mercoledì 21 novembre 2018

Cinzia di Leo Ortolani: Sfoggiate le vostre macchie


Viviamo tempi strani, là fuori bisogna soppesare le parole perché si corre il rischio di offendere, a turno: Le donne, gli uomini, i bambini, i vegani, i No Vax, i Si Tav, i Forse Vaf (che mi sono appena inventato, ma forse ci sono), insomma è un gran casino. Se dici che qualcosa ti fa schifo, in automatico sei razzista/misogino/omofobici/germofobico oppure peggio, sei “Politicamente corretto”, insomma è un mattatoio dalla quale non se ne esce, ed è proprio per questo che “Cinzia” del Venerabile Leo Ortolani (con tutte le maiuscole) non poteva uscire in un momento migliore.

Nata dalla mente (malata) di Ortolani, per 122 numeri della serie Rat-Man Collection, Cinzia Otherside, ex postino, ex lucciola della quinta strada, ed eternamente transessuale platinata innamorata persa del Ratto, è stata protagonista di gag di culto, e senza ombra di dubbio il personaggio del cast di supporto, che più di tutti sgomitava per uscire, anche se più che altro, aveva ambizioni di entrare, non chiedete dove, non volete saperlo.

Una spalla, anzi due (da culturista) comiche con un velo di malinconia che ammettiamolo, è anche uno dei motivi del successo della serie, e anche se qualche tempo fa speravo di vedere Ortolani cimentarsi con personaggi (e atmosfere) nuove per le sue storie, questa Graphic Novel…. Questo Graphic Novel, fiuuu! Capito che questo post manderà in crisi la mia già labile capacità di usare il maschile e il femminile (sessista!), allora diciamo che questo fumetto, non poteva mancare. Non solo per permettere a Ortolani di passare poi ad altro, e soprattutto perché un personaggio come Cinzia, si meritava questo palcoscenico su cui brillare.

Poco importa cercare di inquadrare il racconto, prima o dopo l’ormai mitico numero 122 di Rat-Man, questo “Cinzia the beginning” potrebbe essere letto anche da chi non conosce il personaggio con le orecchie da ratto che infatti non compare mai. Si perché, l’attenzione è tutta su di lei, lui, oh insomma su Cinzia, con un notevole contributo da parte di una Tamara mai così spassosa (la gag sul prossimo “Star Wars”, che di sicuro sarà bello, mi ha ucciso dal ridere) e il suo autore in grande spolvero, partiamo proprio dal Venerabile.

Non ditele che è una donna con una marcia in più, altrimenti vi mostrerà la leva del cambio.
In particolare negli ultimi numeri di Rat-Man, emergeva una certa predisposizione di Ortolani verso la religione, per lo meno nelle sue storie, anche qui, un ruolo fondamentale lo ha una rilettura di un evento Biblico, il diluvio universale. In quanto maschio (vabbè, si fa per dire Leo, ora non montarti la testa), bianco e padre di famiglia, l’ideale rappresentante di tutti quei valori che oggi come oggi, una gran parte di persone difendono, in modo comprensibile? Forse, ma in fin troppi casi con un’arroganza e una manifesta ignoranza che sono ingiustificabili. Sempre.

Sapete cosa amo di Ortolani? (e questa poteva uscirmi anche meno ambigua, ora che ci penso), il suo stile e il suo umorismo non solo gli permettono di prendere le distanze da certi atteggiamenti esecrabili, ma per me è la perfetta risposta a tutta la rabbia che c’è nell’aria. Una risata vi seppellirà, ma servirà a ricordarvi anche quanto siamo tutti a nostro modo strambi, delle macchie, infatti Ortolani ci regala una lezione di vera democrazia: Lui prende per i fondelli tutti allo stesso modo.

LGBT (ed acronimi extra che si aggiungono ogni giorno), fanatici della “Famiglia tradizionale”, alieni con la loro mania per le sonde, bambini grassi, e per mia gioia, anche il mio odiato Phil Collins (grazie Leo!) nessuno esce vivo dalla satira Ortolaniana, leggendo “Cinzia” si ride, forte, dimostrazione che questo personaggio ha davvero ancora tanto da dare… DA DIRE! Volevo dire da dire!

