lunedì 10 settembre 2018

Mission: Impossible - Fallout (2018): Andiamo a Tomandare!


Dire che Tommaso Missile non mi è simpatico vuol dire fare una grossa concessione alla gentilezza da parte mia. Non condivido le sue strambe idee in fatto di religione, sopporto poco il suo ossessivo cambiare moglie allo scoccare di una determinata età nemmeno fossero i personaggi di La fuga di Logan e quando sorride per fare lo splendido lo prenderei a pugni, ma riconosco la determinazione quando la vedo.


“Mission: Impossible” è la corda di sicurezza di Tom Cruise, nel 1996 ha scelto proprio il film diretto da Brian De Palma per esordire come produttore, investendo, di fatto, sulla cosa che ama di più: se stesso. Da allora ha sempre scelto registi capaci di dare la loro impronta al film, da Brad Bird per il quarto capitolo a quello che è ancora il mio “M:I” del cuore, il secondo, quello di John Woo.

Ma ogni volta che le cose per Tommaso vanno male, lui accetta la missione impossibile e me lo immagino mandare messaggi (che si autodistruggono entro cinque secondi) a tutti, come nel 2005, quando solo la sua volontà ha fatto sì che il terzo capitolo della saga vedesse la luce, poi, se devo dirla tutta, anche il capitolo più anonimo e non credo solo per via della regia affidata all’unico che sopporto pure meno di Tom Cruise, non me lo fate scrivere quel nome che mi rovino la giornata.

Corre, corre è Batman Tommaso Missile gira per la città, per difendere la libertà.
Anche perché nel 2005 il gesto atletico più in voga per Tommaso Missile era il salto sui divani, quelli di Oprah, scivolata di stile e scena ridicola che ha mandato in crisi la carriera del Divo come nient’altro prima di allora, nemmeno l’affiliazione con Scientology, da cui sono scappati con grandi rimpianti in molti (ogni riferimento a fatti, cose persone o a John Travolta e suo figlio è puramente voluta), quasi tutti, ma non Tom.

Ma tenendo un basso profilo e mandando a segno un capolavoro (“Tropic Thunder” nel 2008) Tommaso Missile ha menato il suo colpo più duro: “Mission: Impossible - Protocollo fantasma” (2011) è il titolo che ha alzato l’asticella della saga. Dimenticata per sempre l’ossessione per il premio Oscar, Tom Cruise ha eretto un monumento a se stesso, fare in prima persona, senza utilizzare la controfigura, tutte le sue scene d’azione è diventato il suo marchio di fabbrica, estensione su schermo del suo continuare ad essere eternamente giovane, anche perché la frase che TUTTI dicono prima o poi guardando Tommaso è sempre la stessa: «Ma come minchia fa ad essere ancora uguale a trent’anni fa?».

In realtà è l’elicottero che vola perché si è agganciato all’ego di Tom Cruise.
Chirurgia? Sì, un po’. Ma più del botox per Tom ha fatto il suo compare/collega/sottoposto/schiavo (barrate voi l’opzione che preferite) Christopher McQuarrie, uno che si era fatto una reputazione come solido sceneggiatore ed ora, se alla sua filmografia sottraete l’elemento “Tommaso Missile” vi resteranno un paio di titoli, quelli con cui si era fatto una carriera di solido sceneggiatore. Mission: Impossible - Rogue Nation era il perfetto equilibrio tra una trama più che decente e la volontà di Cruise di avere tutti gli occhi addosso, di continuare a sentirsi dire da tutti quanto è giovane e probabilmente di morire sul set, perché se escludiamo le comparse dei film di arti marziali indonesiani (loro giocano in un’altra categoria, pure per Tommasino) nessuno in era recente ha dimostrato tale determinazione, “Death Wish” nel senso Yankee del termine, andarsela proprio a cercare.

