mercoledì 26 settembre 2018

BoJack Horseman - Stagione 5: Il cavallo che sussurrava agli uomini


Ed io che ero arrivato alla fine della quarta stagione del cavallo (umanoide) più famoso del piccolo schermo con il muso lungo. Per fortuna dopo essermi divorato con una velocità irrisoria la quinta stagione, posso dire che ho rischiato di fare la figura dell’asino, perché la quinta di Beethoven BoJack rischia di essere una delle migliori stagioni dell’intera serie. Da qui in poi vaghi e moderati SPOILER!

Per essere una serie che fa della commedia, ma soprattutto dell’introspezione il suo ehm, cavallo di battaglia, questa nuova stagione di “BoJack Horseman” manda a segno davvero tutti i colpi. Tanto di cappello al suo creatore, Raphael Bob-Waksberg, non è facile per una serie tv dopo cinque anni, essere ancora così piena di ottime idee e spunti di riflessione, restando comunque fedele allo spirito degli esordi, di fatto la stagione numero cinque aggiunge altre dieci episodi, dieci occasioni per sdraiarsi idealmente sul lettino dell’analista affrontando le idiosincrasie nostre, di BoJack e del vorace mondo di Hollywoo(d).

Se BoJack avrà sempre una stupida sit-com idealizzata negli anni come Horsin' Around, da utilizzare come metro di paragone per la vita, l’universo e tutto quanto, per un po’ di tempo il progetto del cuore, la biografia su Secretariat, è stata l’occasione per cercare di essere un uomo-cavallo migliore. Superata la sbornia (in tutti i sensi) del progetto della vita, BoJack ora ha un nuovo ruolo da affrontare, una nuova occasione per fare i conti con sé stesso, perché in fondo lo sbirro protagonista della contorta serie poliziesca Philbert, non è altro che il lato oscuro di BoJack.

Era dai tempi dell’attentato al signor Burns che non vedevo tanta tensione nei cartoni animati.
Flip McVicker, il creatore dello show-dentro-lo-show “Philbert” è la parodia di tutti i moderni showrunner delle serie tv, nel suo spettacolo che di base sembra un dramma poliziesco ma si gioca, strangolamenti, missili nucleari e sommergibili, potete vederci chi volete voi, ma la ricerca di qualcosa o qualcuno che definisca la propria identità, è il sottile tema con cui tutti i personaggi devono fare i conti.

Princess Carolyn si divide tra il lavoro e il North Dakota (come dice Bojack, il peggiore dei Dakota) nella speranza di poter adottare quel bambino che manca nella sua vita, e l’episodio 5x05 (The Amelia Earhart Story) è tutto dedicato a lei. Così come l’episodio 5x02 (dal significativo titoli di “The dog days are over”) in cui Diane tira le fila della sua vita post Mr. Peanutbutter facendo un viaggio in Vietnam alla ricerca delle sue origini.

Ma in questa stagione, nemmeno quel muro di gomma di Peanutbutter sembra immune al tempo che passa e agli sbagli del passato, persino questo vecchio cane inizia ad imparare un gioco nuovo, e nell’episodio 5x08 (“Mr. Peanutbutter's Boos”) grazie ad un ottimo montaggio sovrapposto riviviamo quattro delle più significative feste di Halloween (organizzate tutte a tradimento a casa di BoJack) degli ultimi 25 anni. Un’occasione per farsi quattro risate, ad esempio con lo scontro tra Jessica Biel e la Mummia, ma anche per pensare che il tempo passa per tutti, ed ogni anno canino vale sette umani caro Peanutbutter.

Se ti trovi loro sulla soglia di casa, vuol dire che è di nuovo Halloween (o che hai bevuto troppo).
Ma il tema principale della stagione è proprio la nuova serie “Philbert”, personaggio con la quale BoJack si conquista nuova notorietà ma si spacca anche la schiena sul set, vincendo così una nuova fissazione per gli anti dolorifici, che non va proprio d’accordo con la sua storica capacità di sviluppare una dipendenza per qualunque cosa, anche lo zucchero filato.

