giovedì 11 ottobre 2018

Halloween - The Beginning (2007): Un buon remake di Venerdì 13


Non manca poi molto al nuovo “Halloween” prodotto dalla Blumhouse e diretto da David Gordon Green, ma prima bisogna affrontare anche le precedenti incarnazioni di Michael Myers con il nuovo capitolo della rubrica… I remember Halloween!
Se c'è una cosa che ho imparato grazie a questa rubrica, è che Michael Myers, più degli altri suoi altrettanto celebri colleghi horror, è destinato a reincarnarsi più e più volte. La saga di Halloween ha provato a cambiare pelle (senza riuscirci) con il terzo capitolo, per poi ricominciare ancora dall’inizio con il contributo di Steve Miner. Avendo ormai toccato il fondo (e iniziato a grattare) con l’inguardabile Halloween - La resurrezione, l’unico modo è far tornare Michael Myers, ancora una volta.

Nei piani originali del produttore esecutivo dietro a tutti e otto i precedenti capitoli della saga, Moustapha Akkad, c’era l’idea di sfornare un prequel, ambientato durante gli anni passati in manicomio da Myers, il titolo avrebbe dovuto essere “Halloween: the Missing Years”, ma con la morte del produttore avvenuta nel 2005, durante un attentato terroristico in Giordania, i capoccia della Dimension Films erano pronti a provare altro, chi abbiamo di veramente caldo in circolazione? Facile, Rob Zombie!

Roberto Non-Morto nella cameretta di casa sua.
Penso che conosciate tutti Roberto Non-Morto, ma siccome da grande voglio diventare biografo (non è vero!) diciamo che il nostro inizia la carriera come cantante del gruppo industrial White Zombie, che fin dal nome ispirato ad un film con Bela Lugosi mette in chiaro la sua passione per l’horror. I suoi pezzi come solista li avete sicuramente sentiti come parte della colonna sonora di tutti i film, e dopo essersi diretto tutti i suoi video musicali, nel 2003 esordisce alla regia con “House of 1000 Corpses” (che poi è anche il titolo di una sua canzone) che da noi, in uno strambo Paese a forma di scarpa diventa “La casa dei 1000 corpi” e soprattutto il più riuscito seguito “The Devil's Rejects”, da noi storpiato in "La casa del diavolo" (2005).

“Carino sembri uno degli Slipknot” , “Tu comunque non somigli a Donald Pleasence”.
Parliamoci chiaro senza girarci troppo attorno, perché il biografo non lo so fare, però se vedo uno che dirige con Tobe Hooper nella testa lo riconosco, e possiamo tranquillamente dire che senza le atmosfere malsane e sudaticce degli stati del Sud dell’America, e i “Redneck” dalla dieta del tutto non vegana di Non aprite quella porta, Rob Zombie avrebbe continuato a fare il cantante, il tempo e il resto della sua carriera ha dimostrato che quello è il cinema che Roberto Non Morto sa fare, ma nel 2007, Zombie era convinto di poter dire la sua su un classico del genere horror, pareva pronto per regalarci la sua versione di “Blob” (il fluido mortale, non il programma di Ghezzi) quando è arrivata la notizia: Assunto come nuovo regista per il remake di Halloween.

Come si può conciliare uno che sarebbe stato perfetto per il remake di “The Texas Chainsaw Massacre” (invece nel 2003 si è fatto scippare il lavoro da quel cagnaccio di Marcus Nispel) con l’assassino slasher creato da Carpenter? Se escludiamo la carriera musicale, non sembra ci siamo davvero molto in comune tra il Maestro che nel 1978 non mostrava nemmeno una goccia di sangue, e lo Zombie che invece dell’emoglobina fa la sua cifra stilistica. Eppure all’inizio pare andare tutto bene, Carpenter con il suo solito piglio pragmatico invita Roberto e fare il suo film («Vai Rob, fai il tuo film!»), ma lasciatemi l’icona aperta che su questo punto ci torniamo.