Tranquilli, Tom è così giovane che fa come i bambini piccoli, cade senza farsi nulla.
Ironico che la saga di “M:I”, quella che lassù ho definito la “Corda di sicurezza” di Tom Cruise di sicuro non abbia proprio niente, almeno per come Tommaso si approccia alla faccenda, rischiando di lasciarci le penne, eppure è così, perché Jack Reacher - Punto di non ritorno, era  davvero poca roba e non parliamo di La Mummia, progetto che andava evidentemente stretto al super ego di Tommaso e universalmente riconosciuto come una roba pezzente. Due passi falsi? A casa McQuarrie arriva un messaggio pronto ad auto distruggersi dopo cinque secondi ed è così bambini che una saga tratta da una serie tv che nessuno ricorda più, perché ormai totalmente associata a Tom Cruise è arrivata al sesto capitolo che, per certi versi, potrebbe anche essere il migliore di tutta la serie.

Ormai sono una pentola di fagioli e borbotto sempre le stesse cose, l’importanza dei primi cinque minuti di un film, per “Mission: Impossible” sono anche l’ultimo legame con la vecchia serie televisiva. Ogni film inizia con quello che in tv chiamerebbero “Cold Open”, la scena d’apertura prima dei titoli di testa che qui sono una dichiarazione di intenti su tutto il film.

Un appello, basta ruoli di contorno per Rebecca Ferguson, è uno spreco!
Dopo una stramba (ma significativa per il protagonista) scena onirica di matrimonio con Michelle Monaghan nuovamente nei panni di Julia, si passa subito al piano criminale dei cattivoni: un gruppo terrorista noto come gli Apostoli, guidato al misterioso John Lark, vuole seminare il panico nel pianeta mettendo le mani sul plutonio necessario per costruire tre ordini nucleari. Come fanno ad ottenere il Plutonio? Lo rubano ai Libici come avrebbe fatto Doc Brown? No, organizzano uno scambio che, però, va in merda perché la novità di questo sesto capitolo è che Ethan Hunt, oltre ad essere più spiritoso, pare quasi mortale, a tratti fallace, il tema del senso di colpa corre, quasi come Tommaso Missile, lungo tutto il film "Tu hai perso il plutonio, tu hai messo in pericolo Julia e il mondo", in questo senso, la voglia di morire sul set di Tom trova un suo senso, una lunga espiazione per il personaggio, il martirio di San Cruise che deve farci dimenticare l’errore di La Mummia.

Se avete letto più di due libri di spionaggio nella vostra vita, la scena con il giovane sosia di John Carpenter (sul serio, è uguale) e il manifesto programmatico di John Lark letto in diretta tv non sarà una sorpresa, ma davanti a plutonio, terroristi e bombe atomiche da disinnescare è chiaro che la volontà è quella di abbracciare gli stilemi classici dei film di spionaggio ed applicarli ad una trama che urla fortissimo: chissenefrega.

Con la moto a sgommare, andiamo a Tomandare!
 Rogue Nation era ancora un film dove ti ricordavi che McQuarrie un tempo era uno sceneggiatore solido, mentre questo “Fallout” non ha la stessa grazia in fase di scrittura, non mi sono mai considerato la persona più sveglia di questo mondo (per usare un largo giro di parole), ma il passaggio in cui Ethan Hunt, ben noto presso gli Apostoli, si finge John Lark (ovvero il mandante degli Apostoli), mi è sembrata abbastanza un enorme “MACCOSA”, ma potrei essermi perso qualcosa lo confesso, perché il fuoco di “Fallout” sta tutto da un’altra parte, ovvero nel ritmo.

Ritmo che parte tiratissimo subito, poi rallenta per un calo fisiologico un pochino prima della metà, necessario ad introdurre il personaggio della Vedova Bianca, interpretata da Vanessa Kirby (quella di The Crown) che resta sempre un bel vedere, bisogna dirlo. Superato questo passaggio il film non si ferma più e, considerando che hanno aumentando di un buon dieci, forse dodici percento l’umorismo nei dialoghi (nel senso che ora anche Ethan Hunt ogni tanto fa una battuta e non sempre solo il personaggio di Simon Pegg), sembra che il McQuarrie sceneggiatore abbia ricevuto delle direttive chiare, è quelle direttive chiare sono semplici: "Battitene il culo della tua fama di sceneggiatore, butta giù uno straccio di storia per incollare insieme le scene d’azione e spacchiamo tutto con quelle, se accetterai questa missione e verrai catturato, come sempre l’agenzia negherà ogni coinvolgimento, buona fortuna agente McQuarrie, questo messaggio si auto distruggerà tra cinque… Quattro… Tre…".

