lunedì 22 ottobre 2018

Soldado (2018): Spara uomo spara


So che un sacco di persone che, come me, vivono in questo strambo Paese a forma di scarpa sono molto felici di poter esaltare le gesta di qualche nostro connazionale che riesce a raggiungere un buon risultato fuori dagli scarpiformidi confini, diamine! A volte senza nemmeno dover lasciare il Paese, questo spiega perché la stampa cinematografica italiana descriva ogni film italiano come se fosse il secondo avvento o giù di lì.

Personalmente non sono uno di quelli che si esalta per il buon nome del tricolore sventolato nel mondo, non credo ci sia cosa come il patriottismo per raffreddarmi, diciamo che preferisco il cinema e che Stefano Sollima fosse bravo già lo sapevo, ma mi fa piacere che ora non ci siano più scuse, perché magari non avete visto “ACAB - All Cops Are Bastards” (2012) o vi siete persi Suburra (il film, non la serie tv che, invece, faceva schifo), però ora avete la possibilità di godervi “Soldado”.

Da noi è uscito con il titolo breve, in originale, invece, è “Sicario: Day of the Soldado” che mette in chiaro il suo essere il seguito di quella bombetta di “Sicario” (2015) di Denis Villeneuve che causa casini vari non sono mai riuscito a commentare, peccato.

Ora, fatemi utilizzare un’iperbole, tanto considerando la nazionalità del regista, ne leggerete tante, però io almeno ve lo dico quando esagero volutamente: “Soldado” di Sollima sta a “Sicario” di Villeneuve come Alien sta ad Aliens - Scontro finale. Ve l'ho detto che avrei esagerato, ma posso anche argomentare.

“Stai dicendo che dovremmo intitolarlo Sicarios - Scontro finale?”.
Villeneuve partiva da un soggetto perfetto per il cinema di genere per raccontarci la lotta al narcotraffico passava attraverso lo sviluppo dei personaggi, trovando in un’intensissima Emily Blunt il punto chiave della sua idea di cinema, il tutto con un paio di scene da aggrapparsi ai braccioli della poltrona (quella dei SUV, ad esempio) e la fotografia di Roger Deakins che trasformava ogni fotogramma del film in arte. Insomma: un autore che sfrutta il genere come trampolino per puntare più in alto. Il fatto che poi Villeneuve abbia davvero rimesso mano all’estetica di Ridley Scott, mi fa d’istinto pensare che i due giochino nella stessa squadra.

Stefano Sollima, invece, non è James Cameron, non nello stile registico, però dal Canadese il figlio del grande Sergio ha preso in prestito l’idea (ottima) di non fossilizzarsi sul tono del film precedente e di espandere l’orizzonte della storia abbracciando in pieno l’elemento di genere alla base del soggetto. Se “Sicario” era un film che aveva tutto per incantarti anche se ti ritrovavi a pensare: “Sto ancora guardando un film dove si sparano, vero?” con “Soldado” non hai mai dubbi, in questo senso Sollima gioca decisamente in squadra con Cameron.

La sceneggiatura è nuovamente di Taylor Sheridan, uno che si è fatto le ossa con tante serie tv (tra cui “Sons of Anarchy”) e che ultimamente è caldo come una stufa, grazie a Hell or High Water e I segreti di Wind River nessuno meglio di lui ha dimostrato che il western è un genere che sta benissimo e funziona anche con storie ambientate in un contesto contemporaneo, se ci mettiamo dentro anche “Sicario” e “Soldado” per me il ragazzo ha fatto poker!

“Meglio portare un altro anti proiettile, potrebbe tornare utile”.
Stefano Sollima interpreta al meglio la sceneggiatura di Sheridan che, per altro, è perfettamente in linea con i (brutti) tempi moderni. “Sicario: Day of the Soldado” parte subito forte, al confine tra Stati Uniti di Trumplandia e il Messico controllato dai cartelli dei Narcotrafficanti, il modo più redditizio di fare soldi è il traffico di clandestini pronti a rischiare tutto pur di poter sperare in una vita migliore dall’altra parte. Tutto questo non ci viene detto, ma mostrato, tra elicotteri e visori notturni, per poi arrivare ad un supermercato di Kansas City dove a Sollima basta una carrellata per portarci in prima persona nel dramma di un attentato dinamitardo, una scena di ampio respiro che riesce, però, ad attirare l’attenzione su una madre e la sua bambina. Io, ora, non vorrei scomodare la scena della madre in metropolitana di “Il ritorno del cavaliere oscuro” di Frank Miller (cambiando completamente genere), però a livello di calci in bocca stiamo da quelle parti.