Già da questa foto avremmo dovuto capire le intenzioni di Zombie.
Zombie da buon metallaro mette sul tavolo la sua passione per la storia dei Serial Killer d’America, secondo il regista Michael Myers doveva essere una personalità dissociata, incapace di provare sentimenti per chiunque, per lui “Halloween” doveva essere qualcosa di completamente nuovo, non un semplice riciclo di vecchi stilemi, peccato che secondo me quello che soffre di sdoppiamento della personalità è proprio il nostro Robertino. La sua intenzione di cavalcare “Halloween: the Missing Years” sfornando un film sulle origini del personaggio non convince in pieno la Dimension Films, che invece vorrebbe una classica rivisitazione del film di Carpenter del 1978. Reazione di Roberto Non-Morto: Che problema c’è signò! La vuole cotta? La facciamo cotta? La vuole cruda? La facciamo pure cruda!

Prima Hayden Christensen, poi questo qui, siamo sicuri di voler sapere come sono i cattivi sotto la maschera?
“Halloween” esce nei cinema americani nel fine settimana del Labor Day, incassa bene subito, scontenta quasi tutti gli appassionati della serie ma diventa comunque il quarto più grosso incasso della saga, giustificando così un seguito che arriverà la prossima settimana qui sopra. Penso che l’unico modo per apprezzarlo sul serio sia non aver mai visto l’originale di Giovanni Carpentiere, e probabilmente nel 2007 erano ancora tanti (purtroppo) a non averlo fatto, dal canto mio non odio la versione offerta da Rob Zombie, ma come Clubber Lang, compatisco gli stupidi.

“Non sono grasso, ho le ossa grosse”.
“Halloween - The Beginning” (un sottotitolo in inglese per tradurre un titolo inglese, bellissimo!) si divide in due metà nette, la prima ci fa conoscere un po’ meglio il ragazzino dietro la maschera bianca dell’assassino di Babysitter, quando capiremo cosa ha passato, cosa ha sofferto, sarà più facile capire perché ora è un Cristone alto due metri (il wrestler Tyler Mane svetta su tutti gli altri attori che hanno indossato maschera e tutta da camionista del personaggio) che uccide senza rimorso chiunque? La risposta è un clamoroso: No, perché se non fosse per personaggi chiamati Laurie Strode e il Dott. Samuel Loomis, se non fosse per il 31 ottobre e la cittadina di Haddonfield, questo potrebbe essere uno dei migliori capitoli di Venerdì 13 mai diretti!

“Vieni con noi Jason ti riportiamo in stanza”, “Non mi chiamo Jason”.
Pensateci, un ragazzino vessato dai bulli per la sua diversità, un rapporto morboso con la madre e un futuro da silente massacratore di adolescenti, Rob Zombie sbaglia completamente mira e firma uno slasher con sangue a secchiate, caratterizzato da un primo tempo non male, che però va zampe all’aria nel suo intento di discostarsi dal modello originale, riuscendo per altro a sbagliare un numero ragguardevole di momenti chiave tutti insieme.

Il suo Michael Myers decenne, ha i capelli lunghi biondi e il faccione pienotto a luna piena di Daeg Faerch, i suoi passatempi sono ascoltare “God of Thunder” dei KISS, indossare una maschera da Clown e uccidere piccoli animali per il proprio piacere personale. Ma secondo me avrebbe tutto da guadagnarci se lasciasse in pace i topastri di nome Elvis e si dedicasse ai componenti della sua famiglia, appena appena disfunzionale, vediamoli nel dettaglio!

La maglietta di "Destroyer" dei KISS però è bella.
Mamma Deborah Myers (la guardabile Sheri Moon Zombie) è amorevole quanto volete, ma si guadagna la pagnotta come spogliarellista, dettaglio che non ti aiuta a scuola con i bulli, ma offre la possibilità a suo marito Rob di dedicarle la solita inquadratura “A posteriori”, una specie di marchio di fabbrica del regista. La sorella maggiore è campionessa mondiale dello sport principale degli adolescenti Yankee nei film horror: Il mambo del materasso. Ma il numero uno resta il patrigno, interpretato da uno stropicciatissimo William Forsythe, un gentiluomo attraverso cui Rob Zombie può scatenarsi con i suoi soliti dialoghi raffinatissimi («Di un po’, sei invidiosa del culetto di tua figlia?»).