Una foto a caso di Vanessa Kirby, perché troppo Tommaso poi stroppia.
“Mission: Impossible - Fallout” è la storia di McQuarrie che picchia due frasi sulla tastiera e poi con un vaffanculo dentro al cuore dirige, dirige come se non ci fosse un domani, dirige tutte le scene che permettano a Tom Cruise di mangiarsi il film e che un protagonista che non usa mai la controfigura (quindi può essere sempre inquadrato in faccia anche dalla angolazioni più efficaci) ti possa concedere di fare. Il risultato finale è da applausi, ogni scena è un pochino di più, oppure un pochino di meno qualche specialità da film d’azione già vista da qualche altra parte, dovete solo mettervi comodi e scegliere se vi piace di più vedere Ethan Hunt che ferma un elicottero, lanciandogli addosso un altro elicottero, oppure quando ci ricorda che è da “Mission: Impossible II” (200) che lui si allena ad arrampicarsi a mani nude.

Bisogna dire che, come sempre nei film della serie “M:I”, ogni personaggio è contorno, quelli femminili (che qui sono addirittura tre) non hanno spazio se in scena c’è la “Prima donna” Tommaso Missile, mentre in generale i portatori di cromosoma Y fanno due cose: la prima, scelgono di mettersi di lato accanto ad Ethan Hunt come da sempre fanno Luther (Ving Rhames) e Benji (Simon Pegg), o come fa l’ex Jack Ryan Alec Baldwin, che in un ideale passaggio del testimone, accetta di buon grado un declassamento pur di lavorare ancora con Hunt... Se volete vederci qualcosa di metaforico, sentitevi liberi di farlo.

"Io una volta sono saltato su un sottomarino da un elicottero, basta per fare colpo su Tom?".
Opzione due? Opporsi a Ethan Hunt e venire distrutti perché non puoi vincere la gara per il titolo di maschio dominante nel film di Tom Cruise. In questo senso trovo estremamente significativo che l’agente dai metodi diretti, quello tosto che rappresenta il nuovo che avanza, non sia un attore a caso, ma quello che il Superman titolare, ovvero Henry Cavill. Vi rendete conto? Tommaso ha voluto scontrarsi con Superman, solo per dimostrare sullo schermo che Tom Cruise è migliore di Superman, nei dizionari di tutto il mondo, alla voce “Super Ego” dovrebbero mettere una foto di Tommaso.

Visto che siamo in argomento, Angela Bassett lo presenta con le parole «Tu usi il bisturi, io preferisco il martello» e a McQuarrie tocca fare un primo piano sulla faccia da totano di Henry Cavill, per di più baffuto, non so voi, ma io sono scoppiato a ridere (storia vera). Cavill nel suo film di spie ha raccolto risate, qui sembra un corpo estraneo che trova una logica solo nella seconda metà del film, ma ormai è chiaro che dovrebbe presentarsi come guardia del corpo dei suoi baffi, perché di quella schifezza di Justice League si parla ancora oggi solo per i baffi, cancellati al computer di Cavill, mentre qui, la peluria sul labbro superiore di Cavill sfoggia più carisma e mobilità del tizio che la porta in giro. Sul serio: Henry, non tagliarli, permetti loro di avere una carriera da attore migliore di quella che avrai mai tu, benedetto figliolo.

Più che Superman, sembra Super Mario.
Molti dimenticano che un film d’azione, non è un film dove ad un certo punto il buono si mette ad inseguire il cattivo (a piedi o con mezzi a motore) per giustificare l’etichetta “Action” nella categoria genere sul retro del blu-ray. No, il film d’azione è quello che porta avanti la trama grazie alle scene d’azione e, in questo senso, “Mission: Impossible - Fallout” è una pellicola che s'inchina al suo attore principale per rendere omaggio a tutti topoi classici di un film action.