I tempi sono davvero quello che sono, un attentato su suolo americano giustifica il pugno di ferro, perché "andiamo, i clandestini devono essere tutti terroristi per forza, no?" (dettaglio che rischia di rendere questo film il preferito di Matteo Salvini, se la sua capacità di attenzione non andasse oltre il limite dei caratteri di Twitter) e che Taylor Sheridan sfrutta in maniera molto astuta, perché appena pensi che lui stia usando la destra per cacciarti giù per la gola una trama reazionaria, poi, invece, con una mossa (è il caso di dirlo “Kansas City”) ti prende a sberle con la mano sinistra.

«È ora di finiamola!» non sono le esatte parole del segretario alla difesa James Ridley (Matthew Modine che ormai si è specializzato in brevi parti da incravattato cattivone), ma il succo del suo discorso sì, ci vuole qualcuno che utilizzi il pugno di ferro contro questi bastardi, qualcuno che faccia il lavoro sporco e applichi ai narcotrafficanti un po’ delle tecniche imparare dall’esercito americano in una delle ventordici guerre che hanno iniziato (e mai finito) in giro per il mondo, chi può portare un po’ di Afghanistan laggiù in Messico meglio di Matt Graver (Josh Brolin roccioso come al solito)?

"Molto panekeku! Molto panekeku!!" (Cit.)
Per avere qualcuno dalla sua che sa davvero come si gioca sporco, Graver va alla ricerca di Alejandro Gillick (Benicio del Toro, se volete fargli un applauso se lo merita) ed è così che questo seguito si riunisce idealmente al film precedente, attraverso questi due personaggi.

Il piano è semplice: rapire la figlia di uno dei capi di un cartello, la giovane Isabela Reyes (vi ricordate di Isabela Moner, la ragazzina aggiusta rottami di Transformers - L'ultimo cavaliere? Ecco, sempre lei che evidentemente interpreta solo personaggi con il suo nome, visto che nel film di Bay si chiamava allo stesso modo), per seminare zizzania, il caro vecchio “Dividi et impera” con cui gli antichi Romani hanno conquistato mezzo globo, ma a parità di intenti, gli Americani non sanno applicarla, infatti il piano andrà in merda molto presto.

La squadra di Matt Graver con il supporto di Gillick parte subito forte, il primo omicidio fatto passare per la rivendicazione di un cartello rivale, mette in chiaro la natura Western del film, con Benicio che spara a raffica con il dito sul grilletto come se fosse il bandito di uno Spaghetti Western.

È tornato Benicio... hai chiuso un'altra volta! 
Ma il bello del film è il modo in cui Sollima riesce a portare i muscoli (e ammettiamolo, anche gli “Huevos” come direbbero in Messico) a questo seguito, in maniera perfettamente armonica con una trama che vede gli Yankee fare la voce grossa, mettendo in pratica un approccio che arriva dal finto segretario alla difesa Matthew Modine, ma che potrebbe arrivare dal (purtroppo vero) attuale inquilino della Casa Bianca, quindi vedete che se James Cameron aleggiava su questo post un motivo c’era? Sì, perché gli Yankee cattivi che partono e pensano di poter far fuori il narcotraffico in ciabatte (e non è un modo di dire, visto che Josh Brolin in Africa tortura un tizio con le Crocs ai piedi) al grido di «Siete potenti? Siete fetenti?» finiscono pochi minuti dopo a citare idealmente il soldato Hudson dicendo: «Lei forse non è al corrente dei recenti avvenimenti, ma siamo stati presi a calci nelle palle!».