In compenso a scuola quando lo psicologo, con la capigliatura da Hippy, il Dott. Samuel Loomis (Malcolm McDowell che eredita ruolo e cappotto da Donald Pleasence) fa chiamare la signora Myers preoccupato per gli animaletti ritrovati uccisi nello zaino del ragazzo, la donna vince il premio madre dell’anno rispondendo: «Un gatto morto non è una tragedia». Poi chiedetevi perché Mickey sbrocca e la notte di Halloween fa fuori tutti, risparmiando solo sorellina minore e la mamma, fuori a fare primi piani con del suo lato B.

“Ok Sheri sorridi, perfetta così bravissima”.
In questa prima parte Rob Zombie si assicura di utilizzare tutti i pezzi musicali che erano già stati parte del primo Halloween di Giovanni Carpentiere, da “Love Hurts” a “(Don't Fear) The Reaper” dei Blue Oyster Cult, ma poi evidentemente ci distrae andando a cercare i vinili giusti nei negozietti e manda a segno una serie di svarioni nella sceneggiatura.

Sybil Danning ricca, la forchetta ci si ficca.
Il mio passaggio preferito non è la famigerata forchetta fornita agli ospiti di un manicomio no, per me il meglio resta il dialogo chiave tra Sheri Moon e Daeg Faerch, che guarda il paffuto bambino dicendogli: «Michael sei così sciupato devi mangiare». Insomma una grande verità, anche se sei il più famoso assassino del grande schermo, sicuramente pure tu hai avuto una madre che ti vede come un bambino denutrito del Biafra anche se pesi 96 kg!

“Ecco, lo sapevo che avrei dovuto portarti da mangiare, due melanzane fritte almeno”.
Ma Rob Zombie non ha fatto solamente pasticci, bisogna riconoscere al regista diversamente vivo di aver regalato al mitico Danny Trejo un ruolo importante nella sua carriera, lo vediamo entrare in scena come inserviente del manicomio che ospita Michael con una frase quasi meta cinematografica, un consiglio per il ragazzo: «Devi vivere nella tua testa, io lo so, non c'è muro che possa intrappolati» considerando gli anni passati nelle patrie galere, Trejo sembra alle prese con il ruolo della vita, infatti così è, proprio grazie ad “Halloween” il mitico Danny ha potuto esibirsi in una tappa fondamentale delle vita di un attore: Il ruolo drammatico intimista!

"Mira cómo soy dramatico Y intimista".
Senza spiegazione alcuna gli anni passano, il ragazzino con il faccione tondo (eh sì, si vede che è sciupato) dopo aver fatto sbroccare tutti con la sua ira furiosa e i suoi decennali silenzi, è diventato un cristone fatto a forma di Tyler Man con la passione per le maschere, evidentemente ha seguito i consigli materni, non ha saltato nemmeno una merenda ed è diventato grande (e grosso). Qui non è chiaro, Rob, stai cercando di dirci che è la rabbia del ragazzo ad averlo fatto diventare gigantesco? No perché se fosse solo per quello, ogni adolescente avrebbe un futuro nella NBA! Insomma non è molto chiaro, pare però che per giustificare un ruolo nel film a sua moglie, che nei piani originali avrebbe dovuto essere una delle amiche adolescenti di Laurie (una che è nata nel 1970? Vabbè), Robertino Non Morto si sia giustificato dicendo che siccome mamma Sheri Moon è alta, suo figlio deve aver ereditato questo tratto genetico, mi viene da sperare solo quello Rob! Non ci tengo proprio a scoprire che sotto la tutta da camionista, Michael Myers ha anche due perfette chiappe da spogliarellista, avrebbe già il nome d’arte: Magic Mike!

