lunedì 17 settembre 2018

I tre caballeros (1944): Quando alla Disney girava roba buona


Forza. Su, forza ditelo, lo so che lo state pensando, di tutti i film che avreste pensato di vedere spuntare qui sulla Bara Volante, questo era proprio quello su cui non avreste mai scommesso, anzi magari qualcuno, specialmente i lettori più giovani, potrebbero proprio non averne mai sentito parlare. Ma siccome ho una predilezione per questa follia, dopo averlo rivisto per l’ennesima volta ho pensato: cavolo perché non scriverne!

Oggi come oggi, siamo abituati a pensare alla Disney come al colosso dell’intrattenimento che tutto può, dal licenziare James Gunn per alcuni suoi vecchi tweet e tenere sotto contratto tutti, dalla Marvel alla saga di Star Wars. Questo solo perché oggi ha deciso di tenere sotto controllo lo scacchiere mondiale dell’intrattenimento, prima, invece, a preoccupare la Disney erano fronti d’altro tipo, decisamente più caldi.

Il 7 dicembre del 1941, la basa navale di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii viene attaccata dalle forze giapponesi, gli Stati Uniti che per l’unica volta nella loro storia si erano trattenuti dal fare la guerra con qualcuno, capiscono che tocca tornare alle vecchie abitudini, da una parte, la grande pozzanghera dell’Atlantico dove si combatte già da tempo contro quel tizio che ha fregato i baffi a Charlie Chaplin, da questo lato, il Pacifico, un tempo sicuro ora calmo solo nel nome visto che i Giapponesi si sono fatti sotto. Nel tentativo di rinsaldare i rapporti interni di una nazione spinta oltre gli oceani a combattere, il dipartimento di stato degli Stati Uniti chiama tutti a rapporto, l’obbiettivo sfornare opere che servano a ricordare a tutti la grande fratellanza tra le nazioni dello stesso continente e siccome i Canadesi sono storicamente considerati dei “Femminielli” meglio tenersi buoni quelli laggiù oltre il confine, anche perché pare che ai crucchi piaccia svernare nei Paesi caldi, l’avete letto tutti "I ragazzi venuti dal Brasile", no? Beh, allora avrete visto il film almeno! Insomma, Disney, fai qualcosa, dai, veloce, volare!

Hey! Volare si, ma non nel vero senso della parola!
Non avendo uno straccio di idea e, siccome gli Americani considerano tutto quello che sta fuori dai confini del Paese della torta di mele come il terzo mondo, la Disney si gioca la carta meta cinematografica: "E se facessimo un film su una troupe della Disney che va alla scoperta dell’America latina?". Aggiudicato! Così nasce I tre caball… No, “Saludos amigos” (1942), mediometraggio di 42 minuti che penso di non aver mai visto per tutta l’infanzia, ma ho rimediato quando ho scoperto che la mia Wing-Woman ed io abbiamo la medesima passione per questo pazzo pazzo pazzo film della Disney (d’altra parte, chi si somiglia si piglia) quindi, siamo andati a fare i compiti.

Eravamo due "Amigos" al bar.
Niente di speciale, “Saludos amigos” è una cosetta al limite del didattico, scritta e pensata più che altro per mostrare agli Americani usi e costumi locali. Il corto diviso in ideali capitoli inizia con Paperino, perfetta incarnazione del turista americano all’estero che nei pressi del Lago Titicaca si scorna con un lama più ostinato di lui. Si continua con il piccolo aereoplanino antropomorfo Pedro (giusto qualche anno prima di Cars) impegnato a consegnare la posta sfidando le bufere Cilene, per poi concludere con il cowboy americano Pippo che nella Pampa argentina ci spiega a suo modo che da quelle parti i cowboy li chiamano gauchos. Anzi, a dirla proprio tutta, in “Saludos amigos” fa il suo esordio anche il pappagallo brasiliano José Carioca alle prese con samba e altra musical locale, giocando sul fatto che “Aquarela do Brasil” (si, QUELLA Aquarela do Brasil) in Portoghese vuol dire “Acquerello del Brasile”, quindi un pennuto disegnato ci sta come il cacio sui maccheroni, o gli spaghetti fate voi.