"...Pero nos patearon las bolas!" (spero di non aver insultato nessuno in spagnolo).
Sì, perché la critica nemmeno troppo velata di Taylor Sheridan è gettata nel mucchio, ma non in faccia allo spettatore, finché hai il consenso popolare e non fai vaccate che vadano in tv, puoi fare ogni genere di porcheria in nome della sicurezza nazionale, ma se per caso sporchi il foglio, ognuno per sè e Dio per tutti ed è proprio qui che Sollima non solo è bravissimo a gestire la parti militari del film e a cavalcare la critica sociale senza che questa prenda il sopravvento sulla trama (l’esperienza in Gomorra - La serie e “Romanzo criminale - La serie” qui torna utilissima), ma quando il secondo tempo del film si concentra sui personaggi, Sollima tiene ben salde le briglie del suo film, anche quando Sheridan sporca un pochino il foglio, concentrandosi su dinamiche già viste, ma ben realizzate come il rapporto tra rapitore e rapito, un difetto comunque veramente da poco bisogna dirlo.

In tutto questo, Sollima tiene bello tirato il ritmo, a mio avviso meglio di Denis Villeneuve, anche perché gli intenti dei due registi sono diversi e anche grazie alle apocalittiche e cazzutissime musiche di Hildur Guðnadóttir (che sostituisse molto bene il connazionale Jóhann Jóhannsson, purtroppo da poco scomparso) regalandoci un seguito che segue la scia del suo predecessore, ma dimostrando un carisma notevole.

In questo senso, gli attori fanno davvero il loro dovere, Josh Brolin ultimamente è garanzia di qualità e cazzutaggine, dopo il suo Cable e Thanos, ora lo voglio vedere in tutti i film, Brolin non solo ha presenza scenica, ma la capacità di sapersi scegliere i ruoli, talento che non va sottovalutato.

Ancora in parte, non si è nemmeno tolto i sacchi e i sacchetti di Cable.
Una menzione speciale la merita Isabela Moner, se l’entrata in scena di un personaggio aiuta a caratterizzarlo, quella della ragazzina spacca, intenta ad avere la meglio in una rissa a scuola si mangia lo schermo al primo sguardo. Questa entrata in scena non serve solo a dare spessore al personaggio, ma anche a farci capire che anche una tosta così può essere in difficoltà (come vediamo nel corso della trama) quando gli eventi diventano più grandi di lei. Insomma, per rendere credibili personaggi così giovani senza che risultino dei clichè, ci vuole una buona sceneggiatura (e quella l’abbiamo!) e un’attrice come si deve, se continua così Isabela Moner è pronta a monopolizzare tutti i ruoli da “Latina” tosta per il prossimo decennio, una specie di Jessica Alba con il ringhio da Michelle Rodriguez, brutto?

Jessica Rodriguez, no volevo dire Michelle Alba, oh insomma avete capito!
Ma quello che si mangia lo schermo è Benicio del Toro, uno che, a differenza di Brolin, pare accettare tutti i ruoli ed in alcuni di questi riesce a spiccare dimostrando di NON avere voglia di recitare (ogni riferimento a fatti, cose, persone e Star Wars Episodio VIII è puramente voluto), quindi figuriamoci quando ha voglia di recitare! Il suo Alejandro è un pistolero dolente, la scena con il sordomuto ci racconta tutto il trauma del personaggio e serve a spiegarci il suo rapporto con la “Gioventù” nel film, trovo che l’attore con la sua aria vissuta e stropicciata, riesca a dare anche ai suoi personaggi un vissuto tragico, oltre a mangiarsi lo schermo, insomma bene, anzi, Benicio! Scusate, non ho saputo resistere.

“Dopo questa battutaccia, posso fare fuori Cassidy?” , “Stavo per chiederti di farlo”.
“Soldado” riesce a riprendersi la natura da film di genere che il primo capitolo utilizzava solo come spunto iniziale, il tutto senza sacrificare la qualità, la regola aurea dei seguiti dice che ogni secondo capitolo deve essere uguale al primo, ma di più, Sollima lo ha capito ed ha firmato un film che è più tosto, muscolare e cazzuto. Bravo Stefano, lo sapevo che eri bravo, ma è bello avere ragione, ancora meglio vedere bei seguiti come questo.

