virtuosissimo tecnico, sapeva capire subito quello di cui una storia aveva bisogno per essere raccontata e nel 1982 aveva già anticipato molte soluzioni che nei cine comics moderni sono la normalità. Vi ricordate, quando nel 2003, tutti sottolineavano quanto fosse arguta la scelta di Ang Lee di dividere lo schermo in ideali vignette per il suo “Hulk”, ecco la Leggenda era a casa probabilmente pensando: "Tzè, già visto, già fatto". Solo questo dovrebbe far riflettere sulla grandezza di George A. Romero.

E John Travola… MUTO!
Tra i momenti migliori dell’episodio, impossibile non notare una piccola parte interpretata da Ed Harris che si era appena tolto la corona di re Billy, qui sfoggia doti di ballerino e (quasi) tutti i suoi capelli originali. Tecnicamente in “La festa del papà” tiene banco anche uno zombie, ma sarebbe cavillare voler andare a cercare chissà quale chiave di lettura, bisogna dire che gli effetti speciali di Tom Savini sommergono John Amplas (si proprio Martin) sotto una montagna di trucco, per un finale che vi farà passare la voglia di mangiare la torta di compleanno per sempre, figuriamoci di spegnere le candeline! Diciamo che è con il secondo episodio che s'inizia a fare davvero sul serio.

La morte solitaria di Jordy Verrill (The Lonesome Death of Jordy Verrill)
Già presentato come storia breve (dal titolo “Weeds”) nel 1976, la seconda storia scritta da zio Stevie è ispirata in parti uguali a due miti dello scrittore del Maine (e non solo), ovvero il racconto “Il colore venuto dallo spazio” di H.P. Lovecraft e da una canzone di Bob Dylan (The Lonesome Death of Hattie Carroll), ma verrà ricordato per sempre per una sola ed unica ragione: l’esordio come attore di Stephen King!

King qui interpreta il contadinaccio un po’ tardo del titolo che una notte vede precipitare nel suo campo quella che lui definisce prima una meretrice, poi un meteorite, ma che comunque non riesce a trattenersi dal toccare, smansolare e lasciarsi infettare, un’infezione dallo spazio profondo che trasformerà l’uomo nel Grinch in una pianta, in un tripudio di erbaccia che spunta da faccia, dita, lingua e altre zone che preferisco continuare ad ignorare!

“Quando ho chiesto dell’erba, non intendevo questa”.
Stephen King in quel periodo, voleva fare cinema con tutte le sue forze, come attore possiamo dire che è affetto da “Faccetisimo”, qui in pochi minuti fa più facce e faccette di Johnny Depp in tutta la sua carriera e considerando com'è andata a finire con l’esperienza da regista con Brivido, mi sento di parafrasare un classico di casa Cassidy: limitati a scriverle Stephen!

La miglior prova di recitazione di zio Stevie dai tempi di Knightriders.
Malgrado questo l’episodio è memorabile non solo per vedere il nostro scrittore del cuore (mio sicuramente) sul grande schermo, ma anche perché la sua prova esagerata è in tono con questo grande omaggio ai fumetti che è “Creepshow”.

Alta marea (Something to Tide You Over)
Se siete molto giovani, il terzo episodio “Alta marea” vi regalerà un altro spavento clamoroso: Leslie Nielsen che recita stando serio! Lo so, può essere traumatico, ma i film horror mettono a dura prova le coronarie.

Nielsen interpreta un machiavellico marito tradito che per vendicarsi della moglie e del suo amante (un ciuffatissimo Ted Danson), organizza una vendetta che a confronto le trappole di Jigsaw sembrano delle opere di bene fatte da un animo puro di cuore. Prende i due amanti e li sotterra in spiaggia in riva al mare, a chilometri uno dall’altra, lasciando fuori dalla sabbia solo la testa, nemmeno fossero David Bowie in “Furyo” (che per altro è dell’anno successivo, 1983). Con un paio di televisori con tubo catodico e altrettante telecamere ad inquadrarli, l’uomo può godersi l’alta marea pronta ad affogare le sue vittime, comodamente spaparanzato sul divano di casa sua. Ed è proprio quello il momento in cui realizzi la verità suprema: il Tenente Frank Drebin di “Una pallottola spuntata” (1988) è il vero inventore di Skype!