In generale, “Saludos amigos” piace, si becca un premio come miglior documentario (evidentemente non sapevano come etichettare la stramba operazione) e con alle spalle i prestiti federali la Disney capisce che è ora di osare. Se chiedete a me, la casa di produzione di zio Walt ha speso tutto in droga, ma è una fonte che non sono riuscito a provare, quindi diciamo solo che si sono messi al lavoro, il risultato finale, questa volta, è “I tre caballeros” che viene presentato il 21 dicembre del 1944 a città del Messico, con la “Seconda” prossima alla fine in favore degli Alleati (beccati questo imitatore di Chaplin!) e nel cuore tanta droga creatività.

“Drog… Ehm creatività? A me piace tanto la creatività, arrivo!”.
Fino a quel momento la Disney si era limitata a portare sul grande schermo fiabe come “Biancaneve e i sette nani” (1937), “Pinocchio” (1940), “Dumbo” (1941), il massimo della predisposizione all’uso di sostanze psicotrop… Ehm, alla fantasia sfrenata era, appunto, “Fantasia” (1940), parecchio avanti per i suoi tempi, ma classico nello spirito, fin dalla scelta delle musiche, Bach, Cajkovskij, Beethoven, tutto nelle mani del topastro simbolo della casa di produzione il morigerato Topolino.

“I tre caballeros”, invece, gioca proprio in un altro campionato, anzi, secondo me è pure un altro sport, una sbornia, anche musicale dalla quale la Disney non si ripiglia per parecchi titoli a venire (“Musica maestro” 1946, “Bongo e i tre avventurieri” 1947, “Lo scrigno delle 7 perle” 1948 e “Le avventure di Ichabod e Mr. Toad” 1949), tutti diretti a turno dai tre caballeros che hanno diretto “I tre caballeros”: Norman Ferguson, Clyde Geronimi, Jack Kinney. Insomma, alla Disney la festa non dev'essere stata malissimo perché ci hanno messo cinque anni a smaltire l’effetto, altro che le scope di saggina del topo vestito da mago!

Come ho imparato il concetto di meta cinematografico…
In realtà, “I tre caballeros” ha anticipato l’unione sul grande schermo di attori in carne ed ossa, cartoni animati e canzoni senza tirar via la mano che sarebbe stata la quasi normalità negli anni ’60 e ’70 con titoli come “Mary Poppins” e “Pomi d’ottone e manici di scopa” e, povera stella, lui ci prova anche a partire piano, con una certe linearità di fondo, ma poi gli sale semplicemente l’effetto e ciao, non prende più prigionieri.

Il giorno del suo compleanno (ovviamente di venerdì 13), Paperino riceve dai suoi amici dell’America latina un regalo, un proiettore cinematografico con cui inizia a seguire le vicende di alcuni suoi strambi “Cugini” come si direbbe qui da noi “Diggiù!”, s'inizia con il pinguino freddoloso Pablo che, insofferente del freddo del Polo Sud, cerca di emigrare verso Paesi più caldi con una barca improvvisata ricavata da un blocco di ghiaccio. Cose che fanno male al cervello se come me avete visto questo film tante volte da bambino? Poseidone che con il tridente solleva la linea dell’equatore per far passare la barchetta di Pablo, vi assicuro che dopo non potrete mai più guardare un mappamondo con gli stessi occhi.

…In compenso per via di questa scena, ho disimparato la geografia.
Se questo non fosse già abbastanza per un cervello durante gli anni dello sviluppo, ci pensa il corto successivo, la storia di un piccolo Gaucho, un Gaucito, che sulle montagne argentine scopre un burro, un burrito, che non è una cosa che si mangia, è un asinello che, però, vola dotato di ali, perché i pennuti in tutte le sue versioni dominano incontrastati la prima parte del film. Dopodiché, il salto carpiato triplo messo su dalla Disney diventa una continua contaminazione tra realtà e finzione, tra immagini cinematografiche che fanno irruzione nella narrazione del film, a rompere gli indugi e a candidarsi araldo della follia del film, non può essere che lui, definito “Uno degli uccelli più eccentrici”, io lo definirei proprio un gran rompicoglioni, sto ovviamente, parlando dell’Aracuan.