BoJack e il suo alter ego oscuro e contorto quasi quanto lui Philbert, diventano due facce della stessa medaglia, proprio grazie a questa nuova esperienza introspettiva per il nostro cavallo preferito del piccolo schermo (Furia, mi dispiace. Stacce!) la quinta stagione di “BoJack Horseman” ci regala due episodi che sembrano già destinati ad entrare a far parte dei migliori mai sfornati da questa serie.

Il primo è l’episodio 5x06 (Free Churro) un lungo soliloquio di venti minuti, in cui un elogio funebre diventa l’ennesima occasione per BoJack di mettersi in ridicolo da solo, ma anche per riflettere su una buona fetta della sua vita, e noi con lui, perché per tutta la durata di questa puntata da spettatori si ride delle trovate fuori luogo di BoJack, in altri momenti si ridacchia, specialmente quando qualcuna delle frase del cavallo ci tocca nel vivo e in altri, non si ride proprio per niente, anzi la mente inizia a galoppare lungo il percorso che il lungo monologo di BoJack ci sta idealmente chiedendo di percorrere, cacchio però! Devo smetterla di usare metafore a sfondo equino!

A mani (e zampe) basse, tra i migliori episodi di sempre di questa serie.
Si perché con le dovute differenze e i distingue del caso, “BoJack Horseman” sarà pure una serie d’animazione con animali antropomorfi, capace di sfornare tutte le gag che questa situazione può generare (tipo l’aeroporto intitolato ad “Air Bud” grande giocatore di pallacanestro), ma è per prima cosa una di quelle opere capace di costringerti a fare un lavoro anche su te stesso, mentre stai seduto comodo e al sicuro sul tuo divano. “BoJack Horseman” è destinato a fare la storia del piccolo schermo, perché al suo interno ha la stessa forza di storie come “The Breakfast Club” (1985) o “Il grande freddo” (1983) racconti, in cui è facilissimo identificarsi con gli scombinati protagonisti, e che rivisti nel corso del tempo, in varie fasi della vita, diventano sempre più facili da comprendere. Perché Indy ci ha insegato che nella vita a contare non sono gli anni, ma i chilometri percorsi, mentre BoJack meno eroicamente ci ricorda che anche gli errori hanno il loro bel peso, specialmente quando devi portarteli dietro.

L’altro episodio che alza il livello della quinta stagione è senza ombra di dubbio il 5x11 (The Showstopper) in cui con soluzioni visive degne dei mescolamenti tra realtà e finzione Gilliameschi, BoJack e Philbert sembrano diventare la stessa persona, fino al drammatico finale che non vi rivelo, ma mi serve per introdurvi all’altro grosso tema della stagione. Può una serie ambientata ad Hollywoo, non fare i conti con quello che succede nella sua controparte reale (e dotata di “D” finale) ovvero Hollywood? Direi proprio di no.

Quanti cavalli nudi servono per avvitare una lampadina?
Sottilmente all’inizio, e poi in maniera bella diretta, la quinta stagione di BoJack mette alla berlina con grande intelligenza e tutta la satira tipica di questa serie, tutta questa simpatica aurea di perbenismo che è calata su Hollywood negli ultimi anni, tirando in mezzo scandali sessuali e movimento #MeToo. Non è affatto importante quale sia la vostra posizione in merito a questo argomento, perché il compito della satira è quella di portare a galla l’ipocrisia, compito che questa stagione di BoJack svolge alla grande.

L’episodio 5x04 (BoJack the Feminist) inizia con il divo Vance Wagoner che ubriaco e molesto lancia affermazioni antisemite, se non fosse per i baffi, potrebbe tranquillamente essere un Mel Gibson qualunque. Anche se poi è ovviamente il più puro di cuore di tutti, Todd, a portare in scena il miglior personaggio di questa stagione (Spin-off, SUBITO!) ovvero il robot Henry Fondle (in italiano l’azzeccato e ben più diretto Henry Affonda) che permette di affrontare tutta la faccenda spinosa delle molestie sessuali, con l’ironia irriverente a cui questa serie ormai ci ha abituati.