Ecco svelato cosa fa Michael Myers, gli altri 364 giorni dell’anno.
Bisogna dire che se non altro la prima parte del film riesce a intrattenere e coinvolgere decentemente, peccato che poi Rob Zombie faccia un errore mortale, quando vediamo Michael uccidere l’inserviente interpretato da Danny Trejo, viene istintivamente da urlare allo schermo: «Ma perché!?». Tutto quello che pensavamo di aver capito del personaggio crolla come un castello di carte, la svolta è talmente fuori luogo da risultare un errore, però un obbiettivo lo raggiunge comunque, regalate a Danny Trejo il ruolo drammatico intimista che mancava alla sua lunga carriera!

Siamo al minuto 50 del film, e la pellicola è ufficialmente finita, perché da qui in poi il ritorno di Michael ad Haddonfield è una copia carbone (ma con sangue) del film di John Carpenter, le poche differenze ancora una volta, risultano uno sbaglio, la dimostrazione che la tanto sbandierata conoscenza della saga di "Halloween" da parte di Zombie forse è un pochino superficiale. Laurie Strode (Scout Taylor-Compton) è rappresentata come una ragazzetta alternativa con gli occhiali da brava ragazza, ma sessualizzata esattamente come le sue coetanee, infatti al pari delle sue amichette si esibisce nei soliti dialoghi raffinatissimi scritti da Rob Zombie, un vero signore.

“Quel maniaco ci sta guardando “No quello è il produttore della Dimension Films, si chiama Weinstein mi pare”.
Può sembrare una cosetta da poco ma è un errore grave, perché nella versione di Carpenter sia Laurie che Michael erano repressi sessualmente, un elemento importante che qui venendo a mancare, conferma ancora una volta che questo film, se fosse ambientato a Crystal Lake e non ad Haddonfield, al massimo potrebbe essere un buon remake di Venerdì13, non di Halloween.

Non aiuta nemmeno che una delle amiche di Laurie sia interpretata da Danielle Harris, che essendo nata nel 1977 ci conferma che Zombie ha in idea dell’adolescenza piuttosto allungata, ma per di più è la stessa attrice che nel quarto capitolo aveva interpretato la nipote di Michael Myers! Bravo Robertino complimenti davvero una scelta arguta!

Michael alle prese con una strana sensazione di dejà vu.
L’ultima parte del film non è affatto male, le musiche di Tyler Bates sono un omaggio al cinque quarti più famoso della storia del cinema composta dal Maestro, una variazione sul tema che non aggiunge poi molto, che poi forse è anche il commento migliore che avrei potuto fare sul film. Si perché tutto il finale è giocato sull’imponenza fisica di Tyler Mane dietro la maschera di Myers, e su continue strizzate d’occhio a chi il film di Giovanni Carpentiere lo conosce e pure molto bene, dai andiamo, non puoi usare quello stratagemma per rifare la leggendaria (e spaventosissima) scena dell’armadio, dimenticandoti di spiegare come mai la tua versione di Michael Myers sia impossibile da uccidere.

In tutto questo tentativo di allontanarsi, ma allo stesso tempo di essere identici, all’iconografia creata da Carpenter, oops! Zombie ci dimentica di spiegarci perché niente pare fermare Myers, che di fatto non è l’incarnazione del male, che indossa una maschera per camminare tra gli uomini ma semplicemente un tizio molto grosso, silenzioso e impossibile da uccidere, insomma è Jason Voorhees!

“Senti ma tu lo sai chi è ‘sto Jason di cui tutti parlano?".
Come dicevo io non odio questa versione di Halloween, ma la pigrizia e la sciatteria con cui il film è stato scritto, dimostrando di non aver capito quasi niente del personaggio di Michael Myers mi urta, non credo sia un caso se a distanza di anni, lo stesso Carpenter, di solito piuttosto pacato nel parlare dei colleghi, è riuscito a mandare allegramente a fanculo Rob Zombie (Storia vera). A mio avviso una visione più estrema del personaggio sarebbe stato molto meglio di questo film che si finge nuovo senza davvero esserlo, ma per quello, avremmo modo di discuterne tra sette giorni, con l’ultimo capitolo della rubrica!