"Il caos regna" (Cit.)
L'Aracuan attraversa lo schermo (letteralmente!) e vi assicuro che non potete mancarlo, anche perché la sua canzoncina (Alapapapapap apadia aracuan! Alapa pa pa pa!) vi si pianterà nel cervello per ore, anzi, a distanza di anni ancora oggi ogni tanto me la canticchio, questo giusto per dirvi dei miei problemi. A tutti quelli che considerano il Joker di Nolan come il massimo portatore di anarchia nel cinema: è solo perché non avete mai visto l’Aracuan disegnare binari con il gesso scatenando l’inferno sullo schermo, altro che navi e battelli!

Sono un cane Aracuan che insegue le macchine. Non saprei che farmene se le prendessi! (Cit.)
Dopo l’irruzione dell’Aracuan, le porte della percezione sono definitivamente aperte, il primo a passare da questa parte è José Carioca, con lui Paperino smette di essere spettatore della vicenda e da qui diventa “Paura e delirio a Bahia” («Paperino, Ma tu sei mai stato a Bahia?»).

Paperino e Josè Carioca si mettono a ballare per le strade di Salvador de Bahia sulle piste di Aurora Miranda (sorella della più famosa Carmen), ora da bambino la canzoncina della signorina mi sembrava solo una cosa terribilmente orecchiabile che faceva più o meno “Us chicchi ya ya… UE ue ue!” (la mia pronuncia è degna di quella di Paperino), in realtà, solo rivedendolo ora ho capito, eppure Josè Carioca lo dice proprio: “Os quindines de yaya” vuol dire che lei vende i dolci. Avete capito i dolci? È tutto un METAFORONE! Infatti, in un attimo la signorina è circondata da galletti che lottano per la sua attenzione, non so se è effetto di tutta questa psichedelica spinta, ma capire il significato della canzone mi ha fatto sentire come quegli ubriachi che pensano di aver capito i segreti della vita dopo aver svuotato un paio di bottiglie di quelle ad alta gradazione, però!

Ma che gli fai tu alle donne Paperino.
La sfida tra galletti diventa letterale, infatti due dei marinai che si sfidano a colpi di ballo vengono rappresentati come galli da combattimento e da qui in poi al film oltre che l’effetto delle sostanze, sale pure l’ormone! Sì, perché Paperino diventa una specie di erotomane che importuna le ragazze sulla spiaggia di Acapulco, ma non prima aver passato tutte le fasi di quella che Paolo Rossi definiva come i sette livelli dell’ubriachezza molesta, compreso il livello tre (cantos regionales) quando Paperino assiste alla ricerca di un posto per la notte da parte di Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù e il loro melodrammatico «No hay posada».

Quando Paperino è diventato il personaggio preferito di Weinstein #Metoo
Ma l’ultimo livello, il settimo, con il suo “Y apoteosis final” è rappresentato dall’entrata in scena del terzo Caballeros, il messicano Panchito, uno spilungone esagitato con sombrero e pistole che scatena il delirio e qui davvero non mi tiene più nessuno, a casa Cassidy anche le cane iniziano a cantare una roba tipo «Los tres caballeros, parole a caso in finto spagnolo che non so pronunciare, nosotros!!».

Potrei guardare questi tre matti per ore!
Ma il delirio finale di questa follia intitolata “I tre caballeros” per me riesce a mettere in un angolo anche la scena più “Boracha”, ma firmata dalla Disney, ovvero quella degli elefanti rosa di “Dumbo”, perché qui un Paperino in pieno delirio si ritrova nel pieno della sbornia a ballare con una cavallerizza messicana armata di frustino, tra Cactus che si muovono a ritmo di “Jesusita en Chihuahua", uno dei brani simbolo della rivoluzione messicana.