Vorrei vedervi a compilare il CID per spiegare la dinamica dell’urto.
Senza chissà quale velleità della trama, se non quella di far brillare Tom Cruise, “Fallout” è una gara dove ci si esibisce in tutte le specialità del genere action, l’inseguimento in moto è estremamente dinamico e solo per qualche auto aggiunta in CGI si piazza all’ultimo posto della mia personale classifica di gradimento, ma ogni singola scena è memorabile.

Il lancio HALO è una follia che da grande vorrebbe essere Point Break, mentre si accontenta di tirare fuori una scena pazzesca oltre che la prima in modalità HALO vista al cinema (dettaglio su cui la campagna promozionale del film ha lavorato due righe direi), la corsa sui tetti di Londra mi ha fatto pensare: "Ok, posso farlo anche io… Ok, fino qui magari sudando molto potrei farlo anche io… Ok, io a questo punto di uno scatto che dura da tipo quindici minuti farei una pausa per vomitare".

“Ma io avevo capito che HALO era il videogioco!!”.
La rissa in bagno, se vi tappate il naso per i Francesi brilli che iniziano a cantare “La vie en rose” (e se fosse stato ambientato in uno strambo Paese a forma di scarpa?) è potentissima, coreografata molto bene ed in generale fighissima. Ma la palma, forse, va al finale che riassume almeno tre scene madri tutte insieme per farti arrivare alla fine del conto alla rovescia aggrappato ai braccioli della poltrona e con il fiato sospeso, se James Bond ci ha insegnato grazie a “Goldfinger” (1964) che il modo giusto di disinnescare un ordigno nucleare è farlo sfoggiando sicurezza e stile nell’ultima manciata di secondi (che siano 007 sul display o pochi di meno non importa)... Beh, “Fallout” dimostra di aver imparato in pieno la lezione!

Lo dico sempre, per noi uomini il bagno è un tempio, mai disturbare un uomo in bagno.
“Mission: Impossible - Fallout” è la prova della determinazione di Tom Cruise nel voler continuare ad eccellere, se necessario sfracellandosi pure una caviglia per saltare da un palazzo all’altro in una scena (storia vera), non mi è simpatico, continua a non starmi simpatico, ma questa sua cattiveria agonistica è degna di ammirazione anche soltanto perché si traduce in un film che è una dichiarazione d’amore al genere action. In questo continuare ad alzare l’asticella, non so cosa si potrà inventare ancora Tommaso Missile, ma sono sicuro che il suo ego non gli permetterà di smettere e se il risultato finale è questo, ora mi organizzo per far arrivare a casa sua un messaggio (con opzione autodistruttiva dopo cinque secondi) per ricordare a Tommaso che Sean Connery (se contiamo anche “Mai dire mai”, 1983) e Roger Moore hanno interpretato l’agente 007 in sette film a testa, potranno Ethan Hunt e Tom Cruise fermarsi ad un misero sei? Ma non scherziamo!

36 commenti:

  1. Parto da un dato soggettivo: M:I-2 è ancora una bomba assoluta di film. Dalle musiche dei Limp Bizkit (“Take a Look Around” sparata a livello 11 come gli Spinal Tap è qualcosa che gasa abbestia anche adesso”) fino al calcione volante che Tommasino rifila sulla spiaggia a Scott. Se devo scegliere un solo MI da salvare, il mio voto va al 2 senza nessun dubbio.

    Tornando a questo film, l’ho visto senza aspettarmi nulla, anzi pensando “Vabbè... Vediamo pure questo. A sto giro sarà una cavolata!”. E invece mi sono divertito. Nonostante una trama fatta col copia&incolla (talpa infiltrata nei servizi segreti. Ancora!) ci sono quei 2-3 momenti di goduria totale come la scazzottata nei cessi e l’inseguimento contro mano. Oltre al solito, immenso Cruise che a 53 anni corre, salta, si appende agli aerei/elicotteri e si disintegra una caviglia saltando da un tetto. E che vuoi dirgli a uno così? Anche a me non sta particolarmente simpatico ma ciò non toglie che i 7€ glieli ho dati più che volentieri.

    P.S. che non frega nulla a nessuno ma devo fare il guappo: sabato scorso sono stato mezz’oretta in compagnia di Ann Hathaway, suo marito e suo figlio (che giocava con mia figlia). Simpaticissimi, gentili e molto discreti.