“Vuoi che ti canto anche una canzone di Venditti?”, “No grazie, soffro già abbastanza”.
Vendetta consumata? Episodio finito? No, perché un classico dei racconti dei fumetti della EC Comics era proprio che le storie avevano spesso protagonisti, come dirlo usando un largo giro di parole? Vediamo… Stronzi! Sì, dei gran bastardi che si meritavano la loro brutta fine che avveniva puntualmente per mano di creature orripilanti, ma non tanto quanto le loro vittime. Perché anche in un’operazione Pop come “Creepshow” Romero ci ricorda sempre che i veri mostri, sono sempre gli essere umani con la loro avidità e la loro crudeltà, quindi quando i due amanti tornano sotto forma di zombie zuppi di acqua salata e ricoperti di alghe a farlo fuori, la tradizione dei fumetti della EC Comics è rispettata, ma anche quella dei film di George A. Romero.

La cassa (The Crate)
Basato su un racconto omonimo di King del 1979, “The Crate” è senza ombra di dubbio l’episodio più acido di tutto il film, per la fotografia, per l’assurdo contenuto della cassa del titolo e per una Adrienne Barbeau più acida di tutto, la classica moglie castrante per il povero Hal Holbrook, due scelte di casting perfette.

Lei è la grande Adrienne Barbeau, ma lui non mi sembra Hal Holbrook (quota scimmie garantita anche questa settimana).
I due tornano a recitare nello stesso film dopo The Fog di John Carpenter, una presenza che aleggia su tutta la puntata, ma qui insieme sono una scelta di casting perfetta, perché basta guardarli così in parte nei loro personaggi per capire che forse l’odiosa Wilma («Chiamami Jena Billie») si è innamorata di Henry proprio perché è sempre stato così tenero e a modino, peccato che ora siano anche le stesse ragioni per cui lo odia, Henry è infelice tanto che fantastica di uccidere la donna (la scena del sogno ad occhi aperti ammettiamolo, è uno spasso), ma l’occasione arriva proprio dal ritrovamento di una strana cassa nell’università del suo vecchio amico.

Di questo racconto mi affascina sempre che l’uomo riesce ad attirare la donna nella trappola, con un biglietto lunghissimo lasciato sotto il posacenere stuzzicando la sua curiosità su un possibile scandalo di natura sessuale per il suo amico, ma da Carpenteriano non posso non notare che la misteriosa cassa, proveniente da una spedizione in Antartide è indirizzata ad un tale di nome Carpenter, chissà a quale film si starà strizzando l’occhio? Non lo so proprio.

“Ve l’ho detto, non fate queste citazioni, Cassidy non aspetta altro!”.
D’altra parte nel 1982 John Carpenter e Adrienne Barbeau facevano ancora coppia fissa e l’omaggio tra Maestri del cinema mi manda in brodo di giuggiole, così come il mostriciattolo, un po’ scimmione un po’ lupo mannaro che si barba la Barbeau, creato dal solito, mitico Tom Savini e soprannominato da Romero, con lo spaventoso nome di… Fluffy (storia vera), brrrrr! Fa paura solo a scriverlo. Scherzi a parte, sapete cosa fa paura sul serio? Il prossimo episodio mie creaturine della notte!

Strisciano su di te (They're Creeping Up on You!)
E. G. Marshall con una capigliatura che lo fa sembrare quello pettinato bene dei Three stooges, è un megadirettore galattico di una grande azienda e come tale, una schifezza di essere umano che tratta tutti i suoi dipendenti come se fossero spazzatura, anzi peggio, come scarafaggi.