Non provate a darle della pianta grassa, potrebbe offendersi!
Quando si arriva alla fine, l’unica costante che ho fin dalla mia prima visione da bambino, fino alla prossima che probabilmente arriverà molto presto perché con questo film a casa Cassidy ci siamo andati sotto malamente, è sempre la stessa: questa pellicola è la prova che alla Disney un tempo girava un sacco di roba e pure parecchio buona a giudicare dai risultati! Ribadisco: non ho mai potuto comprovare questa teoria, ma gli effetti parlano da soli, anzi a volte cantano pure!

Insomma, questo folle film, nato con intenti di buon vicinato e che oggi ancora galoppa bello saldo sulla sella, ormai ben oltre i settant’anni di onorata sbornia è ancora una delle massime espressioni di gioiosa follia mai viste al cinema, se lo conoscete, ne portate ancora i segni, se non lo avete mai visto, sappiate che crea una certa dose di dipendenza, poi non ditemi che non vi avevo avvisato, non voglio vedervi andare in giro bofonchiando: "Smetto quando voglio!".

40 commenti:

  1. Mi credi se ti dico che per intero non l’ho mai visto?
    Ricordo la scena del ballo con la Miranda con la canzoncina “Ue-ue-ue!”, ricordo un po’ l’asinello volante e pochissimo l’Aracuan. Ma il resto zero totale! Tipo il terzo caballero, il messicano, lo ricordo solo perché è nelle varie copertine ma il suo segmento non l’ho mai visto.

    Comunque concordo sul fatto che alla Disney è sempre girata roba buonissima. Qua siamo dalle parti dell’LSD con deliri allucinanti e allucinogeni, negli anni ‘70-‘80 era la cocaina a far da traino con esaltazione pure seguita a disperazione e voglia di suicidarsi (“The Black Hole”, “Taron”, “Basil”, “Bianca e Bernie”,... E pure “Brisby” che non è Disney ma è fatto da ex-Disney che si sono fregati qualche dose...”).

    E io che pensavo che “The Thief and The Cobbler” fosse la cosa animata più fuori di testa mai vista...

    P.S.: non sono un esperto di droghe ma tra “Narcos”, “Breaking Bad”, “Blow”, “Cowboy Cocaine” (documentario stupendo! Consiglio caldamente la visione) posso cucinare meth o contrabbandare qualunque cosa! Quando la tv ti insegna le cose importanti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci credo perché non è così celebre, dalla psichedelica sono passati alla paranoia, dal delirio alla paura per dirla alla Gilliam, negli anni ’70 e ’80 la Disney è arrivata a produrre cosette quasi horror, tipo “Nel fantastico mondo di Oz” (1985) oppure “Qualcosa di sinistro sta per accadere” (1983), oggi invece si limitano a licenziare James Gunn, come per i Red Hot Chili Peppers, mi sa che era meglio quando si drogavano ;-) Cheers

      Elimina
    2. Madò! “Nel Fantastico Mondo di Oz”! Cosa sei andato a tirar fuori? Il 50% degli under10 che hanno visto quel film da grandi sono finiti in analisi. E credo che qualcuno sia diventato un serial killer che sentiva le voci nella testa.

      Elimina
    3. Me lo sono rivisto per commentarlo, l’inizio è di una cattiveria assoluta, la corrente che salta proprio in quel momento, getta un’ombra su tutto il resto della storia, non li fanno più i film così peccato! Cheers

      Elimina
  2. Dannato te! La canzone dell'Aracuan mi rimbomba in testa... 😱
    Film delirante, cult della mia infanzia. Ora mi spiego diverse cose sulla mia crescita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. BUAAHAHAH! (risata malefica) era proprio questo il mio obbiettivo! :-D Pensa che ho scritto metà post con in cuffia la canzone dell’Aracuan, ho dovuto fermarla perché iniziava a stordirmi più di quanto io non sia già di mio (storia vera). Ecco, allora anche tu ti porti dietro gli effetti di questo titolo folle, sapevo che potevo contarti nel club ;-) Cheers