“Non odio i cavalli, solo non sopporto lui” , “Anche antiequino oltre che antisemita”.
Divi che si schierano come femministi (anche se dotati di dondolino) per guadagnare popolarità, attori condotti alla cinta daziaria per le loro scelte di vita, ma anche ex peccatori redenti e riportati sotto i riflettori, impossibile non guardare BoJack e non ritrovarci dentro un po’ di Kevin Spacey, di Asia Argento e del caso Weinstein, perché “Henry Affonda” farò pure il vuoto (anche se visto il personaggio forse non è la scelta di parole adatta) ogni volta che entra in scena facendoci morire dal ridere, ma tutti i paradossi di Hollywood (con la “D” finale) vengono smontati con il cacciavite in questa stagione.

Una grande passione americana: La confessione in diretta.
Il personaggio di Gina Cazador, la 39enne destinata ad una carriera da caratterista a vita, arriva ad accettare un compromesso grosso come BoJack pur di restare sotto i riflettori a cui forse, si era già rassegnata a rinunciare per sempre, un altro (grosso) errore con cui Bojack dovrà fare i conti.

Perché alla fine il bello di questa serie e di questa stagione è proprio qui, BoJack Horseman è tutto tranne che perfetto, da spettatori a volte riusciamo a comprenderlo ma quasi mai a compartilo, gli enormi casini che combina nel suo passare come un rullo compressore sulle vite degli altri, in nome del suo egoismo più sfrontato, non sono giustificabili ma sempre facili da campire, perché ci ricordano i nostri errori e i nostri drami, se Philbert è il lato oscuro di BoJack, allora BoJack potrebbe tranquillamente essere la nostra immagine riflessa. Siete contenti? Siamo tutti un cavallo alcolizzato. Yuppi.

The BoJack Truman Show.
Insomma, appena penso di disdire l’abbonamento a Netflix, “BoJack Horseman” mi ricorda che almeno per questa serie il celebre canale di streaming quando vuole, ha anche delle serie di valore da presentare, voi non perdetevela per niente al mondo!


Se vi foste per caso persi qualcosa, qui sotto trovate tutte le altre stagioni della serie commentate:

26 commenti:

  1. Per adesso dico <3, poi dirò il resto

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    1. Non vedo l’ora di leggere anche il resto ;-) Cheers!

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  2. Allora Cass (COMMENTO SPOILEROSO),

    parto dal presupposto che le puntate più belle rimangono a pari merito quella "sott'acqua" della terza stagione e "pezzo di merda" della quarta: "Free Churro" non raggiunge, secondo me, quelle vette.

    E' bellissimo il messaggio di fondo dell'episodio: ci invita a non lamentarci di quello che abbiamo, anche se non è perfetto, perché potrebbe andare peggio: potremmo non avere ciò che abbiamo. E abbiamo sempre la speranza che le cose che abbiamo possano essere migliori (anche se poi non facciamo qualcosa per far sì che ciò avvenga). Altrettanto notevole il discorso di "I See You", che mette in burla l'atteggiamento tipico dell'uomo che vede sempre secondi sensi e fini nascosti nei comportamenti e nelle frasi della gente, che invece in realtà vuole dire quello e basta. Come "I see you", appunto.

    L'ultima puntata è di una bellezza disarmante (ma le immagini di Diane in auto hanno davvero un significato nascosto o sono semplicemente immagini per chiudere la stagione?), mi veniva quasi da piangere quando Todd ha messo ko Henry Affonda, curioso che in quel momento si assume una responsabilità enorme, sembra davvero essere diventato adulto, invece dopo due secondi è tornato il vecchio Todd (con i vecchi abiti). Peraltro Todd è l'unico personaggio veramente positivo della serie, perché mr.Peanutbutter ne esce maluccio, visto che - nell'episodio di Halloween che è meraviglioso - scopriamo che è lui a peggiorare le proprie donne, anzi, è lui che non riesce mai a maturare e infatti si accompagna a ragazze sempre più giovani. Peraltro quanto mi ha fatto ridere quell'episodio..quando Bojack si traveste da mummia...ahahah...