Afflitto, ma una mania ossessivo compulsiva per la pulizia, vive nell’attico di un palazzo asettico come se fosse stato arredato da Kubrick dopo una visita ad un Apple store (in realtà, tutta farina del sacco di Romero, che ha cambiato la villa in mezzo al niente scritta da King in un attico spaziale per mostrare meglio le adorabili creaturine). Il suo massimo passatempo è trattare i sottoposti come rifiuti umani e lamentarsi di problemi che vede solo lui, nella fattispecie gli scarafaggi che secondo l’uomo infestano la casa, ma che nessuno riesce a vedere. In parole povere: è identico a qualunque vecchio capo d’azienda, solo pettinato peggio.

Non è certo un fan dei Beatles, poco ma sicuro.
Malgrado spray e precauzioni varie, “Strisciano su di te” diventa la versione horror di una puntata a caso di “Oggy e i maledetti scarafaggi” e se anche non avete ribrezzo per le blatte, tranquillo, dopo aver visto questa puntate vi sentirete, avete presente quella sensazione di zampette sul proprio corpo? Come di sentirsi qualcosa camminare addosso? Ecco quella.

Stando alle parole della Leggenda, gli scarafaggi sono stati la parte più costosa di tutto il film, venivano cinquanta centesimi al pezzo, nel film ne sono stati utilizzati più di duecentocinquantamila, insomma un’esagerazione, specialmente se a fine giornata realizzi di aver speso una barca di colpi per comprare degli scarafaggi, non un gran investimento. Che, però, nel film paga dei grandi dividendi, “They're Creeping Up on You!” va in crescendo, prova di virilità per tutti i maschietti: Non finire il segmento in piedi su uno sgabello strepitando «Cheschifo!Cheschifo!Cheschifo!», provare per credere.

Epilogo
Il mattino dopo il dramma dei fumetti nella spazzatura si è ormai consumato, a salvare la copia di “Creepshow” dal camion dei rifiuti ci pensano due netturbini (uno dei quali è Tom Savini, che fa pure rima) e notano che dal fumetto è stato tagliato un coupon per rivedere a casa un kit per preparare una bambola Voodoo in casa. Avete già capito come finisce, no? Ma lasciate che vi ribadisca quello che George A. Romero e Stephen King vogliono dirci: non si cazzeggia con i lettori di fumetti e quelli appassionati di Horror, sono i più pericolosi di tutti, chiaro!?

Vi ero debitore di un’icona lasciata aperta, la chiudo subito. Il piccolo lettore di fumetti Billy è interpretato da Joe King, anzi per la precisione Joseph Hillstrom King, secondo genito di zio Stevie che, magari, conoscete con il nome d’arte di Joe Hill, magari avete letto la sua raccolta di racconti horror “Ghosts” (2005), oppure il suo romanzo "La scatola a forma di cuore" (2007), sì perché ora Joe è uno scrittore come papà, ma è qui che ha iniziato e poi ditemi ancora che leggere fumetti fa male, tzè!

“Non farmi arrabbiare o lo dirò al mio papà, lui ammazza gente scrivendo”.
Insomma, ancora oggi “Creepshow” è un titolo di riferimento che ha generato una breve serie a fumetti omonima e ben due seguiti, a cui potrei anche dedicarmi (voi che dite?) e siccome mi piace scherzare sul fatto che la “A” tra il nome George e il cognome Romero sta per “Amore”, qui di amore ne abbiamo davvero un sacco. La Leggenda mette il suo cinema al servizio del fumetto con una modestia che pochi altri registi della sua caratura hanno sfoggiato in carriera, per dimostrare il suo amore per i fumetti, Romero ha sfornato del grande cinema, se ancora oggi amo gli antologici horror, lo devo quasi esclusivamente a questa pellicola, nel 1982 Romero aveva già dimostrato di essere molto più avanti di tanti registi moderni, niente male per uno che troppi poveri di spirito si ostinano a considerare solo uno che faceva dei film con gli zombie.