Non perdetevi lo speciale di Halloween di Non c’è paragone


… Ma nemmeno quello del Zinefilo!


Perché nella blogosfera, ogni giorno è Halloween!

Invece, per notizie e informazioni quotidiane sul Maestro John Carpenter, fate un salto sulla pagine del Faccialibro de Il Seme Della Follia - Fan Page italiana dedicata a John Carpenter.

26 commenti:

  1. Questo (finalmente!) l'ho visto. E pure al cinema! Ma non tanto perché è il remake del primo, ma perché è roba di Rob Zombie che a me piace da matti. Trash e tamarro come pochi, ma il suo stile sporco e malsano è qualcosa che adoro. Per non parlare di sua moglie... Vabbè, chiusa la divagazione. Ah no, aggiungo al volo che anch'io se avessi come moglie la Moon non farei altro che inquadrarle le chiappe. Adesso la parentesi è proprio chiusa.
    Che dire di questo "Venerdì 1"... Pardon, di questo "Halloween"? Nulla, se non che è il classico film di Rob Zombie pieno di gente stramba (o freak se preferite), ambienti sporchi e malsani (che te lo dico a fare?), sangue a secchiate, personaggi malati, morbosi e problematici e qualche "massima filosfica campagnola" buttata nel mucchio (tipo il famoso "Più la forma è tonda, più la presa affonda" de "La Casa dei 1000 Corpi"). Nulla di nuovo quindi. Peccato che come dice il nostro amichevole Cassidy di quartiere, il buon Rob abbia studiato e fatto i compiti peccato che abbia sbagliato materia visto che ha frullato Jason con Myers. Non so se sia tutta opera sua o se abbia seguito le indicazioni della produzione ("Più sangue Rob, più gente ammazzata! Buttala un'altra secchiata di roba rossa che alla gente piacciono ste cose! Ammazza pure Trejo che tanto viene via a poco!"), sta di fatto che il film è guardabilissimo ma non è "Halloween"!

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    1. Lo penso anche io, Rob Zombie la sua cosa la sa fare, peccato che Halloween non sia la sua cosa ;-) Per me mostrare l’umano dietro alla maschera di Myers vuol dire snaturare un personaggio che Carpenter ha pensato come incarnazione del male, una sagoma (nel senso di “The Shape”, non nel senso che è uno che fa molto ridere) di umano che si maschera per girare tra di noi, senza essere uno di noi. Vuoi rendere umano un personaggio così? Ok allora non fai un secondo tempo che è la copia carbone del film del 1978, e far fuori Danny Trejo così secondo me spezza ancora di più il film a metà.

      Detto questo, Zombie mi è simpatico, la sua musica mi piaciucchia, sua moglie è guardabile, ha dei buoni gusti musicali e “Più la forma è tonda, più la presa affonda” a me fa sempre ridere un sacco come frase, non voglio male a Roberto Non-Morto, ma è chiaro che dovrebbe fare cose sue (tipo “31” che è uno spasso) e continuare a guardare a Tobe Hooper, io ancora spero di vederlo dirigere due cose, il tanto annunciato “Tyrannosaurus Rex” di cui parla dal 2008, e vederlo un giorno fare quello che ha solo promesso, ovvero prendere la canzone “Dirty Frank” dei Pearl Jam e farla diventare un film, per me quella sarebbe la sua Guernica ;-) Cheers

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  2. LO VIDI AL CINEMA E LO APPREZZAI POCO CAUSA LA CNSURA CHE PALESEMENTE AVEVA TAGLIATO LE PARTI PIù VIOLENTE.
    stesso problema con opera di dario argento.

    grazie

    rdm

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    1. Le secchiate di sangue non mancano, anche se rispetto a tanta roba che arriva in sala almeno questo mostra qualcosa, anche se pochino. Niente siamo bestie carnivore, vogliamo il sangueeee, il sangueeeeeee! ;-) Grazie a te! Cheers

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  3. Risposte
    1. Vai tranquillo, quando vuoi, sei sempre il benvenuto. Cheers!