26 commenti:

  1. ma povero salvini .

    il film mi è piaciuto anche se per i miei canoni ( il mio sogno è che il terzo episodio lo giri robert rodriguez) è un po lento w sollima .

    spoiler spoler spoiler ( fermatevi qui ) se non avete visto il film : la scena della pallottola in testa a del toro è una baggianata.
    giuro che ero convinto che fosse un cambio di persona( che è una stupidaggine ma sempre meglio è ).
    a me fa impazzire il personaggio del ragazzino timido che si trasforma in un mostro ( secondo me nel finale si salva) ma soprattutto della mamma bionda con bambino che va a prendere in macchina il ragazzino timido.

    grazie.

    rdm

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    1. Oddio Rodriguez lo farebbe diventare “Machete III” però con Benicio al posto di Danny Trejo :-P Bisogna dire che quella scena lì, richiede un po’ di sospensione dell’incredulità, l’avessi vista in un film più esagerato (magari uno di Rodriguez) non avrei avuto problemi ad accettarla, si discosta un attimo dal realismo di “Soldado” ma ne parlavo con mio amico, che mi ha dato una spiegazione che mi piace: Diciamo che il personaggio di Benicio è un po’ più tosto del tuo normale ragioniere medio, inoltre è una trovata che mi sa tanto di spaghetti western quindi per quanto un minimo forzata, a me è piaciuta un sacco ;-) Cheers!

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  2. Ottimo come sempre Cass...è piaciuto molto anche a me,ma con due facce come Brolin/DelToro,una buona sceneggiatura e un ottimo direttore d'orchestra,portare a casa un risultato soddisfacente mi pare il minimo ;)

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    1. Grazie mille capo gentilissimo! Eppure non era così scontato, il rischio era cercare di scimmiottare il regista con il cognome da pilota di formula uno sbagliando il tono, invece questo è un seguito che non punta ad essere artistico, ma bello sodo e diretto, approccio che gradisco, e proprio così facendo si distingue restando omogeneo al primo, insomma bravo Sollima! Cheers

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  3. Non mi attira minimamente e non so se lo vedrò mai: mi basta averti letto :-P

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    1. Non te lo consiglierei per nulla al mondo, è un film di genere, ma non abbastanza per le tue abitudini, mi avremmo molto stupito saperti interessato, i tuoi gusti li conosco abbastanza. Quindi sono contento che il post sia stato di tuo gradimento ;-) Cheers!

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  4. Se vedrò il sequel di Sicario? Sicuro! (Cass, sei contagioso...)
    I film di Sollima li ho visti tutti in sala, ACAB mi era piaciuto, Suburra anche di più, questo potrebbe diventare il mio preferito dato il genere - avevo un'aspettativa media, ma quel paragone lì su Alien e Scott/Cameron mi ha fatto drizzare le antenne.
    Bob

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    1. Sta prendendo piede il “Si faccia una domanda, e si dia una risposta” :-P
      Quel paragone è un iperbole, me ne assumo tutto il rischio, spero di non aver alzato troppo la posta in gioco, ma mi serviva per fare il paragone, secondo me potrebbe piacerti questo film, vediamo se conosco i gusti dei lettori della Bara ;-) Cheers

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  5. Film molto buono e godibile e il paragone tra questo dittico e i primi due "Alien" è molto centrato, bravo Cassidy! Ah, prima di cominciare solo applausi per quella bellissima locandina con il teschio simil kalavera: meravigliosa! E finalmente arriviamo al film. Già il primo mi era piaciuto molto con tre scene da incorniciare: l'accerchiamento con fucili spianati alle macchine al confine, la sparatoria nei tunnel con la Blunt che sussulta impaurita e il finale con la "chiaccherata amichevole" tra Del Toro e la Blunt. Emily Blunt che dopo averla vista in "Sicario" ho rivalutato alla grandissima. Applausi anche per lei. Ecco, questo "Soldado" si lega a doppio filo a quella chiaccherata con Del Toro mattatore assoluto. Se là giganteggiva col broncio scazz@tissimo, qua fa letteralmente venire giù tutto non muovendo un singolo muscolo facciale. Ma se hai visto il primo sai che può avere la faccia di uno appena sceso dal letto ma sotto sotto è un viscido serpente che ne ha fatte e viste di ogni. Bravo Sollima che si vede che è nel suo territorio e sa mostrare le scene in modo chiaro senza fronzoli e senza perdersi per strada con inutili giochetti. Duro e diretto come i protagonisti.
    L'unica pecca è un leggero calo di ritmo ogni tanto e la scena del proiettile già citata da RDM qua sopra. Per il resto ad avercene pellicole così!