Per oggi è tutto mie care creaturine della notte, la rubrica torna nella bara (volante) fino alla prossima settimana, anzi fino al prossimo giorno, in cui degli zombie per cui Romero è famoso, qui sarà strapieno. Ci vediamo tra sette giorni, fino a quel momento, guardate tanti horror e leggete tanti fumetti, risata diabolica mentre mi allontano tra le tenebre… BUAHA AHA AHAHA HA

44 commenti:

  1. Bellissima recensione!
    Non ho molto da aggiungere, se non una cosa: specie nel rileggere il secondo episodio del film, mi sono venuti i mente i racconti di Michele Cumbrugliume.
    C'è un po' di creepshow nei suoi racconti, no Mick?

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    1. Grazie capo, è un film a cui voglio molto bene, ci tenevo a fare un lavoro almeno decente ;-)
      Vero, secondo me Michele scrive con un taglio molto cinematografico, che penso sia naturale per chi macina parecchi film come lui, il suo “Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti” ha dei racconti che funzionerebbero molto bene anche come fumetti o film d’animazione, ha molto di “Creepshow” in effetti. Cheers!

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    1. “Madornale errore” (Cit.)
      Penso sia proprio il bello di questo film, che tanti ancora si ostinano a definirlo una roba “Camp”, “Trash” o qualunque altra odiosa parole inglese vada di moda questa settimana (credo “BOFF”). In realtà è uno dei più riusciti omaggi non solo al formato antologico, ma proprio ai fumetti, pochi registi hanno saputo rendere omaggio ai fumetti, senza adattarne uno in particolare ma omaggiando proprio le vignette. Di sicuro nessuno lo ha fatto con l’umiltà di mettere il proprio cinema completamente al servizio di un media storicamente considerato appunto, buono giusto per il bidone della monnezza.

      Per me da questo film Romero, più che King che comunque ha la sua enorme fetta di meriti, ne emerge come quello che è: Un gigante. Cheers!

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  3. Grande capolavoro, che ho adorato affittandolo in videoteca proprio nel mio momento di maggior "kinghite" ^_^

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    1. Per i Kinghiani è imperdibile, era anche il primo tentativo di zio Stevie di sbarcare al cinema, considerando il resto della sua carriera, è stato un amore estivo, prima di tornare a scrivere e basta ;-) Cheers

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  4. Scarafaggi nooooo!
    C'è di tutto in questo film e anche curiosità di tutti i tipi. Ma come fai a sapere tutte ste cose?
    Il figlio di King è molto meglio dal vivo rispetto a come lo hanno disegnato: in quel poster fa più paura lui dello scheletro!
    Mi ricordo che I guerreri della notte aveva dei fumetti che raccontavano l'avvio della storia, ma non so se l'effetto era come quello di questo film.

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    1. Non ho messo nessuna foto, se non una generica, di quella porzione di film perché so che potrebbe fare un certo effetto (uno fastidioso). Quando mi piace qualcosa, io di quella cosa voglio sapere TUTTO, quindi leggo tutto quello che mi capita sul tema come se non ci fosse un domani, ma è una cosa che amo fare, non mi pesa affatto ;-)
      Si in effetti hai ragione, ha i geni paterni, quindi non proprio un bellone ecco, bravo quanto vuoi quello sì, anche a scrivere.

      Si esatto, anche il film di Walter Hill era un po’ così, perché Gualtiero Collina voleva sottolineare la natura non realistica della sua storia, qui ci somiglia, ma in certi momenti anche più accentuato. Però è una trovata caratteristica non fastidiosa, Romero ha saputo usarla nel modo giusto. Cheers!

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  5. Visto all'epoca, più divertente che pauroso, quindi coglieva bene lo stile di quei fumetti :) L'episodio con gli scarafaggi è l'apice dello schifo, se fossero stati ragni sarei morto alla visione :D Ah si spero che parlerai anche di Creepshow 2!