Io invece le canzoni del “Maledetto” le odio tutte, ma la gag è uno spasso.
Nelle 240 pagine di “Cinzia”, ed in particolare in questo formato con cui la Bao Publishing presenta la storia, Leo Ortolani ci sguazza, può permettersi gag efficaci riassunte in una sola pagina, oppure lasciarsi in sospeso fino alla prossima, per poi stupirci con una “Splash page” ad effetto, oppure perché no, trasformare il racconto della vita di Cinzia in un musical, che vi giuro, mi sono ritrovato a canticchiare nella testa mentre leggevo (storia vera) e magari chiedere un po’ di aiuto per una consulenza musicale a Joe Cocker oppure Aretha Franklin, insomma non ci sono davvero limiti per un Maestro del fumetto, che questa arte la conosce alla perfezione.
Selezione musicale molto azzeccata direi.
Ma la bellezza di “Cinzia” sta proprio nel personaggio, non è un nome a determinare una persona, e di sicuro non è il modo in cui gli altri ci vedono a farlo, perché in questo mattatoio in cui è facilissimo offendere qualcuno, chiunque (anche se qualcuno più di altri) è una potenziale “macchia” per qualcun altro, siamo tanti piccoli “Leopardi” in fila per un posto sull’arca dell’accettazione sociale.

Cinzia fa della sua differenza un vanto (tanto che lo canta pure nella spassosa scena Musical), certo non con difficoltà o sacrifici, ma quello che emerge è un personaggio… Bello, con un sua fascino, superiore alle etichette, al famigerato “Gender”, proprio per questo “Cinzia” è un fumetto che andrebbe letto da tutti, perché se qualche particolare categoria di pubblico vi sta sulle palle, state pure tranquilli che tra queste pagine, verrà spernacchiata da Ortolani, ma allo stesso tempo il venerabile ci ricorda che alla fine siamo tutti macchie, quindi tanto vale sfoggiarle e farci un vestito.

Leo Ortolani? Beh più che altro: Leopardati.
Insomma, io dubbi sul talento di Leo Ortolani non ne ho mai avuto, e se anche per circa dodici secondi ho temuto che questo volumone sarebbe stato l’ennesimo modo per continuare a suonare la stessa canzone, devo ammettere che sarà pure così, ma non c’è fumetto più necessario di “Cinzia” ora come ora, un'altra tacca alla tua cintura Leo. Leopardata possibilmente.

18 commenti:

  1. Se prima era in lista acquisti, adesso è balzato al primo posto! Grazie per la recensione!

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    1. Figurati, un dovere, grazie a te! Non vedo l’ora di sapere il tuo parere ;-) Cheers

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  2. Elvis sta spegnendo un televisore dopo l'altro e quasi esaurito i colpi quando si ferma davanti a Phil Collins in concerto che dice al pubblico che sa che temono stia per intonare that bloody song ed è proprio così perchè poi attacca con In the air tonight. Mi sveglio di soprassalto lanciando da tutte le parti i peluches di quel topo colla faccia di scimmia che sembrano uscire dalla fottute pareti di questo motel e nello specchio il pagliaccio Nice Face Doubtfire mi ricorda che il King è morto troppo presto per ascoltare that bloody song. Io so che Nice Face è solo una vocina nella mia zucca ed è l'unico motivo per cui posso svegliarmi ogni giorno in un motel diverso e continuare a fuggire da Leo and his Pards , fino alla fine del mondo. Mi lavo il muso e nello specchio del bagno vedo un vecchio stropicciato e mal rasato e ricordo che ho quasi l'età che aveva Elvis quando è tornato a casa ( cit. ) anche se sembro suo nonno, ma penso che potrebbe andare peggio perchè non è ancora la fine del mondo. Poi apro la porta della stanza e poco ci manca che metta lo stivale nel vuoto. Alan Moore - inedito

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    1. Alan Moore inedito dopo essersi fatto della stessa roba che usava il Tiziano Sclavi dei tempi migliori. Concordo, più King e meno Phill, sembra uno slogan elettorale, ma io ci credo! ;-) Cheers

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  3. Decisamente la miglior "Non solo gli permettono di prendere le distanze da certi atteggiamenti esecrabili, ma per me è la perfetta risposta a tutta la rabbia che c’è nell’aria".

    Infatti la migliore arma è proprio la risata.
    Mi fa piacere sapere che c'è chi ancora riesce a essere efficace con la sua ironia, perché la comicità, soprattutto quella televisiva, mi sembra molto in crisi...

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    1. Forse perché il fumetto non deve niente a nessuno, ma leggere “Cinzia” è una boccata d’aria fresca, in questi tempi dove tutti hanno ragione, e tutti odiano tutti. Non vorrei scomodare i miei amati Monty Python oppure l’ancora più amato John Landis, perché il tipo di umorismo è diverso e anche i bersagli, ma Ortolani qui sfoggia quel tipo di libertà, far ridere anche i bersagli della satira, sono convinto che l’umorismo sia il miglior scudo, è bellissimo vedere che qualcuno, lo fa ad altissimo livello, uscendo fischiettando da un campo minato come fa qui Leo. Cheers!

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  4. Un personaggio di cui veramente si ha bisogno. Dissacrante, umano, non inquadrato. Non lo conoscevo e conosco Rat-Man di nome, ma la tua recensione è stata illuminante e nasce da un incipit assolutamente vero.