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    1. P.P.S.: la Hathaway non è per nulla figa come si vede al cinema. Della serie che col cavolo ti giri a guardarla se passa per strada. Secondo me con i truccatori e i costumisti giusti pure dei Mostri Haniwa come noi potrebbero fare una discreta figura.

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    2. Il secondo capitolo è quello a cui voglio ancora più bene di tutti, ok che le moto non possono sgommare sulla sabbia ma me ne frego, il miglior John Woo resta imprendibile (penso ancora oggi) ma quello era un decente compromesso per mettere il piedino nella terra della torta di mele.

      Idem, ero quasi arrivato a pensare: Ecco un altro “M:I” con scene tutte matte di cui non ricorderà niente dopo i titoli di coda, invece è ottimo, proprio perché la trama è stata mandata dietro la lavagna e le scene d’azione sono fatte al meglio possibile, o almeno l’impegno di uomini e mezzi è tutto da vedere. Beh mica male, non riesco a non immaginarvi però a parlare dei rispettivi figli, di sonnellini notturni e cartoni animati preferiti ;-) Scherzi a parte, bella presa. Cheers!

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    3. Mi è sempre sembrata una abbastanza normale, per lo standard Hollywoodiano del termine intendo. Ma dopo quella volta che ho visto Clooney con un chilo di cerone in faccia ma perfetto nelle riprese ho capito che è la magia del cinema :-P Cheers

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    4. Scherzi? E il MI di de palma, con gli split screen, la tensione abbestia, le inquadrature noir, è quel finale quasi metacinematografico nel suo accendere le luci dell'elicottero, non lo salviamo?

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    5. Non sono la persona giusta a cui chiederlo, De Palma mi piace moltissimo quindi salvo quasi tutto quello che ha fatto M:I compreso ;-) Cheers

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    6. Ho sbagliato mira col cell., la domanda era per Zio Portillo :-)))))

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    7. Eccomi Marco, Ovvio che lo salvo, ci mancherebbe. Ma se avessi una pistola puntata alla testa e dovessi fare un solo nome, direi il secondo capitolo. E senza nemmeno pensarci!

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  2. Sabato sera ho visto Supes ed i suoi baffi in un inside joke per genitori nella pellicola per bimbi Teen Titans Go Il Film. No spoiler. Crepascola, che è fan di Henry Cavill, non prestava attenzione alla storia perché si stava annoiando e ha perso l'attimo. Pazienza. Non credo nemmeno io che Tom si fermerà a sei ed a Venezia, tra i giornalisti, girava la voce che in Mission Impossible: The Rovazzi Connection il cattivo sarà Gianni Morandi e senza controfigura nelle scene dove ordina ad Ann Hathaway di farsi mandare dalla mamma a rubare latte radioattivo.
    Prima di allora vedremo il divo di Top Gun in Teen Titans Go versus Kim Possibile nel ruolo di Robin. La sua prossima moglie - non si sa ancora chi sarà la fortunata - interpreterà la teenager dei cartoni animati di qualche anno fa. Simon Pegg sarà Ron Stoppable. Sei un ragazzo coi neuroni collegati quindi ti sarai reso conto che sarà la prima collaborazione Warner/Disney dai tempi di Chi ha incastrato Roger Rabbit. Ciao ciao

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    1. Ho scoperto dell’esistenza di “Teen Titans Go Il Film” forse proprio sabato, ora lo guarderei solo per la battuta sui baffi di Superman, quando la Distinta Concorrenza inizierà a scherzare anche su Martha, sarà quasi sulla buona strada per la redenzione.
      Se ci pensi sarebbe tutto allineati, Gianni Morandi è l’unico che può giocarsela con Tommaso Missile per il segreto dell’eterna giovinezza ;-)
      Ron Stoppable è uguale a Simon Pegg, che ormai ha il ruolo dell’esperto di computer nei film americani, io spero sempre di vederlo tornare al pub con Wright e Nick Frost, altri tempi, ora per il resto della giornata avrà in mente Tommaso Missile vestito da Robin che si batte il pugno aperto sul palmo e ripete: Holy strawberry Batman! ;-) Cheers

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    2. Non ci crederai, ma in TTG Il Film si scherza anche su Martha. Non aggiungo altro per evitare lo spoiler.