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    1. Anche secondo me era un ottimo omaggio allo stile dei fumetti della EC Comics, dici bene, più divertente che pauroso, per me resta il titolo perfetto anche per introdurre i giovani spettatori al genere horror. Per la versione con i ragni puoi sempre rivederti “Arancnofobia” (1990) anzi vorrei rivederlo, insieme agli altri “Creepshow”, magari me li ripasso durante le vacanze di Natale ;-) Cheers

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    2. Ehehe ma sono così caruccetti con tutte quelle zampette :-) Cheers

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  6. Accidenti, cosa mi hai tirato fuori! Grande, grande film. I Creepshow non erano mai veramente spaventosi, ma per gli appassionati di horror e di King erano comunque vere leccornie cinematografiche. Gli episodi del primo hanno tutti ottime storie (secondo me quella della cassa su tutti), forse la meno riuscita è proprio quella con King attore. Nel secondo le storie sono forse un po' inferiori, ma un episodio veramente buono c'è ed è La Zattera. Quando lo vidi al cinema sulla scena finale mi stavo per ribaltare dalla poltrona. :D

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    1. Proprio per quello vorrei scrivere anche degli altri “Creepshow” alla fine gli voglio bene anche se questo resta il migliore. Vero l’episodio con King è il più lineare, ma le facce che fa zio Stevie sono una meglio dell’altra, mi fanno morire dal ridere ;-) Cheers

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    2. Quell' epidodio del 2 lo vidi da piccolo ad una festa di compleanno. Mi inquietò abbastanza! XD

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    3. Le urla del padre di Bedelia fanno il loro dovere ;-) Cheers

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  7. Per causa di forza maggiore non sono riuscito a fare i compiti per casa come avrei voluto. Ma poco male perché il primo "Creepshow" l'ho rivisto parecchie volte negli ultimi 25-30 anni (avevo una videocassetta registrata dalla tv. Forse proprio da "Notte Horror"? Boh!). Film di culto per quelli nati tra la fine dei '70 e i primi '80 con un episodio (La cassa) e un finale (carpenteriano?) che spiccano ancora oggi.

    Concordo con @fperale qua sopra sul fatto che sia più divertente che pauroso, anche se da piccolino, quando lo vidi, un po' di strizza me la mise eccome.

    Voto SI agli altri capitoli di "Creepshow" che credo di non aver mai visto. E voto pure SI ad una possibile recensione di "Ammazzavampiri" che ogni volta che si nomina "Notte Horror" mi viene in mente. E mi ricordo pure che è da anni che mi prometto di recuperare.

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    1. L’altro giorno stavo guardando “Piccoli Brividi 2”, ok il primo era meglio ma anche il secondo più o meno faceva il suo, ho pensato che il mio “Piccoli Brividi” è stato “Creepshow”, perfetto per creare una nuova generazione di fanatici di Horror ;-)

      I prossimi “Creepshow” penso che li farò, “Ammazzavampiri” è destinato ad arrivare su questa Bara perché è uno dei miei film vampireschi del cuore e avrei molto da dire su di lui: «Cosi tante cose da fare… E così poco tempo» (Cit.) Ma porta pazienza, questa Bara ha un volo lungo, basta essere pazienti. Cheers!

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    2. Capo, domanda secca risposta secca: The Haunting of Hill House. Mi sta facendo una testa così un amico ma di lui mi fido poco, di te molto di più. Che mi dici? Si o no.

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    3. Ti dico che ho il post pronto da giorni, ma non riesco a trovare un giorno per revisionarlo e pubblicarlo. Siccome sono in ritardo me lo terrò per i prossimi giorni o per gennaio (ritardo per ritardo). Detto questo commento veloce: SI

      Commento meno veloce: Non è tutto perfetto, ma è un buonissimo adattamento di un bel libro, recitato bene, casting scelto con cura, e ha tutto per fare paura al pubblico, non per forza solo quello fanatico di Horror. Vai a vederlo perché è una delle poche serie che ho visto di recente che mi è piaciuta, estremamente coerente con la filmografia di Mike Flanagan. Cheers!