      Elimina
    2. https://m.youtube.com/watch?v=mA0r1Zw8T7Q

      Elimina
    3. Questo! Proprio questo avevo in cuffia! :-D Cheers

      Elimina
    4. IhIhIh vieni con noi a Bahia ;-) Cheers

      Elimina
  3. Fantastico! Ho ricordi veramente frammentari sia di "Saludos Amigos" che dei "Tre caballeros". Quando ero bambino secondo me li trasmettevano in orari diurni, mai serali, ne sono convinto.

    Ricordo tuttavia un vecchio grande classico, con la copertina gialla, e una strepitosa storia con i tre caballeros.

    Io mi fermo al fumetto, ma è doveroso sottolineare le divertentissime storie sudamericane di fine anni '80 inizio '90, quelle appunto da una parte con José Carioca e dall'altra quelle con Beckett, cioè l'aracuan in versione riveduta, meno delirante, ma strepitosamente divertente. Io ho sempre preferito Beckett (da spanciarsi la breve del "Kayak IDIOTA") a Paperoga, tanto per dirne una.

    Josè Carioca è ormai una leggenda. Paperino era spiantato (oggi la lista dei debiti viene timidamente accennata) e viveva tra debiti, fughe dai creditori, lavori e avventure con Zio Paperone. José Carioca era spiantato, ma campava di espedienti e spesso faceva vere e proprie truffe! In una storia, per non pagare il ristorante, infilava una forchetta nella caviglia di un amico commensale (ahhaha, come la matita di Evil Dead!) e poteva così simulare un malore per il cibo, uscendo dal ristorante a pancia piena ,senza pagare.

    Ri-Fantastico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Due precisazioni: ovviamente il vecchio grande classico è da intendersi come il fumetto della serie dei "grandi classici" e la breve del Kayak Idiota è una storia breve pubblicata su Topolino (perché le storie sudamericane le leggevo anche sul mitico Mega Almanacco poi Mega 2000).

      Elimina
    2. Guarda non ti so proprio dire, perché avevo la vhs registrata dalla tv e guardavo sempre quella, “Saludos amigos” me lo sono visto qualche tempo fa con la mia wing-woman, ma sulla scena dell’aereoplanino ho avuto un flash, lo avevo già visto, ma mia tante volte quando “I tre caballeros”, con questo titolo ho esagerato ;-)

      Beckett mi manca completamente, ma ora vorrei vedere Josè Carioca rifare la scena della matita di Evil Dead! :-D Cheers

      Elimina
    3. Si avevo capito, ignoro tutto quindi mi fido totalmente, i paperi li ho sempre seguiti solo a cartoni animati. Cheers!

      Elimina
  4. Che sei andato a ricordarmi! Sicuramente ho visto da ragazzino sia il film che il mediometraggio con Carioca, ma trattandosi di raccolte di sketch mi sono capitati in TV un'infinità di volte, quando negli Ottanta la Disney la potevi trovare un po' ovunque nel palinsesto.
    Mi ricordo che i doppiatori italiani in questi casi avevano sempre una fortissima connotazione straniera, come chiamassero apposta un bilingue, ma non escludo che in seguito siano stati ridoppiati.
    Visto quello che fa la Disney degli anni Duemila, rimpiango la loro produzione "stupefacente" :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carioca è ancora piuttosto unico nel suo genere, non so se qualche nuova edizione sia stato ridoppiato, spero di no, era fantastico! Beh tempi quando la Disney era stupefacente in tutti i sensi :-P Cheers!

