venerdì 3 agosto 2018

Un pesce di nome Wanda (1988): Un ca-ca-capolavoro della ri-ri-risata

Piccola deviazione sul percorso di questa rubrica, ma d’altra parte l’occasione è troppo ghiotta per non approfittarne, quindi benvenuti al capitolo a sorpresa della rubrica… Pythonesque!

Sì, lo so bene, anche se in questo film recitano due componenti del celebre gruppo di comici, “Un pesce di nome Wanda” non è un film dei Monty Python, se bastasse questo in Jabberwocky i Python a recitare sono ben tre, quindi sicuramente non è un parametro di cui tenere conto, però “A Fish Called Wanda” che quest’anno compie trent’anni, è stato uno dei film più importanti del 1988, un'annata piena di titoli storici, dove questo film ha fatto la figura del leone, o forse dovrei dire dello squalo per stare in tema ittico? Insomma, non potevo non cogliere l’occasione per festeggiare questo compleanno!

Dopo il successo di Il senso della vita, i Monty Phyton non hanno più sfornato film, anche perché dal 1989 il dottor Graham Chapman si ostina a continuare a restare morto, quindi la possibilità di rivedere il gruppo originale insieme è sfumato per sempre, ma i comici senza mai aver dichiarato lo scioglimento ufficiale in stile Beatles, non hanno mai detto di no ad alcune amichevoli collaborazioni, specialmente Michael Palin, quello che come lo ha definito Terry Gilliam, l’unico Python che non voleva fare il regista.

Sì, perché Eric Idle, Terry Jones e Terry Gilliam (specialmente quest’ultimo) in carriera hanno diretto film e spettacoli musicali, l’unico a non finire dall’altra parte della macchina da presa era stato John Cleese, almeno fino al 1988, quando la MGM acquisto la sua sceneggiatura, basata su un soggetto scritto insieme al veterano Charles Crichton per il film “Un pesce di nome Wanda”. "Dove sta il problema? il mio amico Charles qui è un grande regista, lo facciamo dirigere a lui il film!".

Quando quello che deve badare a te è John Cleese, auguri, ma tanti cari auguri!
Tutto vero, peccato che Crichton sia nato nel 1910, si sia fatto le ossa e un nome nel settore presso gli Ealing Studios con le sue commedie degli anni ’50 e il suo ultimo lavoro da regista era un giallo intitolato “Il terzo segreto”, uscito, però, nel 1964! Quindi, per rassicurare i produttori, John Cleese finì per dirigere tutta la parte finale del film e soprattutto la scena (esilarante) tra lui e Michael Palin, in cui il ba-ba-balbuziente Ken cerca di pronunciare il complicatissimo nome dell’hotel vicino all’aeroporto di Heathrow, torna buono avere un collega con cui hai lavorato per anni sul piccolo e grande schermo!

“La Ba-Ba, la Ba-Bara Vo-Vo…”, “Cantalo, prova a dirlo cantando!”.
Anche rivedendolo oggi, “Un pesce di nome Wanda” non sembra per niente un film diretto da un regista troppo anziano e da uno senza esperienza, anzi, è una commedia dal ritmo impeccabile che se uscisse nei cinema ora così, identica a sé stessa, potrebbe ancora funzionare alla grande, ci sarebbero quasi gli estremi per il Classido? Voi che ne dite?


La sceneggiatura del film fila alla perfezione, molto più azzeccata del furto di gioielli dei protagonisti, perché tutto inizia con il capo della banda George Thomason (Tom Georgeson), l’affidabile amante degli animali con problemi di balbuzie Ken Pile (Michael Palin) e la coppia di amanti americani sotto mentite spoglie, la bellissima Wanda Gershwitz (Jamie Lee Curtis, sempre sia lodata!) e l’arrogante yankee con velleità da intellettuale Otto West (Kevin Kline).