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    3. Nuuuuooo! Basta me lo devo vedere allora ;-) Cheers

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  3. Non sono film che mi fanno spellare le mani, ma c'è il grande Simon Pegg :D.

    Comunque senza questa saga Tom Cruise sarebbe praticamente dimenticato..lo ricorderemmo solo come il protagonista di "Top Gun". O sono troppo cattivo? :D

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    1. Simon Pegg è un grande, pero spero sempre di vederlo insieme ai suoi compari Wright e Frost, li sì che da davvero il meglio :-D

      Mah non so sai, in realtà di titoli che hanno incassato ne ha mandati a segno tanti, ma anche di film celebri, “Rain Man”, “Nato il quattro luglio”, “Codice d’onore”. La cosa forse davvero incredibile è il numero di anni che è riuscito a restare sempre sulla cresta dell’onda, e qui “M:I” ha il suo peso. Ultimamente lo si ricorda proprio solo per questa saga. Cheers!

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    2. Giá! Senza dimenticare che ha partecipato all’ ultimo film di Kubrick! Il colpaccio dei colpacci! XD Comunque, come hai detto, curioso che M:I da “sfizio” tra un film più impegnato e l’ altro sia diventato la colonna portante della carriera!

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    3. Kubrick voleva Nicoletta Ragazzino, e si è dovuto prendere pure l’allora marito che si è aggrappato alla produzione come ora fa alle carlinghe degli aerei (storia vera) Cheers!

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  4. Io dico che il bravo Sean Harris da imbavagliato e/o legato per quasi tutto il film è comunque più espressivo di Henry Cavill baffuto! Ma poi mi chiedo il senso di avere i baffi ad ogni costo nel film, cioè tu sei un agente segreto, dovresti passare inosservato, e passi anche essere alto 1.90 e fisicato, ma hai pure i baffoni da sparviero e un ciuffo alla Elvis? :D Spiace non vedere più Jeremy Renner nella saga, ma forse stava oscurando il vecchio Tom, che infatti si è tenuto come compagni di avventure (a parte le fighe :D) uno in età da pensione e uno che è la parte comica..

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    1. Anche la corda che lega Sean Harris è più espressiva di Enrico Cavillo :-P Ma poi tutto il casino per non tagliarseli, costringendo la Warner a spendere un botto per cancellarli in post produzione per “Justice League” al netto di cosa? Un vezzo che per una spia è veramente accessorio, se non limitante per il suo mestiere, MAH! Renner rischiava di oscurare Tom quindi è stato spedito in esilio, tanto Ving Rhames, che pare un hamburger umano per quanto è grosso, può oscurarlo solo che gli arriva contro sole ;-) Cheers

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  5. Non ho mai visto un solo episodio di questa saga ma lo recupererò solo per vedere il film diretto da Brad Bird, uno dei miei registi preferiti in assoluto.

    Ma adesso voglio proprio sapere chi è che ha diretto il terzo capitolo e perchè non ne vuoi parlar....AH, è lui. è...è... Lui!
    Dimmi almeno che non ci sono le sue famose "strizzatine all'occhio" di Leo Ortolaniana memoria. XD

    Saluti!

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    1. Alla fine per un motivo o per l’altro (tranne il terzo) si lasciano tutti guardare, hanno sempre un momento memorabile. Mettiamola così, del terzo di memorabile abbiamo il cattivone di Philip Seymour Hoffman, e il fatto che la profezia di Tommaso Missile (purtroppo) si è avverata, aveva detto che il maledetto GIEI GIEI sarebbe diventato qualcuno, ahimè aveva ragione, anche se lo ha fatto per i motivi sbagliati.