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  8. Autosmentendo quello che ho detto riguardo "Zombi", a ben pensarci credo che sia stato questo il film con cui ho conosciuto Romero... di poco prima ma sempre all'epoca in cui ero poco più che bambino!
    Mi inquietava moltissimo, ed il fatto che fosse così colorato ed ironico me lo rendeva, paradossalmente, ancor più spaventoso!
    Non so se lo sai ma l'episodio interpretato da King venne trasmesso in TV più tardi, in una rassegna di Odeon Tv nell'88. Ricordo che venne scritto in sovrimpressione a inizio episodio. Non so però se rimase inedito anche al cinema oppure solo in tv.
    Riguardo quello che hai scritto sulla Barbeau e Halbrook: "Fog" é precedente "Creepshow" non successivo.

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    1. Hai ragione, devi aver preso un colpo in testa mentre scrivevi quella frase, grazie per avermelo fatto notare ho corretto. Dici bene i colori lo rendono più acido, sono le cose inovvensive e carine ad una prima occhiata che fanno paura quando si rivelano pericolose. Cheers!

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    2. Se ti può consolare ti dico che se un giorno dovessi fare un mio blog potrei pubblicare giusto giusto un post al mese, senza alcuna garanzia che sia del tutto corretto! :-D

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    3. Si vede che mentre scrivevo quella frase avevo in testa che questo film fosse del '79, anche se lo so che non lo è, capita quando mi interrompono mentre scrivo di perdere la concentrazione. Magari poter leggere un tuo blog, sono sicuro che sarebbe fighissimo! Cheers

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    4. Ti ringrazio di cuore per la fiducia... a me basterebbe che saltasse una pulce per perdere la concentrazione! XD
      Comunque credo che il tuo lapsus sia dovuto al fatto che il racconto fosse del '79. Racconto che oltretutto non ho mai letto... che tu sappia é stato pubblicato in Italia? Perchè penso di averle lette tutte le antologie di King.

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    5. Di solito scrivo in mezzo al casino e riesco abbastanza a mantenere il filo, ma quando mi interrompono (cosa che ogni tanto accade) ho di questi svarioni. Probabile, da quello che so no, perché anche i ho letto tutte le antologie e quella non la ricordo proprio, a quanto pare è comparsa prima su una rivista americana, e poi nella raccolta "Creepshow" del 1982, qui da noi sembra ancora inedita. Cheers!

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  9. Precisazioni : Zio Tibia non è italiano .
    E in realtà Uncle Creepy, personaggio dell' editore Warren , nato come imitazione dei fumetti EC (che trovo inferiori , troppo ripetitivi, al contrario di Creepy , molto più vario ).
    In Italia alcune storie vennero importate in 3 Oscar Mondadori negli anni 70 ( e pluri ristampati) , e dove il eprsonaggio venne ribattezzato "Zio Tibia ".
    SEmpre i fumetti di Creepy sarebbero dovuti uscire in Italia nei primi anni 2000 in un edizione filologica e integrale per la Planeta deAgostini , ma a causa della cessazione delle pubblicazioni nel nsotro Paese dell' editore uscì solo il primo volume .
    Il film Creepshow, per motivi sconosciuti , da noi uscì integrale solo in vhs , mentre in tv andava in onda mancante dell' episodio con King ( forse è andato integrale su Oden, non so ) .
    Sicuro è il migliore dei 3 film , ils econdo si slava solo per le sequenze animate ( apprezzate da tutti, tanto che per un pò di tempo girò l'idea di fare il terzo capitolo come un film d'animazione )

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    1. Ti confermo che l'episodio con King su Odeon andò in onda per la prima volta nel dicembre dell'88, con tanto di didascalia che lo annunciava.