Eccoli qui, gli insoliti sospetti in versione banda del buco (nell’acqua).
Il colpo va a buon fine, ma Wanda e Otto che con grande sforzo (specialmente da parte degli ormoni galoppanti di quest’ultimo) si fingono fratello e sorella, nel tentativo di fregare George lo fanno arrestare con l’intenzione di scappare con la refurtiva, peccato che il capo della banda sia un passo avanti a loro, quindi per scoprire l’ubicazione dei gioielli, bisogna inventarsi qualcosa, ad esempio fare colpo sull’avvocato di George, l’irreprensibile e morigerato Archie Leach (John Cleese). Da qui inizia una riuscitissima girandola di “Frega tu che frego anche io” che prevede anziane testimoni da cercare di uccidere e un triangolo amoroso fatto di gelosie e situazioni imbarazzanti, specialmente per Archie!

Dopo il pianista nudo dei Monty Python, ora abbiamo anche l'avvocato nudo.
Inutile girarci troppo attorno: a far funzionare questa commedia sono le parti che lo compongono, ogni personaggio ha un ruolo chiave nello svolgimento degli eventi ed ognuno di essi è ben scritto, perfettamente caratterizzato e, soprattutto, l’attore o l’attrice che lo interpreta è assolutamente azzeccato! Gran parte dei momenti comici più riusciti, vengono fuori semplicemente accostando questi personaggi agli antipodi, tipo quando Otto si finge gay con Ken per sviare i suoi sospetti sul suo rapporto con Wanda, oppure lo scontro a distanza tra i due amanti della donna, a ben guardarli due facce della stessa medaglia, perché entrambi risultano due macchiette, ma per approccio alla vita sono opposti ed incarnano alla perfezione più i difetti che i pregi dei Paesi che rappresentano, l’Archie per la cara vecchia Inghilterra e Otto per i baldanzosi Stati Uniti.

Il primo sembra l’Inglese medio che i Monty Python prendevano per i fondelli con gli sketch del Flying Circus, impostato nei modi e nella vita, incastrato tra la promettente carriera di avvocato e una situazione familiare che lo tiene costantemente sulla corda, con una moglie dittatoriale e una figlia viziata, per altro, interpretata da Cynthia Cleese, la vera figlia di John Cleese nata dal suo primo matrimonio con Connie Booth (storia vera).

Ma cos’è una Fiat 127 quello? Sareste i primi ad usarlo per una rapina.
Persino il nome del personaggio è un indizio sulla su modesta condizione, perché il nome scelto da Cleese per il suo personaggio, Archie Leach, è una strizzata d’occhio al vero nome di Cary Grant (all’anagrafe nato Archibald Alexander Leach), pare che Cleese abbia scelto proprio questo nome, perché è nato a poca distanza da Bristol, cittadina natale di Cary Grant. Scelta azzeccata, secondo me, è un po’ come se Grant non fosse mai diventato un grande attore e fosse finito a fare l’avvocato che, poi, è un po’ quello che avrebbe potuto succedere a John Cleese, visto che a Cambridge oltre a conoscere il resto dei Monty Python e cambiare la storia della comicità mondiale per sempre, ha trovato anche il tempo di laurearsi in giurisprudenza.

Archie rappresenta l’Inglese medio, quello che con le sue stesse parole descrive come terrorizzato dalle situazioni imbarazzanti, proprio quelle in cui si ritroverà dopo aver preso una clamorosa sbandata per Wanda. Suo esatto opposto Otto, Americano semplicemente disgustato dagli Inglesi che non smette di prendere per i fondelli ad ogni occasione utile, tanto è propenso all’uso della logica e della dialettica per uscire da una situazione complicata Archie, quanto è subito pronto a menare le mani Otto, convinto di essere il più furbo di tutti anche se è una specie di caprone ignorante. Metti due personaggi così uno opposto all’altro e quello che otterrai sono momenti comici tutti da spanciarsi, tipo quanto Otto appende un calmissimo Archie intento a scusarsi, a testa in giù dalla finestra, oppure come il loro duello finale, uno scontro tra Stati Uniti ed Inghilterra che si risolve con uno schiacciasassi e visto che Chi ha incastrato Roger Rabbit è un film dello stesso anno, evidentemente nel 1988 gli schiacciasassi andavano fortissimo!