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  4. Non l'ho visto, nè mi interessa, francamente. Però "Dragula" è un capolavoro dell'industrial metal più tamarro, e mi basta per voler bene a Rob Zombie lo stesso. ;-)

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    1. Cinque altissimo! Sto aspettando di commentare un film dove si sente “Dragula” (sono tantini in effetti), solo per averla su Rock ‘n’ Blog, pezzaccio ;-) Cheers

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  5. Questo mi manca :) Comunque mi hai incuriosito dai.. girando per google scopro che i signori Zombie sono vegetariani o addirittura vegani, il che me li fa risultare ancora pù simpatici :)

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    1. Sono anni che sogno una roba tipo “The Osbourne” con i coniugi Zombie, due che per anni si sono auto dichiarati in “Regime di luna di miele continuato” (storia vera), che hanno due cani di nome Frank e Einstein, e altre cosette che un fan di robe Horror come me non può che adorare. In alternativa, se non potessi vedere la serie tv sulla famiglia Zombie (The Zombies”), mi accontenterei della versione nostrata: “The Argentos” ;-) forse è un bene che non possa dire la mia sui palinsesti televisivi! :-P Cheers

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  6. Diciamo che lo guardai dopo aver visto il primo (ed iconico) film di Carpenter, apprezzai nettamente la parte iniziale con quel Danny Trejo così fragile ed amichevole poi però ricordo ben poco, se non la lotta con il camionista nei bagni. Non ho mai pensato al fatto che richiamasse Jason, su questo hai ragione. Ma di Zombie in questa saga/rifacimento ho apprezzato di più il secondo nella sua versione Unrated.

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    1. Il primo tempo mi piace tutto, è Rob Zombie al 100%, compreso chiamare vecchie glorie come Trejo. Poi di fatto questo film ha un solo difetto, quello di chiamarsi “Halloween” perché è tutto, tranne che un film su Michael Myers, sarebbe stato un ottimo “Friday the 13th - The Beginning”.

      Anche io penso che il secondo abbia dei numeri, ma poi pasticcia altre cose, avrei preferito di gran lunga un film tutto come il secondo, lì almeno Zombie ha provato davvero a prendere le distanze da Carpenter. Cheers!

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  7. La cosa più horror di questo post sono gli anfibi da esteuropa di Rob Zombie.
    Ma come cazzo si fa?
    Comunque, evitai questo film e data la tua rece non me ne dispiace nemmeno un po'...

    Moz-

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    1. Ehehe, ma forse la cosa più Horror di questo post è quando Rob Zombie si toglie gli anfibi da Esteuropa, per fortuna via blog passano, suoni e immagini, ma non gli odori ;-) Cheers

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  8. La critica ed i fans a suo tempo fecero uno sbaglio enorme e tu Cassidy lo ricorderai, elogiarono prontamente il film prima ancora di vederlo, scrissero pareri entusiasti per le scelte di casting e si dissero sicuri del talento di Rob Zombie. Salvo poi che quando gli stessi critici videro effettivamente la pellicola tutto l'iniziale entusiasmo evaporò rapidamente.
    Diciamo che Zombie avrà sicuramente talento ma che Halloween fu il film sbagliato per lui,anzi che lui fu la scelta sbagliata come regista per Halloween.

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    1. Bravissimo, non avrei saputo meglio, é un matrimonio che non funziona e si vede, riuscendo a scontentare quasi tutti,non è proprio il film per Rob Zombie. Gli echi li ricordo bene, non si sono steperati davvero nemmeno per il secondo capitolo, anzi forse lo hanno danneggiato ancora di più, accanirsi ancora per avere Zombie alla regia non è stato un bene. Cheers!

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  9. Rivisto pochi giorni fa per mandare avanti la rubrica.

    Lo ritengo un film soddisfacente, soprattutto a livello registico non mi é dispiaciuto per nulla. La sceneggiatura invece ha un bel po' di pecche, in realtá bastava non chiamarlo Halloween e sto film forse sarebbe piaciuto, e anche tanto, a tutti...