      Elimina
  5. Bellissimo! A me piace anche il suo remake in carne e ossa, I TRE AMIGOS, che magari non è un remake, ma ispirato sì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vabbè ma qui sfondi una porta aperta, io sono un Landissiano convinto, “I tre amigos” è uno dei capolavori del mio amico John. Anche io ho sempre idealmente associato i due titoli, non tanto per i temi o il tono, più che altro perché li adoro entrambi, ed entrambi sfoggiano parecchie sombreros ;-) Cheers

      Elimina
  6. "Il caos regna"
    Secondo me William Dafoe si sarebbe impressionato molto di più con l'Aracuann ;)

    I tre caballeros è un lungom...no, cortom... ehm mediometraggio (da quanto tempo non usavo 'sto termine!) che come hai ben scritto era nato con intenti da buon vicinato.
    A livello di gusto personale, mi spiace, ma è tra i classici Disney che preferisco di meno, anche se continuo a custodirlo gelosamente in dvd insieme a "Saludos amigos".

    Ora la domanda è: e se anche questo Classico subisse un remake in live action? Ve lo immaginate? Paperino (rigorosamente in Computer Grafica anti-creatività) cercare di andare oltre i confini degli USA e poi si ritrova con un muro che gli blocca la strada. Fine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cinque altissimo per aver beccato la citazione a sorpresa del giorno, ho un culto per la volpe di Von Trier, non ho resistito e mi è scappata la citazione ;-)

      Non è certo tra i classici Disney più famosi, anche perché è un titolo davvero senza collare, da quanto sto la Disney ha in pentola una nuova versione, per i mercati orientali, ma spero fosse una bufala messa in giro, voglio crederci, come Fox Mulder. Detto questo dietro al muro vorrei veder uscire Panchito, per un bel duello tra il pennuto rosso mattone messicano, contro il presidente arancione con la fissa per i mattoni ;-) Cheers

      Elimina
  7. Ricordo di averlo visto quando sulla Rai in prima serata ogni settimana faceva un film Disney. Ricordo che da bambino non ci capii una mazza :D Penso che se lo rivedessi ora ci capirei poco di più..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni volta che lo rivedo penso che è un film del 1944 ed è comunque più avanti e folle di tanta roba moderna, non credo di averci mai capito molto, però continuo a guardarlo ;-) Cheers

      Elimina
  8. Anche tu non vedi l'ora di rivedere assieme Paperino, Panchito e José? :D
    Comunque per me sia questo che Saludos Amigos sono due gioiellissimi che ovviamente ho in videoteca.
    Hai ragione su Pedro di S.A., pure il corto sulle coupé era Cars-style prima di Cars(o Planes) XD
    Per me a parte tutto, i Tre Caballeros vince per l'Aracuan :D

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sarebbe male o forse sì, non so. Ma allora è vero che esiste un “I tre caballeros” nuovo? Ne ho sentito parlare come di una Chimera, nel dubbio mi sono riguardato questo, per la serie: Ogni scusa è buona.

      Quando ho visto “Planes” (credo siano due, ma potrei sbagliarmi) avevo la sensazione di averlo già visto questo aereoplanino antropomorfo, poi mi sono rivisto “Saludos Amigos” allora ho capito tutto ;-) L’Aracuan non si batte, il più scatenato portatore dell’anarchia della storia del cinema, altro che il Joker di Nolan ;-) Cheers

      Elimina
  9. puro LSD disegnato! Sai che anche il recente Il viaggio di Arlo della Pixar mi ha lasciato con una strana sensazione di continuo WTF?!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il piccolo Arno deve mangiarne ancora di pastiglie prima di pareggiare i tre caballeros... Pasta! Volevo dire pasta! ;-) Cheers

      Elimina
  10. Hai ragione, non avrei mai scommesso di vedere questo film sulla Bara xD
    Tra l'altro sono abbastanza certo di non averlo mai visto per intero, anche perché Topolino e Paperino io li amo come personaggi dei fumetti, dove per ovvie ragioni vivono avventure di respiro molto più ampio rispetto allo schermo. Ciò non mi ha impedito comunque di amare alla follia Canto di Natale, Il principe e il povero o i più recenti Topolino e la magia del Natale o I tre moschettieri.
    Per i 90 anni di Topolino avrei sognato un film in grande stile, invece dovrò accontentarmi (si fa per dire) della nuova grande storia di Casty tra un mesetto circa.
    Invece i tre caballeros sono protagonisti anche di due ottime storie di Don Rosa che ti consiglio di recuperare.
    Comunque Fantasia è un capolavoro assoluto, la più grande testimonianza del genio di quell'uomo straordinario (a proposito, ti consiglio di recuperare The Moneyman, un ottimo fumetto sui retroscena che hanno portato alla nascita e al successo dell'Impero).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il classico Disneiano della Bara Volante, un mio culto ci tenevo ad averlo qui sopra ;-) Lo cercherò oggi più che mai il tema è caldo! Cheers