Occhio Kevin che qui fai la fine del giudice Morton!
Il ruolo di Otto West per Kevin Kline è stato uno spartiacque, da allora ha cominciato ad interpretare ruoli molto simili (basti pensare a “In & Out”, 1997), anche perché l’Oscar come migliore attore che si è portato a casa per questa parte è assolutamente meritato. Kline nel ruolo è davvero esplosivo, pare che per la grottesca scena di sesso, Jamie Lee Curtis abbia affogato il volto in un cuscino per non ridere della sua espressioni mentre giravano (storia vera). Ma il meglio sono le improvvisazioni in spagnolo, lingua a cui la bella Wanda è molto... Ehm, sensibile diciamo così!

“Siamo l'Accademy, è stato nominato agli Oscar” , “Dai Cassidy smettila, lo so che sei tu!”.
In realtà, solo qui da noi, per ovvie ragioni logiche, la lingua che fa scaldare Wanda è diventata lo spagnolo, scelta tutto sommato logica se associate alle prestazioni amorose dei suoi amanti, in lingua originale è uno spasso sentire Kevin Kline improvvisare parole in italiano per convincere Wanda a fare l’amore con lui, un trionfo di «Mozzarella!», oppure «Insalata verde con linguine!», insomma uno spasso, meglio di lui fa solo John Cleese che, a sua volta, si spara una lunghissima frase in italiano più che decente («Ma ho sposato una donna che preferisce lavorare in giardino a fare l'amore appassionato. Uno sbaglio grande!») che è praticamente una dichiarazione sulla sua condizione di infelicità che, però, Wanda non coglie perché è troppo impegnata ad arraparsi.

Quando al lavoro sento qualcuno dire “Riunione” invece che “Meeting”, ho quasi la stessa reazione.
Su Jamie Lee Curtis io ho terminato gli aggettivi positivi da tempo, dopo anni passati a fare la Scream Queen e la Final Girl anche per John Carpenter e dopo aver sdoganato il ruolo comico e sexy in Una poltrona per due, qui vive letteralmente di prepotenze artistiche. La sua Wanda è il tornado che sconvolge la vita di Archie, è l’oggetto della gelosia di George e di Otto ed è anche quella che riesce a mettere fine alla balbuzie di Ken con un bacio. Le bastano un paio d’occhiali per passare dalla rapinatrice di banche alla studentessa di legge, trovata totalmente azzeccata chiamare il suo personaggio e lo scalare dentro l’acquario che avrà un ruolo chiave (nel vero senso della parola!) nell’intreccio con lo stesso nome, anche perché quando i Phyton sono nella zona delle operazioni, i pesci hanno sempre un ruolo fondamentale, che siano quelli della “The Fish Slapping Dance” del Flying Circus o quelli di “Find the Fish” di Il senso della vita.

Motivi per cui sarei pure favorevole alla clonazione umana: Jamie Lee Curtis!
Per altro, a proposito di bizzarrie Pythonesche, pare che John Cleese abbia preteso di inserire Jamie Lee nella lista degli attori, con il nome di Jamie Lee Schwartz, perché trovava particolarmente divertente il fatto che il vero nome del padre di Jamie Lee, il grande Tony Curtis, fosse Bernard Schwartz. Insomma, una cosa l’ho capita: John Cleese sta in fissa con i veri nomi degli attori famosi, se vi capita di incontrarlo in giro, mostrategli subito la carta d’identità, così andate sul sicuro.

Ultimo, ma non meno importante, sicuramente Michael Palin. Io mi sono già espresso in merito di tutte le sue ottime prove (e ho davvero l’imbarazzo della scelta) per me il meglio lo ha dato con il Jack Lint di Brazil, ma se incontrerete Palin dal vivo (a me è accaduto ad un TFF di una vita geologica fa, è esattamente come ve lo immaginereste) e vorrete chiedergli qual'è stata la sua migliore interpretazione, lui molto probabilmente vi rispondere il Ken di questo film. Malgrado tutto devo dirlo: difficile dargli torto. Vederlo disperarsi per le continue morti di cagnolini e pesci durante tutta la pellicola è uno strazio, ma uno strazio che fa anche ridere, inoltre la tortura del “Fish & Chips” resta uno dei momenti più tragicomici della storia del cinema, dimostrazione che questo film è davvero il frutto di una lunga preparazione e di singole scene che sono state pensate a lungo prima di trovare qui la loro naturale collocazione.