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    1. Assolutamente d’accordo, è il suo principale problema. Se lo guardi come film solitario, ha tutto per piacere, se lo guardi come film su Michael Myers è una tragedia. Ha solo la sfiga di chiamarsi “Halloween”, sfiga non da poco visto che è un remake di “Halloween” ;-) Cheers

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  10. Apprezzo la tua sincerità, perché era facile promuovere a pieni voti questo film, poiché la quantità di emoglobina già lo rende apprezzabile a noi amanti dello splatter.

    Però Cass l'idea dei The Argentos è terrificante ahahah

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    1. Se non si chiamasse "Halloween" sarebbe un buonissimo film, ogni tanto me lo riguardo, ma ditevi cosa volete, quello non è Michael Myers, non ne prende nemmeno le distanze abbastanza per diventare qualcosa di diverso. Come non ti piacerebbe? Aumenterebbe il livello della tv itali... No, forse no :-P Cheers

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  11. In attesa del remake, e dopo ventordici post, mi hai infine convinto a vederlo, inaspettatamente al cinema!!!
    http://www.cinemateatrobellinzona.it/index.php?option=com_ohanah&view=event&id=505&Itemid=156
    Fammi gli auguri che son paurosa...

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    1. Obbiettivo riuscito, fammi sapere se ti è anche piaciuto ;-) Cheers

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  12. Colonna sonora da paura (letteralmente...) e tutta la parte iniziale tesissima! Quando Myers comincia a 'darci dentro' davvero il film patisce un po' l'età e i millemila slasher che sono venuti dopo (più o meno meta). Per es. quando Laurie butta via il coltello per la seconda volta, pensando di averlo ucciso (e ovviamente NO) una ragazza ha è uscita con un 'Ma dai, ancora?' e la sala è esplosa a ridere... Il che non vuol dire che io ogni tanto non guardassi fissamente i miei piedi con le mani casualmente sulle orecchie :)
    PS complimenti per il blog! (ciao, sono Paola e sono una lurker...ciao Paola)

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    1. Sono contento che ti sia piaciuto, il problema (che non è tale) dell’Halloween di Carpenter è che troppa parte di pubblico (specialmente giovane) lo considera troppo vecchio, solo perché TUTTI gli slasher usciti dopo lo hanno imitato. Bisognerebbe avere la lucidità di capire, ok, Laurie lascia andare il coltello, ma il problema è che succeda qui, in questo film (1978 data di uscita) o che accada nello slasher che hai visto l’altra sera (2018 data di uscita), è un archetipo, bisognerebbe andare oltre il concetto di “Non fa paura perché è vecchio”, si può dire lo stesso di “M - Il mostro di Düsseldorf” che resta un capolavoro lo stesso ;-) Ciao Paola benvenuta sulla Bara Volante, biscotti e caffè sono laggiù su quel tavolo ;-) Cheers

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  13. Credo alle dichiarazioni di Rob che le ingerenze dei fratelloni Weinstein sono state tale da creare il casino più totale ed impedirgli di fare il suo film, ma non gli credo quando parla del "suo" film, vjsto che è solo un remake paraculo del primo con un prologo-prequel del tutto evitabile, visto che non spiega nulla.
    Il bello è che per difendersi da chi nelle proiezioni prova indicava dei difetti di sceneggiatura Rob si appellava al fatto che i precedenti episodi pure sono pieni di buchi: quindi fare buchi va bene???
    Un altro filmaccio da mettere al mucchio...

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    1. Ho letto le sue affermazioni sul tuo post a tema, assurdo. Trovo ancora più assurdo che da dieci anni e più, tanti fan difendano i suoi "Halloween" millantando un Michael Myers davvero innovativo e una visione personale. Ho visto tutte le versioni del film, e continuo a vederci solo una copia del film di Carpenter, e un personaggio che non prende mai una direzione, al massimo sembra ancora una volta una brutta copia di Jason, solo molto più alto del solito. Vada per il mucchione! ;-) Cheers

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