    Diane mi ha sorpreso molto, assume connotati negativi (la vendetta del New Mexico!), visto che sembra interessata ai segreti di Bojack per capriccio e non perché voglia aiutarlo a cambiare. Poi è vero che nell'ultima puntata si è riscattata. Devo dire che le serie dispari finiscono sempre male, ma in questo caso c'è comunque una morale interessante. Quella secondo la quale l'uomo non è buono o cattivo, ma è un uomo che fa o cose buone e cattive e per questo dovrebbe farne più buone piuttosto che cattive. "Questa gente di cui mi vai parlando, è gente come tutti noi, non mi sembra siano mostri, non mi sembra siano eroi", cantava De André.

    Molto nichilista la serie, come sempre, con questo concetto dell'eterno ritorno: Bojack continuerà a fare gli stessi errori, teme che anche dopo essersi ripulito dalle dipendenze possa rimanere lo stronzo di sempre, questo è un po' un monito per tutti noi. Passano gli anni, ma siamo sempre qui, a fare gli stessi errori.

    Molto belli, tra gli episodi, quello su Diane (finale davvero triste e commovente), quello di Halloween, ma anche tutti i riferimenti agli scandali sessuali.

    Serie sontuosa, come al solito, la migliore.

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    1. Perfetta e ottima analisi, Todd si conferma il “Puro” della serie, per quello il finale con Henry Affonda è agrodolce, mette in dubbio anche la certezza che avevamo, ovvero che Todd fosse solo il personaggio che alleggerisce ogni situazione. Concordo in pieno di mr.Peanutbutter per la prima volta non lo vediamo come il solito muro di gomma che non si lascia scalfire da nulla.

      "Free Churro" è un po’ ruffiana, nel senso che con il suo monopolizzare un intero episodio lasciando in panchina tutte le altre sotto trame, sembra pensata per dire: “Ammiratemi!”. Anche secondo me gli episodi da te elencati sono superiori, ma questo finisce comunque tra i cinque migliori episodi della serie. Finale della serie poi davvero nichilista, e non sottovalutiamo la critica ad Hollywood (con la “D”) mai così satirica e azzeccata. Grazie per l’analisi, super come sempre! :-D Cheers

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    2. Ecco, il puro, è la definizione perfetta. Ma detto tra noi..io trovo il personaggio di Diane supersexy, ahahh, è la donna della mia vita muahaah.

      Comunque anche la prima puntata, la scena della lampadina, è notevole. Non so come mai, ma ho provato anche io disagio per Bojack :D

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    3. Considerando che parla con la voce di Alison Brie non posso che darti ragione ;-) Ho trovato notevole il modo in cui BoJack, che prima scalciava (devo smetterla con i paragoni equini) per non girarla poi si rassegna, emblematico di come funzionino le cose ad Hollywood. Cheers!

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  3. Grazie della dritta su questa uscita. Appena capita mi ripasso il finale della quarta (di cui non ho alcuna memoria) e vado di quinta, così poi torno a commentare ^_^

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    1. La quarta è quella che ho gradito meno, vai con il ripasso e poi gettati su questa perché merita davvero di essere vista ;-) Cheers!

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  4. Analisi sontuosa... Anche stavolta abbiamo rischiato di uscire insieme, ma avevo troppe cose da pensare e da dire è tra una riscrittura e l'altra ritarderó di almeno un giorno. L'unica cosa su cui non concordo con te è che la quarta sia stata la stagione peggiore... Forse è perchè ho guardato la serie in fila dalla prima alla quarta, ma a me è sembrato un crescendo continuo. E un paio di episodi della quinta mi hanno fatto venire i brividi... Qualità di scrittura incredibile!

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    1. Anche io le ho viste di fila (le prime quattro serie)

      La prima stagione diverte, ma non è assolutamente nulla di paragonabile alle successive. E' un crescendo continuo anche per me!