      Elimina
  11. Lo ricordo pochissimo, prima o poi lo devo rivedere. Però hai ragione, alla disney giravano polveri molto buone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Te lo consiglio caldamente, perché è davvero ancora una delle robe più matte in circolazione ;-) Cheers

      Elimina
  12. Tra le robe pazze che ho scoperto, oltre a quello già elencato, i progenitori del Brasile, sono giovani!!! Nel senso che la TV pubblica
    portoghese ultimamente fa robe per giovani come questa:
    https://youtu.be/KXWPIGScHrQ
    Anche loro si sono dati all'e-sport praticamente!! Spero che recuperi anche il mio pensiero sulla mia prima esperienza informatica che avevi postato qui:http://labaravolante.blogspot.com/2018/04/educazione-informatica-il-mio-primo.html
    Adesso viene il bello (peccato che non esistono i sottotitoli dannazione!), loro stessi hanno fatto il trailer di una roba assurda fatta da loro che è già passato al cinema il 26 giugno. Il titolo è "Linhas de sangue" (cioè linee di sangue). Eccolo qui in tutta la sua bellezza:https://youtu.be/WuVeMu8zy7o

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Peccato che non funzionano le miniature, basta copiare il link (tanto lo sapevate già?)

      Elimina
    2. "Linhas de sangue" pare sfizioso, grazie per la dettagliata ricerca ;-) Cheers

      Elimina
    3. Si si, vai tranquillo, i lettori della Bara sono tutti smanettoni informatici ;-) Cheers

      Elimina
    4. L'effetto Eurovision Song Contest di quest'anno è stato allucinante perchè in quest'estate ho fatto un trip allucinante sulla nazione ospitante ed è da lì si è scatenato tutto e le conduttrici hanno un "gnocca factor" assurdo. Il prossimo trailer (sempre da film portoghesi) è un mix tra The Bling Ring e AlbaKiara senza la droga così sembra (e scappa anche una morta come nel secondo). Il suo nome è Leviano. Eccolo qua: https://youtu.be/gytBFxuCBcE
      P.S.: Lo vedrai sicuro Pupazzi Senza Gloria?? È quando Sausage Party fa sesso con I Muppets e il figlio dei due è questo.

      Elimina
    5. Scherzi? Appena ho visto il trailer di “Pupazzi Senza Gloria” l’ho messo in pausa dopo dieci secondo e sono corso al cinema più vicino chiedendo un biglietto per il film. Poi ho capito che doveva ancora uscire :-P No scherzi a parte, un cortocircuito capace di far impazzire il fanatico dei Muppet e dei film poliziotti che sta in me, è uno di quelli che attendo di più, vediamo se sarà più o meno matto di “Meet the feebles”. Cheers!

      Elimina
    6. Save the date: 18 Ottobre! Per Pupazzi, ovviamente.

      Elimina
    7. Salvata! Autunno pieno di titoli fighi in uscita ;-) Cheers

      Elimina
    8. Alla luce dei due trailer di film portoghesi che ho linkato, vale la pena di analizzare anche il loro cinema? (mi riferisco a Linhas de sangue e a Leviano, per ora). Poi se becco qualcosa da beccare, anche di buon livello, lo linkerò in ogni caso. Anche il loro "America first, Portugal Second" è fantastico come quello degli olandesi, che sono stati i primi a farlo.

      Elimina
    9. Sei un cacciatore di titoli (a noi) sconosciuti ;-) Cheers

      Elimina