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    2. Grazie per aver dato spazio alla precisazione, perché ho dovuto stringere, "Creepshow" è un film che offre già molte cose da dire e sul collegamento tra "Creepshow", Creepy e Zio Tibia ho dovuto fare un grosso ellisse e riassumete saltando della parti, ma ti ringrazio molto perché ci tengo a Creepy, quindi mille grazie! ;-) Cheers

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    3. Perché tagliare il segmento di King che per popolarità poteva essere un traino, strana scelta. Cheers

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  10. E ancora : la Bedelia del primo episodio, ha ispirato nel nome l'omonimo personaggio di "Venerdì 12" di Leo Ortolani (storia vera ) .

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    1. Facie capire perché ad Ortolani piaccia questo film, e "Venerdì 12" è un gioiellino ;-) Cheers

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  11. Purtroppo mi manca, ma vorrei recuperare prima o poi, chissà l'anno prossimo ;)

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    1. Altamente consigliato, penso che potrebbe piacerti molto ;-) Cheers

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  12. Eh, sì, la scena finale della torta di compleanno de "La festa del papà" è proprio un qualcosa che ti rimane in TESTA ;-) Riguardo a blatte e scarafaggi io li odio senza se e senza ma, quindi l'effetto che mi ha fatto l'episodio con E.G. Marshall è facilmente immaginabile... fra tutti i pregi del film, poi, c'è anche quello di aver ricordato a tutti il talento di attore drammatico pre-Zucker/Abrahams/Zucker dell'indimenticabile Leslie Nielsen ;-)
    Riguardo all'episodio "vegetalieno" con King, confesso di non capire nemmeno io le ragioni di una sua censura cinematografica nostrana (visto che il Re già ai tempi non era esattamente quello che si sarebbe detto un perfetto sconosciuto, no)...
    P.S. 1) Da avido lettore di fumetti non potevo che intuire dal primissimo istante la fine che avrebbe fatto babbo Atkins (del resto la ferrea morale degli EC Comics imponeva che ogni malefatta dovesse venir ripagata con gli interessi) ;-)

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    1. E.G. Marshall era anche il presidente degli stati uniti in "Superman", dici bene, niente male ricordardi di Leslie Nielsen prima dell'era di Zucker/Abrahams/Zucker, che comunque è leggendaria.
      Anche il fatto che il padre fosse interpretato da Atkins di suo è già un po' un indizio ;-) Cheers!

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  13. L' episodio che preferisco è quello della cassa. Decisamente divertente! Ma anche quello con King non scherza con la critica ad una certa buzzurraggine! Gli altri sono più inquietanti.
    Comunque io conoscevo il personaggio per "Brividi e polvere con Pelle e ossa". Solo nel corso degli anni ho scoperto il mondo che c' era dietro! XD
    Devo recuperare il primo adattamento britannico.

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    1. Che poi era il cartone animato ispirato a se non ricordo male, The Vault of Horror, dici bene, un mondo, tutto generato dai fumetti della EC Comics. Cheers!

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    2. Era ispirato a Tales from the Crypt, ma poi vi compariva anche il Custode del Sepolcro di "The Vault of Horror" ( che litigava sempre con Pelleossa)

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    3. AH ecco, mi ricordavo che "The Vault of Horror" era presente ;-) Cheers

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  14. Aggiungo solo una curiosità sul prologo della recensione: da un racconto di "Weird Science", un certo scrittore inglese di Northampton trasse "ispirazione" per una sua graphic novel che si apre con una citazione di giovenale...

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    1. Bravissimo! Questa l'avevo dimenticata, hai fatto benissimo ad citarla ;-) Cheers

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  15. E io che volevo scrivere un articolo sul mio blog in merito a questo film! Fermate il mondo, Cassidy scrive troppa roba buona troppo velocemente!

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    1. Ahaha ti ringrazio troppo gentile! ;-) Oh ma sei sempre in tempo a farlo eh? Anzi sono venuto a sbirciare dalle tue parti in cerca di post su Romero, la leggerei molto volentieri la tua su questo film. Cheers!

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