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    1. Ti ringrazio e penso che il tempismo di Ortolani sia micidiale, se Cinzia era già un gran personaggio sulla pagine di Rat-Man, ne esce ancora migliore e sotto una luce nuova ;-) Cheers

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  5. Avevo sentito che doveva uscire qualcosa del genere ma lo stesso mi cogli impreparato: già sento il portafogli piangere :-P

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    1. Viene via per 20 carte, “Il buio in sala” precedente libro di Ortolani per la Bao, veniva 17 eurini, quindi non pochissimi. Però è una lettura così bella che merita davvero la lettura, avevo uno sconto quindi me lo sono portato a casa per lo stesso prezzo di “Il buio in sala”, tutti bene spesi ;-) Cheers

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  6. Che dire? Su questo libro se ne potrebbe scrivere per ore, tanti sono i contenuti e i sottotesti..comunque concordo che è un'opera consigliatissima!

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    1. Lo penso anche io, davvero tanti argomenti, gestiti con quel tipo d’ironia che ti fa riflettere. Ridi ma intanto ci pensi, senza mai appesantire la lettura, tanto di cappello al Venerabile Ortolani! Cheers

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  7. "Anche il postino cambiò vita, e diventò 'Cinzia, la lucciola della 5a strada. Ma questa è un'altra storia..."
    Quanto ci abbiamo riso con Enrico, il mio sodale che aveva intuito le potenzialità di quell'autore, così immediato e dissacrante. Io ero più dubbioso, eppure la Storia si stava facendo lì:in quelle poche pagine pubblicate su Comic Art, c'era già tutto l'universo di Rat-man. C'era l'avido maggiordomo, le gag fulminee, la satira sugli eroi in costume... il tutto condito da un tratto ancora acerbo, ma già pieno di entusiasmo, che ha saputo nel tempo conquistare i cuori di noi rat-lettori. Fletto i muscoli e sono nel vuoto..

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    1. Il suo amico ci ha visto lungo, sì il tratto era ancora da smussare e Ortolani era ancora legato alla strisce a fumetti su cui si era fatto le ossa, le prime storie avevano ancora bisogno di una battuta ogni tot vignette, come se fossero tante strisce legate insieme, ma Ortolani ha fatto strada, ora domina l’arte del fumetto e le sue storia filano via che è una meraviglia, anche quando i protagonisti iniziano a fare un musical come accade qui ;-) Cheers!

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  8. La capacità di prendere per il sedere tutto e tutti è rara e va giustamente celebrata, spero di leggerlo presto. Condivido tutto, quindi, tranne l'odio per il povero Phil Collins: che ti ha fatto? Tarzan non lo reggevi, quindi?

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    1. Fallo, io invece spero di conoscere presto il tuo parere ;-) L’errore di Filippo Collina è stato quello di non cambiare il nome ai Genesis quando avrebbe dovuto, erano un altro gruppo, un Peter Gabrielliano come me non ha gradito. Posso concedere al “Maledetto” di essere un gran batterista, capace di fare canzoncelle orecchiabilissime (pure troppo, vedi sotto), “Tarzan” è arrivato quando ancora lo tolleravo, anche se non mi ha mai fatto impazzire come film, il tracollo è arrivato dopo: Te la faccio breve, per anni ho avuto un vicino di casa che un dicembre, ha iniziato ad ascoltare un cd del maledetto, e ha smesso di ascoltarlo solo quando ho sbottato finendo a prendergli a calci la porta di casa in una brutta imitazione di Jack Torrace (storia vera, purtroppo). Devi capire che dopo 4 mesi (o più) di tutti i più celebri pezzi del “Maledetto”, ad alto volume, a rotazione costante (notte compresa), anche il suo più grande fan potrebbe avere un crollo nervoso. Per fortuna ho traslocato, sarebbe finita nel sangue ;-) Cheers

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  9. Oh, ho letto varie recensioni, e ne ho scritta una pure io, ma la tua è davvero fantastica! Bravissimo!
    Di sicuro concordiamo tutti sul fatto che sia un'opera bellissima, ho notato che siamo stati colpiti tutti dalle stesse cose.
    Sto recuperando tutto di Ortolani e continua comunque a stupirmi, per ora Cinzia è entrata con forza (eh, i doppi sensi con lei vengono facili! XD) al primo posto!

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    1. Ti ringrazio moltissimo, prometto di passare a leggerti appena avrò un minuto per farlo ;-) Cinzia è la regina dei doppi sensi, dopo 122 numeri di Rat-Man, ancora si sprecano, se hai bisogno di qualche dritta su cosa recuperare, fai un fischio ;-) Cheers!

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