Il signor Cassidy senior ha dei pesci identici nel suo acquario (storia vera).
Bisogna solo scegliere qual è il vostro momento preferito, perché in questa commedia degli equivoci si ride dall’inizio alla fine, a me personalmente fanno ridere anche le scene meno famose, tipo Otto che si atteggia da grande agente della CIA con la moglie di Archie, che essendo figlia di un agente dell’MI6 inglese gli sputtana tutte le sue frescacce in un tempo ridicolmente breve, oppure John Cleese che durante il processo chiama “Amore” la testimone Wanda e poi per mascherare la gaffe, chiama pure “Tesoro” il giudice, insomma si ride dall’inizio alla fine.

Chiedetelo al danese Ole Bentzen quanto si ride con questo film, purtroppo non potete chiederglielo quando lo incontrerete per strada perché il poveretto, ci ha lasciato le penne per un attacco cardiaco causato dall’eccesso di risate nel 1989, mentre stava guardando il film in uno cinema in Danimarca, lo so che sembra una di quelle pessime trovate promozionali dai film horror, quando dicono che qualcuno è stato male in sala mentre guardava il film, però pare che la vicenda sia stata confermata anche dal figlio di Bentzen e se anche fosse uno di quei casi in cui la finzione influenza la realtà, mi sembra anche la chiusura ideale.

E Nemo e Dory… MUTI!
Sì, perché “Un pesce di nome Wanda” non è un film dei Monty Python, è un’ottima commedia che fa... Ehm, morire dal ridere! Che tra attori, pesci in ruoli fondamentali e prese per i fondelli ad Inglesi e Americani, porta avanti a suo modo la tradizione comica del gruppo. Dai, su andiamo, la storia di uno che muore dal ridere guardando un film non è qualcosa in puro stile Phyton?


Ok, gente, prossimo capitolo della rubrica in arrivo da queste parti a breve, il nostro viaggio continua e se non sapete viaggiare stando seduti sopra una palla di cannone, potete sempre volare con questa Bara!

18 commenti:

  1. Sembra una frase fatta Cass,ma di film così ormai,nel triste panorama odierno,si è perso lo stampino....

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    1. Lo penso pure io, penso che al cinema le cose più difficili da fare in assoluto, sia fare paura e fare ridere, questo film è un manuale della commedia, si gioca momenti scemi e scene scollacciate senza risultare mai cretino o buttandola sulla volgarità facile. Ha un ritmo invidiabile e poi fa veramente ridere, si vede che dietro è stato fatto tanto lavoro per arrivare ad un risultato così, la prova è il suo ideale non seguito (Creature selvagge, 1997) che però a questo non gli allaccia nemmeno le scarpe. Cheers!

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  2. Parlando con il mio coinquilino, di recente, è saltato fuori che strano ma vero Un pesce di nome Wanda io non l'ho mai visto. Recupererò senz'altro: al cinema non c'è niente, i film che vedo son filmacci, e di cose leggere e possibilmente belle c'è sempre urgenza. ;)

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    1. Le belle commedie sono una rarità, questo è uno di quei film con cui si va sul sicuro, è talmente ben fatto che non può non piacere, recupero ultra consigliato, fammi poi sapere la tua ;-) Cheers

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  3. È sempre un bel giorno quando vedo che la La bara volante ha pubblicato un nuovo post. Io come sempre mi segno il titolo, che lei maestro ha sempre ottimi gusti in fatto di film.

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    1. Ma che maestro, al massimo posso stare in piedi dietro alla lavagna, o a scrivere frasi mille volte come Bart Simpson! Grazie a te per la pazienza di leggerti tutte le mie caSSate, spero che il film ti piaccia, ma ti piacerà è un super classico ;-) Cheers

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  4. Film esilarante dall’inizio alla fine che rivedo ogni volta che passa in tv (Sky lo sta replicando proprio in questi giorni). La mia scena preferita è quella del nome dell’hotel. Mi piego ogni singola volta anche se il film lo conosco a memoria.
    Attori giusti in stato di grazia, sceneggiatura priva di buchi e ritmo altissimo. Azione, risate e doppi/tripli giochi. Vuoi non dargli le stimmate del Classydo? Chiaro che si!
    Jamie Lee, Jamie Lee,... Che Dio ti benedica! Capo, dimentichi la scena di “True Lies”. Aggiungila alla lista delle scene sexy della figlia di Tony.