    (Ci tengo a sottolineare che l'ho visto ieri nel tardo pomeriggio dopo una mangiata pantagruelica e quindi il mio giudizio può essere stato influenzato dal tris di pappardelle al ragù...)

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    1. Le pappardelle al ragù aiutano bisogna dirlo ;-) Eppure il primo “Sicario” dove tutto era più bello a partire dalla fotografia, se escludiamo le singole prove e le singole scene, fatico a ricordare la trama per intero, nel senso lo guardavo e pensavo: Ok è un film di genere? Ma che cazz’ di genere è!? Diciamo che la voglia d’arte del regista Canadese si notava. Questo è più pane e salame, non proprio un filma d’azione pura, però somiglia molto più ad un western del suo precedessero, che lo era solo per ambientazioni e meno nello spirito. In ogni caso avercene davvero di seguiti così. Cheers!

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    2. Sta buono và... Fossero state solo quelle! Sono fuori allenamento e stanotte mi sembrava di dormire con un mattone sullo stomaco!

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    3. Almeno ne è valsa la pena! Pensa che io questa notte mi sono svegliato di colpo, perché ho sognato che andavo a vedere il nuovo “Halloween” che ovviamente grazie al mio inconscio pazzo era tutto un altro film, una roba alla Cronenberg molto figo con una scena finale che mi ha fatto svegliare di colpo (Storia vera). La prossima volta mi ammazzo pure io di pappardelle ;-) Cheers

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  6. Alla grande, se riesce a essere superiore a Villeneuve.
    Io Sollima lo stimo e seguo da parecchio, mi fa piacere che abbia debuttato alla grande sul piano internazionale^^

    Moz-

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    1. Ha saputo gestire un budget piuttosto grosso e un cast di attori mica da ridere, senza andare sotto contro un film che comunque è generalmente considerato valido, in più, facendolo con personalità, poteva andare decisamente peggio ;-) Cheers

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  7. Devo ancora vedere persino quello di Villeneuve, a breve recupero entrambi in un colpo solo. Nel frattempo non ti leggo, per non rovinarmi la sorpresa e per non esserne influenzato!

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    1. Vai tranquillo e buon recupero, penso che potrebbero piacerti entrambi, vediamo se azzecco il pronostico ;-) Cheers

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  8. Ho dovuto leggere tutto due volte perché hai fatto una sintesi troppo perfetta (iperbole voluta)!
    Hai letto il film veramente benissimo e sono contento finalmente di trovare qualcuno con cui sono d'accordo direi completamente (su Soldado, perché su Sicario inizio a credere che sia io ad avere qualche problema di comprensione)😉
    Unico appunto: sono abbastanza convinto che il personaggio di Modine fosse il segretario alla difesa e non il presidente (ma corriggetemi se sbaglio, cit.)
    Ciao
    Vincenzo

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    1. Mi sa che hai ragione, in effetti sarebbe troppo per degli agenti operativi parlare direttamente con il presidente (“Il presidente di che?” cit.) mi sono fatto influenzare dalla scena in cui Modine parla in diretta tv dal classico banchetto con logo della casa bianca, grazie per la segnalazione vado a correggere! ;-) Cheers

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  9. Non vedo davvero l'ora di vederlo, dopo aver visto altri suoi lavori e aver letto la tua recensione, mi interessa sempre di più :D

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    1. Ti ringrazio molto! Aspetto il tuo parere spero che ti piacerà il film ;-) Cheers

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  10. Ecco, altro film che fremo dalla voglia di vedere e altro titolo che d ame non trasmettono manco per sbaglio...