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    2. Grazie Michele, sempre gentilissimo e poi con te esco sempre “vestito uguale” molto volentieri, non vedo l’ora di leggerti ;-) Sono felice di averne scritto subito, appena terminata la visione, perché altrimenti i tanti argomenti mi sarebbero esplosi in testa stile “Scanners” ;-) Cheers

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    3. Mi state confermando che probabilmente vista in versione “Binge” cambia qualcosa, ho visto le prime due in maratona, le altre tutte singolarmente, e la quarta mi è sembrata la più debole, ma magari viste a distanza ravvicinata potrei cambiare opinione. Resta il fatto che anche la stagione più scarsa di BoJack resta ad alto livello. Cheers!

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  5. Ho visto SPOILER allora non leggo oltre :D La quinta ce l'ho bella pronta per la visione, devo trovare il momento.. comunque l'ho già detto che la serie ha una delle MIGLIORI SIGLE mai create??

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    1. Più che alto riflettevo sui contenuti restando sul vago, ma ho preferito mettere l’avviso comunque per non rovinare la visione a nessuno. Non te la perdere perché merita e si, la sigla è una bomba, a metà tra le sigle “moderne” (in stile LOST per capirci) quelle super brevi, e quelle lunghissime alla “Giocotrono”, ha la capacità di farti capire davvero di che parla la serie, non certo un dettaglio da poco. Cheers!

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  6. E niente, oggi non leggo nulla perché per c@azzi&mazzi assortiti che mi sono capitati in questi giorni mi sono fermato all'episodio del funerale (il 5° o il 6°, non ricordo più...) e non ho intenzione di spoilerami nulla.

    Ci tengo però a sottolineare che Bojack si conferma una delle migliori serie tv mai prodotte. Ma non "serie animate"! Per serie tv intendo proprio ogni singola serie da "Breaking Bad" in giù. Semplicemente imprescindibile.

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    1. Vai tranquillo, hai già visto molto, ma anche il resto merita parecchio ;-) Anche secondo me non è una buona serie animata, pensavo di prendermi le pernacchie quando l’ho paragonata a roba tipo “Il grande freddo” e “The Breakfast club”, invece forse ci ho preso, ma più probabilmente i miei lettori mi assecondano perché sono magnanimi con me ;-) Cheers

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    2. Beh, ovviamente la componente "gusti personali" è assai rilevante e Bojack a me piace molto perché mixa comicità, nonsense e drammaticità creando un frullatone gustosissimo. Poi può pure non piacere eh, ci mancherebbe. Ma per me, ripeto, "Bojack Horseman" si piazza filato nell'Olimpo delle migliori serie di sempre.

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    3. Fino ad un certo punto, perché se una serie è di qualità non si sfugge, tipo “I soprano” è una pietra miliare, poi se qualcuno mi dice che non ama le storie con i gangster non la consiglierei mai, ma sulla sua qualità non si può troppo cavillare direi ;-) Cheers

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  7. Stavolta non ti leggo, sono in ritardo più di Salvini nella visione di questa serie - devo ancora iniziarla questa quinta stagione - quindi ripasso quando l'avrò finita

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    1. No, è impossibile essere più ritardati di Salvini ;-) Aspetto il tuo parere, vai tranquillo e buona visione! Cheers

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  8. Mi mancano ancora tre episodi, ma questa stagione è una bomba.
    Sesto e settimo episodio da applausi.

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    1. Concordo, e aspetta di vedere la fine ;-) Cheers

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  9. Bellissima recensione Cassidy su serie animata che sarà un cult.
    Ti consiglio una serie TV che si chiama Warrior creata da Jonathan Tropper e Justin Lin. La serie è basata su soggetti originali di Bruce Lee. Uno dei produttori della serie è la figlia di Bruce Lee.
    Io l'ho vista in sub ita è molto molto figa.
    Caldamente te la consiglio.
    Good job Cassidy.

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    1. La sto guardando in questi giorni (storia vera) ;-) Cheers!

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    2. La recensirai per caso?

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    3. Penso di si, tempo di finire di vederla, procedo un po' a rilento ma arriverà ;-) Cheers

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