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    1. Non citata volutamente perché è arrivata dopo questo film e mi viene caldo se penso a quella scena, e già in questi giorni fa caldo abbastanza ;-) Non sono tanto uno da commedie classiche, ma sono uno da bei film, questo è un bel film ;-) Cheers

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  5. Lo vidi all'epoca della sua uscita in videoteca, e visto che le date parlano chiaro e all'epoca già avevo visto "Il senso della vita", le cose sono due: o non avevo riconosciuto Cleese e Palin senza trucco o il film ad episodio è uscito da noi dopo Wanda. Boh...
    Lo abbiamo visto in famiglia e ci siamo molto divertiti, ma sai che poi da allora non l'ho mai più rivisto? Ora, dopo trent'anni, temo il giudizio del me attuale, quindi mi limito a leggerti :-P

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    1. Posso dirti che ha retto bene alla prova del tempo, anche se non ci sono cellulari nel film, se uscisse oggi penso che spaccherebbe ancora, penso che al grande pubblico piaccia sempre una commedia ben fatta, ultimamente incassano commedie anche molto meno brillanti di questa. Forse sono usciti a poca distanza uno dall'altro e non è detto, ma dovrei verificare per ora la butto lì, che il successo di questo film abbia sbloccato l'uscita nostrana dell'altro. Cheers!

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  6. Un Classido, garantito al limone! (Cit.)😁Anche uno dei rarissimi casi dove il titolo originale non è stato stravolto nell'edizione italiana. La mia scena preferita, di cui hai postato lo screenshot, è ovviamente quella con Archie nudo nel cottage con la famigliola, mentre mostra il suo aplomb tipicamente british.

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    1. Mi fa morire come si risolve quella scena, con Archie che inizia a chiacchierare come se niente fosse, anzi, cercando di far sembrare che sia tutto normale, più lo guardo questo film più ci trovo dettagli che mi fanno ridere ;-) Cheers!

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  7. Non l'ho mai visto e sono anni che vorrei farlo. Recensione bellissima come al solito, spero piaccia così tanto anche a me quando ne farò il fake rewatch.

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    1. Grazie mille capo sempre gentilissimo! Fake Rewatch per i trent'anni del film casca proprio a fagiolo ;-) Cheers

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  8. Scambio di battute tra fratello e sorella (per modo di dire):
    "Forse che gli scimmioni leggono di filosofia?"
    "Sì, ma non la capiscono!" ;-)
    Visto al cinema anche questo, ai tempi, e rivisto di recente sia in tv che in DVD (in pratica lo rivedo ogni volta che posso)... non sapevo del personale apporto registico di John Cleese riguardo a quelle determinate scene (anche se in effetti lo stile avrebbe dovuto darmi qualche indizio)! A dirla tutta ritrovare Crichton alla regia di questo film fu una sorpresa, visto che lo pensavo ormai destinato in pianta stabile a dirigere episodi di mitiche serie tv come Spazio 1999, Agente speciale o il quasi dimenticato "L'avventuriero"... di certo, il risultato finale ha dimostrato quanto se la cavasse ancora molto bene. Del resto, con un cast del genere era impossibile realizzare qualcosa di meno che un ca-ca-capolavoro come questo (da te peraltro ottimamente re-re-recensito)... ;-)

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    1. Gra-gra-gra… Gra-gra. Ossequi :-P
      Si vede che è un film molto pensato, nel senso di ben preparato, eppure malgrado la preparazione alle spalle, ogni gag resta fresca e spontanea, il cast è micidiale, e il buon vecchio Crichton ha chiuso la carriera con il botto ;-) Cheers

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  9. Almeno questo l'ho visto!
    Devo dire che ho l'impressione che la Jamie Lee avrebbe potuto fare di più nella sua carriera, mi sembra quasi centellinata. Eppure è bravissima.

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    1. Anche io la trovo fenomenale, bisogna dire che ha fatto parecchie commedie (non è questo il caso) in cui è stata sottoutilizzata per il suo talento. Nel corso della carriera però ha sempre trovato un titolo per rilanciarsi, che poi a ben guardare non era altro che un film in cui veniva utilizzata come si deve, di solito lavorando per registi capaci Jamie Lee ha sempre risposto presente ;-) Cheers

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