      Diciamo che era il GIEI GIEI che ancora teneva botta (a me il primo “Star Trek” non era dispiaciuto, chiedo scusa ai Trekkie di tutto il mondo) non era ancora quello delle strizzatine d’occhio (cominciate con “Super 8” e mai finite), era ancora quello molto legato a LOST, infatti il “Cold open” di “M:I 3” sembra l’inizio di un episodio di quella serie, parte subito con un colpo di scena fatto per farti cadere la mascella a terra, che poi verrà smentito malamente più avanti. Te lo dico così sai a cosa vai incontro ;-) Cheers

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  6. D'accordo su tutto tranne per il fatto che non riesco a trovare piacevole il ripetersi dello schema "ora faccio un inseguimento più pericoloso di prima" senza che nessuno accusi il film di essere un semplice prodotto di genere "tirato a lucido": nei film marziali si mena troppo, nei thriller si spara troppo... perché mai una lamentela sui Tom-movies che fanno solo inseguimenti? :-P
    《McQuarrie picchia due frasi sulla tastiera e poi con un vaffanculo dentro al cuore dirige come se non ci fosse un domani》 la più grandiosa recensione della storia della critica cinematografica :-D

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    1. Eheeh ti ringrazio, me lo sono immaginato proprio così, perché le direttive che gli hanno dato sono proprio queste ;-) Bellissima domanda, persino “Mad Max: Furiostrada” alcuni lo hanno definito un film videogioco oppure una roba dove si inseguono solo, invece Tommaso sembra esente da questo tipo di critiche, e mai come con questo “Fallout” è chiaro che davvero sia solo un insieme di scene d’azione. Vuoi vedere che basta l’aurea di divo di Tommasino per abbagliare quasi tutti? Cheers!

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  7. Spezzo una lancia a favore di Henry Cavill - non in MI che non ho visto - per dire che, opinione personale of course, è un Kal-El credibile come quello di Chris Reeve proprio per quella sua aria di ragazzone puro di cuore ed il fatto che senza baffi sia bellissimo come il Supes dei seventies di Jose Garcia Lopez aiuta: è il Leaguer preferito da Crepascola a parimerito - siamo sul filo di lana - con Gail Gadot. Se e quando la JLA sarà nelle mani di creativi con un progetto coeso e che ricatturi lo spirito delle coeve gestioni di Waid ( JLA: Year One - matite di Barry Kitson ) e Morrison ( JLA serie del 1997 - matite di Howard Porter ed AAVV ), i fans di picchiatelli in costume avranno un altro blockbuster da vedere oltre alla storia di quel tale che schiocca le dita e dimezza le vite.

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    1. Lo penso anche io, “Big Blue” deve essere grande, grosso e un po’ scemone, Enrico Cavillo è statuario perché è un modello, quindi davvero sembra un Superman come dovrebbe essere, finchè deve restare serio ed apparire maestoso gli viene naturale, infatti lo fa in tutti i film, sto con Crepascola, perché in casa Distinta Concorrenza, solo Gal Gadot è più azzeccata per il proprio ruolo di Cavillo. Il problema è che alla Warner non hanno capito che la forza dei personaggi della Distinta Concorrenza è proprio il loro essere iconici, pensassero a quello invece di correre dietro alla Marvel, oppure, dovrebbero pagare Tom Cruise per una consulenza sull’apparire sempre fighi e al meglio ;-) Cheers

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  8. Onestamente non ho mai capito il senso di esistere di questi film, ti dirò :/ ho visto solo i primi due per le firme coinvolte, poi non so perché finiscono nel mio dimenticatoio personale e a distanza di anni rispuntano dal nulla. Non credo di aver mai visto una saga che faccia uscire dei sequel a così tanti anni di distanza...

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    1. I primi due avevano una cera continuità e ricordo un intervista di Tommaso Missile, in cui sosteneva che non voleva rendere la serie uno 007 americano, ma voleva che il regista scelto, sfornasse la sua interpretazione di “M:I”, in tal senso, quello che si è avvicinato di più a questo concetto è stato John Woo.

      Il terzo è uscito quando nessuno se lo aspettava più, perché Tom aveva bisogno di far dimenticare i suoi balzelli sui divani, gli altri invece, fanno parte dell’eterna lotta con la vecchiata del Divo, che per fortuna è furbo e si è accaparrato Brad Bird, che ha firmato uno dei capitoli migliori. Questo film per me, è la risposta di Tommaso Missile all’insuccesso di “La Mummia”, non ho altre spiegazioni sul perché questa saga ogni tanto, torni in vita e prosegua nel tempo andando a braccetto con la carriera di Tommaso. Cheers!