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    1. Ma neanche avere un regista Italiano convince i nostri distributori? Sono andato a vederlo subito perché poi non avevo più tempo, ma speravo fosse trattato un po' meglio nei nostri cinema. Cheers!

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  11. Visto! La sala era discretamente piena e l'hanno riconfermato per una terza settimana. Dunque a dispetto dei simbionti che infestano le sale con la loro bruttezza, qualche perla ha ancora chance di sopravvivere nei nostri cinema.

    Devo dire che non l'ho preferito "così tanto" rispetto a Sicario (che per me è uno dei migliori polizieschi dell'ultimo ventennio). Li metto sullo stesso piano, il primo aveva un fascino più poliziesco (oltre a una cosetta da niente che si chiama Emily Blunt…) questo riesce ad essere ugualmente sporco e cattivo, e un filo più politico perché affronta in modo intelligente e senza fronzoli il tema dell'immigrazione messicana, e c'è una virata più decisa verso lo spionaggio. Insomma, se questa diverrà (come credo e spero) una trilogia, questo capitolo di mezzo ha cambiato pelle, pur mantenendo le stesse facce. Dal poliziesco si è entrati nel genere spionaggio puro, in un ambiente dove le storie non si esauriscono in un piccolo mondo ma sono immerse in una realtà troppo grande e complessa. In entrambi i film non c'è niente di "risolutivo", niente va secondo i piani. Entrambi sono film sul caos, non si spettacolarizza la violenza nonostante le scene d'azione siano ben dirette, con uso perfetto delle musiche e tutta una serie di momenti di grande tensione.

    Oltre al solito immenso Del Toro e alla bravissima Isabela Moner, mi sono ritrovato a riflette su come Josh Brolin sia uno degli attori più interessanti dell'ultimo decennio, ci sono un paio di scene in cui il suo sguardo vale più di cento parole, e io adoro i personaggi recitati in questo modo (e gli attori che li incarnano).
    Bob.

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    1. Emilia Canna manca, solo per il fatto di esistere e non esserci qui, ma il risultato è buono lo stesso ;-) Sono contento che ti sia piaciuto, anche secondo me Brolin è sottovalutato, ha una capacià di scegliere i ruoli che manca a tanto suoi colleghi. La Moner promessa futura, Benicio invece quando non ha voglia spacca, qui che invece è motivato, ci regala una grande prova ;-) Cheers

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  12. Visto ieri sera e francamente l'ho trovato pessimo....per me Sicario era un capolavoro,questo non ha né capo né coda.....(ATTENZIONE SPOILER) inizia parlando di terroristi islamici che si fanno saltare per aria per poi dimenticarsene rapidamente e virare sui cartelli messicani senza motivo,al che cominci a chiederti dove cavolo vuole portarti la trama,ti aspetti che sta famosa guerra fra cartelli inizi,invece no!Tanto casino per organizzare il rapimento della figlia e improvvisamente il piano non ha più senso,tutto da rifare,ritiriamoci e ammazziamo tutti!ragazzina compresa!Sul serio sta roba vie è piaciuta?Nel primo film c'erano scene e un atmosfera che levati,ma levati proprio...tensione alle stelle per tutto il tempo,qui una noia mortale....anche l'azione mi è sembrata tutto meno che entusiasmante,per non parlare del finale ridicolo tagliato via.La prima cosa che mi è venuta voglia di fare al termine della visione è proprio rivedermi il primo film,questo per me è da dimenticare in fretta.

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    1. In effetti non è proprio così la trama, è il gruppo che dovrebbe mettere zizzania tra i cartelli. Il primo film aveva due scene d'azione girate in maniera magistrale, ma poi si concentrava su altro, anzi, visto che parliamo di pareri soggettivi, ho trovato tutto il secondo tempo di "Sicario" ben poco scorrevole, fotografato e diretto alla grande, ma divertente proprio no. "Soldado" è molto più di orgogliosamente di genere, e secondo me bisognerebbe chiarirsi su cosa intendiamo per scene d'azione, il coinvolgimento di una scena in un film d'azione è un affetto collaterale. In ogni caso mi spiace che non ti sia piaciuto. Cheers!

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