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    2. Battuto in resurrezione solo da “Fast and Furious”! XD Chi avrebbe mai detto 12 anni fa che sarebbero arrivati ai capitoli 8 e 7? XD

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  9. Non ho mai visto nemmeno un capitolo della saga di Mission Impossible e sinceramente non è che abbia tanta voglia di farlo. E poi Tom Cruise sta parecchio antipatico pure a me...

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    1. Insopportabile, però bisogna riconoscergli che per stare sulla cresta dell'onda, è pronto a tutti, quindi costringe tutti i suoi collaboratori ad andare al suo passo. Cheers

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    2. Stranamente non ha mai attirato neanche me. Una volta iniziai a vedermi il 2,ma non mi stava prendendo. Curioso comunque come la carriera del buon Tom abbia avuto una virata action spinta in tarda etá! Prima faceva ruoli più brillanti ed ha lavorato con molti registi rinomati! L’ altro giorno mi sono rivisto “Intervista col vampiro”. Altri tempi! La parte su Alec Baldwin mi ha fatto venire in mente uno di quei film fighi che non vedremo mai: un M:I diretto da John McTiernan! XD Peccato che sia stata rotta la tradizione del regista diverso che dava la propria impronta al film! Il 3 avrà avuto meno successo causa: matrimonio di Tom, scientology che per un pò c’è l’ hanno menata di brutto, maggior interesse per altre pellicole come “Il codice Da Vinci” ed il secondo pirati dei Caraibi... tutte queste cose messe assieme? Boh!

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    3. Quando ha rinunciato a provare a vincere l’Oscar, ha deciso di diventare un eroe d’azione ;-) Non mi far sbavare con l’idea di un nuovo McTiernan, mi andrebbe bene pure vederlo dirigere Tommaso Missile pur di riaverlo indietro come regista! Cheers

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  10. Era da un po' che non scrivevo! Spero che stai Carpenteriano doc...concordo con il film su tutta la linea. Bellissima la fotografia di Hardy in particolare nella seconda parte. I rimandi a MI2 sono sempre ben accetti, anzi spero che richiamino Woo per il prossimo (Hollywood a volte è fatta così).

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    1. Infatti mi stavo preoccupando, bentornato ;-) Woo è tornato in patria, ma tutto può succedere non si sa mai! Cheers

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  11. Ho letto quasi tutto il commentone, alla foto di Vanessa Kirby mi sono un pò distratto ma va bè…
    La Ferguson promossa a pieni voti, e a questo punto vorrei vederla fare a cazzotti con Charlize Theron (si accettano scommesse).

    La cosa che più mi è piaciuta è l'incredibile capacità di tenere in tensione, che non è per niente scontato se stai guardando un film con Tom Cruise, sai già che lui comunque vincerà in qualunque maniera, e non importa quanto la faranno complicata. Il bello però è che più il tutto si complica e più la tensione sale, e questo te lo possono dare solo i migliori film action. Non è azione sterile, c'è un senso del ritmo e dei tempi registici pazzesco.
    Alla scena dell'inseguimento tra me sorridevo, mi immaginavo Usain Bolt incapace di tenere il passo di Tom...
    Non ho mai venerato la saga, il mio preferito resta il primo di De Palma, ma li ho visti tutti e continua ad offrire uno spettacolo sempre più solido.

    Bob.

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    1. Ribadisco che mora come in “The Crown” è molto meglio, però resta sempre un bel vedere, sdoganiamo la Ferguson! Basta questi ruoli da tappezzeria su!

      Nemmeno io ci vado pazzo, Tommasino mi sta troppo sulle palle, ma ha una cattiverai agonistica che lo porta ad eccellere, e dici bene, il finale è tiratissimo e ti incolla allo schermo, con le scene d’azione, non con una sceneggiatura eccelsa, ma proprio con l’action, per questo è un film meritevole per chi ama questo genere ;-) Cheers

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